A Sesto San Giovanni, il Comune più popoloso della città metropolitana, dopo Milano, esiste un bosco. All’interno di uno dei settori occupati fino al 1995 dagli stabilimenti siderurgici della Falck. Un bosco che rischia di essere raso al suolo per lasciare spazio a nuove costruzioni. Per questo il Circolo sestese di Legambiente si è mobilitato.
“Nel complesso del Vittoria B, tra viale Italia e via General Cantore, c’è un’area pari a 40mila metri quadrati con piante d’alto fusto e arbusti, presenti da più di settant’anni”, scrive l’associazione ambientalista sui propri profili social, specificando che “per la legge regionale del 2008 è definibile bosco e come tale da proteggere ai sensi del decreto legislativo del 2004”.
Insomma, non potrebbe essere abbattuto. Anche se potrebbe accadere. Dal momento che si trova all’interno delle aree Falck, sito che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha inserito nel 2001 nell’elenco degli interventi di bonifica di interesse nazionale (SIN). Un sito interessato dal “progetto di riqualificazione più grande d’Europa”, gestito da Milanosesto spa, con la trasformazione di circa 1,4 milioni di mq in un nuovo polo residenziale, direzionale e sanitario. Oltre che in un parco urbano di 175mila mq, che “sarà elemento essenziale e principale della rigenerazione urbana dell’area”, per il sindaco leghista Roberto Di Stefano.
Il Piano Integrato di Intervento è stato definitivamente approvato dal Consiglio comunale ad aprile 2012, con la stipula della convenzione urbanistica a gennaio 2013. In un’area di circa 83mila mq, tra quella occupata dai due stabilimenti Vittoria, uno per la produzione del filo d’acciaio, l’altro specializzato nella trafilatura a freddo, e appunto il bosco, verrà realizzata edilizia residenziale, oltre a spazi “a verde”.
Il bosco è di oltre 4 ettari, con alberi, di altezza fino a 22 metri, di olmo campestre, robinia, pioppo sia nero che bianco, tiglio e platano. Ai quali si aggiungono cespugli di olmo, alloro, sambuco, lauro ceraso, ligustro e ailanto. Un habitat naturale nel quale si segnala la presenza, tra gli altri, di fagiani e di piccoli rapaci. “L’area boscata è documentata da riprese aeree, almeno dagli anni Cinquanta del Novecento”, spiega a ilfattoquotidiano.it Alessio De Biasi, presidente del Circolo Legambiente Chico Mendes di Sesto San Giovanni, aggiungendo la descrizione delle azioni intraprese dall’associazione.
A partire, a novembre 2025, dalla richiesta al Comune, ma anche alla Città metropolitana di Milano, di valutazione dell’effettiva possibilità di definire bosco quell’area di circa 40mila mq e quindi di apporvi un vincolo. Una richiesta supportata da una perizia realizzata da botanici e agronomi. “La risposta del Comune è stata che, trattandosi di un Sito di Interesse Nazionale, e dunque dovendo presumibilmente anche l’area essere interessata dalle necessarie opere di bonifica, la presenza o meno del bosco non appariva rilevante”, racconta De Biasi, che si dice in disaccordo con l’interpretazione dell’amministrazione comunale, sostenendo che “anche se l’area fosse inquinata, si tratta in ogni caso di un bosco, a tutti gli effetti. E quindi andrebbe salvaguardato”.
Per molti motivi. Un bosco all’interno di un centro urbano abbassa la temperatura dell’aria circostante, assorbe gli inquinanti e garantisce la permeabilità del suolo. Salvaguardare il bosco nell’area ex Falck contribuirebbe a far respirare un Comune che, secondo i dati del Rapporto ISPRA sul consumo di suolo, è uno dei più cementificati d’Italia e tra i primi in Lombardia.
Il Circolo di Sesto San Giovanni ha avviato una raccolta firme per salvare l’area boschiva, per informare almeno la popolazione locale che proprio al centro della città esiste quello spazio. “Vorrei essere libero come un uomo … che ha di fronte solamente la natura, che cammina dentro un bosco”, cantava Giorgio Gaber. Già, salvaguardare quel bosco sarebbe anche un atto di libertà.
A intervenção prevê uma ligação entre São Luís e a Ribeira das Lavadeiras e será dividida em duas fases. Prevê uma resiliência para os próximos 100 anos.
