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Rocco Siffredi con la moglie Rózsa Tassi, Benji e Fede, Elisabetta Gregoraci con la sorella Marzia: ecco il cast di “Pechino Express 2027” e le nuove rotte

Il viaggio ricomincia. Costantino della Gherardesca, “capitano assoluto della spedizione”, torna alla guida di “Pechino Express”, che nel 2027 va in onda in esclusiva su Sky e in streaming su Now. La nuova edizione sceglie l’America Latina: dieci coppie attraverseranno il continente da ovest a est, dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico, lungo una rotta che tocca Cile, Argentina e Brasile.

Come da tradizione, il cast mescola mondi molto diversi: musica, sport, web, spettacolo e televisione. Ecco le coppie in gara.

Rocco Siffredi e Rózsa Tassi. Lui è l’attore e regista più famoso del cinema per adulti italiano, lei è la moglie, ungherese, con cui è sposato dal 1993. Una coppia solida nella vita, che dovrà dimostrare di esserlo anche con lo zaino in spalla.

Franceska Nuredini e Ginevra Festa. Un’amicizia nata e cresciuta sotto i riflettori del web, che porta in gara il mondo dei creator. Franceska è la fidanzata di Elodie.

Benji e Fede. Il duo pop di Modena affronta la prova del viaggio più lungo.

Alessia Lanza e Andrea Fratino. Altra coppia in arrivo dal mondo dei social e dell’intrattenimento digitale.

Andrew Howe e Tommaso Marino. Il primo è l’ex campione di salto in lungo, medaglia d’argento ai Mondiali di Osaka 2007. Per un atleta abituato ai pochi secondi di una rincorsa, la corsa sarà molto più lunga.

Cleo Ungarelli e Dani Piccirillo. Sono “Le Bambole di Pezza”, la band rock tutta al femminile di Milano, che ha portato la propria energia anche sul palco di Sanremo.

Angela “Bella Fisica” Lin e Alessandro Zhu. Lei è nota sui social come “Bella Fisica” per il tormentone dilagato sui social e nato nel suo negozio.

Danilo da Fiumicino e Alessandro Pieravanti. Un duo romano che unisce il web e la musica: Pieravanti è il batterista del Muro del Canto.

Riccardo De Marco (DeNa) e Maria Bosco (MeriBì). Coppia di creator che arriva da un pubblico giovane e molto attivo online.

Elisabetta e Marzia Gregoraci. Le sorelle calabresi: Elisabetta, showgirl e volto tv, e Marzia. Una convivenza forzata fra zaini, autostop e imprevisti metterà alla prova il loro legame.

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Il costo del biglietto medio è 40.34 euro, ma i concerti muovono 4.3 miliardi e 11 milioni di pernottamenti. AssoConcerti: “Il live è un sistema capillare”

Nel 2025 un biglietto per un concerto è costato in media 40,34 euro, contro i circa 37 dell’anno precedente. Nello stesso periodo la musica dal vivo ha generato in Italia un indotto di circa 4,3 miliardi di euro e oltre 11 milioni di pernottamenti. Sono i numeri al centro della terza edizione del convegno “La Canzone Popolare Live. Dati e Prospettive”, presentata questa mattina, 28 ottobre, nella Sala Spadolini del ministero della Cultura e promossa da AssoConcerti (associazione di categoria italiana che riunisce i principali produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo) con il patrocinio dei ministeri della Cultura e del Turismo.

Il report, che analizza i dati del 2025, fotografa un settore in espansione: gli spettacoli aumentano dello 0,7%, le presenze del 9,3% e il valore economico del 18,5%. Per la prima volta la spesa del pubblico supera 1,06 miliardi di euro. La stima dell’indotto deriva da una ricerca dell’Università di Pisa commissionata dalla stessa associazione.

Il presidente di AssoConcerti, Bruno Sconocchia, ha invitato a guardare “i dati oggettivi”. Il prezzo medio varia molto in base alla dimensione dell’evento: 23,84 euro per gli spettacoli a pagamento sotto le mille persone, 37,48 euro sotto i 10.000 paganti, 66,88 euro sopra i 10.000 (65,53 nel 2024, poco più di un euro di differenza). Per i concerti con oltre 30.000 paganti, il biglietto medio è stato di 57,34 euro per gli artisti italiani e di 92,15 euro per quelli internazionali.

