Bce, nessun rialzo ai tassi d’interesse dei mutui: aumento rimandato a Dicembre
In una giornata cruciale per le sorti monetarie del continente, a seguito delle dimissioni ufficiali di Lagarde, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deliberato di mantenere i tassi d’interesse invariati.
Il tasso sui depositi resta dunque fermo al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una pausa attesa dagli analisti dopo il ritocco all’insù di settembre.
Inflazione in salita e l’ipotesi di un nuovo rialzo a dicembre
Durante la conferenza stampa di giovedì 29 ottobre alle 14:45, dopo aver confermato le dimissioni per il 7 febbraio, Christine Lagarde ha espresso preoccupazione per l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi. A pesare sul costo della vita continuano a essere:
- i rischi geopolitici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina;
- le quotazioni delle materie prime energetiche.
La decisione di frenare sui tassi e congelare il costo dei finanziamenti, lasciando quindi invariate le rate dei mutui e i costi dei prestiti senza introdurre nuovi aumenti, riflette un quadro di forte incertezza economica, segnato dalla ripresa delle tensioni sull’energia e da un’inflazione risalita al 3,8% a settembre, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.
Sebbene il board della Bce abbia valutato la possibilità di un rialzo dei tassi già nella seduta odierna, ha infine prevalso all’unanimità la linea della cautela. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un nuovo aumento nella riunione di dicembre, nel caso in cui i dati sul costo della vita mostrassero un peggioramento nei consumi.
Cosa cambia per chi ha già acceso un mutuo o chiesto un prestito
Il congelamento dei tassi rappresenta una tregua per le famiglie, ma l’impatto effettivo cambia in base alla tipologia di contratto stilato con la banca:
- chi ha un contratto ancorato all’Euribor, a tasso variabile, evita un ennesimo rincaro immediato della rata mensile, che resta però su livelli significativamente più alti in media del 40% rispetto a due anni fa;
- nessuna variazione per chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso fisso negli anni scorsi, con la rata che rimane bloccata per l’intera durata del piano di ammortamento;
- per chi intende stipulare un nuovo finanziamento, i tassi viaggiano attorno al 2,60%-2,80% e, aggiungendo lo spread applicato dagli istituti di credito, collocano i nuovi mutui fissi su un Taeg medio compreso tra il 3,30% e il 3,70%;
- sui nuovi finanziamenti per auto o liquidità i tassi medi (Tan) restano attestati tra il 7,5% e l’8,5%, mentre i contratti in corso a tasso fisso non subiscono alcuna modifica.
Tensioni sui bond francesi
Sulla decisione di Francoforte pesa l’instabilità della Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono schizzati ai massimi dal 2002 a causa delle incertezze politiche sull’approvazione del bilancio 2027, che hanno portato a lunghe e decise agitazioni di piazza.
In merito al rischio di speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi ad alto debito pubblico (Italia, Spagna, Grecia e Francia, nds), Lagarde ha rassicurato i mercati, confermando che l’istituto possiede tutti gli strumenti per fermare scossoni finanziari ingiustificati, precisando però che non esistono corsie preferenziali o accordi riservati a sostegno di singoli Stati.
La mossa della Fed americana
La linea d’attesa della Bce trova riscontro anche al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve americana ha infatti confermato i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, congelando il costo del denaro a ridosso delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per monitorare l’evoluzione della crescita e della dinamica salariale.