❌

Normal view

“Dalle dipendenze di alcol e fumo non ne sono ancora uscita”: la confessione di Carla Bruni

30 October 2026 at 10:41

“Dalle dipendenze di alcol e fumo non ne sono ancora uscita”. Carla Bruni torna a parlare del proprio vissuto e della propria intimità. Nel libro Merci pour le non, scritto dalla cantante francese Elisa Tovati, l’ex premiere dame dell’Eliseo, ex modella e celebre cantautrice di origine italiane, viene intervistata in mezzo ad altre celebrità d’Oltralpe proprio sul tema delle dipendenze. La Bruni ha spiegato più volte di aver avuto dipendenze da alcol e fumo fin dalla giovane età, in particolare gli alcolici. Più da modella aveva successo e più il bere si è acuito. La moglie del’ex presidente Sarkozy ha spesso definito alcol e tabacco “un vero e proprio sostegno”: “Mi permetteva di anestetizzare certe emozioni, certi dolori, e di andare avanti”.

Il primo click che l’ha allontanata dal bicchiere facile è stata una promessa fatta alla figlia, Giulia Sarkozy. La ragazza le ha chiesto il classico fioretto: niente alcol per un anno. Bruni ci ha provato e, ha affermato, ci è riuscita anche grazie a suo marito Nicolas. Periodo, quello della vita all’Eliseo dove la sua angoscia si è “placata” anche se la quotidianità accanto al presidente della repubblica francese non è stata di certo distensiva. Ad ogni la fine di ogni dipendenza possibile pare ancora lontana. “L’unica vera cura è l’astinenza, la sobrietà. Comunque non ne sono ancora uscita del tutto, perché questa malattia non dipende dalle circostanze esterne, ma dal proprio stato d’animo”, ha chiosato la Bruni.

L'articolo “Dalle dipendenze di alcol e fumo non ne sono ancora uscita”: la confessione di Carla Bruni proviene da Il Fatto Quotidiano.

È morto Patrick Stewart, addio al Capitano Picard di Star Trek e al professor Xavier degli X-Men: aveva 86 anni ed era malato di Alzheimer. Ian McKellen: “Un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”

30 October 2026 at 10:05

Patrick Stewart, il Capitano Picard di Star Trek: The next generation e il Charles Xavier degli X-Men è morto nella sua casa di Los Angeles. Aveva 86 anni. Talentuoso e acclamato attore teatrale e poi celebre icona cinematografica legata a due grandi ruoli sostanzialmente di fantascienza, Stewart nel corso di una carriera durata sette decenni aveva vinto numerosi Emmy e Golden Globe, aveva ottenuto la sua gloriosa stella sulla Walk of fame di Hollywood, ed era stato insignito del titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta II.

Aspetto imponente, profonda voce baritonale, dopo anni di teatro shakespeariano ad altissimo livello, Stewart aveva raggiunto l’apice planetario della sua popolarità d’attore interpretando dalla fine degli anni ’80, attorno ai 50 anni, il Capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation (1987-1994), il primo spin-off live-action dell’innovativa serie televisiva degli anni ’60. Sette le stagioni a bordo dell’astronave Enterprise, più quattro film spin-off: Star Trek Generations (1994), Star Trek: Primo contatto (1996), Star Trek: L’insurrezione (1998) e Star Trek: Nemesis (2002), oltre alla serie televisiva Star Trek: Picard (2020-2023). È stato il collega e amico Ian McKellen a ricordarlo sui social: “è stato l’attore più rispettato e amato della sua generazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”. E ancora: “Prima di ogni altra cosa, Patrick era nato e cresciuto nello Yorkshire, la fiera contea del nord dell’Inghilterra che ha amato fino alla fine. Lo si percepiva dal suo accento e dalla schiettezza con cui ti diceva cosa pensava e provava. Gli abitanti dello Yorkshire non sopportano le mezze verità o l’evitare i problemi importanti. Era una persona sincera, il che lo rendeva un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”.

Stewart nacque il 13 luglio 1940 in un piccolo villaggio industriale di Mirfield, in Inghilterra. Figlio di un veterano dell’esercito britannico diventato operaio specializzato e di una operaia tessile, visse un infanzia di stenti e con continui problemi familiari e trovò rifugio nella recitazione iniziando ad interpretare Shakespeare a 12 anni a scuola nei panni di Shylock in Il mercante di Venezia. “Il palcoscenico era per me un luogo molto più sicuro di qualsiasi cosa dovessi sopportare a casa: offriva una via di fuga. Potevo essere qualcun altro, in un altro luogo, in un altro tempo”, aveva raccontato l’attore in un’intervista. Dopo diversi umili lavoretti per campare e tutta una trafila di piccole compagnie, nonché di un lavoro di ripulitura del proprio accento dello Yorkshire, nel 1966 entra a far parte della Royal Shakespeare Company e vi rimane per ben 16 anni diventando uno dei massimi interpreti dei testi del Bardo. Grazie alla sua eccelsa carriera teatrale (in queste ore i suoi colleghi della Royal Shakespeare Company lo hanno definito un “colosso”), che si allargherà fin dai primi anni settanta anche a Broadway, a metà anni ottanta mentre tiene una masterclass su Shakespeare a Los Angeles attira l’attenzione di un direttore del casting televisivo di Star Trek.

