A economia digital em Portugal já representa 40,4% do Valor Acrescentado Bruto (VAB) nacional, gerando cerca de 102 mil milhões de euros, mas o país continua a perder terreno face à média da União Europeia na adoção de tecnologias emergentes, como a Inteligência Artificial (IA).
Os dados constam do “Estudo Anual da Economia Digital em Portugal 2026”, publicado pela Associação da Economia Digital em Portugal (ACEPI) e pela GoingNext, em colaboração com a Porto Business School.
Segundo o relatório, o VAB associado ao setor digital registou um forte crescimento de 71% entre 2019 e 2024 — o dobro do ritmo de expansão da economia nacional (35%) —, sustentando atualmente mais de 3,4 milhões de postos de trabalho. O impacto abrange 240,9 mil milhões de euros em produção e 34,6 mil milhões de euros em receitas fiscais.
No entanto, a velocidade de adoção tecnológica no tecido empresarial contrasta com este dinamismo económico.
Apesar de Portugal apresentar infraestruturas de conectividade acima da média comunitária — com a cobertura 5G a atingir 99% dos lares e as ligações fixas de alta velocidade (1 Gbps) a chegarem a 29% —, a utilização de IA por empresas portuguesas fixou-se em apenas 11,5% em 2025, comparada com cerca de 20% no conjunto da União Europeia. A diferença em relação ao bloco europeu aumentou de cinco para oito pontos percentuais num único ano.
A distância é igualmente visível nos serviços avançados de computação em nuvem (cloud), adotados por 34% das empresas nacionais contra 47% no bloco europeu, e na presença na web, onde 63% das empresas nacionais têm website, face a 79% na UE.
O estudo sinaliza um desfasamento entre o investimento e o retorno financeiro direto das tecnologias de IA: embora 73,4% das organizações inquiridas declarem ganhos de produtividade com a IA, apenas 9,4% reportam um aumento efetivo de receitas. Além disso, apenas 25,9% dispõem de uma estratégia formal de IA com orçamento próprio.
A escassez de competências especializadas (apontada por 50,4% das organizações), preocupações com a segurança dos dados (48,2%) e os custos de investimento (43,9%) permanecem como os principais entraves ao avanço tecnológico. Apenas 32% da população portuguesa possui competências digitais avançadas.
Apesar dos obstáculos, 69% das empresas inquiridas pretendem reforçar os seus investimentos em transformação digital até 2027, colocando a IA, analytics e cibersegurança no topo das prioridades estratégicas para os próximos anos.
A NOS registou esta tarde uma situação de instabilidade na rede, com queixas concentradas principalmente em Lisboa e no Porto, mas também em Braga, encontrando-se o serviço totalmente normalizado, disse à Lusa fonte oficial da operadora.
De acordo com o portal DownDetector, às 14:50 (hora de Lisboa), foi registado um pico de 2.379 reportes associados a problemas com a NOS.
A maioria dos problemas (59%) dizem respeito ao sinal móvel, 25% relativos à internet móvel e 12% a chamadas de voz.
As falhas foram, sobretudo, reportadas em Lisboa e no Porto, mas também se registaram queixas, por exemplo, em Braga, Aveiro, Coimbra e Faro.
Contactada pela Lusa, fonte da NOS assegurou que o serviço “encontra-se totalmente normalizado. Confirma-se que houve uma situação de instabilidade pontual na rede, que foi de imediato solucionada”.
Tanto a Meo como a Vodafone também registaram falhas durante a tarde, mas em menor número, segundo o ‘site’ DownDetector.
Vivo ha lanciato sul mercato europeo i suoi due smartphone top di gamma, X500 Pro Max ed X500 Pro, annunciati durante la seconda metà di settembre in Cina, e di cui vi abbiamo già parlato alcune settimane fa. Sin dal lancio cinese abbiamo avuto la possibilità di provare nell’utilizzo quotidiano il vivo X500 Pro Max, il nuovo flagship con un forte focus sul comparto fotografico realizzato, come da tradizione del marchio, in collaborazione con ZEISS, dispositivo di cui abbiamo sicuramente apprezzato l’ottimo display e, soprattutto, le novità in ambito fotografico.
