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Why ‘You Can See Everything’ dominates conversations, social media, Halloween costumes, and has even been Oscar-tipped
How long has it been since a documentary dominated public conversation, the box office, chats between friends and social media memes? You might have to go back to 2004 and Fahrenheit 9/11, by Michael Moore, or that hybrid (but a film, nonetheless) that blew many minds — The Blair Witch Project in 1999 — to see something similar to what’s happening in the United States surrounding You Can See Everything, this season’s cultural phenomenon.

© A24
Chouest Group Acquires Canada’s Horizon Maritime in Major Expansion
Boom di tumori tra i giovani sotto i 50 anni, aumentano i casi al colon, al pancreas e allo stomaco, il monito di Berrino: “Non consumate più cibi ultraprocessati”
I risultati non lasciano dubbi. I tumori stanno aumentando ormai anche tra le fasce di età più giovani, sotto i 50 anni. I dati provengono da un’analisi condotta dal World Cancer Research Fund International (WCRF), una rete di organizzazioni che si occupa di prevenzione dei tumori attraverso alimentazione e stile di vita, su una serie di ricerche svolte nell’arco di 20 anni, fino al 2023, e che riguardano 3 Paesi: Stati Uniti, Inghilterra e Paesi Bassi.
Sono sette i tipi di cancro in ascesa. Tra le donne ci sono i tumori della mammella, del colon-retto, dell’utero, del rene, del fegato, del pancreas e dello stomaco. Tra gli uomini l’incremento riguarda soprattutto colon-retto, rene, pancreas e stomaco. In Inghilterra si osserva anche una crescita del tumore della prostata.
Sono dati da prendere sul serio da parte della comunità scientifica perché una tendenza di questo tipo, relativa a contesti sanitari differenti, rende meno probabile che si tratti di un caso isolato o di un errore statistico. E la situazione per certi aspetti riguarda anche l’Italia.
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“La mia esperienza di malattia mi ha allargato il cuore. Ora sto meglio”: Antonella Elia torna a casa dopo l’intervento di rimozione del tumore
Antonella Elia, dopo i giorni di convalescenza in ospedale in seguito all’intervento per rimuovere un tumore, è tornata a casa ed è da lì che ha voluto condividere un messaggio sui propri canali social indirizzato ai suoi follower.
“Questa esperienza di malattia mi ha fatto sentire così vicina a tutti voi – amici che conosco fisicamente e amici virtuali – perché mi avete comunicato così tanto amore, tanto sostegno, tanta comprensione, tanto affetto che la mia esperienza di malattia mi ha allargato il cuore. Ammetto: ho bisogno di sentirmi amata. Voi direte: ‘Ce l’avrai qualcuno che ti ama’. Sicuramente, ma questo amore gigantesco di cui mi avete rimpito mi ha fatto sentire protetta e accudita” ha spiegato Elia nel suo videomessaggio.
“Spero di riuscire a comunicare qualcosa di vero, profondo e utile, non soltanto a me che ho goduto del privilegio del vostro amore, ma anche alle persone malate che stanno affrontando una situazione brutta, dolorosa, grave, l’esperienza della fragilità umana” ha poi proseguito la showgirl. “La fragilità umana è bellissima, è la cosa in cui io più credo: mostrare se stessi e la propria umiltà, la propria miseria, la propria precarietà perché proprio questo porta alla solidarietà all’empatia e all’amore” ha spiegato Elia.
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Audi investe 4 miliardi di dollari negli Usa, ma è scontro con i sindacati tedeschi
Audi sceglie gli Stati Uniti per rilanciare vendite e redditività, ma il progetto di un nuovo stabilimento in Georgia scatena le proteste dei sindacati tedeschi. Al centro della polemica c’è Gernot Döllner, amministratore delegato della Casa dei quattro anelli, che il 24 ottobre ha partecipato a un comizio di Donald Trump a Perry (nella foto), in Georgia, per annunciare l’investimento da circa 4 miliardi di dollari.
Il progetto prevede la costruzione di una fabbrica capace di produrre 200.000 suv all’anno e di creare 4.500 posti di lavoro. I cantieri partiranno nel 2027, mentre l’avvio della produzione è previsto nei primi anni del prossimo decennio. Dalle linee usciranno tre modelli, Q7, Q8 e la nuova Q9, attualmente prodotti in Slovacchia, con motorizzazioni termiche e ibride plug-in. Circa metà dei volumi sarà destinata al mercato statunitense.
La scelta della Georgia è arrivata dopo tre anni di valutazioni e un’indagine che ha coinvolto 70 possibili località. A pesare sono state la disponibilità di energia, la vicinanza alla rete dei fornitori Volkswagen e le caratteristiche del sito industriale. Ma soprattutto i dazi sulle importazioni, che hanno accelerato una decisione già allo studio. Audi importa infatti dall’Europa e dal Messico tutte le vetture vendute negli Stati Uniti e nel 2025 ha sostenuto oneri doganali per 1,4 miliardi di dollari, sui 4 miliardi complessivi del Gruppo Volkswagen.
La produzione locale consentirà al marchio di recuperare competitività rispetto a Bmw e Mercedes, presenti da anni con propri stabilimenti americani, e ridurre l’esposizione alle oscillazioni valutarie. Una necessità resa ancora più urgente dal calo delle vendite: nel 2025 le consegne Audi negli Usa sono diminuite del 16%, a 164.942 unità, mentre nel terzo trimestre 2026 la flessione è stata del 15%.
A complicare i piani è però intervenuta, come spesso accade in questi casi, la polemica politica. Christiane Benner, presidente del potente sindacato IG Metall, ha definito la partecipazione di Döllner all’evento di Trump “profondamente imbarazzante” e “politicamente inaccettabile”. Ancora più esplicita Daniela Cavallo, presidente del consiglio aziendale Volkswagen, che ha accusato il manager di aver offerto un sostegno attivo alla campagna elettorale repubblicana, a pochi giorni dal voto di metà mandato del 3 novembre. Secondo Cavallo, le regole interne Audi vietano apparizioni pubbliche con candidati politici nei tre mesi precedenti le elezioni.
