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Netanyahu faces Israeli voters in first election since Oct. 7 and Gaza war

Israelis will go to the polls on Tuesday in what many describe as the most consequential election in years. It's the first vote since the Oct. 7 Hamas attack and Israel's war in Gaza. Prime Minister Netanyahu has been campaigning that he'll keep Israel safe. But the opposition says Netanyahu failed to prevent the 2023 attack and is blocking an investigation into it. Nick Schifrin reports.

I binari della nuova Asia: la rivoluzione ferroviaria della Nuova Via della Seta nel Sud-Est asiatico

By: A A
26 October 2026 at 22:15

Dalla linea ad alta velocità Whoosh in Indonesia all’asse Cina-Laos e ai cantieri in Thailandia e Malaysia, la Nuova Via della Seta sta ridisegnando mobilità, commercio e geografia economica del Sud-Est asiatico, trasformando collegamenti nazionali in una rete regionale.

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Nel Sud-Est asiatico, la Nuova Via della Seta sta assumendo una forma sempre più concreta: viadotti, gallerie, stazioni, terminali logistici e linee elettrificate capaci di ridurre drasticamente distanze che per decenni hanno frenato l’integrazione regionale. Oltre alla possibilità di spostare più rapidamente passeggeri e merci, la posta in gioco è la riorganizzazione della geografia economica di una delle aree più dinamiche del mondo, dove oltre 680 milioni di persone convivono con reti ferroviarie ancora frammentate e spesso desuete, scartamenti differenti e collegamenti transfrontalieri insufficienti.

La Belt and Road Initiative (BRI), nota in italiano come Nuova Via della Seta, sta permettendo oggi di realizzare alcuni ambiziosi progetti in questo senso, come l’obiettivo di collegare Kunming a Singapore, che appartiene da tempo alla pianificazione dell’ASEAN. L’iniziativa cinese ha fornito capacità ingegneristiche, finanziamenti, materiale rotabile, formazione e volontà politica per trasformare una parte di quel disegno in infrastrutture operative. È questa convergenza tra priorità nazionali, integrazione dell’ASEAN e cooperazione con la Cina a spiegare la nuova stagione ferroviaria della regione.

Whoosh, la prova che l’alta velocità può funzionare ai tropici

Il caso più avanzato è quello indonesiano. Entrata in servizio commerciale il 17 ottobre 2023, la Whoosh collega l’area metropolitana di Giacarta con Bandung lungo 142,3 chilometri. I convogli raggiungono i 350 chilometri orari e hanno ridotto il viaggio tra i due principali centri urbani dell’isola di Giava a circa 45 minuti. È stata la prima linea ad alta velocità dell’Indonesia e dell’intero Sud-Est asiatico, ma soprattutto ha dimostrato che tecnologie sviluppate in un contesto continentale possono essere adattate a un territorio tropicale caratterizzato da elevata attività sismica, forti precipitazioni e una complessa densità urbana.

I dati di esercizio mostrano che la ferrovia non è rimasta una vetrina tecnologica. Nel luglio 2026, aveva superato 16,58 milioni di viaggiatori complessivi; i servizi giornalieri erano saliti dai 14 iniziali a 62 e la puntualità si manteneva oltre il 95 per cento. Parallelamente, tecnici e macchinisti indonesiani sono stati formati per assumere funzioni operative, di manutenzione e di sicurezza. Il trasferimento di competenze è essenziale: un’infrastruttura strategica, infatti, produce sviluppo duraturo soltanto quando il Paese che la ospita acquisisce la capacità di gestirla, adattarla ed estenderla. Oggi, infatti, si parla anche di un eventuale prolungamento verso Surabaya, che permetterebbe alla linea di attraversare tutta l’isola di Giava.

La ferrovia Cina-Laos e la trasformazione di un Paese senza sbocco al mare

Se la Whoosh rappresenta la punta tecnologica, la ferrovia Cina-Laos costituisce il caso più significativo dal punto di vista geopolitico e logistico. Il collegamento di 1.035 chilometri fra Kunming e Vientiane è operativo dal dicembre 2021. Sul territorio laotiano attraversa montagne e valli mediante una successione di ponti e gallerie, con treni passeggeri che raggiungono i 160 chilometri orari e servizi merci integrati.

Per il Laos, unico Paese del Sud-Est asiatico privo di accesso al mare, la linea ha cambiato la relazione fra geografia e sviluppo. L’obiettivo dichiarato di passare da Paese landlocked a Paese land-linked non è più soltanto uno slogan: entro marzo 2026 la ferrovia aveva registrato più di 70 milioni di viaggi passeggeri sull’intero asse; nell’agosto successivo aveva movimentato oltre 90 milioni di tonnellate di merci, delle quali più di 21 milioni in traffico transfrontaliero. Nei primi sei mesi del 2026 il valore delle importazioni e delle esportazioni trasportate aveva raggiunto 17,17 miliardi di yuan, con un aumento del 33,8 per cento rispetto all’anno precedente.

Il dato più rilevante non è però il volume assoluto, bensì la diversificazione: dalle poche categorie merceologiche dei primi mesi si è passati a migliaia di prodotti, fra elettronica, pannelli fotovoltaici, fertilizzanti, gomma, macchinari e frutta trasportata nella catena del freddo. La rete merci raggiunge ormai numerosi mercati asiatici, collegando il Laos non soltanto alla Cina ma anche a Thailandia, Vietnam, Malaysia, Singapore e ad altri Paesi. In questa prospettiva, la ferrovia non è un semplice corridoio bilaterale: è la spina dorsale potenziale di un sistema logistico continentale che si innesta sulle reti dell’ASEAN.

