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Quanto guadagna Il Volo, cachet dei concerti e ricavi del trio italiano

Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno costruito una carriera internazionale che li ha portati dai programmi televisivi italiani ai palcoscenici più prestigiosi del mondo. Ma quanto guadagna davvero Il Volo? La risposta non è semplice: i compensi individuali, il patrimonio personale e gli incassi complessivi del gruppo non sono pubblici in modo completo.

Chi è Il Volo, il trio italiano più famoso nel mondo

Il Volo è un trio musicale italiano composto da Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, tre cantanti che uniscono la tradizione lirica e operistica alla musica pop. Il gruppo si è formato nel 2009, quando i tre artisti si sono incontrati durante la partecipazione al programma televisivo Ti lascio una canzone, condotto da Antonella Clerici su Rai 1. Da quel momento hanno iniziato un percorso che li ha portati a esibirsi sui palcoscenici internazionali e a conquistare un pubblico anche fuori dall’Italia. La svolta è arrivata con la vittoria al Festival di Sanremo 2015 grazie al brano Grande amore, con cui hanno poi partecipato all’Eurovision Song Contest, classificandosi al terzo posto. Nel corso degli anni Il Volo ha pubblicato album, intrapreso tournée internazionali e partecipato a concerti ed eventi televisivi, costruendo un progetto musicale riconoscibile e una carriera che rappresenta anche la base dei suoi ricavi.

Quanto incassa Il Volo per un concerto

Il dato più concreto per comprendere il valore economico del trio arriva da un progetto realizzato in Sicilia nel 2025, nell’ambito delle iniziative legate ad Agrigento Capitale italiana della Cultura. Secondo fonti di stampa, il contratto stipulato con Il Volo Srl prevedeva un compenso diretto di 200.000 euro per i tre cantanti, a cui si aggiungevano importi per attività collaterali, tra cui conferenze stampa e iniziative promozionali. La cifra, tuttavia, non rappresenta il guadagno netto dei tre artisti. Si tratta di un compenso complessivo riconosciuto al gruppo, da distinguere dagli eventuali costi sostenuti e dalle imposte.

Lo stesso progetto aveva dimensioni economiche più ampie: la componente artistica, comprendente orchestra, coro, arrangiamenti e direzione musicale, valeva circa 312.000 euro, mentre la produzione televisiva superava i 370.000 euro. Il costo totale dell’operazione arrivava a sfiorare 1,25 milioni di euro.

Questi numeri aiutano a capire quanto possa essere articolato il budget di un grande evento musicale. Il cachet dei protagonisti è soltanto una parte della spesa complessiva, che può includere scenografie, personale tecnico, musicisti, logistica e riprese televisive.

Per i normali concerti del tour, invece, non esiste una tariffa ufficiale pubblica valida per ogni data. Il compenso può variare in base al Paese, alla capienza della location, alla natura dell’evento e agli accordi con gli organizzatori.

Intorno ai compensi de Il Volo circolano da anni cifre molto elevate. Alcune pubblicazioni parlano di cachet che possono raggiungere il milione di euro per concerto, mentre per le esibizioni negli Stati Uniti vengono riportate stime comprese tra 150.000 e quasi 500.000 dollari.

Un’altra fonte di ricavi per Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble è rappresentata dalla televisione. Negli ultimi anni il trio ha partecipato a programmi musicali, concerti evento e produzioni speciali che hanno contribuito a consolidarne la popolarità anche presso il pubblico generalista. Tra questi progetti rientra la collaborazione con Mediaset, che ha previsto prime serate dedicate al gruppo e appuntamenti natalizi come il concerto Il Volo – Incanto di Natale, trasmesso su Canale 5 il 24 dicembre 2025, su cui però non risultano pubblicate cifre ufficiali sul compenso riconosciuto ai cantanti per la singola esibizione.

I ricavi da dischi, streaming e diritti musicali

Il patrimonio economico costruito dal trio non dipende soltanto dai concerti. La discografia rappresenta un altro tassello importante, soprattutto considerando la capacità del gruppo di raggiungere ascoltatori in Italia, negli Stati Uniti e in altri mercati internazionali.

Il successo di brani come Grande amore, con cui Il Volo ha vinto il Festival di Sanremo nel 2015, ha contribuito a rafforzare la notorietà del gruppo e a mantenere vivo l’interesse per il suo repertorio. La canzone ha accompagnato il trio anche all’Eurovision Song Contest, dove si è classificato al terzo posto.

