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Bce, nessun rialzo ai tassi d’interesse dei mutui: aumento rimandato a Dicembre

30 October 2026 at 06:19

In una giornata cruciale per le sorti monetarie del continente, a seguito delle dimissioni ufficiali di Lagarde, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deliberato di mantenere i tassi d’interesse invariati.

Il tasso sui depositi resta dunque fermo al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una pausa attesa dagli analisti dopo il ritocco all’insù di settembre.

Inflazione in salita e l’ipotesi di un nuovo rialzo a dicembre

Durante la conferenza stampa di giovedì 29 ottobre alle 14:45, dopo aver confermato le dimissioni per il 7 febbraio, Christine Lagarde ha espresso preoccupazione per l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi. A pesare sul costo della vita continuano a essere:

  • i rischi geopolitici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina;
  • le quotazioni delle materie prime energetiche.

La decisione di frenare sui tassi e congelare il costo dei finanziamenti, lasciando quindi invariate le rate dei mutui e i costi dei prestiti senza introdurre nuovi aumenti, riflette un quadro di forte incertezza economica, segnato dalla ripresa delle tensioni sull’energia e da un’inflazione risalita al 3,8% a settembre, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.

Sebbene il board della Bce abbia valutato la possibilità di un rialzo dei tassi già nella seduta odierna, ha infine prevalso all’unanimità la linea della cautela. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un nuovo aumento nella riunione di dicembre, nel caso in cui i dati sul costo della vita mostrassero un peggioramento nei consumi.

Cosa cambia per chi ha già acceso un mutuo o chiesto un prestito

Il congelamento dei tassi rappresenta una tregua per le famiglie, ma l’impatto effettivo cambia in base alla tipologia di contratto stilato con la banca:

  • chi ha un contratto ancorato all’Euribor, a tasso variabile, evita un ennesimo rincaro immediato della rata mensile, che resta però su livelli significativamente più alti in media del 40% rispetto a due anni fa;
  • nessuna variazione per chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso fisso negli anni scorsi, con la rata che rimane bloccata per l’intera durata del piano di ammortamento;
  • per chi intende stipulare un nuovo finanziamento, i tassi viaggiano attorno al 2,60%-2,80% e, aggiungendo lo spread applicato dagli istituti di credito, collocano i nuovi mutui fissi su un Taeg medio compreso tra il 3,30% e il 3,70%;
  • sui nuovi finanziamenti per auto o liquidità i tassi medi (Tan) restano attestati tra il 7,5% e l’8,5%, mentre i contratti in corso a tasso fisso non subiscono alcuna modifica.

Tensioni sui bond francesi

Sulla decisione di Francoforte pesa l’instabilità della Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono schizzati ai massimi dal 2002 a causa delle incertezze politiche sull’approvazione del bilancio 2027, che hanno portato a lunghe e decise agitazioni di piazza.

In merito al rischio di speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi ad alto debito pubblico (Italia, Spagna, Grecia e Francia, nds), Lagarde ha rassicurato i mercati, confermando che l’istituto possiede tutti gli strumenti per fermare scossoni finanziari ingiustificati, precisando però che non esistono corsie preferenziali o accordi riservati a sostegno di singoli Stati.

La mossa della Fed americana

La linea d’attesa della Bce trova riscontro anche al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve americana ha infatti confermato i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, congelando il costo del denaro a ridosso delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per monitorare l’evoluzione della crescita e della dinamica salariale.

Lagarde, el ‘búho’ que pilotó durante dos décadas las finanzas mundiales sin estar predestinada a ello

30 October 2026 at 04:45
La presidenta del BCE, Christine Lagarde, junto a sus predecesores Mario Draghi (centro) y Jean-Claude Trichet, corta una tarta durante la celebración del 25 aniversario del BCE, en 2023.

