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Tajani in Questura a Milano incontra dirigente ferito il 17 ottobre: Grazie alle forze dell’ordine

(Agenzia Vista) Milano, 26 ottobre 2026
“Noi siamo qua, innanzitutto per ringraziarvi per quello che avete fatto anche questo fine settimana, che grazie alla vostra attività di prevenzione abbiamo dato un messaggio anche all’estero, dico anche alla fine, sul di un paese che è in grado di controllare anche manifestazioni violente di ogni tipo”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in Questura a Milano.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Elezioni in Brasile, Bolsonaro Jr: “Mi hanno ordinato di consegnare i passaporti e mi hanno anche proibito di lasciare il Paese”

Flávio Bolsonaro denuncia di essere stato fermato dalla Polizia federale brasiliana, che gli avrebbe ordinato di consegnare i passaporti e gli avrebbe vietato di lasciare il Paese. Il senatore, sconfitto alle presidenziali da Luiz Inácio Lula da Silva, ha raccontato l’episodio sui social. Intanto Donald Trump mette in dubbio la regolarità delle elezioni, definendole apparentemente truccate, senza presentare prove.

Gli agenti all’uscita dall’abitazione di Jair Bolsonaro, che si trova agli arresti domiciliari

Flávio Bolsonaro sostiene di non poter più lasciare il Brasile. Il senatore, sconfitto da Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali, ha denunciato sui social di aver ricevuto dalla Polizia federale l’ordine di consegnare i propri passaporti e il divieto di espatrio. Secondo il suo racconto, gli agenti lo avrebbero fermato mentre usciva dall’abitazione del padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, agli arresti domiciliari.

“Stamattina sono andato a trovare mio padre, che come sapete è agli arresti domiciliari. E mentre stavo uscendo, la Polizia Federale di Lula era alla sua porta, in mezzo alla strada. Mi hanno ordinato di consegnare i passaporti e mi hanno anche proibito di lasciare il Paese”, ha raccontato il senatore in un video pubblicato sui social.

La richiesta di consegnare i documenti arriva all’indomani della sconfitta elettorale contro Lula, riconfermato alla guida del Paese. Flávio Bolsonaro ha riferito di aver ricevuto l’intimazione dagli agenti, ma dal suo racconto non emerge che i passaporti fossero già stati materialmente ritirati.

Elezioni in Brasile, Trump: “Voto irregolare”

Nel frattempo, anche Donald Trump interviene sulle presidenziali brasiliane, contestando la regolarità del voto. Il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto che le elezioni gli siano sembrate truccate, senza tuttavia fornire prove di irregolarità.

“Le elezioni hanno dato un’impressione pessima”, ha dichiarato Trump prima di partire per il Mississippi, dove era atteso per un comizio. Il presidente americano ha affermato di non aver sostenuto nessuno dei due candidati, ma di considerare il processo elettorale sospetto. Nonostante le critiche, Trump ha espresso apprezzamento per il presidente brasiliano. “Mi piace Lula, vado d’accordo”, ha dichiarato, tornando però a contestare il voto, da lui definito segnato da pratiche “estremamente corrotte”.

“A mio avviso è stato uno spettacolo terribile”, ha aggiunto il presidente americano.

Le dichiarazioni di Trump arrivano mentre Flávio Bolsonaro contesta la sconfitta e denuncia il provvedimento che, secondo quanto riferito dal senatore, gli impedirebbe di lasciare il Brasile.

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Manovra, si punta al via libera in Cdm: Bruxelles risponde ma restano da definire energia e 5 miliardi dalle banche

Il governo punta ad approvare la manovra mercoledì in Consiglio dei ministri, dopo un nuovo vertice di maggioranza con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Bruxelles ha risposto sulla flessibilità per l’energia, ma il confronto prosegue. Da definire anche il contributo da 5 miliardi del settore finanziario, mentre i partiti continuano a presentare le proprie richieste.

Dal confronto con Bruxelles ai 5 miliardi dal settore finanziario: le decisioni ancora da prendere

Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti provano a chiudere la manovra entro mercoledì 28 ottobre. È questo l’obiettivo fissato dalla maggioranza al termine del terzo vertice in una settimana, dopo una giornata segnata dalle ipotesi di un ulteriore rinvio. Alla riunione, svolta in videocollegamento, hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La maggioranza ha confermato la volontà di “concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari”. In cima alla lista ci sono famiglie, ceto medio, giovani, anziani, sanità e imprese, insieme alle misure fiscali. L’obiettivo dichiarato è “sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia”, mantenendo però “la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici”.

Il ministro dell’Economia deve quindi trovare le coperture per le richieste dei partiti, mentre prosegue il confronto con la Commissione europea sulla possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per gli interventi legati all’energia.

Manovra, Bruxelles risponde sulla flessibilità: esclusi i sussidi ai combustibili fossili

Dall’Unione europea è arrivata una prima risposta alle richieste italiane. La Commissione si è detta intenzionata ad aiutare Roma a sfruttare i margini consentiti dalla clausola di salvaguardia, ma il governo dovrà ancora chiarire “gli interventi ammissibili” e i “relativi margini di flessibilità”.

Durante il vertice, gli alleati hanno fatto il punto sulle interlocuzioni con Bruxelles, “che proseguono in un modo proficuo”. I colloqui sulle singole misure sarebbero stati approfonditi, anche se spetterà all’Italia comunicare alla Commissione gli interventi precisi una volta adottati.

Bruxelles ha già posto un limite sui combustibili fossili: la flessibilità non potrà essere utilizzata per finanziare sussidi collegati al loro consumo. Restano quindi escluse agevolazioni sui carburanti e forme di sostegno energetico riconducibili all’utilizzo di queste fonti. Il governo dovrà individuare misure compatibili con le condizioni europee e con le regole del Patto di stabilità.

Pensioni, Irpef e affitti: le richieste di Lega, Forza Italia e Noi Moderati

Matteo Salvini continua a chiedere la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni, l’innalzamento a 100mila euro della soglia di reddito per la flat tax delle partite Iva e un voucher sanitario destinato agli anziani. Tra le priorità della Lega figurano anche “affitti brevi e cedolare secca”.

Forza Italia insiste sull’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi fino ad almeno 55mila euro e chiede “risposte” per i giovani, proponendo di alleggerirne il carico fiscale. Gli azzurri puntano anche a interventi sulle retribuzioni e sulla previdenza delle forze dell’ordine.

Noi Moderati concentra invece le proprie proposte su giovani e famiglie. Tra le misure indicate ci sono una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e l’azzeramento delle imposte per tre anni per gli under 30 al primo impiego. Si tratta di richieste politiche che dovranno ancora essere valutate in base alle risorse disponibili.

Dal mondo delle imprese arrivano ulteriori sollecitazioni. Confindustria chiede “una politica industriale per il Paese”, mentre Federchimica punta su maggiori incentivi alla ricerca e su un credito d’imposta strutturale. Confedilizia propone la cedolare secca per i negozi, una riduzione della tassazione sulle locazioni a canone concordato e la conferma dei bonus edilizi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto a Giorgetti ulteriori stanziamenti per l’edilizia scolastica.

