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Lincoln Gakiya diz que aceitaria ser ministro da Segurança Pública de Lula

O promotor de Justiça do Ministério Público de São Paulo Lincoln Gakiya diz que aceitaria fazer parte de um eventual Ministério da Segurança Pública do próximo governo do presidente reeleito Luiz Inácio Lula da Silva (PT).

“Claro, se fosse convidado aceitaria, sim”, disse Gakiya à CNN Brasil nesta terça-feira (27). O promotor pontuou, no entanto, que não recebeu um convite formal até o momento.

Gakiya ficou reconhecido por ser um dos principais investigadores de facções criminosas no país, principalmente do PCC (Primeiro Comando da Capital) — pelo qual é considerado inimigo e “jurado” de morte.

O nome do promotor já havia sido vinculado ao cargo durante a campanha eleitoral de Ronaldo Caiado (PSD). Em agosto, o ex-presidenciável afirmou que estendeu um convite ao promotor, caso fosse eleito.

A promessa de Lula para o novo ministério pode ficar apenas para 2027, conforme mostrou a CNN.

O governo projeta que pode até recriar a pasta ainda neste ano como aceno ao cumprimento da proposta em uma área que desafiou Lula durante a eleição. O pleno funcionamento da pasta, todavia, pode ficar para o ano que vem por questões orçamentárias.

Gakiya defende uma maior integração das forças de segurança pública estaduais e federais para o combate ao crime organizado, além de ser contra a denominação de PCC e CV (Comando Vermelho) como organizações terroristas, afirmando que as facções atuam como máfias.

Em 2025, o promotor do Gaeco (Grupo de Atuação Especial de Combate ao Crime Organizado) de Presidente Prudente, participou da elaboração do texto do PL (Projeto de Lei) Antifacção, que originou a Lei Antifacção, no último mês de março.

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Flávio Bolsonaro Leaves Brazil for the U.S. After Election Defeat

Officials in Argentina said Mr. Bolsonaro entered the country by land then flew to Ecuador. Brazilian police had asked him to hand over his passports because of his links to an investigation.

© Pablo Porciuncula/Agence France-Presse — Getty Images

Flávio Bolsonaro in Brasília on Sunday after hearing early results in the election he lost to President Luiz Inácio Lula da Silva.
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MST pide avances en la reforma agraria tras victoria de Lula

Brasilia, 27 oct (Prensa Latina) El Movimiento de los Trabajadores Rurales Sin Tierra (MST) llama hoy a mantener la movilización popular tras la victoria electoral del presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, y reclama avances en la reforma agraria.

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Lula se solidariza com Juca Kfouri pela morte da filha, Camila Kfouri

Logo Agência Brasil

O presidente Luiz Inácio Lula da Silva se solidarizou com o jornalista Juca Kfouri pela morte de sua filha, Camila Kfouri, nesta terça-feira (27). Lula usou o X, antigo Twitter, para enviar condolências ao jornalista.

“Meu querido amigo Juca Kfouri, é difícil imaginar a imensa dor que você está sentindo pela partida de sua filha Camila. Por isso, mesmo à distância, quero que receba o meu carinho e a minha solidariedade. Desejo, do fundo do meu coração, que você e todos os seus familiares tenham a força que lhes ajude a atravessar essa hora tão difícil”, escreveu o presidente.

Notícias relacionadas:

Camila morreu aos 48 anos. Segundo o pai, ela sofria de doenças adquiridas a partir do trauma de ver o avô paterno ser atingido por um tiro durante um assalto, em 1985, quando ela tinha apenas 6 anos de idade. Na época, o procurador aposentado Carlos Alberto Gouvêa Kfouri passou 11 dias internado antes de falecer.

“Camila, a Camiloca, a Cam, minha Joaninha, a menina entre meus quatro filhos, resolveu ir embora depois de sofrer muito com doenças adquiridas desde que, aos 6 anos, viu o avô paterno ser alvejado em assalto na porta de casa, e desenvolver uma porção de sequelas. Hoje, a última vítima daquele dia não resistiu mais. Disfunção de supra-renal, gordura em família longilínia, cirurgia bariátrica, compulsão, e neuropatia diabética”, escreveu Kfouri em artigo no Portal UOL.

Juca Kfouri é jornalista do UOL e também apresenta o programa Trio de Ataque, na TV Brasil.

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Flávio Bolsonaro se habría fugado a EE.UU. para evadir la justicia de Brasil

La Policía Federal de Brasil investiga si el senador Flávio Bolsonaro salió del país rumbo a Estados Unidos, tras no entregar sus pasaportes en el plazo fijado por el Supremo Tribunal Federal. Su paradero no está confirmado: el gobierno argentino y las autoridades brasileñas dicen que no hay registro oficial de su paso por la frontera.
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Brasile, il ritorno di Lula spiazza i mercati: conti pubblici e tassi al centro delle preoccupazioni

La sorprendente vittoria di Lula, le prevedibili sfide di governo

La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile ha sorpreso sia gli investitori sia gli istituti che elaborano sondaggi. I mercati si erano posizionati in vista di una vittoria di Flávio Bolsonaro, dopo il primo turno e il rafforzamento della rappresentanza conservatrice in Parlamento. Lula, 81 anni, ha invece conquistato uno storico quarto mandato presidenziale, spingendo i mercati a rivedere le aspettative fiscali e monetarie per la più grande economia dell’America Latina.

L’analisi

La vendita degli asset brasiliani seguita alla rielezione di Lula mostra che molti investitori si erano posizionati in vista di un cambio di presidente. Tuttavia, le prospettive per l’economia brasiliana sono più stabili di quanto suggeriscano le oscillazioni degli asset del Paese, anche se una certa volatilità dei mercati è comprensibile, data la complessa storia delle politiche economiche brasiliane.

Nonostante la clamorosa rimonta politica di Lula, la composizione del Congresso brasiliano conta almeno quanto il risultato delle elezioni presidenziali. Nelle elezioni legislative svoltesi il 5 ottobre, insieme al primo turno delle presidenziali, i partiti conservatori hanno rafforzato la propria presenza in entrambe le Camere del Congresso. Il Partito Liberale di Bolsonaro ha ottenuto la più ampia rappresentanza parlamentare di un singolo partito dall’entrata in vigore della Costituzione del 1988, soprattutto al Senato. La sua maggiore influenza, insieme a quella degli altri rappresentanti conservatori, renderà più complessi i rapporti di Lula con il Parlamento.

Gli impegni di spesa di Lula, costosi, assunti durante la campagna elettorale dipendono dall’approvazione del Congresso. La composizione più conservatrice del Parlamento probabilmente limiterà l’espansione fiscale e potrebbe imporre un approccio pragmatico alla politica economica. Le voci progressiste che hanno sostenuto la vittoria di Lula potrebbero acquisire maggiore influenza, ma la realtà parlamentare ostacolerà cambiamenti significativi rispetto all’attuale quadro di politica economica. I mercati ricalibreranno le proprie valutazioni sui fondamentali del Brasile nel medio periodo, riconoscendo che Lula probabilmente accetterà alcuni vincoli e porterà avanti il proprio programma attraverso un Parlamento che né il suo partito né i suoi alleati hanno mai dominato.

