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Mentre Lmdv cercava di comprare Il Fatto la holding Delfin era sotto attacco: offerta da 30 miliardi del produttore di armi ceco Strnad

30 October 2026 at 09:35

Mentre muoveva all’attacco del Fatto Quotidiano, per poi rinunciare dopo il no dei soci fondatori, Leonardo Maria Del Vecchio – insieme agli altri eredi del fondatore di Luxottica – era a sua volta sotto attacco. Il finanziere e produttore di armi ceco Michal Strnad ha infatti presentato un’offerta d’acquisto da 30 miliardi per l’intero capitale della holding per la holding Delfin. Del Vecchio jr ha confermato giovedì sera l’anticipazione del Domani, facendo sapere che “il lavoro di una vita” del “padre deve restare un patrimonio dell’Italia”.

Strnad, 34 anni, lo scorso luglio ha acquistato il 14% di Pirelli attraverso Lumina Crown, una società ceca indipendente di investimento da lui fondata. Il valore offerto è calcolato sull’attuale Net asset value di Delfin scontato del 30%, come di norma avviene per una holding. Siamo quindi nell’ordine dei 30 miliardi per il 100% capitale, ma l’aspirante compratore si accontenterebbe anche del 62,5% pur di prendere il controllo della cassaforte cui fa capo EssilorLuxottica e le partecipazioni bancarie in Mps, Generali e Unicredit. Un’eventuale decisione per accettare la proposta dovrebbe essere presa all’unanimità dagli otto soci di Delfin ed eredi di Del Vecchio senior, che sono divisi su tutto. Al di là dei contrasti fra gli otto eredi, e di alcuni di loro con il presidente di Delfin e ad di EssilorLuxottica Francesco Milleri, l’offerta di Srnad è considerata per nulla allettante. Inoltre l’eventuale cambio di proprietà della holding, secondo fonti legali citate da Domani, potrebbe far scattare l’obbligo di opa sul gruppo di lenti e occhiali quotato alla Borsa a Parigi, che pur viaggiando ai minimi degli ultimi tre anni vale comunque oltre 80 miliardi di euro.

Per Leonardo Maria Del Vecchio il colosso degli occhiali “è l’unico vero campione italiano nel mondo” e “non può essere trattato come un asset qualsiasi”, mentre le partecipazioni della holding “sono presidi che devono restare stabili, al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani”. La questione, sostiene, “riguarda tutto il Paese“: “Attraverso Delfin, la mia famiglia detiene partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano. Sono presidi che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani. Davanti a un’operazione di questa portata, è doveroso che la provenienza e la struttura dei fondi siano chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti”.

Come raccontato dal Fatto, la fortuna del produttore e commerciante d’armi è legata alla società Czechoslovak Group, Csg, da gennaio quotata alla Borsa di Amsterdam e secondo fornitore di munizioni europeo dopo la tedesca Rheinmetall: raggruppa 100 aziende (tra cui gli storici marchi italiani Fiocchi e Perazzi) con 30 fabbriche e 14mila dipendenti.

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Il Fatto non si vende: avere denaro non dà diritto a comprare qualsiasi cosa

29 October 2026 at 16:57

di Roberto Celante

Leonardo Maria Del Vecchio dovrebbe avere già capito dal comunicato ufficiale di Seif che la propria idea di acquisire la maggioranza delle azioni del Fatto Quotidiano non è destinata a concretizzarsi. Leggere queste mie righe, ancorché esprimano il punto di vista di un semplice lettore, potrebbe giovare a Del Vecchio per rassegnarsi più rapidamente, così come potrebbe far desistere subito eventuali altri aspiranti editori.