Design e Display
Con l’X500 Pro Max vivo presenta un design che si rifà ai principi delle precedenti generazioni di flagship del brand cinese con al posteriore un imponente modulo fotografico ad occupare la parte superiore, mentre la cover in vetro mostra due colori/pattern diversi tra la stessa parte superiore ed il resto del retro. Rispetto alla precedente generazione l’X500 Pro Max è cresciuto leggermente nelle dimensioni (163.3 x 76.8 x 8.1 mm), così come il display che sul nuovo modello è da 6.85″; il nuovo flagship di vivo si riesce ad utilizzare bene ad una mano, soprattutto da parte di chi ha mani più grandi, in modo simile ad altri dispositivi della medesima taglia.
Il display è sempre stato uno dei punti forti dei flagship di vivo, e ciò si conferma anche con l’X500 Pro Max che equipaggia un display “ZEISS Master Color” da 6.85″ con risoluzione 2K (3168×1440 pixel), offrendo una frequenza di aggiornamento variabile tra 1 e 144Hz ed una luminosità di picco di 4400nits. Lo schermo, che supporta Dolby Vision e Ultra XDR, offre a nostro parere un’ottima esperienza visiva sia nel normale scrolling social, sia negli utilizzi più multimediali come lo streaming video ed il gaming, non dando fatica agli occhi anche dopo lunghe sessioni di utilizzo.
Performance e OS
Per il processore del vivo X500 Pro Max il brand cinese ha scelto di affidarsi a MediaTek, vedendo a bordo dello smartphone il Dimensity 9600 Pro, il più recente chip per top di gamma dell’azienda taiwanese che promette circa il 15-17% di performance in più ed al contempo una maggiore efficienza energetica (fino al 60% su alcuni task). Senza girarci troppo intorno, affiancato – in Europa – da 12GB di RAM e fino ad 1TB di memoria, abbiamo potuto osservare il Dimensity 9600 Pro permettere al vivo X500 Pro Max di offrire tutta la potenza necessaria anche per i casi d’uso più pesanti di content creation e gaming.
Avevamo già avuto modo di confrontarci con OriginOS – la personalizzazione di Android dell’azienda cinese- sia sull’X300 Pro che sull’X300 Ultra, su cui era presente la versione 6, ed il nostro parere rimane positivo anche con la nuova versione basata su Android 17, denominata OriginOS 7, presente sul nuovo flagship di vivo. L’interfaccia non appesantisce in alcun modo lo smartphone, con buone animazioni e scorrevolezza, inoltre offre alcune funzioni interessanti tra cui Origin Workbench, presentato inizialmente sul vivo X Fold6, un sistema pensato per ottimizzare l’esperienza multitasking sullo smartphone permettendo di passare agevolmente tra 5 app di cui una in finestra grande e 4 con piccole anteprime sul fianco (vedasi screenshot sotto).
vivo X500 Pro Max – Origin Workbench
Foto e Video
Proseguendo il sodalizio con ZEISS, anche con il nuovo X500 Pro Max vivo punta ad essere tra i primi della classe in ambito fotografico, presentandosi con un buon setup di fotocamere al posteriore. La fotocamera principale “ZEISS TrueDynamic” integra il nuovo sensore da 50MP Sony LYTIA L910, tra i primi per smartphone ad integrare la tecnologia LOFIC ed in grado di offrire foto HDR con un singolo scatto, associato ad una lente con focale equivalente a 24mm, il tutto con stabilizzazione di grado Gimbal; la camera telefoto periscopica è la medesima che abbiamo visto alcuni mesi fa su X300 Ultra, che vede un sensore ISOCELL HP0 da 200MP e lenti ZEISS APO che offrono una focale equivalente a 85mm, mentre la fotocamera grandangolare si affida ad un sensore ISOCELL JN5 da 50MP associato a lenti con focale equivalente a 15MP; anche al frontale trova posto una camera con sensore da 50MP (l’ISOCELL JN1 di Samsung).
