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Festival do Cinema Brasileiro oferece ingressos a R$ 12; saiba mais

26 October 2026 at 19:51

A primeira edição do Festival do Cinema Brasileiro será realizada entre os dias 29 de outubro e 4 de novembro de 2026, com ingressos a R$ 12 para filmes nacionais em cinemas de todo o Brasil.

Redes como Cinemark, Cinépolis e Cine Araújo já confirmaram participação na campanha, que busca ampliar o acesso do público às produções brasileiras. A iniciativa é idealizada pela Feneec (Federação Nacional das Empresas Exibidoras Cinematográficas), com apoio institucional da Abraplex (Associação Brasileira das Empresas Exibidoras Cinematográficas Operadoras de Multiplex).

Entre os títulos que integram a programação estão os lançamentos “Feito Pipa”, escolhido para representar o Brasil na disputa por uma indicação ao Oscar 2027; “100 Dias”, cinebiografia do navegador Amyr Klink, protagonizada por Filipe Bragança; e “As Dez Vantagens de Morrer Depois de Você”, estrelado por Giulia Be e Any Gabrielly.

O público também poderá conferir produções já em exibição, como “Se Eu Fosse Você 3”, com Tony Ramos e Glória Pires, “Um Tio Quase Perfeito 3” e “Minha Melhor Amiga”, que já levou cerca de 5,9 milhões de espectadores aos cinemas.

A disponibilidade dos filmes e os horários das sessões variam conforme a rede e a unidade participante.

A rede Cinépolis também terá promoções de combos de pipoca e refrigerante, com opções de R$ 29 e R$ 39, disponíveis exclusivamente para compras presenciais.

As produções internacionais continuam em cartaz com os preços habituais.

O Festival do Cinema Brasileiro é organizado pelas mesmas entidades responsáveis pela Semana do Cinema, campanha que já teve nove edições e, em setembro de 2026, levou cerca de 5,6 milhões de espectadores às salas de exibição do país.

“O audiovisual no Brasil está em um bom momento, com títulos performando bem e o público cada vez mais interessado. E é muito importante celebrar essas conquistas. Somos um país com uma cultura muito rica, que se traduz nas telas. Queremos proporcionar uma chance para que novos espectadores possam conhecer o que é produzido por aqui”, afirmou Lucio Otoni, presidente da Feneec.

Segundo Tiago Mafra, diretor-executivo da Abraplex, a iniciativa também pretende contribuir para o fortalecimento do setor. “O sucesso das obras nacionais é fundamental para o desenvolvimento e a sustentabilidade do parque exibidor”, destacou.

São Paulo é reconhecida pela Unesco como Cidade Criativa do Cinema

 

Festa del Cinema e Alice nella Città: 5 film imperdibili di cui si è parlato poco

26 October 2026 at 17:31

Chissà se i pesci negli acquari sono a disagio. Sembra chiederselo spesso con il suo sguardo Kamei, adolescente di Okinawa che galleggia tra le sue giornate estive prima di scegliere il suo futuro. The Color of the Sun è l’opera prima di Xavier Tera. Ci apre lo sguardo su un litorale asiatico dove basi militari e angherie post-coloniali Usa limitano i rintocchi della vita fin dai rombi dei caccia, che tuonano dal cielo neanche fossero campanili. Kamei si destreggia tra le prime esperienze sessuali con una ragazza, suo primo amore, e le prove di coraggio con la nuova amicizia simbiotica di un ragazzo americano legato alle basi.

Mentre sullo sfondo Okinawa manifesta, ambisce all’indipendenza e sviluppa forte diffidenza verso l’arroganza stelle e strisce. Con un rapporto di silenzi tra il protagonista e una madre in affanno, l’istantanea realista su questa piccola frazione di mondo così lontana presenta virtù e fragilità di tante opere prime veraci e giovanilistiche. Da una parte vivida e vibrante anche nei respiri lunghi, e con un finale aperto a varie letture. Ha esordito alla Mostra del Cinema Venezia, Orizzonti, mentre ad Alice nella Città era in sezione Sintonie.