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Sanremo Giovani 2026, il cerchio si stringe. Ecco i 15 promossi: tra X Factor e Amici spuntano gli outsider. Alla Finale di Rai Uno arriveranno in sei

Si è aperta ieri, 26 ottobre, la nuova stagione di Sanremo Giovani, che per l’edizione 2026 rivoluziona il proprio percorso di selezione. A fare da prologo, nella Sala A della sede Rai di via Asiago, le audizioni dedicate agli artisti provenienti dal contest Rai, davanti alla Commissione musicale.

Il nuovo regolamento prevede un cammino a più tappe. Dopo la prima fase romana, da metà novembre toccherà agli artisti di Area Sanremo, che si presenteranno a loro volta davanti ai commissari.

Al termine di queste selezioni verranno individuati i sei finalisti (3 artisti provenienti dalle selezioni di Sanremo Giovani 3 artisti provenienti dal concorso Area Sanremo), che accederanno direttamente a “Sarà Sanremo”, lo show in programma in prima serata su Rai 1 venerdì 11 dicembre.

Sarà proprio quella serata a incoronare un unico vincitore, al quale si aprirà la strada verso il Festival di Sanremo, secondo le modalità stabilite dal regolamento. L’obiettivo dichiarato è una gara più compatta e diretta, in cui a pesare saranno soprattutto le canzoni, le voci e la personalità artistica dei giovani in gara.

A valutare i concorrenti è la Commissione musicale, presieduta da Stefano De Martino in qualità di direttore artistico. Ne fanno parte Noemi, Fabio Volo, Carlo Pastore, il maestro Pino Perris, Ema Stokholma e il vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo.

Soddisfatto De Martino dopo il primo giorno di audizioni dal vivo: “Un debutto straordinario: una scarica di talento ed energia che dimostra quanto la nuova generazione musicale abbia bisogno di spazi e occasioni come Sanremo Giovani”.

Al termine della serata “Sarà Sanremo” verrà proclamato un solo vincitore, che conquisterà il pass per un posto tra i Big del Festival di Sanremo come previsto dal regolamento.

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“Ero a cena con i miei amici rapper e mia madre mi fa ‘non te la mettere più la maglietta traforata X Factor che fa ca**re’ e poi ‘non usare lo stuzzicadenti a tavola’”: l’aneddoto di Jake La Furia

Davanti alla mamma tutti, o quasi tutti, i rapper crollano. È quello che ha raccontato Jake La Furia a Radio 105. In una intervista il giudice di “X Factor 2026” ha rivelato un aneddoto divertente legato ad un evento speciale e intimo.

“Ero a cena con mia madre e mio padre, Ernia e Rkomi. Mentre stavamo mangiando tutti insieme – ha raccontato il rapper – mia madre davanti a tutti questi rapper mi dice delle cose tipo ‘Franci (il vero nome è Francesco Vigorelli, ndr), ma non te la mettere più la maglietta traforata ‘X Factor’ che fa cagare oppure mi dice ‘dai ma non usare a tavola lo stuzzicadenti’. Alla fine le dico ‘minchia oh ma non è che siamo a casa nostra, mamma’”.

Un ritratto inedito del rapper che si mostra a volte ‘duro’, ma in fondo ha il cuore tenero. Un po’ come aveva confermato la conduttrice di “X Factor” Giorgia a FqMagazine, che ha imparato a conoscere il rapper dopo molte puntate.

“Jake noi lo vediamo super hard. – ha detto Giorgia – Lui è forte, lui è determinato, è deciso, sa cosa dire, sa cosa fare. Del resto è ‘La Furia’ e si arrabbia anche. A volte quando si arrabbia è un momentaccio. Ma c’è anche la sua competenza, il suo essere artista… Il suo punto secondo me fragile è che lui in realtà è buono, c’è da gestire questa bontà, come nasconderla più che altro, ma ci prova incessantemente”.

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“Streghe, gay, migranti: c’è sempre un capro espiatorio su cui sfogare il controllo. Preferisco rischiare, anche a costo di perdere visibilità. Mio marito al nostro Liceo era un campione, il mito”: così Francesca Michielin

Si intitola “Magia Bianca, Magia Nera”, il nuovo progetto di Francesca Michielin in uscita il 30 ottobre. Sei tracce, sei figure femminili e altrettanti archetipi, dalla mistica Hildegard von Bingen a Ecate, da Diana a Brigid, fino alla leggenda di Excalibur, per un racconto simbolico che fa da contrappunto a “Magia Bianca”: se il primo capitolo guardava alla luce, il nuovo attraversa l’oscurità come spazio di conoscenza e consapevolezza.