Banche e assicurazioni, il governo cerca 5 miliardi: Tajani chiede un contributo senza nuove tasse sugli extraprofitti

Tra le coperture ancora da definire figura il contributo da 5 miliardi di euro richiesto al settore finanziario. Secondo Antonio Tajani, le risorse dovranno arrivare da “tutti”, comprese “banche, assicurazioni e anche altre realtà”. Il segretario di Forza Italia esclude però una “visione punitiva” nei confronti degli istituti di credito e parla di “una richiesta di collaborazione”. Tra i soggetti che potrebbero essere coinvolti ha indicato anche Cassa depositi e prestiti.

Tajani ritiene possibile escludere le banche di credito cooperativo (Bcc) e invita a valutare con attenzione anche la posizione delle Fondazioni bancarie. Una trattativa da condurre senza irrigidire le posizioni, perché, come ha osservato il vicepremier, “bisogna lavorare di fioretto”. L’entità del contributo è stata indicata, ma le modalità di prelievo e la distribuzione tra i diversi soggetti non sono ancora definite.

Meloni risponde a Manfredi: confronto sulla manovra sì, ma con tutti i sindaci

La presidente del Consiglio ha risposto anche all’appello dei sindaci di centrosinistra che chiedevano un incontro urgente con il governo.

In una lettera inviata al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, Meloni ha confermato la “disponibilità” al dialogo, indicando però come sede istituzionale la Conferenza Stato-Città.

La premier si è detta pronta a partecipare “personalmente”, insieme al ministro Giorgetti, dal momento che il confronto riguarda anche la legge di bilancio. Ha precisato però che “se si tratta di un confronto istituzionale” devono essere coinvolti “tutti i sindaci”, non soltanto quelli appartenenti a un determinato schieramento politico.

Meloni ha quindi proposto di affrontare le richieste degli amministratori locali nella sede che già riunisce governo e autonomie, con la possibilità di partecipare direttamente alla discussione sulla manovra.

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Vinext nomina Alessandro Zanolli e Franco Brezza per sviluppare Food & Beverage, detergenza e distillati

Zanolli al Food & Beverage, Brezza ai distillati: la scommessa sui mercati esteri

A seguito della diffusione dei principali indicatori economico-finanziari consolidati al 30 settembre 2026, approvati dal Consiglio di Amministrazione del 20 ottobre 2026, Vinext S.p.A. (“Vinext” o la “Società”), gruppo specializzato in biotecnologie e tecnologie per l’enologia, la brassicoltura e le soluzioni innovative per l’agroalimentare e l’industria, prosegue nell’attuazione della propria strategia di crescita, puntando sul rafforzamento delle competenze manageriali, sulla diversificazione delle linee di business e sullo sviluppo dei mercati internazionali. Il percorso si inserisce in una fase di progressivo recupero della redditività operativa: il terzo trimestre, sostenuto dalla ripresa della domanda legata alla stagione vendemmiale, ha generato quasi la metà dei ricavi del periodo e riportato in positivo l’EBITDA dei nove mesi. I risultati confermano il potenziale del modello di business del Gruppo e, al contempo, evidenziano l’importanza di ampliare progressivamente i settori di riferimento, così da ridurre la dipendenza dalla stagionalità del comparto vitivinicolo e costruire una base di ricavi più diversificata.

Due nuovi ingressi manageriali per accelerare lo sviluppo di nuovi mercati

In quest’ottica si inseriscono due nuovi ingressi manageriali destinati a contribuire allo sviluppo commerciale e industriale di Vinext.

Alessandro Zanolli assume la responsabilità delle attività Food & Beverage e Detergenza Industriale, portando in azienda un know-how specialistico e un’esperienza ventennale maturata presso una multinazionale leader del settore. Il suo ingresso punta a rafforzare il presidio commerciale in comparti nei quali le competenze tecnologiche del Gruppo possono trovare nuove applicazioni, ampliando le opportunità di sviluppo e di collaborazione con clienti industriali.

Franco Brezza, manager con una consolidata esperienza nei settori degli spumanti e dei distillati, maturata inizialmente nel Gruppo Martini e successivamente in Bacardi, contribuirà allo sviluppo del comparto dei distillati, un’area di business nella quale le tecnologie e i prodotti di Vinext possono offrire soluzioni di interesse per gli operatori. Il suo ingresso si inserisce inoltre nel percorso di espansione internazionale del Gruppo, con particolare attenzione a mercati quali Georgia e Francia, e al sostegno dello sviluppo della partecipata in Moldavia.

L’inserimento di nuove competenze specialistiche rappresenta un tassello della strategia di Vinext volta a rafforzare la propria presenza nei mercati di riferimento e a valorizzare il patrimonio tecnologico del Gruppo in settori complementari a quello enologico.

Diversificazione e innovazione al centro della strategia di crescita

Accanto al consolidamento del business enologico, Vinext intende sviluppare ulteriormente la propria presenza nei comparti alimentare, della detergenza industriale, della brassicoltura e dei distillati, facendo leva sulle competenze maturate, sulle tecnologie proprietarie e sulla capacità di adattare prodotti e processi alle esigenze di differenti applicazioni industriali.

La diversificazione costituisce una leva strategica per ampliare la base clienti, sviluppare nuove opportunità di cross-selling e favorire una progressiva destagionalizzazione delle attività. In questo percorso, l’attenzione alla sostenibilità e le soluzioni tecnologiche dedicate al recupero della CO₂ possono rappresentare elementi distintivi dell’offerta del Gruppo, contribuendo all’ottimizzazione delle risorse e allo sviluppo di processi produttivi più efficienti.

SIMEI: incontri internazionali e dimostrazioni delle tecnologie

La partecipazione a SIMEI 2026, salone internazionale dedicato alle tecnologie per il settore vitivinicolo e delle bevande in programma a Fiera Milano (Rho) dal 17 al 20 novembre 2026, rappresenta un’importante occasione per dare visibilità alle soluzioni del Gruppo, consolidare le relazioni commerciali e sviluppare nuove opportunità di business.

In vista della manifestazione, Vinext è già impegnata nell’organizzazione di incontri con aziende internazionali, potenziali importatori e distributori, con l’obiettivo di ampliare la rete commerciale e individuare nuove opportunità di collaborazione nei mercati esteri.

Presso lo stand del Gruppo saranno inoltre organizzate dimostrazioni tecniche e pratiche, pensate per consentire ai visitatori di conoscere direttamente le tecnologie, valutarne le applicazioni e comprenderne i vantaggi operativi. L’approccio dimostrativo intende favorire un confronto concreto con gli operatori e valorizzare le caratteristiche delle soluzioni sviluppate da Vinext, anche in relazione all’efficienza dei processi e alla sostenibilità.

Il rafforzamento della rete distributiva rappresenta un ulteriore elemento della strategia di espansione di Vinext. In questo contesto si inserisce l’accordo distributivo con Compagno, volto a sviluppare la presenza commerciale delle soluzioni del Gruppo attraverso una collaborazione dedicata.