In primo luogo, e in linea generale, deve essere chiaro che nemmeno la più ampia disponibilità di denaro dà il diritto di comprare qualsiasi cosa solo perché, per interesse, per capriccio, o per noia, la si desideri. Perché, dietro la proprietà, ci sono le persone e le loro vite, quindi possono esserci, o esserci state, le loro ansie e le loro speranze, le loro battaglie e i loro traguardi, le loro sconfitte e le loro rivincite. Il che non significa necessariamente essere materialisti, ma riconoscere che vi può essere una qualche forma di legame tra proprietà e sfera emotiva, che va rispettato.

Nel caso specifico della titolarità delle azioni dei soci fondatori del Fatto Quotidiano, vi è un legame ancora più forte, perché esse costituiscono la garanzia dell’indipendenza dei giornalisti, soci e non soci. Il vero proprietario del Fatto Quotidiano è, infatti, la deontologia professionale dei giornalisti, perché solo a questa essi devono rispondere.

La presenza di un editore, cioè di un socio di maggioranza assoluta, o relativa, può avere un’influenza sulla linea editoriale del giornale, a maggior ragione se l’editore ha forti interessi da tutelare in altri settori economici. L’organo di stampa, infatti, potrebbe voler essere utilizzato come uno strumento pubblicitario, oppure come un’arma contro la concorrenza, oppure come la parte agguerrita di un processo mediatico parallelo ad eventuali inchieste della magistratura che coinvolgano l’editore, orientando l’opinione pubblica a credere a una fantomatica persecuzione giudiziaria.

Non è scontato che la mera presenza di un editore porti automaticamente all’avverarsi di uno, o più, degli scenari prospettati; però, espone certamente i giornalisti a quei rischi, concreti o putativi, tali da attentare alla loro indipendenza. Il tema è cruciale, perché il giornalismo, in una democrazia sana, dovrebbe essere il “cane da guardia del potere”, non un servo del padrone.

Inoltre, la Costituzione tutela la democrazia, non soltanto avendo delineato l’architettura istituzionale dello Stato, ma anche riconoscendo il diritto allo studio per tutti (art. 34) e la libertà di stampa (art. 21), perché sono gli strumenti fondamentali a disposizione dei cittadini per valutare l’operato dei politici e delle lobby. La posizione attuale dell’Italia nel ranking mondiale della libertà di stampa è a un preoccupante 56° posto su 180 Paesi e, senza il Fatto Quotidiano, sarebbe certamente a un livello ancora più basso.

Ecco, quindi, tutti i motivi che, a mio parere, portano i soci fondatori a respingere irremovibilmente la proposta di acquisizione del Fatto Quotidiano da parte di Leonardo Del Vecchio. Perché nel 2009 hanno affrontato il rischio d’impresa, senza il paracadute del finanziamento pubblico e stanno continuando a farlo, senza soluzione di continuità; perché solo l’assenza di un editore permette al Fatto Quotidiano di continuare a restare una voce autorevole e indipendente nel panorama mediatico italiano; perché essere indotti a lavorare in modo diverso significherebbe perdere non soltanto la propria indipendenza, ma anche la propria identità e dignità; perché, infine, il Fatto Quotidiano perderebbe tutti i lettori, senza attirarne di nuovi, dato che i suoi giornalisti, soci e non soci, dovrebbero improvvisarsi a fare un mestiere diverso, che non riuscirebbero mai a imparare.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

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“Il Fatto Quotidiano non è in vendita”: l’appello di Fiorello che aderisce alla nostra campagna e fa la foto in diretta mostrando la prima pagina di oggi

29 October 2026 at 15:27

Colpo di scena durante l’appuntamento odierno con “La Pennicanza” di Fiorello con Fabrizio Biggio. Lo showman ha letto in diretta un messaggio legato alla nuova campagna de “Il Fatto Quotidiano non è in vendita”. Iniziativa che nasce dopo le cronache degli ultimi giorni sull’Opa lanciata da Leonardo Maria Del Vecchio, poi ritirata dopo il no sia dei soci fondatori, sia del Cda.

