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Ministero Giustizia, concorso da 450 posti per Viceispettori Penitenziari: requisiti e scadenze

21 October 2026 at 14:33

Il Ministero della Giustizia, nella fattispecie il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha indetto un concorso pubblico, per esami, finalizzato al reclutamento di 450 Allievi Viceispettori da inserire a tempo pieno e indeterminato nel Corpo di Polizia Penitenziaria.

La selezione rappresenta un’occasione per diplomati universitari e laureati che desiderano accedere al ruolo degli ispettori, assumendo funzioni di carattere operativo e di coordinamento negli istituti penitenziari di tutta Italia. Per garantire una copertura più rapida dei posti in organico, la procedura concorsuale è stata semplificata attraverso l’eliminazione della prova pre-selettiva.

Riserve di posti e categorie tutelate

Della dote complessiva di 450 posti messi a bando, una quota pari a un sesto (75 posti) è riservata al personale già appartenente ai ruoli del Corpo di polizia penitenziaria con almeno tre anni di effettivo servizio, per il quale si prescinde dal limite di età anagrafica.

All’interno dei posti concorsuali sono inoltre previste le seguenti riserve di legge:

  • 22 posti in favore del coniuge, dei figli superstiti o dei parenti in linea collaterale di secondo grado del personale appartenente alle Forze di polizia o alle Forze armate deceduto in servizio e per causa di servizio;
  • 9 posti riservati agli Ufficiali che hanno completato senza demerito la ferma biennale nelle Forze armate;
  • 1 posto riservato ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo per l’assegnazione agli istituti penitenziari della provincia di Bolzano.

I posti riservati che non dovessero essere coperti per assenza di vincitori saranno riassegnati agli altri candidati idonei secondo l’ordine della graduatoria finale di merito.

Quali sono i requisiti di partecipazione

Per essere ammessi al concorso per Allievi Viceispettori è necessario possedere i seguenti requisiti generali e specifici alla data di scadenza del bando:

  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • età non superiore ai 32 anni non compiuti, limite elevabile fino a un massimo di tre anni in relazione al servizio militare svolto;
  • possesso del diploma di laurea triennale o di livello superiore idoneo a garantire i crediti per le lauree magistrali di ambito giuridico-economico o delle scienze politiche e sociali;
  • possesso delle qualità morali e di condotta previste per l’accesso ai ruoli delle Forze di polizia;
  • idoneità fisica, psichica e attitudinale allo svolgimento delle mansioni.

Si sottolinea che il titolo di studio universitario richiesto può essere conseguito anche entro la data di svolgimento della prima prova d’esame.

Come si svolge l’iter selettivo

La procedura di selezione si articola in diverse fasi successive:

  • una prova scritta, che consisterà nella somministrazione di un questionario con quesiti a risposta multipla vertenti su elementi di diritto penale, diritto processuale penale e diritto penitenziario, che si intenderà superata con una votazione minima di 7 su 10;
  • i candidati ammessi sosterranno i test di efficienza fisica;
  • chi avrà superato la prova fisica, sarà sottoposto ad accertamenti sanitari e psico-attitudinali;
  • colloquio sulle materie della prova scritta integrato da elementi di ordinamento dell’amministrazione penitenziaria, diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto civile e lingua straniera.

Modalità di candidatura e scadenze

La domanda di partecipazione deve essere compilata e inviata esclusivamente online tramite il portale del reclutamento inPA oppure dal sito istituzionale del Ministero della Giustizia.

Per l’accesso alla procedura telematica è necessario disporre di un’identità digitale a scelta tra Spid, Cie o Cns e di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata intestato al candidato.

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 29 ottobre alle ore 23:59. Al termine dell’invio, la piattaforma rilascerà la ricevuta dotata di codice identificativo che il candidato dovrà stampare ed esibire il giorno della prova scritta.

Altri concorsi attivi

Nel mese di ottobre ci sono anche altre opportunità di carriera nelle Forze Armate. Sono attualmente aperte le candidature per diverse procedure di reclutamento nel comparto difesa e sicurezza. Si consiglia di consultare con regolarità la piattaforma inPA per rimanere aggiornati sui bandi in scadenza e sulle relative date delle prove.

“Stanno distruggendo tutto” – Il proprietario di un negozio parigino sui disordini

21 October 2026 at 08:20

Devastazione nel cuore di Parigi

Nel fine settimana la Francia è stata colpita dalla peggiore ondata di vandalismo e saccheggio dall’inizio della pandemia, in relazione alle proteste a livello nazionale. A Parigi, numerosi commercianti hanno assistito impotenti al grave danneggiamento dei propri negozi.

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Un’auto bruciata presso il monumento di Porte Saint-Denis a Parigi il 18 ottobre 2026, un giorno dopo le violente proteste e le diffuse distruzioni nella capitale francese.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

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Tempo di lettura : 7 minuti.