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fotografia scattata con vivo X500 Pro Max
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fotografia scattata con vivo X500 Pro Max
Durante il corso della nostra prova abbiamo provato scatti in varie situazioni di luce, ottenendo sempre un’ottima risposta. Non disattende le attese date dalla scheda tecnica la fotocamera principale, in grado di offrire un’ottima prova anche in ambito video, così come la fotocamera “tele” conferma le già ottime impressioni che avevamo avuto sui modelli della scorsa generazione; nella gallery soprastante trovate una selezione di scatti fatti con il Vivo X500 Pro Max.
Due degli accessori del vivo X500 Pro Max: i ZEISS Telephoto Extender Gen 2 Ultra (400mm) e ZEISS Telephoto Extender Gen 2 (200mm)
Per gli appassionati di fotografia vivo offre anche per questa generazione del suo flagship alcuni kit di accessori molto interessanti: come per gli X300 tornano la cover ed il camera grip, che permettono di impugnare lo smartphone come se fosse una fotocamera compatta; il kit permette tramite degli appositi anelli, da collegare intorno al modulo fotografico dello smartphone, di utilizzare sia le ottiche “ZEISS Telephoto Extender” – degli “obiettivi” esterni che si collegano allo smartphone – per arrivare con la fotocamera tele ad un’ottica equivalente a 200mm o 400mm, sia di collegare allo smartphone accessori e filtri pensati per le fotocamere tradizionali, integrando l’apposita filettatura. Nella gallery a seguire troverete alcuni scatti effettuati con i due estensori ZEISS Telephoto Extender Gen2 e Gen2 Ultra.
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Batteria
Nella versione per il mercato europeo il vivo X500 Pro Max arriva con una batteria “bluevolt” da 6750mAh, in grado di offrire – grazie anche all’efficienza maggiore del processore – un’intera giornata di utilizzo con poco più del 60% di utilizzo della carica, con un misto di chiamate, riproduzione musicale e navigazione, rendendo non necessario caricare lo smartphone a casa tutte le sere; utilizzi continui ed intensivi ovviamente potrebbero portare ad una durata inferiore. Il nuovo flagship di vivo supporta la ricarica rapida fino a 90W, in grado di portare la batteria all’80% in meno di 40 minuti, o wireless fino a 40W.
Conclusioni
Vivo a nostro parere con l’X500 Pro Max prosegue l’ottimo lavoro a tutto tondo che abbiamo già visto sulle precedenti generazioni della serie “X”, riuscendo a migliorare ulteriormente le già ottime performance fotografiche ottenute da X300 Pro e Ultra. Nel corso della prova lo smartphone ci ha supportato al meglio in tutte le situazioni e, a parte qualche piccola incertezza sul software – che nel momento in cui abbiamo provato lo smartphone non era ancora nella sua versione definitiva, non abbiamo osservato criticità o difetti degni di nota.
Il vivo X500 Pro Max sarà in vendita da oggi, 27 ottobre, presso i principali rivenditori di elettronica di consumo con prezzi a partire da 1.599,90€ per la versione con 256GB di memoria, 1.799,90 per la versione con 512GB di memoria e 2.199,90 per quella con 1TB di memoria. Per 1.999,90 sarà possibile acquistare il vivo X500 Pro Max da 512GB con il kit fotografico composto da cover, grip e teleconverter da 200mm equivalenti, mentre il kit completo (quindi incluso il teleconverter da 400mm) e con lo smartphone nella variante con 1TB di memoria costerà 2.499,90€
Per il lancio sono disponibili varie offerte sullo store online ufficiale di vivo Italia, che vedrà incluso il caricatore da 90W e le vivo Buds Pro, mentre i nuovi utenti registrati potranno ricevere uno sconto del 10%. Coloro che negli scorsi giorni si sono iscritti nelle liste d’attesa, entro l’8 novembre potranno ricevere invece uno sconto di 300€ per l’X500 Pro Max da 1TB con kit fotografico o da 250€ per la versione da 512GB con kit fotografico. Per chi preferisse gli store fisici, sarà possibile accedere a sconti fino a 200€ in caso di permuta da Euronics, Unieuro e Mediaworld.
