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Italianos se movilizaron en Roma por Cuba y contra el bloqueo EEUU

Roma, 27 oct (Prensa Latina) Representantes de partidos, sindicatos y organizaciones de la sociedad civil italiana se concentraron hoy ante la sede de la Cámara de Diputados para exigirle a su gobierno que vote mañana en ONU contra el bloqueo estadounidense a Cuba.

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Reintegro dei medici no-vax radiati, c’è l’ok della Camera con soli 13 voti di scarto. Le opposizioni: “Schiaffo a vittime e scienza”

I medici no-vax radiati durante il Covid potranno iscriversi di nuovo all’Albo. Lo ha deciso l’Aula della Camera che con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti ha approvato il mantenimento dell’articolo 8 – introdotto nei lavori in commissione su proposta di FdI – del disegno di legge delega sul riordino delle professioni sanitarie che permette la possibilità di reiscrizione ai sanitari radiati durante l’emergenza. Prima del voto diversi gli interventi critici arrivati da parte delle opposizioni con Elena Bonetti (Az), Marianna Ricciardi (M5s), Riccardo Magi (+Eu), Devis Dori (Avs), Davide Faraone (Iv) e Ilenia Malavasi (Pd).

“Possiamo raccontarcela come vogliamo – ha detto Bonetti di Az – ma oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva. Come si comporteranno rispetto al vaccino Mrna sui tumori?”. “State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid – ha attaccato Marianna Ricciardi di M5s – siete dalla parte della cialtroneria. Parliamo di poche persone che hanno fatto cose gravissime. Chi ha provato a curare con i fiori di Bac i tumori, infezioni gravissime con la papaya fermentata. Medici che consapevolmente hanno scelto di scegliere l’anti-scienza. Tra i banchi della maggioranza ci sono dei medici, uomini e donne di scienza che rispetto, come fate a sostenere una cosa simile?”. “È un insulto a tutti i medici e sanitari che hanno svolto il loro dovere in quel periodo drammatico. Parliamo di persone che hanno voluto scegliere tesi anti-scientifica, in maniera irresponsabile”, ha osservato Devis Dori di Avs. “È un articolo gravissimo – ha detto Ilenia Malavasi del Pd – un precedente pericoloso, non possiamo pensare di mistificare la memoria di un periodo difficilissimo per il nostro Paese. Stiamo aprendo una ferita gravissima con una leggerezza incredibile. La radiazione è una scelta estrema ma corretta, serve a difendere posizioni scientifiche”. All’attacco anche Davide Faraone (Iv) e Riccardo Magi di +Eu.

La legge delega è in prima lettura alla Camera e sarà, quindi, in vigore solo dopo il passaggio al Senato. Il via libera è arrivato con soltanto 13 voti di scarto. Diversi gli esponenti di Forza Italia assenti. “Io sono tra coloro i quali non hanno votato – sono state le parole di Roberto Bagnasco, deputato di FI, in Aula – ma voglio dire che ho assistito a una speculazione immonda: non avete saputo mantenere adeguati i toni della discussione che riguarda un fatto importante come l’applicazione delle normative durante il Covid. Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte e ancora una volta mi sento pienamente solidale col mio partito che ha dimostrato che la libertà di coscienza viene prima di tutto”. Rossano Sasso di Futuro nazionale ha fatto notare che “FnV salva la maggioranza di centrodestra e si scaglia contro la polizia del pensiero unico di Pd e M5s. Senza i nostri voti il governo Meloni sarebbe andato sotto, su un tema molto caro a Speranza e Giuseppe Conte. Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell’interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd…”.

“Grande delusione” è la posizione del presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo il quale “ciò che preoccupa non è il supposto tentativo di ‘pacificazione’ di cui parlano alcuni, bensì il tema del non rispetto del Codice deontologico dei medici, che prevede sanzioni autonomamente decise dagli Ordini”. Nel periodo Covid, sottolinea all’Ansa, “non è stata messa in atto alcuna azione persecutoria ma solo una valutazione caso per caso rispetto alle violazioni del Codice, che prevede non si possano mettere in discussione i principi fondamentali della scienza, come nel caso delle vaccinazioni”.

Con l’articolo approvato oggi, rileva Anelli, “la giustizia esercitata in maniera autonoma dai singoli Ordini viene modificata da norme di legge, alterando un criterio generale: quello che gli Ordini da sempre hanno seguito e che prevede una serie di garanzie per tutti i professionisti sanitari”. L’auspicio, osserva il presidente Fnomceo, è che “se ne possa ridiscutere e si possa riflettere ulteriormente per modificare la norma in vista del passaggio al Senato”. Anelli sottolinea che “le azioni degli Ordini durante il periodo Covid non hanno avuto intenti persecutori di alcun genere. Le sanzioni che sono state comminate – afferma – sono state determinate da violazioni del Codice deontologico. Rispetto al periodo della pandemia, tutti dobbiamo riflettere sul fatto che le posizioni espresse dagli Ordini erano finalizzate alla tutela della sicurezza dei cittadini. Pertanto, se l’atteggiamento del medico poteva determinare un’alterazione del principio di cura, si è ritenuto di procedere a carico del professionista proprio in virtù di un principio di salvaguardia dei cittadini”.