A Christine Lagarde (París, 70 años, de soltera Christine Madeleine Odette Lallouette) le gusta enviar mensajes con su atuendo. Elige cuidadosamente sus pañuelos (hay quien cree adivinar en ellos sus intenciones) y, en momentos especialmente delicados, comparece en la rueda de prensa del BCE con un broche característico: un búho. En un mundo, el de la política monetaria, habitualmente dividido entre halcones, banqueros con poca tolerancia por la inflación y gatillo fácil a la hora de subir tipos, y palomas, más sensibles al efecto del dinero caro sobre la economía, Lagarde se desmarcaba con esta otra ave.

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Los analistas alertan de volatilidad a corto plazo en el euro y la deuda pero prevén continuidad en el BCE

30 October 2026 at 04:25

Christine Lagarde ha elegido un momento especialmente complejo para abandonar el Banco Central Europeo. La presidenta de la institución pone fin a meses de especulaciones sobre sus planes políticos y abre la carrera para sucederla al frente de una de las instituciones más poderosas de Europa. Su decisión llega en una coyuntura especialmente delicada para la eurozona, con la inflación impactada por la guerra en Oriente Próximo, los mercados de deuda bajo presión por el deterioro de las cuentas públicas de algunas grandes economías europeas, con Francia en el centro de las preocupaciones, y el creciente desafío de financiar el aumento del gasto en defensa e infraestructuras.

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© picture alliance (dpa/picture alliance via Getty Images)

Tres banderas de la Unión Europea ondean frente a la sede del Banco Central Europeo (BCE) en Fráncfort. Getty Images

De analizar estadísticas y supervisar a los grandes bancos a aliviar el bolsillo de los ciudadanos: ¿para qué sirve el BCE?

30 October 2026 at 04:25

La sede del Banco Central Europeo está en Fráncfort, a orillas del río Meno. Un emplazamiento nada casual. El Tratado de Maastricht sentó las bases de la creación de la Unión Europea, la moneda única y el Sistema Europeo de Bancos Centrales y, con la instalación del BCE en la ciudad alemana, este heredó la credibilidad monetaria del Bundesbank (a apenas cuatro kilómetros de distancia), uno de los bancos centrales más influyentes del mundo gracias a su independencia política y a una férrea orientación hacia la estabilidad de precios. Una herencia que sirvió como aval para que muchos países se sumaran al proyecto europeo y que, a día de hoy, sigue siendo el principal objetivo del BCE.

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© olrat (iStock Editorial)

Sede del Banco Central Europeo (BCE) en Fráncfort del Meno, Alemania.

Lagarde acelera su salida del BCE y da menos de un mes a De Cos para buscar apoyos

30 October 2026 at 00:49
La todavía presidenta del BCE abandonará anticipadamente la presidencia el 7 de febrero. Busca "libertad" para expresarse en plena crisis política en Francia . El español Hernández de Cos comienza su carrera para sucederla con el respaldo de PSOE y PP Leer

La todavía presidenta del BCE abandonará anticipadamente la presidencia el 7 de febrero. Busca "libertad" para expresarse en plena crisis política en Francia . El español Hernández de Cos comienza su carrera para sucederla con el respaldo de PSOE y PP

Lagarde’s Early Departure Opens Battle for Control of Europe’s Central Bank

29 October 2026 at 17:30

Christine Lagarde’s unexpected decision to leave the European Central Bank nine months ahead of schedule has triggered a politically sensitive succession process at a time when renewed inflation, rising borrowing costs and economic uncertainty are testing the eurozone’s monetary institutions.

Christine Lagarde will step down as president of the European Central Bank (ECB) on 7th February 2027, bringing her tenure to an early conclusion and opening negotiations among European Union governments over one of the continent’s most influential economic appointments.

The announcement, made by the ECB on 29th October, came on the same day that its Governing Council decided to leave interest rates unchanged, despite renewed inflationary pressure linked to rising energy prices.

Lagarde, who has led the institution since November 2019, was originally expected to remain in office until October 2027. Her departure will therefore bring forward a succession contest that had already attracted considerable attention in European financial and political circles.