Con questi sei brani Francesca Michielin sposta il pop in un territorio più oscuro e immaginifico, un bosco notturno abitato da streghe, mistiche, dee e cavalieri. C’è Ecate che accompagna nell’aldilà e riporta indietro in ”Hexoria”, c’è la ”ragazza sola” che balla con gli scheletri in ”Danza Macabra”, c’è la forza vitale di Ildegarda di Bingen in ”Viriditas”. In ”Esperienza Estatica” la cantante si dichiara, in prima persona, un’ex alchimista e mistica, e chiede a un bardo di amarla senza purezza di facciata.

A fare da contrappunto sono due brani più terreni, “La mia ragazza”, ritratto di una Katherina fraintesa e infine libera, e ”Una spada nella roccia”, dove l’amore è una prova che non si vince con la forza e una luce che resta accesa. Il filo che tiene insieme tutto è un buio che diventa verità, e il rifiuto di essere “un po’ troppo educata”.

Il messaggio è quello di un percorso di liberazione da paure e ruoli imposti: il buio non va combattuto ma abitato, per trasformare le fragilità in una risorsa e, come recita il finale, imparare non a mostrarsi più forti ma a essere più vicini. Il disco accompagna Michielin verso il Tour nei Teatri, in partenza a novembre.

Francesca Michielin ha presentato a FqMagazine il nuovo disco.

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“Non volevo più cantare, sulla porta di casa mi fanno ascoltare ‘Perdere l’amore’. È stato il mio sliding doors. Più di 60 anni di carriera? Fortuna enorme”: parla Massimo Ranieri

Più di sessant’anni di carriera, e la stessa sensazione di chi guarda indietro con gratitudine. Massimo Ranieri è stato ospite di RTL 102.5, oggi 26 ottobre, dove ha ripercorso il suo cammino artistico e raccontato com’è nata “Perdere l’amore”, il brano vincitore di Sanremo 1988 che, a posteriori, sembra l’esito di una sliding doors.

La storia comincia al termine di una lunga tournée teatrale. “Io ero in giro con il teatro, tanto per cambiare. – ha raccontato l’artista – Dopo sette mesi di tournée, con questo mio carissimo amico, Marcello, che viaggiava con me con la sua macchina, una Uno diesel (non turbo, normalissima), arrivò l’ultima recita. Eravamo a Vicenza e dovevamo tornare a Roma. Ci mettemmo in macchina con i soliti panini per il viaggio in autostrada e arrivammo a Roma verso le sei o le sette del mattino”.

È a quel punto che l’amico gli fa una proposta: “Marcello mi fa: ‘Poi nel pomeriggio ti mando quest’autore, di cui ti avevo già parlato. Vuole farti sentire delle canzon’. Io gli rispondo: ‘Marcello, ma che mi mandi? Lo sai che non canto più da tanto tempo’. E lui: ‘Dai, per stavolta’”.

Nel pomeriggio si presenta Giampiero Artegiani, autore scomparso, che Ranieri ricorda con affetto. “Viene questo ragazzo, che pace all’anima sua, e al quale va sempre il merito di tutto. Un grandissimo autore. Arriva con questi occhiali e mi dice: ‘Scusi, io sono amico di Marcello.’. ‘Sì, lo so’. Mi fa sentire delle canzoni, una più bella dell’altra, ma l’ultima non me la fa ascoltare. Gli dico: “Mi piacciono, sono belle canzoni, ma Marcello ti aveva detto che io non canto più? Sei molto gentile, ma non ho nessuna intenzione di tornare a cantare. Non canto più, ragazzi”.

Il colpo di scena arriva sulla soglia di casa: “Perdere l’amore, invece, ancora niente. Lui, che mi aveva sentito dire che non cantavo più, sta sulla porta, mette la mano sulla maniglia, si gira e dice: ‘Te la posso far ascoltare? Me la sono dimenticata’. Io volevo solo andare a dormire, ma lui si siede e mi sciorina questa perla. Poi mi dice: “L’avevo dimenticata, però ci tengo. Che ne pensi? Si può fare un provino?”.

Ranieri accetta: “Feci il provino e lo mandai alla mia ex casa discografica, la CGD, che ovviamente accettò. Ma andare a Sanremo non era nei miei pensieri”.