O aquecimento movido a combustíveis fósseis dispara as mortes por calor na Europa. Cientistas pedem aos governos que alarguem as medidas de saúde dirigidas, para proteger melhor as populações vulneráveis. As mortes por calor nas zonas urbanas da Europa ultrapassaram as 50.000 no verão de 2026, com vagas sucessivas de temperaturas recorde a varrer o continente do final de maio a agosto. Mais de 32.000 dessas mortes foram atribuídas ao aquecimento global de origem humana, causado sobretudo pela queima de combustíveis fósseis, segundo um estudo publicados na Nature Health. As zonas urbanas das maiores economias europeias, a Itália, a França,
Il caldo della scorsa estate ha causato un numero di decessi record: 50mila persone nelle città europee sono morte e per gli scienziati la responsabilità di due terzi di questi decessi – pari a 32mila – è attribuibile al cambiamento climatico. A rivelarlo è un nuovo studio del Grantham Institute sui cambiamenti climatici e l’ambiente, secondo cui da giugno ad agosto i decessi sono avvenuti a causa del caldo torrido provocato dall’inquinamento che sta surriscaldando il pianeta. La città più colpita del continente europeo è Napoli, dove 815 persone su un milione sono morte a causa del caldo. Mario Guarino, medico del pronto soccorso dell’Ospedale Cto nella zona nord della città, ha affermato di aver assistito a un aumento del 15% degli accessi al pronto soccorso durante le settimane più calde.
I problemi di salute già esistenti sono stati aggravati dal caldo, ma anche dalla solitudine e dalla povertà, ha aggiunto Guarino. Lo studio ha rilevato che le persone di età superiore agli 85 anni rappresentano quasi la metà delle vittime, sebbene anche i più giovani non ne siano immuni: si stima infatti che 833 persone di età compresa tra i 20 e i 44 anni siano morte a causa del caldo. Le giornate con temperature costantemente alte hanno spinto gli organismi più vulnerabili a uno stato di iperattività, mentre le notti calde ne hanno impedito il recupero. Il bilancio delle vittime “sconvolgente” è stato il peggiore mai registrato e ha coinvolto 854 città. Per Malcolm Mistry, scienziato del clima e della salute della London School of Hygiene & Tropical Medicine, il numero di decessi è impressionante, “ma forse ciò che è ancora più allarmante è la percentuale di questi decessi che attribuiamo ai cambiamenti climatici di origine antropica”.
Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno registrato il numero assoluto di decessi, ma dato che sui certificati di morte raramente vengono inseriti anche i fattori che hanno contribuito al decesso – come le temperature pericolose che spingono oltre i limiti una persona colpita da ictus o un malato di cancro ai polmoni – le famiglie raramente sanno che il caldo, causato dalle attività inquinanti dell’uomo, ha accelerato la morte dei loro cari.
Ano de 2026 apresenta o quinto valor mais reduzido em número de incêndios e o sexto valor mais elevado de área ardida da década.
Por suspeitas de crime de incêndio florestal, mais de 250 pessoas foram detidas este ano, estando 31 em prisão preventiva e quatro em domiciliária, foi revelado esta quinta-feira o presidente da Proteção Civil.
Na cerimónia de apresentação do balanço do Dispositivo Especial de Combate a Incêndios Rurais (DECIR) deste ano, o presidente da Autoridade Nacional de Emergência e Proteção Civil (ANEPC), José Manuel Moura, precisou que foram detidas 255 pessoas, 190 das quais pela Guarda Nacional Republicana e 65 pela Polícia Judiciária.
Dados avançados na cerimónia desta quinta-feira, segundo veicula o Correio da Manhã citando a Lusa, indicam que este ano deflagraram 8.573 fogos que consumiram 74.560 hectares, significando que a área ardida diminuiu 72% e os fogos aumentaram quase 6% em relação ao ano transato de 2025.
Assim, o presente ano de 2026 apresenta o quinto valor mais reduzido em número de incêndios e o sexto valor mais elevado de área ardida da década. No entanto, o número de incêndios aumentou este ano, o que já não acontecia desde 2022, quando deflagraram 10.368 fogos.
Segundo o ministro da Administração Interna, Luís Neves, estes resultados “mostram solidez desde o primeiro momento”, destacando a capacidade de “trabalhar em equipa” e o trabalho feito nos momentos iniciais dos incêndios.
Luís Neves considerou como “facto significativo” que 94% dos incêndios tenham este ano sido resolvidos na fase inicial de ataque, o que significa que a mobilização de meios foi mais rápida e eficaz.
No mesmo sentido, o comandante nacional da Proteção Civil, Mário Silvestre, indicou que este ano foi reduzido em 59% as ocorrências de fogo com mais de 24 horas.
Um último dado deste balanço revela que há a lamentar a morte de três bombeiros, dois dos quais no combate aos fogos.
Il tetto ai prezzi dei carburanti deciso da Eni e da altre compagnie abbassa il conto alla pompa ma spiazza i distributori indipendenti, che comprano a prezzo pieno. Il rischio è che il mercato esca dalla crisi solo più concentrato, ma non più efficiente.
A Águas do Algarve recebeu mais de 50 participantes de várias zonas do país. A visita permitiu conhecer o projeto e o papel da nova infraestrutura na segurança do abastecimento à região.
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O engenheiro florestal Argemiro Teixeira Leite-Filho, do INPE, que há anos tem estudado os impactos do desmatamento da Amazônia sobre as chuvas que alimentam o Sudeste e o Centro-Oeste cunhou um termo que explica o risco do crescimento econômico a qualquer custo – o agrossuicídio.