A questi risultati si aggiungono le vendite degli album, gli ascolti sulle piattaforme digitali e gli eventuali proventi legati ai diritti musicali. Non esiste, tuttavia, una somma fissa che un artista incassa per ogni riproduzione in streaming: i ricavi dipendono dagli accordi contrattuali, dai titolari dei diritti e dai meccanismi di distribuzione delle piattaforme.

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Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas

A União de Freguesias do Vade está a proceder à requalificação de três pontes históricas situadas na localidade de Covas, em Vila Verde.

A intervenção incide sobre as pontes da Agrela, da Pequena e do Pego, que têm mais de 500 anos de história.

“Estas pontes são testemunhos vivos do nosso passado, fazendo parte do património histórico, cultural e identitário da nossa terra”, refere a Junta de Freguesia, numa nota publicada nas redes sociais.

Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
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Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas 18
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
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Foto: UF Vade
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Foto: UF Vade
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Foto: UF Vade
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
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Foto: UF Vade
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Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
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Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade
Vila Verde: Três pontes com mais de 500 anos estão a ser requalificadas
Foto: UF Vade

A sua requalificação representa um “passo importante na preservação deste legado, garantindo melhores condições de conservação e contribuindo para que estas estruturas continuem a fazer parte da história e da memória das gerações futuras”.

“Preservar o nosso património é valorizar as nossas raízes, respeitar a nossa história e proteger a identidade da nossa comunidade”, conclui a autarquia.

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Gerry Scotti, quanto vale la sua ricchezza tra televisione, società e immobili

Quarant’anni di televisione, programmi di successo e investimenti imprenditoriali: il patrimonio di Gerry Scotti è il risultato di una carriera costruita nel tempo, che ha permesso al conduttore di affiancare ai compensi dello spettacolo diverse attività societarie e immobiliari. Volto storico di Mediaset, Scotti ha saputo trasformare la popolarità televisiva in una realtà economica articolata, con partecipazioni aziendali e proprietà distribuite tra Milano, Alassio e Pavia. Ma quanto vale la sua ricchezza e quali sono le principali fonti delle sue entrate?

Dagli esordi in radio al successo con Mediaset

Nato il 7 agosto 1956 a Miradolo Terme, in provincia di Pavia, Gerry Scotti ha iniziato la propria carriera in radio, prima di approdare alla televisione e conquistare una posizione di primo piano nell’intrattenimento italiano.

Nel corso degli anni ha condotto trasmissioni diventate familiari a milioni di telespettatori, da Passaparola a Chi vuol essere milionario?, passando per Caduta libera. Più recentemente è tornato al centro dell’attenzione con La ruota della fortuna, storico quiz televisivo associato al nome di Mike Bongiorno e riproposto su Canale 5.

Quanto guadagna Gerry Scotti in televisione

Stabilire quanto guadagni oggi Gerry Scotti non è semplice, perché non sono disponibili dati pubblici aggiornati e verificati sui suoi attuali contratti televisivi. Nel maggio 2019 il Corriere della Sera aveva riportato una stima di circa 10 milioni di euro annui. Si tratta, però, di un’indicazione riferita a diversi anni fa, che non può essere considerata una misura certa dei compensi attuali.

Un episodio significativo riguarda la partecipazione al Festival di Sanremo del 2025, quando Scotti affiancò Carlo Conti nella conduzione di una serata della manifestazione. In quell’occasione il presentatore dichiarò di aver accettato l’invito senza percepire un cachet.

Il patrimonio societario e la holding GTI

Una parte significativa degli interessi economici riconducibili a Scotti passa attraverso GTI, holding che detiene partecipazioni in quattro società controllate. Secondo i dati relativi al 2023 riportati dalla stampa, la holding ha registrato un fatturato di 541.230 euro e utili per circa 2,1 milioni di euro. Il risultato è legato principalmente ai dividendi distribuiti dalle società partecipate, pari complessivamente a 2,5 milioni di euro.

GTI dispone inoltre di immobilizzazioni materiali e finanziarie per 19,7 milioni di euro. Di questa cifra, 11,01 milioni sono riconducibili a immobili di proprietà. Tra le società controllate figura Good Time Production, attiva nella produzione televisiva e collegata a una parte delle attività professionali del conduttore. Nell’esercizio preso in esame, la società ha realizzato ricavi per 4,5 milioni di euro e un utile di 2,3 milioni.

Le case tra Milano e Alassio

Il mattone rappresenta un’altra componente degli investimenti attribuiti a Gerry Scotti. Secondo le stime Cerved citate nelle ricostruzioni giornalistiche, il conduttore possiede tre appartamenti a Milano e un villino di otto vani ad Alassio. Il valore complessivo delle proprietà, comprese le pertinenze, è stimato in circa 5,7 milioni di euro.