“Ho ricevuto un messaggio da Federico Pontiggia – ha detto Fiorello durante la diretta – Allora, Federico mi dice se vuoi aiutarci, ti chiediamo di farti una foto con Il Fattoo (la campagna avviata con i nostri lettori, ndr) con questa indicazione che ti inoltro di seguito oppure semplicemente me le mandi qui, grazie'”.

La risposta di Fiorello è stata immediata: “Io però io ti voglio bene tantissimo ti voglio bene Pontiggia, ti voglio bene però io mi devo mettere a fare la foto poi postarla e mandartela. No, non voglio quindi lo faccio in diretta qua qui c’è la foto in diretta lo facciamo? Tieni, Biggio mettiti qui con il giornale tipo rapito e io leggo le cose”.

Poi la lettura del testo integrale: “Il Fatto Quotidiano non è in vendita, i nostri unici padroni siete voi lettori e lettrici a dispetto di chiunque voglia intimidirci o comprarci! – ha detto in diretta il conduttore – Noi dobbiamo rendere conto a voi che ci comprate in edicola! Facciamo sentire la nostra voce, andate a comprare la vostra copia e scattatevi una foto con il giornale in vista taggando Il Fatto Quotidiano e scrivendo “Il Fatto non è in vendita!”.

Ed è così che Fiorello, inforcando scherzosamente occhiali e naso finto (forse per imitare Leonardo Maria Del Vecchio), assieme a Biggio ha posato per la campagna del giornale.

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“Il Fatto non è in vendita, solo i nostri lettori possono comprarci!”. Scatta una foto con il giornale e inviacela

29 October 2026 at 09:46

I nostri unici padroni siete voi, lettrici e lettori, a dispetto di chiunque voglia intimidirci o comprarci. A voi dobbiamo rendere conto ogni giorno, in edicola e online. Per questo, oggi più che mai, abbiamo bisogno di voi.

Facciamo sentire la nostra voce. E facciamolo insieme.

Andate in edicola e acquistate la vostra copia cartacea del Fatto.
Scattatevi una foto con il giornale bene in vista.
Pubblicate la foto sui vostri social, taggando @ilfattoquotidiano e scrivendo: “Il Fatto non è in vendita. Lo compriamo solo noi lettori”.
Inviateci la vostra foto all’indirizzo community@ilfattoquotidiano.com. Raccoglieremo tutti gli scatti e li condivideremo sui nostri canali ufficiali.

L’indipendenza di un giornale si costruisce ogni giorno, insieme a chi lo legge e lo sostiene. Abbonatevi o regalate un abbonamento e continuate a garantire la nostra libertà!

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Il Cda di Seif respinge la richiesta di due diligence di Lmdv Media – Il comunicato della società

By: F. Q.
28 October 2026 at 18:14

In relazione al comunicato stampa (“COS LMDV”) diffuso in data 25 ottobre 2026 da LMDV Media S.r.l. (“LMDV Media”), con cui è stata resa nota la richiesta di svolgere una due diligence confermatoria su Società Editoriale Il Fatto S.p.A. (“SEIF” o la “Società”) ai fini della promozione di un’eventuale e futura offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni SEIF, finalizzata al delisting (“Eventuale Offerta”), il Consiglio di Amministrazione di SEIF, riunitosi in data odierna, comunica quanto segue:

L’iniziativa non è stata sollecitata dalla Società né concordata con la stessa. Il COS LMDV è stato diffuso senza alcuna interlocuzione preventiva con SEIF ed è accompagnato da valutazioni unilaterali sulla situazione economico-finanziaria dell’Emittente, qualificate dalla stessa LMDV Media come stime basate sulla documentazione pubblica. In data 25 ottobre 2026 i soci fondatori di SEIF, titolari complessivamente della maggioranza del capitale votante, hanno manifestato la volontà di non aderire all’Eventuale Offerta. Per l’effetto, allo stato, la condizione soglia dell’82,9% del capitale votante della Società, prevista dall’art. 8 dello statuto sociale di SEIF e indicata nel COS LMDV come condizione di efficacia dell’Eventuale Offerta — funzionale a far decadere il limite statutario al possesso di azioni SEIF pari al 17% — risulta di impossibile avveramento. Non potendo l’Eventuale Offerta avere efficacia, alla luce della posizione assunta dai soci fondatori e dell’impossibilità di avveramento della condizione soglia sopra indicata, il Consiglio di Amministrazione non può accogliere la richiesta di LMDV Media di svolgere la due diligence confermatoria.