Dalla celebre saga di fantascienza ecco il salto nell’universo Marvel. È il regista Bryan Singer a convincerlo ad entrare in scena su una carrozzina per interpretare il paraplegico professor Xavier, mutante telepatico, addestratore e guida assoluta della squadra di mutanti degli X-Men, protagonista dell’omonimo film del 2000. Stewart riprenderà il ruolo altre sette volte e proprio come Xavier lo rivedremo nella sua ultima fatica a Natale 2026 in Avengers:Doomsday dei fratelli Russo. Tifoso sfegatato dell’Huddersfield Town FC fin da piccolo aveva più volte raccontato la sua fede calcistica molto di provincia, molto all’inglese anche sui propri canali social. Stewart ha avuto tre mogli: la coreografa teatrale Sheila Falconer, dal 1966 al 1990, dalla quale ha avuto due figli (Daniel e Sophie); la produttrice di Star Trek Wendy Neuss dal 2000 al 2003; e la musicista jazz Sunny Ozell dal 2013 fino alla sua morte. “Credo di aver negato la realtà della mia vita per molto tempo”, aveva dichiarato in una lunga intervista al Gurdian bel 2003. “Non mi sono mai reso conto di quanto successo avessi raggiunto. Ancora oggi a volte penso: ‘Sei un figlio di puttana fortunato, Patrick’, quando mi succede qualcosa di inaspettato o di buono”. Stewart era malato di Alzheimer e di demenza a corpi di Lewy.

L'articolo È morto Patrick Stewart, addio al Capitano Picard di Star Trek e al professor Xavier degli X-Men: aveva 86 anni ed era malato di Alzheimer. Ian McKellen: “Un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Batman de Londres: quem é o vigilante mascarado que distribui boas ações na capital britânica?

30 October 2026 at 09:51

Uma misteriosa figura mascarada vem chamando a atenção por toda a capital britânica ao realizar atos aleatórios de bondade. O chamado Batman de Londres conquistou um grande número de seguidores nas redes sociais ao aparecer em diversos locais para pagar o combustível de estranhos, tapar buracos nas ruas e até vender o doce Freddo pelo preço antigo de 5 centavos.

Após semanas de especulações, a BBC Londres foi convidada para um encontro secreto com o vigilante. O convite trazia apenas hora e local, levando a equipe a um beco deserto onde a figura finalmente surgiu. Ao ser questionado sobre suas motivações, o mascarado afirmou que qualquer um pode ser um herói e que seu objetivo é mostrar o lado bom da cidade em tempos difíceis.

Teorias sobre a identidade secreta

O mistério sobre quem está por trás da máscara tornou-se tão popular quanto as próprias boas ações. Muitos internautas acreditam que o homem fantasiado seja o YouTuber Niko Omilana, conhecido por vídeos de pegadinhas e por campanhas políticas anteriores em que também costumava tapar buracos nas ruas.

Apesar de Omilana ter enviado uma mensagem de voz à BBC negando ser o herói, as suspeitas continuam. O criador de conteúdo Roy Patrick declarou acreditar que ainda pode se tratar do influenciador ou de alguém enviado por ele, destacando que as teorias da conspiração em torno do caso movimentam a curiosidade do público.

Rúben Amorim ganha asas: CEO do Milan chama-lhe Top Gun

30 October 2026 at 08:13
O CEO do Milan delira ao comparar Rúben Amorim ao destemido Tom Cruise no filme Top Gun. E ainda, Cristiano Ronaldo lembrou-se finalmente de como assinar um hat-trick dois anos e meio depois.

David Walliams é retirado de filme após alegações de má conduta, diz site

30 October 2026 at 00:31

O ator David Walliams, 55, foi afastado do filme “The Road to Nevermore”, que será lançado em breve, após alegações de má conduta, segundo informações divulgadas pelo TMZ na quarta-feira (28).

Uma fonte próxima à produção do filme disse ao veículo que David foi afastado do projeto após as alegações virem à tona. Segundo o site, as filmagens ainda estão em fase inicial e o ator havia sido incluído apenas em uma lista preliminar do elenco.

A informação é de que David nunca assinou um contrato oficial para o filme e que seu nome já foi removido da lista de elenco do filme no IMDb.

A decisão surge em meio a crescentes repercussões negativas para o comediante britânico e estrela de “Little Britain”.

Em setembro de 2026, a editora HarperCollins confirmou que também deixaria de publicar seu catálogo antigo, enquanto a agência de talentos YMU não o representava mais ativamente. David negou veementemente qualquer irregularidade e disse que não foi informado das alegações nem teve a oportunidade de se defender.

A história por trás de fotos icônicas de Hollywood nos bastidores

 

Morreu o ator Patrick Stewart

By: AFP
29 October 2026 at 22:30
Interpretou Shakespeare no teatro, passou pela televisão britânica. Mais foi com o professor Charles Xavier em “X-Men” e o capitão Jean-Luc Picard em “Star Trek” que ganhou o seu lugar entre as estrelas. O ator britânico de formação shakespeariana Patrick Stewart, que se tornou uma megaestrela de Hollywood com os papéis nas sagas “Star Trek” e “X-Men”, morreu em casa, em Los Angeles. Tinha 86 anos. A morte, na quarta-feira, surgiu após uma “breve e comovente batalha” com a doença de Alzheimer e demência com corpos de Lewy, segundo um comunicado oficial nas suas redes sociais. “A sua voz sonora

Morre Patrick Stewart: ator estará em “Vingadores: Doutor Destino”?

29 October 2026 at 21:00

O ator Patrick Stewart (1940-2026), conhecido nos cinemas como o professor Xavier de “X-Men”, morreu aos 86 anos. A informação foi compartilhada em suas redes sociais, em que informam que o astro faleceu em sua casa na última quarta-feira (28), em meio ao tratamento da doença de Alzheimer e à demência.

“Anunciamos com grande tristeza o falecimento de Sir Patrick Stewart ontem, em sua casa em Los Angeles, sob os cuidados amorosos de sua querida esposa Sunny, após uma breve e comovente jornada contra a Doença de Alzheimer e a demência por corpos de Lewy”, diz a nota.

Consagrado no papel de professor Xavier, a primeira aparição póstuma do ator nas telonas será em dezembro, com o lançamento de “Vingadores: Doutor Destino”. Meses antes de falecer, a breve aparição de Stewart no novo longa já havia sido confirmada. Ainda não há mais informações, mas a produção deve contar com uma homenagem para o artista.