A Milano risulta inoltre usufruttuario di un’abitazione di 13,5 vani, valutata indicativamente 3,1 milioni di euro. Gli investimenti del mattatore di Canale 5 però non si limitano alle abitazioni. Scotti ha infatti partecipato anche a un’iniziativa immobiliare nella sua città d’origine, Pavia, attraverso NCP, acronimo di Nuovo Cinema Pavia. La società è proprietaria dell’immobile che ospita il cinema Movie Planet. L’investimento per il complesso è stato pari a 16,6 milioni di euro. Nel periodo considerato, NCP ha registrato ricavi per 544.000 euro e una perdita di 119.966 euro. Il valore dell’immobile resta iscritto nel patrimonio aziendale ed è soggetto ad ammortamento nel tempo.

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Dalla tv all’azienda di famiglia agli immobili: il patrimonio di Massimo Giletti

Giornalista televisivo tra i più conosciuti, tornato in Rai nel 2024 dopo sei anni a La7, Massimo Giletti è alla guida del programma di approfondimento Lo Stato delle Cose, in onda su Rai 3. Il suo patrimonio è legato a due attività principali: la lunga carriera nel mondo della televisione e la partecipazione nell’azienda tessile di famiglia. Ma quanto guadagna e quali sono le sue fonti di reddito?

Quanto guadagna Massimo Giletti: lo stipendio in Rai

Una delle principali fonti di reddito di Massimo Giletti è rappresentata dalla conduzione televisiva. Nel corso della sua carriera ha lavorato per decenni in Rai, diventando uno dei volti più conosciuti dell’intrattenimento e dell’approfondimento giornalistico, prima di passare a La7 nel 2017. Il conduttore ha parlato pubblicamente dei propri compensi anche in passato.

In un’occasione aveva dichiarato di percepire 400.000 euro lordi all’anno durante la sua precedente esperienza in Rai. Dopo l’esperienza a La7, dove ha condotto Non è l’Arena, Giletti è tornato nella televisione pubblica nel marzo 2024. La Rai ha annunciato la firma di un contratto per diversi progetti editoriali, senza rendere pubblici tutti i dettagli economici dell’accordo.

Per la conduzione del programma Lo Stato delle Cose, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno indicato un compenso di circa 1,1 milioni di euro lordi per il periodo 2024-2025. La cifra non equivale a uno stipendio annuale ufficialmente certificato per il 2026 e non è possibile dare per scontato che le condizioni economiche siano rimaste invariate. Nel settembre 2026, intanto, la Rai ha confermato il ritorno del programma su Rai 3, con una nuova stagione dedicata alle inchieste e all’attualità.

Massimo Giletti: quale quota ha nell’azienda tessile di famiglia

Accanto alla televisione, un’altra componente degli interessi economici di Giletti è rappresentata dalla Giletti Spa, storica azienda tessile con sede a Valdilana, nel Biellese. La società, legata alla famiglia da generazioni, opera nel settore della preparazione e filatura delle fibre tessili.

Dopo la morte del padre Emilio, avvenuta nel 2020, Massimo Giletti ha ereditato una partecipazione nell’impresa insieme ai fratelli Emanuele e Maurizio. Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa, ciascuno dei tre possiede una quota pari a circa un terzo del capitale. La gestione operativa è affidata ai fratelli: Emanuele ricopre il ruolo di amministratore delegato, mentre Maurizio è presidente.

I risultati economici dell’azienda tessile hanno attraversato una fase complessa negli ultimi esercizi. Nel 2023 la società aveva registrato un utile di circa 515.000 euro. Nel 2024, invece, il profitto era sceso a 229.000 euro, mentre i ricavi erano diminuiti da 7,2 a 5,8 milioni di euro. Le informazioni disponibili sul bilancio 2025 indicano un ulteriore ridimensionamento dell’attività. Secondo i dati riportati da Spacepack, elaborati sulla base di informazioni societarie, il fatturato della Giletti Spa è sceso a circa 4,39 milioni di euro, con una contrazione del 23,9% rispetto all’esercizio precedente.

Quanti immobili possiede Massimo Giletti?

Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, il giornalista divide la sua vita tra Roma e il Piemonte, dove si trovano due dimore legate a esigenze e ricordi differenti. Nella Capitale, il conduttore possiede un appartamento nel quartiere Parioli, una delle zone residenziali più esclusive della città. In Piemonte, invece, Giletti è particolarmente legato alla villa di Ponzone, frazione di Valdilana (ex Trivero), in provincia di Biella, vicino ai luoghi d’origine della sua famiglia e alla storica attività tessile. Lo stesso Giletti l’ha definita in passato il suo «buen retiro», la casa a cui è legato fin dall’infanzia. Non sono però disponibili valutazioni aggiornate e verificate che consentano di stabilire il valore di mercato delle due proprietà o il loro peso effettivo nel patrimonio complessivo del conduttore.