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Forum Economico Moneta 2026, Pres. Meloni: “Comprendere l’economia fa essere liberi, chi la racconta offre un servizio al Paese”

“Voglio ringraziare e salutare il direttore Cerno, i vicedirettori, gli editori, la famiglia Angelucci e tutta la redazione de il Giornale e di Moneta. Siamo in dirittura d’arrivo per la legge di Bilancio che faremo approdare in Consiglio dei Ministri. L’obiettivo è far quadrare i conti e mantenere gli impegni presi, a partire dalla difesa dei salari, del potere d’acquisto del ceto medio, delle imprese, della sanità e dei giovani. Cercheremo di fare del nostro meglio per essere all’altezza delle aspettative, nei limiti delle risorse disponibili. Molto spesso sembra che la polemica abbia molto più spazio delle soluzioni che si cerca di dare ai cittadini. Il lavoro che la redazione sta facendo è molto prezioso. In un tempo in cui la carta stampata non se la passa benissimo, avviare questa iniziativa editoriale richiede grande coraggio. Viviamo in un’epoca in cui quando qualcosa accade dall’altra parte del globo ha delle ripercussioni dirette su di noi. Comprendere l’economia è un altro modo di essere liberi e chi la racconta fa un servizio ai cittadini, alle imprese e alla politica. Ringrazio dunque tutti coloro che lavorano e si impegnano per dare speranza all’Italia”. Lo ha detto Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, intervenendo alla prima edizione del Forum Economico Moneta, dal titolo “Competere nel nuovo scenario globale”.

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Justiça italiana adia julgamento sobre extradição de Zambelli

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A Justiça da Itália adiou para 24 de novembro o julgamento sobre a extradição para o Brasil da deputada cassada Carla Zambelli, no caso em que ela foi condenada por porte ilegal de arma de fogo e constrangimento ilegal. Em 2022, ela sacou um revólver e perseguiu um jornalista pelas ruas de São Paulo. 

A Corte de Apelação de Roma atendeu a um pedido da defesa, que solicitou o adiamento do julgamento alegando não ter tido acesso à documentação enviada pelo Brasil sobre as condições da Colmeia, como é conhecida a Penitenciária Feminina do Distrito Federal, para onde Zambelli deve ser levada caso seja extraditada. 

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A extradição da deputada cassada chegou a ser autorizada pela primeira instância da Justiça italiana, mas a defesa conseguiu que a Corte de Cassação realizasse novo julgamento, diante da falta de informações sobre as condições carcerárias no Brasil. Este é o julgamento que estava marcado para esta quarta e foi adiado para o próximo mês. 

Essa é a segunda vez que a extradição de Zambelli está sendo julgada pela Justiça italiana. Em uma situação anterior, relacionado ao caso no qual ela foi condenada por invadir os sistemas do Conselho Nacional de Justiça (CNJ), o pedido chegou a ser autorizado pela primeira instância, mas a defesa conseguiu reverter a decisão na Corte de Cassação, última instância recursão italiana. 

Na ocasião, para negar a extradição, os magistrados italianos mencionaram o que seria uma falta de imparcialidade no julgamento do caso por parte do relator no Supremo Tribunal Federal (STF), ministro Alexandre de Moraes. 

Em nota, o advogado Eduardo Maurício, que representa Zambelli, disse que o julgamento desta terça (27) não poderia ocorrer, pois sem acesso à documentação enviada pelo Brasil, não seria “possível exercer a ampla defesa e contraditório sobre as questões que envolve a garantia à saúde da ex-deputada”.  

O defensor acrescentou que “extraditar Carla ao Brasil seria o mesmo que entregá-la à morte, já que o sistema prisional brasileiro é desumano e degradante”.

Entenda 

A ex-deputada Carla Zambelli foi condenada a 10 anos de prisão pela Primeira Turma do Supremo, em 2025, pelos crimes de invasão de sistema informático e falsidade ideológica. 

Ela foi considerada culpada por encabeçar uma invasão aos sistemas do Conselho Nacional de Justiça (CNJ) realizada em 2022, com o objetivo de inserir neles um mandado de prisão falso contra o próprio Moraes. A motivação, segundo a condenação, foi desmoralizar o Poder Judiciário diante das eleições presidenciais iminentes. 

Ainda em 2025, ela foi condenada de novo pelo STF, dessa vez a 5 anos e 3 meses de prisão, com regime inicial semiaberto, por porte ilegal de arma de fogo e constrangimento ilegal.

O caso está relacionado à perseguição do jornalista Luan Araújo pelas ruas de São Paulo, dias antes do segundo das eleições presidenciais de 2022. 

Fuga

Após a primeira condenação, antes que fosse expedida a ordem para o cumprimento da pena, Zambelli se valeu do passaporte europeu para embarcar rumo aos Estados Unidos e depois para a Itália, onde pediu refúgio por perseguição política. 

Ela chegou a ser presa em Roma a pedido do STF, por intermédio do governo brasileiro, que pediu sua extradição imediata. Após o primeiro pedido de extradição ser negado em definitivo, ela foi solta. Atualmente ela aguarda em Roma o julgamento do segundo pedido de extradição. 

 

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L’Africa detta le priorità, l’Italia investe. La rotta del Piano Mattei spiegata da Cirielli

Prima era l’Occidente che imponeva, scelte e decisioni. Oggi è l’Africa a cerchiare in rosso le esigenze. Parte da questa premessa metodologoca il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, in audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei. Un momento di analisi sul già fatto e di decantazione di dinamiche avviate e nuove alleanze da rafforzare, nella consapevolezza che l’Italia è l’unico Paese ad aver cementato la cooperazione in Africa.