Em comunicado oficial, a Marvel confirmou que essa será a última aparição de Patrick nos cinemas. Portanto, o eterno professor X não retornará para “Vingadores: Guerras Secretas”. Continuação prevista para chegar ao público em dezembro de 2027.

“Sir Patrick Stewart deixa um legado e uma marca cultural indelével. A Marvel Studios expressa suas mais profundas condolências à sua família, amigos e fãs em todo o mundo”, declara o comunicado de pesar oficial do MCU (Universo Cinematográfico da Marvel). 

Sobre a trama de “Vingadores: Doutor Destino”

Previsto para estrear no dia 17 de dezembro nos cinemas ao redor do Brasil, o longa reunirá heróis de diferentes equipes e universos — incluindo os novos Vingadores, Quarteto Fantástico, X-Men e Wakandanos — para enfrentar uma ameaça dita sem precedentes e, até o momento, a mais intimidadora do universo: o Doutor Destino (Robert Downey Jr.).

De acordo com declarações recentes do presidente do estúdio, Kevin Feige, a nova trama foi estruturada para entregar um desfecho impactante e chocante, preparando os espectadores diretamente para a continuação em “Vingadores: Guerras Secretas” — sequência já confirmada pelos produtores.

Relembre a carreira de Patrick Stewart

Patrick Stewart tornou-se ator aos 18 anos e ganhou reconhecimento nos palcos como membro da Royal Shakespeare Company a partir da década de 1960. Porém, foi somente depois de ser contratado, aos 47 anos, para “Star Trek: A Nova Geração” que ele alcançou a fama no mainstream, atuando até os 80 anos.

Anos depois, inicialmente, Stewart também hesitou em ser escalado para o papel do mutante cadeirante Professor X nos filmes dos “X-Men”, baseados no popular personagem dos quadrinhos da Marvel.

“Eu disse: ‘Olha, eu sei que isso não é ficção científica, mas é fantasia, e eu já fiz isso’. Mas eles me convenceram de que não seria como ‘Star Trek’, então eu aceitei. E mais uma vez, me enganei”, disse Stewart ao The Guardian.

Posteriormente, ao aceitar o desafio, ele se tornou uma peça fundamental de outra franquia milionária, começando com o primeiro filme, “X-Men”, em 2000, e seguido por vários outros lançamentos.

Além de diversos fãs e amigos enlutados, Patrick Stewart deixa a esposa, Sunny Ozell, com quem foi casado por 13 anos, e dois filhos, Daniel e Sophie, frutos do seu primeiro casamento com a atriz Sheila Falconer. 

*Com informações e sob supervisão de Ana Beatriz Dias, da CNN Brasil.

Relembre a carreira de Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”

Relembre os principais trabalhos de Patrick Stewart, que morreu aos 86 anos

29 October 2026 at 20:56

O ator Patrick Stewart, conhecido por seu personagem em “X-Men”, o professor Xavier, morreu aos 86 anos após enfrentar complicações decorrentes da doença de Alzheimer e da demência com corpos de Lewy. Segundo informações publicadas em suas redes sociais, o ator faleceu em sua casa na última quarta-feira (28).

“Anunciamos com grande pesar o falecimento de Sir Patrick Stewart ontem, em sua casa em Los Angeles, sob os cuidados amorosos de sua amada esposa, Sunny, após uma breve e comovente jornada com a doença de Alzheimer e a demência com corpos de Lewy”, informaram.

O professor Xavier, de “X-Men”, não foi o único personagem de sucesso interpretado pelo ator, que também deu vida ao capitão Jean-Luc Picard na série de televisão “Star Trek”. Nos comentários, diversos fãs lamentaram a morte. “Devastado. Um dos maiores atores da nossa geração e uma inspiração constante para mim. Obrigado, Sir Patrick Stewart”, escreveu um internauta.

Relembre os principais trabalhos do ator

Patrick teve uma longa carreira no teatro clássico. Apesar disso, os filmes e as séries de ficção científica dos quais participou foram responsáveis por consolidar seu sucesso como ator. A CNN Brasil reuniu os principais papéis de Patrick ao longo da carreira. Confira:

Principais séries

  • “Star Trek: A Nova Geração” (1987–1994)

Interpretou o lendário capitão Jean-Luc Picard, comandante da nave estelar USS Enterprise-D, conhecido por sua liderança diplomática, intelectualidade e firmeza moral. Ao contrário do capitão Kirk, da série clássica, que era mais impulsivo e focado em ação, Picard é um filósofo, arqueólogo e estrategista que prefere a negociação e a diplomacia antes de recorrer às armas.

  • “Star Trek: Picard” (2020–2023)

Retomou o papel de Jean-Luc Picard em uma fase mais madura do personagem. O capitão está no final de sua vida, profundamente desiludido e afastado da Frota Estelar, lidando com o luto, o envelhecimento e o peso de suas escolhas passadas.

  • “Moby Dick” (1998)

Minissérie na qual interpretou o capitão Ahab, papel que lhe rendeu indicações ao Emmy e ao Globo de Ouro. A minissérie é considerada uma das adaptações para a TV mais fiéis e imponentes do clássico livro de Herman Melville. Dividida originalmente em dois episódios, a produção se destaca pela atuação magnética de Patrick Stewart. Seu personagem é um homem devorado pelo ódio e guiado por uma obsessão autodestrutiva: caçar Moby Dick, a lendária baleia branca que arrancou sua perna.

Principais filmes

  • Franquia “X-Men” (2000–2022)

Na franquia dos mutantes da Marvel, Patrick Stewart deu vida ao professor Charles Xavier (Professor X), líder telepata, mentor e coração dos X-Men. Ele se tornou a personificação perfeita do personagem dos quadrinhos. Ele defende o sonho de uma convivência pacífica entre humanos e mutantes, servindo como contraponto idealista ao seu melhor amigo e rival, Magneto (Ian McKellen), que prefere a linha-dura e a guerra.