Credibilità fiscale

Per il momento, prevediamo che il Brasile registrerà un moderato rallentamento economico a causa degli effetti ritardati degli elevati tassi d’interesse reali della Banca centrale del Brasile (BCB), che prevalgono sugli interventi di sostegno mirati che Lula ha fatto approvare dal Congresso uscente. Prevediamo che il Brasile registri una crescita del prodotto interno lordo (Pil) reale dell’1,8% nel 2026, in rallentamento all’1,6% l’anno successivo.

La fragilità del real brasiliano dopo le elezioni potrebbe determinare un andamento dell’inflazione complessiva leggermente più elevato, oltre agli effetti dei prezzi dei prodotti energetici. Tuttavia, un’impennata dell’inflazione è improbabile se la BCB riuscirà a stabilizzare l’andamento del real e le aspettative d’inflazione del settore privato attraverso una politica monetaria relativamente restrittiva.

La credibilità fiscale sarà probabilmente il tema determinante del quarto mandato di Lula. Durante la campagna elettorale, le sue promesse populiste sono state stimate in circa lo 0,3-0,5% del Pil. Sebbene modesti se considerati isolatamente, questi impegni arrivano mentre il Brasile fatica a mantenere gli obiettivi di un piccolo avanzo primario proposti da Fernando Haddad, ex ministro delle Finanze di Lula.

Brasile, il ritorno di Lula spiazza i mercati: conti pubblici e tassi al centro delle preoccupazioni

È troppo presto per prevedere quali saranno le priorità di spesa di Lula nel 2027, ma l’attuale quadro fiscale sarà difficile da gestire, date le conseguenze volatili sui mercati dei capitali. Finanziare nuove spese attraverso un aumento della tassazione sarà altrettanto difficile, data la complessità del sistema fiscale brasiliano, mentre tagliare altre voci di spesa sarebbe politicamente complicato. I mercati seguiranno con attenzione la scelta della persona che Lula nominerà a dicembre per affrontare queste questioni di politica economica. Sarà la prima importante occasione per il presidente rieletto di tranquillizzare gli investitori.

Sul fronte della politica monetaria, gli investitori rivedranno le aspettative di rapidi tagli dei tassi d’interesse. L’ottimismo riguardo a un ulteriore allentamento monetario aveva riflesso in parte le aspettative di una vittoria di Bolsonaro e le speranze di un maggiore slancio nelle riforme fiscali.

I dati economici più recenti suggeriscono che la stretta monetaria sta producendo effetti sull’economia, con una certa moderazione dell’attività e dei consumi. I funzionari della banca centrale continuano a definire restrittiva la politica monetaria, il che implica che un ulteriore allentamento sia possibile. Tuttavia, è probabile che i responsabili della politica monetaria attendano maggiori certezze sulla politica fiscale prima di riprendere il ciclo di tagli dei tassi.

Prevediamo pertanto che la BCB manterrà un approccio prudente, lasciando invariati i tassi d’interesse nei prossimi sei mesi, mentre la nuova amministrazione chiarirà le proprie priorità fiscali. Il nostro scenario centrale prevede quindi un allentamento graduale, a partire dall’attuale tasso ufficiale del 13,75%, fino a portare i tassi intorno al 12,25% entro la fine del 2027. I rischi, tuttavia, sono orientati verso un numero inferiore di tagli qualora le preoccupazioni fiscali dovessero intensificarsi.

Brasile, il ritorno di Lula spiazza i mercati: conti pubblici e tassi al centro delle preoccupazioni

Le elezioni hanno anche implicazioni internazionali. I rapporti tra le amministrazioni Lula e Trump si sono rivelati complessi e potrebbero riemergere ulteriori controversie commerciali. Bolsonaro aveva condotto la campagna elettorale promettendo relazioni più strette con la Casa Bianca, sostegno alle iniziative di friend-shoring e fonti alternative di approvvigionamento di terre rare strategiche, un mercato dominato dalla Cina.

La Cina resta di gran lunga il principale partner commerciale del Brasile, rappresentando il 29% delle esportazioni brasiliane in valore nel 2025. Il Brasile esporta quindi verso la Cina quasi tre volte quanto esporta verso gli Stati Uniti, rendendo la domanda cinese di prodotti brasiliani una fonte essenziale di ricavi. La vittoria di Lula significa che saranno mantenute relazioni amichevoli con la Cina.

Implicazioni per gli investimenti

Per gli investitori, la conseguenza immediata è il perdurare della volatilità. Il risultato elettorale impone ai mercati di ricalibrare le aspettative sulla politica fiscale e monetaria e sulle riforme. Il Brasile deve affrontare ostacoli economici, tra cui una crescita debole della produttività, carenze infrastrutturali, un sistema fiscale complesso e bassi livelli di investimento nel lungo periodo. Tuttavia, il Paese resta vincolato e sostenuto dallo stesso quadro istituzionale esistente prima del voto: una banca centrale indipendente, regole fiscali e un Congresso frammentato. Nel loro insieme, questi fattori dovrebbero limitare la portata di cambiamenti radicali delle politiche economiche in entrambe le direzioni.

Consideriamo eccessiva la forte svendita degli asset brasiliani dopo le elezioni, che ha cancellato tutti i guadagni del Paese dall’inizio di luglio, rispetto alla probabilità di un’ampia continuità delle politiche economiche. Manteniamo pertanto la nostra preferenza per le azioni brasiliane.

A nostro avviso, le incertezze legate alle elezioni erano già incorporate nei prezzi di mercato, insieme a valutazioni interessanti, rendimenti da dividendi interessanti e fattori ciclici favorevoli agli utili. Il recente calo ha riportato le valutazioni a livelli interessanti e ci aspettiamo una ripresa nelle prossime settimane, con il ridursi dell’incertezza politica. In un mercato azionario globale fortemente esposto all’intelligenza artificiale, le azioni brasiliane offrono anche vantaggi in termini di diversificazione.

Brasile, il ritorno di Lula spiazza i mercati: conti pubblici e tassi al centro delle preoccupazioni

I fattori che determinano gli utili delle imprese brasiliane sono in larga misura legati alla domanda interna e alle materie prime, offrendo una fonte di rendimento relativamente indipendente dal ciclo degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Inoltre, le abbondanti risorse naturali del Paese contrastano con i vincoli energetici e infrastrutturali affrontati da alcune economie sviluppate. Ciò non solo sostiene i vantaggi competitivi del Brasile, ma potrebbe anche accrescerne l’importanza strategica in un’economia globale sempre più caratterizzata da scarsità di risorse e frammentazione. Da quando Lula ha concluso il suo secondo mandato nel 2011, la composizione degli indici dei mercati emergenti ha continuato a cambiare in seguito alla performance del settore tecnologico in Corea del Sud e Taiwan. Questi due mercati rappresentano oggi la metà dell’indice MSCI Emerging Markets in termini di capitalizzazione. Di conseguenza, il peso del Brasile nell’indice è sceso dal 15% di 15 anni fa al 5% attuale.

