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MATT CALKINS: Media keeps calling women's sports advocates 'anti-trans' without a shred of proof

I saw it right there in the lede of a Washington Post column Tuesday.

"A transgender girl stretched for a high school race as supporters of a new anti-trans ballot measure chanted 'enough is enough'."

I saw it six days earlier in a Guardian headline about how doctors are fighting an "anti-trans measure" that would separate biological girls from boys in women's sports.

The Portland Mercury got in on it, too, writing in its Monday headline how "anti-trans activists" attempted to overshadow the Thorns' playoff-clinching win.

These aren't columnists offering subjective opinions. These are media outlets writing opinions as fact.

The message? You can't possibly be a women's sports advocate without being transphobic. And that thought is just ... tired.

WOMEN WHO FACED BIOLOGICAL MALES IN GIRLS' SPORTS AND LOCKER ROOMS SPEAK OUT AHEAD OF WASHINGTON STATE VOTE

I have no doubt there are people who have genuine scorn for members of the trans community. Every group — men, women, Whites, Blacks, gays, Muslims, Jews. etc. — has its haters.

But the voices backing these ballot measures? The figures advocating for girls' and women's spaces? They aren't demonizing trans people. Not in the slightest.

Perhaps the most famous face to speak up on this issue in the past few months is Indiana Fever guard Sophie Cunningham, who said in an ESPN interview: "I want to protect young girls in a locker room, or young girls in sport who shouldn't have to go against biological men."

But she prefaced that very sentence by saying "I got a lot of negative feedback about me hating trans. And I'm like, 'I never once said that.' I think that I am here to extend love."

A few days after that interview came out, a high school girl in Seattle named Ahnaleigh Wilson — holding a sign saying "Thank You Sophie For Speaking Up For Girls" — echoed Cunningham's sentiment, saying "I don’t hate trans people and I have nothing against them. I just think that girls should have their own sports."

SOPHIE CUNNINGHAM COMMENDS WASHINGTON STATE GIRLS WHO WALKED OFF CROSS COUNTRY RACE OVER MALE TEAMMATE

Fellow Washingtonian Frances Staudt — who says she's been harassed constantly for refusing to play a high school basketball game against a boy — added "There’s only so many times that I can say that what we are standing up for is not anti-trans. This is pro-women’s sports."

Yet the headlines have kept coming.

From Colorado Newsline: "Signatures submitted for anti-trans Colorado ballot measures."

From Politico: "Democrats revamp their midterm playbook for GOP's anti-trans attacks."

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From Ms. Magazine: "This Midterm Season, Five States Are Voting on Anti-Trans Ballot."

If you read these stories, you'll notice that none give examples of someone issuing a slur or insult. They just presume that a bill or person opposing certain demands from members of the trans community is "anti-trans."

THE CRAIG CARTON SHOW–UNFILTERED, UNAPOLOGETIC AND UNMISSABLE. DOWNLOAD HIS DAILY PODCAST NOW!

It's pretty glaring when and how the media chooses to use the word "anti."

When Colin Kaepernick wore pig socks and compared cops to modern-day slave patrol, did "anti-police" headlines from legacy media come flooding in? What about when BLM protesters chanted "Pigs in a blanket, fry 'em like bacon!"

That was pure vitriol toward their opponents. You simply don't see that type of rhetoric from the separate-men-and-women-in-sports crowd.

And by the way, that crowd includes Caitlyn Jenner — perhaps the most famous transgender person in the world. It includes Ari Laureano, a detransitioned male who was kicked out of a Portland Thorns game last week for his XX-XY shirt.

The biggest misnomer in this debate is that supporters of biological female-only spaces in sports and locker rooms all have animus toward trans people. But the media keeps repeating the lie that they do.

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Makes sense, I suppose. When you don't have the truth, repetition is your best weapon.

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Burnham’s Gogglebox Act: Get Ready for a Carnival of Woke Platitudes and Wearying Northern Homilies

Andy Burnham wants to look like a man of the people on Celebrity Gogglebox. But why not test his working-class credentials with Benny Hill or Love Thy Neighbour? Alexander McKibbin thinks he knows why.