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“Hai presentato brani che sono plagi”: Erness sospeso e poi eliminato da Samurai Jay ad “Amici 26”. Amadeus: “Se fossi stato il suo insegnante, sarebbe stato fuori subito”

Ad “Amici 26″, oggi 25 ottobre, il caso del cantante Erness ha posto il dilemma in diretta. Il ragazzo che stacca dalla cucina di un pub all’una di notte e ha un’ora al giorno per la musica ha portato come inediti brani che, secondo Samurai Jay, inediti non erano: stessa tonalità, stesso BPM, stesso giro armonico di un pezzo già esistente. Gli è stata data una seconda possibilità. Una settimana in studio, un nuovo brano sull’ossigeno e sugli amori che tolgono il fiato. Il pezzo ha convinto tutti. Non è bastato. Perché, quando “qualità ed etica prendono strade diverse, a decidere è l’etica”. E il banco è saltato.

Dopo una serie di ascolti, Samurai ha notato che tutti i brani proposti da Erness hanno come riferimento altri brani, per cui di inedito “non c’è quasi niente”. Il cantante prova a darsi una spiegazione e chiede a Erness che lavoro faccia. La risposta: lavora in cucina in un pub e stacca all’una, all’una e mezza. Alla musica può dedicare poco più di un’ora. Il direttore artistico ne deduce che l’unica spiegazione possibile sia la mancanza di tempo.

La decisione, a quel punto, è di sospenderlo. Erness resta lontano dalla scuola per una settimana, in studio con dei professionisti, per scrivere un inedito che sia davvero suo. Il banco resta al suo posto, ma Samurai gli lascia un avvertimento: deve evitare di farselo “strappare via”.

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“La serie sulla famiglia Panini è un’ancora di speranza contro la guerra. I giovani non siano spaventati, le cose si possono cambiare. Ho studiato 96 ore e Pavarotti per l’accento modenese”: così Serena Rossi

Dalla campagna modenese alle figurine che hanno fatto il giro del mondo: arriva la serie che racconta una delle più celebri storie imprenditoriali italiane. “La famiglia Panini – L’avventura delle figurine” ripercorre la nascita delle iconiche figurine Panini, in un arco di tempo che va dagli anni Quaranta al 1970, anno dei Mondiali di Messico 70, intrecciando la vicenda privata di una famiglia con quella di un Paese in piena trasformazione.

Al centro c’è Olga Cuoghi Panini (Serena Rossi), madre visionaria dal motto “Andiamo a vedere!”, che spinge marito e otto figli a lasciare la campagna per Modena e a scommettere su un’edicola. Da lì, tra fallimenti e sacrifici, nasce l’idea di puntare su qualcosa di umile ma democratico: le figurine, che nel 1970 diventeranno un fenomeno mondiale. Nel cast anche Simone Liberati (Giuseppe), Federico Cesari (Umberto), Benedetta Cimatti (Veronica), Luca Di Sessa (Benito) e Samuele Teneggi (Franco). La serie è stata presentata, ieri 23 ottobre, alla Festa del Cinema di Roma e arriverà in prima visione dal 22 novembre su Rai 1 e Raiplay, prossimamente su Disney+.

Abbiamo incontrato Serena Rossi e la regista Letizia Lamartire.

“La signora Olga è stata sicuramente una donna che, suo malgrado, era avanti nei tempi. – ha detto Serena Rossi – In un’epoca e in una società rurale e patriarcale si è ritrovata al centro di un’impresa enorme, partita come una cosa piccola e familiare e poi esplosa quasi tra le mani. C’è anche da dire, come ogni tanto piace dire a Letizia, che Olga rappresenta tutto un gruppo di donne che durante la guerra si sono ritrovate a ricostruire un paese e a sfamare i figli da sole, perché i mariti erano al fronte. È una di quelle donne che hanno reso grande l’Italia in quel tempo: un esempio, un modello, nella sua semplicità, concretezza e grande umanità. Ce ne devono essere sempre di più”.

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“Gli autotrasportatori hanno la mia solidarietà. I disordini a Milano? Noi giovani abbiamo paura del futuro. Credo nella mia generazione che è più ribelle, però la violenza non è la risposta”: così Settembre

“Vertebre” lo ha incornato vincitore al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2025. Poi nei mesi a seguire sono cambiate tante cose nella vita di Settembre: nuovo team, nuovo tour, brani inediti come “Due settimane” e l’ultima “Lentiggini”. Napoletano, 25 anni, il cantautore ha una penna piena di sensibilità, sfumature ed è mosso da tanta voglia di fare. Il percorso è ripreso grazie al management La Tarma di Marta Donà. I feedback sono tutti positivi, non resta che aspettare e vedere se un altro tassello si aggiungerà al percorso professionale dell’artista: il Festival di Sanremo 2027.