Il primo film in lingua inglese di Kantemir Balagov è anche ambientato a Newark, Usa. Butterfly Jam racconta di un giovane padre, Barry Keoghan, alle prese con un figlio adolescente con un talento incredibile e un futuro probabile nella lotta libera. “Io posso fare marmellata con qualsiasi cosa”, dice il personaggio di Keoghan quando cucina a dei tipi loschi interessati al suo ristorante in difficoltà. Il titolo del film è proprio “marmellata di farfalle”.

La famiglia che andiamo a conoscere fa parte della comunità circassa, etnia russo-caucasica, e in un sol colpo, questo regista tra i promettenti in circolazione cuce intorno a quel fenomeno di Keoghan una messa in scena palpitante che si sposta tra la crescita accellerata del ragazzo, l’ottimo Talha Akdogan, e il passo rischioso del giovane padre che metterà a rischio ogni cosa.

Il rapporto padre/figlio, la lotta alla sopravvivenza, il discorso sull’identità culturale dell’immigrato e la genialità attoriale di Keoghan – uno che anche stavolta inventa nuove espressioni e movenze per il suo ragazzo padre – sono i punti di forza di questo film dal ritmo pizzicato su musiche folk caucasiche. Il film ha aperto quest’anno la Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, è stato in concorso ad Alice nella Città e sarà nelle nostre sale dal 26 novembre. Da mettere in lista se amate registi come Arnolds e Baker.




Torniamo in Italia, anzi a Roma, dov’è ambientata questa liaison tra un ragazzo e una ragazza che negli anni ottanta si fiutano, si desiderano, ma si trovano troppo tardi. Poi diversi anni dopo, il nuovo incontro in età adulta li porterà su un terreno molto più complesso e imprudente.

Michela Cescon con Desiderio firma un’opera seconda ricca di dettagli precisi per la narrazione quanto preziosi per il transfer dello spettatore, e sceglie Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano come protagonisti. Sfiorandosi l’anima come fossero piume, i due costruiscono piccoli momenti da Nouvelle Vague. Dal mood crepuscolare che solo certe storie d’amore incompiute regalano, per i nostalgici di Rohmer e Demy sarà un raggio di luce. Proiettato in sezione Grand Public alla Festa del Cinema di Roma, uscirà in sala nel marzo 2027 con Fandango.

Programmato invece come Special Screening, Il gioco del silenzio è tra i documentari italiani più coraggiosi degli ultimi anni. Ha sempre vissuto in un’hinterland del Nord Italia Vincenzo De Caro, circondato dalla sua numerosa famiglia siciliana che ha ricreato negli anni una micro-comunità del Sud senza mai tornare a casa. Nel suo film decide di scavare nelle sue origini, dove il fratello della sua amata nonna è Gaspare Mutolo, ex-autista di Totò Riina che testimoniò al Maxi Processo voluto da Falcone e Borsellino. Con candore e dignità il regista percorre sterrati difficilissimi da rivangare per i suoi cari, in primis per suo padre, che era un ragazzo emigrante negli anni ottanta, e per sua nonna, donna tutta d’un pezzo da giovane, poi vecchina coccolata da figli e nipoti negli anni recenti.

Documentario in prima persona che gioca a tutto campo tra migrazione interna, collaboratori di giustizia, memoria e cancellazione, verità e silenzio dei famigliari, fughe e ritorni (d)alla terra d’origine, con un suo stile pop e molta scorrevolezza anche visiva di tramonti pittorici e archivi di videocassette, tocca con delicatezza non scontata il contrasto tra la dignità e la vergogna.