Ad ottobre 2027 terminerà il periodo di “Extended Security Updates” (ESU) con cui Microsoft sta garantendo gli aggiornamenti di sicurezza ai possessori di PC con a bordo Windows 10, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2025 dopo dieci anni dal lancio. L’ESU è gratutito per i privati fino al 2027, e a pagamento per le aziende, che potranno esternderlo fino al 2028, ma al suo termine chi non potrà passare a Windows 11 rischia di trovarsi con un PC potenzialmente funzionante ma sempre più esposto a rischi di cybersecurity.
Su questo tema Fraunhofer Austria ha realizzato su commissione di refurbed – una delle principali aziende attive nel mercato del ricondizionato – un whitepaper pubblicato a settembre di quest’anno che stima che in tutta l’Unione Europea circa 74milioni di dispositivi che attualmente utilizzano Windows 10, di cui circa 41 milioni (di cui 5,47 solo in Italia) continueranno ad utilizzarlo anche dopo la scadenza degli aggiornamenti di sicurezza, rischiando di diventare obsoleti. Nell’insieme rientrano sia i dispositivi tecnicamente non aggiornabili (oltre la metà, quasi tutti nel privato), sia quelli che potrebbero essere aggiornati a Windows 11 ma non lo fanno per scelta (spesso i privati), o per lentezze organizzative (nelle aziende).
Per quanto riguarda i PC non aggiornabili per questioni tecniche, generalmente si tratta di dispositivi che utilizzano hardware più vetusto e non compatibile con Windows 11 (come gli Intel Core precedenti all’ottava gen ed AMD Ryzen precedenti alla famiglia 2000), generalmente prodotti prima del 2018, o per scelta del produttore privi di chip TMP2.0 e supporto a Secure Boot, richiesti dal più recente sistema operativo di Microsoft. Questi computer se ancora integri nell’hardware possono offrire qualche altro anno di utilizzo, in questo caso l’opzione migliore per allungarne la vita utile, senza incorrere in rischi di sicurezza, sarebbe installare un sistema operativo diverso, come alcune distribuzioni più leggere di Linux o ChromeOS, a patto che riesca a soddisfare i propri casi d’uso.
Secondo lo studio, prolungare di un solo anno la vita utile di questi dispositivi eviterebbe in Italia circa 156 tonnellate di rifiuti elettronici ed oltre 42.800 tonnellate di emissioni di CO2, per un risparmio totale nell’Unione Europea di 1.172 tonnellate di rifiuti elettronici e 0,32 milioni di tonnellate di CO2 emessse.
Nell’ottica di aiutare gli utenti interessati a questa opzione, refurbed ha annunciato una collaborazione con Google grazie alla quale distribuirà a partire da novembre, al costo di 3€, delle chiavette USB che permetteranno l’installazione di ChromeOS Flex, il sistema operativo cloud-first del colosso americano – scaricabile gratuitamente online – ideato per funzionare su quei PC e Mac con qualche anno sulle spalle, ma che non ricevono più aggiornamenti, risultando spesso più leggero rispetto al sistema operativo originario offrendo al contempo aggiornamenti di sicurezza automatici.
ChromeOS Flex ha sicuramente dei vantaggi per coloro che lavorano principalemente sul web, consumano contenuti in streaming o usano suite di lavoro in cloud come Workspace di Google e Microsoft 365, mostrando però un evidente limite in quei casi in cui è necessario utilizzare applicazioni specializzate disponibili solo per Windows.
Comprar una televisión de 55 pulgadas ya no exige gastar 800 o 1.000 euros. Por unos 300 o 400 euros podemos encontrar modelos 4K con acceso a Netflix, Prime Video o Disney+, pantallas QLED y funciones que hasta hace poco estaban reservadas a televisores más caros. El problema es que, sobre el papel, muchas parecen ofrecer prácticamente lo mismo.