La Thailandia costruisce l’anello centrale

Il segmento thailandese sarà determinante per capire se i nuovi collegamenti diventeranno una vera rete nord-sud. La prima fase della ferrovia ad alta velocità sino-thailandese, fra Bangkok e Nakhon Ratchasima, si estende per 250,77 chilometri, prevede sei stazioni e una velocità massima di 250 chilometri orari. Il tempo di percorrenza previsto è di circa un’ora e mezza.

Nel luglio 2026, l’avanzamento complessivo delle opere civili aveva raggiunto il 55,27 per cento: due contratti risultavano completati, dieci erano in costruzione e gli ultimi due in fase di affidamento. Il progetto ha accumulato ritardi e il nuovo obiettivo indicato dalle autorità thailandesi è completare la prima fase entro il 2030. Proprio questa lentezza dimostra che la Nuova Via della Seta non è un meccanismo nel quale Pechino decide e gli altri eseguono. Espropri, appalti, bilanci, autorizzazioni e priorità politiche restano in larga misura nazionali; la cooperazione cinese fornisce tecnologia ferroviaria, progettazione dei sistemi, materiale rotabile e formazione, mentre Bangkok conserva un ruolo centrale nella realizzazione e nel finanziamento delle opere civili.

La seconda fase, approvata dal governo thailandese e ancora in preparazione, dovrebbe proseguire per circa 356 chilometri da Nakhon Ratchasima a Nong Khai, sul fiume Mekong. È questo il tratto che attribuirà al progetto il suo pieno valore regionale. Una volta completati la connessione transfrontaliera e i relativi impianti logistici, Bangkok potrà essere collegata a Vientiane e, attraverso la ferrovia Cina-Laos, a Kunming. La Thailandia diventerebbe così il principale nodo intermedio di un asse destinato, nel lungo periodo, a estendersi verso la Malaysia e Singapore.

La Malaysia e il ponte terrestre fra due mari

In Malaysia, la East Coast Rail Link offre un modello differente. Il progetto complessivo copre 665 chilometri fra Kota Bharu, sulla costa orientale, e Port Klang, sullo Stretto di Malacca. I treni passeggeri sono progettati per raggiungere i 160 chilometri orari, quelli merci per gli 80. Non è quindi alta velocità in senso stretto, ma una grande ferrovia elettrificata a traffico misto e uno dei principali progetti della cooperazione tra Cina e Malaysia nell’ambito della BRI.

Alla fine del 2025, i lavori avevano superato il 90 per cento; il completamento della tratta fino al terminale integrato di Gombak era previsto entro dicembre 2026, con l’avvio commerciale indicato a partire dal gennaio 2027. La Malaysia Rail Link rimane proprietaria del progetto e dell’infrastruttura, mentre la China Communications Construction Company è il principale appaltatore. Per la futura gestione è stata costituita una società con partecipazione paritaria malese e cinese: una struttura che distribuisce responsabilità e incentivi ben oltre la sola fase di costruzione.

Il valore strategico dell’ECRL deriva dalla sua funzione di ponte terrestre. Collegando il porto di Kuantan, rivolto verso il Mar Cinese Meridionale, con il sistema portuale di Port Klang sullo Stretto di Malacca, la ferrovia può offrire ad alcune categorie di merci un’alternativa intermodale al periplo della penisola. Non sostituirà il traffico marittimo, né renderà marginale Singapore, ma può accrescere la resilienza logistica della Malaysia, favorire lo sviluppo delle regioni orientali e distribuire investimenti oggi concentrati nell’area di Kuala Lumpur e sulla costa occidentale.

Il Vietnam prepara il collegamento fra frontiera, capitale e porto

Anche il Vietnam sta entrando in questa geografia ferroviaria, pur con tempi e modalità differenti. Il progetto Lào Cai-Hà Nội-Hải Phòng è stato riorganizzato nel 2026 e prevede circa 363 chilometri di linea principale e 63 chilometri di diramazioni, con scartamento standard di 1.435 millimetri. Il traffico sarà misto: la velocità di progetto raggiungerà 160 chilometri orari sul tratto principale, scendendo nelle aree urbane e sui collegamenti secondari. Parallelamente, esiste anche un programma nazionale distinto per la futura alta velocità nord-sud vietnamita da 350 chilometri orari, in grado di collegare la capitale politica Hà Nội a quella economica Hồ Chí Minh City.

Tornando al primo progetto, esso costituisce un corridoio industriale e logistico destinato a collegare il confine cinese di Lào Cai con Hà Nội e il porto di Hải Phòng. Nel 2025 sono partite attività preliminari e progetti di reinsediamento; nell’autunno 2026 il governo stava completando lo studio di fattibilità e indicava l’inizio dei lavori sulla linea principale per i primi mesi del 2027. La Cina ha fornito assistenza tecnica alla progettazione e i due Paesi hanno inserito la cooperazione ferroviaria nel raccordo fra la strategia vietnamita dei «Due corridoi, una cintura» e la Nuova Via della Seta.