Concludiamo con Brianza, opera prima di Simone Catania, in concorso Progressive Cinema. A nord di Milano e a sud della Svizzera si intreccia la vicenda sporca di un ricco negoziante d’armi prossimo al fallimento dal carattere ingenuo e serioso, Fausto Russo Alesi, e di un imprenditore in carburanti traffichino e narcisista, Paolo Pierobon. Tra loro la mogliettina viziata Marina Rocco e lo spezzapollici istrionico Giovanni Calcagno. L’incontro e il gioco per arraffare denaro farà scintille e continui capovolgimenti di fronte dall’inizio alla fine.

In questa provincia tra pistole e Caravaggio la morale ha sempre molti zeri, così il regista ci mostra con stile notturno tra western e crime una danza scomposta tra business di armi e benzina, presepi in cosmogonie quasi blasfeme e una corsa disperata alla salvezza economica da debiti contrapposta alla vergogna per la povertà, tutto condito da forze dell’ordine pure un po’ corrotte. Succulento meccanismo drammaturgico e personaggi per un bel Guy Ritchie all’italiana.

Con il suo luciferino faccendiere brianzolo Pierobon ha vinto come Migliore attore, ex aequo con Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning. Il film però non ha ancora un distributore, speriamo arrivi presto, insieme a una data d’uscita. Lo dico per il film, ma pure per gli amanti di un cinema graffiante e pieno di ritmo. #PEACE




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"Tony": o verão azul de Bourdain

26 October 2026 at 17:08
A dada altura, a maldição bajuladora dos biopics aparece neste retrato de um verão na vida do chef rock'n'roll. Mas, na maioria, é um bom filme para fãs de protagonistas imperfeitos e de ostras.

Realizado e co-escrito por Matt Johnson (Blackberry, Nirvanna the Band the Show the Movie), que assumidamente não era fã nem seguidor do trabalho do apresentador-viajante, o foco está menos na figura do que seria de esperar – e mais no estilo de vida de Bourdain

5 séries, 2 documentários, um filme e um ciclo em estreia

26 October 2026 at 13:40
Um influente programa de sketches humorísticos da televisão canadiana é alvo de um novo documentário na Netflix. Na mesma semana, há thrillers, salários mínimos e chefes famosos para (re)descobrir.

O documentário "SCTV: The Greatest Show You’ve Never Heard Of" estreia-se na Netflix na sexta-feira, dia 30 de outubro

È morto Eric Bauza, era il doppiatore di moltissimi personaggi dei Looney Tunes. La famiglia: “È successo tutto improvvisamente”

26 October 2026 at 10:29

È morto a 46 anni Eric Bauza, attore e doppiatore canadese vincitore di un Emmy e noto per essere stato la voce di Bugs Bunny, Daffy Duck e a numerosi altri personaggi dei Looney Tunes. A darne l’annuncio, sulla sua pagina Instagram, sono stati i suoi familiari, che hanno spiegato che si è trattato di una morte improvvisa. Il suo decesso sarebbe stato causato delle complicazioni di una patologia cardiovascolare ipertensiva.

“Eric Bauza, attore e doppiatore vincitore di un Emmy, voce moderna degli iconici personaggi dei Looney Tunes Bugs Bunny e Daffy Duck, oltre che di decine di altri amati personaggi dei cartoni animati, è scomparso improvvisamente. Seguiranno ulteriori dettagli”: è il messaggio con cui i familiari di Bauza hanno annunciato la sua dipartita.

Nel corso della sua carriera, il doppiatore ha raccolto il testimone di Mel Blanc, storica voce originale di numerosi personaggi dell’universo Looney Tunes. Per circa 15 anni ha collaborato con Warner Bros. Animation, dando voce, tra gli altri, a Bugs Bunny, Daffy Duck, Marvin il Marziano, Foghorn Leghorn e Titti. L’ultimo film al quale Bauza aveva lavorato è “Coyote vs. Acme”, per il quale aveva espresso soddisfazione per il riconoscimento ottenuto e per il lavoro delle persone coinvolte nella produzione, sottolineando quanto l’attesa fosse stata ripagata dall’entusiasmo del pubblico internazionale.

