In Sicilia piovono mancette: 174 milioni dai deputati per campi, chiese e maneggi nei bacini elettorali. A Niscemi dopo la maxi-frana? Solo 250mila euro
Ricorderete la frana di Niscemi, il comune della provincia di Caltanissetta, colpito a fine gennaio dallo smottamento del terreno che ha inghiottito in pochi giorni case, strade e piazze, provocando lo sfollamento di 1.500 abitanti del centro storico. Al momento, la ricostruzione e la messa in sicurezza tardano a ripartire, ma nel frattempo la Regione Siciliana ha destinato al piccolo comune nisseno: 250mila euro per sistemare l’area stampa dello stadio comunale Santa Maria del Bosco. È solo una delle migliaia di voci presenti nel Fondo investimenti territoriali che la Regione ha destinato per i micro interventi da realizzare nei comuni e negli enti ecclesiastici. Inizialmente doveva essere di soli 50 milioni di euro e invece ha raggiunto la somma monstre da 174,3 milioni per finanziare campi di padel, calcetto, piscine, maneggi, chiese, chiostri, strade e stradine di provincia.
Dove finiscono i fondi?
Osservando il lungo elenco, la provincia che intasca più soldi è quella di Catania con circa 52 milioni e 318mila euro (30,2%), centro nevralgico della maggioranza di centrodestra, superando Ragusa che si ferma a 28 milioni e 490 mila euro (16,4%), mentre più distante il capoluogo Palermo con 26 milioni e 984 mila euro (15,6%). Proprio la provincia ragusana, nelle prime posizioni piazza quattro comuni: Ragusa (8 milioni e 990mila euro), Modica (6 milioni e 430mila euro), Vittoria (4 milioni e 460mila euro) e Comiso (4 milioni e 240mila euro). Forse sarà solo un caso se Modica, famosa per essere la città del cioccolato, è stata amministrata dal deputato cuffariano Ignazio Abbate, mentre il territorio ragusano è una delle roccaforti del capogruppo dei meloniani all’assemblea regionale, Giorgio Assenza. Altri 4 milioni e 100mila euro sono finiti a Enna, che da poco ha visto insediarsi il ‘barone rosso’ Wladimiro Crisafulli (PD). Ad Acireale (Catania) vanno 3 milioni e 150mila euro, comune dove fa la voce grossa il deputato forzista Nicola D’agostino, insieme al collega di partito Salvo Tomarchio, e in cui è stato eletto Santo Orazio Privitera (Grande Sicilia). Sempre alle pendici dell’Etna, 2 milioni e 300mila euro sono finiti a Ragalna, amministrato dal centrodestra e che in estate ha ospitato l’Etna Forum, con incontri e dibattiti politici con esponenti del centrodestra isolano e nazionale. A Paternò (Catania), che ha dato i natali al presidente dell’assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e al presidente del Senato, Ignazio La Russa, arriveranno 2 milioni e 298mila euro, e circa cinquecento mila euro sono destinati per i lavori di rigenerazione dello stadio Nino Pulvirenti. Poi c’è Rosolini (Siracusa), 1 milione e 866mila euro, compresi i lavori per la piscina comunale, nel fortino della famiglia Gennuso: il padre Giuseppe è stato più volte deputato e oggi ha lasciato lo scranno al figlio Riccardo, che milita in Forza Italia.
Onorevoli sindaci
C’è poi un filone di finanziamenti destinati a quei comuni in cui i deputati regionali ricoprono cariche elettive. A partire da Ribera (Agrigento) che beneficia di 2 milioni e 100mila euro, con il primo cittadino cuffariano Carmelo Pace (DC). Gongola pure la piccola Monreale (Palermo) che riceve 1 milione e 963mila euro, in cui il deputato regionale Marco Intravaia (FI) è presidente del consiglio comunale. Melilli (Siracusa) amministrata da Giuseppe Carta (Grande Sicilia) becca 1 milione e 400mila euro, mentre a Maletto (Catania) vanno 680mila euro: qui il sindaco Giuseppe Capizzi non è deputato, ma è molto vicino ai meloniani, tanto che la figlia è stata battezzata da presidente Galvagno. Somme minori invece a Certa (Palermo) guidata da Salvatore Geraci (DC), che prende 250mila euro, e a Brolo (Messina) dove la fascia tricolore è indossata da Pippo Laccoto (Lega) che riceve 330mila euro.