Per Hà Nội il punto essenziale è evitare che il nuovo asse diventi soltanto una via d’ingresso per prodotti cinesi. Collegare le aree manifatturiere del Vietnam settentrionale sia al mercato cinese sia al porto di Hải Phòng può invece rafforzare le esportazioni vietnamite, ridurre i tempi della logistica e integrare le catene del valore elettroniche, meccaniche e agroalimentari. Il progetto mostra inoltre che la cooperazione con Pechino non impedisce al Vietnam di mantenere una politica estera autonoma e rapporti economici diversificati con Giappone, Corea del Sud, Unione Europea e Stati Uniti.

Una nuova geografia per un mondo multipolare

La rappresentazione occidentale della BRI oscilla spesso fra due caricature: da un lato un piano onnipotente con cui la Cina imporrebbe la propria volontà; dall’altro una serie di «cattedrali nel deserto» destinate inevitabilmente al fallimento. La realtà del Sud-Est asiatico è più complessa. I progetti sono stati negoziati, modificati, sospesi, ridimensionati e rilanciati dai governi locali. La Malaysia ha rinegoziato costi e tracciato dell’ECRL; la Thailandia ha scandito gli appalti secondo procedure nazionali; l’Indonesia ha costruito la Whoosh attraverso una società congiunta; il Vietnam definisce autonomamente priorità e calendario; il Laos ha scelto la ferrovia come strumento per superare un vincolo geografico strutturale.

Per secoli l’economia del Sud-Est asiatico è stata organizzata soprattutto attorno alle rotte marittime e ai porti, secondo una struttura rafforzata dall’esperienza coloniale. Le nuove ferrovie non cancellano quella vocazione, ma aggiungono una dimensione continentale. Per secoli l’economia del Sud-Est asiatico è stata organizzata soprattutto attorno alle rotte marittime e ai porti, secondo una struttura rafforzata dall’esperienza coloniale. Le nuove ferrovie non cancellano quella vocazione, ma aggiungono una dimensione continentale.

La Nuova Via della Seta ferroviaria nel Sud-Est asiatico è dunque ancora incompleta, ma ha già superato la fase delle promesse. Il prossimo passaggio sarà trasformare una costellazione di opere in un sistema realmente connesso e vantaggioso per tutti i Paesi coinvolti.

Dólar sobe 8,21%, e bolsa cai 13,88% após reeleição de Lula

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O mercado financeiro brasileiro teve um dia de forte turbulência nesta segunda-feira (26), após a reeleição do presidente Luiz Inácio Lula da Silva no segundo turno das eleições presidenciais.

O dólar fechou em alta de 8,21%, a R$ 5,403. O Ibovespa, principal índice da Bolsa de Valores brasileira, recuou 13,88% e atingiu os 176.608,23 pontos. Durante a manhã, a bolsa acionou o mecanismo de circuit breaker, que interrompe temporariamente as negociações diante de quedas acentuadas.

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Principais números do dia:
  • Dólar: R$ 5,403 (+8,21%);
  • Máxima do dólar: R$ 5,6049 durante a manhã;
  • Ibovespa: 176.608,23 pontos (-13,88%);
  • Mínima do Ibovespa: 169.516,43 pontos, recuo superior a 17%.
  • Dólar em outubro: alta acumulada de 4,40%.
  • Ibovespa em outubro: queda acumulada de 5,22%.
  • Ibovespa em 2026: valorização acumulada de 9,61%.

Dólar tem disparada histórica

O dólar comercial encerrou a sessão em alta de 8,21%, cotado a R$ 5,403. Foi a maior valorização percentual diária da moeda americana desde 13 de janeiro de 1999, período marcado por mudanças no regime cambial brasileiro.

Durante a manhã, a divisa chegou a R$ 5,605, ultrapassando a marca de R$ 5,60. Ao longo do dia, porém, perdeu força e recuou para a faixa de R$ 5,40, em um movimento de realização de lucros (venda de dinheiro para embolsar ganhos) e entrada de recursos de exportadores que aproveitaram a alta para internalizar divisas.

O resultado eleitoral alterou as posições que investidores haviam montado antes da votação. Parte do mercado esperava a vitória de Flávio Bolsonaro, que havia liderado o primeiro turno, e precisou ajustar suas estratégias após a confirmação da reeleição de Lula.

O Tesouro Nacional também atuou no mercado por meio da recompra de títulos públicos. Apesar da disparada diária, a moeda estadunidense ainda acumulava queda de 1,57% em 2026.

Bolsa registra forte queda

O Ibovespa fechou em baixa de 13,88%, aos 176.608,23 pontos, no menor nível de fechamento desde 31 de agosto. O resultado representou a maior queda diária desde março de 2020, período marcado pelo início da pandemia de covid-19.

Durante a manhã, o índice chegou a recuar mais de 17%, atingindo 169.516,43 pontos. A intensidade da queda levou à ativação do circuit breaker, mecanismo utilizado pela bolsa para interromper temporariamente as negociações em momentos de forte desvalorização.

O volume financeiro movimentado no pregão foi de R$ 88,6 bilhões, muito acima da média diária de aproximadamente R$ 25 bilhões.

Com o resultado da sessão, o Ibovespa eliminou os ganhos acumulados em outubro e passou a registrar queda de 5,22% no mês. No acumulado de 2026, o índice manteve valorização de 9,61%.

*Com informações da Reuters

Anvisa proíbe venda de picolé com melatonina e suplemento de proteína

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A Agência Nacional de Vigilância Sanitária (Anvisa) decidiu, nesta segunda (26), recolher e proibir a comercialização de dois produtos alimentícios, um picolé e um suplemento, por conterem ingredientes que não passaram por avaliação de segurança. 