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No quarto de D. Carlota Joaquina: o que (re)descobrimos?

Um projeto de 150 mil euros devolveu ao formato original as câmaras onde a rainha viveu os seus últimos anos, no Palácio Nacional de Queluz. Poderemos conhecer a consorte vilificada de outra forma?

© INÊS LACERDA/OBSERVADOR

A Câmara onde D. Carlota Joaquina dormia. Só mais tarde é que esta divisão viria a ser tratada por quarto de dormir
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Patrimonio di Barbara D’Urso: quanto ha guadagnato in tv e quanto vale oggi la sua ricchezza

Il patrimonio di Barbara D’Urso è una delle curiosità che accompagnano la lunga carriera della conduttrice, per anni tra i volti più riconoscibili di Canale 5. Tra programmi quotidiani, reality show, fiction e nuovi incarichi in Rai, la presentatrice ha costruito una carriera che le ha permesso di ottenere compensi importanti. Una cifra ufficiale relativa al patrimonio di Barbara D’Urso non è disponibile. Esistono, però, alcune informazioni sui suoi compensi televisivi e sulle entrate maturate durante la lunga collaborazione con Mediaset, oltre a indiscrezioni sui cachet degli ultimi anni. È importante distinguere i dati riportati dalle fonti giornalistiche dalle stime non confermate, perché il patrimonio personale non coincide necessariamente con la somma degli stipendi incassati nel corso del tempo.

I guadagni di Barbara D’Urso durante gli anni a Mediaset

Il capitolo più importante per ricostruire le entrate della conduttrice è quello legato alla collaborazione con Mediaset, durata molti anni e caratterizzata da programmi di grande visibilità. Barbara D’Urso ha condotto trasmissioni come Grande Fratello, Pomeriggio Cinque, Domenica Live e Live – Non è la D’Urso, diventando uno dei volti centrali dell’intrattenimento e dell’informazione televisiva di Canale 5.

Un’indicazione significativa sui suoi guadagni è arrivata nell’aprile 2026, quando, in occasione della controversia legale tra la conduttrice e Mediaset, fonti vicine all’azienda hanno sostenuto che i compensi riconosciuti a D’Urso attraverso i contratti nel corso degli anni fossero arrivati a una cifra vicina ai 35 milioni di euro. A questo importo, secondo la stessa ricostruzione, si sarebbero aggiunti introiti pubblicitari non quantificati.

Si tratta di un dato rilevante, ma va interpretato correttamente: 35 milioni di euro rappresentano i compensi contrattuali complessivi indicati da fonti vicine a Mediaset, non il patrimonio attuale della conduttrice. Per conoscere la sua ricchezza effettiva bisognerebbe considerare anche le imposte pagate, le spese sostenute, gli eventuali investimenti, gli immobili posseduti e gli altri redditi maturati nel corso della carriera.

Quanto guadagnava all’anno e a puntata

Le cifre relative ai compensi di Barbara D’Urso sono state spesso oggetto di indiscrezioni. Nel 2015 la presentatrice avrebbe dichiarato durante un’intervista radiofonica a La Zanzara di guadagnare circa 500.000 euro all’anno, al netto delle tasse. Altre ricostruzioni giornalistiche hanno invece ipotizzato compensi di circa 8.000 euro per ogni puntata di Pomeriggio Cinque e 15.000 euro per le dirette di Domenica Live.

Il ritorno in Rai e il compenso a Ballando con le Stelle

Dopo la conclusione del rapporto con Mediaset nel 2023, Barbara D’Urso è tornata progressivamente in televisione attraverso nuove esperienze professionali. Nel 2025 ha partecipato come concorrente a Ballando con le Stelle, il programma di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, mentre nel 2026 è entrata nella giuria della trasmissione.

Anche il nuovo incarico ha riacceso l’interesse sui suoi guadagni. Nell’ottobre 2026, Dagospia, attraverso la rubrica di Giuseppe Candela, ha riportato un’indiscrezione secondo cui la conduttrice percepirebbe circa 15.000 euro a puntata, per un compenso complessivo vicino ai 200.000 euro. Altre ricostruzioni giornalistiche hanno indicato una cifra inferiore, pari a 10.000 euro per appuntamento. La Rai e la conduttrice non hanno confermato ufficialmente questi importi.

La causa con Mediaset può aumentare il patrimonio?