A tale conclusione il Consiglio perviene anche considerando che LMDV Media opera quale operatore concorrente della Società nel settore dell’editoria, circostanza che sconsiglia di dare accesso a informazioni riservate della Società concernenti il know-how e l’innovazione digitale e tecnologica sviluppati da SEIF con riferimento, in particolare, ai prodotti editoriali e ai contenuti multimediali di natura digitale. Quanto alle valutazioni unilaterali di LMDV Media sul fabbisogno di cassa della Società nei prossimi 24 mesi, la Società non le condivide. Per una rappresentazione completa della situazione economico-finanziaria della Società si rinvia al Bilancio consolidato intermedio al 30 giugno 2026 e, in particolare, alla sezione sulla continuità aziendale contenuta nella nota integrativa, disponibile sul sito.

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Siher libero, l’Italia è ancora uno Stato di diritto. La contestazione giovanile non si affronta con il manganello in mano | il commento

28 October 2026 at 13:34

L’Italia è ancora uno Stato di diritto. E questa è una buona notizia. La cattiva notizia è invece la mostrificazione a cui è stato sottoposto Youssef Siher attraverso una campagna di stampa massiccia e larghissima, dove tv di Stato, giornali e mille altre gazzette social hanno compiuto un’operazione di discredito, impiccando questo trentenne bresciano all’albero della colpa assoluta. Descritto fin dal primo minuto come la “mente” dei disordini, il regista degli spaccavetrine, il capo dei vandali, l’agente del “terrore”, il capocellula islamista infiltrato tra i violenti di strada, capace di generare un’attività di sobillazione cruenta, un pianificatore degli atti predatori visti a Milano e previsti chissà in quante altre città.

Non sappiamo di lui molto, non conosciamo le sue idee né siamo in grado di escludere eventuali responsabilità che la magistratura dovesse in futuro attribuirgli (provando con accuratezza però i rilievi). Ciò che però pareva incredibile era di addebitargli un tale cumulo di colpe da farlo apparire lontano da quel che è. La gogna mediatica lo ha così compresso nella sua identità familiare, figlio di marocchini residenti in Italia, e dunque esibito come un giovane “maranza” ma già cattivo maestro, il sapientino dei ragazzi della seconda generazione, gli immigrati che fomentano le coscienze, trasformando gli adolescenti, ingenui e giovanissimi, in vettori di un nuovo protagonismo del terrore.

Era parso chiaro a chiunque avesse voluto approfondire la storia e il curriculum di questo ragazzo, poliglotta, laureato in scienze politiche e in scienze della comunicazione, studente eccellente, stagista tra noi al Fatto Quotidiano qualche anno fa e poi all’Ispi, che il rilievo delle accuse appariva platealmente difettoso di prove, di fatti, di eventi, di luoghi. Il fermo è parso più come una costruzione della cornice securitaria che come un atto di necessaria repressione. La procura di Milano adesso ha davanti questa decisione del gip che sovverte la sua impostazione e la pialla radicalmente. È questa, come detto, la prima, unica ma decisiva buona notizia. Speriamo che il governo capisca che il conflitto sociale, il disagio, la contestazione giovanile non si affronta con il manganello in mano.