In breve:

  • Durante le violente proteste che si sono svolte in Francia nel fine settimana, numerosi negozi sono stati saccheggiati e vandalizzati .
  • A livello nazionale, entro la sera del 18 ottobre erano state arrestate 2.397 persone .
  • 997 tra agenti di polizia, gendarmi  e vigili del fuoco sono rimasti feriti.
  • Associazione di categoria: circa 1.500 aziende sono state colpite, subendo danni per diverse centinaia di milioni di euro .
  • Il presidente Emmanuel Macron ha condannato le violenze e ha promesso sostegno agli imprenditori colpiti .

Domenica 18 ottobre, i lacrimogeni vuoti erano ancora sparsi per Place de la République a Parigi. Gli addetti alle pulizie hanno ripulito i vetri rotti intorno al monumento a Marianne, la cui base in pietra era stata danneggiata dai proiettili.
L’edizione in lingua inglese di Epoch Times ha parlato con Yoni, che ha voluto rivelare solo il suo nome di battesimo. Alcuni pezzi esposti nel suo negozio di marmo, Pierres Exclusives, erano stati distrutti.

«Ci ​​aspettavamo qualcosa di simile e abbiamo fatto tutto il possibile per proteggere il negozio. Ma qui non c’era niente da rubare, solo cose da distruggere», ha detto.

Un tavolo di marmo del valore di 25.000 euro giaceva in rovina.
“Quando siamo arrivati ​​qui stamattina, c’era ancora gente nel negozio”, ha riferito Yoni.

Farmacia saccheggiata: danni a sei cifre.

Nel terzo arrondissement, Fabien Carême si trovava tra i resti della sua farmacia.
“Non capisco perché qualcuno dovrebbe saccheggiare una farmacia. Dopotutto, è uno dei primi punti di contatto per l’assistenza medica”, ha dichiarato a Epoch Times. Carême stima che la sola merce rubata abbia causato danni per quasi 150.000 euro.

“Questo ha paralizzato la mia piccola impresa per molto tempo.”

Camille Michelin, proprietario del negozio di ottica Opti’Shop, ha stimato le sue perdite in oltre 50.000 euro. “È un’attività ben gestita. E stanno saccheggiando tutto, distruggendo tutto”, ha affermato.
Michelin e i suoi tre dipendenti erano ancora nel negozio fino alle 17:00 del 17 ottobre, quando la folla è passata.

“Abbiamo ricevuto messaggi d’odio e siamo stati minacciati con gesti che facevano pensare che ci avrebbero tagliato la gola”, ha riferito.

Il monumento in Place de la République a Parigi è stato imbrattato il 18 ottobre con slogan come "Morte ai fascisti" e "Antifa". Foto: Etienne Fauchaire / Epoch Times

Il monumento in Place de la République a Parigi è stato imbrattato il 18 ottobre con slogan come “Morte ai fascisti” e “Antifa”.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

I saccheggi sono proseguiti per tutta la notte. Nel pomeriggio del 18 ottobre, la polizia parigina aveva registrato altri tre negozi saccheggiati e arrestato 25 persone. La polizia ha dichiarato che gli arrestati erano per lo più giovani provenienti dalla periferia, che erano alla ricerca di luoghi adatti da saccheggiare.

I negozi sono stati svuotati in pochi secondi.

Un negozio in Rue Beaurepaire è stato svuotato in pochi secondi. Centinaia di manifestanti si sono poi radunati nuovamente in Place de la République.
La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua e ha schierato l’unità antisommossa CRS 8. Barricate improvvisate con bidoni della spazzatura hanno preso fuoco sul Boulevard Voltaire. Biciclette a noleggio sono state date alle fiamme nelle strade adiacenti.
Alexandre Bompard, presidente dell’associazione di categoria francese FCD, ha stimato che circa 1.500 aziende siano state colpite dalle rivolte. I danni totali ammonterebbero a diverse centinaia di milioni di euro. Secondo la polizia parigina, tra le 500 e le oltre 1.000 persone hanno partecipato alle rivolte nella capitale.
Il 18 ottobre 2026, i resti delle barricate giacciono davanti a un McDonald's devastato a Parigi, il giorno dopo le violente proteste dell'estrema sinistra. Foto: Etienne Fauchaire/The Epoch Times

Il 18 ottobre 2026, i resti delle barricate giacciono davanti a un McDonald’s devastato a Parigi, un giorno dopo le violente proteste dell’estrema sinistra.

Foto: Etienne Fauchaire/Epoch Times

Al termine della manifestazione principale, piccoli gruppi vestiti di nero hanno iniziato a fare irruzione nei negozi tra Place de la République e Place de la Bastille. Altre persone si sono unite a loro per saccheggiare.
“Intere strade sono state sistematicamente devastate”, ha dichiarato ai giornalisti il ​​sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire.

Attacco incendiario contro lo storico municipio di Limoges

Gravi disordini sono stati segnalati anche in altre parti della Francia. A Limoges, nella Francia centrale, lo storico municipio, risalente al 1883 e tutelato come edificio storico, è stato dato alle fiamme. Secondo la prefettura, al momento dell’incendio, funzionari eletti e personale si trovavano ancora all’interno dell’edificio.
Il sindaco di Limoges, Guillaume Guérin, ha dichiarato ai giornalisti il ​​18 ottobre che circa 700 attivisti di estrema sinistra, mascherati e armati, si erano infiltrati in una manifestazione a cui partecipavano 5.000 persone. La polizia non è riuscita a fermarli.