Le dichiarazioni dell’amministratore delegato, Salvatore Vignola

Salvatore Vignola, Amministratore Delegato di Vinext, ha dichiarato: “I risultati dei primi nove mesi del 2026 confermano la capacità di Vinext di esprimere una redditività operativa positiva nei periodi di maggiore attività del mercato enologico. Il terzo trimestre ha generato quasi la metà dei ricavi dei nove mesi e un EBITDA di circa mezzo milione di euro, riportando in positivo il risultato operativo lordo progressivo. Si tratta di un segnale importante, che rafforza la nostra convinzione circa il potenziale delle tecnologie e delle competenze sviluppate dal Gruppo. La nostra ambizione è valorizzare questo patrimonio andando oltre il mercato enologico tradizionale. L’ingresso di Alessandro Zanolli e Franco Brezza ci permette di rafforzare competenze e relazioni in comparti quali Food & Beverage, detergenza industriale e distillati, aprendo nuove prospettive di sviluppo commerciale e internazionale. Vogliamo costruire un Gruppo progressivamente meno esposto alla stagionalità, capace di mettere a fattor comune le proprie tecnologie in settori differenti e di generare nuove opportunità attraverso l’innovazione, la sostenibilità e il recupero della CO₂. In questo percorso, il SIMEI sarà un momento importante di confronto con il mercato, di presentazione delle nostre soluzioni e di sviluppo di relazioni con potenziali partner e distributori internazionali. Continueremo a lavorare per rafforzare il posizionamento di Vinext, ampliare la base clienti e sostenere una crescita equilibrata, mantenendo al centro la disciplina finanziaria e la creazione di valore nel lungo periodo”.

Vinext prosegue nell’attuazione di un piano di sviluppo fondato sul rafforzamento del business enologico, sulla crescita delle attività complementari e sull’espansione internazionale. Il potenziamento delle competenze manageriali, le iniziative commerciali e la partecipazione alle principali manifestazioni di settore sono parte di un percorso volto a valorizzare le tecnologie del Gruppo e a cogliere nuove opportunità applicative.

La Società manterrà al contempo l’attenzione sulla gestione del capitale circolante e sull’equilibrio della struttura finanziaria, elementi essenziali per accompagnare lo sviluppo delle attività e sostenere la crescita nel medio-lungo periodo.

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Unipol fa quasi il pieno per Mps: raccolti 2,46 miliardi, adesioni al 98,42%

Unipol ha raccolto 2,46 miliardi di euro nell’aumento di capitale finalizzato all’acquisto degli sportelli di Monte dei Paschi di Siena. Sottoscritto il 98,42% delle nuove azioni offerte, con le cooperative azioniste che hanno rispettato tutti gli impegni. Il restante 1,58% sarà offerto in Borsa.

Le cooperative coprono oltre metà dell’offerta, il restante 1,58% dei titoli andrà in Borsa

Unipol chiude la prima fase dell’aumento di capitale da circa 2,5 miliardi di euro con adesioni al 98,42%, raccogliendo complessivamente 2.460.280.120,80 euro. L’operazione, destinata a finanziare l’acquisto degli sportelli di Monte dei Paschi di Siena, ha registrato una sottoscrizione quasi integrale delle nuove azioni offerte.

La società ha annunciato che il periodo di offerta in opzione si è “concluso con successo”. Nel dettaglio, sono stati esercitati 706.014.237 diritti di opzione, che hanno consentito la sottoscrizione di 119.663.430 nuove azioni Unipol, pari al 98,42% del totale.

A contribuire in maniera significativa sono state le cooperative azioniste aderenti al patto di sindacato, che “hanno dato integrale esecuzione agli impegni di sottoscrizione”. Complessivamente hanno acquistato 61.126.720 nuove azioni, per un controvalore di circa 1,257 miliardi di euro, corrispondente al 50,27% dei titoli offerti.

Per completare l’aumento rimangono 11.321.451 diritti di opzione non esercitati, che consentono di sottoscrivere il restante 1,58% delle nuove azioni, per un controvalore complessivo di 39.452.378,40 euro.

Unipol offrirà i diritti residui in Borsa nelle sedute del 28 e 29 ottobre. L’offerta potrà concludersi già il 28 ottobre qualora tutti i diritti inoptati vengano venduti nella prima giornata.

La sottoscrizione dell’aumento di capitale è così vicina al completamento. L’esito dell’asta riguarderà la quota residua dell’offerta, mentre l’acquisizione degli sportelli Mps rimane un’operazione distinta, legata al più ampio riassetto bancario.

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Obama: Alla Casa Bianca oro ovunque, è come se Saddam Hussein avesse aperto un Cheesecake Factory

(Agenzia Vista) Cleveland, Ohio, Usa, 26 ottobre 2026
“Ha combinato la Casa Bianca facendola sembrare una fabbrica di cheesecake di Saddam Hussein, c’è oro ovunque”. Lo ha detto l’ex Presidente Usa Barack Obama a un comizio a Cleveland in Ohio. Not for sale.
Courtesy: Barack Obama
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Pallone d’Oro 2026, Lautaro 22°, Vitinha 14° e Vinicius 17°: chi vincerà? Kane, Mbappè e Yamal i favoriti. La classifica LIVE

È il giorno del Pallone d’Oro 2026. A Londra, in occasione della 70ª edizione del premio organizzato da France Football, vengono svelate progressivamente le posizioni dei 30 candidati. Lautaro Martinez chiude al 22° posto, Vitinha al 14°, Vinicius Jr al 17° e Jude Bellingham all’11°. Harry Kane, Kylian Mbappé e Lamine Yamal sono tra i principali favoriti per la vittoria finale.

Pallone d’Oro 2026, la classifica ufficiale in aggiornamento: tutte le posizioni annunciate

  • 11° – Jude Bellingham (Real Madrid)
  • 12° – Pau Cubarsí (Barcellona)
  • 13° – Achraf Hakimi (Paris Saint-Germain)
  • 14° – Vitinha (Paris Saint-Germain)
  • 15° – Declan Rice (Arsenal)
  • 16° – Ferran Torres (Paris Saint-Germain)
  • 17° – Vinicius Jr (Real Madrid)
  • 18° – Marc Cucurella (Real Madrid)
  • 19° – João Neves (Paris Saint-Germain)
  • 20° – Willian Pacho (Paris Saint-Germain)
  • 21° – Gabriel Magalhães (Arsenal)
  • 22° – Lautaro Martínez (Inter)
  • 23° – Nuno Mendes (Paris Saint-Germain)
  • 24° – Luis Díaz (Bayern Monaco)
  • 25° – Marquinhos (Paris Saint-Germain)
  • 26° – Dayot Upamecano (Bayern Monaco)
  • 27° – Bruno Fernandes (Manchester United)
  • 28° – Julián Quiñones (Al-Qadsiah)
  • 29° ex aequo – William Saliba (Arsenal)
  • 29° ex aequo – Sadio Mané (Al-Nassr)

Pallone d’Oro 2026, Top 10: ecco i dieci nomi ancora in corsa

Sono dieci i calciatori che attendono di conoscere il proprio piazzamento. Harry Kane, Kylian Mbappé e Lamine Yamal figurano tra i favoriti, ma restano in corsa anche Lionel Messi, Erling Haaland e il vincitore uscente Ousmane Dembélé.