Recentemente, l’attore era stato inserito nella prima edizione della lista Animation Power di The Hollywood Reporter, dedicata alle personalità più influenti del settore.

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Le prime stelle: le dive del cinema muto rivivono nei dipinti di Toccafondo

26 October 2026 at 06:47

George Sadoul scriveva che il cinema italiano dal 1912 al 1918 fu certamente il cinema più bello del mondo. Ecco. Possiamo partire da qui per presentare la mostra di Gianluigi Toccafondo Le Prime Stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema al Mic, Museo interattivo del cinema a Milano, inaugurata il 15 ottobre scorso e che proseguirà fino al 7 marzo 2027. Tutto nasce da una preziosa raccolta fotografica in bianco e nero regalata alla Cineteca di Milano da Vico D’Incerti, tra l’altro collezionista e filologo del cinema.

Toccafondo ha magistralmente reinterpretato questo materiale attraverso la sua pittura, mettendo a confronto due forme d’arte e facendo rivivere la bellezza del cinema muto italiano nei suoi primi anni di divismo. Cinquanta fotografie d’epoca che ritraggono altrettante dive protagoniste della settima arte. I loro volti sono quasi sempre altezzosi, gli sguardi si rivolgono all’obiettivo fotografico con alterigia e seduzione. Lyda Borelli, Pina Menichelli, Vera Vergani, Isa Bluette, giusto per citarne alcune tra le più note. Per molte altre si conosce pochissimo, a volte nulla.

Il lavoro artistico di Toccafondo restituisce a quelle immagini una nuova vita che sembrava persa. I colori dei suoi dipinti mettono in movimento i corpi, li animano, cercando di svelare con divertita allegria storie misteriose di una stagione breve e irripetibile del cinema italiano. Nell’incontro con la stampa che ha introdotto la mostra, lo stesso Toccafondo ha spiegato la sua scelta di intervenire nei ritratti. “Tanti elementi mi attraggono nella foto, sicuramente l’espressione della diva, ma anche vestiti e ornamenti e lo spazio attorno; poi luce, controluce e ombre, sono fondamentali per trovare una relazione con la pittura.”

Oltre alle opere di Toccafondo, all’interno della mostra sarà possibile anche osservare manifesti tipografici della programmazione quotidiana del cinema, brochure, materiali pubblicitari e numerose riviste di cinema di quegli anni. Ad accompagnare la mostra ci sarà la rassegna “Doppio Sogno”, che comprenderà film ispiratori del lavoro di Toccafondo, insieme ad una selezione di titoli scelti dalla Cineteca.

Il talento di Gianluigi Toccafondo ha lasciato il segno nel corso degli anni in svariate forme d’arte. Cinema, teatro, pitture, illustrazioni, pubblicità. Non perdetevi questo suo racconto visivo, questo viaggio emozionale che fa sopravvivere un’epoca di cinema ormai dimenticata.

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Primeiro filme de IA da China chega às salas. Estão vazias

By: AFP
25 October 2026 at 18:30
Nem no maior viveiro mundial de vídeos feitos por IA as pessoas estão dispostas a pagar bilhete para a ver. O primeiro filme chinês inteiramente gerado por inteligência artificial estreou  na sexta-feira, no que promete ser um teste difícil nas bilheteiras para a indústria tecnológica em expansão do país. Mas a venda antecipada de bilhetes está a ficar aquém do esperado. Segundo a plataforma de bilhetes Maoyan, estão marcadas para sexta-feira mais de 10.000 sessões do thriller de ficção científica “Sanxingdui: Future Past“. A recetividade do público tem sido reduzida. As receitas do filme aproximavam-se dos 290.000 yuans (38 mil

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Nem no maior viveiro mundial de vídeos feitos por IA as pessoas estão dispostas a pagar bilhete para a ver. O primeiro filme chinês inteiramente gerado por inteligência artificial estreou  na sexta-feira, no que promete ser um teste difícil nas bilheteiras para a indústria tecnológica em expansão do