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Múmias egípcias retiradas de museu por “falta de consentimento” do falecido

Os restos de um sacerdote, de uma mão, de uma cabeça e de um pé direito foram retirados da exposição por falta de “consentimento documentado e informado” do cadáver. Múmias egípcias foram retiradas da exposição de um museu de Glasgow por falta de “consentimento do falecido”, disseram os curadores. Os visitantes do Kelvingrove Art Gallery and Museum encontraram avisos num caixão no History Discovery Centre a explicar que restos humanos mumificados tinham sido retirados da exposição. Além dos restos do sacerdote Nekht, foram também retiradas uma mão direita mumificada recuperada do Vale dos Reis, em Luxor, no Egito, e a

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Os restos de um sacerdote, de uma mão, de uma cabeça e de um pé direito foram retirados da exposição por falta de "consentimento documentado e informado" do cadáver. Múmias egípcias foram retiradas da exposição de um museu de Glasgow por falta de "consentimento do falecido", disseram os curadores. O
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Dalle vetrine infrante alla guerra ibrida, la risposta del governo alle proteste. Parla Gardini

I teppisti delle piazze italiane sono sfuggiti a una rete educativa che non ha funzionato, anche per colpa di una sinistra giustificazionista, che non boccia, che non punisce, che non indirizza. Il governo con il nuovo provvedimento varato in Consiglio dei ministri prova a cambiare registro. Lo dice a Formiche.net Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera che, partendo dalle devastazioni di Milano, analizza le cause politiche e gli effetti sociali di tali fenomeni. “Cosa è cambiato rispetto ai miei tempi? Ieri c’era la misura: non spaccavamo vetrine, non calpestavamo libri, non rubavamo abiti pur essendo tutti provenienti da famiglie monoreddito. Avevamo dignità e rispetto per tutti, docenti e istituzioni scolastiche”.

Scontri, manovra, elezioni: dove finisce il disagio e dove inizia l’infiltrazione?

Dinanzi a queste situazioni, prima ancora di capire se è un attacco ibrido o solo violenza, ci dovrebbe essere una condanna unanime, a maggior ragione perché gli autori sono minorenni. Occorre capire che esiste un limite che non può essere oltrepassato. Purtroppo la sinistra non riesce proprio a condannare senza poi dire “ma”. Per cui penso che alla base dei rapporti umani, delle relazioni familiari e anche dei rapporti tra amici ci devono essere delle linee che non si possono superare. I tumulti ci raccontano che purtroppo sono state superate abbondantemente. Bisogna essere inflessibili, occorre un’alleanza della politica con chi ha un ruolo educativo e un ruolo dirigente nel Paese. Non riusciamo ad uscire da questa palude nella quale la sinistra sembra sguazzare bene. Più c’è caos e più le opposizioni sono contente: ciò lo considero gravissimo. In Aula abbiamo anche chiesto alla sinistra di sottoscrivere la proposta di legge di Fratelli d’Italia in discussione generale sulla cittadinanza, ovvero che in presenza di atteggiamenti del genere bisognerebbe fermare il processo per la cittadinanza italiana e intraprendere un percorso di ripensamento e di rieducazione, in attesa di una seconda possibilità.

Il Cdm ha dato il via libera al nuovo decreto sicurezza e criminalità minorile, oltre a 500 agenti in più a Milano. Come rispondere a chi vi accusa di suonare il solito ritornello di “regole e disciplina”?

Finalmente c’è anche per i minorenni il fermo preventivo. Significa che questo governo non insegue l’emergenza, ma interviene quando è necessario affrontare un problema che purtroppo si è manifestato in tutta la sua drammaticità. Confesso che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere bambini di undici anni che vanno a sfasciare vetrine per prendersi l’ultimo paio di scarpe alla moda. Bisogna prendere dei provvedimenti ed è chiaro, come osservato dalla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, che anche per i minorenni si lavora su due binari, la prevenzione e la repressione. Noi abbiamo con i nostri provvedimenti diminuito la dispersione scolastica: mi sembra un grandissimo risultato di cui andiamo fieri. Però non bisogna neanche fare l’errore di identificare questi violenti, che sono una minoranza, con tutti gli altri giovani: quattro scalmanati non rappresentano la totalità degli studenti. Non è così oggi e non era così anche ai miei tempi.

Cosa è cambiato rispetto a 40 anni fa?