Speaking after the announcement, Lagarde explained that she wanted greater freedom to address matters beyond monetary policy, arguing that the restrictions associated with central bank leadership prevented her from contributing publicly to wider debates.

Her explanation leaves open questions about the political consequences of her departure, particularly as EU governments prepare for difficult negotiations over the institution’s future leadership.

A Succession Shaped by European Politics

Under Article 283 of the Treaty on the Functioning of the European Union, the ECB president is appointed by the European Council, acting by qualified majority following consultations with the European Parliament and the ECB’s Governing Council.

Although the process is formally governed by treaty provisions, appointments to the ECB’s Executive Board have historically involved negotiations among the eurozone’s largest economies.

Two former national central bank governors have emerged as prominent potential successors: Klaas Knot of the Netherlands and Pablo Hernández de Cos of Spain.

Both have substantial experience in monetary policy, although their possible candidacies remain subject to the political calculations of EU governments.

The timing is especially significant for France, which faces a presidential election in April 2027 against a background of domestic political instability and mounting concerns about public finances.

An appointment concluded before that election would be negotiated by the existing European leadership, potentially affecting the balance of influence over one of the eurozone’s principal institutions.

However, Lagarde has not publicly identified the French election as the reason for her departure.

The succession process will also coincide with other changes to the ECB’s Executive Board, increasing the importance of negotiations over the geographical and institutional balance of its leadership.

Inflation Returns to the Foreground

The leadership announcement coincided with a difficult monetary policy decision. On 29th October, the ECB maintained its deposit facility rate at 2.5 per cent, leaving the main refinancing and marginal lending rates at 2.65 and 2.90 per cent respectively.

Eurozone inflation reached 3.8 per cent in September, substantially above the ECB’s medium-term target of 2 per cent. Rising energy prices have complicated the institution’s position. Higher gas and oil costs threaten to increase consumer prices while simultaneously weakening industrial output and household purchasing power.

The ECB acknowledged that the energy shock could produce further inflationary pressures and reduce growth.

At the same time, tighter financial conditions across the eurozone have increased the risks associated with additional monetary tightening.

This leaves policymakers confronting a familiar but difficult problem: raising interest rates may restrain inflation, but it can also deepen economic weakness and increase borrowing costs for governments, businesses and households.

The next president will inherit these competing pressures rather than a settled monetary environment.

France Adds Another Complication

Financial developments in France have added urgency to the debate.

French government bond yields have risen sharply, with ten-year borrowing costs reaching levels not seen since 2002.

This reflects market concerns about the country’s fiscal position and political uncertainty, while raising wider questions about financial stability within the eurozone.

For the ECB, the challenge is particularly delicate.

Its mandate requires monetary policy to be directed towards price stability across the currency union. However, the economic consequences of higher interest rates differ considerably between member states.

Countries with elevated public debt face greater pressure from rising financing costs, while economies exposed to higher energy prices may experience weaker investment and industrial production.

The ECB possesses instruments intended to address disorderly financial-market conditions, but these do not eliminate the underlying fiscal and political differences between eurozone members.

The appointment of Lagarde’s successor will therefore take place against a backdrop of renewed debate about the relationship between monetary independence and national economic interests.

An Institution Facing a Different Europe

Lagarde’s presidency began before the pandemic, Russia’s full-scale invasion of Ukraine and the subsequent European energy crisis.

During her tenure, the ECB navigated emergency monetary interventions, unusually high inflation and substantial changes in interest rates.

Her successor will confront a different combination of challenges: renewed geopolitical disruption, economic competition with the United States and China, and growing demands for European investment in defence and industrial development.

These priorities are primarily the responsibility of governments, but they influence the economic conditions in which the central bank operates.

The immediate question is who will replace Lagarde. The more consequential question is how the next ECB president will manage monetary policy in a eurozone whose economic and political divisions are becoming increasingly difficult to separate.

For EU leaders, the succession is an opportunity to determine the institution’s leadership. For the ECB, it will be another test of its ability to maintain monetary independence while managing the consequences of Europe’s changing political economy.