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“Proprio dietro una parvenza di ‘normalità’ c’è un uomo che non accetta i cambiamenti e, piuttosto che essere lasciato, uccide la compagna. Certe belle maschere mi spaventano”: così Claudia Pandolfi

25 October 2026 at 08:58

È stato presentato fuori concorso alla Festa del cinema di Roma “Un tranquillo funerale di famiglia”, dal 29 ottobre in sala. È l’adattamento firmato da Massimiliano Bruno della black comedy britannica di Dean Craig. Nel cast Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Pietro Sermonti, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi e Beatrice Arnera.

Al centro la famiglia Mancuso, in Ciociaria, nel giorno del funerale del patriarca: i figli Daria e Riccardo (Pandolfi e Sermonti) fanno i conti con rancori e segreti, e la cerimonia si trasforma in una catena di rivelazioni ed equivoci grotteschi. “Raccontiamo due fratelli coltelli e una famiglia incasinata, come lo sono le nostre”, spiega il regista.

“È il film più spinto che abbia mai fatto. Perché ha una comicità esplicita, a tratti volgare, politicamente scorretta. – ha detto Pandolfi a Io Donna – Ho adorato girarlo e non solo per amore dell’originale inglese ma per quel tipo di humor e di irriverenza. Si gioca con la morte e con Dio, cosa molto inusuale per noi italiani. E mi piace moltissimo passare dalla fiction rassicurante di prima serata a qualcosa di trasgressivo, spero di poter continuare a divertirmi così nel mio lavoro. Del resto, divertimento e impegno sono stati le mie linee guida, negli anni”.

Mamma di due figli maschi il 19enne Gabriele, avuto dal cantautore Roberto Angelini, e Tito nato dalla relazione con il produttore Marco De Angelis, che ha 10 anni. “Ho creduto nell’educazione sessuale e affettiva, li ho fatti crescere soprattutto con l’esempio. – ha detto – I miei figli hanno papà, zii e nonni che hanno molta cura del lato femminile della famiglia e delle vite degli altri in generale. È importante dare ai ragazzi strumenti per affrontare il “mondaccio”, come dico io, di oggi. Insegnargli a ragionare, anche a sbagliare, perché una società che ci vuole sempre performanti e vincenti può diventare paralizzante”.

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Festa del Cinema di Roma 2026: “I See Buildings Fall Like Lightning” vince come Miglior Film. Tutti i premi

25 October 2026 at 07:58

Dopo il premio del pubblico alla Quinzaine des Cinéastes a Cannes, il bellissimo film corale “I See Buildings Fall Like Lightning” della britannica Clio Barnard trionfa anche alla 21esima Festa del cinema di Roma, vincendo come Miglior Film. Così ha infatti decretato la giuria guidata dallo sceneggiatore e regista polacco Jan Komasa che, comunque, non ha dimenticato l’Italia. A portare in alto il tricolore è stata la notevole interpretazione di Paolo Pierobon, premiato ex aequo come miglior attore per Brianza di Simone Catania, nel quale affianca Fausto Russo Alesi. Con lui premiato anche l’inglese Anthony Boyle, tra i protagonisti del film di Barnard.

Il riconoscimento alla miglior attrice è andato con merito alla giovane spagnola Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea, che ricordiamo protagonista femminile anche de L’essere amato di Rodrigo Sorogoyen, presto nelle sale italiane.

Al solido dramma statunitense The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson è andato il Gran Premio della Giuria, mentre quello “speciale” la Giuria ha voluto attribuirlo alla famiglia Al Mawla, protagonista del film Yesterday the Eye Didn’t Sleep (in Italia uscirà prossimamente col titolo Ieri notte non ho dormito). È invece quella del centrafricano Rafiki Fariala per il suo vibrante Congo Boy (co-prodotto da Rai Cinema) la Miglior Regia della Festa. La miglior sceneggiatura è stata giudicata quella scritta da Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca dello stesso Luna.