Quando nasce “Lentiggini” e cosa ti ha ispirato a tirare fuori sentimenti così forti?
Il brano è nato, se non ricordo male, tra fine gennaio e inizio febbraio di quest’anno. Era un periodo difficile per me, non solo per i temi di cui parla la canzone: era un periodo di vita strano, non proprio dei più felici. Paradossalmente in quei mesi scrivevo poca musica, avevo scritto solo due o tre cose, e una era ‘Lentiggini’. Tra vari problemi personali mi interrogavo, ancora una volta, sui sentimenti, sulle relazioni, sulle mancanze. Non necessariamente per un fatto accaduto pochi giorni o poche settimane prima: era qualcosa che mi frullava in testa.

Cosa c’era nella tua mente in quel periodo?
Tante domande come il non sentirsi abbastanza, magari perché si viene rimpiazzati o perché da uno dei due lati il sentimento si spegne. Allora ti ritrovi da solo a chiederti se non sei stato abbastanza, se c’era già qualcuno meglio di te. C’è poi il tema di provare ad andare avanti, come nella seconda strofa, dove cerco di dirmi, e di dire, che ci sto provando e che ho imparato a non farmi più male. Però chissà se un giorno tornerai da me… È già un passo successivo, un progredire della storia.

Dal video sembra che tu abbia anche un talento per la recitazione. È un pallino che hai sempre avuto?
Non penso! Però mi piace molto: amo l’arte in generale, la musica, la scrittura, il canto, la danza, il teatro, la recitazione. Con l’arte mi metto a nudo: è un modo per entrare in contatto con parti di me che, come esseri umani, spesso tendiamo a nascondere perché ci sentiamo deboli o non abbastanza forti. Sto imparando, e non ti nascondo che è difficile, ad accettare sempre di più la mia vulnerabilità. Quando canto, anche canzoni di altri, mi sento vulnerabile. È un posto difficile in cui stare, ma cerco di abbracciarlo e di accoglierlo.

Dalla vittoria a Sanremo sono passate tante cose: il nuovo management, un nuovo percorso artistico, un nuovo messaggio. Che cosa hai imparato?
Credo molto nel percorso del destino: le cose vanno come devono andare, le accogliamo e ci insegnano. Ho imparato tanto dal Sanremo dell’anno scorso a oggi, e ho ancora molto da imparare. È stato un anno impegnativo a livello personale, perché ho cercato di capire tante cose e di dare le giuste priorità. A livello professionale sono contento di essermi preso del tempo per scrivere nuove canzoni e tornare nel momento in cui ero davvero pronto.

Hai già in testa il disco, la traccia fondamentale?
No, il disco lo sto mettendo in sesto adesso. È un periodo in cui comincio a farmi domande più serie su questo progetto, che mi piace chiamare “diario”: ogni pagina è una canzone, e Lentiggini è una di queste pagine. Questo diario ha tante bozze, tante cose scarabocchiate, ma anche molte pagine già più ordinate che faranno sicuramente parte del pacchetto finale.

Tu sei di Napoli, una regione di cui si parla molto in questi giorni per la protesta degli autotrasportatori. Che cosa percepisci intorno a te?
È un tema che mi sta molto a cuore: essendo napoletano, sento vicine queste problematiche che riguardano il Sud. Andare al supermercato e non trovare gli alimenti fa strano, ma non è questo il punto centrale. Il punto è il timore, la paura che noi giovani abbiamo di non riuscire a immaginare un futuro stabile e di non avere certezze. Come Clementino e come Gigi D’Alessio, mostro la massima solidarietà agli autotrasportatori e a tutto il settore, che sta vivendo un periodo non semplice. Io mi lamento, tra virgolette, della mancanza di alimenti, ma la questione è molto più seria.

In che senso?
Sono contento che se ne parli, perché nei notiziari si parla di tante cose e di questa ancora poco. Non riguarda solo la benzina e le altre ragioni per cui si sta manifestando, pacificamente, qui al Sud: va più a fondo e riguarda ancora di più noi giovani, perché c’è sempre più paura del futuro. Io però ho molta fiducia nelle nuove generazioni. Non posso parlare per tutti, ma nella mia generazione e in quelle che stanno arrivando vedo uno spirito ribelle e impaziente di cambiare le cose, e di farlo al meglio. È fantastico.