Il settore tecnologico dei mercati emergenti continua a essere una delle nostre preferenze azionarie, insieme a Taiwan e Corea del Sud, sostenuto dal perdurare del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Per i mercati obbligazionari, l’attenzione alla credibilità fiscale espone i rendimenti dei titoli di Stato brasiliani in valuta locale al rischio di un brusco rialzo, nonostante i tassi d’interesse reali siano già elevati. Le scadenze più lunghe potrebbero subire pressioni qualora le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito aumentassero il premio richiesto dagli investitori.

Un eventuale indebolimento della valuta potrebbe inoltre limitare i tagli dei tassi d’interesse attesi dai mercati. È plausibile un rialzo iniziale di circa 150 punti base, con i rendimenti dei titoli a cinque anni che potrebbero raggiungere il 15% entro la fine del 2026. Anche il debito sovrano denominato in dollari è esposto a un ampliamento degli spread di circa 50-60 punti base rispetto ai Treasury statunitensi, portando le valutazioni più vicino a quelle dei titoli sovrani con un rating inferiore di un livello. L’aumento dei costi di finanziamento interni accrescerebbe l’onere del debito e potrebbe alimentare maggiori aspettative di emissioni sui mercati internazionali. La stabilizzazione dipenderà dalla credibilità degli impegni fiscali del governo.

Prevediamo che il real brasiliano si indebolisca fino a circa 5,50 per dollaro nei prossimi mesi, riflettendo le incertezze sulla politica fiscale. Nel più lungo periodo, la valuta dovrebbe poi oscillare intorno a quota 5,20 per dollaro. La valutazione del real appare equa, anche tenendo conto del crescente profilo del debito brasiliano. I prezzi elevati delle materie prime e i tassi d’interesse reali storicamente alti dovrebbero fornire un sostegno. La nomina del ministro delle Finanze, probabilmente intorno a dicembre, potrebbe rappresentare un ulteriore fattore in grado di influenzare il cambio.

Di Homin Lee (Senior Macro Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA) e Patrick Kellenberger (Emerging Market, Equity Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA)

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Parlamentares dos EUA cobram Meta por tratamento desigual a Lula

Uma carta assinada por 13 parlamentares democratas dos Estados Unidos cobra explicações de Mark Zuckerberg, CEO da Meta, sobre denúncias de tratamento desigual às campanhas de Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e Flávio Bolsonaro (PL) nas plataformas da empresa durante as eleições presidenciais brasileiras de 2026. Enviada em 22 de outubro, a carta ocorre em meio a denúncias de restrições a conteúdos políticos, redução de alcance de publicações e diferenças no funcionamento de ferramentas de inteligência artificial, episódios que levantaram suspeitas sobre a atuação de empresas estrangeiras no processo eleitoral brasileiro.

Entre os signatários estão o senador Bernie Sanders e os deputados Pramila Jayapal, Greg Casar, Maxwell Frost, Jesús G. (conhecido como Chuy García), Jonathan L. Jackson, Summer L. Lee, Mark Pocan, Mike Quigley, Delia C. Ramirez, Jan Schakowsky, Rashida Tlaib e Nydia M. Velázquez. 

Os parlamentares afirmam estar preocupados com os diversos relatos que surgiram ao longo das eleições brasileiras de que as plataformas da Meta estariam restringindo ou reduzindo a distribuição de conteúdos ligados à campanha de Lula, enquanto ampliavam ou recomendavam publicações associadas a Flávio Bolsonaro e seus aliados. Segundo os signatários, as diferenças de tratamento poderiam criar condições desiguais na disputa eleitoral.

Entre os episódios citados está a desativação, em 23 de setembro, da conta de anúncios da campanha de Lula no Facebook, 11 dias antes do primeiro turno. Embora a conta tenha sido restabelecida após 24 horas, os parlamentares afirmam que a Meta não apresentou uma justificativa detalhada para a medida. A carta também menciona restrições ao impulsionamento de anúncios da campanha no Instagram entre 9 e 10 de outubro, que, segundo uma estimativa da própria campanha, teriam impedido cerca de 1,3 milhão de pessoas de visualizar as publicações.

O documento cita ainda uma reportagem da Folha de S.Paulo sobre comunicações internas da Meta que indicariam que funcionários da empresa tinham conhecimento de recomendações algorítmicas que promoviam o perfil de Flávio Bolsonaro e um canal do WhatsApp associado à sua campanha, prática que é proibida pelo Tribunal Superior Eleitoral (TSE).

A carta também menciona um levantamento da organização Ctrl Z, divulgado pela Agência Pública, que documentou mais de mil casos de restrições e banimentos nas plataformas da Meta na primeira quinzena do mês. Entre os conteúdos cuja orientação política pôde ser identificada, nove em cada dez eram favoráveis a Lula ou progressistas. O levantamento registrou casos de perda de alcance, restrições às funcionalidades de contas e remoção de publicações.

Os parlamentares dos Estados Unidos pedem que Zuckerberg esclareça quais medidas foram adotadas, quais regras orientam a moderação de conteúdo político em eleições estrangeiras e se a empresa mantém comunicações com integrantes do governo Donald Trump sobre o Judiciário brasileiro, a regulamentação das plataformas e as eleições de 2026.

O documento também questiona como a Meta pretende garantir que restrições automatizadas às contas de anúncios dos candidatos sejam analisadas por pessoas em até duas horas. Por fim, os signatários perguntam se a empresa permitirá que um auditor independente examine dados internos de moderação e distribuição de conteúdo político relacionado às eleições brasileiras.

Os parlamentares estabeleceram o dia 4 de novembro como prazo para o envio das respostas por escrito, sem retorno até o momento de publicação dessa nota. 

Alertas da sociedade civil 

Para Luã Cruz, diretor de Litigância Estratégica da Ctrl+Z, os episódios reforçam os alertas sobre os riscos de concentrar o debate político nas plataformas controladas pelas Big Techs. “A sociedade civil brasileira de direitos digitais tem alertado há anos sobre o problema de deixar todo o sistema de discussão política pública dentro de ferramentas que são controladas por empresas estrangeiras. As eleições mostraram isso justamente por ser um momento delicado”, afirma.

Segundo Luã, as denúncias reuniram evidências de diferentes formas de interferência, desde anúncios com desinformação e pagamentos em moeda estrangeira até o descumprimento de regras eleitorais e a derrubada de conteúdos progressistas: “Isso reforça de maneira mais aguda que a gente não pode depender delas”, diz.