O Picolé Bentô Gelatos Magnésio + Inositol Relief 3.0., fabricado pela empresa ABB Gelateria Ltda, está proibido porque ingredientes do produto, a melatonina e o inositol, foram autorizados apenas para uso em suplementos alimentares e em composto líquido pronto para consumo (inositol). 

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A Anvisa determinou ainda o recolhimento do produto Body Strong Proetein, sabor cacau, da marca Equaliv. fabricado pela Althaia S.A Indústria Farmacêutica. 

O suplemento alimentar contém peptistrong, que é uma proteína de fava hidrolisada, ingrediente que não passou, segundo a Anvisa, por avaliação de segurança para uso em alimentos. 

Na decisão, a Anvisa explica que houve publicidade irregular com a veiculação de alegações terapêuticas de "prevenção de sarcopenia" e "suporte nutricional para preservação da massa magra em pessoas que usam canetas emagrecedora (GLP-1)". 

Como não houve ausência de regularização sanitária, a Anvisa suspendeu também a fabricação, a venda, a distribuição, a propaganda e o uso do produto.

Dengue: 3 milhões de adolescentes estão com vacinação incompleta

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Mais de 3 milhões de adolescentes que tomaram a primeira dose da vacina contra a dengue ainda precisam voltar aos postos de saúde para completar o esquema vacinal.

Como a vacina é aplicada em duas doses, a proteção completa só é adquirida após a segunda, que deve ser tomada três meses depois da primeira. 

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Os dados foram apresentados pelo diretor do Programa Nacional de Imunizações (PNI), Eder Gatti, em uma palestra na 28ª Jornada Nacional da Sociedade Brasileira de Imunizações, realizada no Rio de Janeiro, na semana passada.

Gatti mostrou que mais de 11,8 milhões de doses já foram administradas em todo o país, sendo 7,6 milhões como primeira dose, e 4,2 milhões como segunda. 

Além disso, quase 4 milhões de doses distribuídas aos municípios ainda não foram aplicadas. O diretor do PNI lembrou que, no verão, os casos de dengue costumam subir no Brasil, o que pode ocorrer de forma mais intensa nesta temporada, por causa do El Niño.  

"Vacinar adolescente, sem eles terem percepção de risco, é muito difícil. No caso da dengue, o ideal é vacinar no período intersazonal [em que a incidência da doença é mais baixa], para que a pessoa entre na sazonalidade protegida", complementou. 

Apesar de a farmacêutica japonesa Takeda, fabricante da vacina Qdenga, ter uma capacidade de produção que não atende a toda a população brasileira, o fornecimento para o público-alvo está garantido, afirmou Gatti.

Além das vacinas entregues em 2024 e 2025, o Brasil tem um contrato vigente que prevê a entrega de 9 milhões de doses este ano, e outras 9 milhões em 2027.

Disponível em todo o país

A vacinação contra a dengue no Brasil foi iniciada nos municípios mais afetados pela doença, avançando progressivamente, e já é feita em todo o país. O público-alvo são as crianças e adolescentes de 10 a 14 anos. 

Eder explicou essa decisão durante a palestra. Quando a vacina foi incorporada pelo Sistema Único de Saúde, os dados que comprovavam sua segurança eram mais robustos para a faixa etária de 4 a 16 anos. Dentro desse universo, as chances de adoecer com gravidade são maiores entre 10 e 14 anos. 

"Olhando para o que o mundo e o Brasil produziram de conhecimento nos últimos anos, nós já temos mais dados de segurança e continuamos olhando para isso com muita atenção. A ampliação para faixas etárias mais velhas é uma possibilidade, até um desejo, mas a gente precisa ter cuidado com as questões operacionais, orçamentárias e de segurança".

Vacina do Butantan

O diretor do PNI também esclareceu que a aplicação da vacina produzida pelo Butantan continua suspensa, após a identificação de três casos de dengue grave adquiridos após a vacinação, com dois óbitos, entre mais de 500 mil vacinados.

Ainda não está confirmado que a vacina tenha causado a doença, mas a coincidência temporal foi considerada um sinal de segurança pelo Ministério da Saúde, que decidiu suspender a vacinação em junho.

"Isso não cancela a vacina, mas nós temos a necessidade de avaliar com estudos complementares se, de fato, o sinal de segurança representa algo que compromete", acrescentou Gatti.

O diretor do PNI classificou a vacina do Butantan como "uma grande esperança para o país".

"É uma tecnologia nacional, e a nossa ideia era vacinar de 40 a 60 milhões de pessoas por ano, o que significa que, em três anos, nós conseguiríamos chegar a toda a população elegível do país. Mas, antes, precisamos sanar todas as lacunas geradas a partir desse sinal de segurança", explicou o diretor do PNI.

Líderes estrangeiros reconhecem vitória e parabenizam Lula

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Políticos de várias partes do mundo continuam se manifestando, após a reeleição do presidente Luiz Inácio Lula da Silva, no último domingo (25).

O presidente da França, Emmanuel Macron, usou as redes sociais para parabenizar o seu homólogo brasileiro.

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“Meus parabéns, Lula, pela sua reeleição. A França e o Brasil têm muito a construir juntos. Diante dos grandes desafios do nosso tempo, reforcemos nossa parceria estratégica e façamos viver a amizade entre nossos dois países a serviço de um mundo mais justo”.