“Si è trattato di un incendio doloso. Un tentato omicidio dei rappresentanti eletti della Repubblica”, ha dichiarato Guérin.

Attacchi ai municipi e ad altri edifici amministrativi, nonché saccheggi, sono stati segnalati anche a Bordeaux, Lille e Marsiglia.

Quasi 2.400 arresti a livello nazionale.

Entro la sera del 18 ottobre, il Ministero dell’Interno francese aveva registrato 2.397 arresti a livello nazionale. Inoltre, 997 tra agenti di polizia, gendarmi e vigili del fuoco erano rimasti feriti, sette dei quali in modo grave.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che gruppi di rivoltosi si erano formati in seguito a un “chiaro appello all’azione proveniente dall’estrema sinistra”. Nel pomeriggio, saccheggiatori e altri criminali si sono uniti a loro, approfittando della situazione.

Macron condanna la violenza – scontro tra governo e opposizione

Domenica, in un discorso, il presidente Emmanuel Macron ha condannato le violenze. Allo stesso tempo, ha promesso sostegno ai commercianti colpiti e ha annunciato che i responsabili delle violenze e delle distruzioni saranno chiamati a risponderne.
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha criticato Jean-Luc Mélenchon, fondatore e candidato alla presidenza del partito di sinistra La France insoumise (LFI). Lecornu ha sostenuto che Mélenchon avesse giustificato la violenza.
Mélenchon ha definito l’incendio doloso del municipio di Limoges un crimine. Tuttavia, si è astenuto dal condannare esplicitamente le rivolte nel loro complesso. Ha invece attribuito la responsabilità degli eventi al governo.
La politica Marine Le Pen del Rassemblement National ha accusato direttamente il partito di Mélenchon, LFI, di essere legato ai rivoltosi.
Questo articolo è apparso originariamente su theepochtimes.com con il titolo “Macron promette che i rivoltosi ‘devono pagare’ mentre la Francia esamina i resti dei peggiori disordini degli ultimi anni “. (Adattamento in tedesco: vm)
Nota del redattore: questo articolo è stato aggiornato il 20 ottobre 2026.

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Meloni Prepares New Security Measures After Milan Riots Leave Hundreds Detained

19 October 2026 at 18:13

Italian Prime Minister Giorgia Meloni has convened an emergency government meeting following two days of violent unrest in Milan and other northern cities, where demonstrators clashed with police, looted shops and damaged public property during protests over living costs and deteriorating public services.

Police brought 271 people to police headquarters following Sunday’s disturbances in Milan, including 220 minors. Of those detained, 32 were formally arrested and another 28 were reported to the judicial authorities, according to figures released on Monday, 19th October.

The violence has prompted the Italian government to consider further restrictions on those involved in violent demonstrations, potentially introducing additional powers directed at organised disorder and juvenile offenders.

Milan city centre hit by looting

The disturbances began during demonstrations on Saturday, 17th October, organised amid growing dissatisfaction over household expenses, public services and wider political grievances.

Although the protests initially included peaceful participants, groups of masked individuals subsequently confronted riot police in central Milan. Officers used tear gas and water cannon as demonstrators erected burning barricades and threw objects at security personnel.

The unrest continued on Sunday, when shops were attacked close to Piazza del Duomo, one of Milan’s principal commercial and tourist areas.

Among the premises targeted were branches of Decathlon, Arc’teryx and Vodafone. Television footage showed damaged shopfronts, overturned street furniture and burning rubbish containers.

According to police figures reported on Monday, 174 of those taken to police headquarters were subjected to preventive detention measures introduced under recent Italian security legislation.

Fourteen members of the security services were reported injured during Sunday’s disturbances, including ten police officers and four members of the municipal police.

The judicial authorities are examining the conduct of individuals suspected of taking part in attacks on businesses and confrontations with officers. Prosecutors have sought custodial measures against several adults accused of offences including devastation, looting and aggravated resistance.

The large proportion of minors among those detained has become a central issue in the political response.

Violence spreads across northern Italy

Milan was not the only city affected by disorder. Saturday’s demonstrations also produced confrontations in Turin, Bologna, Brescia and Bergamo.

Italian police reported arrests across the affected cities, while the scale and organisation of the disturbances have raised questions about whether different groups were acting independently or using demonstrations as opportunities for coordinated violence.

There is not yet sufficient publicly established evidence to attribute the disorder to a single organisation or political movement.

The clashes coincided with major protests in neighbouring France, where similar concerns over living costs and public administration have contributed to increasingly confrontational demonstrations.

Although the grievances overlap, the Italian and French movements have different political backgrounds and organisational structures.

Government considers emergency legislation

Following a meeting at Palazzo Chigi on Monday, Meloni’s government indicated that it was considering a legislative response, potentially through an emergency decree.

According to details of the government discussions, proposals under examination include additional measures against violent offences, changes to preventive policing and possible restrictions addressing road blockages.