O diretor ressalta que as plataformas continuam sendo importantes para a comunicação política – “Não é à toa que o canal dos Janones ajudou incrivelmente a campanha do Lula” – mas defende que o país desenvolva alternativas para reduzir a dependência desses serviços.

Outro episódio destacado é o funcionamento da Meta AI, assistente de Inteligência Artificial da Meta no WhatsApp. O Núcleo Jornalismo reproduziu testes em que a ferramenta se recusava a criar imagens com referências a Lula, ao PT e ao número 13, mas atendia a comandos equivalentes relacionados a Flávio Bolsonaro, ao PL e ao número 22. A Meta reconheceu a falha e afirmou ter adotado medidas adicionais para impedir a geração de imagens de candidatos, inclusive quando os comandos usavam apenas o primeiro nome e o número eleitoral. A organização Ctrl+Z também apresentou uma denúncia formal à Corregedoria da Justiça Eleitoral sobre a diferença de tratamento. 

A carta dos parlamentares norte-americanos também menciona a ocorrência, com base em reportagem publicada por Mônica Bergamo em 14 de outubro, que apontou diferenças na geração de imagens favoráveis aos dois candidatos. As denúncias levaram o TSE a determinar que a Meta garantisse tratamento igualitário às candidaturas. 

Na decisão, porém, o ministro Marco Aurélio Bellizze afirmou que, embora houvesse indícios de falha na ferramenta, não havia elementos suficientes para concluir que ela decorreu de um critério deliberado ou que ocorreu de forma sistemática. 

São Paulo (SP), 19/10/2026 - Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira.
Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira

Ministério Público acionou a Justiça

As denúncias também motivaram medidas do Ministério Público Federal (MPF). A Agência Pública relatou que o órgão adotou iniciativas para tentar impedir bloqueios de contas e restrições de alcance considerados indevidos nas plataformas da Meta.

Na Justiça Federal do Rio Grande do Sul, o MPF ajuizou uma ação civil pública com pedido de urgência para impedir decisões de bloqueio de conteúdo baseadas exclusivamente em algoritmos e exigir que reavaliações e recursos sejam analisados por equipes humanas especializadas. O órgão também pediu a possibilidade de aplicação de multa diária de R$ 500 mil por conta afetada em caso de descumprimento.

Em outra frente, a Procuradoria Federal dos Direitos do Cidadão (PFDC) encaminhou uma recomendação extrajudicial à Meta, cobrando providências de transparência e proteção à liberdade de expressão durante o período eleitoral. A empresa recebeu prazo de 48 horas para informar se acataria as recomendações e de 30 dias para apresentar um relatório conclusivo.

As medidas foram motivadas por denúncias apresentadas pelas organizações Ctrl+Z, Artigo 19, Conectas e Sleeping Giants Brasil. Entre os casos relatados estão suspensões de contas e restrições a conteúdos políticos favoráveis a Lula e contrários a Flávio Bolsonaro. A apuração também identificou casos de perfis e publicações removidos sob acusações de terrorismo e nudez, sem que houvesse conteúdo que justificasse essas classificações.

O MPF considerou genéricas as respostas apresentadas pela Meta e apontou que a empresa não esclareceu individualmente os motivos das restrições nem detalhou todos os casos de suspensões e remoções questionados.

Na avaliação de Luã, a reparação dos usuários afetados deve ser uma das prioridades na responsabilização da empresa. O diretor também defende a abertura de dados sobre a moderação de conteúdo e a aplicação de multas proporcionais à dimensão das plataformas.

“Além de você reparar o dano para o consumidor como um todo, tem que ter a abertura dos dados para a gente entender o tamanho do estrago. E, a partir disso, ver o terceiro ponto que é a multa. Tem que multar pesado. Essas empresas são as mais ricas da história do capitalismo e elas precisam ser responsabilizadas à altura”, diz.

São Paulo (SP), 19/10/2026 - Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira
Big Techs interferem no debate político e reforçam a necessidade de reduzir a dependência de suas plataformas, segundo especialista

Comitê de Supervisão aponta falhas de moderação

O Comitê de Supervisão da Meta também apontou falhas na aplicação das regras de moderação durante as eleições brasileiras. O colegiado criticou as restrições técnicas impostas às contas de anúncios de Lula e considerou que houve aplicação excessivamente rigorosa das políticas antifraude da empresa.

O comitê avaliou que o caso deveria ter sido encaminhado a uma equipe interna de especialistas, além de destacar que erros de moderação durante períodos eleitorais podem ocorrer tanto pelo excesso de rigor, que restringe manifestações políticas legítimas, quanto pela aplicação insuficiente das regras, que pode comprometer a integridade eleitoral. E cobrou mais transparência e consistência nos procedimentos de moderação e recomendou a criação de indicadores públicos que permitam avaliar a eficácia das medidas adotadas pela empresa, incluindo suas principais falhas.

A manifestação retoma preocupações sobre a atuação da Meta em eleições anteriores em outros países, inclusive nos EUA, e a necessidade de mecanismos que permitam avaliar os resultados de suas políticas de moderação. Embora a empresa divulgue dados gerais sobre anúncios e contas removidas, o comitê apontou limitações nas métricas públicas disponíveis para medir a efetividade dessas políticas.

TSE cobrou tratamento igualitário

O TSE determinou, em 15 de outubro, que a Meta oferecesse tratamento igualitário aos dois candidatos. Em 19 de outubro, diante do que o tribunal considerou descumprimento da decisão, a multa aplicada à empresa foi dobrada.

No dia seguinte, a Meta declarou ter concluído a implementação de 17 iniciativas para cumprir a determinação, incluindo um mecanismo de revisão humana das contas de anúncios das campanhas presidenciais.

Os episódios também evidenciaram limitações na atuação das instituições brasileiras diante das plataformas, aponta Luã. “Não foi uma questão de falta de instrumento jurídico ou até mesmo falta de conhecimento, por exemplo, da sociedade civil ou da população brasileira sobre o que estava acontecendo. Faltou ao TSE atuar de maneira diligente”, afirma.

Segundo o diretor, a sociedade civil alertava para os problemas desde março, quando foram publicadas as resoluções eleitorais sobre tecnologias. 

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Guimarães defende frente ampla com centrão e protagonismo da bancada do PT

O ministro das Relações Institucionais, José Guimarães, defendeu nesta terça-feira (27) a construção de um governo de frente ampla no quarto mandato do presidente Lula (PT), com participação dos partidos de centro. Ele afirmou que a nova governabilidade deve ser “integral e total” e que a bancada do PT terá protagonismo na relação com o Congresso.

Segundo Guimarães, o resultado das urnas indica que o governo precisa construir uma relação diferente com o Legislativo. Ele disse que os partidos podem entrar na gestão, mas que não haverá “meia participação”. Quem ocupar ministérios deve votar com o Executivo, segundo ele.