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Travaglio a La7 : “Confronto pubblico con Del Vecchio? Non siamo al Bagaglino o al circo Barnum. Il Fatto e i suoi giornalisti non sono in vendita”

28 October 2026 at 00:10

“Non tutto si compra e non tutti si comprano. Noi non siamo in vendita, chi ci vuole comprare può dare 2 euro in edicola o sottoscrivere un abbonamento digitale, in offerta da oggi al 10 novembre“. Marco Travaglio, a Otto e mezzo (La7), ribadisce la posizione del Fatto Quotidiano di fronte al tentativo di scalata di Leonardo Maria Del Vecchio, che attraverso la sua società LMDV Media punta ad acquisire il controllo della società editrice del giornale, Seif.

Il direttore del Fatto sceglie inizialmente l’ironia per commentare l’improvviso interesse del 31enne, quartogenito del fondatore di Luxottica e socio di Delfin. E cita l’episodio Le vacanze intelligenti, con Alberto Sordi e Anna Longhi, del film Dove vai in vacanza?: “Mi sento come la moglie di Alberto Sordi alla Biennale di Venezia, la buzzicona che si sdraia su una sedia per riposarsi i piedi gonfi. Arrivano dei turisti americani, la scambiano per un’installazione e la valutano 18 milioni. Quando torna Alberto Sordi, lei gli dice che volevano comprarla per 18 milioni e lui risponde: ‘Ma non saranno troppi?'”.
Poi la battuta sul repentino cambio di atteggiamento di Del Vecchio: “Questo improvviso amore per il Fatto non lo sospettavo, perché fino a tre giorni fa ci definiva ‘ratti del giornalismo’ e ‘Falso Quotidiano’. Adesso ha cambiato idea. Evidentemente vuole cambiarci la testata e chiamarci ‘Ratto Quotidiano’“.

Travaglio ribadisce quanto dichiarato dai soci fondatori nei giorni scorsi: “Questa è l’unica risposta che conta: noi soci fondatori, cioè io, Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Peter Gomez, Marco Lillo, Luca D’Aprile e Francesco Aliberti, non siamo interessati a cedere le nostre quote. Quindi, il suo tentativo di prendere addirittura l’82% del Fatto, per cambiare lo statuto e togliere il tetto del 17% per ogni azionista, è destinato a naufragare. Se vuole – continua – può comprare azioni in Borsa, dove c’è il 38% delle nostre azioni. Comunque il Fatto non è in vendita, il direttore del Fatto non è in vendita, i giornalisti del Fatto non sono in vendita. Il Fatto lo può comprare soltanto il lettore, pagando 2 euro in edicola oppure abbonandosi“.

La conduttrice Lilli Gruber chiede allora al direttore perché Del Vecchio voglia acquistare proprio il Fatto. “Questo non te lo so dire – risponde Travaglio – io non faccio processi alle intenzioni. Non so se c’è un improvviso innamoramento oppure se lui, o qualcuno intorno a lui, decide di fare un’azione di disturbo nei nostri confronti, per destabilizzarci e screditarci. Mi giungono tante voci, le prendo per quelle che sono, cioè delle voci. L’importante è che noi abbiamo detto che non vendiamo il Fatto e quindi resterà uno dei pochissimi quotidiani senza un padrone, che ha come unici compratori i suoi lettori e i suoi abbonati”.

Del Vecchio, intanto, non ritira la proposta. Ha chiesto un incontro al consiglio di amministrazione di Seif e ha su X ha invitato formalmente Travaglio a un confronto pubblico sui rispettivi piani industriali. Gruber chiede al direttore se è disponibile, proponendo di ospitare entrambi a Otto e mezzo.
La risposta di Travaglio è negativa: “È una questione molto seria, qui c’è di mezzo la Borsa, ci sono di mezzo i risparmiatori. Ogni parola che si dice sposta il titolo. Se ci saranno incontri, avverranno ovviamente nelle sedi ufficiali, con i rappresentanti e i manager dell’azienda”.
E aggiunge: “Certamente questa storia non può trasformarsi in un Bagaglino, in un circo Barnum o in un talk dove si chiacchiera del più e del meno. Quindi, escludo che questo incontro possa avvenire da te, mi dispiace Lilli, ma non è uno spettacolino“.