Some measures could be drawn from security legislation already under consideration in the Italian Senate. Ministers have also discussed the need for more effective intervention against juvenile offenders.

The meeting included Deputy Prime Ministers Matteo Salvini and Antonio Tajani, Interior Minister Matteo Piantedosi, Defence Minister Guido Crosetto and senior officials from the police, Carabinieri and intelligence services.

The government has stressed that peaceful demonstrations must remain protected while arguing that violence and organised destruction require a stronger response.

No final legislative text had been adopted at the conclusion of Monday’s meeting. A decree could be considered by the Council of Ministers as early as Tuesday, although the precise content remains subject to further examination.

Dispute over responsibility for policing

The unrest has also produced a dispute between Milan’s municipal authorities and the national government.

Mayor Giuseppe Sala questioned the adequacy of the policing arrangements, arguing that the number of officers initially deployed was insufficient to control the disturbances.

Interior Minister Matteo Piantedosi rejected that criticism, while senior government figures accused local political leaders of failing to condemn the violence unequivocally.

The disagreement reflects a wider question over how responsibility for anticipating and containing serious public disorder should be divided between local administrations and national security authorities.

Italy’s opposition has also challenged the government’s handling of the disturbances. Former Prime Minister Matteo Renzi criticised Meloni and Piantedosi over their failure to prevent the violence, calling for a change in leadership at the Interior Ministry.

The political argument is likely to intensify if the government proceeds with emergency legislation. Supporters of stronger police powers argue that the existing framework is insufficient to deal with rapidly organised disturbances, while opponents will scrutinise the proportionality of new restrictions and their effect on peaceful protest.

The immediate test for the government will be whether additional legal powers can improve public-order operations without replacing effective policing, intelligence gathering and judicial enforcement.

Cyberattack on 700 French Supermarkets Exposes Gaps in Europe’s Infrastructure Security

19 October 2026 at 17:29

A cyberattack affecting approximately 700 supermarkets in France has exposed serious weaknesses in the digital systems used to control commercial refrigeration, raising concerns about the vulnerability of European food distribution networks and other essential infrastructure.

The attack began overnight on 11–12th October, when intruders gained access to remotely managed refrigeration equipment and altered operating settings, causing refrigerators and freezers to overheat.

Stores belonging to several major supermarket chains were affected, including Intermarché, Netto, Coopérative U, Carrefour and Monoprix. Some were forced to discard substantial quantities of fresh and frozen food.

French Finance Minister Roland Lescure confirmed that approximately 700 of the country’s 10,000 supermarkets had been affected, although the severity of the disruption varied between locations.

The Paris prosecutor’s office has opened an investigation into the attack, including the damage caused by destroyed merchandise and reported fires.

The incident has drawn attention to industrial control systems that are routinely connected to the internet but may receive less cybersecurity protection than corporate networks and customer databases.

Refrigeration systems remotely manipulated

Investigators have established that refrigeration equipment was targeted through vulnerabilities associated with remote monitoring and control systems.

The French cybersecurity authorities identified compromises involving products supplied by Danish manufacturer Danfoss and American company Copeland.

Some of the affected systems used older equipment that no longer received regular security updates.

According to information released by the companies and cybersecurity specialists, certain industrial controllers had been accessible through public internet connections, creating opportunities for unauthorised access.

Hackers reportedly manipulated defrost cycles and increased temperature settings, preventing equipment from maintaining the cold conditions required to preserve food.

The attack affected approximately 300 Intermarché and Netto stores, while Coopérative U reported disruption at around 80 outlets.

Several retailers managed to contain the damage, but others lost substantial quantities of stock.

The consequences extended beyond malfunctioning equipment. Businesses faced the cost of replacing spoiled food, repairing refrigeration systems and restoring normal operations.

The precise financial damage is still being assessed, although estimates from the retail sector indicate that losses across France could amount to tens of millions of euros.

Vulnerabilities in connected equipment

The incident illustrates the security problems created by the growing use of internet-connected industrial equipment.

Modern refrigeration installations allow contractors and maintenance specialists to monitor temperatures, adjust settings and diagnose faults remotely.

These arrangements can reduce operating costs and improve efficiency, but they also create additional access points that attackers may exploit.

Cybersecurity specialists have identified vulnerabilities in commercial refrigeration platforms manufactured by Danfoss and Copeland.

The manufacturers subsequently addressed identified flaws, although older or unsupported equipment remained a concern.

A critical problem for businesses is that industrial machinery often remains operational for many years after its original software has become obsolete.

Replacing entire refrigeration installations can involve substantial expense and operational disruption, encouraging operators to retain equipment that may no longer meet contemporary cybersecurity standards.

The risks are particularly difficult to manage when responsibility for maintenance, software updates and network security is divided between retailers, equipment suppliers and external contractors.

France’s delayed cybersecurity legislation

The attack has renewed scrutiny of France’s implementation of the European Union’s NIS2 Directive, which is intended to strengthen cybersecurity across sectors providing important economic and public services.

The directive establishes common requirements covering risk management, incident reporting, organisational responsibility and protection against cyber threats.

Its scope extends beyond traditional critical infrastructure such as energy, telecommunications and transport to include certain businesses involved in food production, processing and distribution.