Punto di partenza del ragionamento fatto da Cirielli sono i numeri: i 270 milioni per la conversione del debito pubblico bilaterale ai Paesi africani rappresenta una scelta precisa del governo italiano, perché il peso del debito è una “delle sfide più pressanti per numerosi Paesi africani, limitandone i margini di investimento e le prospettive di sviluppo”, ha detto. La cornice del Piano Mattei ha consentito alla cooperazione internazionale di seguire la traccia indicata più volte da Giorgia Meloni di voler trasformare il debito “da vincolo che schiaccia ad opportunità, liberando risorse da destinare allo sviluppo e rafforzando la responsabilità condivisa e il partenariato con i Paesi africani”.

In questa direzione va un altro dato, quello relativo al lavoro dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) che quest’anno per la prima volta ha impiegato quasi il 100% delle risorse destinate agli interventi, utilizzando anche fondi rimasti disponibili dagli anni precedenti. Secondo Cirielli, è evidente che la cooperazione della Farnesina “rimane l’asse centrale del Piano Mattei. Siamo partiti da 120 milioni e siamo arrivati in un anno a 823 milioni”. Soldi che hanno permesso intanto di dare corpo e sostanza alle linee guida del piano e in secondo luogo di creare un clima di fiducia reciproca che ha favorito l’ampliamento della platea dei Paesi coinvolti.

“L’Italia è l’unico Paese ad essere riuscito a rafforzare il proprio impegno di cooperazione in Africa, in controtendenza rispetto alle scelte di altri partner – ha evidenziato Cirielli -. L’ultimo piano triennale della cooperazione allo sviluppo italiano ha raddoppiato i Paesi prioritari in Africa, portandoli da 12 a 23. Conseguentemente, abbiamo esteso il raggio di azione dell’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo aprendo nuove sedi in Costa d’Avorio, in Uganda”.

Per cui emerge un elemento di prospettiva, oltre che di metodo: il Piano Mattei non vuole essere un’iniziativa autoreferenziale né esclusiva, ma è una strategia aperta, inclusiva, che punta a valorizzare collaborazioni e sinergie con i Paesi partner internazionali e con le organizzazioni multilaterali e africane per mobilitare nuove risorse. Cirielli lo ribadisce più di una volta, quando rileva che è proprio in questa prospettiva “che abbiamo avviato importanti collaborazioni con l’Unione europea e con i Paesi che condividono il nostro approccio, rafforzando il partenariato con le principali istituzioni finanziarie internazionali e africane”.

Il governo quindi punta a fare del Piano Mattei un soggetto “catalizzatore di un impegno internazionale che deve rinnovarsi, capace di aggregare iniziative, moltiplicare le opportunità di investimento e produrre risultati concreti e duraturi, in un momento in cui i principali e più grandi partner occidentali hanno ridotto i loro interventi finanziari”. La dimostrazione si ritrova nell’apporto delle aziende italiane coinvolte nel rafforzamento infrastrutturale dell’Africa, come ad esempio la gara d’appalto in Zambia per il progetto ferroviario di Lobito, vinta da un consorzio guidato da Webuild. Tutti elementi che contribuiscono a fare dell’Italia “hub” dell’Onu in loco. Senza dimenticare strutture più piccole come il Ciheam di Bari o il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali (Iccrom).

Infine si apprende che Africa Finance Corporation ha nominato Webuild preferred bidder per la tratta zambiana della nuova ferrovia del Corridoio di Lobito. L’impresa italiana guiderà un consorzio internazionale con la portoghese Mota-Engil e la turca İçtaş, scelto al termine di una gara internazionale.

Ricordano fonti italiane che in occasione del Vertice G7 di Borgo Egnazia nel 2024, il Governo italiano, nell’ambito del Piano Mattei, ha aderito al memorandum d’intesa che lo ha avviato, insieme ad Angola, Zambia, Unione Europea, Stati Uniti e Banca Africana di Sviluppo. “Il risultato di oggi – sottolinea una nota di Chigi – nasce dal lavoro di squadra del sistema Italia: il Governo ha lavorato insieme a CDP e SACE per sostenere la partecipazione delle imprese italiane, accanto alle principali istituzioni finanziarie africane e internazionali”.

L’aggiudicazione riguarda la tratta zambiana (517 km) di una linea di circa 830 km che collegherà lo Zambia al porto angolano di Lobito, sull’Atlantico. Comprende 22 ponti e viadotti, 8 stazioni e 3 depositi di manutenzione. Per le merci i tempi di trasporto verso i mercati internazionali scenderanno da 16 a 7 giorni.

 

 

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Perché il posto di Italia ed Europa è al fianco di Taiwan. Parla Menia (da Taipei)

A fronte dell’espandersi dell’autoritarismo e di minacce ibride sempre più complesse, la stretta collaborazione tra Europa e Taiwan è di fondamentale importanza, non solo per rafforzare la resilienza democratica, ma anche per salvaguardare i valori condivisi e affrontare le sfide emergenti in ambito di sicurezza. Sono le conclusioni della dichiarazione finale della Conferenza annuale del Formosa Club 2026, tenutasi a Taipei, forum giunto al secondo anno di vita, alla presenza di 49 parlamentari europei e 19 parlamenti nazionali europei, a dimostrazione del loro sostegno a Taiwan.