The ECB faces an ugly choice as eurozone inflation hits 3.8pc

“Capitã” Lagarde deixa barco do BCE para “ter liberdade de expressão” para lá da política monetária

29 October 2026 at 15:14
Fórum BCE

Afinal, a “capitã” do barco que é o Banco Central Europeu (BCE) vai mesmo abandonar o navio e fá-lo para ter uma voz mais ativa na vida política, explicou Christine Lagarde na conferência de imprensa que se seguiu ao anúncio da decisão de manter os juros inalterados em outubro e, com mais destaque mediático, de sair da presidência do organismo após a reunião de política monetária.

Questionada repetidamente pelos jornalistas sobre qual o motivo por detrás do abandono prematuro, qual o caminho profissional após a presidência do BCE e o que significava isto para a política monetária europeia, Lagarde procurou reconfortar mercados e cidadãos, garantindo que “a instituição é sólida como uma rocha”.

A ainda presidente do BCE explicou a decisão com a necessidade de ter uma voz política mais ativa no atual contexto, admitindo que “não posso permanecer neutra” numa altura em que “a verdade […] tem sido frequentemente danificada, contradita e mal representada”.

“O motivo pelo qual estou a antecipar a minha saída […] é porque, como já expliquei aos meus colegas do Conselho de Governadores, quero ter a liberdade de expressão, de discurso e de ação em temas para lá da política monetária”, ilustrou na conferência de imprensa desta quinta-feira.

Lagarde argumentou que a sua experiência como banqueira central e, antes, como diretora-geral do Fundo Monetário Internacional (FMI) a qualifica como uma voz de relevância – embora admitindo que “se as pessoas ouvem ou não é outra história”.

As questões sobre o futuro da política e advogada de formação francesa ficaram para o fim da conferência de imprensa, depois das explicações quanto à decisão de manter os juros inalterados entre 2,5% e 2,65% na reunião de outubro. O desfecho era largamente esperado pelo mercado, mas ainda assim Lagarde expandiu as explicações.

Falando numa decisão “unânime”, a líder do BCE reconheceu que houve discussões sobre se uma subida de juros seria apropriada, mas, com o cenário da inflação geralmente em linha com o previsto nas projeções macro de setembro, o Comité de Governadores optou por aguardar. Até dezembro, lembra, haverá “um manancial de informação e dados” que incluirá duas leituras da inflação, o PIB trimestral, duas leituras da produção industrial, índices de gestores de compras (PMI) e evolução salarial, tudo indicadores chave na fixação da política monetária.

Por outro lado, e abordando o disparo dos juros soberanos nos últimos meses, Lagarde rejeitou que a situação fosse exclusiva de França, mas alertou para a necessidade de a monitorizar. Um dos motivos desta subida é a forte e crescente emissão de dívida empresarial pelo sector tecnológico, sobretudo os hyperscalers de inteligência artificial (IA), pelo que “os governos nacionais mais endividados devem incorporar na sua política orçamental a expectativa de que os juros vão continuar mais altos por mais tempo”.

Christine Lagarde dimitirá como presidenta del Banco Central Europeo en febrero de 2027

29 October 2026 at 14:38
El presidente del Consejo Europeo, António Costa, anunció la apertura inmediata del proceso de sucesión, en el que el español Pablo Hernández de Cos y el holandés Klaas Knot emergen como los principales candidatos.

Christine Lagarde renuncia à presidência do Banco Central Europeu

Logo Agência Brasil

A presidente do Banco Central Europeu (BCE), Christine Lagarde, renunciou nesta quinta-feira (29), pondo fim a meses de especulações sobre seu futuro. A decisão ocorre no momento em que a Europa entra em período de crescente volatilidade econômica e de política eleitoral polêmica, especialmente em sua terra natal, a França.

Lagarde deixará o cargo em 7 de fevereiro, dando aos atuais líderes da União Europeia (UE) tempo para escolherem seu sucessor antes da eleição presidencial francesa, na qual as pesquisas indicam que a candidata de extrema direita Marine Le Pen é a favorita.