Ecco i dieci calciatori della top ten, in ordine alfabetico e non di classifica:

  • Ousmane Dembélé (Paris Saint-Germain)
  • Erling Haaland (Manchester City)
  • Harry Kane (Bayern Monaco)
  • Khvicha Kvaratskhelia (Paris Saint-Germain)
  • Kylian Mbappé (Real Madrid)
  • Lionel Messi (Inter Miami)
  • Michael Olise (Bayern Monaco)
  • Rodri (Barcellona)
  • Fabián Ruiz (Paris Saint-Germain)
  • Lamine Yamal (Barcellona)

Le posizioni dal 10° al 1° posto sono ancora da annunciare.

Classifica in aggiornamento.

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Monaco sotto choc, trovato morto il cugino 29enne di Alberto II: c’è un fermo

Dramma nel Principato di Monaco, trovato morto il cugino di Alberto II

Giallo nel Principato di Monaco: il 29enne Antoine de Massy, parente del principe Alberto II, è stato rinvenuto privo di vita ieri sera all’interno di un parco locale. La polizia ha fermato una persona, come rivelato dalla testata Monaco-Matin, anche se non è ancora chiaro se si tratti di un indagato o di un semplice testimone.

Figlio del barone Christian de Massy e di Cécile Gelabale, Antoine era pronipote della principessa Antonietta (la sorella maggiore di Ranieri III) e cugino di secondo grado dell’attuale sovrano. L’allarme era scattato domenica a pranzo quando il giovane non si era presentato all’appuntamento con i parenti; le ricerche delle forze dell’ordine hanno poi portato alla scoperta del cadavere in un giardino sul boulevard du Larvotto, proprio alle spalle di Villa Sauber.

La magistratura ha aperto un fascicolo per fare luce sul decesso. Guardando i filmati delle telecamere di sicurezza della zona, gli investigatori sono risaliti a un individuo che si trovava nei pressi del luogo del ritrovamento, ma per il momento non si esclude nemmeno l’ipotesi di un tragico incidente.

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Star Trek dice addio al suo Chekov: morto Walter Koenig, aveva 90 anni

Si è spento nella sua abitazione di North Hollywood, a Los Angeles, Walter Koenig, l’attore che ha interpretato Pavel Chekov nella serie originale di Star Trek e in sette film della saga. Aveva 90 anni. Una carriera lunga oltre sessant’anni, tra fantascienza, teatro e televisione.

Dalla plancia dell’Enterprise al ruolo di Alfred Bester in Babylon 5: una vita tra cinema e televisione

Walter Koenig è morto a 90 anni, per cause naturali, nella sua abitazione di North Hollywood, circondato dalla figlia e dalla nipote. A confermare la scomparsa dell’attore americano, celebre per aver interpretato Pavel Chekov in Star Trek, sono stati i suoi rappresentanti.

Koenig era entrato nell’equipaggio dell’Enterprise a partire dalla seconda stagione della serie originale, dando vita al giovane ufficiale russo addetto alla navigazione. Un personaggio introdotto anche per conquistare il pubblico più giovane, con un’acconciatura ispirata a quella di Davy Jones dei Monkees. Chekov divenne uno dei volti più riconoscibili della saga, anche grazie alle sue battute sulla presunta superiorità sovietica nelle grandi invenzioni della storia.

L’attore tornò a interpretarlo in sette film di Star Trek, ottenendo particolare spazio in Star Trek II – L’ira di Khan, uscito nel 1982. Nel 2015 vestì nuovamente i panni di Chekov in Star Trek: Renegades, questa volta con il grado di ammiraglio. Aveva inoltre contribuito alla serie animata scrivendo l’episodio The Infinite Vulcan, pur non partecipando al doppiaggio per ragioni di budget.

La fantascienza gli regalò anche un altro personaggio molto apprezzato. Tra il 1994 e il 1998 interpretò Alfred Bester, il temibile agente della Psi Corps in Babylon 5, comparendo in dodici episodi della serie ideata da J. Michael Straczynski.

Walter Koenig, gli inizi della carriera e il legame con George Takei

Nato a Chicago nel 1936 da una famiglia di origini ebraiche russe, originariamente chiamata Koenigsberg, Koenig si era inizialmente orientato verso gli studi medici. Dopo il trasferimento alla Ucla, dove conseguì una laurea in psicologia, decise di dedicarsi alla recitazione, frequentando la Neighborhood Playhouse di New York. Tra i suoi compagni di formazione figuravano Christopher Lloyd, James Caan e Dabney Coleman.

Il debutto televisivo arrivò nel 1962, seguito da partecipazioni a serie come The Untouchables, The Alfred Hitchcock Hour e I Spy. Dopo Star Trek continuò a lavorare per il piccolo schermo, comparendo anche in Colombo, Ironside e Futurama. Parallelamente si dedicò al teatro, alla regia e all’insegnamento della recitazione, oltre a scrivere romanzi, sceneggiature e fumetti.

Tra i rapporti più significativi della sua carriera ci fu quello con George Takei, interprete di Sulu in Star Trek. Dopo alcune tensioni durante le riprese della serie originale, i due diventarono grandi amici. Nel 2008 Koenig fu anche testimone al matrimonio di Takei con Brad Altman.

L’attore lascia la figlia Danielle Koenig, attrice e sceneggiatrice. Il figlio Andrew, anche lui attore e montatore, era morto nel 2010.

L’ultimo premio e il ricordo dei rappresentanti: “Il suo talento ha lasciato un segno indelebile”

Koenig aveva continuato a recitare anche in età avanzata. Tra i suoi lavori più recenti figura il cortometraggio Mr. Fleischmann, che gli è valso il Platinum Award come miglior attore agli Independent Shorts Awards del 2026.

Nel lungo messaggio diffuso per annunciarne la scomparsa, i suoi rappresentanti hanno ricordato anche il rapporto che l’attore aveva costruito con gli appassionati di Star Trek attraverso convention e incontri pubblici: “Oggi piangiamo la scomparsa di Walter Koenig, il cui talento, calore umano e interpretazioni memorabili hanno lasciato un segno indelebile in generazioni di fan in tutto il mondo. Si e’ spento per cause naturali la scorsa notte, nella sua casa di North Hollywood, circondato dalla figlia e dalla nipote. Noto soprattutto per il suo ruolo iconico di Pavel Chekov in ‘Star Trek: La serie originale’, Walter ha saputo ispirare il pubblico con il suo ottimismo, il suo umorismo e il suo spirito avventuroso. Oltre a ‘Star Trek’, la sua lunga e illustre carriera ha messo in luce la sua versatilita’ come attore e il suo amore sincero per la recitazione. Il suo straordinario talento ha continuato a brillare anche in eta’ avanzata; tra i suoi ultimi lavori, spicca l’interpretazione nel cortometraggio ‘Mr. Fleischmann’, che gli e’ valsa il Platinum Award come miglior attore agli Independent Shorts Awards del 2026: un giusto riconoscimento per una vita dedicata alla sua arte. L’eredita’ di Walter va ben oltre lo schermo. Attraverso innumerevoli partecipazioni a convention e incontri con i fan, ha saputo trasmettere la sua gentilezza, la sua arguzia e la sua gratitudine a chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo. Comprendeva profondamente il significato di ‘Star Trek’ per le persone e ha accolto con calore la comunita’ che si e’ sviluppata attorno alla saga. A nome di tutti noi, porgiamo le nostre piu’ sentite condoglianze alla famiglia di Walter, ai suoi amici, ai colleghi e ai milioni di fan le cui vite ha toccato nel corso dei decenni. Grazie, Walter, per i ricordi, per l’ispirazione e per esserti spinto con coraggio la’ dove pochi altri erano arrivati prima”.