O que esta palavra explica é como a perda da floresta influi diretamente na quantidade de água que cai sobre as maiores lavouras e pastagens do país. Provou com análises de imagens de satélite que, nas partes mais desmatadas de Rondônia e Mato Grosso, o clima está mais seco. Ou seja, aqueles produtores que derrubaram e queimaram por ganância, no longo prazo estão perdendo seu principal insumo – a água. Sem os rios voadores criados pela umidade da floresta, o agronegócio, considerado o motor econômico do Brasil, pode se tornar inviável.
Ao ouvir as propostas do candidato à presidência Flávio Bolsonaro (PL), tenho convicção de que o Brasil pode cometer um suicídio ecológico. Por trás de seus discursos que prometem simplificar a vida do empreendedor e do produtor rural, há uma mensagem de que um eventual governo vai liberar geral: pode desmatar que não haverá multas, pode garimpar que não haverá fiscalização, pode grilar que terra roubada vai ser regularizada.
Foi o que aconteceu no governo de Jair Bolsonaro. O antigo presidente perseguiu os fiscais do Ibama e congelou a cobrança de multas por crimes ambientais. As áreas de garimpo ilegal cresceram 92% em quatro anos, como mostrei em uma coluna há duas semanas. Muitas outras boiadas passaram e o resultado deste projeto destrutivo se revelou nas taxas de desmatamento: no governo Bolsonaro as derrubadas na Amazônia aumentaram 59,6%.
Nas redes de desinformação bolsonaristas há uma tentativa de emplacar a mentira de que foi no governo Lula que aconteceu a tragédia dos garimpos na Terra Indígena Yanomami. Ou ainda que, nestes últimos anos, o desmatamento bateu recordes. Apenas dando um google, pode-se checar estes dados e comprovar que políticos aliados de Flávio seguem mentindo sem pudor.
Foi a fiscalização do Ibama e do Exército do atual governo que conseguiu expulsar os garimpeiros do território Yanomami. Foi no governo Lula que as derrubadas voltaram a cair. Na semana passada, tivemos a ótima notícia de que o desmatamento na Amazônia e no Cerrado chegou ao nível mais baixo da história.
É possível dizer que, durante o governo de Bolsonaro, o Brasil estava caminhando a passos largos para um ecocídio. Este também é um termo já existente. É utilizado como um conceito que embasa processos levados à Corte Penal Internacional. Juristas e ONGs buscam neste momento imputar responsabilidade a governos e empresas que, com suas atividades destrutivas, tornam a vida no planeta insustentável.
Pense nas mudanças climáticas. Nunca estivemos num momento tão crítico no balanço entre o clima e a saúde humana. Nesta semana, por exemplo, uma análise de dados sobre a frequência e intensidade das ondas de calor revelou que, enquanto nos anos 1960 havia em média cinco eventos de calor extremo no mundo, no ano passado foram 102 episódios de “tempestades de calor”. Frente a este cenário de emergência, o que encontramos em Flávio Bolsonaro? Um negacionista desonesto que repete a ladainha de Trump que o mundo está esfriando. É uma postura ultrajante e perigosa. O Brasil, país que detém a maior floresta tropical úmida do planeta, não pode aderir a um governo que feche os olhos para a emergência climática.
Se já temos indícios de que a Amazônia, o Cerrado e o Pantanal estão sofrendo com a falta de chuvas, um projeto de poder bolsonarista, que não respeita as regras ambientais, apenas nos empurra para a beira do abismo. Não é exagero pensar que o suprimento de água, energia e mesmo a disponibilidade de comida barata estão diretamente ameaçadas pela eleição de Flávio Bolsonaro.
É muito grave sua afirmação de que, caso eleito, não vai demarcar novas terras indígenas. Se o Brasil ainda tem florestas preservadas e rios limpos, isso se deve em grande parte ao cuidado que os povos indígenas tiveram com seus territórios. Privá-los do que já é garantido pela Constituição já seria um crime de violação aos seus direitos. Mas promover a destruição e a invasão destes territórios é algo que afetará a todos os brasileiros, desta e das futuras gerações.
A mensagem de que a nossa legislação ambiental será desmontada já está clara nos discursos de Flávio Bolsonaro e seu programa de governo. Segundo reportagem da Folha de S.Paulo do dia 9 de outubro, ele pretende revisar o papel do Ibama, do ICMBio e da Funai para facilitar a aprovação de novos empreendimentos. Já em evento nesta segunda (19/10) no Pará, prometeu fazer um programa para regularizar a propriedade de terras sem titularidade. Em outras palavras: anistiar grileiros que tomaram as florestas preservadas e as queimaram impunemente.