No começo da atual gestão, partidos como o União Brasil e o Republicanos ganharam espaço na Esplanada, mas desembarcaram do governo em 2025. Havia também críticas por parte de governistas de que, apesar do cargo, parlamentares dos partidos votaram contra projetos de interesse do Planalto.

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Em conversa com jornalistas após reunião da bancada petista nesta terça, Guimarães elogiou a atuação dos deputados e senadores do PT e da federação durante a campanha, que classificou como “generosa”, e defendeu que a bancada petista exerça agora um papel de destaque no novo mandato. Disse que o governo será amplo, mas que o PT terá posição central.

Antes dele, o líder do PT na Câmara, Pedro Uczai, afirmou que o Congresso será conservador e fortalecido pela extrema direita. Para ele, a participação popular e a democracia participativa darão qualidade e força política ao governo. Uczai também parabenizou o presidente Lula Inácio Lula da Silva (PT), que completa 81 anos hoje.

Pauta no Congresso

Entre as prioridades imediatas citadas estão a PEC da Segurança, o Orçamento do próximo ano e a MP (Medida Provisória) das Bets. A bancada quer retirar da PEC o tema da maioridade penal, para dar condições à criação do Ministério da Segurança ainda este ano. Também foram mencionados a tarifa zero no transporte e o PLP 265, que destina recursos do excedente dos royalties do pré-sal à educação em tempo integral. Também disse que um ajuste fiscal ainda não foi discutido pelo governo.

Questionado, Guimarães criticou ainda o senador Flávio Bolsonaro (PL) por ter relutado em reconhecer o resultado da eleição. Disse que as autoridades reconheceram a vitória de Lula e que quem perde democraticamente “vai pra casa”.  Sobre a possibilidade de Flávio ter fugido do país, disse que “dá raiva só de pensar”.

 

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Luana Piovani volta a alfinetar Neymar após derrota de Flávio Bolsonaro: “Dito isto”

Sem papas na língua, Luana Piovani não perdeu a oportunidade de alfinetar Neymar Jr. após o resultado das eleições do segundo turno. Apoiadora de Lula, a atriz compartilhou uma publicação que debocha do apoio do jogador em Flávio Bolsonaro.

“Dito isto, mais uma derrota de Neymar”, disparou ela. Além disso, ela criticou os eleitores do candidato derrotado: “Chupa, cambada de ‘demo’ interessado em fo*** com o brasileiro. Se fo*** vocês”.

No último domingo (25), Luana já havia criticado a expulsão do jogador durante a partida entre Santos e Bahia. Na publicação, a famosa afirmou que as filhas poderiam sentir vergonha do pai no futuro. “Que desgraça de homem! A vergonha que as filhas vão passar quando entenderem. Culpa da mãe! Otária de carteira assinada”, escreveu.

Em defesa de Neymar, Bruna Biancardi, esposa do atleta, chamou a loira de “feminista de m****”. “Se preocupe com os seus filhos, que por livre e espontânea vontade resolveram não viver mais com você! E lave a sua boca suja pra falar das minhas filhas ou de mim. Feminista de merd*, que todo dia vive atacando mulheres que não têm absolutamente nada a ver com os seus complexos e problemas”, desabafou.

“Se o seu problema é com ele, resolva com ele. Me tira fora dessa… e vai fazer uma terapia, ou se isolar do mundo, procurar a felicidade, sei lá. Te desejo amor e felicidade! Gente feliz não tem tempo pra falar da vida dos outros”, finalizou ela.

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Lula evalúa nombrar a Pierpaolo Bottini ministro de Justicia

Brasilia, 27 oct (Prensa Latina) El presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, evalúa nombrar al abogado penalista Pierpaolo Bottini al frente del Ministerio de Justicia en el próximo gobierno, divulgaron hoy medios de prensa.

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Mercado externo mantém instabilidade nos ativos brasileiros após vitória de Lula

Os investidores iniciaram esta terça-feira (27) acompanhando os efeitos da turbulência registrada nos mercados brasileiros após a confirmação da vitória de Luiz Inácio Lula da Silva (PT) sobre Flávio Bolsonaro (PL) no segundo turno das eleições, realizado no domingo (25). A reação negativa observada na sessão anterior se estendeu aos ativos negociados no exterior, enquanto o mercado busca avaliar as perspectivas econômicas e fiscais para o novo mandato presidencial.

Um dos indicadores que refletem esse movimento é o iShares MSCI Brazil ETF (EWZ), fundo negociado na Bolsa de Nova York que reúne ações brasileiras. Durante as operações de pré-mercado desta terça-feira, o ativo chegou a US$ 31,71, recuo de aproximadamente 7,14% em relação ao fechamento anterior. Ao longo da manhã, recuperou parte do valor e passou a ser negociado perto de US$ 34,24, alta de cerca de 0,26% sobre o encerramento de segunda-feira, quando terminou a US$ 34,15.

A movimentação ocorreu depois de uma desvalorização de 19,82% do EWZ na segunda-feira (26). O fundo havia encerrado a sexta-feira (23) cotado a US$ 42,59 e perdeu valor até fechar a sessão seguinte a US$ 34,15, acompanhando a reação dos investidores internacionais ao resultado eleitoral brasileiro.

Ibovespa enfrenta queda acentuada e tem negociações interrompidas

A pressão sobre os ativos também atingiu a bolsa brasileira. O Ibovespa encerrou a segunda-feira aos 177.608 pontos, com recuo de 13,88%. A dimensão da queda provocou a ativação do circuit breaker, mecanismo que suspende temporariamente as negociações quando as perdas atingem determinados limites, com o objetivo de reduzir movimentos abruptos no mercado.

A interrupção aconteceu no início do pregão, diante da forte desvalorização dos contratos futuros do Ibovespa, negociados antes da abertura regular da bolsa, prevista para as 10h. As operações foram retomadas às 10h40, mas a instabilidade continuou nos minutos seguintes.

Às 10h46, o índice chegou a 170.340,70 pontos, o equivalente a uma retração de 16,94%. Mais tarde, às 11h34, o indicador marcava 170.693,37 pontos, ainda com perda de 16,77%.

Uma recuperação parcial ocorreu durante o fim da manhã. Às 12h27, o Ibovespa havia avançado para 174.316,73 pontos, reduzindo a queda para cerca de 15%. A melhora, entretanto, não foi suficiente para reverter o movimento negativo. Às 15h10, o indicador estava em 174.964,11 pontos, com baixa de 14,69%, antes de fechar o dia aos 177.608 pontos.

No mercado de câmbio, o dólar comercial também registrou valorização expressiva. A moeda norte-americana terminou a segunda-feira cotada a R$ 5,40, às 17h, avanço de 8,22% em comparação com o fechamento da sexta-feira.