Un altro elemento da seguire è la controversia legale avviata da Barbara D’Urso contro Mediaset. Come riferito dall’ANSA il 23 aprile 2026, la conduttrice ha deciso di procedere per vie legali dopo il fallimento della mediazione.

Tra le questioni sollevate dai suoi avvocati ci sono il mancato riconoscimento dei compensi per i diritti d’autore sui programmi di cui ha curato la scrittura e quelli connessi al format televisivo Live – Non è la D’Urso. Sulla possibile entità di un risarcimento sono circolate stime giornalistiche che arrivano a diversi milioni di euro.

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Ilary Blasi: dal Grande Fratello Vip a Netflix, a quanto ammonta il suo patrimonio

Ilary Blasi è una delle conduttrici più conosciute della televisione italiana e, dopo anni di carriera tra programmi di intrattenimento, reality show e produzioni per le piattaforme digitali, può contare su diverse fonti di reddito. Dai compensi televisivi alle collaborazioni commerciali, passando per il patrimonio immobiliare e i progetti realizzati con Netflix, il suo profilo economico si è evoluto insieme alla sua popolarità.

Stabilire con precisione a quanto ammonti oggi la ricchezza della conduttrice, tuttavia, non è semplice. Non sono disponibili dati pubblici completi sul suo patrimonio personale, né un bilancio ufficiale che permetta di sommare immobili, liquidità, investimenti e guadagni professionali. Le cifre che circolano sui media devono quindi essere considerate stime o indiscrezioni, non valori certificati.

I guadagni televisivi: il peso del rapporto con Mediaset

Una parte importante delle entrate di Ilary Blasi deriva dalla sua lunga carriera televisiva. Il rapporto con Mediaset le ha permesso di consolidare la propria presenza sul piccolo schermo, conducendo programmi di grande visibilità come L’Isola dei Famosi, Grande Fratello Vip e altri format di intrattenimento. Numeri alla mano, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, il cachet di Blasi per il ritorno al Grande Fratello Vip nel 2026 si aggirerebbe intorno ai 25.000 euro a puntata. Se si considera una stagione composta da circa 26 appuntamenti, il compenso lordo potrebbe avvicinarsi a 650.000 euro. Si tratta, però, di una stima legata alla durata ipotizzata del programma, non di una cifra ufficialmente confermata dalla conduttrice o dall’emittente.

In passato sono circolate anche valutazioni più elevate per altri programmi, tra cui compensi che sarebbero arrivati a circa 50.000 euro per puntata per L’Isola dei Famosi. Anche in questo caso, in assenza di conferme contrattuali, è opportuno però distinguere le indiscrezioni dalle informazioni verificate. In ogni caso, i programmi televisivi rappresentano una componente centrale del suo potenziale patrimonio economico.

Netflix e i ricavi dei progetti personali

Negli ultimi anni, la conduttrice ha affiancato alla televisione tradizionale nuove esperienze professionali sulle piattaforme digitali. Tra queste rientrano Unica e Ilary, produzioni Netflix che hanno raccontato aspetti della sua vita privata e del percorso successivo alla separazione dall’ex calciatore Francesco Totti. Non sono però disponibili dati pubblici sufficienti per stabilire quanto Blasi abbia effettivamente incassato da ciascun progetto. Le cifre circolate sulla stampa, comprese quelle che attribuiscono a Unica un compenso di circa 700.000 euro, non possono essere considerate guadagni certificati senza una conferma attendibile.

A questi introiti potenziali si aggiungono le opportunità commerciali collegate alla notorietà acquisita: sponsorizzazioni, campagne pubblicitarie, collaborazioni con marchi e contenuti pubblicati sui social network.

La villa all’Eur e il patrimonio immobiliare

Il capitolo immobiliare è uno degli elementi più rilevanti nelle ricostruzioni sulla ricchezza della conduttrice. Al centro dell’attenzione c’è la villa situata nel quartiere Eur di Roma, associata per anni alla vita familiare di Ilary Blasi e Francesco Totti. Il valore dell’abitazione è stato stimato da diverse testate in circa 18 milioni di euro. La residenza, descritta come una proprietà di dimensioni eccezionali, disporrebbe di oltre 1.500 metri quadrati, numerose stanze, piscina, spa, sala cinema privata e un ampio giardino.

Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, la conduttrice disporrebbe anche di altre proprietà immobiliari, tra Roma e Milano. Si è parlato di almeno cinque ulteriori abitazioni nella capitale e di un immobile nel capoluogo lombardo.