O primeiro-ministro da Espanha, Pedro Sanchéz, foi outro a usar as redes sociais para exaltar a vitória de Lula sobre a extrema-direita.

“Grande vitória de Lula! O que aconteceu no Brasil acontecerá na Espanha. A virada do progressismo global acaba de começar”.

O presidente do Equador, Daniel Noboa, também foi ao X, antigo Twitter, para felicitar o presidente brasileiro.

“Parabéns, Lula, por esta vitória. Nossa região tem inimigos comuns, desafios compartilhados e muito a ganhar quando trabalhamos juntos”.

Noboa é um político de direita e um dos aliados do presidente dos Estados Unidos, Donald Trump, na América do Sul.

Outros líderes da América Latina também felicitaram o brasileiro pela reeleição. Entre eles, a presidente do México, Claudia Sheinbaum, e o presidente do Uruguai, Yamandu Orsi.

O primeiro-ministro do Canadá, Mark Carney, também exaltou a relação entre seu país e o Brasil ao congratular o presidente reeleito.

“A relação entre o Canadá e o Brasil floresceu sob nossa parceria. Vamos aproveitar essa oportunidade para torna-la ainda mais forte, juntos – para criar novas grandes oportunidades de comércio, proteger o meio-ambiente e construir maior prosperidade para os povos de ambos países”.

A primeira ministra do Japão, Sanae Takaishi, disse esperar que Lula “continue a guiar o Brasil com sua forte liderança” e se mostrou ansiosa para trabalhar com o brasileiro e estreitar “ainda mais a parceria estratégica global numa gama ampla de áreas”. Entre essas áreas, Takaishi citou um acordo entre Japão e Mercosul.

A China divulgou um comunicado por meio do porta-voz do ministério chinês dos Negócios Estrangeiros.

“A China está disposta a trabalhar com o Brasil para continuar a avançar na construção de uma comunidade de futuro compartilhado entre os dois países”.

Vladimir Putin, presidente da Rússia, falou em “reconhecimento dos brasileiros às suas notáveis qualidades de liderança, seu apoio à política de desenvolvimento socioeconômico sustentável do país e a proteção de sua soberania e legítimos interesses no cenário global”.

Já Ursula Von der Leyen, presidente da Comissão Europeia, publicou um comunicado se dirigindo a Lula e exaltou a bandeira do multilateralismo, muito defendida pelo brasileiro em seus discursos no exterior. “Parabéns ao amigo Lula pela sua vitória eleitoral. A democracia e o multilateralismo venceram no Brasil”.

O prefeito de Nova York, Zohran Mamdani, em entrevista à imprensa nesta segunda-feira (26), disse que estava indo para casa quando viu vários novaiorquinos saindo de um bar gritando o nome de Lula o que mostrou, segundo ele, animação dos moradores da cidade com a vitória do candidato do PT.

“Eu vi o quanto ele significa para tanta gente nessa cidade, nesse país e por todo o mundo, honestamente”. Nas redes sociais, Mamdani também mandou um recado para Lula. “O povo unido jamais será vencido! Parabéns, presidente Lula.”

*com informações de Matheus Crobelatti e Pedro Rafael Vilela

 

Béisbol cubano: Santiago sin compañía en la cima oriental

26 October 2026 at 21:55

La Habana, 26 oct (Prensa Latina) Santiago de Cuba noqueó hoy 10-0 a Granma y aprovechó la derrota de Las Tunas para recuperar el liderato en solitario de la Zona Oriental de la Serie Nacional de Béisbol.

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Diputado brasileño ofrece apoyo a la izquierda tras elogio de Petro

26 October 2026 at 21:54

Brasilia, 26 oct (Prensa Latina) El diputado brasileño André Janones se puso hoy a disposición de la izquierda mundial para combatir a la extrema derecha, tras recibir elogios del expresidente colombiano Gustavo Petro.

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TRE-BA revoga ordem de prisão de secretário de Mobilidade de Salvador

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O presidente do Tribunal Regional Eleitoral da Bahia (TRE-BA), Maurício Kertzman Szporer, revogou, nesta segunda-feira (26), a ordem de prisão em flagrante do secretário municipal de Mobilidade de Salvador, Pablo Souza.

O magistrado tinha ordenado, no domingo (25), que a Polícia Federal (PF) detivesse Souza. A determinação buscava “constranger” a Secretaria de Mobilidade (Semob) a tomar as providências necessárias para garantir a circulação de 100% da frota de ônibus na capital baiana durante o segundo turno das eleições.

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“A [ordem de] prisão cumpria função instrumental: constranger ao cumprimento imediato da tutela de urgência até o encerramento da votação. Essa finalidade se exauriu [com o término do horário de votação]”, argumenta Szporer ao justificar a revogação de parte de sua decisão anterior.

Segundo o magistrado, o mandado de prisão não foi cumprido antes de deixar de ser necessário porque Souza se encontra no exterior e só deve retornar ao Brasil nesta segunda-feira. O secretário municipal também se comprometeu a se apresentar espontaneamente às autoridades responsáveis assim que chegar ao país. 

O Ministério Público Eleitoral (MPE), que instaurou um procedimento preliminar (notícia de fato) para apurar as suspeitas de crime eleitoral, não requereu a prisão de Souza.

Em sua decisão, o presidente do TRE-BA destaca que a revogação da ordem de prisão não elimina a necessidade de apuração dos fatos. O magistrado determina que a Semob e as empresas concessionárias preservem e apresentem, em até 48 horas após ser intimadas, o plano de operações vigente no domingo; as escalas de motoristas; as ordens de serviço; os registros de monitoramento da frota e as comunicações internas relativas à redução do serviço, com a comparação com dias úteis.