Döllner ha respinto le critiche, spiegando che accettare l’invito della Casa Bianca rappresentava una forma di rispetto istituzionale verso il paese nel quale Audi intende investire. Ma la controversia rischia di avere conseguenze concrete: il progetto deve ancora ottenere l’approvazione del Consiglio di Sorveglianza Volkswagen, nel quale i rappresentanti dei lavoratori occupano metà dei seggi.
Il nodo è anche industriale: mentre Audi programma miliardi di investimenti oltreoceano, Volkswagen affronta una profonda ristrutturazione in Germania, con pesanti tagli occupazionali e possibili chiusure di stabilimenti, tra cui quello Audi di Neckarsulm dopo il 2030. Döllner assicura che la Germania resterà il cuore tecnologico del marchio e che la nuova fabbrica non sottrarrà attività agli impianti tedeschi. La decisione definitiva sull’investimento americano è attesa entro la fine dell’anno.
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Dio benedica l’indigestione. Così Papa Leone ha scoperto di avere un tumore
A volte le grandi svolte cominciano con qualcosa di molto poco solenne. Nel caso di Leone XIV, non una visione mistica né un segnale dal cielo: un mal di stomaco. Quel genere di contrattempo che normalmente si liquida con una dieta in bianco e qualche giorno di prudenza. Per il Pontefice, invece, potrebbe aver rappresentato la coincidenza più preziosa della sua vita.
Il malessere in Francia e gli esami inattesi
A ricostruire il retroscena è Stefano Iannaccone su Domani. Durante un viaggio in Francia, Robert Francis Prevost avrebbe accusato disturbi gastrointestinali piuttosto intensi, affrontando gli appuntamenti previsti non senza difficoltà. Dopo un paio di giorni tutto sarebbe rientrato, lasciando aperto un dubbio: semplice indigestione oppure infezione virale?
I medici, poco inclini ad affidarsi al proverbiale «passerà da sé» quando il paziente abita in Vaticano, avrebbero consigliato ulteriori verifiche. Prima un’ecografia, poi accertamenti più approfonditi. Dallo stomaco nessuna cattiva notizia. Ma le indagini avrebbero portato alla luce una piccola lesione polmonare, fino a quel momento insospettata.
Una precisazione è necessaria: la Santa Sede aveva parlato di controlli di routine. Il collegamento con il malessere francese emerge dalla ricostruzione di Domani, non da una conferma ufficiale.
L’operazione al Gemelli e il responso dei medici
L’11 ottobre, all’Angelus, il Papa ha scelto di raccontare personalmente la diagnosi: un nodulo individuato precocemente, ben delimitato, da rimuovere chirurgicamente. Due giorni dopo, al Policlinico Gemelli di Roma, l’intervento ha confermato un adenocarcinoma polmonare. I chirurghi hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro con una procedura videoassistita, senza complicanze. Il 17 ottobre Leone XIV è tornato in Vaticano. Gli esami istologici definitivi hanno confermato che il tumore era localizzato e, secondo la valutazione oncologica comunicata il 21 ottobre, non sono necessarie ulteriori terapie.
Resta la convalescenza, con qualche appuntamento da rinviare e un’agenda pontificia da riorganizzare. Se il racconto dei controlli scaturiti dall’indigestione troverà conferma, la vicenda avrà un paradosso perfetto: uno stomaco ribelle avrebbe permesso di scoprire una malattia silenziosa. Chiamarlo miracolo sarebbe naturalmente eccessivo. Ma anche il più rigoroso degli scettici potrebbe riconoscere che, stavolta, la Provvidenza sembra aver scelto una strada decisamente insolita.
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Chery, dalle automobili ai robot e all’AI. La metamorfosi del colosso cinese
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lepas AURA Concept
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Quello che Yin Tongyue, oggi Ceo del gruppo Chery che nel giro di meno di 30 anni (li festeggia nel 2027) ha commercializzato 20 milioni di veicoli, presenta all’International User Summit 2026 di Wuhu è un manifesto per il futuro.
È quello di una tech company camuffata da casa automobilistica, visto che ha già sviluppato non solo algoritmi, ma anche microprocessori e intelligenza artificiale (oltre che robot umanoidi e macchine volanti): “Non vogliamo soltanto vendere più prodotti, ma partecipare al cambiamento locale e rendere migliore la vita delle persone nei diversi paesi”, dice il manager che le autorità locali avevano designato per fondare l’impresa. “Chery deve passare dall’essere un’azienda cinese che fa affari in tutto il mondo a una globale con operazioni decentralizzate e integrate localmente”, insiste.
Già adesso oltre 20.000 dei 150.000 addetti sono impiegati all’estero e a Barcellona, assieme alla spagnola Ebro, punta alla produzione su larga scala per l’Europa, a cominciare dalla Omoda 5. “Vogliamo trasformare l’azienda in un paradiso per gli avventurieri globali, in un luogo ideale per gli imprenditori, affinché continuino a emergere nuove tecnologie”, incalza.
Yin Tongyue riassume in una frase la visione tecnologica di Chery: “Creare maggiore valore per la libertà dell’umanità, rendere la mobilità più sicura, libera e conveniente… per mettere l’intelligenza al servizio di famiglie e industrie, permettendo a ogni persona di avere più tempo, lavoro, risorse, dignità e ricchezza da gestire liberamente”, sintetizza ricordando anche come l’IA possa aumentare l’efficienza, ma “non sostituire la responsabilità delle persone, il giudizio umano e il calore umano”.
Nell’ultimo lustro, il gruppo ha investito l’equivalente di quasi 14,5 miliardi in ricerca sviluppo e innovazione: nel solo primo semestre di quest’anno sono stati circa 900 milioni, il 28% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il mercato sembra riconoscere lo sforzo di Chery, che in nove mesi ha commercializzato più di 2,2 milioni di auto (1,55 milioni sono finite fuori dai confini della Repubblica Popolare: 28.000 in Italia tra gennaio e agosto, quasi il doppio del totale del 2025), un risultato che le vale il nono posto a livello globale. Come Ebit percentuale (il ritorno sulle vendite prime delle imposte) è addirittura seconda, almeno stando allo studio tedesco dell’Center of Automotive Management.