Si tratta di una piattaforma fondamentale per promuovere la libertà, lo Stato di diritto, la resilienza democratica e un ordine internazionale basato su regole, in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni autoritarie e minacce ibride (tra virgolette, la Cina). Perché l’Ue ha tutto l’interesse a spingere verso tale partnership? “Taiwan è un presidio di modernità, valori comuni di diritti e democrazia, resistenza e resilienza, straordinaria capacità produttiva globale nei semiconduttori, impegnata nelle grandi sfide dell’IA, ma soprattutto frontiera della libertà. L’Italia non può che esserle al fianco”, dice a Formiche.net il vicepresidente della commissione Esteri/Difesa del Senato, Roberto Menia (FdI), raggiunto telefonicamente a Taipei, dove partecipa all’annuale conferenza.

Il riferimento è ad una cooperazione, quella tra Europa e Taiwan, che si sta focalizzando su settori nevralgici come le catene di approvvigionamento resilienti, l’innovazione democratica, l’uso dell’intelligenza artificiale, dei droni, dei sistemi a pilotaggio remoto, fino ad un ambito ormai imprescindibile come i semiconduttori avanzati. In questa direzione l’appuntamento di Taipei ha ribadito alcuni punti fissi.

Primo, l’Europa sostiene Taiwan per la gestione dei rischi relativi ai cavi sottomarini internazionali, lanciata dal ministro degli Esteri Lin Chia-lung. “Si tratta, come è noto, di arterie vitali per Nazioni ed economie digitali – aggiunge Menia – ragion per cui la cooperazione tra Europa e Taiwan va allargata ad una serie di micro settori interconnessi, come condivisione delle informazioni, riforme sistemiche, sviluppo delle conoscenze e consapevolezza del dominio marittimo. Abbiamo l’obbligo di far procedere questa alleanza su un binario preferenziale, anche a causa del diffondersi di minacce ibride sempre più complesse”.

Il Forum ha acceso un fascio di luce, a tal proposito, su un provvedimento legislativo adottato dalla Cina, ovvero la “Legge sulla promozione dell’unità e del progresso etnico”, su cui ci sono state due risoluzioni del Parlamento europeo (il 30 aprile 2026 e il 7 ottobre) che hanno condannato le disposizioni extraterritoriali di tale legge, definendole una forma di repressione transnazionale. Secondo, le attività condotte contro Taiwan nella cosiddetta “zona grigia” abbracciano svariate forme di interferenza ibrida, come la disinformazione e le pressioni di carattere militare fatte nello Stretto di Taiwan. Terzo, la Risoluzione 2758 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non definisce lo status di Taiwan e non preclude la partecipazione significativa di Taiwan a organizzazioni e meccanismi internazionali, per cui il Forum sostiene che la partecipazione internazionale di Taiwan, laddove le sue competenze possano offrire un contributo alla comunità internazionale, sia da perseguire in maniera decisa.

“L’Italia – conclude il senatore di FdI – è consapevole del ruolo di Taiwan nello scacchiere economico e geopolitico, d’altronde siamo dinanzi ad una fase caratterizzata da policrisi, come ripetuto spesso dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Roma sta tessendo con Taipei una tela fatta di amicizia, rispetto e condivisione di progetti industriali e obiettivi politici, così come il governo ha fatto sin dal suo insediamento con la grande attenzione verso l’Indopacifico”.

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Vicente Capela leva a bandeira de Portugal ao Super Heat das IAME Warrior Finals 2026

O piloto de Beja enfrenta uma grelha de 105 pilotos na X30 Júnior e supera as dificuldades com dois resultados no Top 10 nas suas melhores mangas de qualificação.

Levar a bandeira de Portugal às pistas internacionais é motivo de orgulho e responsabilidade para Vicente Capela. O piloto português, natural de Beja, esteve em pista este fim-de-semana nas IAME Warrior Finals 2026, disputadas no Leopard Circuit, em Viterbo, Itália, onde enfrentou outros 104 pilotos na categoria X30 Júnior.

Chuva e dificuldades não travaram a ambição do piloto português

A jornada italiana começou com dificuldades nas duas primeiras mangas de qualificação, disputadas sob a chuva que atingiu a região de Viterbo. Com a pista molhada, as condições exigiram atenção redobrada, capacidade de adaptação e uma leitura rigorosa de cada momento da corrida, além da necessidade de responder aos ataques dos adversários na luta por posições em pista.

Resultados de destaque

A resposta surgiu nas duas mangas de qualificação seguintes. Com uma prestação marcada pela capacidade de superação, Vicente Capela (Patrocinadores: Clinibeja / Equipa: Premium Karting / Preparador de motores: S Sport Engines / Mecânico: André Rodrigues / Chassis: Lando Norris) terminou uma das corridas no Top 10 e alcançou o 8.º lugar na seguinte.

Estas duas prestações confirmaram a competitividade do piloto português e mantiveram viva a ambição de avançar para a fase decisiva da competição.

13 ultrapassagens o Super Heat

Os resultados garantiram a presença de Capela no Super Heat 2, embora com uma tarefa exigente pela frente, uma vez que arrancou da 15.ª linha da grelha de partida. Após uma primeira volta bastante atribulada, marcada por vários toques entre os pilotos que seguiam à sua frente, acabou por perder mais posições, o que o obrigou a iniciar uma nova recuperação num pelotão extremamente competitivo.

Depois de cair para o fundo do pelotão, o piloto encetou uma recuperação, ultrapassou vários adversários e cortou a meta na 19.ª posição, depois de concretizar 13 ultrapassagens e demonstrar a sua capacidade de reação. Este resultado marcou o final da participação do piloto de Beja em Viterbo.