Bing Wallpaper, la aplicación gratuita de Microsoft para cambiar el fondo del escritorio, tiene una colección de fondos de pantalla de Halloween con 14 imágenes: calabazas, murciélagos al atardecer, un bosque con un sombrero de bruja… Funciona en Windows 10 y Windows 11, y una vez instalada la aplicación, el tema se aplica desde la web de Bing.
El iPhone Duo está recibiendo un número creciente de quejas de usuarios que aseguran que la pantalla plegable se les ha agrietado. Las primeras denuncias aparecieron en foros como Reddit y en redes sociales como X o TikTok. El medio Bloomberg News se ha hecho eco de estos incidentes y ha verificado con más de media docena de clientes los hechos. Apple ha reconocido en un comunicado un problema que “afecta a un número reducido de unidades”. Recomienda, en estos casos, contactar con AppleCare para solicitar una sustitución. La compañía no ha explicado qué provoca las grietas ni si tiene previsto solucionar el problema de forma general.
John Ternus, consejero delegado de Apple, en una tienda de la compañía en Austin, Texas, el pasado 23 de octubre, día del lanzamiento de su nuevo modelo
Com o aumento dos preços dos smartphones, prolongar a vida útil dos dispositivos tornou-se cada vez mais importante. A adoção de alguns cuidados pode ajudar a prevenir avarias, preservar a bateria e adiar a necessidade de comprar um equipamento novo. Segundo o BGR, a proteção física é essencial para prolongar a vida útil de um telemóvel. A utilização de uma capa resistente e de uma película de proteção para o ecrã ajuda a reduzir o risco de danos provocados por quedas, riscos e impactos. Além disso, o telemóvel deve ser guardado num local seguro, evitando superfícies instáveis ou o contacto
A cobertura das Eleições 2026 consolidou o Grupo A TARDE na vice-liderança de audiência na Bahia entre os veículos de comunicação do estado. Segundo dados do YouTube no Analytics, a transmissão ao vivo pelo canal A TARDE Play alcançou 627 mil visualizações, superando emissoras de TV aberta tradicionais, rádios e portais locais.O desempenho no YouTube faz parte de um resultado ainda maior no ambiente digital. Ao somar os dados de todas as plataformas do grupo — incluindo os portais A TARDE e Massa! além das mídias sociais de ambos os veículos —, o alcance global ultrapassou a marca de 40 milhões de visualizações durante a cobertura combinada do primeiro e do segundo turno do pleito.
Centro de operações do estúdio Ernesto Simões
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Foto: Ana Albuquerque/Ag. A TARDE
Estrutura integrada e cobertura em tempo realOs números refletem uma operação multiplataforma e altamente integrada. A transmissão ao vivo contou com ancoragem em estúdio, análises políticas e reportagens em tempo real diretamente de Salvador, Brasília e de municípios estratégicos no interior baiano, como Feira de Santana, Camaçari, Juazeiro e Luís Eduardo Magalhães.A performance histórica reafirma o peso do Grupo A TARDE no ecossistema audiovisual e prepara o terreno para a expansão da TV A TARDE, que contará com novos estúdios, grade de programação ampliada e distribuição nacional.
I miti dell’invisibilità e dell’anonimato online erano morti da tempo, ma non tutti lo avevano capito. I fatti recenti hanno confermato l’avvenuta sepoltura di certi sogni che per anni avevano accompagnato gli utenti di Internet, rasserenandoli nella perigliosa navigazione in Rete e distraendoli dalle insidie dei protocolli di comunicazione.
Lasciamo tracce in ogni istante della nostra vita digitale e chiunque è capace di raccogliere i sassolini che – come Pollicino – lasciamo cadere al nostro passaggio nell’intricata foresta del web, dei social e della messaggistica istantanea. A catturare le informazioni, che convergono su un determinato soggetto o che permettono di dare un nome o almeno un numero di telefono a Tizio o a Caio, non sono soltanto le realtà istituzionali preposte a garantirci la sicurezza e la democrazia.