Il divorzio da Francesco Totti e l’assegno per i figli

La vicenda con Francesco Totti ha avuto anche conseguenze economiche, soprattutto per quanto riguarda il mantenimento dei figli e la gestione delle spese familiari. Il Tribunale civile di Roma avrebbe ridotto nel luglio 2026 l’assegno mensile a carico dell’ex calciatore da 12.500 a 10.900 euro per il mantenimento dei figli. A questa somma si aggiungerebbero le spese straordinarie e quelle scolastiche, secondo le modalità stabilite in sede giudiziaria. Le questioni economiche tra gli ex coniugi comprendono inoltre la gestione delle spese relative alla villa e altri aspetti della separazione.

Il patrimonio di Bastian Müller

Oggi Ilary Blasi è sposata con Bastian Müller-Pettenpohl, imprenditore tedesco legato a una famiglia attiva da generazioni nel settore delle perforazioni e della costruzione di pozzi.

Prima di entrare nell’attività di famiglia, avrebbe lavorato nel settore dell’ospitalità di lusso a St. Moritz, in Svizzera, dove tra il 2007 e il 2015 si sarebbe occupato di servizi esclusivi per clienti facoltosi. In seguito avrebbe proseguito il proprio percorso professionale nell’azienda di famiglia. Alcune ricostruzioni giornalistiche attribuiscono al gruppo Müller-Pettenpohl un valore di circa 2 milioni di euro, segnalando anche la presenza di debiti. Non sono però disponibili valutazioni ufficiali e aggiornate che consentano di determinare con precisione il patrimonio personale dell’imprenditore nel 2026.

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Escola Cantina Salazar passa a Centro Interpretativo do Estado Novo: não é “reabilitação do fascismo”

“Não se quer um museu a Salazar, mas também não se quer um espaço onde se diga mal da figura principal”. Após mais de 20 anos na cabeça dos autarcas de Santa Comba Dão, o polémico projeto que dará vida à Escola Cantina Salazar será avaliado pelo que realmente é e não pelo que alguns temiam que fosse. O Centro Interpretativo do Estado Novo — Regime e Resistência abrirá portas na sexta-feira à tarde, no Vimieiro, naquela que foi uma escola modelo do Estado Novo, com coordenação científica da Associação Ephemera, fundada por Pacheco Pereira. “O trabalho desenvolvido até aqui

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Sem-abrigo da lei

Todos temos direito de reivindicar e defender os nossos ideais. Destruição do património que é de todos, não. Passei os últimos dias intrigado com o comportamento humano. Tentei perceber o porquê de, quando inserido numa multidão, o Homem ficar alterado e – mais grave – tendencialmente agressivo. Como não é de todo a minha área de interesse ou estudo, tive necessidade de aprender um pouco. De facto, trata-se de um fenómeno transversal a vários eventos. Seja no desporto, sobretudo no Futebol, mas também – e o que me traz ao tema do artigo – num cenário de manifestações, como as

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Associação apela à proteção da estátua de D. Pedro IV

Associação diz ser "incompreensível" que a CML não adote medidas idênticas às que aplica noutros monumentos em eventos de risco.

© LUSA

A estátua de D. Pedro IV tem sido o centro das reivindicações dos manifestantes que se têm reunido na Praça do Rossio pela crise na habitação
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Marco Mengoni, quanto guadagna e a quanto ammonta il suo patrimonio

Marco Mengoni è tra i cantanti italiani con un’attività economica più rilevante, grazie ai ricavi legati alla musica, ai concerti e agli investimenti immobiliari. Il patrimonio personale dell’artista non è noto con precisione, ma i bilanci delle società a lui riconducibili permettono di ricostruire parte dei suoi interessi economici. La società No Comment Opificio Musicale Srl ha registrato nel 2024 ricavi per 3,294 milioni di euro, in calo rispetto ai 4,32 milioni dell’anno precedente. Nonostante la diminuzione del fatturato, l’utile netto è aumentato sensibilmente, raggiungendo 360.407 euro. Oltre all’attività musicale, Mengoni ha investito nel settore immobiliare, acquistando diverse proprietà a Milano e partecipando attraverso una società dedicata alla gestione di immobili.

Quanto guadagna Marco Mengoni: il fatturato della società musicale

Il principale indicatore economico dell’attività imprenditoriale di Marco Mengoni è rappresentato dai conti della No Comment Opificio Musicale Srl. Secondo il bilancio relativo al 2024, la società ha registrato ricavi per 3,294 milioni di euro, con una riduzione del 23,7% rispetto al 2023. Il risultato economico finale è stato però superiore a quello dell’anno precedente. L’utile netto è passato da 16.675 euro nel 2023 a 360.407 euro nel 2024, aumentando di oltre venti volte.