Ricordo che mio padre mi accompagnò a sporgere una denuncia contro ignoti perché un picchetto mi impedì di entrare in classe. Io volevo entrare in classe, ma qualcuno non era d’accordo. Anche ieri, erano sempre i pochi a piantonare l’ingresso della scuola, al liceo classico Tito Livio, che frequentavo. Ma a differenza di oggi c’era la misura: non spaccavamo vetrine, non calpestavamo libri, non rubavamo abiti pur essendo tutti provenienti da famiglie monoreddito. Avevamo dignità e rispetto, per tutti, docenti e istituzioni scolastiche. Ci approcciavamo a qualsiasi lavoro, pur di andare avanti nella vita. Sicuramente era un’altra epoca la mia, ma assieme alle mie amiche non potevamo permetterci boutique di alta moda e compravamo i giornali con cartamodelli. I vestiti ce li cucivamo da sole, nessuna di noi rubava, non spaccavamo le vetrine perché qualcuno voleva il modellino che aveva magari la compagna di banco. E siamo sopravvissute bene a quell’epoca. Oggi vedo persino qualche rapper fare sfoggio di tutto il lusso più sfrenato, per poi stigmatizzare la società dei consumi. Inoltre mi chiedo come sia stato possibile che ragazzini di 11 o 12 anni fossero in giro da soli per strada a sfasciare vetrine. Dov’erano i genitori?

Il ministro della difesa Guido Crosetto ha detto che i fatti di Milano “sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”. Che ne pensa?

Evidentemente lui da ministro ha strumenti molto più tecnici, però è chiaro che di questa guerra ibrida stiamo parlando da molto tempo, così come si era notato anche durante il referendum sulla giustizia un certo movimentismo dei social, che aveva mandato a votare una massa consistente di giovani che non lo avevano mai fatto prima. La guerra ibrida è un qualcosa con cui ci si confronta e su cui si dibatte a livello internazionale. Il tema, quindi, abbraccia il concetto stesso di difesa ampia, ovvero non più intesa come spese per cannoni o carri armati: oggi la difesa ha tutto un altro approccio. Difesa, ad esempio, è analisi, scienza, indagini così come l’Italia sta egregiamente facendo sull’Artico. Giorni fa in commissione esteri è stata in audizione la sottosegretaria Isabella Rauti che ci ha illustrato cosa vuol dire oggi difesa, come portare il Paese nella modernità, come far sì che l’Italia non sia tagliata fuori dalle rotte commerciali, dalle materie prime, delle materie critiche e dalle strategie internazionali. Per cui occorrono giovani che si impegnano, che imparino con il nostro aiuto a costruire il futuro e non che aiutiamo invece a deprimere come ama fare la sinistra, che foraggia un clima distruttivo. Per la sinistra l’Italia dovrebbe sempre indossare la maglia nera ed essere sempre l’ultima della fila. Oggi vedo in Italia delinearsi una sinistra talmente estrema che l’intero campo largo potrebbe configurarsi con Melenchon.

Proviamo a andare oltre le vetrine infrante: quale il danno sociale per ragazzi irresponsabili e genitori giustificazionisti?

Premetto che oggi non è facile essere genitori, ma se un figlio di 11 anni circola da solo per tumulti, forse è lecito pensare che qualcosa ti sia sfuggito dalle mani. Come madre mi sento a disagio, anche se è vero che oggi è molto più difficile. Ma sarebbe utile capire come sia possibile che dei bambini così piccoli sfuggano ad una rete educativa, perché dovrebbero stare in una rete di protezione che, evidentemente, non ha funzionato. Quando ero al Parlamento europeo ricordo che i britannici mi dicevano che il minore è considerato tale fino a 14 anni, dopo occorre che risponda delle proprie azioni. Così come ricordo bene che in Belgio bocciavano tranquillamente anche alle elementari. In Italia invece no, la cultura di certa sinistra ha iniziato a convincere tutti che non bisogna bocciare, che bisogna capire, che non bisogna punire. Ed ecco i risultati nelle nostre piazze.

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American Psychological Association Elects Activist President

The American Psychological Association has elected as its president a woman who once published an article on the "radical transformative potentialities of nonbinary Black womxn’s sexuality".

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National Trust Plans to Teach Five-Year-Olds About Black Power Salute – During a Baking Workshop

The National Trust has sparked outrage over its "ultra-woke" plans to teach five- to 12-year-olds about the Black Power salute during a Black History Month baking workshop.

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The A-Z of Woke: Your Essential Guide to the Language of the Permanently Offended

From 'birthing persons' to 'white tears' and 'zero tolerance', woke jargon is baffling by design. In the Mail, Andrew Doyle offers an A to Z guide to decoding the language of wokeness.

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