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Commissione Ue, spiraglio per l’Italia su difesa ed energia: ma stop ai sussidi fossili

La Commissione europea ha risposto all’Italia sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia per le spese legate alla difesa e all’energia. Bruxelles è pronta a collaborare con Roma per sfruttare i margini di flessibilità fiscale, ma esclude gli aiuti collegati all’uso dei combustibili fossili.

Le misure dovranno essere comunicate dopo l’adozione: flessibilità entro il Patto di stabilità

Bruxelles è pronta ad aiutare l’Italia a sfruttare la flessibilità fiscale europea per difesa ed energia, ma pone un limite preciso sui sussidi ai combustibili fossili. La Commissione Ue ha risposto al governo italiano sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), il meccanismo che consente, a determinate condizioni, di discostarsi temporaneamente dai vincoli di spesa previsti dalle regole europee.

Secondo quanto appreso dall’Ansa a Bruxelles, l’intenzione dell’esecutivo comunitario è quella di permettere all’Italia di trarre il massimo vantaggio possibile dalla clausola, nel rispetto delle condizioni previste. Il confronto tra Roma e Bruxelles sarebbe già entrato nel dettaglio delle singole misure, anche se spetterà al governo italiano comunicare alla Commissione gli interventi esatti una volta adottati.

Restano esclusi i sussidi collegati all’utilizzo dei combustibili fossili, che non potranno beneficiare della flessibilità prevista dal meccanismo. La Commissione ha inoltre chiarito che gli eventuali margini di spesa aggiuntivi dovranno rimanere nell’ambito delle regole esistenti del Patto di stabilità.

La risposta di Bruxelles non equivale quindi a un’autorizzazione definitiva delle singole misure. Il governo dovrà prima adottarle e successivamente comunicarne il contenuto alla Commissione europea.

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Blitz sull’energia e tratta d’uomini: il dossier Onu che incastra la Russia

“Attacchi sistematici alla rete elettrica ucraina”: nuove accuse a Mosca dalla commissione Onu

Una commissione indipendente creata su incarico del Consiglio Onu per i Diritti Umani ha accusato oggi la Russia di crimini contro l’umanità. Le accuse riguardano i bombardamenti contro le centrali elettriche ucraine e il traffico di uomini usato per potenziare l’esercito.

Nato nel 2022 dopo l’attacco russo all’Ucraina, il gruppo di lavoro fa notare che “nel corso degli anni, la frequenza, l’intensità e l’estensione geografica delle ondate di attacchi” russi “sono aumentate, provocando danni considerevoli al settore energetico ucraino”. La commissione non parla a nome dell’Onu e Mosca non la riconosce.

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Elezioni in Israele, Netanyahu rischia il crollo: decisive le mosse dei partiti arabi

Israele al voto dopo il 7 ottobre: il duello tra Netanyahu ed Eisenkot e l’incubo dello stallo

Circa 7,3 milioni di israeliani vanno alle urne per rinnovare la Knesset, l’assemblea da 120 seggi, ma soprattutto per decidere se confermare Benjamin Netanyahu — alla guida della politica nazionale da un trentennio e a caccia del settimo mandato — o voltare pagina. È un voto storico, il primo dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma lo spettro principale è quello di uno stallo: secondo i sondaggi, nessuno dei due schieramenti otterrà la maggioranza di 61 seggi.

Il “blocco del cambiamento”, guidato dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot alla testa del partito Yashar, viene dato in vantaggio rispetto alla destra al governo con 52-56 seggi contro una cinquantina. In caso di parità politica, la chiave per sbloccare l’esecutivo potrebbero averla i partiti arabi. Eisenkot non ha escluso l’appoggio esterno dei moderati di Ra’am guidati da Mansour Abbas, che assieme a Lista Comune si dicono pronti ad aiutare l’opposizione pur di mandare a casa “un governo razzista” e dare risposte alla minoranza araba.

Dal punto di vista dei programmi, Eisenkot vuole una commissione d’inchiesta sulle falde di sicurezza del 7 ottobre e la leva obbligatoria anche per gli ultraortodossi. Sulla difesa, invece, la linea resta dura: approva le missioni militari in corso e sostiene il piano di Donald Trump per Gaza, mentre in Cisgiordania critica l’espansione dei coloni pur senza spingersi a proporre la soluzione dei due Stati.

Le urne chiuderanno in serata con i primi exit poll, ma per i risultati definitivi ci vorrà del tempo. Dopodiché il presidente Herzog avvierà le consultazioni e darà 28 giorni al candidato prescelto per tentare la sintesi: se nessuno riuscirà a comporre la squadra, Israele rischia di tornare di nuovo al voto.

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Saccheggi e devastazioni nella città, Mantovano: “Alcuni giovani avevano assunto droga”

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano sostiene che una parte dei ragazzi coinvolti nei recenti disordini abbia assunto sostanze stupefacenti prima delle violenze. Lo ha dichiarato durante un intervento sulle dipendenze al Festival delle Regioni di Firenze, facendo riferimento agli episodi del 17 e 18 ottobre e dell’ultimo fine settimana.

Il riferimento alle violenze di due fine settimana durante un incontro dedicato alle dipendenze

Alfredo Mantovano richiama il consumo di sostanze stupefacenti parlando dei recenti episodi di devastazione e saccheggio che hanno coinvolto gruppi di giovani. Intervenendo in collegamento a un incontro sulle dipendenze al Festival delle Regioni di Firenze, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha sostenuto che una parte dei ragazzi avrebbe assunto droghe prima di partecipare ai disordini.

“Nei disordini del 17 e 18 ottobre e anche in quelli più contenuti e circoscritti dell’ultimo fine settimana, non trascuriamo un aspetto: e cioè che molti di questi ragazzi, o almeno una fascia, prima di darsi alle devastazioni e ai saccheggi hanno assunto sostanze stupefacenti”. Mantovano ha quindi esteso il ragionamento al rapporto tra consumo di droga e devianza adolescenziale, indicando nelle dipendenze un fenomeno da considerare anche nell’analisi dei comportamenti dei più giovani: “La vicinanza alle sostanze stupefacenti – aggiunge – purtroppo attraversa ogni forma di devianza oggi presente a livello adolescenziale”.

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Microsoft, incentivi all’uscita volontaria per circa 60mila dipendenti in quattro Paesi: il piano mentre cresce la spesa per l’IA

Microsoft prepara un nuovo programma di incentivi per favorire l’uscita volontaria di circa 60mila lavoratori negli Stati Uniti, in Canada, India e Regno Unito. L’iniziativa arriva mentre il colosso tecnologico aumenta gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, con una spesa crescente che mette sotto pressione le finanze aziendali.