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Floridia (M5s): “L’assalto di Del Vecchio al Fatto? Tutelare la stampa indipendente dai ratti del capitalismo”

27 October 2026 at 11:00

“L’assalto di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto Quotidiano è una vicenda che va molto oltre le mire di chi solo pochi giorni fa insultava i giornalisti del Fatto definendoli ‘ratti del giornalismo’”. A esprimersi in difesa del quotidiano è la senatrice M5s e già presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia. “È il sintomo della tenaglia delle oligarchie sulla stampa libera”, ha detto oggi riprendendo le parole del segretario generale della Federazione europea dei giornalisti Ricardo Gutiérrez.

“Un tema antico”, ha continuato, “che oggi non risparmia nemmeno i pochi esempi di testate indipendenti come appunto il Fatto Quotidiano. L’allarme lanciato da Gutiérrez va preso molto sul serio: la concentrazione della proprietà dei media mette a rischio il pluralismo e l’autonomia dell’informazione”. E in riferimento agli insulti di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto, ha aggiunto: “Non possiamo lasciare i giornali da soli in pasto ai ‘ratti’ del capitalismo: quelli che possono approfittare della crisi dell’editoria per mettere le mani sulle testate compromettendone la linea editoriale nonostante le promesse e le parole di facciata. Servono regole. Dobbiamo dare attuazione al Media Freedom Act europeo e favorire un sistema che – quando si presenta un rischio grave per il pluralismo – possa avere capacità di intervento”. Quindi ha concluso: “Con criteri pubblici, tempi certi e decisioni motivate. Non si tratta di impedire gli investimenti privati né di proteggere un giornale perché vicino a una determinata parte politica. Si tratta di evitare che la crisi dell’editoria trasformi il denaro nell’unico criterio che decide quali voci possono continuare a esistere e a quali condizioni”.

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Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto Quotidiano. Travaglio e gli altri azionisti: “Non vendiamo”

26 October 2026 at 05:40

Dopo l’acquisizione di Quotidiano Nazionale con le storiche testate il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, e l’ingresso in una quota de Il Giornale, LMDV Media — società di investimento dedicata all’editoria riconducibile al family office LMDV Capital di Leonardo Maria Del Vecchio — punta ora su Società Editoriale Il Fatto (SEIF). L’operazione nasce dalla passione dell’imprenditore per il settore editoriale con l’obiettivo di rilevare il quotidiano, stabilizzarne i conti e guidarne il rilancio.

Del Vecchio tenta di comprare Il Fatto ma gli azionisti fondatori – riporta Il Fatto Quotidiano – declinano l’offerta. Il cda di Lmdv Media, la società di investimento dedicata all’editoria che fa capo al family office Lmdv Capital, ha deliberato di autorizzare un’attività di due diligence su informazioni relative alla società editrice Seif per promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria finalizzata al delisting. In caso di esito positivo della due diligence, l’offerta sarebbe promossa al prezzo di 0,286 euro per azione per un controvalore di 7.152.860 euro.

Il corrispettivo incorporerebbe un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni SEIF rilevato il 23 ottobre 2026 e un premio del 16,85% rispetto alla media dei prezzi dei sei mesi precedenti. L’offerta è subordinata a precise condizioni di efficacia, tra cui il raggiungimento di una partecipazione complessiva almeno pari o superiore all’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria. I soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, rappresentativi della maggioranza del capitale, non aderiranno a una eventuale offerta pubblica di acquisto promossa da LMDV.