Il miglioramento è legato soprattutto alla riduzione dei costi sostenuti per servizi e collaborazioni esterne, scesi da circa 4,1 milioni a 2,66 milioni di euro. Gli utili realizzati nel 2024 non sono stati distribuiti al cantante, ma accantonati a riserva dalla società. Il fatturato aziendale non corrisponde quindi al guadagno personale di Mengoni, perché comprende ricavi destinati anche a coprire i costi di produzione e gestione dell’attività musicale.

Quanto vale il patrimonio di Marco Mengoni

Nel corso della carriera, Marco Mengoni ha destinato parte dei propri guadagni all’acquisto di immobili. Il primo investimento documentato risale all’ottobre 2013, quando il cantante acquistò una casa a Milano, anche attraverso un mutuo decennale da 380mila euro. Il finanziamento venne estinto anticipatamente nel 2019 e l’immobile fu successivamente conferito alla società Akisifio Real Estate.

Il cantautore vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo ha poi acquistato altre due abitazioni nel capoluogo lombardo, rispettivamente nel dicembre 2018 e nel giugno 2023. Anche No Comment Opificio Musicale ha effettuato investimenti immobiliari, acquistando nel 2014 una sede a Milano destinata alle attività professionali e alla realizzazione di uno studio di registrazione. Nel giugno 2023 la società ha inoltre acquistato una quota del 50% di un altro immobile, del valore indicato di 240mila euro, e una pertinenza della propria sede.

Al patrimonio immobiliare riconducibile all’artista si aggiungono anche i beni ereditati dalla madre Nadia Ferrari, scomparsa nel settembre 2024. L’eredità comprende quote di proprietà immobiliari a Ronciglione, in provincia di Viterbo, tra cui appartamenti, negozi e magazzini, oltre a un villino i cui diritti sono stati ripartiti tra il cantante e il padre Maurizio.

Akisifio Real Estate, i conti della società immobiliare

L’attività immobiliare di Marco Mengoni è gestita anche attraverso Akisifio Real Estate, società che nel 2024 ha registrato risultati economici differenti rispetto a quelli dell’impresa musicale. Il fatturato è stato pari a 20.314 euro, derivante da un canone di locazione, mentre l’esercizio si è chiuso con una perdita di 12.019 euro.

L’anno precedente la società aveva registrato ricavi per 17.601 euro e una perdita di 18.135 euro. Secondo i dati riportati nei bilanci, Akisifio dispone comunque di riserve superiori a mezzo milione di euro. L’amministratrice unica Claudia Carboni ha svolto il proprio incarico senza percepire compenso.

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Publicados desde 1969, Anais do Município de Faro chegam ao 48.º volume

Reitora da UAlg Alexandra Teodósio apresenta a edição de 2026 na Biblioteca Municipal de Faro, a 31 de outubro, às 15h30. A entrada é livre, sujeita à lotação da sala.

O conteúdo Publicados desde 1969, Anais do Município de Faro chegam ao 48.º volume aparece primeiro em Barlavento.

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Quase 60% da riqueza do país nas mãos dos 10% mais ricos

Dados do Banco de Portugal revelam que o decil da população que tem mais património concentra cerca de 60% da riqueza acumulada no país. Famílias abaixo da mediana têm apenas 6%.

© ANTÓNIO COTRIM/LUSA

Riqueza tem crescido desde 2010 e, no final de 2025, totalizava 1.196 mil milhões de euros
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Pedra Seca do Caramulo é patrimônio imaterial

É a terceira manifestação do concelho de Tondela a ser inscrita no Inventário Nacional do Património Cultural Imaterial, depois da Festa das Cruzes do Guardão e do Barro Negro de Molelos.

© João Cosme

O anúncio destaca "a importância da Arte de Construções de Pedra Seca enquanto reflexo da identidade das comunidades da Serra do Caramulo, grupos e indivíduos que a praticam"
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Município entregou chaves de 18 habitações reabilitadas no antigo bairro operário de Loulé

São 18 famílias que começam uma nova vida no histórico Bairro Municipal Frederico Ulrich, em Loulé, outrora conhecido como “Bairro Operário”. A Câmara Municipal de Loulé assinalou mais um marco na sua política de habitação com a entrega das chaves de 18 habitações totalmente reabilitadas, naquela que foi a primeira fase da empreitada.

A intervenção, financiada pelo PRR – Plano de Recuperação e Resiliência, passou pela reabilitação do espaço de cada um dos fogos, de tipologia T2 e T3, através da ampliação da área e compartimentação interior, bem como a requalificação dos respetivos logradouros, garantindo “novas e modernas condições de habitabilidade” para as famílias.