Chery è praticamente un conglomerato industriale con più di 500 tra controllate e filiali. I microprocessori Ziwei, sviluppati internamente, sono uno dei fiori all’occhiello del gruppo, che immagina già una rapida adozione di batterie allo stato solido (forse in produzione già entro un paio di anni) e di architetture a 1.500 Volt e magari anche oltre. Le nuove e più efficienti tecnologie consentiranno di evitare dispersioni di energia, ma anche di circolare in maniera più sicura grazie alla capacità dei propri dispositivi di decifrare in maniera più veloce e precisa l’ambiente in cui si muovono.
La produzione è concentrata nell’entroterra cinese, ad alcune centinaia di chilometri dalla megalopoli Shanghai, alla quale è collegata anche dal fiume azzurro, lo Yangtze. Circondato da una ampia superficie verde, spalmato su 830.000 metri quadrati e servito da un convoglio monorotaia, alla periferia della città si trova uno dei siti produttivi: dalle sue linee escono veicoli a marchio Chery e Omoda, fino ad un massimo di 300.000 l’anno ai quali se ne sommano altri 200.000 destinati a venire ultimati in altre parti del mondo.
Più che una fabbrica, sembra di visitare una serie di uffici. Nel capannone riservato alla saldatura lavorano 100 addetti per turno (due da otto ore, dodici in caso di grande richiesta) con un tasso di automazione del 97% (660 robot, per lo più della giapponese Yaskawa), mentre in quello per l’assemblaggio gli occupati sono 600 e che lavorano con ritmi che appaiono tutt’altro che alienanti, paragonabili a quelli delle catene di montaggio europee per intenderci. Una visita non vuol dire molto, ma lo stesso vale per quelle nelle fabbriche del Vecchio Continente.
Impressionano di più le parole del Ceo, che richiamano principi più che volumi, anche se solo in Italia nei prossimi mesi stanno per arrivare le Omoda 4 e 5, la Chery Q, le Lepas 6 e 4, la iCaur V27. Senza contare i concept della Omoda X e di una Lepas e le nuove Chery Tiggo 7 e X7 anticipati a Wuhu.
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“A Ballando con le Stelle potrei strappare la parrucca e restare con i miei capelli”: Monica Guerritore rinata dopo la chemioterapia
Monica Guerritore è indubbiamente una delle protagoniste di primo piano di questa edizione di “Ballando con le Stelle”, che l’ha vista anche incoronata come vincitrice della seconda puntata e in lacrime nel corso delle quarta puntata per l’importante punteggio ottenuto con la sua esibizione.
Questa sua partecipazione televisiva arriva, però, dopo un percorso di una cura, in seguito alla scoperta di un tumore, terminato solo lo scorso luglio. Per questo l’attrice al momento quando va in onda nel sabato sera di Rai 1 indossa una parrucca, dato che in seguito alla chemioterapia ha perso i suoi capelli naturali.
Ora, come aveva già raccontato nella clip che introduceva la sua prima esibizione a “Ballando con le Stelle”, i capelli le stanno piano piano ricrescendo e dunque già all’interno del programma condotto da Milly Carlucci potrebbe mostrarsi con i suoi nuovi capelli. Di questo aspetto Guerritore ha parlato anche nel corso dell’intervista a “Da noi… a ruota libera” di Francesca Fialdini, dove ha spiegato che lo svelamento dei suoi capelli ricresciuti potrebbe inserirsi anche all’interno di una coreografia.
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I cashed in my retirement fund to open the first romance bookstore in my neighborhood. It was a risk, but it paid off.
The Sintoses
- Kate McNeil opened All the Tropes, a romance bookstore, six weeks after quitting her job.
- Despite concerns about market saturation, All the Tropes thrives as a niche community destination.
- Passion, perseverance, and local support helped McNeil launch her business.
This as-told-to essay is based on a conversation with Kate McNeil, a 41-year-old small-business owner based in Atlanta. It's been edited for length and clarity.
The idea to open a romance bookstore started during COVID.
I joined an online group of fellow romantasy readers, looking to connect with other people who also enjoyed my favorite form of escapism. That group had over 2,000 members, and it was difficult to feel a sense of community. Eventually, it broke off into local chapters.
After COVID, I didn't know of any dedicated space for these same readers to meet in Atlanta. That's how I started the journey to opening the first romance bookstore in my neighborhood. In the two years since I opened, more romance bookstores have opened up, including one less than two miles away.
I thought I'd retire from my teaching job
When I launched All the Tropes bookstore, I was working a job I thought I'd retire from. I taught theater at Decatur High School for six years. My students always came first. I didn't want those kids to feel like I wasn't present or that they didn't have my undivided attention, so the bookstore was a back-burner idea for a few years.
I'd get home from rehearsal at 11 p.m., conduct business research until 2 a.m., then get up at 6 a.m. and go to work the next day and teach.
I took my time to gain a full understanding of the market, but there were still challenges
I learned about dealing with publishing companies and book distributors, connected with local artists to showcase their work, and reached out to local authors. One of the biggest challenges was finding a place for the store.
I knew that I wanted to stay on the east side of Atlanta because I lived in Kirkwood and felt very connected to the community.
In 2024, I found a location a four-minute walk from my home, and I knew it was time to make my idea a reality. In May of that year, I quit my teaching job and prepared to open the bookstore by the end of summer on Romance Bookstore Day.
I had 6 weeks to get the store ready for opening day
I received the keys to the bookstore six weeks before the day I planned to open. The timeline I had for opening day came with a lot of risks. I had cashed in my retirement fund, quit my job, and had a large preorder of "Onyx Storm" before there were bookshelves in the store.
There were many times my friends and I didn't leave the store until 4 a.m. A local artist painted the shop; I printed my merchandise at a local shop in Kirkwood; and I created the fabric wall. There were many nights I had doubts that All the Tropes would come to fruition.
I was a mom with two young kids opening a niche business that, to my knowledge, would be the first in the state, but I was prepared. I had my accounts with publishers, and my branding was complete. Perseverance, my husband, my village of friends, and an invested community got me to opening day.