Il programma riguarda quattro Paesi e segue quello di pensionamento annunciato ad aprile

Microsoft mette sul tavolo incentivi economici per i dipendenti che scelgono di lasciare volontariamente l’azienda. La nuova offerta potrebbe interessare circa 60mila lavoratori tra Stati Uniti, Canada, India e Regno Unito, secondo le informazioni diffuse lunedì 26 ottobre. Il gruppo di Redmond punta così a favorire le uscite su base volontaria attraverso un programma dedicato a una parte del proprio personale. La cifra di 60mila indica la platea potenzialmente interessata, non il numero di dipendenti che hanno già deciso di lasciare Microsoft. L’effettiva adesione dipenderà dalle scelte dei singoli lavoratori.

L’iniziativa segue un primo programma di pensionamento volontario annunciato ad aprile 2026, al quale poteva accedere circa il 7% dei dipendenti statunitensi. Il nuovo piano estende la possibilità di aderire a un’offerta di uscita volontaria anche a lavoratori di altri tre Paesi.

Microsoft, gli investimenti nell’intelligenza artificiale mettono sotto pressione i conti

Il programma arriva mentre Microsoft sta aumentando gli investimenti nei data center, necessari a sostenere la crescente domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale. Il gruppo fornisce infrastrutture e servizi cloud ad aziende come OpenAI e Anthropic, oltre ad altri clienti che utilizzano le sue piattaforme per sviluppare e gestire applicazioni basate sull’IA. La crescita degli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche sta assorbendo risorse finanziarie e aumentando la pressione sui conti del colosso americano. Microsoft interviene contemporaneamente sull’organizzazione del personale con il nuovo programma di incentivi.

Per il momento non è noto quanti dipendenti accetteranno effettivamente l’offerta. Il piano prevede la possibilità di un’uscita incentivata, senza che questo equivalga all’annuncio di 60mila licenziamenti.

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Sanità, 12enne cresciuta senza polmone destro torna a respirare grazie a una protesi al Niguarda

Sanità, raro intervento al Niguarda di Milano: protesi nel torace per riallineare gli organi e liberare il bronco

Era cresciuta senza il polmone destro, asportato completamente nelle prime ore di vita a causa di una grave malformazione congenita, riuscendo per anni a mantenere un equilibrio e a condurre una vita vicina alla normalità. Intorno ai 12 anni, però, respirare era diventato sempre più difficile e anche salire pochi gradini senza fermarsi rappresentava ormai uno sforzo importante. Oggi, grazie a un intervento altamente complesso eseguito all’ospedale Niguarda di Milano, che ha richiesto l’inserimento di protesi e il lavoro congiunto di diversi specialisti, la ragazza ha ritrovato il respiro e una buona qualità di vita.

“E a un mese dall’operazione – racconta Francesco Macchini, direttore della Chirurgia pediatrica del Niguarda che ha seguito il suo caso – è riuscita persino ad andare al concerto della sua band americana preferita”. La storia della giovane paziente comincia proprio al Niguarda, dove nasce 12 anni fa. Le difficoltà respiratorie manifestate subito dopo il parto portano gli specialisti ad approfondire il quadro clinico, fino alla diagnosi di una grave malformazione congenita che interessava tutto il polmone destro.

Il progressivo peggioramento delle sue condizioni rende necessaria la completa asportazione del polmone, una scelta impegnativa ma indispensabile per salvaguardarne la sopravvivenza. Negli anni successivi la bambina cresce conducendo una vita compatibile con la propria condizione, fino alla comparsa di nuovi problemi respiratori. Nell’ultimo periodo comincia ad affaticarsi facilmente, presenta frequenti infezioni e incontra difficoltà anche nello svolgimento delle attività quotidiane più semplici.

Gli accertamenti permettono di individuare una rara complicanza, conosciuta come sindrome post-pneumonectomia. Dopo la rimozione di un polmone, soprattutto quello destro, gli organi presenti nel torace possono infatti spostarsi progressivamente verso lo spazio rimasto vuoto.

Nel caso della ragazza, il polmone sinistro aveva occupato parte di quello spazio, mentre cuore, trachea e bronco si erano dislocati. Questo aveva determinato una progressiva compressione e deformazione dell’unica via aerea attraverso cui l’aria raggiungeva il polmone rimasto, riducendo sempre più la capacità respiratoria e compromettendo la possibilità di svolgere una vita normale.

Per affrontare il caso, gli specialisti del Niguarda hanno seguito un percorso multidisciplinare, coinvolgendo diversi professionisti e radiologi per studiare la situazione e individuare la strategia più adatta. Un approccio reso possibile anche dall’esperienza del Kites Center dell’ospedale, dedicato allo studio delle patologie congenite dell’apparato digerente e delle vie aeree nei bambini.

Le esperienze descritte nella letteratura scientifica internazionale sono pochissime: secondo gli specialisti che hanno seguito la giovane paziente, si contano circa 50 casi in tutto il mondo. L’obiettivo dell’intervento era quello di riportare il più possibile in asse gli organi del torace, liberando il bronco e ripristinando condizioni più favorevoli alla respirazione.

Per raggiungere il risultato, nello spazio toracico rimasto libero dopo l’asportazione del polmone destro sono state inserite delle protesi adattate alle specifiche esigenze della paziente. In particolare è stata utilizzata una protesi mammaria, dal momento che non esistono dispositivi progettati appositamente per questa rara complicanza. Fondamentale, sottolineano gli specialisti, è stato il contributo del chirurgo plastico, insieme a quello dei chirurghi toracici, degli anestesisti e degli altri professionisti coinvolti nell’assistenza.

L’intervento è riuscito e la ragazza è stata dimessa dopo pochi giorni. I risultati sono comparsi rapidamente: già a un mese dall’operazione era tornata a salire le scale di casa e aveva potuto partecipare al concerto della sua band preferita. Anche i successivi controlli hanno confermato un decorso regolare e stabile.

“La soddisfazione più grande – conclude Macchini – è stata riuscire a dimetterla dopo pochi giorni e vedere che, a un mese dall’intervento, aveva ripreso a fare le scale ed era andata al concerto. I controlli stanno dando risultati positivi e vedere la felicità della ragazza e dei suoi genitori è la soddisfazione più grande per noi”.

L’esperienza maturata al Niguarda può rappresentare inoltre una risorsa per la comunità scientifica internazionale. La condivisione del percorso seguito potrebbe infatti aiutare altri specialisti chiamati ad affrontare casi analoghi, offrendo nuove prospettive terapeutiche per pazienti colpiti da una patologia rara e invalidante.