“É com enorme alegria que hoje devolvemos vida a esta obra, recuperando para as pessoas um projeto que, há mais de sete décadas, já colocava a dignidade das famílias no centro do desenho da nossa cidade, e que hoje volta a fazer exatamente isso”, afirmou o presidente da Câmara de Loulé, Telmo Pinto.

Mas este foi também um momento de valorização do património e identidade local – e sentimental – pela carga histórica que o bairro encerra. Nascido entre 1948 e 1950, desenhado originalmente pelo engenheiro Alberto da Silveira Ramos e pelo icónico arquiteto louletano Manuel Maria Laginha, o Bairro Frederico Ulrich foi a primeira iniciativa de habitação social em Loulé para famílias com poucos recursos. Alguns dos primeiros moradores continuam a viver aqui.

Mas o compromisso do Município com o Bairro Frederico Ulrich terá continuidade imediata com o arranque da segunda fase de reabilitação do edificado, correspondendo a 30 fogos. À semelhança do que aconteceu com a primeira fase, os moradores serão realojados temporariamente em apartamentos da cidade, e também em algumas das casas reabilitadas na primeira fase e que não foram ocupadas.

Durante a cerimónia, Telmo Pinto recordou o percurso iniciado em 2019, com o lançamento da Estratégia Local de Habitação, numa altura em que o parque habitacional do Município contava com apenas 280 fogos. Com as 18 chaves disponibilizadas esta quinta-feira, o concelho ultrapassa a marca das 490 casas, o que representa um crescimento superior a 70% em pouco mais de sete anos.

“Ainda temos muitos projetos pela frente”, assegurou o autarca. Para responder de forma robusta à pressão demográfica e à escalada de preços no setor imobiliário, a Autarquia está a avançar neste momento com mais de 500 novas habitações, através da aquisição de terrenos, projetos de compra e construção em vários pontos do concelho. “Já no próximo ano iremos avançar com mais 600 fogos”, anunciou Telmo Pinto.

Também o apoio ao arrendamento, que contemplou recenetemnte mais 65 famílias, continua a ser um instrumento importante para responder, no imediato, às necessidades habitacionais dos louletanos. No futuro, a Autarquia quer “triplicar o número de famílias apoiadas e aumentar também o valor atribuído”.

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Mercados de Olhão chegam à Grande Final das Novas 7 Maravilhas de Portugal

Os Mercados Municipais de Olhão estão na Grande Final Nacional das Novas 7 Maravilhas de Portugal, depois de garantirem, no passado sábado, a passagem à última fase do concurso.

Entre os 21 patrimónios apurados para a final nacional, os Mercados de Olhão são o único património representante do Algarve.

A passagem à final constitui um momento histórico para Olhão e para o Algarve. Depois de uma caminhada marcada pelo reconhecimento e pelo forte envolvimento da população, os Mercados Municipais de Olhão chegam, agora, ao momento decisivo da competição, com a possibilidade de serem eleitos uma das Novas 7 Novas Maravilhas de Portugal 2026.

“Hoje, os Mercados de Olhão já não representam apenas Olhão. Representam todo o Algarve”, destaca o presidente da Câmara Municipal, Ricardo Calé. “Chegar à Grande Final Nacional, sendo o único património algarvio entre os 21 finalistas, é motivo de enorme orgulho e demonstra a força da nossa identidade, da nossa história e daquilo que temos para mostrar ao país. Depois do folar e da Ria Formosa, com a eleição dos Mercados, seremos o único município do país com três Maravilhas”, acrescenta o autarca.

Com mais de um século de história, os Mercados Municipais são uma das imagens mais emblemáticas de Olhão. Mais do que um espaço de comércio, constituem um lugar de encontro, de memória e de identidade, profundamente ligado à relação da cidade com a Ria Formosa, com a pesca, com a gastronomia e com a vivência quotidiana dos olhanenses.

A Grande Final Nacional das Novas 7 Maravilhas de Portugal realiza-se no próximo dia 12 de setembro, às 21:30, em direto na TVI, reunindo os 21 Finalistas Nacionais, correspondentes aos três patrimónios mais votados em cada categoria. Os Mercados Municipais de Olhão concorrem na categoria Século XX.

Será durante esta gala que serão reveladas as Novas 7 Maravilhas de Portugal 2026.

Até lá, a votação do público continua aberta e será determinante para o resultado final. Para votar nos Mercados Municipais de Olhão, basta ligar para o 761 207 097. A votação pode, também, ser realizada através da aplicação TVI Pass, tendo cada voto o custo de 1€ + IVA. O Município de Olhão apela, assim, à mobilização de todos os olhanenses, algarvios e amigos de Olhão para esta última etapa da candidatura.

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