I primi che mietono e incrociano quei dati sono i signori delle diverse piattaforme digitali di uso quotidiano, quelle che offrono ammalianti servizi gratuiti ripagandosi con la profilazione e la schedatura degli incauti utilizzatori. A ruota vengono le organizzazioni criminali che vogliono assicurarsi il controllo parallelo di qualunque contesto, così da trarne vantaggio per i più diversi obiettivi. Nella sequela di coltivatori diretti di piantagioni di dati ci sono anche gruppetti di curioso volontariato e anche singoli appassionati che si cimentano in una ginnastica da impiccioni che li porta a mostrare quanto sono bravi.
La liceità di certe iniziative è francamente discutibile, ma recentemente una esperienza di quel tipo si è rivelata di una certa utilità per l’identificazione di chi ha organizzato i raid che hanno messo a ferro e fuoco le nostre città.
A dare trasparenza alla composizione della presunta cabina di regia del Movimento 17 Ottobre è stata una operazione didoxxing messa in atto da un team di giovani tedeschi con evidenti simpatie viscerali di estrema destra. La circostanza ha mortificato la tradizione secondo la quale hacker e smanettoni fossero una delle colonne portanti dei centri sociali, ma i tempi cambiano e non c’è da stupirsi. Il doxxing, o doxing che scriver si voglia, è una tecnica che viene utilizzata per smascherare una persona, rendendola vulnerabile o ricattabile. Niente di nuovo, è naturale, ma in questo momento qualcosa di evidente attualità.
La filiale italiana del gruppo Der Einzige ha mostrato grande abilità nell’applicazione di questa metodologia di azione e da quel che si è visto ha saputo giocare tutte le carte che il contesto permette di sfruttare raccogliendo informazioni personali che risultano accessibili pubblicamente o che sono state protette con eccessiva superficialità.
Gli strumenti sono il banale monitoraggio dei nomi e dei nickname degli utenti presi di mira, il riscontro della loro presenza sui social, l’analisi di tutto quel che ruota attorno ad un determinato profilo (foto, geolocalizzazioni, relazioni…), l’utilizzo di software di scraping che automatizzano la raccolta di dati online, l’aggregazione e il riordino del materiale eterogeneo collezionato, l’eventuale uso di tecniche di phishing e in ultimo il ricorso a chi – broker di dati – può aver già dossierato questo o quel soggetto.
L’insieme di queste iniziative ha portato i baldanzosi giovanotti in virtuale camicia bruna a pubblicare su Telegram una serie di liste di soggetti che a diverso titolo avevano animato la chat di “17 Ottobre”. I numeri telefonici riportati in quegli elenchi hanno senza dubbio accelerato le operazioni di polizia. E tutto il resto è cronaca.
El próximo 27 de noviembre se celebrará el Black Friday 2026, una de las fechas comerciales más importantes del año. Para muchos negocios que todavía no cuentan con una tienda online propia, puede ser el momento de dar el paso. Y aunque el calendario aprieta, las herramientas actuales permiten simplificar buena parte del trabajo técnico.
Um carro moderno pode andar na estrada muito depois de o fabricante lhe cortar as atualizações de software. Fora as recolhas de segurança, nenhuma lei obriga a mantê-las. Quando se parte para uma viagem de carro, há sempre a hipótese de alguma coisa correr mal pelo caminho. Se calhar o óleo fica abaixo do nível, ou a bateria morre. Se tiver um carro dos últimos anos, pode aparecer-lhe mais um problema: uma atualização de software. Tal como o telemóvel precisa de vez em quando de uma atualização para melhorar a segurança ou corrigir erros, os carros de hoje dependem muito
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Bill Gates ha vuelto a poner sobre la mesa una de las grandes incógnitas de la inteligencia artificial; qué ocurrirá con el empleo cuando la tecnología sea capaz de realizar tareas antes reservadas a las personas. En una entrevista reciente, el cofundador de Microsoft ha defendido que la IA puede generar una época de abundancia. Sin embargo, ha advertido de que el camino hasta ese escenario será largo, desigual y potencialmente muy turbulento.