E sui disordini di Milano invece cosa ti ha colpito?
Ciò che è successo dovrebbe spingerci a riflettere. La violenza non è mai la strada giusta e non porta alla vittoria di queste manifestazioni, anzi finisce per mettere in ombra le ragioni di chi scende in piazza pacificamente per far valere le proprie idee. Non è mai condivisibile. Detto questo, ripeto: non voglio generalizzare, ma nella mia generazione e in quelle subito dopo la mia vedo uno spirito ribelle, la voglia di correggere ciò che prima è stato fatto. È bello, e me ne accorgo anche con i miei amici. Finché è pacifico, lo sottolineo, è sempre bello provare a cambiare le cose: finché non c’è violenza, finché non ci sono saccheggi.

Forse non tutti lo sanno che sei appassionato di numerologia, ma qual è il tuo numero ricorrente in questa fase della vita, e cosa rappresenta?
Mi hai fatto questa domanda poco prima delle 15:15! Ultimamente è tornato il 2, vicino al 4, che mi è stato molto vicino, ma il 9 è sempre stato il numero che mi accompagna. E, manco a farlo apposta, il 9 marzo 2027 parte il mio tour nei club. Quando mi hanno comunicato che la prima data sarebbe stata il 9 marzo ho detto: “Mi state prendendo in giro?”. Inizierò da Pozzuoli, al Duel Club, poi sarò a Roma il 15 marzo al Largo Venue e a Milano il 20 marzo ai Magazzini Generali, dove ti aspetto. Spero di vedere questo nove da tutte le parti: per me i numeri sono messaggi angelici, poi ognuno li interpreta come vuole.

Cosa proporrai in tour?
Ci stiamo pensando proprio in questi mesi. C’è tanto lavoro da fare, anche con il pezzo appena uscito, ma stiamo iniziando a pensare le prime cose e io a scriverle. Sarò onesto: il mio concerto dei sogni lo farò, se Dio vorrà, quando avrò strutture più grandi. Ma le cose si fanno step by step, e iniziamo adesso dai club. Non vedo l’ora, sono famelico, entusiasta a mille.

Parlavi del due e il nove… Meglio un secondo posto o un nono posto a Sanremo 2027?
Lì va bene tutto!

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X Factor 2026, colpo di scena con l’eliminato Teo Bok che rientra in gara grazie a Giorgia. I giudici (tranne Gabbani) votano l’uscita di Alice Fregoso. Marco Mengoni torna a “casa” dopo 17 anni

È partito ieri sera 22 ottobre il primo appuntamento dei Live Show di X Factor 2026, in onda su Sky e disponibile su Now. Ad aprire lo show un opening a sorpresa sul remix di “Berghain” di Rosalia, Björk & Yves Tumor, che ha dato il benvenuto sul palco alla conduttrice Giorgia e ai quattro giudici: Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi.

Per Marco Mengoni, super ospite dell’X Factor Arena, è stato un ritorno a “casa”: a distanza di 17 anni dalla sua vittoria nel talent, il cantante è risalito su quel palco per due momenti, un medley d’apertura e la presentazione del nuovo singolo “Giornate perse”.

I 12 concorrenti in gara si sono sfidati in due manche che si sono chiuse con l’eliminazione di Alice Fregoso, della squadra di Gabbani. Il team del giudice, però, è tornato a quota tre componenti grazie al rientro di Teo Bok, uscito vincitore dal televoto flash che lo ha visto sfidare Timothée Bonnardel nell’ambito degli Škoda X Pass assegnati da Giorgia.

La serata si è aperta con la presentazione dei due Škoda X Pass di Giorgia, Timothée e Teo. Timothée ha cantato “(Sittin’ On) The Dock of the Bay” di Otis Redding, Teo “Don’t Stop Me Now” dei Queen. Si è tenuto un televoto di 200 secondi, il cui esito è stato reso noto solo a fine puntata.

Il debutto dei Live dello show Sky Original prodotto da Fremantle ha registrato ascolti in salita, stabilendo un nuovo primato stagionale che include anche gli episodi delle selezioni. La Total Audience complessiva ha raggiunto 918mila spettatori, con uno share del 4,4% per il primo passaggio su Sky Uno, segnando un incremento dell’11% rispetto al kick off della stagione precedente.

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