Os projetos autoritários que seguem ganhando espaço ao redor do mundo têm em comum uma utopia da refundação da sociedade. O conservadorismo como tal é uma promessa de futuro que olha para o passado. Assim avançou a plataforma MAGA (Make America Great Again), de Donald Trump, que se aproveita do desespero econômico gerado pela perda de competitividade americana frente à China para apelar aos desempregados.
Junto a esta falsa promessa de um passado glorioso, há um canto de ódio que promete a terra arrasada. A destruição e a guerra como uma forma de forjar a nação. Você já viu isso por aqui não viu? De maneira igualmente grotesca, a motosserra de Javier Milei traz essa mensagem: vamos destruir tudo. E agora infelizmente, a Argentina está pagando o preço com mais pobreza e caos econômico.
Se os impactos na economia de uma tática suicida como essa já estão se provando desastrosos, é importante alertar para o que isso pode representar para o meio ambiente. Uma plataforma de governo similar à que foi liderada no governo de Jair Bolsonaro levará o país a um colapso ambiental. Um voto como esse é um ecocídio.
As três empresas vão alterar as mensagens sobre reciclagem nas garrafas de plástico vendidas na União Europeia, na sequência de uma intervenção da Comissão Europeia e das autoridades de defesa do consumidor contra alegações ambientais potencialmente enganosas
No Brasil, Rodrigo Cataratas gosta de manter um perfil espalhafatoso nas redes sociais. Condenado na primeira instância por liderar o garimpo ilegal na Terra Indígena Yanomami, ele tem mais de 43 mil seguidores no Instagram, onde defende a garimpagem, pede anistia para o ex-presidente Jair Bolsonaro (preso por tentativa de golpe de Estado) e ataca o governo do PT.
Mas Rodrigo Martins de Mello – seu nome verdadeiro – é bem mais discreto sobre um aspecto importante da sua vida: seus bens de luxo e suas atividades empresariais nos Estados Unidos, país que frequenta desde os anos 90. Agora sabemos o porquê de tamanha discrição.
Em dezembro de 2025, o ministro do Supremo Tribunal Federal Alexandre de Moraes decretou a prisão preventiva de Cataratas por ter ajudado na fuga de Alexandre Ramagem, o ex-diretor da Abin do governo Bolsonaro condenado pela trama golpista. Seu pedido de habeas corpus foi negado pela ministra Carmem Lúcia na última terça-feira (19/10), segundo informação do site Amado Mundo confirmada pela Agência Pública. “Consta que o mandado de prisão está pendente de cumprimento, pela ausência de localização do paciente até esta data”, escreveu a ministra na decisão. O pedido de prisão preventiva só veio à público nesta semana, já que o processo corre em sigilo.
Pela primeira vez, suas redes estão em silêncio. “Ele sumiu do mapa”, relatou um ex-parceiro de negócios nos EUA localizado pela Pública.
Uma investigação conjunta da Pública e do ICIJ (Consórcio Internacional de Jornalistas Investigativos) encontrou rastros do empresário do garimpo ilegal e de sua vida nos Estados Unidos. Ele tem registro de votação como Republicano na Flórida, onde apenas cidadãos norte-americanos podem votar, e manteve empresas ligadas a seu nome e ao de parentes e colegas. Os negócios, todos na Flórida, vão de aluguel de iates à demolição, passando pelo e-commerce.
Uma das empresas ligadas a Cataratas é a X One Charters LLC, fundada em 10 de julho de 2023 e registrada no endereço do apartamento do condomínio Sole Mia, em Miami – onde Cataratas hospedou Ramagem em setembro de 2025, como revelou a Pública. Segundo o documento de fundação da companhia, Cataratas era o dono da empresa. Mas em janeiro de 2026, um mês depois do pedido de prisão preventiva, os registros foram atualizados e ele saiu da sociedade, que passou a ter como diretor Marcos Felix Ribeiro.
Embora no papel a empresa hoje pertença Ribeiro, o WhatsApp de contato do site é um número de Roraima que pertence ao próprio Rodrigo Cataratas.
Print de tela das informações de contato de um número de WhatsApp pertencente a Rodrigo Mello
A empresa foi fundada na época em que Cataratas atuava, segundo o Ministério Público Federal, como um dos líderes de um grupo criminoso responsável por garimpo ilegal e degradação ambiental na Terra Indígena Yanomami. Ele foi condenado a 16 anos de prisão e ao pagamento de uma indenização no valor de R$ 31 milhões, mas recorreu e aguarda em liberdade.
A X One Charters oferece aluguel do iate de mesmo nome, segundo seu site. O valor pode variar entre R$ 500 mil e R$ 1,2 milhão por algumas horas nas águas de Miami. A embarcação conta com quarto, sala, cozinha e uma área externa de lazer. “Uma embarcação confortável com muitos assentos e acomodações. Cabine espaçosa com AC e banheiro. Sistema de som Premium com Bluetooth para seu entretenimento e tapete aquático para nadar enquanto você aprecia a incrível vista do horizonte da cidade de Miami a partir das águas. Venha conosco para uma experiência incrível”, diz o site, que pode ser lido em inglês, espanhol ou português. Nas fotos, grupos de turistas se deleitam nas águas azuladas da Flórida.