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O BCE enfrenta riscos de inflação decorrentes de um choque nos preços do petróleo, causado pela guerra no Irã, enquanto um aumento acentuado nos rendimentos dos títulos, especialmente na França, ameaça frear o crescimento.

“Deixo esta instituição com a sensação de um bom trabalho realizado e de um BCE preparado para o futuro”, disse Lagarde, de 70 anos, em breve vídeo compartilhado nas redes sociais.

Uma fonte com conhecimento direto do assunto afirmou que Christine Lagarde, ex-ministra das Finanças da França e ex-diretora-geral do Fundo Monetário Internacional (FMI) renunciou para poder se posicionar sobre questões políticas na França e no mundo. Como presidente do BCE, esperava-se que ela permanecesse neutra para salvaguardar a independência da instituição.

"Sinais errados"

Markus Ferber, deputado alemão do Parlamento Europeu pelo Partido Popular Europeu (centro-direita), afirmou que a renúncia antecipada de Lagarde enviou “o sinal errado”, considerando a inflação elevada, o nervosismo nos mercados de títulos e as eleições iminentes.

“Se surgir a impressão de que essa saída foi programada para coincidir com as eleições nacionais, isso prejudica a confiança em uma instituição que deve estar acima de qualquer cálculo político interno”, disse Ferber, que integra a comissão parlamentar responsável por confirmar o sucessor de Lagarde.

Em contrapartida, Marcel Fratzscher, presidente do centro de estudos alemão DIW, disse que Lagarde estava demonstrando “um forte senso de responsabilidade para com a Europa”.

“Ao deixar o cargo antecipadamente, Christine Lagarde dá aos governos e instituições europeias a oportunidade de nomear um sucessor que salvaguardará os valores europeus e protegerá a independência do BCE”, disse ele à Reuters.

Lagarde não abordou diretamente essas questões. Ela afirmou que não será candidata à Presidência da França, mas que defenderá os valores pró-europeus em seu país natal “na função que considerasse mais eficaz”.

O presidente do Conselho Europeu, António Costa, disse que o processo para encontrar o sucessor de Lagarde começará imediatamente.

É provável que a nomeação faça parte de um pacote mais amplo de cargos de alta direção do BCE, envolvendo a vaga na diretoria executiva de Isabel Schnabel, que deixará o cargo no início de janeiro, e a do economista-chefe Philip Lane, cuja saída está prevista para maio.

Candidatos competentes

Os ex-presidentes dos bancos centrais da Holanda e da Espanha, Klaas Knot e Pablo Hernández de Cos, são considerados os principais candidatos à sucessão de Lagarde.

“Os sucessores cogitados são ambos banqueiros centrais muito competentes e bem estabelecidos; portanto, para os mercados, isso não fará muita diferença”, afirmou Piet Haines Christiansen, economista do Danske Bank.

Os mercados financeiros reagiram pouco ao anúncio, com alguns analistas observando que o BCE já construiu uma reputação que perdura além de qualquer um de seus líderes.

“O BCE está agora bastante consolidado, e o mercado está familiarizado com sua forma de operar”, disse Simon Dangoor, chefe de Investimentos Macro de Renda Fixa do Goldman Sachs. “Nossa opinião é que o comportamento institucional provavelmente perdurará além de Lagarde e será bastante semelhante, independentemente de quem assumir o cargo.”

O mandato de Lagarde estava previsto para se estender até o final de outubro de 2027, mas as especulações sobre uma saída antecipada vinham se intensificando há meses, com o Fórum Econômico Mundial sendo visto como provável destino. O Fórum Econômico Mundial se recusou a comentar.

Aumento dos juros

A renúncia de Lagarde ocorre justamente quando o BCE está no meio de um ciclo de aumento das taxas de juros, com o objetivo de impedir que um choque nos preços do petróleo, ligado à guerra no Irã, se reflita em outros preços e salários.