  • Filmes de “Star Trek” (1994–2002)

Após o fim da série de TV “A Nova Geração”, “Star Trek” migrou para o cinema. Diferentemente do ritmo episódico e altamente filosófico da TV, os filmes da franquia focaram muito mais na ação e nos efeitos especiais. No cinema, o capitão Picard precisou se transformar em um “herói de ação”. Ele corre, atira com rifles a laser e entra em combates físicos.

  • “Duna” (1984)

Patrick Stewart participou da ambiciosa adaptação do livro de Frank Herbert, dirigida por David Lynch. Ele interpretou Gurney Halleck, o mestre de armas da Casa Atreides e um dos mentores militares mais leais do jovem Paul Atreides (Kyle MacLachlan). O filme dividiu opiniões por seu visual exótico e roteiro apressado, bem diferente da versão recente de Denis Villeneuve.

Relembre a carreira de Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”

Patrick Stewart: ator de “X-Men” usava cadeira de rodas na vida real?

29 October 2026 at 20:40

O ator Patrick Stewart, conhecido por dar vida ao professor Xavier na franquia “X-Men”, morreu aos 86 anos. Nos filmes da Marvel, o personagem depende de uma cadeira de rodas para se locomover; no entanto, a limitação física era restrita às telas e ao papel.

A notícia da morte do artista foi compartilhada nas redes sociais, em que dizia que o astro faleceu em casa na última quarta-feira (28), após uma batalha contra a doença de Alzheimer e a demência.

“Anunciamos com grande pesar o falecimento de Sir Patrick Stewart ontem em casa em Los Angeles, sob os cuidados amorosos da amada esposa Sunny, após uma breve e comovente jornada com a doença de Alzheimer e a demência corporal de Lewy”, citaram.

Leia Mais:

Em entrevista ao The Guardian, Stewart abordou o debate atual sobre se atores sem deficiência deveriam interpretar personagens com deficiência. Ele observou que, embora o argumento a favor da representação autêntica “venha de uma ótima intenção”, acreditava que restringir esses papéis seria uma “resistência à criatividade” e poderia privar o público de grandes atuações.

O argumento, segundo o portal, é que um ator ainda pode alcançar a “verdade” fingindo algo que não vivenciou? “Isso está absolutamente correto. A realidade teatral é muito mais complexa do que algumas pessoas pensam. Se as regras de ‘autenticidade’ tivessem existido nos últimos 100 anos, teríamos perdido muitas performances. Eu ainda quero explorar tudo como ator”, citou na ocasião.

Além disso, durante uma participação no programa “Late Night with Conan O’Brien”, Patrick Stewart contou, em tom de brincadeira, que, após o término das filmagens do primeiro filme dos “X-Men”, o estúdio leiloou a cadeira de rodas personalizada do personagem. Ela foi comprada pelo próprio advogado. Quando o estúdio começou a filmar “X-Men 2” e precisou da cadeira de volta, o advogado a alugou para o estúdio por uma quantia considerável.

Além do papel como mentor na franquia de sucesso da Marvel, Stewart também ficou conhecido pelo papel como Capitão Jean-Luc Picard na longa série de televisão “Star Trek”.

Nas redes sociais, além de uma homenagem ao ator, a família de Patrick resgatou um trecho da biografia “Making It So: A Memoir”. “Como eu, Jean-Luc viveu uma vida incomum, que o levou muito além dos limites da experiência humana normal. Mas ele também é alguém que se manteve fiel às raízes terrenas, pois são elas que lhe deram sua identidade. No fim, ele sente o chamado do lar, assim como eu.”

Nos comentários, diversos fãs lamentaram a morte. “Devastado. Um dos maiores atores da nossa geração e uma inspiração constante para mim. Obrigado, Sir Patrick Stewart”, citou um internauta. “Eu esperava que esse dia nunca chegasse. Adeus… uma das nossas almas mais brilhantes”, citou outro. “Descanse em paz, professor. Vai deixar saudades”, escreveu um terceiro.

Stewart casou-se três vezes e teve dois filhos. O terceiro casamento, em 2013, foi com a musicista americana Sunny Ozell.

Relembre a carreira de Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”

Relembre a carreira de Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”

29 October 2026 at 20:33

O ator Patrick Stewart saiu da pobreza na Inglaterra para se tornar um aclamado ator do teatro shakespeariano e, mais tarde, alcançou a fama mundial como o erudito Capitão Jean-Luc Picard na série de TV “Star Trek: A Nova Geração” e como o telepata Professor Charles Xavier nos filmes dos “X-Men”, morreu aos 86 anos.

Stewart, que recebeu o título de cavaleiro (Sir) em 2010 pelas mãos da Rainha Elizabeth II por suas contribuições à arte dramática, faleceu em sua casa em Los Angeles, de acordo com um comunicado publicado em sua conta no X (antigo Twitter).

“Anunciamos com grande tristeza o falecimento de Sir Patrick Stewart ontem, em sua casa em Los Angeles, sob os cuidados amorosos de sua querida esposa Sunny, após uma breve e comovente jornada contra a Doença de Alzheimer e a demência por corpos de Lewy“, dizia a nota.

Stewart tornou-se ator aos 18 anos e ganhou reconhecimento nos palcos como membro da Royal Shakespeare Company a partir da década de 1960.

Mas foi só depois de ser contratado aos 47 anos para “Star Trek: A Nova Geração” — série de TV exibida entre 1987 e 1994 como continuação da obra original dos anos 1960 — que ele alcançou o grande público, atuando até passar dos 80 anos.

“Faça acontecer”, dizia frequentemente seu personagem Picard ao dar ordens a um subordinado, ou às vezes usando o bordão “Engajar”.