EU member states were required to incorporate the directive into national legislation by 17 October 2024.

France was among the countries that received a formal warning from the European Commission in May 2025 over incomplete implementation.

French cybersecurity specialists have since warned that delays have complicated efforts to establish consistent obligations for organisations operating industrial and commercial systems.

However, NIS2 does not automatically cover every supermarket. Its application depends on the nature and size of an organisation and the provisions of national implementing legislation.

The incident therefore raises questions not only about the pace of legislative implementation but also about the practical protection of equipment already in use.

Wider implications for European infrastructure

The disruption demonstrates how a cyberattack can cause physical damage without directly targeting a conventional industrial facility.

Unlike breaches intended to steal customer information, the French incident interfered with machinery responsible for preserving essential products.

The distinction is important for European policymakers, who increasingly face threats to infrastructure that combines digital controls with physical operations.

The European Union’s cybersecurity agency ENISA has organised cross-border exercises to test how authorities and companies would respond to disruption affecting essential services.

The attack itself has been established, but responsibility for it has not been publicly attributed.

French authorities have said there is no immediate threat to national food supplies. Nevertheless, the destruction of merchandise and interruption of ordinary retail operations have demonstrated the potential economic consequences of weaknesses in relatively commonplace equipment.

The continuing investigation must establish how access was obtained, which systems were compromised and whether the vulnerabilities were known to operators before the attack.

For Brussels and national regulators, the case provides a practical test of whether European cybersecurity legislation can translate into effective protection for the connected equipment on which ordinary commercial activities increasingly depend.

Portugal conquista quatro medalhas nos Mundiais de ciclismo

19 October 2026 at 08:26
Portugal fez história nos Mundiais de ciclismo de pista com quatro medalhas. E ainda, Lionel Messi esgotou em 13 minutos os bilhetes para o Prémio Princesa das Astúrias.

Giorgia fa rimpiangere Draghi

19 October 2026 at 07:54

Come sapete, nel 2022 non ho votato Georgia Meloni perchè era già chiaro che fosse un bluff sostenuto dalla CIA, la Massoneria internazionale ed agenti finanziari stranieri. Quando si è seduta a Palazzo Chigi quindi ero certa che sarebbe stata una grande delusione.

Eppure, credevo che non avrebbe potuto far rimpiangere Draghi. L’avevo sopravvalutata: la sua vittoria era conseguenza della “opposizione” al governo Draghi, ma dietro le quinte Draghi governava e governa coi suoi prestanome nell’attuale esecutivo quantomeno i settori dell’economia/finanza/bilancio, della difesa, della politica estera.

  • Mi aspettavo propaganda, ho trovato propaganda senza risultati.
  • Mi aspettavo promesse mancate, ho trovato promesse mancate elevate a metodo di governo.
  • Mi aspettavo un governo distante dai problemi reali, ne ho trovato uno che trasforma ogni critica in un complotto e ogni fallimento in un alibi.
  • Se governare non significa cercare un nemico nuovo ogni giorno, ma cercare di risolvere problemi, allora l’esperienza Meloni è peggiore di quella Draghi. Dopo anni, i problemi restano, mentre aumentano slogan, propaganda e vittimismo. I problemi si chiamano aumento della disoccupazione, aumento del lavoro nero, aumento dei poveri assoluti e relativi, famiglie lasciate in preda ai prezzi incontrollati.
  • Quanto ancora dovrebbe durare questo spettacolo prima che qualcuno si assuma la responsabilità dei risultati? La realtà ha superato perfino le peggiori previsioni. La vera opposizione a questo governo non è la sinistra, è la realtà.
  • Modello del governo Meloni sono stati i 10 anni di macronismo:
    • Uno Stato in bancarotta.
    • Una Sanità abbandonata.
    • Scuole trascurate.
    • Una Gioventù tradita e malmenata.
    • Un tasso di Povertà al 15%.
    • Raddoppio dei miliardari con un’aliquota fiscale quasi pari a zero.
    • Un paese al confine dell’insurrezione coi gilet gialli che si uniscono ai proletari emarginati delle banlieues.

Se questo sembra il bilancio del governo Meloni dopo soli 4 anni, immaginate se il cdx dovesse rivincere le elezioni politiche!

Lisa Stanton

Coi decreti flussi e gli accordi con l’India il governo Meloni ha agevolato la sostituzione etnica persino più dei governi tecnici e di centro-sinistra. Il confronto tra i dati degli ingressi nel periodo anteriore 2014-2022 e nel periodo del governo Meloni (2022-2026) è impressionante, in quattro anni il governo Meloni ha fatto entrare il doppio di immigrati degli anni precedenti. Senza questa politica disastrosa, Futuro Nazionale e Vannacci non sarebbero mai nati.

Il confronto numerico e normativo tra il periodo 2014-2022 (caratterizzato da governi di centro-sinistra, coalizione e tecnici) e il periodo del governo Meloni (dal 2022) evidenzia un netto mutamento nella pianificazione delle quote d’ingresso regolari per motivi di lavoro, guidato da crescenti necessità del tessuto economico nazionale.