Segundo Szporer, a conduta de Souza, em tese, pode configurar crime eleitoral, passível de reclusão de quatro a seis anos e mais o pagamento de multa. 

Há provas materiais, como vídeos e fotografias, de dezenas de ônibus retidos em garagens das empresas concessionárias de transporte durante no horário de votação, enquanto a frota operava com uma redução superior a 50% da empregada em dias úteis.

A Agência Brasil não conseguiu contato com o secretário municipal ou com seus advogados. 

Em nota divulgada no domingo, a Semob garantiu ter determinado que todos os ônibus fossem liberados das garagens, com a frota máxima, de forma a garantir o serviço de transporte gratuito para a população durante a votação.

Flávio Bolsonaro denuncia orden para entregar sus pasaportes

26 October 2026 at 21:00

Brasilia, 26 oct (Prensa Latina) El senador brasileño Flávio Bolsonaro afirmó hoy que fue notificado por la Policía Federal (PF) de una orden para entregar sus pasaportes y de una prohibición para salir del país.

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Moraes manda Flávio entregar passaporte e o proíbe de deixar o país

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O ministro Alexandre de Moraes, do Supremo Tribunal Federal (STF), proibiu nesta segunda-feira (26) o senador Flávio Bolsonaro (PL) de deixar o país. O parlamentar será obrigado a entregar os seus passaportes à Polícia Federal (PF). 

A decisão está em segredo de justiça e foi tornada pública pelo senador em suas redes sociais. A ordem judicial faz parte do processo em que Flávio e o advogado Willer Tomaz são investigados no STF. 

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"Hoje de manhã, eu fui visitar meu pai. Quando eu estava saindo, a Polícia Federal do Lula estava na porta da casa dele e, no meio da rua, eu fui intimado a entregar meus passaportes e também estou proibido de deixar o país", relatou. 

Na semana passada, Moraes determinou o bloqueio de até R$ 6 bilhões de Willer, investigado por suspeitas de lavagem de dinheiro relacionado a negócios envolvendo bets.

Conforme a apuração preliminar da Polícia Federal, Flávio seria beneficiário de recursos da Alcazar Holdings, uma empresa sediada na Ilha da Madeira, em Portugal, e que também é investigada pela PF. 

Irmão nos Estados Unidos

Segundo Flávio, a decisão de Moraes está baseada em uma fala de seu irmão, Eduardo Bolsonaro, que está nos Estados Unidos, apesar de constar contra ele um mandado de prisão em aberto no Brasil. Na declaração, dada na semana passada, Eduardo, que teve o mandato de deputado federal cassado, defendeu que Flávio deveria deixar o Brasil se perdesse a eleição.

O senador questionou a decisão do ministro Alexandre de Moraes de impedi-lo de viajar. 

"Isso é motivo para tirar meu passaporte? Isso é justiça? Essa decisão foi tomada no domingo à noite, logo depois do resultado da eleição. Se eu tivesse ganhado as eleições, iria acontecer a mesma coisa?", indagou.

Eduardo Bolsonaro foi condenado a quatro anos de prisão por articular sanções contra autoridades brasileiras e o tarifaço dos Estados Unidos contra as exportações do país, em uma tentativa de evitar a condenação de seu pai, o ex-presidente Jair Bolsonaro, no processo da trama golpista.

Derrota nas eleições

Flávio Bolsonaro disputou o segundo turno das eleições presidenciais com Luiz Inácio Lula da Silva, que foi reeleito no último domingo (25) com uma vantagem de mais de 4 milhões de votos. 

No entanto, o candidato do PL não reconheceu a vitória do adversário e disse, em seu discurso após a apuração, que pedirá a anulação do pleito. O senador contestou a decisão do ministro do Supremo Tribunal Federal Cristiano Zanin que determinou a ampliação do horário de votação em duas horas.

Zanin atendeu a um pedido da campanha do PT, que denunciou falta de transportes em diversas cidades do Brasil, o que descumpre decisão da Justiça Eleitoral de oferta de transporte gratuito no dia das eleições. 

Apesar disso, tanto a campanha de Lula quanto a do próprio Flávio haviam feito o pedido de extensão do horário de votação ao Tribunal Superior Eleitoral, que não tomou uma decisão antes do fechamento das urnas. No caso da campanha de Flávio, a justificativa apresentada eram fortes chuvas nas regiões Sul e Sudeste, que dificultaram o deslocamento do eleitor.

Posse de Lula será em 5 de janeiro

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A posse para o quarto mandato do presidente Luiz Inácio Lula da Silva e do vice Geraldo Alckmin ocorrerá no dia 5 de janeiro de 2027, e não mais no primeiro dia do ano. Os governadores e vices vão assumir o mandato no dia seguinte.

Essa mudança de datas foi estabelecida pela Emenda Constitucional nº 111, de 28 de setembro de 2021. Trata-se de uma novidade na rotina da democracia brasileira. Desde a promulgação da Constituição de 1988, a data de posse ocorria sempre no dia 1º de janeiro. Antes de 1988, os chefes do Executivo tinham o evento de início de mandato no dia 15 de março.