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Leonardo Maria Del Vecchio vuole comprare Il Fatto. Gli azionisti fondatori: “Non siamo interessati a cedere le nostre quote”

By: F. Q.
25 October 2026 at 20:48

Leonardo Maria Del Vecchio tenta di comprare Il Fatto ma gli azionisti fondatori declinano l’offerta. Il cda di Lmdv Media, la società di investimento dedicata all’editoria che fa capo al family office Lmdv Capital, ha deliberato di autorizzare un’attività di due diligence su informazioni relative alla società editrice Seif per promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria finalizzata al delisting. In caso di esito positivo della due diligence, l’offerta sarebbe promossa al prezzo di 0,286 euro per azione per un controvalore di 7.152.860 euro. Il corrispettivo incorporerebbe un premio pari a circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Seif al 23 ottobre. L’offerta, che arriva a distanza di alcuni mesi dall’acquisizione della partecipazione di maggioranza pari all’80% di En, Editoriale Nazionale che controlla i quotidiani Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e la testata nazionale Qn, sarebbe subordinata al raggiungimento di una partecipazione complessiva almeno pari o superiore all’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria.

Il comunicato di Seif

La Società ha ricevuto in data odierna una comunicazione da parte dei soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, rappresentativi di una quota pari alla maggioranza del capitale sociale della Società, con la quale gli stessi hanno manifestato la propria intenzione di non essere interessati a cedere la propria quota e dunque di non voler aderire a una eventuale offerta pubblica di acquisto che fosse promossa da LMDV Media all’esito della due diligence annunciata nel richiamato comunicato del 25 ottobre 2026. Si rammenta che, come indicato nel comunicato LMDV Media del 25 ottobre 2026, la promozione dell’eventuale offerta sarebbe subordinata, tra l’altro, al raggiungimento di una partecipazione complessiva nell’Emittente almeno pari o superiore all’82,9% del capitale votante nell’assemblea ordinaria, in modo da rendere inoperante il limite statutario che non consente di possedere azioni SEIF in misura superiore al 17% del capitale sociale.
Il Consiglio di Amministrazione di SEIF si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il contenuto del comunicato LMDV Media e della comunicazione ricevuta dai soci fondatori.

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Lutto per Luigi Calicchia: il cordoglio della società Seif, delle direzioni e di tutti i dipendenti

By: F. Q.
23 October 2026 at 10:55

Cinzia Monteverdi e il Consiglio di Amministrazione, con tutti i dipendenti, le direzioni del Fatto, l’amministrazione e TvLoft si stringono con grande affetto a Luigi Calicchia, Cfo Seif e amministratore di TvLoft, per la perdita del caro fratello Claudio. Un sentito abbraccio a tutta la famiglia in questo momento di profondo dolore.

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Le tre proposte di Travaglio al Parlamento per l’editoria: “Servono riforme per la libertà di stampa”

22 October 2026 at 21:58

“Secondo me ci sono delle riforme che possono essere fatte per migliorare ed ampliare la libertà di stampa che non è mai stata così ristretta come oggi. Descrivere la realtà è quello che proviamo a fare”. Il premio ricevuto è l’occasione per Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano dire “che il Parlamento potrebbe e dovrebbe fare molto per la nostra professione”. Per Travaglio “è incredibile che una legge sul conflitto d’interesse non sia stata ancora varata. Poi una legge che la faccia finita con la concorrenza sleale di coloro che prendono i finanziamenti pubblici dallo Stato rispetto a quei fessi, noi in particolare, che non li prendono. Noi vediamo – continua Travaglio – altri giornali che possono pagare molto meglio i collaboratori, possono assumere più firme, più feste promozionali perché ogni anno vanno a Palazzo Chigi e ricevono più assegni. A noi è stato offerto anche l’anno scorso e l’abbiamo rifiutato”.

Altra riforma dirottare “un po’ dei fondi che vengono dati a pioggia ad editori che sono già miliardari per gli edicolanti perché il problema nostro principale è il crollo delle vendite in edicola dipende dal fatto che le edicole non ci sono più”. In ultimo Travaglio indica una battaglia storica: “le querele temerarie. Non può una battuta satirica essere messa sullo stesso piano dell’attribuzione di un fatto determinato. Facciamo una legge sulle querele che intanto distingua l’opnione legittima di un giornalista e valorrizziamo il valore della rettifica e soprattutto mettiamo un freno alle richieste di risarcimento intimidatorie”.

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