“Não era o resultado que pretendíamos. Apesar do forte ritmo e das excelentes recuperações que conseguimos na sexta-feira e no sábado, o grande objetivo de garantir o apuramento para a final acabou por não ser alcançado. Esta semana foi uma experiência de aprendizagem extraordinária, numa competição contra mais de 100 pilotos de todo o mundo na categoria Júnior. Demonstrámos velocidade, garra e uma enorme capacidade de superação. Deixo um agradecimento profundo à equipa PREMIUM Karting, ao meu mecânico André e à nossa estrutura de preparação de motores, S SPORT Engines”, destacou Vicente.

À espera de novos desafios

O piloto português promete escrever novos capítulos ainda esta temporada, a levar consigo a vontade de voltar a lutar por resultados expressivos. Com resiliência, ambição e o apoio dos seus apoiantes, Capela mantém o foco nos próximos desafios, determinado a continuar a evoluir e a honrar as cores de Portugal no automobilismo.

Texto por Kako Marques / KMCom Assessoria

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Organización juvenil comunista italiana envía ayuda solidaria a Cuba

Roma, 27 oct (Prensa Latina) La organización italiana Cambiare Rotta/Organización Juvenil Comunista informó hoy sobre el envío de un contenedor con ayuda para la provincia cubana de Camagüey y a su hospital, como parte de una iniciativa de solidaridad con la isla caribeña.

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Italia: huelga general contra rearme y encarecimiento de la vida

Roma, 27 oct (Prensa Latina) La Unión Sindical de Base (USB) convocó una huelga general para el próximo viernes en Italia, con movilizaciones en numerosas ciudades, para protestar contra el aumento del costo de la vida y las políticas de rearme.

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Centroizquierda italiana aventaja a la derecha en Italia, dice sondeo

Roma, 27 oct (Prensa Latina) La coalición de centroizquierda italiana reúne hoy el 44,9 por ciento de las intenciones de voto, frente al 44,1 por ciento de la centroderecha, según una encuesta del instituto SWG difundida por el telediario Tg La7.

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Voto contra el bloqueo a Cuba promueve concentraciones hoy en Italia

Roma, 27 oct (Prensa Latina) Organizaciones políticas y de la sociedad civil italiana convocaron concentraciones para hoy en Turín, Roma, Milán, Sassari, Catania, Florencia, Génova y Cassino, para exigir al Gobierno su voto de mañana en ONU contra el bloqueo estadounidense a Cuba.

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Presentan elbloqueo.it, web de denuncia de amigos de Cuba en Italia

Roma, 26 oct (Prensa Latina) Elbloqueo.it, nuevo sitio en Internet en contra de la política de cerco económico, comercial y financiero de Estados Unidos hacia Cuba, fue presentado hoy en la sede de la Embajada de Cuba en esta capital.

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Convocan concentraciones en Italia en contra del bloqueo EEUU a Cuba

Roma, 26 oct (Prensa Latina) Organizaciones políticas y de la sociedad civil italiana convocaron manifestaciones para mañana en Turín, Roma, Milán, Sassari, Catania, Florencia, Génova y Cassino, para exigir al Gobierno su voto en ONU contra el bloqueo estadounidense a Cuba.

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Commissione Ue, spiraglio per l’Italia su difesa ed energia: ma stop ai sussidi fossili

La Commissione europea ha risposto all’Italia sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia per le spese legate alla difesa e all’energia. Bruxelles è pronta a collaborare con Roma per sfruttare i margini di flessibilità fiscale, ma esclude gli aiuti collegati all’uso dei combustibili fossili.

Le misure dovranno essere comunicate dopo l’adozione: flessibilità entro il Patto di stabilità

Bruxelles è pronta ad aiutare l’Italia a sfruttare la flessibilità fiscale europea per difesa ed energia, ma pone un limite preciso sui sussidi ai combustibili fossili. La Commissione Ue ha risposto al governo italiano sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), il meccanismo che consente, a determinate condizioni, di discostarsi temporaneamente dai vincoli di spesa previsti dalle regole europee.

Secondo quanto appreso dall’Ansa a Bruxelles, l’intenzione dell’esecutivo comunitario è quella di permettere all’Italia di trarre il massimo vantaggio possibile dalla clausola, nel rispetto delle condizioni previste. Il confronto tra Roma e Bruxelles sarebbe già entrato nel dettaglio delle singole misure, anche se spetterà al governo italiano comunicare alla Commissione gli interventi esatti una volta adottati.

Restano esclusi i sussidi collegati all’utilizzo dei combustibili fossili, che non potranno beneficiare della flessibilità prevista dal meccanismo. La Commissione ha inoltre chiarito che gli eventuali margini di spesa aggiuntivi dovranno rimanere nell’ambito delle regole esistenti del Patto di stabilità.

La risposta di Bruxelles non equivale quindi a un’autorizzazione definitiva delle singole misure. Il governo dovrà prima adottarle e successivamente comunicarne il contenuto alla Commissione europea.

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Ex Ilva, chiesti i domiciliari per l’ex ad Lucia Morselli: nel mirino emissioni e quote CO2

La Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto inquinamento prodotto dalle emissioni dell’ex Ilva tra il 2019 e il 2024 e sulle presunte irregolarità nella gestione delle quote di anidride carbonica. La richiesta riguarda anche Alessandro Labile, dirigente dello stabilimento, e Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra.