Foi um papel que ele chegou a hesitar em aceitar, depois que seu grande amigo e também ator shakespeariano Ian McKellen o aconselhou a recusar “Star Trek” e permanecer no teatro.

Stewart aceitou o papel e se tornou tanto um favorito dos fãs quanto parte indispensável de uma lucrativa franquia de ficção científica, interpretando Picard não apenas em 176 episódios ao longo de sete temporadas da série, mas também em vários filmes de “Star Trek” e, posteriormente, na série de streaming “Star Trek: Picard”, lançada em 2020, quando ele tinha 79 anos.

“À medida que as sete temporadas da Nova Geração passavam, a distinção entre Jean-Luc Picard e Patrick Stewart ficava cada vez mais tênue, até que se tornou impossível para mim saber onde ele terminava e eu começava. Muito do que eu acreditava e sentia foi parar naquela série”, disse Stewart ao jornal The Guardian em 2022.

Stewart também hesitou inicialmente em aceitar o papel do mutante e usuário de cadeira de rodas, Professor X, nos filmes “X-Men”, baseados nos populares quadrinhos da Marvel.

“Eu disse: ‘Olha, eu sei que isso não é ficção científica, é fantasia, e eu já fiz isso’. Mas eles me convenceram de que não seria como ‘Star Trek’, então eu aceitei. E, mais uma vez, provei estar errado”, disse Stewart ao The Guardian.

Ele se tornou peça fundamental de outra franquia bilionária a partir do primeiro “X-Men”, em 2000, seguido por diversos outros filmes.

A atuação como refúgio

Stewart nasceu em 13 de julho de 1940, na cidade inglesa de Mirfield, em Yorkshire.

Foi criado na pobreza, com um pai que, segundo ele, voltou da Segunda Guerra Mundial alcoólatra e sofrendo de estresse pós-traumático, agredindo fisicamente a mãe de Stewart. O ator lembrava de colocar seu próprio corpo entre o pai e a mãe para tentar protegê-la.

Quando criança, disse Stewart, atuar tornou-se um “porto seguro” depois que um professor de escola o apresentou a Shakespeare — especificamente “O Mercador de Veneza” — durante uma aula quando ele tinha 12 anos.

Ele começou a perder o cabelo aos 17 e estava completamente calvo aos 19. Ficou envergonhado na época, mas acabou aceitando a calvície.

“Star Trek”, criada por Gene Roddenberry, apresentava uma visão esperançosa do futuro, com a humanidade aventurando-se pelo cosmos em naves espaciais que superavam a velocidade da luz e encontrando raças alienígenas.

A popularidade duradoura da série original e o sucesso dos filmes derivados levaram Roddenberry a criar a sequência “A Nova Geração”.

O personagem Picard era o oposto do destemido e, por vezes, não intencionalmente caricato Capitão James T. Kirk (interpretado por William Shatner na série original) — pensado para ser mais cerebral e disciplinado, embora às vezes parecesse rígido, sem humor ou prepotente.

Stewart lembrava-se de ser um pouco sério demais com seus colegas de elenco no início.

“Conto a história de quando convoquei uma reunião com os atores principais e disse que achava que não éramos disciplinados o suficiente, que não deveríamos brincar tanto no set, mas sim levar tudo a sério”, disse Stewart ao The New Yorker em 2023.

“E um dos atores disse: ‘Ah, qual é, Patrick, a gente tem que se divertir um pouco’. Eu bati no braço da cadeira e disse: ‘Não estamos aqui para nos divertir’ — o que eles nunca me deixaram esquecer. Eles me ensinaram muito sobre descontrair e ser mais livre”, acrescentou Stewart.

Stewart também sentia que a série melhorou com o tempo, criticando sua própria interpretação de Picard nas duas primeiras temporadas.

“Achei que faltava intimidade. Era muito autoritário, mas havia poucas outras qualidades nele”, disse Stewart, acrescentando que seu trabalho melhorou nas temporadas seguintes.

Na verdade, o melhor trabalho de todo o elenco pode ter sido o final da série em duas partes, envolvendo viagens no tempo.

Ele se tornou Sir Patrick Stewart quando foi condecorado pela rainha no Palácio de Buckingham em 2010. Ele disse a jornalistas que seus heróis eram os atores britânicos Laurence Olivier, John Gielgud e Alec Guinness, que também haviam sido condecorados, acrescentando que estar “nessa companhia é a maior honra que já me aconteceu profissionalmente”.

Stewart foi casado três vezes e teve dois filhos. Seu terceiro casamento, em 2013, foi com a música americana Sunny Ozell.

Relembre a carreira de Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”

Morreu o ator Patrick Stewart. Tinha 86 anos

29 October 2026 at 20:07
Ator tinha 86 anos e sofria de doença de Alzheimer. Participou em séries como "Star Trek: A Geração Seguinte" e filmes como "X-Men"

© ETIENNE LAURENT

O ator participou em séries como "Star Trek: A Geração Seguinte" e filmes como "X-Men"

Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”, morre aos 86 anos

29 October 2026 at 19:55

Patrick Stewart, o professor Xavier de “X-Men”, morreu aos 86 anos. A informação foi compartilhada em suas redes sociais, em que informam que o astro faleceu em sua casa na última quarta-feira (28), após uma batalha contra a doença de Alzheimer e a demência.

“Anunciamos com grande pesar o falecimento de Sir Patrick Stewart ontem em sua casa em Los Angeles, sob os cuidados amorosos de sua amada esposa Sunny, após uma breve e comovente jornada com a doença de Alzheimer e a demência corporal de Lewy”, citaram.

Leia Mais:

Na sequência, eles detalham: “Ele foi mantido no abraço caloroso da família e amigos, cercado por música ao vivo, oração, lágrimas, risos e o tipo de emoção profunda que só ele poderia inspirar depois de uma vida inteira de devoção a todos nós. Nós sempre valorizaremos a facilidade pacífica e o reflexo em seu rosto, um lembrete duradouro de sua graça invencível”.