Iate conta com quarto, sala, cozinha e área externa de lazer; o aluguel pode variar entre R$ 500 mil e R$ 1,2 milhão por algumas horas nas águas de Miami
Na mesma alteração nos registros realizada em janeiro de 2026, o endereço da X One Charters mudou. Em vez do Sole Mia, a empresa agora fica sediada em um rancho de 34 acres, o Sunniland Ranch, de propriedade do mesmo Marcos Felix Ribeiro. Procurado pela Pública, ele confirmou ter tido transações comerciais com Cataratas em um negócio de mineração na Guiana. Segundo ele, o iate foi dado a ele como pagamento por uma escavadeira sua que ficou no país sulamericano – uma troca estimada em cerca de R$ 500 mil reais (US$ 100 mil).
“Eu peguei esse barco que na realidade é um pesadelo, porque está com problema de vazamento de óleo, um barco desse aqui na água, é 15 mil dólares de multa. Eu tive que tirar esse trambolho da água e no final vai sair mais caro”, diz.
Marcos Felix disse à Pública que conheceu Cataratas quando ele estava com frequência nos EUA, por volta de 2022. Rodrigo de Mello teria visitado seu rancho por ser um local que possui pista de pouso e uma escola de aviação, algo que tem grande afinidade com a área de atuação de Rodrigo Martins de Mello, que teve escola de treinamento de pilotos em Roraima e duas empresas de táxi aéreo. Rodrigo foi considerado pela Justiça como o operador logístico, por meio de aeronaves e helicópteros, do garimpo ilegal na Terra Indígena Yanomami.
Empresa de frete com parceiro de longa data
No mesmo rancho está registrada ainda outra empresa que tem ligação com Cataratas, a Cargo Flow. A empresa tem como diretor, além de Marcos Felix Ribeiro, um roraimense de nome Marcel Anderson Coelho Carvalho, que trabalhou com Cataratas em diversas ocasiões, incluindo a extração ilegal de minérios no território Yanomami.
Fundada em março de 2025 em São Petesburgo, outra cidade da Flórida, a empresa está registrada junto às autoridades americanas para realizar transporte de cargas comerciais em trajetos interestaduais nos EUA. Neste mesmo registro, o endereço de correspondência da Cargo Flow é o mesmo do apartamento do Sole Mia.
Segundo seu site, a Cargo Flow realiza entregas de produtos no varejo ou atacado, encaminhamento de fretes “do porto ao depósito”, além de entrega de partes para a indústria de peças de avião. “Nossa missão é simplificar a logística para que nossos clientes possam se concentrar no que fazem de melhor, enquanto nós cuidamos dos aspectos críticos, sensíveis ao tempo e complexos de suas cadeias de suprimentos com precisão e cuidado.”
Seu dono, porém, não se apresenta como empresário. O brasileiro Marcel Anderson Carvalho orgulha-se de ser piloto de avião e de trabalhar como contratado, viajando para lugares como Dubai, Guam, África do Sul, Washington e Califórnia.
Mas, segundo o MPF de Roraima, ele também participou do esquema, liderado por Cataratas, de extração ilegal de minérios em terra indígena. O roraimense de 35 anos mantém o canal de YouTube “Marcel the Pilot”, onde descreve sua jornada de estudante de dentista até piloto treinado.
Canal de YouTube “Marcel the Pilot”, onde Marcel descreve sua jornada de estudante de dentista até piloto treinado
Nele, Marcel descreve ter trabalhado como instrutor de aviação em uma escola de Boa Vista – Rodrigo Cataratas teve uma escola do tipo – e como, depois, “seu chefe” o convidou a trabalhar pilotando helicópteros em áreas remotas da floresta, incluindo contatos com indígenas isolados. Em algumas cenas, ele aparece ao lado de indígenas Yanomami. Após o trabalho na Amazônia, ele conta ter ido trabalhar em um barco de pesca de atum nas Filipinas.
Marcel relata ter trabalhado como instrutor de aviação e piloto de helicóptero na Amazônia, onde teve contato com indígenas Yanomami
Não há descrição sobre suas atividades comerciais na Flórida. Mas a investigação de Agência Pública e ICIJ conseguiu determinar que ele ficou hospedado no apartamento do Sole Mia entre maio e agosto do ano passado, pouco antes de Ramagem ser acolhido pela família Martins de Mello no mesmo local.
Marcel durante hospedagem no apartamento do Sole Mia
Marcel trabalha com Rodrigo Martins de Mello desde pelo menos 2016, quando seu nome figurava como funcionário da empresa Cataratas Poços Artesianos Ltda, segundo o Ministério Público Federal.