La última predicción de Bill Gates
Gates ha asegurado que la inteligencia artificial podría conducir a una "verdadera abundancia". Este será un futuro en el que la producción de bienes y servicios sería tan eficiente que el trabajo humano dejaría de ser imprescindible para gran parte de la economía. Sin embargo, ha estimado que antes de llegar a ese punto habrá un periodo de transición de unos 20 años marcado por ganadores, perdedores y una fuerte disrupción laboral.
"Mi gran preocupación es este periodo de transición de 20 años, en el que habrá ganadores y perdedores y mucha disrupción", ha explicado el filántropo en el podcast Decoder. Su mensaje no es que la IA vaya a destruir el empleo de forma inmediata, sino que el cambio puede ser especialmente duro.
El fin del trabajo tradicional
Para Bill Gates, el impacto no se limitará a un sector concreto. Ha señalado que empleos de oficina como la televenta, el telesoporte y la contabilidad podrían desaparecer. Esto es así porque la IA será capaz de realizar esas tareas de forma mucho más barata, rápida y precisa.
En el terreno de los trabajos manuales, su predicción apunta a los robots humanoides. Según Gates, si la sociedad no decide frenar deliberadamente el desarrollo de esta tecnología, los robots podrían llegar a construir viviendas, cultivar alimentos e incluso realizar cirugías. En ese escenario, gran parte del valor que hoy aporta el trabajo humano a la economía dejaría de ser necesario.
El cofundador de Microsoft ha reconocido que ese futuro plantea una cuestión profunda, si las máquinas pueden hacerlo casi todo mejor, ¿qué sentido tendrá el trabajo? Para él, el empleo no es solo una fuente de ingresos, sino también un mecanismo de propósito, relación social, aprendizaje y participación en la solución de problemas.
Qué trabajos podrían resistir
Bill Gates no cree que todas las actividades desaparezcan. Ha sugerido que ámbitos como el arte, el deporte, la cocina o el cuidado de los niños podrían seguir siendo realizados por personas, incluso aunque la IA llegara a hacerlos mejor. La razón no sería únicamente técnica, sino cultural y emocional. Muchas personas seguirán valorando el contacto humano y la experiencia de hacer cosas por sí mismas.
El multimillonario también ha planteado que algunas comunidades podrían optar por limitar el uso de la IA a determinadas funciones. Se inspiran así en modelos sociales que priorizan la ayuda mutua y la creatividad propia. En su visión, no todo el mundo tendrá que adoptar la tecnología con la misma intensidad.
Medidas para suavizar el impacto
Entre las posibles respuestas, Gates ha mencionado la jubilación anticipada y los límites a la jornada laboral como fórmulas para mantener cierto nivel de empleo humano. La idea es repartir de otra manera el trabajo disponible en lugar de concentrar los beneficios de la automatización en un grupo reducido.
Su planteamiento se parece al de otros líderes tecnológicos y empresariales. Jeff Bezos y Jamie Dimon, por ejemplo, han defendido una semana laboral más corta como alternativa menos traumática ante el desempleo provocado por la IA. Elon Musk ha ido más allá y ha propuesto cheques públicos para toda la población. Por su parte, Dario Amodei, de Anthropic, ha advertido de que el choque a corto plazo podría ser de una magnitud sin precedentes.
No todo son malas noticias
El discurso de Gates convive con visiones menos alarmistas. Sam Altman, director ejecutivo de OpenAI, afirmó en mayo que la IA no había eliminado tantos empleos de cuello blanco como esperaba y que ya no anticipa una "apocalipsis laboral". Además, pese a los despidos de grandes compañías tecnológicas, el desempleo nacional no ha aumentado de forma significativa.
La clave, por tanto, no está solo en la capacidad técnica de la IA, sino en la velocidad del cambio, las políticas públicas y la capacidad de las empresas y los trabajadores para adaptarse. Gates no descarta un futuro próspero, pero insiste en que llegar a él exigirá gestionar una transformación social de enorme envergadura.