Além do papel como mentor na franquia de sucesso da Marvel, Stewart também ficou conhecido por seu papel como Capitão Jean-Luc Picard na longa série de televisão “Star Trek”.

Nas redes sociais, além de uma homenagem ao ator, a família de Patrick resgatou um trecho de seu livro, “Making It So: A Memoir”. “Como eu, Jean-Luc viveu uma vida incomum, que o levou muito além dos limites da experiência humana normal. Mas ele também é alguém que se manteve fiel às suas raízes terrenas, pois são elas que lhe deram sua identidade. No fim, ele sente o chamado do lar, assim como eu.”

Nos comentários, diversos fãs lamentaram a morte. “Devastado. Um dos maiores atores da nossa geração e uma inspiração constante para mim. Obrigado Sir Patrick Stewart”, citou um internauta. “Eu esperava que esse dia nunca chegasse. Adeus… uma das nossas almas mais brilhantes”, citou outro. “Descanse em paz, professor. Vai deixar saudades”, escreveu um terceiro.

Quem foi Patrick Stewart?

Stewart tornou-se ator aos 18 anos e ganhou reconhecimento nos palcos como membro da Royal Shakespeare Company a partir da década de 1960. Mas foi somente depois de ser contratado, aos 47 anos, para “Star Trek: A Nova Geração” — uma série de TV que foi ao ar de 1987 a 1994 como uma sequência da série original “Star Trek” da década de 1960 — que ele alcançou a fama no mainstream, atuando até os 80 anos.

Era um papel que ele havia hesitado em aceitar, depois que seu amigo de longa data e também ator shakespeariano, Ian McKellen, o aconselhou a rejeitar “Star Trek” e permanecer no teatro.

Stewart aceitou o papel e se tornou um dos favoritos dos fãs e uma parte indispensável de uma lucrativa franquia de ficção científica, interpretando Picard não apenas em 176 episódios ao longo de sete temporadas da série, mas também em vários filmes de “Star Trek” e na série de streaming “Star Trek: Picard”, que começou a ser exibida em 2020, quando ele tinha 79 anos.

Inicialmente, Stewart também hesitou em ser escalado para o papel do mutante cadeirante Professor X nos filmes dos “X-Men”, baseados no popular personagem dos quadrinhos da Marvel.

“Eu disse: ‘Olha, eu sei que isso não é ficção científica, mas é fantasia, e eu já fiz isso’. Mas eles me convenceram de que não seria como ‘Star Trek’, então eu aceitei. E mais uma vez, me enganei”, disse Stewart ao The Guardian.

Ele se tornou uma peça fundamental de outra franquia milionária, começando com o primeiro filme, “X-Men”, em 2000, e seguido por vários outros.

Stewart casou-se três vezes e teve dois filhos. Seu terceiro casamento, em 2013, foi com a musicista americana Sunny Ozell.

25 anos de X-Men: como o filme mudou Hollywood e abriu era dos heróis

Cotado ao Oscar, “A Bola Preta” chega ao MixBrasil; veja obras selecionadas

29 October 2026 at 19:05

O filme “A Bola Preta” (“La Bola Negra”), dirigido por Javier Calvo e Javier Ambrossi e cotado para disputar o Oscar 2027, está entre os destaques da programação do 34º Festival MixBrasil, que acontece de 11 a 22 de novembro, em São Paulo. Considerado o maior festival cultural LGBTQIA+ da América Latina, o evento reúne produções nacionais e internacionais que exploram diferentes identidades e formas de expressão.

“A Bola Preta” foi vencedora do prêmio de Melhor Direção no Festival de Cannes 2026 e conquistou o Prêmio do Público no Festival de Toronto. No Brasil, o longa abriu a 28ª edição do Festival do Rio e tem estreia marcada para 14 de janeiro de 2027 nos cinemas.

A produção acompanha três homens cujas vidas estão conectadas pelo desejo, pela dor e pela herança ao longo de diferentes períodos históricos: 1932, 1937 e 2017.

No elenco, estão Penélope Cruz (“O Convite”), Glenn Close (“Atração Fatal”), Guitarricadelafuente e Miguel Bernardeau (“Elite”).

Além do longa espanhol, a programação internacional incluirá títulos como “A Greve”, “Adeus, Amor”, “Agroqueer”, “Barbara Forever” e “Este Corpo Meu”.

Entre as produções brasileiras, 84 obras foram selecionadas entre 614 inscrições, representando 16 estados e o Distrito Federal. A seleção contempla longas, médias e curtas-metragens, além de séries.

A programação completa, com dias e horários dos filmes, será lançada em breve no site oficial do Festival MixBrasil.

Como “A Bola Preta” pode ganhar o primeiro Oscar da Netflix?

 

“Jogos Vorazes: Amanhecer na Colheita” é aclamado na crítica; veja reações

29 October 2026 at 18:36

“Jogos Vorazes: O Amanhecer da Colheita” só chega em 19 de novembro nos cinemas brasileiros, mas alguns críticos especializados já puderam conferir o mais novo filme da franquia distópica de sucesso e, até o momento, o destacam como uma “adaptação perfeita”.

As primeiras impressões começarão a sair nas redes sociais e “Jogos Vorazes: O Amanhecer da Colheita” já está sendo aclamado. A trama é ambientada 24 anos antes dos acontecimentos do primeiro livro da saga, quando Katniss (Jennifer Lawrence) e Peeta (Josh Hutcherson) participaram dos Jogos Vorazes pela primeira vez.

O novo período abordado no universo fictício é conhecido como “Massacre Quaternário“, quando 48 tributos dos 12 distritos foram convocados para os jogos, incluindo Haymitch Abernathy.