Em 16 de outubro de 2018, Marcel foi flagrado durante um patrulhamento fluvial do Exército no rio Uraricoera, na área do garimpo do Espadim, no interior do território Yanomami. Dois garimpeiros conseguiram fugir, mas Marcel foi detido. Em seu depoimento à polícia, reconheceu ter transportado combustível do município de Amajari (RR) até uma pista de pouso na mata. Marcel declarou à época que era “piloto de avião e helicóptero” e que estava “desempregado”. Ele também disse que havia trabalhado para a Tarp Taxi aéreo – outra empresa de Cataratas – até dois meses antes.
No helicóptero, Marcel carregou seis carotes de combustível, com capacidade de 50 litros cada um. Este tipo de combustível é geralmente transportado por helicóptero até a área de garimpo para fazer funcionar as máquinas necessárias para a extração de ouro e cassiterita. O helicóptero, um Robinson R44 Raven, estava em nome de um “testa de ferro” mas, segundo o MPF, pertencia a Rodrigo Cataratas.
Tanto Marcel quanto seu pai seriam integrantes da organização criminosa liderada por Cataratas, segundo a denúncia oferecida pelo MPF. “Indivíduos responsáveis por realizar e viabilizar a atividade de garimpo ilegal em terras indígenas mediante a operação irregular de aeronaves empenhadas no transporte de pessoas, insumos e minérios, incluindo aquisição, armazenamento e transporte ilícito de combustíveis”. Marcel foi denunciado por transporte de substâncias perigosas sem autorização.
Em agosto, Rodrigo Martins de Mello tornou-se réu em outro processo por liderar uma operação de venda, lavagem e comercialização de ouro e cassiterita proveniente da TI Yanomami que teria movimentado mais de R$ 200 milhões de reais entre 2021 e 2023. O esquema contava com a participação da empresa White Soldier, que fundia a cassiterita e vendia os lingotes de estanho “esquentados” com certificação para o mercado internacional.
Foi justamente neste período que as empresas Cargo Flow e a X One Charters foram fundadas nos EUA.
A Agência Pública e o ICIJ enviaram questionamentos a Rodrigo Cataratas sobre se ele utilizou dinheiro de garimpo ilegal para obter empresas e imóveis nos EUA, mas não obtiveram respostas.
Marcos Felix Ribeiro, cujo rancho consta como sendo a sede da X One Charter e da Cargo Flow, disse à Pública que montou a empresa Cargo Flow junto a Marcel para vender peças de aviação e maquinário. Segundo ele, a empresa nunca fez nenhuma venda e, por isso, pediu para tirar seu nome da sociedade. Ele afirmou ainda que se desentendeu com o Marcel: “Nunca mais liguei pra ele, nunca mais me ligou”.
Ribeiro afirmou ainda que não sabia do passado do Rodrigo Cataratas nem dos problemas dele no Brasil.
Marcel Carvalho afirmou à reportagem que é residente nos EUA desde 2022 e se mudou para a Flórida depois de se divorciar, onde alugou um quarto em um apartamento desocupado. Ele não esclareceu se o apartamento era de Rodrigo Cataratas, mas afirmou que não mantém “nenhum negócio, sociedade ou vínculo empresarial com Rodrigo Martins de Mello”.
Sobre a Cargo Flow, disse apenas que a correspondência era enviada para o Sole Mia e hoje em dia a sede da empresa é em Orlando. “Quanto à mineração ilegal, não tenho um posicionamento a apresentar sobre o assunto”, completou.
Casas de luxo e Sole Mia
Cataratas aparece ligado a dez endereços no estado norte-americano desde outubro de 1997. Em 2015, ele adquiriu uma casa de quatro quartos em Boca Ratón, cidade ao norte de Miami conhecida por ter campos de golfe, parques e belas praias. A casa tem dois andares, 250 metros quadrados, quintal, uma piscina coberta e acesso a um lago artificial. Seu valor estimado, hoje, supera os R$ 4 milhões (814 mil dólares). A propriedade pertenceu a Rodrigo Cataratas e à sua ex-esposa, Marcia Phelipe Martins de Mello, até o divórcio do casal. Desde 2021, a propriedade está em nome da ex.
Casa em Boca Ratón que pertenceu a Rodrigo Cataratas é avaliada em mais de R$ 4 milhões
Casa em Boca Ratón que pertenceu a Rodrigo Cataratas é avaliada em mais de R$ 4 milhões
Casa em Boca Ratón que pertenceu a Rodrigo Cataratas é avaliada em mais de R$ 4 milhões
Antes disso, o casal esteve ligado a um endereço em um apartamento no norte de Miami e em um predinho residencial em Dade County, outro condado da cidade.
Hoje, Cataratas tem um apartamento de 96 m² no luxuoso condomínio Sole Mia, cujo aluguel mensal gira em torno de R$ 20 mil reais, com um lago artificial de 28 mil metros quadrados, areia e coqueiros plantados ao redor, além de campo de futebol, quadras esportivas, playground, pista de cooper, trilhas para caminhadas e spa. A propriedade é estimada em R$ 1,6 milhão (320 mil dólares).