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IA, Colotta (presidente di Assocomunicatori): “L’appello di Mattarella richiama aun’innovazioneresponsabile che metta l’uomo al centro”


“Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’intelligenza artificiale richiamano il mondo della comunicazione a una responsabilità fondamentale: governare l’innovazione tutelando la qualità dell’informazione, la centralità della persona e i principi democratici. Come ha ricordato Mattarella, la manipolazione dell’informazione è già oggi in grado di condizionare le opinioni pubbliche e orientare le scelte. Con l’intelligenza artificiale, questo rischio assume dimensioni ancora più rilevanti. ‘Ogni notizia artefatta, ogni narrazione decontestualizzata a fini divisivi o propagandistici lede il patto di fiducia tra cittadini, istituzioni e mercato’. L’impatto riguarda la comunicazione politica, dove può compromettere la libertà del confronto e l’autonomia delle scelte; quella economica, dove può alterare le decisioni e la concorrenza; e quella sociale, dove può alimentare polarizzazione e divisioni. Non è casuale che il Presidente abbia richiamato la centralità dell’uomo proprio a Firenze, culla dell’Umanesimo e del Rinascimento, che hanno posto la dignità e il potenziale umano al centro del progresso. La prospettiva antropocentrica deve essere la chiave di lettura delle transizioni tecnologiche, economiche e sociali in atto: l’innovazione ha valore quando è al servizio della persona, ne rafforza la libertà e ne amplia le opportunità. Anche la comunicazione è chiamata a custodire questa visione, riaffermando il primato del pensiero critico, della responsabilità etica e della relazione umana. Non si tratta di frenare l’innovazione, ma di orientarla attraverso regole efficaci, trasparenza e responsabilità. I professionisti della comunicazione hanno un ruolo decisivo nel garantire la correttezza dei messaggi, la verifica delle fonti e un impiego consapevole delle nuove tecnologie. Una società libera ha bisogno di cittadini informati e di una comunicazione capace di alimentare la fiducia pubblica e rafforzare la consapevolezza collettiva”. Lo ha dichiarato Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori, commentando l’intervento del Capo dello Stato al Festival delle Regioni e delle Province autonome a Firenze.

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Anthropic, Claude vuole sbancare Wall Street: IPO da 100 miliardi nel mirino

Ricavi a 16,8 miliardi nel trimestre e valutazione da 1.500 miliardi: i conti sotto esame

Anthropic ha fatto ufficialmente richiesta di quotazione in borsa negli Stati Uniti, dove punta a raccogliere 100 miliardi di dollari. Una cifra astronomica, dato che Space X, a giugno, ne ha raccolti “solo” 75, più del doppio di quelli raccolti dall’ipotesi record di Saudi Aramco nel 2019. Il creatore dell’agente Ai Claude, concorrente di ChatGpt, punta dunque a un debutto storico destinato a mettere alla prova l’interesse degli investitori per il settore dell’intelligenza artificiale. Il calendario prevede l’inizio del road show per la presentazione agli investitori il 16 novembre e il debutto in Borsa del titolo il 24.

Anthropic, a giugno, aveva rivelato di aver presentato in via riservata la domanda per il collocamento negli Stati Uniti e, a fine maggio, aveva raccolto 65 miliardi di dollari con un round di finanziamento che aveva valutato la società circa mille miliardi di dollari.

Alcuni investitori potenziali valutano Anthropic a circa 1.500 miliardi di dollari, in calo rispetto ai circa 2mila miliardi ipotizzati precedentemente, dopo che la società aveva divulgato alcuni dettagli finanziari: fatturato in crescita del 45% nel terzo trimestre a 16 miliardi di dollari, in occasione di un evento dedicato agli investitori.

L’Ipo è comunque stata posticipata rispetto ai piani iniziali. Reuters aveva infatti riferito che l’inizio del road show era previsto per metà ottobre.

Anche OpenAI, che gestisce il chatbot ChatGpt, ha rivelato a giugno di aver presentato, in via riservata, una richiesta di collocamento negli Stati Uniti, ma non si quoterà prima nel 2026. L’ad e fondatore Sam Altman si è detto preoccupato circa la sicurezza dell’intelligenza artificiale, che rende “inaccettabile” l’ipotesi che l’Ai possa causare l’estinzione dell’umanità entro la fine del decennio, anche se il rischio è solo del 10%.

La società sta anche cercando di effettuare una raccolta fondi presso investitori istituzionali prima del previsto debutto in Borsa della rivale Anthropic, che potrebbe valutare, secondo Reuters, il produttore di ChatGpt oltre 1.400 miliardi di dollari.

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ANPIT, al via “Economica 2026”: politici ed economisti a confronto sul futuro dell’Europa

ANPIT, dal 28 al 30 ottobre a Roma la rassegna “L’Europa, il sogno o il grande incubo” tra economia, politica, lavoro e competitività

Torna “Economica”, la rassegna annuale promossa da ANPIT – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario, dedicata ai grandi temi economici, politici e sociali. Da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre, a Casina Valadier, in piazza Bucarest a Roma, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, economisti ed esperti si confronteranno sul presente e sul futuro dell’Unione europea. “L’Europa, il sogno o il grande incubo” è il titolo scelto per l’edizione 2026, che prevede tre giornate di dibattiti, interviste, analisi e presentazioni di libri.

A fare gli onori di casa sarà il presidente nazionale di ANPIT, Federico Iadicicco, che sarà intervistato da Andrea Pancani. Oltre al giornalista de La7, a moderare i panel e a condurre dibattiti e interviste saranno Roberto Inciocchi, Giuseppe De Filippi, Fabrizio Frullani e Stefano Polli.

La prima giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dei consiglieri regionali del Lazio Chiara Iannarelli e Luciano Nobili, di Fabrizio Spada, responsible for Institutional Relations European Parliament-Office in Italy, e di Roberto Amore, Consigliere Economico Rappresentanza Commissione Europea in Italia.

Ad inaugurare i confronti saranno Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e il filosofo Massimo Cacciari, protagonisti del dibattito “Europa: Potenza o Illusione? Quale ruolo per l’Unione europea nel mondo”. A seguire, l’intervista all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presentazione del libro “Economia Frugale”, alla presenza dell’autore Navi Radjou.

Spazio poi al panel “Europa: Crescita o Rigore? Politiche economiche e sostegno alle imprese e ai redditi”, con i deputati Luigi Marattin e Ylenja Lucaselli della commissione Bilancio della Camera, Angelo Peppetti, responsabile del Credito di ABI, Ottavio Ricchi, dirigente Generale Analisi e Ricerca Economico-Finanziaria del Dipartimento del Tesoro del MEF, Sergio Tringali, Head of Government Affairs, Eu Institutions & Italy di Revolut, e Fabio Masini, professore di Storia e Teorie della Governance Economica Europea all’Università Roma Tre.

La seconda giornata prenderà il via con il dibattito “Europa: autonomia strategica o dipendenza energetica? Sicurezza, sostenibilità e competitività, le sfide dell’Unione”, al quale parteciperanno Michele Vitiello, segretario generale Wec Italia, Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti, Edoardo Antonio De Luca, responsabile Affari Centrali Italia Enel, e Cristina Sgubin, componente del Cda Eni. Seguirà la presentazione del libro “Francesi d’Italia”, con l’autrice Fiorina Capozzi e il giornalista Massimo Alberizzi.