Da segnalare che il Premio del Pubblico Terna è andato ex aequo al buon documentario di Kasia Smutniak Mustang – quindi un altro premio per l’Italia – e all’acclamato Congo Boy.

A trionfare in Alice nella Città è stato il magnifico Everytime dell’austriaca Sandra Wollner, film scelto dalla Germania come proprio rappresentante ai prossimi Oscar.

Complessivamente il livello del concorso Progressive Cinema dell’edizione 2026 della Festa del cinema di Roma è stato medio-alto in linea con lo scorso anno, sintomo di un’attenzione al miglior prodotto disponibile nell’ambito dei festival internazionali che l’hanno preceduto.

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10 anos de K-drama na Netflix. O fenómeno já infetou 80% dos subscritores

By: ZAP
24 October 2026 at 16:30
A Netflix faz esta sexta-feira dez anos na Coreia do Sul, e os números que divulgou para marcar a data mostram o quanto mudou desde 2016. Cerca de 80% dos subscritores da plataforma em todo o mundo já viram pelo menos uma série ou filme coreano. Mais de 200 produções coreanas entraram nos tops 10 globais da Netflix desde 2021. A Coreia, que há dez anos era um mercado novo para a empresa, é hoje a segunda maior fonte de audiência da plataforma, logo a seguir aos Estados Unidos. Os dados vieram num comunicado e num site comemorativo, “Netflix and

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A Netflix faz esta sexta-feira dez anos na Coreia do Sul, e os números que divulgou para marcar a data mostram o quanto mudou desde 2016. Cerca de 80% dos subscritores da plataforma em todo o mundo já viram pelo menos uma série ou filme coreano. Mais de 200 produções coreanas entraram nos tops 10 gl

Em "Luisinha" não há nada de errado. Mas também não há nada

24 October 2026 at 11:53
A modelo e influencer promete que, ao longo de 1 hora e pouco na Prime Video, vai contar “como cheguei aqui, de onde é que eu vim e para onde é que quero ir”. Mas isso justifica um documentário?

Em "Luisinha: Chapter by Chapter" acompanhamos uma sucessão de eventos em que uma influencer/modelo vive a sua vida, conquista os seus "goals", é amada por uma família que ela ama e que claramente se orgulha dela, e com razão

“Viviamo in una società che ci schiaccia su modelli prestabiliti e la genitorialità è tra questi. Per le donne e per gli uomini. E non c’è spazio per la fragilità”: parla Elio Germano

24 October 2026 at 11:13

Una coppia imperfetta, piena di contraddizioni, davanti al desiderio e alla paura di diventare genitori. È il cuore di “Noi un po’ meglio”, il nuovo film di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, presentato alla Festa del Cinema di Roma e in arrivo su Netflix il 29 ottobre. Il film segue Simone e Lucia, due persone profondamente diverse alle prese con il complesso percorso dell’adozione, che li porta a mettere in discussione se stessi, la propria idea di famiglia e le aspettative della società.

Per costruire il suo personaggio, Germano ha trascorso del tempo nelle caserme dei vigili del fuoco. “Da loro ho colto una grande attenzione verso gli altri e una forte empatia. Sono persone abituate ad affrontare situazioni imprevedibili e a rassicurare gli altri”, racconta l’attore.

Secondo Germano, il film mostra soprattutto lo sforzo di due persone che provano a uscire dalle proprie certezze per incontrarsi. “La relazione raccontata nel film è lo sforzo che ognuno fa per uscire dalla propria zona di comfort e andare incontro all’altro”, spiega.

L’attore si sofferma poi sui modelli familiari contemporanei. “Sembra che solo famiglie che rispondono a un certo modello possano crescere dei figli. Quando entrano in gioco i minori emergono tante paure e tanti pregiudizi. Ma spesso si finisce per valutare il modello a cui una famiglia assomiglia e non l’amore e l’affetto che può offrire. E invece credo che sia proprio quello ciò che conta”.

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