All the Tropes opened August 17, 2024, on Romance Bookstore Day. In the span of a few months, I went from a passionate high school teacher to the owner and operator of a romance bookstore.
An increase in niche romance bookstores in the city concerns me
Even in a city like Atlanta with several thriving independent bookstores, I wonder about the percentage of residents who read for fun and, more specifically, read romance. While becoming a general indie bookstore would allow me to sell so many other things, I still believe All the Tropes can continue to thrive in a niche market, despite oversaturation.
Unlike a large book retailer, All the Tropes is a destination spot people can come from out of town to visit. Our social presence and promotion of local writers and artists also offer something unique to readers.
All the Tropes could pivot to general fiction, but so far, more stores opening has not impacted store traffic or sales.
4 Things helped me turn my business idea into a reality
All the Tropes continues to thrive because of my original vision of creating a community space for romance book lovers to connect. We now have eight active book clubs and continue to see consistent revenue.
Passion, trusting my gut, therapy, and a supportive group of friends are the reason I was able to turn an idea I brainstormed late at night into a successful niche business ready to grow.
We are now ready for a larger space and to expand our three-person team.
Do you have a unique small business story to share? Email the editor, Manseen Logan, at mlogan@businessinsider.com.
Spread a 122 punti ma i rendimenti calano, cosa sta succedendo ai titoli italiani
Lo spread tra Btp e Bund ha aperto in leggero calo il 26 ottobre. Non è però sceso sotto la soglia dei 120 punti base, rimanendo a 122, soltanto un punto sotto la chiusura di venerdì. A scendere sensibilmente sono i rendimenti, calati sotto quota 4,60%, dopo i picchi della scorsa settimana.
Dopo la conclusione dell’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore insieme, domani riprenderanno le aste regolari, con quella dei Btp Short Term e dei Btp€i.
Lo spread non cala ma i rendimenti sì
L’apertura dei mercati obbligazionari ha portato a un calo dei rendimenti dei titoli di Stato italiani ma a una sostanziale stabilità dello spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi. Si tratta di un classico segnale di allentamento delle tensioni, almeno parziale, sui mercati delle obbligazioni in generale.
I rendimenti di Bund e Btp stanno calando con lo stesso ritmo, mantenendo quindi grosso modo costante il differenziale. Il dato importante è però proprio la riduzione dei rendimenti, sia per via dei preoccupanti picchi della scorsa settimana, sia per l’avvicinamento delle aste di fine mese.
Il prezzo del petrolio aiuta lo spread
Il calo dei rendimenti è contestuale a una riduzione del prezzo del petrolio. Il Wti ha aperto la settimana poco sopra i 101 dollari al Barile, mentre il Brent poco sopra i 112. Valori in senso assoluto alti, ma in riduzione rispetto alla chiusura della scorsa settimana e quindi visti come positivi dai mercati.
Cala la pressione anche sui titoli europei
Anche gli altri Paesi europei stanno beneficiando della riduzione della tensione sui mercati obbligazionari internazionali. La Spagna ha visto il suo spread calare sotto 70 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,36% | – |
| Btp italiani | 4,58% | 122 |
| Oat francesi | 4,98% | 162 |
| Bonos spagnoli | 4,05% | 69 |
La Francia, che in questo momento è il Paese con i titoli di Stato maggiormente sotto pressione, è riuscita a riportare gli Oat sotto il 5% di rendimento dopo i record della scorsa settimana.
Le prossime aste dei titoli di Stato
Nella giornata di domani si terrà la prima asta dei titoli di Stato tra quelle che concluderanno il mese di ottobre. Si tratta di un asta di Btp Short Term e di Btp€i, che proporrà diversi prodotti:
- un Btp Short Term a 2 anni con cedola annuale del 3%;
- un Btp€i a 15 anni con cedola annuale all’1,25%;
- un Btp€i a 30 anni con cedola annuale all’2,35%.
Le aste successive si terranno:
- mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
- giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
RC auto, bugie al volante. 1,4 milioni di italiani hanno ingannato le compagnie
Circa 1,4 milioni di automobilisti hanno mentito alla propria compagnia assicurativa: il dato emerge dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG, che ha acceso un faro sul fenomeno delle frodi nel settore assicurativo. Guardando alle tendenze emerse dalla ricerca, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana, si scopre che la principale ragione di frode è stata evitare che crescesse il premio RC auto.
Secondo le stime, circa 770.000 automobilisti (53,5%) hanno ammesso di aver mentito sulla dinamica di un sinistro proprio per evitare il peggioramento della classe di merito. Un’altra casistica evidenziata è quella dichiarata dal 43% del campione intervistato, pari a circa 586.000 assicurati, che ha mentito sull’identità di chi fosse al volante del veicolo coinvolto nel sinistro perché, magari, alla guida c’era un driver non coperto dalla polizza RC auto. Infine, circa 33.000 (2,3%) hanno ammesso di aver mentito sulla dinamica dell’incidente per ottenere un rimborso che in realtà non spettava, poiché il danno non era coperto dalla polizza.
Giova ricordare che mentire alla propria compagnia assicurativa può configurare un reato penale punito con la reclusione fino a cinque anni, ma è anche un danno che ha un impatto diretto sui premi di tutti gli automobilisti.
Se questa indagine ha messo in luce come ad essere truffate possano essere anche le compagnie, un’altra, commissionata all’istituto di ricerca mUp Research, aveva quantificato in 890 mila gli automobilisti vittime di truffa o tentativo di frode. In quel caso, il danno complessivo era stato individuato in oltre 390 milioni di euro e i canali più utilizzati dai truffatori erano risultati essere le email di phishing (35%), gli SMS (17%), le App di messaggistica istantanea (12%) e il porta a porta (23%).
Proprio per arginare il fenomeno ed insegnare ai consumatori a riconoscere i raggiri e a difendersi, Facile.it, in collaborazione con Consumerismo No Profit, ha creato il sito www.stopalletruffe.it in cui sono raccolti video che spiegano non solo come funzionano le frodi e come si possono disinnescare, ma anche come comportarsi se si è finiti in trappola.