Griffin Schiller, do DiscussingFilm, chamou o longa de “Rogue One” e “Andor” da franquia “Jogos Vorazes”, fazendo referência a filmes renomados do universo de “Star Wars”.

“É uma história sóbria, porém poderosa, sobre perdas devastadoras e o preço necessário da rebelião por um amanhecer que talvez nunca vejamos. Como um grande fã da série e especialmente deste livro, não poderia ter pedido uma adaptação mais perfeita.”

“Ancorado por atuações incríveis (Zada é uma estrela), este thriller emocional aborda com maestria os temas do custo da revolução e de como todos precisamos fazer a nossa parte”, escreveu Gavin Spoors, do FilmCritics UK, por sua vez.

Há, ainda, outros destaques para a atuação de Joseph Zada.

“Um dos maiores destaques? Joseph Zada”, escreveu Perri Nemiroff, do Collider. “Eu tinha grandes expectativas para ele depois de assistir ‘Mentirosos’, mas ele me deixou de queixo caído várias vezes. Sua capacidade de capturar o calor e o charme de Haymitch e, em seguida, entrelaçá-los com a raiva e a dor que ‘Jogos Vorazes’ desperta é soberba. Grande parte deste filme está sobre seus ombros, e ele se sai brilhantemente em cada detalhe. Este é apenas o começo para Zada.”

O elenco principal do novo filme conta com Zada, na versão mais jovem de Abernathy, Mckenna Grace (Maysilee Donner) e Whitney Peak (Lenore Dove Baird).

Além dos atores principais da narrativa, o elenco também conta com Kieran Culkin e Maya Hawke como Caesar Flickerman e Wiress, respectivamente; Elle Fanning como Effie; Jesse Plemons como Plutarch Heavensbee; Kelvin Harrison como Beetee e Lili Taylor como Mags.

“Jogos Vorazes: Amanhecer na Colheita” estreia em 19 de novembro nos cinemas.

Assista ao trailer de “Jogos Vorazes: Amanhecer na Colheita”

“Jogos Vorazes”: atriz brasileira entra para elenco de peça em Londres

Na 17ª edição, Festival de Cinema Francês forma olhares no Brasil

Logo Agência Brasil

Há 17 edições, o Festival de Cinema Francês aproxima culturas e amplia o acesso do público brasileiro a histórias que revelam diferentes maneiras de ver o mundo. A partir desta quinta-feira (29), a mostra exibe 21 filmes em mais de 50 cidades. A mostra vai até 11 de novembro.

Ao longo dessa trajetória, o festival já alcançou cerca de 2,5 milhões de espectadores e se consolidou como o principal evento nacional dedicado à cinematografia francesa. 

Notícias relacionadas:

>> Veja aqui a programação completa. <<

Neste ano, a programação ocupa aproximadamente 100 cinemas e reúne comédias, dramas, suspenses políticos, animações e documentários. Os valores dos ingressos variam de acordo com o local de exibição.

Na curadoria desde a primeira edição, a francesa Emmanuelle Boudier vive há 22 anos no Brasil. Para ela, apresentar filmes de diferentes países é uma forma de estimular o pensamento crítico, especialmente em um cenário no qual a diversidade de perspectivas se torna cada vez mais necessária.

Segundo ela, o festival procura oferecer alternativas a uma programação frequentemente dominada pelo cinema norte-americano. 

“O cinema faz com que a gente abra a mente para coisas que não conhecemos.”

Entre os destaques desta edição está De Gaulle: A França Livre, de Antonin Baudry. A obra acompanha a decisão do general Charles de Gaulle de organizar a resistência francesa depois da derrota do país diante da Alemanha nazista, em 1940. Para Emmanuelle Boudier, a escolha tem relação direta com o momento atual. 

“É uma mensagem de que nunca devemos desistir dos nossos ideais, da nossa liberdade, da democracia.”

A programação também inclui o thriller político Júpiter, de Alexandre Smia, exibido fora de competição no Festival de Veneza de 2026. A trama acompanha um presidente recém-eleito diante de uma crise internacional que ameaça desencadear uma guerra nuclear. 

O filme será exibido no Brasil antes da estreia francesa, prevista para 18 de novembro. 

A curadora explica que a seleção deste ano procurou equilibrar filmes mais densos com produções leves, capazes de oferecer momentos de diversão.
 

FESTIVAL DE CINEMA FRANCÊS CHEGA À 17ª EDIÇÃO FORMANDO OLHARES EM TODO O BRASIL, Foto: Divulgação festival. FESTIVAL DE CINEMA FRANCÊS CHEGA À 17ª EDIÇÃO FORMANDO OLHARES EM TODO O BRASIL, Foto: Divulgação festival.
 Festival traz comédias, dramas, suspenses políticos, animações e documentários - Divulgação festival.

Humor

Um dos destaques é O Beijo Elétrico (La Vénus électrique), de Pierre Salvadori, comédia romântica ambientada em Paris, em 1928, que abriu o Festival de Cannes de 2026. 

O filme acompanha Antoine Balestro, um pintor que perde a inspiração após a morte da esposa e tenta entrar em contato com ela por meio de uma vidente. O que ele não sabe é que a mulher participa de uma farsa para ajudá-lo a recuperar a criatividade.

Outra comédia é Bem-vindos à La Comédie-Française, de Martin Darondeau e Bertrand Usclat. A história acompanha Nina, uma diretora que está prestes a estrear na tradicional companhia teatral francesa, mas precisa lidar com atrasos, problemas técnicos e desentendimentos que ameaçam a apresentação. 

O longa recebeu quatro prêmios no Festival Internacional de Cinema de Comédia de l'Alpe d'Huez e superou 900 mil espectadores na França.

Para Emmanuelle Boudier, a comédia francesa encontra boa receptividade entre os brasileiros. 