O BCE também precisa lidar com um aumento nos rendimentos dos títulos públicos — especialmente na França, que está sobrecarregada com dívidas —, o que elevou os custos de financiamento para famílias e empresas e, segundo Lagarde, irá conter o crescimento e a inflação.

Preso entre a inflação persistente, alimentada por um novo aumento nos custos de energia, e a deterioração das condições de financiamento, espera-se amplamente que o BCE mantenha sua taxa de depósito em 2,5% nesta quinta-feira, ao mesmo tempo em que sinalize que outro aumento, possivelmente já em dezembro, continua provável.

“É provável que haja poucas barreiras para outro aumento em dezembro, dada a probabilidade de uma nova revisão para cima da previsão de inflação do BCE devido aos preços mais altos da energia”, disse Oliver Rakau, da Oxford Economics.

O BCE deve anunciar sua decisão sobre as taxas de juros às 10h15 (horário de Brasília) desta quinta-feira, seguida pela coletiva de imprensa regular de Lagarde.

Atualmente, os mercados monetários precificam mais três aumentos da taxa de juros pelo BCE até o final do próximo ano, o que elevaria a taxa de depósito para 3,25%, um nível amplamente considerado restritivo ao crescimento econômico.

*É proibida a reprodução deste conteúdo.

El BCE guía al mercado a una subida de tipos en diciembre y lanza un salvavidas a Francia: "Tenemos herramientas disponibles para intervenir"

29 October 2026 at 15:16
El banco central, en el día en el que su presidenta anuncia que abandonará el cargo en febrero, mantiene estables los tipos de interés, pero abre la puerta a una tercera subida. Lagarde calma al mercado de deuda al poner sobre la mesa la posibilidad de comprar bonos franceses Leer

El banco central, en el día en el que su presidenta anuncia que abandonará el cargo en febrero, mantiene estables los tipos de interés, pero abre la puerta a una tercera subida. Lagarde calma al mercado de deuda al poner sobre la mesa la posibilidad de comprar bonos franceses

El BCE deja sin cambios los tipos, dividido entre la amenaza de la energía y la tensión en los bonos

29 October 2026 at 13:15

La sorpresa del Consejo de Gobierno que ha celebrado este jueves el BCE no ha venido por su decisión sobre política monetaria, sino por el anuncio de Christine Lagarde de dejar la presidencia de la institución el próximo 7 de febrero. El BCE ha decidido mantener sin cambios los tipos de interés en el 2,5%, hacer una pausa después de la subida adoptada en septiembre, un impasse sin anuncios de calado que la presidenta ha aprovechado para comunicar su salida anticipada. Pero la calma es solo aparente en la autoridad monetaria de la zona euro. No solo por el intenso proceso que comienza para la renovación de su cúpula, sino por las tareas urgentes que siguen ahí: la amenaza inflacionista, que no cesa e incluso va a más con las guerras en Irán y Ucrania encareciendo la energía, y la tensión sobre la deuda soberana francesa, que ha llevado a su prima de riesgo a niveles no vistos desde 2011 y que es un nuevo elemento de preocupación para el BCE. Sobre su salida anticipada de la presidencia, Lagarde ha explicado que siente necesidad de expresar opiniones más allá de la política monetaria y que no puede permanecer neutral en un momento en que “la verdad se ve dañada”.

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© Heiko Becker (REUTERS)

European Central Bank (ECB) President Christine Lagarde attends a press conference following the ECB Governing Council meeting at the bank's headquarters in Frankfurt, Germany, October 29, 2026. The ECB said in a statement that Lagarde had resigned and will step down on February 7, 2027. REUTERS/Heiko Becker

Europe's Top Banker Christine Lagarde out Early as She Eyes WEF Leadership

29 October 2026 at 11:35

European Central Bank (ECB) President Christine Lagarde is heading for the exit early and will depart on February 7, 2027. This is nearly nine months before her term expires, thus freeing her to become a candidate to take over the elite World Economic Forum (WEF). 