Il gip Francesco Maccagnano ha fissato per il 3 novembre gli interrogatori preventivi dei tre indagati, prima di decidere sull’eventuale applicazione delle misure cautelari. Al centro dell’indagine ci sono le emissioni dello stabilimento siderurgico di Taranto e la gestione delle quote Ets, il sistema europeo che regola lo scambio dei diritti di emissione di CO2.

Ex Ilva, dai picchi di benzene alla presunta truffa sulle quote CO2

L’inchiesta affonda le radici nelle verifiche sulle emissioni dell’acciaieria. Già nel marzo 2024 Morselli aveva ricevuto un avviso di proroga delle indagini avviate dopo un esposto relativo ai picchi di benzene registrati nello stabilimento. Nel luglio dello stesso anno erano poi scattati perquisizioni e sequestri nell’ambito degli accertamenti su una presunta truffa ai danni dello Stato legata alle quote di CO2. Successivamente erano arrivati gli avvisi di garanzia per l’ex amministratrice delegata e altri dirigenti, consulenti e dipendenti.

Tra le ipotesi di reato contestate figurano associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato. Secondo la ricostruzione della Procura, una manutenzione carente degli impianti avrebbe contribuito a provocare emissioni potenzialmente dannose per la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Morselli, anche Milano indaga sull’ex amministratrice delegata

Per Lucia Morselli il procedimento tarantino non è l’unico fronte giudiziario aperto. L’ex amministratrice delegata è coinvolta anche in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta della Procura di Milano, avviata dopo una relazione presentata dai commissari straordinari dell’ex Ilva. Le due indagini riguardano profili differenti della gestione di Acciaierie d’Italia: da una parte le presunte responsabilità ambientali e le irregolarità sulle quote di emissione, dall’altra gli aspetti economico-finanziari oggetto degli accertamenti milanesi.

La prossima tappa dell’inchiesta di Taranto è dunque fissata per il 3 novembre, quando Morselli, Labile e Astorri saranno ascoltati dal gip. Solo successivamente il giudice si pronuncerà sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura. Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza.

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Redditi in aumento, ma più famiglie non arrivano a fine mese: 5,4 milioni in povertà assoluta

In Italia oltre 5,4 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta, pari al 9,3% della popolazione residente. Il dato, riferito al 2025, rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma evidenzia un peggioramento nel lungo periodo. Secondo il Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes) 2026 dell’Istat, nel 2014 la povertà assoluta interessava il 6,9% dei residenti. Nell’arco di undici anni l’incidenza è quindi aumentata di 2,4 punti percentuali.

Povertà assoluta in Italia, 5,4 milioni di persone nel 2025

I dati Istat mostrano che nel 2025 l’8% delle famiglie residenti si trova in povertà assoluta, una quota stabile rispetto al 2024. Considerando le singole persone, il fenomeno interessa il 9,3% della popolazione, per un totale superiore a 5,4 milioni di individui.

La povertà assoluta viene misurata sulla base della capacità di una famiglia di sostenere le spese necessarie per acquistare beni e servizi essenziali e mantenere condizioni di vita considerate adeguate.

Il confronto storico evidenzia un aumento significativo. Nel 2014 la povertà assoluta colpiva il 6,9% della popolazione, contro il 9,3% del 2025. Secondo l’Istat, nel periodo considerato il fenomeno ha registrato una diminuzione soltanto nel 2019, mentre gli aumenti più rilevanti si sono verificati nel 2020 e nel 2022.

Nel primo caso hanno inciso le conseguenze della pandemia, mentre nel secondo l’accelerazione dell’inflazione ha pesato soprattutto sulle famiglie con minori disponibilità economiche.

Povertà assoluta più alta al Sud, il confronto con Nord e Centro

Le condizioni economiche cambiano sensibilmente tra le diverse aree del Paese. Nel 2025 il Mezzogiorno presenta l’incidenza più elevata di povertà assoluta, pari all’11,5%, sebbene il dato sia diminuito rispetto al 12,5% registrato nel 2024.

Al Nord la percentuale si attesta all’8,5%, in lieve calo rispetto all’8,8% dell’anno precedente. La situazione più favorevole si osserva nel Centro, dove la quota di persone in povertà assoluta è del 7,4%, contro il 7,6% del 2024.

Un altro indicatore utilizzato dall’Istat è il rischio di povertà, che misura la quota di persone con un reddito disponibile equivalente inferiore al 60% del valore mediano nazionale.

Questo parametro è diverso dalla povertà assoluta, perché considera il reddito familiare rispetto alla distribuzione dei redditi della popolazione. Nel 2025 il rischio di povertà interessa il 32,1% dei residenti nel Mezzogiorno, una percentuale più di tre volte superiore al 10,4% registrato al Nord.

Nel Centro il valore è del 15,1%, mentre la media nazionale si attesta al 18,6%, sostanzialmente stabile rispetto al 18,9% del 2024. Le differenze sono particolarmente evidenti anche a livello regionale.

In Sicilia il rischio di povertà raggiunge il 38,4%, in Campania il 35,6% e in Calabria il 32,8%. Le tre regioni superano quindi il 30% e presentano valori nettamente superiori alla media italiana.

Rischio di povertà, Italia al 21° posto nell’Ue

Il confronto internazionale mostra una situazione italiana meno favorevole rispetto alla media europea. Secondo i dati Eurostat riportati nel Bes 2026, il 22,6% della popolazione italiana è a rischio di povertà o esclusione sociale, contro una media del 20,9% nell’Unione europea. L’Italia occupa il 21° posto tra i 27 Stati membri, considerando l’ordinamento dal valore più basso a quello più elevato dell’indicatore.