Altro momento di approfondimento sarà il panel “Europa: Democrazia o Tecnocrazia? Come ripensare la governance europea”, con Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella, Sergio Fabbrini, professore di Comparative Politics dell’Università Luiss, Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre, e le parlamentari Antonella Zedda, della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, e Marianna Madia, della commissione Politiche dell’Unione europea della Camera.

Spazio poi al panel “Europa: Coesione o Dissoluzione? Lavoro, salari, equità e crescita verso il 28° Regime”, con Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, Enzo De Fusco, CEO & Founder di De Fusco Labour & Legal, Antonio Nicita, della commissione Bilancio del Senato, Raffaele Bonanni, già segretario generale della Cisl e responsabile Lavoro di Azione, e Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. I confronti di Economica proseguiranno con le interviste a Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ad aprire la terza e ultima giornata sarà la presentazione del volume “Medioccidente” con l’autore Giuseppe Lupo e Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Il dibattito “Europa: attore globale o periferia geopolitica? Riflessioni su politica estera, sicurezza e difesa” vedrà la partecipazione dei senatori Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini, entrambi componenti della commissione Affari Esteri e Difesa.

A chiudere i lavori sarà l’intervista a Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione. La manifestazione ospiterà anche la terza edizione della mostra “La Grande Italia”, dedicata agli imprenditori, agli economisti e ai manager che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del Paese, con un omaggio quest’anno alla figura di Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia nel 1985.

A chiusura delle tre giornate, ANPIT lancerà il “Manifesto per la crescita europea”, con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese, sostenere lo sviluppo economico e promuovere un modello di Europa più vicino alle esigenze del sistema produttivo. ANPIT presenterà inoltre Eurorisparmio, il Fondo Pensione Aperto di riferimento dei Ccnl ANPIT–Cisal in materia di previdenza complementare, con il coinvolgimento di Sella Sgr Spa, società di gestione del risparmio del gruppo bancario Sella.

Nel corso della manifestazione sarà infine illustrata l’adesione di ANPIT come partner all’OREP – Osservatorio Recovery Plan, Europa e Programmazione, progetto promosso dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata per il monitoraggio delle attività e dei progetti del Pnrr.

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Ex Ilva, chiesti i domiciliari per l’ex ad Lucia Morselli: nel mirino emissioni e quote CO2

La Procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto inquinamento prodotto dalle emissioni dell’ex Ilva tra il 2019 e il 2024 e sulle presunte irregolarità nella gestione delle quote di anidride carbonica. La richiesta riguarda anche Alessandro Labile, dirigente dello stabilimento, e Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra.

Il gip Francesco Maccagnano ha fissato per il 3 novembre gli interrogatori preventivi dei tre indagati, prima di decidere sull’eventuale applicazione delle misure cautelari. Al centro dell’indagine ci sono le emissioni dello stabilimento siderurgico di Taranto e la gestione delle quote Ets, il sistema europeo che regola lo scambio dei diritti di emissione di CO2.

Ex Ilva, dai picchi di benzene alla presunta truffa sulle quote CO2

L’inchiesta affonda le radici nelle verifiche sulle emissioni dell’acciaieria. Già nel marzo 2024 Morselli aveva ricevuto un avviso di proroga delle indagini avviate dopo un esposto relativo ai picchi di benzene registrati nello stabilimento. Nel luglio dello stesso anno erano poi scattati perquisizioni e sequestri nell’ambito degli accertamenti su una presunta truffa ai danni dello Stato legata alle quote di CO2. Successivamente erano arrivati gli avvisi di garanzia per l’ex amministratrice delegata e altri dirigenti, consulenti e dipendenti.

Tra le ipotesi di reato contestate figurano associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato. Secondo la ricostruzione della Procura, una manutenzione carente degli impianti avrebbe contribuito a provocare emissioni potenzialmente dannose per la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Morselli, anche Milano indaga sull’ex amministratrice delegata

Per Lucia Morselli il procedimento tarantino non è l’unico fronte giudiziario aperto. L’ex amministratrice delegata è coinvolta anche in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta della Procura di Milano, avviata dopo una relazione presentata dai commissari straordinari dell’ex Ilva. Le due indagini riguardano profili differenti della gestione di Acciaierie d’Italia: da una parte le presunte responsabilità ambientali e le irregolarità sulle quote di emissione, dall’altra gli aspetti economico-finanziari oggetto degli accertamenti milanesi.

La prossima tappa dell’inchiesta di Taranto è dunque fissata per il 3 novembre, quando Morselli, Labile e Astorri saranno ascoltati dal gip. Solo successivamente il giudice si pronuncerà sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura. Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza.

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Contratto bancari, Sileoni: “L’ABI non dà risposte, né sui salari né sul futuro del settore”

Ricavi bancari cresciuti a 110 miliardi, il sindacato chiede risposte anche sull’intelligenza artificiale

“Continua a mancare da parte del Casl Abi una visione complessiva sul futuro del settore bancario. Non abbiamo ricevuto risposte né sulla parte economica del rinnovo contrattuale né su come affrontare i cambiamenti del settore, dall’organizzazione del lavoro alle nuove tecnologie. Occorre soprattutto chiarire quali materie debbano essere disciplinate dal contratto nazionale e quali demandate alla contrattazione nei singoli gruppi bancari. È una scelta politica fondamentale, perché riguarda il ruolo che il contratto nazionale dovrà avere nella tutela dei lavoratori e nella gestione delle trasformazioni del settore”.

Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a margine dell’incontro con l’Abi per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari. “Da parte del Casl Abi presentare una loro posizione di politica generale, anche di scenario, senza assumere posizioni precise sui singoli argomenti, non ha senso. Farlo, poi, senza aver presentato una loro proposta economica è ancora più sbagliato, insignificante e inutile. Sul piano economico i numeri parlano da soli. Tra il 2022 e il 2025, secondo i dati della Banca d’Italia, i ricavi del sistema bancario sono cresciuti da 88 a 110 miliardi di euro, il margine di interesse da 45 a 60 miliardi e gli utili netti da 22 a 38 miliardi, con un incremento del 72%. Nello stesso periodo il costo del lavoro è passato da 29 a 31 miliardi, appena il 7% in più, nonostante gli aumenti di 435 euro mensili ottenuti con l’ultimo contratto. Non ci sono quindi alibi per il rinnovo. Ogni dipendente bancario genera mediamente 430mila euro di ricavi all’anno, a fronte di un costo del lavoro di circa 77mila euro, prendendo come riferimento un grande gruppo bancario. Le banche, intanto, distribuiscono agli azionisti il 75-80% degli utili. Non contestiamo la legittima remunerazione del capitale, ma riteniamo che debba esserci un equilibrio nel riconoscere il contributo di chi produce questi risultati. La nostra richiesta economica è responsabile e sostenibile perchè tiene conto del recupero dell’inflazione e di una quota annua dell’1% legata alla produttività, a fronte di utili attesi intorno ai 40 miliardi anche nel 2026. Sul versante normativo, il contratto nazionale deve garantire tutele comuni rispetto alle conseguenze delle aggregazioni bancarie e dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sulle professionalità. Dall’Abi ci aspettiamo risposte concrete su entrambi i fronti”, conclude Sileoni.

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