Foi neste apartamento que Rodrigo Cataratas e sua família hospedaram Ramagem em setembro do ano passado, depois de ajudá-lo a fugir do Brasil pela Guiana. Alexandre Ramagem ficou no apartamento de 11 de setembro até meados de novembro de 2025. Foi lá que recebeu sua esposa, Rebeca Ramagem, e os filhos em 17 de novembro.
Enquanto esteve por lá, o foragido Ramagem contou com a ajuda do filho de Cataratas, Celso, e da esposa do minerador, Priscila Melo, para resolver problemas com o condomínio, conforme revelou a Agência Pública. Celso afirmou em mensagem do WhatsApp ter falsificado um documento de contrato de aluguel para ajudar Ramagem a tirar sua carteira de motorista nos Estados Unidos.
Mas, assim que a estadia de Alexandre Ramagem no Sole Mia foi descoberta pela imprensa, Rodrigo Cataratas fez questão de dissociar-se do seu nome. Uma carta escrita para ser enviada ao condomínio e assinada por ele dizia ter descoberto pela imprensa que Ramagem não podia deixar sair do Brasil e pedia sua saída imediata “para evitar quaisquer problemas para o condomínio ou para mim mesmo”. “Notifique-o IMEDIATAMENTE da minha determinação de que ele deixe minha propriedade. Sinceramente, Rodrigo Martins de Mello”, dizia a carta encontrada no celular da sua então esposa, Priscila Freitas de Melo.
Empresas da família
O rastro empresarial de Rodrigo Martins de Mello nos EUA vem de longe.
Em 2 de abril de 1998, ele registrou a CRM Trading Company em Miami, uma empresa que trabalha com “toda e qualquer finalidade” de acordo com as leis da Flórida. Curiosamente, a empresa tem as iniciais do seu filho primogênito (Celso Rodrigo de Mello) e foi aberta apenas duas semanas antes do seu nascimento. O irmão mais velho de Cataratas, que tem o mesmo nome, Celso Martins de Mello Filho, aparece como “tesoureiro e secretário” da empresa, que foi extinta em setembro do ano seguinte.
Rodrigo de Mello abriu ainda outra empresa com as iniciais do primogênito na Flórida, a CRM Business LLC. A empresa foi aberta em seu nome e da ex-esposa, Marcia Phelipe Martins de Mello, em março de 2015 na cidade de Fort Lauderdale.
Ambos aparecem como gerentes da empresa até 2019, quando Márcia passa a figurar sozinha neste cargo. No mesmo ano, o novo marido de Márcia assumiu a gerência da empresa – ao mesmo tempo em que assumiu também a casa que pertencia a Cataratas em Boca Ratón.
Pouco depois, Márcia e o atual marido estabeleceram 5 fundos “trust”, todos constituídos na Flórida entre abril e junho de 2021 para gerenciar imóveis em diferentes cidades – Coconut Creek, Boca Ratón, Deerfield Beach. Somadas, as propriedades administradas por esses fundos valem cerca de R$ 7,5 milhões ( 1,5 milhão de dólares).
O filho de Cataratas e Márcia, Celso, é cidadão americano, como fez questão de afirmar o próprio Rodrigo em suas redes sociais. Quando Celso foi preso por ajudar a fuga de Ramagem, Rodrigo Cataratas postou no Reels do Instagram um texto dizendo que a prisão de um cidadão americano “amplia o debate jurídico e diplomático sobre a condução do caso”, e que o consulado foi avisado.
Celso abriu três empresas nos últimos anos nos EUA
Em agosto de 2024, o filho de Cataratas abriu a Engage Financial Strategies no seu endereço na cidade de Coral Springs, onde vivia em uma casa de três quartos avaliada em mais de R$ 3,2 milhões (639.680 dólares). Tanto ele quanto a esposa, Mariana Poerschke de Mello, foram designados como administradores desta empresa, que atualmente consta como “inativa”.
Em janeiro de 2023, Celso abriu outra empresa, inicialmente voltada ao comércio online, a Cool Stuff E-Commerce LLC. Em 7 de junho, o nome da companhia mudou – assim como, aparentemente, o ramo de atividade. Segundo registros oficiais da Flórida, Celso mudou o nome para Demello Demolition LLC.
Outra empresa criada por Celso também leva suas iniciais: CRM Demolition and Construction LLC, fundada em janeiro de 2023. Embora ele tenha pedido a dissolução da empresa apenas seis meses depois por estar inoperante, ela segue “ativa” nos registros oficiais e em 2024, foi registrada uma nova agente para representá-la.
Celso Rodrigo de Mello atualmente vive em Boa Vista com a esposa Mariana, que é influenciadora digital. Nas fotos do casal no Instagram, é possível vê-lo com uma tornozeleira eletrônica, resultado da prisão por ter facilitado a fuga de Ramagem.