Agenda

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Com a mudança, os governadores eleitos conseguem participar da posse do presidente em Brasília. Antes, as cerimônias aconteciam no mesmo dia. O evento de posse do presidente tem a tradição de anteceder o desfile em carro aberto e a recepção na rampa do Congresso pelos chefes do Senado e da Câmara.

Legislativo

Na Câmara e no Senado, a data de posse dos novos senadores e deputados permanece inalterada: 1º de fevereiro. Na ocasião, os parlamentares eleitos prestam o compromisso regimental, sem discurso dos presentes. Neste mesmo dia, acontece a eleição das Mesas de cada Casa para mandato de dois anos.

PF registrou 86 casos de possíveis crimes eleitorais no 2º turno

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A Polícia Federal divulgou nesta segunda-feira (26) que 86 casos relacionados a possíveis crimes eleitorais foram registrados no segundo turno das eleições.

Também foram instaurados 13 inquéritos policiais e lavrados 64 termos circunstanciados de ocorrência. Além disso, seis situações de flagrante permaneciam em análise.

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Entre os principais registros, estão 38 casos de possíveis violações ou tentativas de violações dos sigilos dos votos, 24 de propaganda eleitoral irregular, oito de desordem nos trabalhos eleitorais e seis de desobediência eleitoral. Foram registradas ainda ocorrências envolvendo danos a urnas eletrônicas e suspeitas de votação em nome de terceiros.

Os casos foram registrados em 21 unidades da federação: Paraíba (11), Minas Gerais (9), Sergipe (8), Bahia (5), Pernambuco (5), Rio de Janeiro (5), Alagoas (4), Espírito Santo (4), Mato Grosso (4), Acre (3), Distrito Federal (3), Piauí (3), Paraná (3), São Paulo (3), Ceará (2), Maranhão (2), Mato Grosso do Sul (2), Pará (2), Rio Grande do Norte (2), Rondônia (2) e Santa Catarina (1).

Durante o segundo turno, foram apreendidos, em contagem preliminar, R$ 41.420 em bens e valores, incluindo R$ 4.157 em dinheiro. Entre os materiais apreendidos, estão aparelhos celulares, equipamentos de informática e de som.

Números de 2026

Até as 9h30 desta segunda-feira (26), a Polícia Federal havia instaurado 1.629 inquéritos policiais relacionados a crimes eleitorais ao longo de 2026. Na mesma data, havia 2.483 inquéritos em andamento.

O valor total de bens e valores apreendidos em ações relacionadas a crimes eleitorais alcançou quase R$ 52 milhões, dos quais R$ 31 milhões correspondem a dinheiro em espécie.

Os dados também incluem investigações relacionadas à violência política contra a mulher, prevista no art. 326-B do Código Eleitoral. Ao longo do ano, há 104 inquéritos em andamento.

Os números são dinâmicos e podem sofrer alterações em razão de novas ocorrências, investigações e atualizações dos sistemas da instituição.

Canadian-backed potash mine in Brazil has dried up sacred Amazon springs, say residents

26 October 2026 at 20:28
The construction of an access road for a potash mining project in Autazes, in Brazil’s Amazonas state, has caused at least two sacred springs to dry up, according to the Indigenous Mura people. It is the latest in a series of controversies spanning a decade that has plagued the Potássio Autazes project. “There is a profound sense of loss,” Filipe Mura, chief of the affected Lago do Soares village, told Mongabay via WhatsApp. “We realize we may be losing what belongs to us — our territory, our culture, and, above all, the very life that exists in this place.” In Mura traditional cosmology, all springs, rivers, lakes and forests have a guardian, or owner, who must be treated with respect, residents tell Mongabay. “If a spring dries up, it means its keeper has departed — and when the keeper leaves, they take with them the animals, the fertility of the soil, and all the blessings of that region,” Willian Rodrigues Filgueira, a professor from the Mura Baixo Madeira Indigenous territory, which neighbors the affected Lago do Soares/Urucurituba territory, and member of the Organization of Mura Indigenous Leaders of Careiro da Várzea (OLIMCV), told Mongabay via WhatsApp. The loss of a spring, therefore, disrupts the spiritual balance that sustains life in the territory. Residents also said that the company behind the project has begun to clear-cut the area — the process of cutting down all trees in a section of forest at the same time — where it intends to build…This article was originally published on Mongabay

María Corina Machado regresa a Venezuela entre muestras de apoyo y exigencias de libertad

El regreso de María Corina Machado a Venezuela estuvo marcado por emotivos encuentros con ciudadanos que esperan cambios y el retorno de los exiliados. Durante su recorrido, vistió una camisa en apoyo a los presos políticos, cuyos familiares siguen exigiendo su libertad.

Eleições 2026: oito partidos vão comandar 26 estados e o DF

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O resultado do segundo turno das eleições de 2026, nesse domingo (25), consolidou o novo mapa partidário do Brasil. Com a definição de quem governará os estados do Acre, Amazonas, Espírito Santo, Rio Grande do Norte, Tocantins e o Distrito Federal, um fato chama a atenção: a partir de 2027, o comando das 27 unidades da federação ficará concentrado em apenas oito partidos.

PL

Embora não tenha eleito nenhum novo governador nesse domingo, o PL manteve a liderança conquistada no primeiro turno, em 4 de outubro. Políticos filiados à legenda comandarão seis estados: Paraná (Sergio Moro); Rio de Janeiro (Douglas Ruas); Rio Grande do Sul (Luciano Zucco) e Rondônia (Marcos Rogério), além de Roraima (Arthur Henrique) e Santa Catarina (Jorginho Mello).