Il parametro europeo comprende tre dimensioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale e sociale e bassa intensità lavorativa delle famiglie. Nel confronto con gli altri Paesi, l’Italia presenta una percentuale superiore a quelle di Germania e Francia, entrambe vicine alla media europea, ma inferiore alla Spagna, dove il valore raggiunge il 25,7%. La Repubblica Ceca registra il dato più basso, pari all’11,5%, mentre la Bulgaria presenta quello più elevato, con il 29%.

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Diesel a 1,16 euro senza le accise, in Italia le tasse sono tra le più alte d’Europa

Il prezzo di diesel e benzina continua a rimanere sopra la media, con la benzina che tocca anche i 2,042 euro al litro e il diesel a 2,302 euro al litro in autostrada. Da mesi il prezzo riusciva a mantenersi sotto la soglia dei due euro o a superarla leggermente grazie agli interventi del governo Meloni, prima con il taglio delle accise, poi con il tetto ai prezzi.

Da febbraio, da quando è scoppiata la crisi di Hormuz, il prezzo del petrolio è aumentato di circa due terzi (66% circa) e, sebbene il valore del greggio non corrisponda esattamente a quello di benzina e diesel, ne influenza il prezzo. Parte del costo è condizionata da altri fattori, come le tasse. Quanto ci costerebbe il carburante senza di esse?

Le tasse sul gasolio più alte d’Europa

Secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, in Italia si pagano tasse sul gasolio più alte che in tutto il resto d’Europa. La somma di accise e IVA fa spendere circa 1,08 euro al litro solo di imposte, ovvero il 48% del prezzo.

Guardando al prezzo medio del diesel in Italia, ovvero 2,261 euro al litro sulla rete nazionale, risulta essere il settimo prezzo più alto in assoluto.

Il prezzo italiano viene superato da quello (in ordine crescente) di:

  • Germania;
  • Francia;
  • Belgio;
  • Paesi Bassi;
  • Danimarca;
  • Finlandia.

Come sarebbero i prezzi senza tasse?

Il risultato però cambia se si guarda ai prezzi senza le tasse. In questa ipotesi, anche se la testa della classifica rimane simile, il fondo cambia molto. In Italia il diesel costerebbe appena 1,166 euro al litro. Il prezzo più basso resterebbe solo a Malta, dove c’è un regime speciale di prezzi e il gasolio senza imposte costerebbe quindi appena 0,55 euro al litro.

Ricordiamo infatti che l’importo delle tasse sul diesel in Italia pesa per 1,077 euro per ogni litro. La media della zona euro è di 85,6 centesimi al litro di tasse. La media europea è quindi di circa 0,22 euro in meno rispetto all’Italia.

Dove ci sono le tasse più basse?

Secondo quanto registrato nell’Unione Europea, il livello più alto di tasse si registra in:

  • Italia con 1,077 euro al litro;
  • Danimarca con 1,070 euro al litro;
  • Finlandia con 1,024 euro al litro;
  • Belgio con 1,008 euro al litro;
  • Francia con 0,998 euro al litro.

Tasse più basse si riscontrano invece in:

  • Polonia con 45,6 centesimi al litro;
  • Spagna con 50,7 centesimi al litro.

Al momento, per fare un confronto, in Spagna il diesel si paga 1,888 euro, mentre in Italia il prezzo medio oscilla in queste settimane sui 2,244 euro. In Spagna senza le tasse il gasolio costerebbe 1,382 euro al litro, mentre in Italia 1,166 euro al litro.

In Italia le tasse sul diesel valgono il 48% del prezzo finale, il secondo dato più alto in Europa (la media è del 39,1%).

Quali tasse si pagano su benzina e diesel?

In Italia esistono due tipi di tasse: le accise, ovvero l’imposta fissa, e l’IVA, ovvero l’imposta sul valore aggiunto.

Il prezzo esposto al distributore è formato però da tre componenti principali:

  • il prezzo industriale, che si suddivide in costo del prodotto (valore di mercato che risente della quotazione del greggio e del cambio euro-dollaro), costo della logistica e della distribuzione e margine di guadagno;
  • l’accisa, l’imposta fissa per l’idrocarburo stabilita per legge;
  • l’IVA, aliquota del 22% calcolata sull’intero importo.

Si parla spesso delle 19 accise storiche, una serie di tasse su eventi come la guerra d’Etiopia, l’alluvione di Firenze e il terremoto dell’Irpinia. In realtà alcune sono state revocate già da quasi 100 anni, mentre altre sono state accorpate con il Testo Unico delle Accise.

È vero, però, che alcuni eventi hanno portato all’aumento dell’aliquota complessiva, che ad oggi non rappresenta più voci separate; tra questi risultano la ricostruzione post disastro del Vajont, l’alluvione di Firenze, il terremoto del Belice, ma anche la missione di pace in Libano, il decreto Salva Italia e l‘emergenza terremoti in Emilia-Romagna del 2012.