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Monica Guerritore piange a “Ballando con le stelle”: l’attrice fa il pieno dei voti in giuria e il marito Roberto Zaccaria le fa la standing ovation
Monica Guerritore trionfa a “Ballando con le stelle” e commuove il pubblico. Nel corso della puntata andata in onda ieri sera, sabato 24 ottobre, l’attrice ha incantato la giuria e gli spettatori con un travolgente charleston, eseguito al fianco del suo insegnante di ballo Luca Urso.
La performance le è valsa una standing ovation da parte del pubblico in studio e il punteggio pieno da parte di tutti i giudici. Anche Carolyn Smith, che aveva già consegnato la paletta del 10 a Milly Carlucci all’inizio della serata, ha premiato la coppia con un generoso 8, riservandosi la possibilità di assegnare i voti più elevati nelle puntate a venire.
Un’esibizione speciale, resa più intensa dalla presenza in platea del marito di Monica Guerritore, Roberto Zaccaria. Nella clip di presentazione, l’ex presidente della Rai ha ripercorso gli inizi della loro storia d’amore, raccontando di essersi innamorato dell’attrice ancora prima di conoscerla, attraverso il suo lavoro. Le loro strade, infatti, si sono incrociate dopo anni, dando poi vita a un legame eterno. “È arrivato e non è mai andato via. Ed è sempre cresciuto come rapporto“, ha raccontato Guerritore.
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Italiani protagonisti in Cina. Premiati da Chery per le community dedicate a Omoda
Più di 110 anni in due, 69 anni portati benissimo Renato Russo, civilista milanese, e 42 Alessandro Fiorenza, di professione informatico, sono saliti sul palco del Chery Customer Summit 2026 di Wuhu. Invitati ufficialmente in quanto “Key Opinion Customer”, sono poi stati premiati dai vertici del colosso cinese, da 23 anni primo nelle esportazioni di auto dal Celeste Impero.
L’award che hanno ricevuto assieme ad automobilisti di altri paesi è per le community che hanno creato. Quella di Fiorenza è legata alla Omoda 5, che il toscano acquisito (è nato a l’Aquila, ma abita a Carrara) ha fondato dopo aver comprato il modello nel gennaio del 2025 (finora ci ha percorso 28.000 chilometri) e che solo su Facebook ha 14.000 utenti. L’avvocato meneghino, che per anni si è occupato di rally con una squadra che ha preso parte anche al mondiale con la Top Run Motorsport di Varese, ha un “club virtuale” per la Omoda 9 con 3.500 follower. Senza dire niente alla filiale nazionale, coinvolta praticamente solo a evento organizzato, ha messo in piedi anche un raduno che si è svolto a Bresso.
Russo sfata una sorta di luogo comune che vuole gli avvocati solo al volante di macchine di marchi premium, magari tedeschi: “La Omoda 9 aveva tutte le caratteristiche che mi interessavano. La trazione integrale, la potenza, la tecnologia, la qualità: ero curioso. Nella vita alle volte bisogna avere il coraggio di… saltare nel vuoto”, spiega. “Chiunque abbia posseduto un’auto sa che ci sono problemi, ma con Omoda abbiamo la possibilità di confrontarci direttamente praticamente con chi la sviluppa. È una cosa rara”. Non a caso uno degli slogan ripetuti nel corso della grande cerimonia planetaria di conferimento dei premi, è proprio su Chery che ascolta i propri clienti.
Oltre che su Facebook, Fiorenza dialoga con gli utenti anche attraverso youtube: finora ha realizzato una cinquantina di video che hanno totalizzato 400.000 visualizzazioni. Ogni giorno dedica almeno cinque ore alla community: “Ornella, mia moglie, ogni tanto mi riprende. Cerco di rispondere alle domande di chi possiede questa macchina, che, ad esempio, chiede come funzionano gli Adas: in media porto avanti quotidianamente anche 170 chat”. Gli utenti hanno fra i 19 e i 75 anni, sono per lo più maschi (70%) e sono di tutta Italia: “Il premio è stata una sorpresa – conclude – perché a me avevano solo chiesto se sarei stato interessato a interagire con i vertici. È un riconoscimento per quello che faccio, anche se a me dà soddisfazione dare una mano, come già faccio con la mia professione, anche spiegando il funzionamento dello Spid, della carta di identità elettronica”.
Hanno guadagnato la ribalta del Customer Summit 2026 anche Alessia Tona, 29enne milanese marketing dealer specialist dei marchi del gruppo (per il momento Chery, Omoda, Jeacoo e Lepas), e che ha contribuito alla moderazione della cerimonia di consegna dei premi, e Lucrezia Mangilli 27 anni di Udine, la concorrente che ha rappresentato il Belpaese al concorso di Miss Mondo nel 2024.
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Vaccino a mRna contro il melanoma: a distanza di due anni il rischio di recidiva ridotto del 42%
Nuovi e incoraggianti risultati provengono da una particolare branca della ricerca contro il cancro, quella che si occupa di sviluppare un vaccino contro la malattia. Alla sessione plenaria al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) sono stati mostrati i risultati dello studio finale di fase 3 INTerpath-001 su un vaccino a mRna contro il melanoma e “personalizzabile” per i vari pazienti: a distanza di due anni, è stato capace di ridurre del 42% il rischio di recidiva. Questa nuova terapia adiuvante, ovvero successiva alla chirurgia, si basa su una tecnica all’avanguardia: sequenziando il Dna del tumore rimosso, è possibile creare un vaccino ad hoc per il singolo paziente, ovvero fatto a misura delle mutazioni proprie del melanoma.
“INTerpath-001 è il primo e unico studio di fase 3 che ha dimostrato che, grazie alla combinazione del vaccino a mRna con l’immunoterapia, è possibile ottenere risultati superiori alla terapia standard” spiega il responsabile Oncologia Medica Melanomi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano Michele Del Vecchio: il polo medico di eccellenza è anche il centro, sui 157 totali che hanno contribuito allo studio, che ha coinvolto il maggior numero di pazienti al mondo nello studio (82) . La vaccinazione richiede nove somministrazioni in un anno. Con questa cura non solo vengono stimolate le cellule immunitarie ma si crea una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue nel tempo: il presidente della Fondazione Melonoma Paolo Ascierto parla addirittura di “riprogrammare il sistema immunitario per distruggere il cancro”.