Fabricante de drones assentes em inteligência artificial não divulgou o valor do negócio, nem o número, o modelo e a configuração específica dos sistemas adquiridos. A portuguesa Tekever, fabricante de drones assentes em inteligência artificial (IA), anunciou esta segunda-feira a compra de sistemas aéreos não tripulados (UAS) pelo Comando de Operações Especiais dos Estados Unidos (USSOCOM), sem adiantar o valor da operação. Os sistemas “concluíram com sucesso um programa de ensaios de validação e aceitação, apoiado por ações de formação específicas, com uma extensa campanha de voos realizada em vários locais”, refere a empresa, que não divulga o número, o
A Apple tem sido rápida a substituir os Duo com ecrã rachado. Mas não se sabe quanto tempo vai durar a generosidade. Quando a Apple apresentou o iPhone Duo, o seu primeiro dobrável, muita gente se perguntou como aguentariam a dobradiça e o ecrã. Aparentemente, mal. Poucas horas depois do lançamento, começaram a circular nas redes sociais imagens de ecrãs rachados. E os estragos não se ficam pela dobra, diz o TechSpot. Só o subreddit do iPhone Duo já tem vários tópicos de utilizadores a queixarem-se de ecrãs rachados e a partilhar fotografias. Alguns dizem que, até agora, a Apple
Já estávamos com saudade de ouvir isto … O toque mais famoso da história dos telemóveis não nasceu num estúdio: são uns segundos de “Gran Vals”, peça para guitarra que o espanhol Francisco Tárrega escreveu em 1902. No fim dos anos 1990 e início dos 2000, havia um som que se ouvia em todo o lado. Nas ruas, nos cafés, aeroportos, centros comerciais, salas de reuniões. Nos cinemas, a meio dos filmes, como não podia deixar de ser. E em casa, até em casa. Se um telemóvel tocava, era quase certo que dava aquela melodia. Nessa altura ainda não se
Já estávamos com saudade de ouvir isto ... O toque mais famoso da história dos telemóveis não nasceu num estúdio: são uns segundos de "Gran Vals", peça para guitarra que o espanhol Francisco Tárrega escreveu em 1902. No fim dos anos 1990 e início dos 2000, havia um som que se ouvia em todo o lado. N
Nem no maior viveiro mundial de vídeos feitos por IA as pessoas estão dispostas a pagar bilhete para a ver. O primeiro filme chinês inteiramente gerado por inteligência artificial estreou na sexta-feira, no que promete ser um teste difícil nas bilheteiras para a indústria tecnológica em expansão do país. Mas a venda antecipada de bilhetes está a ficar aquém do esperado. Segundo a plataforma de bilhetes Maoyan, estão marcadas para sexta-feira mais de 10.000 sessões do thriller de ficção científica “Sanxingdui: Future Past“. A recetividade do público tem sido reduzida. As receitas do filme aproximavam-se dos 290.000 yuans (38 mil
Nem no maior viveiro mundial de vídeos feitos por IA as pessoas estão dispostas a pagar bilhete para a ver. O primeiro filme chinês inteiramente gerado por inteligência artificial estreou na sexta-feira, no que promete ser um teste difícil nas bilheteiras para a indústria tecnológica em expansão do
E9X, o avião que mostra que voar sem querosene já não é apenas um sonho. Pilotos já aprendem nos Países Baixos. Uma empresa neerlandesa está a desenvolver um avião comercial totalmente elétrico, capaz de transportar 90 passageiros e percorrer até 1000 quilómetros com recurso a baterias. O projeto E9X, da Elysian Aircraft, pretende contribuir para a redução das emissões poluentes da aviação e poderá entrar em serviço comercial em 2034. Os primeiros ensaios de voo de um demonstrador à escala já começaram nos Países Baixos, marcando uma nova etapa no desenvolvimento desta tecnologia. A iniciativa surge num contexto de crescimento