Padel, tennis e calcetto
Se il numero di tesserati della Federazione tennis e padel in Italia ha superato quella del calcio, forse il motivo sta anche nell’interesse di finanziare nuove strutture nel territorio. Così anche in Sicilia, i soldi pubblici cadono a pioggia per la realizzazione e ristrutturazione degli impianti. Per il campo da tennis a Lercara Friddi (Agrigento) andranno 70mila euro, ad Acate (Ragusa) 150mila euro per quelli di tennis e beach tennis, e altri 75mila euro per i campi di Biancavilla (Catania). Un altro campo di padel sorgerà a Villafranca Sicula (Agrigento) con 70mila euro, e con lo stesso importo sarà finanziato quello di Santa Elisabetta (Agrigento). Ma la Regione ci tiene a non fare discriminazioni, quindi i soldi andranno anche al calcio. Un nuovo campetto a Castel di Iudica (Catania), città natale dell’ex governatore Raffaele Lombardo e fondatore del partito Grande Sicilia, riceverà 131mila euro. A Menfi (Agrigento) con 70mila euro si potranno sistemare gli spogliatoi del comunale, mentre 1 milione di euro è stato stanziato per l’intero stadio di Canicattì (Agrigento). Altri 120mila euro per il centro sportivo di Scoglitti (Ragusa), mentre a Belpasso (Catania) vanno 250mila euro per i campi da calcio a cinque. Ma non finisce qui. L’elenco continua con Cattolica Eraclea (Agrigento) che riceve 80mila euro per un impianto sportivo, a Scordia (Catania) 625mila euro per rifare il prato del campo e per un’altra struttura di calcio. A San Filippo Mela (Messina) 100mila euro per l’illuminazione dello stadio comunale, a Paceco (Trapani) 150mila euro per un campo di calcetto, come per Santa Venerina (Catania) dove per lo stesso motivo andranno 100mila euro.
Post e ringraziamenti sui social
Se i fondi arrivano sul territorio, è sempre merito di qualcuno, e per educazione è giusto ringraziare. Così sulla pagina Facebook della parrocchia di Polizzi Generosa (Palermo) appare un post con la foto del deputato Vicenzo Figuccia (Lega) per aver conferito 50mila euro per la ristrutturazione della parrocchia. Molto più lungo e articolato è invece il messaggio di ringraziamento del sindaco di Bisquino (Palermo) Tommaso Di Giorgio che tiene ad informare i suoi concittadini che il comune riceverà 210mila euro per “salvare” la chiesa di Sant’Antonio grazie all’intervento dall’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò (FdI), altri 60mila euro per un campo da padel dovuti al deputato Intravaia (FI) e infine 50mila per il rifacimento di una strada con il contributo dell’assessore alle attività produttive Edy Tamajo (FI).
Bloccate le “mancette”
Il movimento Controcorrente, guidato dal deputato Ismaele La Vardera, ha scritto al presidente Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni per chiedere di impugnare davanti la Corte Costituzionale la finanziaria regioniale, perché destinerebbe “fondi da 190 milioni in modo discrezionale e incostituzionale”. Si torna ancora una volta a parlare delle solite “mancette”, ovvero dell’impiego discrezionale dei fondi pubblici da parte dei diversi deputato regionali che decidono di finanziare delle opere nei loro bacini elettorali, in vista del ritorno alle urne del prossimo 2027. Per Controcorrente, “174,3 milioni di euro sarebbero stati distribuiti tramite ordini del giorno e allegati nominativi privi di qualsiasi procedura comparativa, bando o criterio oggettivo preventivo, trasformando la spesa pubblica in un circuito arbitrario e clientelare a supporto delle singole rivendicazioni territoriali dei deputati di maggioranza”. E pensare che il deputato regionale pentastellato, Adriano Varrica, aveva proposto in commissione Bilancio dell’Ars una norma “anti-mancette”, inserita nel ddl Variazioni, che prevede precisi criteri per l’erogazione dei fondi ai Comuni, fatta in base alle fasce di popolazione, da un minimo di 100mila euro ed un massimo di 350mila euro per tutelare le comunità più piccole. Il testo è stato subito affossato dalla maggioranza già in commissione. Le “mancette” non si possono fermare.
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