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Milano, dopo le violenze Mazzali (FI) rilancia sui giovani: “Il futuro non si governa con gli slogan, serve una legge”

Le violenze nelle piazze vanno condannate senza ambiguità, ma la risposta della politica non può fermarsi all’ordine pubblico. È questa la posizione di Barbara Mazzali, consigliera regionale della Lombardia di Forza Italia, che interviene dopo i disordini del 17 e 18 ottobre a Milano e le nuove mobilitazioni dello scorso fine settimana. Al centro della sua proposta c’è il progetto di legge n. 174 sulla Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), già avviato all’esame della Commissione regionale, con l’obiettivo di misurare le conseguenze delle decisioni politiche sul futuro dei giovani. “Il futuro non si governa con gli slogan”, sostiene Mazzali, che punta a introdurre uno strumento concreto per valutare gli effetti delle politiche pubbliche sulle nuove generazioni, dall’occupazione all’accesso alla casa, fino alla formazione e alla sostenibilità economica.

Mazzali: “Le violenze sono inaccettabili, ma fermarsi all’ordine pubblico sarebbe un errore”

La consigliera azzurra parte dagli episodi che hanno segnato le ultime settimane a Milano e in altre città italiane. Devastazioni, aggressioni alle forze dell’ordine e violenze non possono trovare giustificazione nel disagio sociale, ribadisce, sottolineando la necessità di rispettare le regole della convivenza civile. Ma limitarsi alla condanna, secondo Mazzali, significherebbe ignorare una questione più profonda. “Sarebbe un errore fermare tutta la nostra analisi alla sola questione dell’ordine pubblico”, osserva. Al di là di chi sceglie deliberatamente la violenza, infatti, esiste un disagio generazionale che le istituzioni hanno il dovere di affrontare.

Lavoro precario, stipendi insufficienti, difficoltà nell’accesso alla casa e impossibilità di raggiungere una reale autonomia economica sono alcuni dei problemi che, secondo la consigliera, alimentano l’incertezza delle nuove generazioni. Questioni che richiedono risposte strutturali e non soltanto interventi legati alle emergenze.

Milano rappresenta un paradosso: capitale economica, ma inaccessibile ai giovani

È proprio Milano, secondo Mazzali, a rappresentare uno dei paradossi più evidenti. Una città capace di attrarre investimenti internazionali, grandi imprese, università e capitali, ma nella quale anche un giovane lavoratore può trovarsi nell’impossibilità di sostenere il costo di un’abitazione. “Che valore ha una crescita economica se una parte delle nuove generazioni rischia di restarne esclusa?”, si domanda la consigliera regionale.

Il problema, sottolinea, non riguarda soltanto le condizioni sociali dei giovani, ma anche la competitività economica della Lombardia. Ritardare l’indipendenza economica, l’acquisto di una casa e la formazione di una famiglia significa incidere sui consumi, sulla natalità e sulla capacità del territorio di trattenere i talenti. Per questo, secondo Mazzali, le politiche regionali devono essere valutate non soltanto per i risultati immediati, ma anche per le conseguenze che produrranno nei prossimi dieci o vent’anni.

La proposta di Mazzali: un Osservatorio per misurare il futuro dei giovani

La risposta della consigliera di Forza Italia passa dal progetto di legge n. 174 sulla Valutazione di Impatto Generazionale, con cui la Lombardia punta a diventare la prima Regione italiana a istituire un Osservatorio dedicato agli effetti delle politiche pubbliche sulle nuove generazioni. Il provvedimento prevede indicatori oggettivi, una Scheda VIG per valutare preventivamente l’impatto delle principali decisioni regionali e un sistema di monitoraggio per verificarne successivamente i risultati.

Le analisi riguarderebbero diversi ambiti: occupazione, accesso all’abitazione, natalità, mobilità sociale, formazione, servizi e sostenibilità economica e ambientale. L’obiettivo è comprendere in anticipo come una scelta urbanistica, un investimento infrastrutturale o una politica industriale possano influenzare le opportunità delle generazioni future. Previsto anche il coinvolgimento di università, associazioni giovanili, enti territoriali e mondo produttivo, chiamati a contribuire alla costruzione delle politiche rivolte ai giovani. “Non un nuovo apparato burocratico”, precisa Mazzali, ma uno strumento per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche, utilizzando competenze e risorse già disponibili.

Mazzali chiede tempi rapidi: “La questione generazionale non diventi uno scontro ideologico”

La consigliera auspica ora un’accelerazione dell’iter legislativo e un confronto tra le diverse forze politiche. La questione generazionale, sostiene, non dovrebbe diventare terreno di contrapposizione ideologica, perché riguarda direttamente la tenuta economica e sociale della Lombardia. Mazzali riconosce che una legge non potrà risolvere da sola le difficoltà di un’intera generazione, ma ritiene che possa modificare il modo in cui le istituzioni valutano e assumono la responsabilità delle proprie scelte.

“La sicurezza è un dovere dello Stato. Creare le condizioni perché i giovani possano costruirsi un futuro è una responsabilità della politica”, sottolinea, ribadendo la necessità di affiancare alla tutela dell’ordine pubblico interventi capaci di offrire prospettive concrete. Il punto, conclude la consigliera, è non giudicare le decisioni politiche soltanto per i risultati ottenuti durante una legislatura, ma soprattutto per le opportunità che lasceranno alle generazioni successive. “Non possiamo continuare a chiedere ai giovani di avere fiducia nel futuro senza preoccuparci di misurare quale futuro stiamo effettivamente costruendo per loro”.

L'articolo Milano, dopo le violenze Mazzali (FI) rilancia sui giovani: “Il futuro non si governa con gli slogan, serve una legge” proviene da Affaritaliani.it.

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