Empresas brasileiras acompanham cautela dos investidores

A volatilidade também se refletiu nos recibos de ações de companhias brasileiras negociados nas bolsas dos Estados Unidos, conhecidos como ADRs. O comportamento desses papéis é acompanhado por investidores que buscam avaliar os efeitos das mudanças nas expectativas econômicas sobre empresas com atuação relevante no país.

Entre os ativos observados estão os da Petrobras, negociados sob o código PBR. As perspectivas para os investimentos da companhia e para a distribuição de dividendos estão entre os fatores considerados pelo mercado. No caso da Vale, os preços do minério de ferro e o desempenho da demanda chinesa seguem como referências importantes para a avaliação das ações.

Instituições financeiras como Itaú, Bradesco e Nu Holdings também estão no radar dos investidores. Nesse segmento, as expectativas sobre juros, atividade econômica e política fiscal ajudam a orientar as decisões de compra e venda.

A movimentação dos ativos brasileiros ocorre em meio a diferentes avaliações sobre os riscos e as oportunidades no mercado internacional. Parte dos investidores considera a diversificação de aplicações em um cenário de oscilações nas bolsas dos Estados Unidos, especialmente no setor de tecnologia. Ao mesmo tempo, permanecem as dúvidas sobre a condução das contas públicas e as diretrizes econômicas do governo Lula.

As próximas sessões devem mostrar se a recuperação parcial observada em alguns ativos conseguirá ganhar força ou se a instabilidade continuará predominando. O comportamento da bolsa brasileira, a cotação do dólar e as negociações dos papéis nacionais no exterior permanecem entre os principais indicadores acompanhados pelo mercado.

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Per Lula elezione record, ma la sfida è appena iniziata: Bolsonaro punta al sabotaggio e gli Usa sono sempre più lontani

In venti giorni, Luiz Inácio ‘Lula’ Da Silva – rieletto presidente al ballottaggio del 25 ottobre – ha guadagnato 10,3 milioni di voti in più rispetto al primo turno. E alla fine ha staccato di 4,4 milioni di voti l’avversario Flávio Bolsonaro, che pure partiva in vantaggio (2,2 milioni di voti). Ed è la prima volta, dal 1989 – anno in cui il Brasile è tornato alle urne dopo vent’anni di dittatura e altri quattro di transizione – che chi perde al primo turno vince al ballottaggio. “Non era mai successo”, scrive su ‘O Globo’ l’analista Bernardo Franco Mello, elencando altri elementi inediti dell’elezione: “Non era mai stato eletto un presidente all’età di 80 anni. Nessuno era mai stato eletto quattro volte per governare il Brasile“. Lula ha anche invertito il risultato pro-Bolsonaro che al primo turno era stato registrato in 211 municipi che prima avevano votato il figlio di Jair: la maggior parte di loro (76) si concentra a Minas Gerais, lo stato che ha deciso l’elezione seguito da São Paulo, Paraná, Rio do Grande Soul e altri. Al ballottaggio è anche diminuita l’astensione rispetto al primo turno, dal 21,08% al 19,21%, la più bassa dal 2006, sommando circa 3 milioni di voti all’elezione. Inoltre, i voti bianchi/nulli sono diminuiti di 1,53% (1,8 milioni circa).

I social: ponte con le classi subalterne – Lula ha anche saputo mobilitare il voto delle donne (58,9%) e dei giovani tra 16 e 24 anni (49,8%). Forte del voto delle classi popolari, dove si registrano 30 milioni di persone che hanno superato la povertà grazie ai programmi di welfare, Lula ha ottenuto anche il voto moderato, fuggito in massa dall’hate speech di Bolsonaro. La chiave, spiegano gli attivisti del Partito dei lavoratori a Ilfattoquotidiano.it, è stata il cosiddetto “Exército do Lula”, una rete di attivisti digitali nata per innovare il discorso del candidato 80enne e aggirare la censura di Meta. “Abbiamo parlato con il linguaggio dei Social – spiega il deputato André Janones, stratega di campagna di Lula – e abbiamo trasformato un canale WhatsApp in una macchina elettorale capace di connettere direttamente con il popolo”. Campagna rafforzata dalla Par condicio algoritmica imposta dal Tribunale supremo elettorale a Meta, i cui Social – previo intervento umano – si erano indebitamente sbilanciati a favore di Bolsonaro. “Lula ha saputo articolare la dimensione virtuale con quella territoriale”, ha commentato l’analista Beatriz Stolowicz, dello storico Istituto messicano della Radio.

La sfida: unire il Paese, nonostante Bolsonaro – La comunicazione politica sarà chiave anche dopo il voto là dove il Lula IV affronta già le insidie di Bolsonaro, che – svelano alte fonti a Ilfatto.it – userà la sua maggioranza relativa del Partito liberale al Congresso (121 deputati) e al Senato (28) come megafono per contestare la validità del risultato, tenere alta la tensione e ostruire l’attuazione del programma elettorale progressista. Bolsonaro – a cui è stato sequestrato il passaporto su provvedimento del magistrato della Corte suprema Alexandre Moraes, causa indagini per riciclaggio – punta a far fronte comune con altre formazioni di opposizione (tra cui socialdemocratici e repubblicani) per porre il veto su eventuali emendamenti costituzionali in materia tributaria e bloccare l’approvazione della Legge di bilancio, nell’intento di tagliare fondi in materia ambientale, di diritti o pari opportunità.

I “patti di governabilità” con il centro – Ma anche Lula gioca già le sue carte: il leader 80enne cerca già “patti di governabilità” con le formazioni di centro, che risulta comunque frammentato, attraverso la rielezione di figure moderate alla guida della Camera (Hugo Motta) e del Senato (Davi Aicolumbre). Il tentativo è quello di pacificare un Paese lacerato da divisioni politiche e sociali, promettendo – come affermato nella notte del 25 ottobre – di “governare per 215 milioni di brasiliani”. In gioco c’è anche un programma elettorale basato su pilastri come Istruzione, attraverso l’espansione del sussidio Pé-de-Meia a contrasto dell’abbandono scolastico, mobilità urbana (garantendo trasporto pubblico alle periferie) e altre politiche di Welfare come il programma Bolsa Familia e Minha Casa, Minha vida, alleanza tra pubblico e privato che punta a raggiungere 10 milioni di brasiliani entro fine mandato. Altrettanto importante risulta il condono a 3,6 milioni di microimprenditori, molti di loro provenienti dai ceti più umili del Paese, come ambulanti – venditori di cibo, piccoli banchi di frutta nei mercati rionali -, idraulici, elettricisti, sarti e altre figure alla base del tessuto economico brasiliano e che insieme rappresentano il 30% del Pil locale.
Commercio estero: rotte alternative – Altra sfida importante riguarda il commercio estero, che equivale al 32% del Pil, là dove Donald Trump parla ancora di «elezione truccata», nonostante le presunte simpatie per Lula, e mantiene la propria linea di fermezza in materia di dazi. Il presidente brasiliano cerca così nuovi mercati di export con i Brics, in particolar modo Cina e India, e con l’Europa mediante l’accelerazione dell’accordo Ue-Mercosur. È anche scontro con i mercati finanziari, che puntavano tutto sul cavallo sbagliato: l’Ibovespa è crollato del 16,6% (una delle peggiori cadute dal 1998), Petrobras a -30% e il dollaro ha staccato il real di +12%.