Celso, que é sócio do pai em empresas no Brasil, também foi condenado a oito anos de prisão pela mineração ilegal na terra Yanomami.
‘Ameaça direta à segurança nacional’
O estado da Flórida é apontado como um dos destinos favoritos do ouro garimpado ilegalmente da Amazônia.
O secretário de Estado do EUA, Marco Rubio, já chegou a afirmar, quando era senador, que o ouro ilegal vendido em Miami é uma “ameaça direta à segurança nacional”. O combate ao ouro ilegal chegou a ser sua bandeira quando era senador. Em uma audiência no Senado em 2019, ele afirmou que “há um grande custo humano se não conseguirmos controlar este problema” e mencionou as consequências da mineração ilegal: tráfico de pessoas, corrupção, envenenamento por mercúrio, contrabando de drogas, desmatamento da Amazônia e enriquecimento de “poderosos” grupos criminosos.
“Infelizmente, meu país se tornou um grande porto de entrada para esta atividade”, disse, completando que o ouro “é refinado, transformado em joias, colocado nos nossos eletrônicos e então vendido aos consumidores dos EUA – grande parte, se não tudo, irrastreável”.
A postura combativa anterior de Marco Rubio contrasta com a intervenção do governo de Donald Trump no caso de Alexandre Ramagem.
Ele chegou a ser detido por estar ilegalmente no país, mas foi liberado por pressão do Departamento de Estado dois dias depois, embora o Serviço de Imigração estivesse ciente do apoio recebido do garimpeiro ilegal.
Procurado pela reportagem, o departamento de imigração afirmou que Ramagem segue ilegalmente nos EUA e pode ser deportado e preso, conforme revelamos na quarta-feira (21).
A atuação de Rodrigo Cataratas no garimpo ilegal durante o governo Bolsonaro levou os Yanomami à fome generalizada e à morte de 570 crianças indígenas por causas evitáveis. Seu filho Celso Rodrigo de Mello também foi condenado. Segundo o MPF, as operações de garimpo ilegal geralemnte são feitos por organizações familiares.
Em seu Instagram, Cataratas usa uma foto com Jair Bolsonaro como imagem de perfil com a palavra “anistia”. Em 2022, ele foi candidato a deputado federal pelo PL e declarou, na época, um patrimônio de R$ 33,6 milhões, incluindo dez aeronaves. Este ano ele chegou a anunciar sua candidatura, mas desistiu e se mudou para a Guiana, onde segue fazendo atividades de mineração. Na época, ele pagou um publieditorial no jornal Folha de Boa Vista anunciando que, “com coragem e ação”, estava levando sua retroescavadeira para o país vizinho.
A iniciativa decorre a 13 de novembro, na Universidade do Algarve, em parceria com o município de Loulé. A participação é gratuita, mediante inscrição prévia.
A iniciativa Patrulha do Recife, organizada pela Associação para a Investigação do Meio Marinho (AIMM), vai organizar uma ação de limpeza na Praia do Vale do Olival, em Lagoa, no dia 22 de outubro, das 9h30 às 11h30.
A atividade tem como objetivo contribuir para a remoção de resíduos da zona costeira e alertar a comunidade para “os impactos do lixo marinho nos ecossistemas e na biodiversidade”.
A iniciativa inclui ainda um momento de sensibilização e divulgação do Parque Natural Marinho do Recife do Algarve – Pedra do Valado, sendo que a participação é gratuita, mediante inscrição prévia aqui.
A organização disponibiliza o material necessário para a realização da limpeza e recomenda o uso de roupa e calçado confortáveis, proteção solar e água.
Com um custo de construção estimado em 55 milhões de euros, a variante ligará a Estrada de Acesso Norte do projeto mineiro, através da ER311, à A24, com ligações à EN103 e à EN312. A via ficará aberta ao público, apesar de financiada pela Savannah Resources.
A obra responde a uma reivindicação antiga do município, e por isso, a câmara emitiu parecer favorável à proposta durante o processo de avaliação ambiental.
Para Emanuel Proença, presidente executivo da Savannah, a decisão representa “uma excelente notícia para o desenvolvimento global do projeto, mas também para toda a região”.
Entre os traçados analisados, a APA selecionou a alternativa Norte, considerada pela Comissão de Avaliação a opção com menor impacte ambiental. A decisão surge na sequência da entrega dos projetos revistos e do Estudo de Impacte Ambiental, em fevereiro de 2026, e da consulta pública realizada entre 5 de junho e 17 de julho.
O processo avança agora para a elaboração do Relatório de Conformidade Ambiental do Projeto de Execução (RECAPE). A declaração favorável está sujeita ao cumprimento de condições ambientais e não autoriza, por si só, o início das obras.
A variante poderá ter um calendário de execução distinto do projeto da mina, afirma a empresa em comunicado, uma vez que este poderá entrar em funcionamento antes da conclusão da estrada.