The post Europe’s Top Banker Christine Lagarde out Early as She Eyes WEF Leadership appeared first on Breitbart.

Europe’s central bank chief, Christine Lagarde, steps down for ‘freedom of speech’

Possible candidate to run World Economic Forum departs ECB nine months early, saying she wants to speak her mind about world affairs

Christine Lagarde, the eurozone’s top central banker, has said she is stepping down nine months early to speak her mind about world affairs and confront the “misrepresentation of the truth”.

Ending months of speculation about her future at the European Central Bank, Lagarde said she would quit her role as president in March rather than October next year because the rules of neutrality that governed her job prevented her from influencing debate about financial and economics affairs.

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© Photograph: Athit Perawongmetha/Reuters

© Photograph: Athit Perawongmetha/Reuters

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Europe’s central bank chief, Christine Lagarde, steps down for ‘freedom of speech’

Possible candidate to run World Economic Forum departs ECB nine months early, saying she wants to speak her mind about world affairs

Christine Lagarde, the eurozone’s top central banker, has said she is stepping down nine months early to speak her mind about world affairs and confront the “misrepresentation of the truth”.

Ending months of speculation about her future at the European Central Bank, Lagarde said she would quit her role as president in March rather than October next year because the rules of neutrality that governed her job prevented her from influencing debate about financial and economics affairs.

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Presidente do BCE, Christine Lagarde, renuncia e deixará cargo em fevereiro

29 October 2026 at 10:26

A presidente do Banco Central Europeu, Christine Lagarde, renunciou ao cargo de forma antecipada e deixará o posto em 7 de fevereiro, informou o BCE em comunicado nesta quinta-feira.

“A presidente do Banco Central Europeu, Christine Lagarde, informou hoje o Conselho de Governadores e o presidente do Conselho Europeu, António Costa, que deixará o cargo em 7 de fevereiro de 2027”, disse o BCE.

O mandato de Lagarde estava previsto para terminar no final de outubro de 2027, mas especulações sobre uma saída antecipada vinham aumentando há meses, com o Fórum Econômico Mundial sendo visto como um destino provável.

O BCE iniciará imediatamente o processo de busca de um sucessor para Christine Lagarde, afirmou o presidente do Conselho Europeu, António Costa, nesta quinta.

“Para garantir uma transição tranquila para a próxima liderança do BCE, o processo de nomeação do seu sucessor será iniciado hoje e prosseguirá sem demora, com vistas a uma decisão atempada do Conselho Europeu”, disse Costa numa publicação no X.

O Banco Central Europeu anuncia nesta quinta-feira sua decisão sobre as taxas de juros, seguida pela coletiva de imprensa regular de Lagarde.

Christine Lagarde anuncia que deixa presidência do BCE em fevereiro de 2027

29 October 2026 at 10:13

A presidente do Banco Central Europeu (BCE), Christine Lagarde, vai deixar o cargo a 7 de fevereiro de 2027, anunciou esta quinta-feira a instituição, antecipando em vários meses o fim do mandato que estava previsto terminar apenas no final de outubro do próximo ano.

Num comunicado citado pela Reuters, o BCE revelou que “Christine Lagarde informou hoje o Conselho do BCE e o presidente do Conselho Europeu, António Costa, de que deixará o seu cargo em 7 de fevereiro de 2027”.

A saída de Lagarde põe fim a meses de especulação sobre uma possível partida antecipada da responsável francesa, que lidera o banco central da zona euro desde novembro de 2019. O seu mandato terminaria oficialmente em outubro de 2027.

Segundo a Reuters, os rumores sobre uma saída antes do final do mandato intensificaram-se nos últimos meses, numa altura em que Lagarde era apontada como uma forte candidata a assumir funções no Fórum Económico Mundial.

O anúncio surge poucas horas antes de o BCE divulgar a sua mais recente decisão de política monetária. A instituição deverá anunciar a decisão sobre as taxas de juro às 13h15 GMT desta quinta-feira, seguindo-se a habitual conferência de imprensa de Christine Lagarde às 13h45 GMT.