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Lula agradece mensaje de Díaz-Canel por triunfo electoral

Brasilia, 26 oct (Prensa Latina) El presidente brasileño, Luiz Inácio Lula da Silva, agradeció hoy a su homólogo de Cuba, Miguel Díaz-Canel, el mensaje de felicitación por la victoria electoral y reafirmó la solidaridad hacia la isla caribeña.

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Venezuelan Acting President Welcomes Lula’s Victory in Brazil

Brazil taught a lesson that neither extremism nor fanaticism of any kind can be imposed, said Venezuelan Acting President. Photo: Venezuelan Presidential Press.

Acting President Delcy Rodríguez said Brazil delivered a lesson against extremism and fanaticism. The Workers’ Party founder secured 51.74% of the vote, compared with 48.26% for Flávio Bolsonaro.


Venezuela’s Acting President Delcy Rodríguez congratulated President Luiz Inácio Lula da Silva and the Brazilian people following Sunday’s electoral victory.

The Workers’ Party candidate prevailed in the runoff election with 51.79% of the vote, defeating far-right candidate Flávio Bolsonaro, who received 48.21%.

RELATED: Latin American Leaders Celebrate Lula’s Fourth Term in Brazil

Rodríguez made the remarks in Caracas during the launch of the Comprehensive Women’s Medical Specialty Service at Dr. Carlos Arvelo Military Hospital. During the event, she argued that the election provided an important lesson for Latin America.

“I once again congratulate President Lula da Silva and the people of Brazil because Brazil has shown that neither extremism nor fanaticism of any kind can prevail,” she said.

The Venezuelan Acting President also emphasized what she described as the message Brazilian society had sent to the region. “It is a healthy society that has delivered a message to the world, and especially to the peoples of Latin America and the Caribbean,” she stated.

Official figures confirmed the scale of Lula’s victory. The Brazilian President received 64,256,232 votes (51.79%), ten million more than he obtained in the first round on October 4, when he finished behind his opponent. Bolsonaro garnered 59,826,041 votes (48.21%).

The comeback was unprecedented. The Workers’ Party founder overturned his first-round deficit and secured another term at the head of Brazil’s government in a runoff election that drew intense attention across Latin America for weeks.

Following the announcement of the final results, political leaders and public figures from around the world welcomed Lula’s victory. The election was widely viewed as a contest over the future of democracy and national sovereignty in South America’s largest nation, and the outcome was celebrated by supporters as a rejection of extremist political currents.

Democracy Advances

Diosdado Cabello, secretary-general of Venezuela’s United Socialist Party (PSUV, in Spanish), also praised voter participation in Brazil. During his weekly press conference, the political leader said Brazilian citizens had demonstrated clarity and determination by using the democratic process to stop fascist political alternatives.

According to PSUV leaders, the vote reaffirmed the importance of democratic participation as a decisive tool in political processes across the region and showed that authoritarian alternatives lack support in Brazil.

His comments reflected a broader narrative promoted by the Venezuelan government, which framed Lula’s victory as a milestone for progressive political forces in the region. Officials suggested that the election could strengthen ties among left-leaning governments in Latin America and contribute to renewed efforts aimed at regional integration.

Cabello also reviewed domestic political developments in Venezuela. He described the results of the National Popular Consultation held on October 18 as highly positive and congratulated community organizations and grassroots movements for their participation in local development projects.

On economic and agricultural matters, the Venezuela’s United Socialist Party leader highlighted the launch of a seasonal food production plan coordinated with regional governments and the Ministry of Popular Power for Communes.

Regarding the political dialogue process, Cabello said the third phase of talks is advancing in line with commitments adopted by the participating parties. The discussions include a proposed judicial reform promoted by the government and efforts to recover state assets blocked abroad.

Caracas’ recognition of Lula’s victory joined similar messages issued by leaders from multiple continents. Lula’s victory was achieved with more than 64 million votes, representing a substantial increase compared with his first-round performance. The result reinforced his position as one of the most influential political figures in Latin America and signaled continued support for his political agenda among a majority of Brazilian voters.

For Acting President Delcy Rodríguez, Lula’s re-election sends a clear message to the people of Latin America and the Caribbean, who, she argued, can draw an important lesson against fanaticism and political extremism from Brazil’s electoral outcome.

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PL, partido de Flávio, reconhece vitória de Lula nas eleições

Logo Agência Brasil

O presidente do Partido Liberal (PL), Valdemar Costa Neto, publicou nota oficial, nesta segunda-feira (26), em que reconhece a vitória do presidente Luiz Inácio Lula da Silva nas eleições deste ano. No entanto, ele cobrou esclarecimentos sobre o que chamou de medidas “eleitoreiras”, com “ampliação de gastos públicos”.

““Reconhecemos o resultado presidencial, proclamado pelo Tribunal Superior Eleitoral (TSE), mas entendemos que os questionamentos levantados precisam ser devidamente esclarecidos”, afirmou a nota.

Argumentos

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Após a divulgação da vitória do atual presidente, o candidato derrotado, o senador Flávio Bolsonaro, disse que não reconheceria o resultado. A justificativa do candidato seria a prorrogação do horário de votação eleitoral, decidida pelo ministro do Supremo Tribunal Federal (STF), Cristiano Zanin, que atendeu um pedido de ambas as candidaturas, incluindo a da campanha de Flávio.

Na nota, o presidente do PL não traz o mesmo argumento. Para Costa Neto, houve ampliação dos gastos públicos com benefícios sociais “às vésperas da votação”, o que levantaria questionamentos sobre os “efeitos dessas medidas em um processo eleitoral justo”.

Ao pedir “esclarecimentos”, o presidente da legenda disse que o partido vai acompanhar os fatos e buscar “respostas com responsabilidade, transparência e respeito à instituições”. 

Na eleição de domingo, Flávio Bolsonaro teve 59,8 milhões de votos (48,2%), enquanto que o presidente Lula chegou a 64,2 milhões (51,7%).

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Partido Liberal brasileño reconoce victoria electoral de Lula

Brasilia, 26 oct (Prensa Latina) El Partido Liberal (PL) de Brasil, que postuló al senador Flávio Bolsonaro, reconoció hoy el resultado de la segunda vuelta de las elecciones presidenciales y la victoria del mandatario Luiz Inácio Lula da Silva.

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Flávio Bolsonaro’s Party Recognizes Lula’s Victory in Brazil

Flávio Bolsonaro had announced that he was unaware of the results after Lula’s electoral triumph became known. Photo: EFE.