PSD

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Com a vitória de Omar Aziz no Amazonas, o PSD conquistou cinco estados: Amapá (Dr. Furlan), Amazonas, Maranhão (Eduardo Braide), Pernambuco (Raquel Lyra) e Sergipe (Fábio Mitidieri).

PP

O PP, que no primeiro turno já tinha vencido em Mato Grosso do Sul (Eduardo Riedel) e na Paraíba (Lucas Ribeiro), conquistou a preferência do eleitorado, nesse domingo, no Acre (Mailza Assis) e no Distrito Federal (Celina Leão).

PT

O PT repetiu o desempenho das eleições gerais de 2022, mantendo-se no comando do Poder Executivo dos quatro estados do Nordeste que já governa: Jerônimo Rodrigues (Bahia); Elmano de Freitas (Ceará) e Rafael Fonteles (Piauí) foram reeleitos, enquanto Cadu de Lula (Rio Grande do Norte) foi eleito para suceder a atual governadora potiguar, Fátima Bezerra, que está encerrando seu segundo mandato.

Republicanos

No segundo turno, o Republicanos conseguiu eleger Lorenzo Pazolini para governar o Espírito Santo. Antes, a legenda já tinha vencido em Minas Gerais (Cleitinho Azevedo), Mato Grosso (Otaviano Pivetta) e São Paulo (Tarcísio de Freitas).

PSDB

O PSDB conquistou dois estados: no primeiro turno, Alagoas (João Henrique Caldas, o JHC), e, no segundo, Tocantins (Vicentinho Júnior).

MDB

O MDB reelegeu Daniel Vilela para o governo de Goiás ainda no primeiro turno. Vilela era vice do ex-governador Ronaldo Caiado e assumiu o comando do estado depois que ele renunciou ao cargo para disputar a Presidência da República.

Podemos

O antigo PTN, que em 2017 passou a se chamar Podemos, vai governar o Pará, onde o Dr. Daniel foi eleito no primeiro turno.
 

Governadores eleitos por partidos
Partido 1º turno 2º turno Unidades federativas Total
PL 6 0 PR, RJ, RO, RR,RS, SC 6
PSD 4 1 AM, AP, MA, PE, SE 5
PP 2 2 AC, DF, MS, PB 4
PT 3 1 BA, CE, PI, RN 4
Republicanos 3 1 ES, MG, MT, SP 4
PSDB 1 1 AL, TO 2
MDB 1 0 GO 1
Podemos  1 0 PA 1
Total 21 6   27

Atribuições e políticas públicas

Os governadores são responsáveis pela administração dos estados e pela execução de políticas públicas em áreas como saúde, educação, segurança pública, infraestrutura e desenvolvimento econômico.

As decisões tomadas pelos governos dos estados influenciam diretamente serviços utilizados pela população, como hospitais e escolas estaduais, policiamento, sistema prisional, transporte e programas sociais.

Além disso, os governadores participam de negociações com a União e os municípios para a execução de obras e programas financiados com recursos públicos.

Holanda anuncia US$ 500 milhões em fundo florestal criado pelo Brasil

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O governo dos Países Baixos (Holanda) anunciou nesta segunda-feira (26) que pretende investir US$500 milhões no Fundo Florestas Tropicais para Sempre (TFFF, na sigla em inglês). O mecanismo internacional de financiamento foi idealizado pelo Brasil e lançado durante a 30ª Conferência das Nações Unidas sobre Mudanças Climáticas (COP30), realizada em Belém, em 2025.

O aporte não será feito todo de uma vez, mas dividido ao longo de um período de 10 anos. Segundo o anúncio do governo, o investimento reforça a ambição do país em relação às metas climáticas internacionais e à biodiversidade.

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O ministro do Comércio Exterior e Cooperação para o Desenvolvimento, Sjoerd Sjoerdsma, disse que preservar as florestas é fundamental para enfrentar as mudanças climáticas, que ameaçam segurança, prosperidade e liberdades.

“Isso reduz as emissões e é essencial para a resiliência dos ecossistemas, da biodiversidade e do abastecimento alimentar global. Por meio deste compromisso, oferecemos aos países um incentivo sólido e previsível para proteger e conservar suas florestas tropicais”, disse Sjoerdsma.

Com o anúncio, os Países Baixos passam a integrar uma coalizão internacional que já anunciou intenção de contribuir com o investimento. Entre os países estão Brasil, Noruega, Luxemburgo,  Indonésia, Alemanha, França, Portugal e Reino Unido.

Os investidores que comprarem os títulos emitidos pelo TFFF receberão juros fixos e estáveis. Já os países que conseguirem recuperar e manter suas florestas de pé serão recompensados financeiramente por esse esforço. Eles só receberão os valores após verificação por imagens de satélite que confirmem níveis de desmatamento abaixo de limites pré-definidos.

O fundo também prevê um protagonismo das populações indígenas e povos e comunidades tradicionais, que desempenham papel direto na proteção das florestas. O mecanismo propõe destinar pelo menos 20% dos pagamentos nacionais a essas populações. 

Os idealizadores do TFFF estimam que ele poderá proteger mais de 1 bilhão de hectares de florestas em mais de 70 países. O objetivo é arrecadar, pelo menos, US$ 125 bilhões. Desse montante, US$ 100 bilhões deverão vir do setor privado, enquanto os outros US$ 25 bilhões são esperados de governos pelo mundo.

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