As taxas de juro diretoras deverão permanecer inalteradas, segundo as expectativas, com a taxa de depósito a permanecer em 2,5%, depois de dois aumentos efetuados neste ano.

A saída antecipada de Lagarde abre agora a questão sobre quem irá suceder-lhe na liderança do BCE, uma das instituições mais influentes da economia europeia, numa fase em que a política monetária continua a ser determinante para o controlo da inflação e para o crescimento económico da zona euro.

Lagarde si dimette dalla BCE, lascia in anticipo la presidenza dal 7 febbraio 2027

29 October 2026 at 10:49

Christine Lagarde lascia la presidenza della Banca Centrale Europea. Lo ha comunicato in una nota diffusa giovedì 29 ottobre nella quale informa il Consiglio direttivo e il presidente del Consiglio europeo António Costa che lascerà l’incarico nel 2027, precisamente il 7 febbraio.

L’addio arriva in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fissata al 31 ottobre 2027. La notizia arriva a poche ore dalla decisione sui tassi di politica monetaria e in un momento nel quale l’UE deve fare i conti con un’inflazione che viaggia su percentuali elevate.

Lagarde si dimette in anticipo dalla BCE

In un comunicato arrivato a Francoforte nella mattinata di giovedì 29 ottobre 2026, Christine Lagarde ha annunciato le dimissioni dalla presidenza della Banca Centrale Europea.

Lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027, con circa nove mesi di anticipo sulla scadenza del mandato. Infatti Lagarde si era insediata il 1° novembre 2019 e avrebbe dovuto chiudere i suoi otto anni di mandato, non rinnovabile, il 31 ottobre 2027.

Come e quando si sceglierà il successore di Lagarde

Per la nomina del successore di Christine Lagarde bisognerà attendere gli svariati passaggi burocratici della macchina europea. La nomina finale, come indicato dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, spetta comunque al Consiglio europeo.

Il percorso però ha diversi passaggi. In breve:

  • il Consiglio dell’Unione europea formula una raccomandazione;
  • vengono consultati il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce;
  • vengono consultati i leader dei Paesi che hanno l’euro.

Il parere dell’Eurocamera non è vincolante e alla fine la scelta avviene a “maggioranza qualificata”.

La Bce ha già spiegato in una nota che “il successore della presidente Lagarde sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura di nomina prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

Cosa cambia per tassi, mutui e risparmi dopo le dimissioni di Lagarde

Fino a febbraio 2027, non dovrebbero esserci cambiamenti nella linea della BCE dettata dalla presidente dimissionaria. In genere un cambio al vertice potrebbe portare una temporanea volatilità sui mercati, soprattutto per comprendere al meglio quale potrebbe essere la linea futura del successore di Christine Lagarde.

Per mutui e risparmi, non ci sono effetti dovuti alle dimissioni della presidente della BCE. Si tratta di fattori che vengono stabiliti in base all’andamento Euribor per i tassi variabili e IRS per i tassi fissi e ovviamente anche a seconda delle decisioni prese dal Consiglio direttivo.

Christine Lagarde dejará la presidencia del BCE el 7 de febrero y abre la carrera por su sucesión

29 October 2026 at 10:38

La silla económica más importante de Europa está vacante. La presidenta del Banco Central Europeo, Christine Lagarde, dejará su cargo el 7 de febrero, casi nueve meses antes de que venza su mandato, el 31 de octubre de 2027. El movimiento, anunciado por el banco este jueves, ya estaba en los corrillos políticos y financieros de Europa desde hace meses y obliga a los miembros de la eurozona a pactar en pocas semanas la renovación casi al completo de la cúpula de la institución económica más poderosa del continente. El 3 de enero abandona su puesto la alemana Isabel Schnabel, consejera del banco dedicada a mercados financieros, y el 1 de junio lo hará Philip Lane, irlandés que ejerce como economista jefe.

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© BCE

Christine Lagarde, este jueves en Fráncfort.
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