Il vaccino non è ancora disponibile: in attesa dell’approvazione degli enti regolatori (Fda, Ema e Aifa) si valuterà la possibilità di attivare particolari programmi di accesso per i pazienti. Ciò che è certo è che farà da apripista per altri vaccini a mRna che, sfruttando il medesimo principio di funzionamento, cercheranno di curare altri tumori come quello al pancreas, al polmone o genito-urinari . Il problema risiede semmai nella parte economica: il vaccino personalizzato richiede costi molto elevati, dunque la sfida sarà quella di ridurre il prezzo per garantire accesso al maggior numero di pazienti.
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© Saskia Hatvany/Oregon Public Broadcasting, via Associated Press
I Btp Valore gemelli raccolgono 16,6 miliardi di euro: i rendimenti a emissione conclusa
L’emissione dei Btp Valore si è conclusa con ottimi risultati per il Tesoro. Lo Stato ha raccolto 16,6 miliardi di euro dai titoli di Stato retail. I rendimenti sono più alti rispetto a quelli dei Btp regolari con durate simili. Per i titoli a cedola trimestrale arrivano al 4,75%, mentre per quelli a cedola unica al 22,70%.
Nonostante interessi così alti, per lo Stato si tratta comunque di titoli convenienti. I privati, infatti, tendono a non vendere i propri titoli di Stato e a portarli a scadenza nella stragrande maggioranza dei casi. In questo modo, il Tesoro può consolidare una parte del debito pubblico, che diventa meno esposto alle variazioni dei mercati.
Come è andata l’emissione dei Btp Valore
I dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’emissione dei Btp Valore “gemelli” sono piuttosto positivi:
- sono stati raccolti 16.622,518 milioni di euro;
- sono stati registrati 560.029 contratti.
Questo significa che l’importo medio acquistato da ogni privato è stato di poco meno di 30.000 euro. La conclusione dell’emissione, che è terminata alle 13 di venerdì 23 ottobre, ha anche permesso di avere dati certi sui rendimenti definitivi.
I dati dei Btp Valore
Per quanto riguarda i Btp Valore a cedole trimestrali crescenti, i rendimenti sono stati:
- 3,75% per il 1° e 2° anno;
- 4,20% per il 3° e 4° anno;
- 4,75% per il 5° anno.
Questo prodotto è stato il preferito degli investitori, che ne hanno acquistato 12.071,383 milioni di euro attraverso 385.962 contratti. Questo Btp Valore era più conveniente rispetto al suo gemello, il Btp Valore Insieme, solo se chi lo ha acquistato prevede di reinvestire le cedole trimestrali.
I dati dei Btp Valore Insieme
Il Btp Valore Insieme ha attratto i restanti 4.551,135 milioni di euro di investimenti, attraverso 174.067 contratti. Questo prodotto era più conveniente solo se non si pensa di reinvestire le cedole. Ha infatti un rendimento del 22,70% in cinque anni, ma stacca la cedola soltanto al momento del rimborso finale.
I Btp Valore sono convenienti per gli investitori?
Entrambi i Btp Valore scadono tra 5 anni, nel 2031. Se li si confronta con i Btp sul mercato con scadenze simili, si può notare che i rendimenti di questi ultimi sono poco superiori al 4%. Per i Btp Valore, invece, i rendimenti medi sono:
- del 4,13% per i titoli a cedole trimestrali;
- del 4,54% per i titoli a cedola unica.
I Btp Valore sono quindi convenienti per gli investitori, che possono essere solo cittadini privati. Questo però non vuol dire che non siano convenienti anche per lo Stato.
Perché questi titoli “convengono” anche allo Stato
Quando lo Stato emette titoli dedicati al mercato retail, spesso è molto “generoso” con i rendimenti. Questo dovrebbe rappresentare un costo in più per il Tesoro, che aumento gli interessi che ogni anno lo Stato deve pagare sul proprio debito pubblico. Si tratta però di un prezzo che il Governo accetta di pagare per ottenere un risultato: aumentare la percentuale di debito pubblico in mano ai privati italiani.
Storicamente, gli italiani non vendono i propri Btp. Li portano a scadenza, perché sono poco propensi alle operazioni finanziarie e perché spesso, per le cifre che ogni singolo privato investe, la differenza tra la vendita e il rimborso a scadenza non è mai significativa.
In questo senso, i privati sono un fattore di stabilizzazione per il debito pubblico. Quando i titoli di Stato sono sotto pressione, i grandi investitori istituzionali, come le banche e i fondi, li vendono. Questo ne fa calare il valore e, quindi, ne fa aumentare il rendimento. È quello che sta succedendo in questi giorni, con i Btp che hanno sfiorato il 4,70% di rendimento a 10 anni. I privati contrastano questo fenomeno, non vendendo e quindi stabilizzando il mercato.
“Sì, ho un tumore. Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”: lo rivela Toni Capuozzo
“Amo abbastanza la privacy e trovo abbastanza insopportabile il pettegolezzo sanitario da farmi dire senza esitazione: sì, ho un tumore”. A rivelarlo è il conduttore e storico inviato di guerra Toni Capuozzo, che in un post su Facebook annuncia al pubblico di stare affrontando la malattia.
“Proverò ad affrontarlo come sono capace, con l’aiuto dei medici e tanti piccoli e grandi affetti”, spiega Capuozzo. Che aggiunge: “Tra le cose lasciate a metà i conti per il funerale di Alla”, aggiunge Capuozzo. Il riferimento è ad Alla Tcheranovskaya, una traduttrice e interprete di 68 anni di origini russe morta tragicamente il 23 dicembre 2025 a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio nella palazzina dove vive lo stesso Capuozzo.
“I conti con la mia vita li ho fatti senza saperlo nel podcast di Luca Zaia, il Fienile”, scrive ancora il giornalista. Al messaggio di Capuozzo fa seguito, tra gli atri, l’augurio dello stesso Luca Zaia.