Il confronto dei dati sulle quote dei Decreti Flussi

La differenza principale risiede nel volume complessivo delle autorizzazioni programmatiche all’ingresso:

  • Il periodo 2014-2022: In questi nove anni, i decreti flussi hanno mantenuto quote annuali generalmente molto basse, spesso comprese tra i 15.000 e i 30.000 ingressi totali all’anno. In diverse annualità (ad esempio durante i governi Renzi e Gentiloni), la quota per il lavoro subordinato non stagionale è stata quasi azzerata, limitando gli ingressi quasi esclusivamente ai lavoratori stagionali o a conversioni di permessi di soggiorno già esistenti. Una parziale risalita è iniziata a fine 2021 con il governo Draghi, che ha innalzato la quota a quasi 70.000 ingressi a seguito del forte sblocco delle attività post-pandemia.
  • Il periodo del governo Meloni: L’attuale esecutivo ha introdotto per la prima volta una programmazione pluriennale, determinando un incremento quantitativo significativo. Il piano per il triennio 2023-2025 ha autorizzato complessivamente 452.000 ingressi regolari (ripartiti in circa 136.000 nel 2023, 151.000 nel 2024 e 165.000 nel 2025), ai quali si è aggiunto la successiva programmazione per il triennio 2026-2028 con ulteriori 497.550 ingressi autorizzati.

A livello puramente statistico, la programmazione triennale del governo Meloni stabilisce una media di circa 150.000-165.000 ingressi regolari all’anno, un valore che supera nettamente la media annua del decennio precedente.

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Sono anni che avevo predetto che la Francia sarebbe stata balcanizzata…e siamo solo all’inizio.

Primo viaggio nel 2003, e feci 2 mesi in Normandia a fare uno stage di Avvocato. Rouen era divisa in due da un ponte: i bianchi nel centro storico, e gli afroislamici dall’altra parte del ponte.

E poi sula collina le No Go Zone. Un collega mi disse:”vedi quei palazzi? La polizia la, non va”.

La mattina vedevo file lunghissime di persone marroni, davanti all’Istituto di sicurezza sociale. Pensai:”non puo’ durare a lungo”.

Ancora 3 anni, e a causa della demografia che premia gli extraeuropei, ci saranno le prime secessioni torritoriali serie.

Il discorso in Francia nasce nel 1960, con la Sinistra anticolonialista e colpevolista. Da noi nei primi anni ’80, quando il PCI strategicamente, inizio’ la propaganda antirazzista, in previsione della futura invasione, propagandando il veleno colpevolista anti europeo tramite i propri insegnanti.

L’Italia e’una Francia indietro di 15 anni

La brutta notizia e’ che non e’ risolvibile.

Perche’ lo Stato Francese per reggere,non puo’ non cercare di mediare tra le masse afroislamiche e i bianchi.

Inoltre, FFOO e Magistrature, sono ideologizzate e non arretreranno mai ne’ sposeranno mai – MAI- la narrazione identitaria pro bianchi.

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Per Von Der Layen, Macron, Elites pedo di Bruxelles, Merz, se le chiese antiche e la storia europea viene cancellata per mano delle scimmie importate, e’ un fatto neutro o anche positivo: sono li per cancellare e resettare cio’ che i Nasoni chiamano Regno di Edom: ossia l’Europa.

Per i rabbini se Edom non cade, il Massiah non viene. E poiché i nasoni vivono in funzione della venuta del Massiah, faranno di tutto per questo

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Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato»

17 October 2026 at 16:20

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i missili americani inviati all’Ucraina sotto la presidenza del suo predecessore Joe Biden sarebbero stati rivenduti sul «mercato libero». Nell’intervista andata in onda giovedì su Newsmax, Trump ha espresso dubbi sul destino di miliardi di dollari di aiuti militari e finanziari statunitensi destinati a Kiev.

Le affermazioni sono arrivate dopo che il leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva detto di sentirsi tradito dalla decisione improvvisa di Trump di revocare le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, misura adottata per contenere il rialzo dei prezzi dell’energia.

Interrogato dal conduttore Rob Finnerty sul fatto che Zelens’kyj non abbia assecondato la richiesta di Trump di interrompere gli attacchi agli impianti energetici russi, il presidente ha risposto: «Zelens’kyj non è una brava persona con cui trattare. Biden gli ha dato miliardi e miliardi di dollari».

Trump ha inoltre sostenuto che Zelens’kyj non fosse realmente interessato a una soluzione diplomatica del conflitto con la Russia. «Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero», ha affermato.

«No, non sono un grande fan di Zelensky. Hanno distrutto quel Paese», ha aggiunto.

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Il presidente ha criticato Biden per aver consegnato all’Ucraina «enormi quantità» di missili, intercettori e aiuti finanziari senza contropartite. Ha poi paragonato Zelens’kyj a P.T. Barnum, l’impresario circense americano dell’Ottocento noto per le sue trovate pubblicitarie e le attrazioni sensazionalistiche, a cui viene attribuita la frase «nasce un ingenuo ogni minuto».