Suspense

O suspense O Fantasma da Ópera (Le Fantôme de l'Opéra), de Alexandre Castagnetti, ambienta sua história nos recantos do Palais Garnier, em Paris. A trama acompanha uma jovem bailarina envolvida em uma história de amor, mistério e acontecimentos inexplicáveis.

A seleção também traz o curta-metragem Duas Pessoas Trocando Saliva (Deux personnes échangeant de la salive), de Natalie Musteata e Alexandre Singh, vencedor do Oscar de 2026 de melhor curta-metragem em live action. 

Ambientada em uma sociedade repressiva, a história acompanha duas mulheres que se aproximam em um contexto no qual o beijo é proibido e punido com a morte.

Intercâmbio

Além de apresentar filmes ao público, o festival busca fortalecer a relação entre as indústrias audiovisuais brasileira e francesa. Uma das iniciativas é o laboratório de escrita de roteiros, que promove encontros entre roteiristas dos dois países.

De acordo com Emmanuelle Boudier, a organização recebeu mais de 150 projetos este ano e selecionou 15 produções. O laboratório estimula a troca de experiências e pode abrir caminho para futuras parcerias e coproduções.

Moradora do Rio de Janeiro há mais de duas décadas, ela diz que a experiência transformou sua própria identidade. Foi no Brasil que criou os três filhos e construiu uma relação afetiva com a cidade. “Às vezes me sinto muito carioca e também muito parisiense.”

Para ela, viver entre culturas diferentes é uma oportunidade de conhecer outras perspectivas e ampliar a própria visão de mundo, princípio que também orienta o festival.

Retrospetivas de Lars von Trier e Kelly Reichardt na 20.ª edição do LEFFEST

29 October 2026 at 16:50

Em 2026, o LEFFEST – Lisboa Film Festival celebra uma data redonda: 20 edições e uma longa história marcada por retrospetivas, estreias mundiais e filmes estreados ou premiados ao longo do ano nos principais festivais internacionais.

O festival decorre de 6 a 15 de novembro e dissemina a programação por cinco salas da cidade. Aos espaços habituais do Cinema Medeia Nimas, Cinema São Jorge, Teatro do Bairro e Culturgest junta-se, nesta edição, o Cinema NOS Vasco da Gama, no Parque das Nações. Se, nos tempos que correm, ir à sala de cinema pode ser considerada uma opção de nicho, a inclusão de uma sala da NOS num recinto comercial vem demonstrar que, afinal, pode não ser bem assim.

A programação, como sempre, é eclética. Não se pretende agradar a todos, antes exibir obras cinematográficas que, na perspetiva de quem programa – o produtor Paulo Branco – merecem a atenção do público. Na Seleção Oficial, estão 11 filmes em competição. Entre eles, “Mariage au goût d”orange”, do francês Christophe Honoré, “Os Christophers”, do norte-americano Steven Soderbergh, e “Scherzetto”, do italiano Mario Martone. O romeno Radu Jude também faz parte da lista, com o “Diário de uma Criada de Quarto”, numa reinterpretação do clássico de Octave Mirbeau, assim como o mexicano Fernando Eimbcke, que traz ao LEFFEST a obra “Moscas”, reconhecida no Festival de Berlim.

Em competição estarão, também, a cineasta alemã Valeska Grisebach com “The Dreamed Adventure”, galardoada em Cannes, a austríaca Sandra Wollner com “Everytime”, distinguida na secção Un Certain Regard, e o russo Kantemir Balagov com “Butterfly Jam”. A representação latino-americana fica a cargo de “La perra”, da chilena Dominga Sotomayor, enquadrada na secção Quinzena dos Cineastas. A fechar a competição estará “Notre Salut”, do belga Emmanuel Marre, e “Ela Olhava Sem Nada Ver”, que leva a assinatura da atriz e realizadora francesa Fanny Ardant.

O LEFFEST não é feito apenas de competição entre cinematografias. Também acolhe antestreias fora de concurso e produções premiadas no circuito dos festivais ao longo do ano. Destaque para “Soudain”, de Ryusuke Hamaguchi, cujas intérpretes foram distinguidas em Cannes, “Bajañí”, do espanhol Fernando Trueba, “Coward”, do belga Lukas Dhont, “Fatherland”, do polaco Paweł Pawlikowski, e “Ink”, do britânico Danny Boyle, que abriu o Festival de Veneza.

O premiado e deliciosamente controverso cineasta dinamarquês Lars von Trier será objeto de uma retrospetiva praticamente integral da sua filmografia. E não será a única. Kelly Reichardt, Sophie Letourneur e o português Tiago Guedes, todos com presença confirmada em Lisboa, também verão as suas obras exibidas no LEFFEST, a que se soma o ciclo dedicado ao realizador sul-coreano Lee Chang-dong.

O júri da Seleção Oficial é presidido pelo realizador canadiano David Cronenberg, que estará em Lisboa para falar sobre o seu filme “M. Butterfly”, de 1993, numa conversa aberta ao público com a atriz Barbara Sukowa. Numa extensa lista de presenças o LEFFEST já anunciou que Abel Ferrara e Béatrice Dalle estarão na apresentação de “Salò, ou os 120 Dias de Sodoma”, de Pier Paolo Pasolini.

Frédéric Bonnaud, diretor-geral da Cinemateca Francesa, é outra das presenças confirmadas. A ele caberá falar sobre o filme “The Stranger”, de Orson Welles. Já a exibição de “My Brother’s Wedding” será acompanhada por Charles Burnett,  figura central do movimento L.A. Rebellion. O cineasta britânico Mike Leigh marcará presença à distância para apresentar “Tender Loving Care”.

Como já é habitual, o LEFFEST propõe um programa que ultrapassa os limites da sala de cinema, criando pontes com outras artes e disciplinas. Consulte aqui tudo o que vai acontecer nos dez dias do festival.

❌