“Caro Toni – scrive – è una notizia che davvero mi colpisce tanto nel cuore. Voglio mandarti il mio abbraccio più forte e dirti che ti sono vicino, con tutto l’affetto e la stima che ho per te. Ripenso alla nostra bella chiacchierata al Fienile, a tutto quello che ci siamo raccontati. Ti voglio bene, Toni. Forza, amico mio, abbiamo ancora tante cose da dirci e tanti momenti da condividere. Un abbraccio grande, davvero”.
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Spread Btp-Bund a 124 punti base, calano i rendimenti: oggi ultimo giorno per i Btp Valore
L’apertura del 23 ottobre ha visto lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi raggiungere un nuovo record recente a 124 punti base. Il differenziale non apriva la giornata a questi livelli dal 2024, ma si tratta comunque di un miglioramento rispetto ai picchi raggiunti nella giornata di ieri.
Anche i rendimenti sono migliorati, rientrando al 4,60% dopo che ieri avevano sfiorato il 4,70%. Oggi è l’ultimo giorno per acquistare i Btp Valore e i Btp Valore Insieme. Dopo le 13, orario in cui terminerà l’emissione si sapranno i tassi definitivi.
Lo spread continua ad aumentare
Nonostante la situazione dello spread tra Btp e Bund sembri simile a quella che ieri aveva portato il differenziale a raggiungere i 122 punti base in apertura, nelle prime ore del 23 ottobre si sono verificati movimenti più complessi e in un certo senso opposti. Ieri la pressione sui debiti pubblici europei, determinata da vari fattori, aveva portato i rendimenti a nuovi record recenti, lasciando invece invariati quelli dei Bund.
Oggi, invece, tutti i rendimenti sono in calo. Quelli dei Bund si sono però ridotti più rapidamente di quelli degli altri Paesi europei, determinando l’allargamento dello spread.
Perché i rendimenti di Bund calano quando le cose vanno male
Sembra controintuitivo, ma nei momenti di crisi i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi tendono a calare. Tradizionalmente, la Germania è vista come uno dei Paesi con il debito pubblico più solido e maggiormente sotto controllo. Gli investitori trattano quindi i suo Bund come un bene rifugio.
Questo status è al momento incrinato sia dalle difficoltà economiche del Paese, che appaiono però in via di risoluzione, sia dalla maggiore spesa pubblica degli ultimi governi tedeschi. Ciononostante, nei momenti di crisi, si può ancora notare una maggiore stabilità dei rendimenti tedeschi rispetto a quelli degli altri Paesi europei.
Francia oltre ogni record, continua la pressione sui titoli europei
Nonostante il calo dei rendimenti, la pressione sui titoli europei non si è allentata. I Bonos spagnoli hanno raggiunto 70 punti base di spread, ma è in Francia che la situazione è critica.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,36% | – |
| Btp italiani | 4,60% | 124 |
| Oat francesi | 5,06% | 170 |
| Bonos spagnoli | 4,06% | 70 |
Gli Oat sono a 170 punti dai Bund, con rendimenti del 5,06%, il livello più alto da quando è stato introdotto l’euro. È il risultato di una combinazione di fattori, che vanno dalle difficoltà economiche del Paese a un debito pubblico fuori controllo, fino a un certo livello di speculazione sui titoli di Parigi e all’instabilità politica che potrebbe compromettere anche la prossima manovra finanziaria.
Ultimo giorno dell’emissione dei Btp Valore, poi le aste regolari
Oggi alle 13 so concluderà l’asta dei Btp Valore dedicati agli investitori retail. Il Tesoro ha già raccolto più di 14 miliardi di euro da questa iniziativa. In pomeriggio verranno resi pubblici i rendimenti definitivi. Dalla prossima settimana ricominceranno invece le aste regolari. Le date da segnarsi sono:
- martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
- giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
BTP Valore o Insieme, quanto si incassa tra cedole e tasse: le simulazioni da 1.000 euro in su
Su 10.000 euro investiti, il nuovo BTP Valore distribuisce almeno 1.776,25 euro netti di interessi in cinque anni. Il BTP Valore Insieme ne riconosce 1.946,88 tutti alla scadenza. La differenza è di circa 171 euro, ma per confrontare le due offerte bisogna considerare anche quando il denaro entra sul conto e come viene utilizzato.
Cosa sapere
Il doppio collocamento di ottobre mette davanti ai risparmiatori due modalità di investimento. Il BTP Valore paga ogni tre mesi, con cedole crescenti; il Btp Valore Insieme concentra gli interessi in un unico pagamento finale ed entrambi durano cinque anni. I calcoli si basano sui tassi minimi garantiti annunciati dal Tesoro, che alla chiusura dell’offerta potranno essere confermati o aumentati. Il collocamento è previsto dal 19 al 23 ottobre, salvo chiusura anticipata: il conto complessivo per lo Stato dipenderà dagli importi sottoscritti nei due titoli.
Quanto arriva sul conto con le cedole trimestrali
Il BTP Valore offre un tasso annuo lordo del 3,70% nei primi due anni, del 4,10% nel terzo e quarto e del 4,70% nell’ultimo. Su un investimento di 10.000 euro, ogni cedola trimestrale vale quindi 92,50 euro lordi nel primo biennio, 102,50 nel secondo e 117,50 nell’ultimo anno.
| Capitale | Anni 1 e 2 | Anni 3 e 4 | Anno 5 |
| 1.000 € | 8,09 € | 8,97 € | 10,28 € |
| 5.000 € | 40,47 € | 44,84 € | 51,41 € |
| 10.000 € | 80,94 € | 89,69 € | 102,81 € |
| 20.000 € | 161,88 € | 179,38 € | 205,63 € |
| 30.000 € | 242,81 € | 269,06 € | 308,44 € |
| 50.000 € | 404,69 € | 448,44 € | 514,06 € |
| 100.000 € | 809,38 € | 896,88 € | 1.028,13 € |
Applicando l’imposta del 12,5%, gli accrediti scendono rispettivamente a circa 80,94, 89,69 e 102,81 euro ogni tre mesi. Nell’intero quinquennio gli interessi ammontano a 2.030 euro lordi, dei quali 253,75 vengono assorbiti dalla tassazione. Al sottoscrittore restano 1.776,25 euro, oltre alla restituzione dei 10.000 euro di capitale alla scadenza.