«Dove sono i soldi che abbiamo dato all’Ucraina? Dove sono tutte le attrezzature? Biden stava dando loro missili, che venivano poi venduti sul mercato libero», ha detto Trump, senza fornire ulteriori dettagli.

L’intervista è stata trasmessa poco dopo che la CNN aveva riferito dell’esaurimento dei pochi missili intercettori Patriot rimasti all’Ucraina, impiegati per contrastare gli attacchi balistici russi. Negli ultimi mesi Zelensky aveva più volte sollecitato ulteriori intercettori ai partner americani ed europei.

Parlando a Newsmax, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti intendono dare priorità al rifornimento dei propri arsenali. «Una volta che saremo ben riforniti, inizieremo a permettere ai nostri alleati di acquistarle da noi», ha dichiarato.

Secondo numerosi media americani e un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono pubblicato il mese scorso, gli Stati Uniti avrebbero consumato gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante il conflitto con l’Iran. Trump aveva in precedenza minimizzato tale carenza, sostenendo che le riserve statunitensi fossero praticamente illimitate.

saurito le rimanenti scorte di missili intercettori Patriot di produzione statunitense impiegati per respingere gli attacchi russi. Lo riporta la CNN, che cita una fonte a conoscenza dei fatti.   La carenza segnalata si inserisce in un contrasto pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Volodymyr Zelens’kyj sull’accordo di Trump con Mosca relativo al diesel e sugli attacchi ucraini alle raffinerie petrolifere russe.   Secondo la CNN, l’aeronautica militare ucraina avrebbe intercettato quattro missili balistici russi, apparentemente utilizzando gli ultimi intercettori Patriot a disposizione. «Quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di missili (intercettori)», ha dichiarato una fonte all’emittente.

Lo Zelens’kyj ha detto di sentirsi tradito dopo che Trump ha revocato all’inizio di questo mese le sanzioni sulle esportazioni di diesel russo, nell’intento di ridurre i prezzi dell’energia in vista delle elezioni di medio termine statunitensi di novembre. Trump ha difeso la scelta, sostenendo che fosse vantaggiosa per i consumatori e coerente con la sua agenda «America First».   Interrogato sulle critiche di Zelens’kyj all’accordo sul diesel, Trump ha suggerito che fosse «tempo che l’Ucraina avesse un nuovo presidente». Zelens’kyj, il cui mandato presidenziale quinquennale sarebbe scaduto nel 2024, ha rifiutato di indire nuove elezioni, adducendo la legge marziale e la necessità di un cessate il fuoco di diversi mesi con la Russia. Il Cremlino ha sostenuto che l’Ucraina avrebbe sfruttato una tregua prolungata per ricostituire le proprie forze armate e ha affermato di essere disposto a sospendere gli attacchi solo il giorno delle elezioni.   All’inizio di questa settimana Zelens’kyj ha dichiarato che avrebbe ignorato le richieste di Trump di interrompere gli attacchi contro gli impianti energetici russi, che il presidente statunitense riteneva responsabili degli alti prezzi dell’energia. Zelens’kyj ha affermato che l’Ucraina avrebbe accettato una tregua energetica solo se la Russia avesse fatto altrettanto. Mosca, tuttavia, ha dichiarato di voler raggiungere un accordo di pace globale alle proprie condizioni, piuttosto che un cessate il fuoco incondizionato, che a suo dire l’Ucraina avrebbe sfruttato a proprio vantaggio.   La frattura tra Trump e Zelens’kyj si è ulteriormente accentuata questa settimana dopo che l’Ucraina ha segnalato improvvise interruzioni di Starlink e Starshield, i servizi satellitari forniti da SpaceX che Kiev utilizza per gli attacchi con i droni.   Le autorità ucraine hanno inoltre affermato di non aver ricevuto alcun preavviso dai partner occidentali riguardo agli attacchi missilistici russi su Kiev nelle due notti consecutive di lunedì e martedì.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa statunitensi, i funzionari americani avrebbero attribuito la mancata rilevazione dei lanci missilistici al maltempo, una spiegazione che le controparti ucraine avrebbero trovato difficile da credere.   Mercoledì lo Zelens’kyj ha rinnovato l’appello per ulteriori intercettori Patriot, esortando gli Stati Uniti e gli altri partner a «non ignorare la realtà» e a «rispondere con fermezza».   Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno esaurito gran parte delle proprie scorte di missili intercettori durante la guerra con l’Iran, come ampiamente riferito dai giornali americani e confermato in un rapporto dell’ispettore generale del Pentagono del mese scorso.   Come riportato da Renovatio 21, Trump ha minimizzato le carenze, affermando che le scorte statunitensi erano praticamente illimitate. Il presidente in estate aveva dichiarato di poter riconvertire le case automobilistiche americane in produzioni di missili.

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Militaria

Mosca accusa: ritrovate armi USA fornite all’Ucraina nella guerra civile del Sudan

Pubblicato

10 ore fail

17 Ottobre 2026

Un diplomatico russo ha affermato che armi fornite all’Ucraina da depositi militari statunitensi sono state rinvenute in possesso delle Forze di Supporto Rapido (RSF) paramilitari sudanesi, come indicato dai contrassegni che le collegano alle consegne destinate a Kiev. Lo riporta la stampa russa.