Brazil’s Liberal Party (PL), the political force that fielded far-right Senator Flávio Bolsonaro, formally recognized the reelection of President Luiz Inácio Lula da Silva on Monday.


Brazil’s political landscape entered a new phase on Monday as the Liberal Party (PL) formally recognized the results of the presidential election held last Sunday in the South American country.

The party which led Flávio Bolsonaro as a candidate in the balotaje that he lost against Luiz Inácio Lula da Silva, took off from its leader and recognized the opposition victory that secured the re-election of President Luiz Inácio Lula da Silva

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The concession arrived in a letter published on the party’s social media accounts, signed by the party’s president Valdemar Costa Neto, who accepted the result proclaimed by the Superior Electoral Court while asking that “the questions raised” be “duly clarified.“

“Flávio Bolsonaro won the first round of the presidential elections,” the note read, but this Sunday “the result was different, in a scenario marked by strongly electoralist measures, with economic and social impact.”

The party maintained that an expansion of public spending and social benefits carried out by Lula’s government before the vote altered the fairness of the contest. It announced that it will demand explanations within the institutional framework, keeping its objections alive even as it accepted the official tally.

The Liberal Party closed its statement by underscoring what it called a “historic” legislative advance. The conservative bloc secured 121 seats in the lower house, 29 senators and six governors, a result it framed as the base of its political strength going forward.

The decision carries particular weight because the Liberal Party has long been one of the principal political forces aligned with Brazil’s conservative and far right-wing electorate. The party served as a key platform for the Bolsonaro political movement and has frequently acted as one of the most influential opposition voices during Lula’s administration.

Lula secured the victory in Sunday’s runoff with 51,79% of the vote against 48,21% for the far-right candidate, a gap of more than four million ballots. The win amounted to an unprecedented comeback, since the October 4 first round had ended with the eldest son of former President Jair Bolsonaro ahead by two percentage points.

Bolsonaro Refuses Defeat

Flávio Bolsonaro nonetheless declined to concede, instead he affirmed that he will “organize the opposition” to turn the lower house and the Senate into his “fortress against the barbarity” he anticipates “with four more years of Lula.”

He also pledged to press the courts to annul Lula’s candidacy over what he described as “all the abuses” committed during the campaign. Among them he cited the “industrial complex of fake news” assembled by the pro-government side and “abuses of political and economic power without precedent.”The party’s recognition therefore stands in tension with the posture of its own candidate. The institution accepted the official count while its standard-bearer promised to fight it, leaving Brazil’s opposition divided between concession and contestation as Lula prepares to begin another term in office. For the government, the letter clears the way for the new mandate to unfold without a wholesale challenge to its legitimacy.

Flávio Bolsonaro diz que foi intimado pela PF a entregar passaporte e que está proibido de deixar o país

Senador, derrotado no domingo para Lula, voltou a afirmar que pedirá a cassação da chapa vitoriosa

📲 Leia mais na #Folha: https://t.co/MqLgzj5Pmw pic.twitter.com/vgN7UYj64T

— Folha de S.Paulo (@folha) October 26, 2026

Bolsonaro’s Loss of Immunity

Flávio Bolsonaro will be left without public office for the first time in more than two decades, following Lula’s reelection. His Senate term ends January 31, 2027, and he did not stand for another mandate after serving three consecutive terms as a state deputy in the Rio de Janeiro Legislative Assembly between 2003 and January 2019.

Bolsonaro then entered the Senate after the 2018 contest that carried his father to the presidency. By prioritizing his presidential bid, the legislator skipped the renewal of the upper house.

Actually, the senator is under investigation by the Supreme Federal Court for alleged money laundering, tax evasion and corruption. His defeat is expected to push the inquiry toward possible crimes connected to a 134 million reais deal with Daniel Vorcaro, of Master Bank, to finance the film “Dark Horse,” a tribute to his father, former President Jair Bolsonaro, who is sentenced to 27 years in prison after a coup attempt in 2022.

If Flávio won the presidency, the case might have been shelved. The Federal Constitution establishes that the head of the executive power “cannot be held responsible for acts unrelated to the exercise of his functions.”

Without parliamentary immunity, prosecutors gain room to pursue those lines of inquiry. The Senator’s relationship with lawyer Willer Tomaz de Souza also draws scrutiny, as the Federal Police investigate whether Tomaz used betting operations to launder money. The end of Flávio’s mandate therefore carries consequences far beyond the ballot box. His departure from the Senate strips him of the shield that once kept judicial proceedings at bay and leaves the investigations against him exposed to movement.

For the Liberal Party, the cycle closes with a mixed record. The conservative bloc celebrated a “historic” legislative advance in the same election that ended its presidential hopes, securing a strong bench in Congress while its standard-bearer prepared to leave the chamber he had occupied for nearly a decade.

Flávio Bolsonaro now faces a future outside elected office for the first time since 2003. The man who built his career in his father’s shadow in Rio de Janeiro will hand over his Senate seat to party colleagues, while the courts take up the allegations that shadowed his rise through Brazilian politics.

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CNBB parabeniza Lula e pede atenção aos mais pobres

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A Conferência Nacional dos Bispos do Brasil (CNBB) parabenizou o presidente Luiz Inácio Lula da Silva e ao vice-presidente Geraldo Alckmin pela reeleição, no 2º turno das eleições e pediu atenção prioritária para os pobres e vulneráveis.

"Acreditamos que a dignidade da pessoa humana, a destinação universal dos bens, a solidariedade, a subsidiariedade e o bem comum devem orientar as decisões políticas e econômicas", diz nota da entidade da Igreja Católica.

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”Esses princípios encontram expressão concreta na defesa da vida desde a concepção até seu fim natural, na superação da fome e da miséria, na promoção do trabalho digno, na garantia de acesso à saúde, à educação e à moradia, na proteção das crianças, dos idosos e das famílias, no cuidado com os povos indígenas e as comunidades tradicionais e na preservação de nossa Casa Comum”, pontua a nota.

A nota fala ainda da polarização vivida pelo país no período eleitoral e que o Brasil precisa de gestos concretos de pacificação e respeito às diferenças e de valorização das instituições democráticas.

Para a CNBB, o desenvolvimento de uma nação não pode ser avaliado apenas por indicadores econômicos, mas também pela capacidade de assegurar condições dignas de existência àqueles que permanecem à margem das oportunidades e dos direitos fundamentais.

"Também desejamos reafirmar a importância do fortalecimento das instituições, do respeito à Constituição Federal, da promoção da paz social e do combate à corrupção e a toda forma de violência", conclui a nota.

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Flávio Bolsonaro desiste de pedir anulación de elecciones brasileñas

Brasilia, 26 oct (Prensa Latina) El senador Flávio Bolsonaro desistió de pedir la anulación de los comicios presidenciales ganados por Luiz Inácio Lula da Silva y concentrará su ofensiva en impugnar la fórmula vencedora por presuntos abusos electorales, informó hoy CNN Brasil.

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