| Capitale | Interessi lordi totali | Imposte sugli interessi | Interessi netti totali |
| 1.000 € | 203,00 € | 25,38 € | 177,63 € |
| 5.000 € | 1.015,00 € | 126,88 € | 888,13 € |
| 10.000 € | 2.030,00 € | 253,75 € | 1.776,25 € |
| 20.000 € | 4.060,00 € | 507,50 € | 3.552,50 € |
| 30.000 € | 6.090,00 € | 761,25 € | 5.328,75 € |
| 50.000 € | 10.150,00 € | 1.268,75 € | 8.881,25 € |
| 100.000 € | 20.300,00 € | 2.537,50 € | 17.762,50 € |
Tutti gli importi netti qui riportati considerano la sola imposta sui rendimenti, senza sottrarre bollo ed eventuali costi del deposito titoli. L’aliquota agevolata del 12,5% si applica a entrambi gli strumenti.
Tradotto in una media mensile, il flusso netto equivale a circa 26,98 euro nei primi due anni, 29,90 nei due successivi e 34,27 nell’ultimo. Attenzione. Gli accrediti effettivi restano trimestrali e la media proposta serve a misurare quanto l’investimento può integrare il bilancio familiare.
Quanto paga la maxicedola di BTP Valore Insieme
Per BTP Valore Insieme il tasso minimo della cedola finale è del 22,25% complessivo sui cinque anni. Su 10.000 euro significa 2.225 euro lordi di interessi. Sottratti 278,13 euro circa di imposte, la remunerazione netta è di 1.946,88 euro e il pagamento finale, capitale compreso, arriva a circa 11.946,88 euro.
| Capitale | Maxicedola lorda | Imposte sulla maxicedola | Maxicedola netta | Incasso finale netto, capitale compreso |
| 1.000 € | 222,50 € | 27,81 € | 194,69 € | 1.194,69 € |
| 5.000 € | 1.112,50 € | 139,06 € | 973,44 € | 5.973,44 € |
| 10.000 € | 2.225,00 € | 278,13 € | 1.946,88 € | 11.946,88 € |
| 20.000 € | 4.450,00 € | 556,25 € | 3.893,75 € | 23.893,75 € |
| 30.000 € | 6.675,00 € | 834,38 € | 5.840,63 € | 35.840,63 € |
| 50.000 € | 11.125,00 € | 1.390,63 € | 9.734,38 € | 59.734,38 € |
| 100.000 € | 22.250,00 € | 2.781,25 € | 19.468,75 € | 119.468,75 € |
Il 22,25% non è un rendimento annuo. Il rendimento composto equivalente è di circa il 4,10% lordo all’anno; dopo la sola imposta sugli interessi, quello calcolato sul pagamento finale è di circa il 3,62% annuo.
I circa 171 euro netti in più rispetto alla somma delle cedole del BTP Valore remunerano anche l’attesa. Chi sceglie il titolo trimestrale dispone prima degli interessi e può spenderli oppure reinvestirli. Se li lascia sul conto senza remunerazione, alla fine avrà incassato meno rispetto a Insieme; se li reinveste, il risultato dipenderà dai rendimenti ottenuti. Il Tesoro ha costruito le due offerte per assicurare lo stesso rendimento finanziario lordo a scadenza, pur con pagamenti differenti.
| Capitale | BTP Valore | BTP Valore Insieme | Maggior incasso nominale con Insieme |
| 1.000 € | 177,63 € | 194,69 € | 17,06 € |
| 5.000 € | 888,13 € | 973,44 € | 85,31 € |
| 10.000 € | 1.776,25 € | 1.946,88 € | 170,63 € |
| 20.000 € | 3.552,50 € | 3.893,75 € | 341,25 € |
| 30.000 € | 5.328,75 € | 5.840,63 € | 511,88 € |
| 50.000 € | 8.881,25 € | 9.734,38 € | 853,13 € |
| 100.000 € | 17.762,50 € | 19.468,75 € | 1.706,25 € |
Per questa emissione non è previsto un premio fedeltà aggiuntivo. La maxicedola di Insieme rappresenta l’intera remunerazione finale prevista dal titolo.
Quanto paga lo Stato e quanto recupera con il fisco
Per ogni miliardo di euro sottoscritto nel BTP Valore, ai tassi minimi attuali, il Tesoro deve corrispondere 203 milioni di interessi lordi in cinque anni. Ipotizzando che tutti i pagamenti siano soggetti all’imposta del 12,5%, il gettito teorico è di 25,375 milioni e agli investitori arrivano 177,625 milioni netti.
Nel primo biennio ogni stacco trimestrale comporta 9,25 milioni di interessi lordi per miliardo collocato; nel secondo sale a 10,25 milioni e nell’ultimo anno a 11,75 milioni.
Per ogni miliardo sottoscritto in BTP Valore Insieme, invece, gli interessi finali sono 222,5 milioni lordi. Nella stessa ipotesi fiscale, 27,8125 milioni tornano allo Stato attraverso l’imposta e 194,6875 milioni restano ai risparmiatori. A questi si aggiunge il miliardo di capitale da rimborsare.
Sono elaborazioni sui tassi minimi annunciati, non il consuntivo del collocamento. Anche il gettito è teorico, perché quello effettivo dipenderà dal trattamento fiscale dei possessori al momento dei pagamenti.
Per l’investitore, la scelta passa soprattutto dal bisogno di liquidità. Le cedole trimestrali rendono disponibile una parte del rendimento durante i cinque anni; Insieme rinvia tutto alla scadenza. Se occorre vendere prima, entrambi sono esposti alle oscillazioni del mercato e il prezzo può essere inferiore a quello di acquisto. La concentrazione dei pagamenti alla fine rende inoltre Insieme più sensibile alle variazioni dei rendimenti di mercato, a parità delle altre condizioni.