 

Yulia Zhdanova, capo della delegazione russa ai negoziati di Vienna sulla sicurezza militare e il controllo degli armamenti, ha reso la dichiarazione mercoledì durante una riunione del Forum per la cooperazione in materia di sicurezza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

 

Secondo quanto riportato da TASS, le truppe sudanesi hanno recuperato lanciagranate automatici MK19, armi anticarro M72 e lanciagranate AT4 di fabbricazione svedese nel corso di un’operazione vicino a Bara. «Un esame preliminare delle marcature ha rivelato che queste armi sono state donate alle Forze Armate ucraine nel dicembre 2024 da depositi militari statunitensi», ha affermato la Zhdanova.

 

L’esercito sudanese e le RSF sono in guerra dall’aprile 2023, costringendo milioni di persone ad abbandonare le proprie case ed esponendo i civili a bombardamenti, fame e abusi diffusi.

 

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Mosca ha ripetutamente sostenuto che le armi occidentali consegnate a Kiev finiscono nelle mani di gruppi armati in Africa attraverso il mercato nero. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova aveva lanciato l’allarme già nel 2022, avvertendo che missili Stinger, sistemi anticarro Javelin e lanciagranate avrebbero potuto entrare nelle reti di traffico illecito in tutto il mondo.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Cremlino ha plurime volte reiterato l’accusa secondo cui l’Ucraina addestra gruppi terroristi africani.

 

A febbraio l’inviato russo alle Nazioni Unite, Vassilij Nebenzia, ha affrontato la questione in una riunione del Consiglio di Sicurezza, dove ha anche accusato Kiev di fornire direttamente armi, compresi i droni, e di addestrare militanti nel Sahel. In precedenza Zhdanova aveva attribuito la diffusione di armi nelle mani di terroristi e gruppi criminali in Africa, America Latina e Medio Oriente alla corruzione in Ucraina e alla mancata tracciabilità delle attrezzature militari fornite dall’Occidente.

 

Nell’agosto del 2024 Mali, Niger e Burkina Faso si sono rivolti congiuntamente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusando l’Ucraina di sostenere il terrorismo internazionale in seguito a un’imboscata mortale contro le forze maliane vicino a Tinzaouaten. Il Mali ha interrotto le relazioni diplomatiche con Kiev dopo che il portavoce dell’intelligence militare ucraina, Andrey Yusov, ha dichiarato che i ribelli avevano ricevuto informazioni che avevano permesso l’imboscata.

 

Il mese scorso, intervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri maliano Abdoulaye Diop ha rinnovato le accuse, affermando che l’Ucraina starebbe sostenendo gruppi armati che minano l’integrità territoriale del suo Paese. Ha citato gli attacchi coordinati avvenuti in Mali il 25 aprile e il 4 luglio come prova della cooperazione tra jihadisti e ribelli separatisti.

 

La scorsa settimana l’AFP ha riferito che fonti interne al Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLA), una coalizione ribelle separatista guidata dai Tuareg che combatte contro il governo del Mali, hanno ammesso di aver ricevuto addestramento dagli ucraini, compreso l’utilizzo di droni.

 

Come riportato da Renovatio 21, accuse sono state recentemente lanciate sulla possibile collaborazione tra narcos messicani e le forze ucraine.

 

 

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Militaria

Francia e Germania litigano per il progetto del nuovo carro armato europeo

Pubblicato

5 giorni fail

12 Ottobre 2026

Parigi e Berlino si contraddicono sul destino di un progetto congiunto molto pubblicizzato per lo sviluppo di un carro armato principale. Il capo di Stato maggiore della difesa francese, generale Fabien Mandon, ha affermato che la Germania si è ritirata dal programma, mentre il governo tedesco sostiene il contrario.   Conosciuto come Main Ground Combat System (MGCS), il progetto è stato avviato nel 2018 con l’obiettivo di sostituire i carri armati principali francesi Leclerc e tedeschi Leopard 2. Si tratta di una collaborazione tra la KNDS, con sede ad Amsterdam e maggiore produttrice di carri armati dell’UE, il colosso tedesco della produzione di armi Rheinmetall e il gruppo industriale francese Thales. Berlino ha addirittura acquisito una quota del 40% in KNDS a giugno, mentre Parigi detiene un altro 40%, quando il progetto era ancora in fase avanzata.   Giovedì il Mandon ha comunicato ai parlamentari francesi che i piani per il progetto sono sostanzialmente falliti. «L’esito non è positivo. Speravamo di costruire un futuro carro armato in collaborazione con i tedeschi, ma purtroppo dobbiamo constatare che i tedeschi si sono ritirati dal progetto», ha dichiarato durante un’audizione sul bilancio del prossimo anno.   Secondo Le Monde, il capo di stato maggiore della difesa ha affermato che Berlino ha preso una decisione politica per interrompere la cooperazione. Avrebbe dichiarato che «i due capi di stato maggiore dell’esercito avevano firmato congiuntamente un documento che delineava le loro esigenze comuni», ma che i due Paesi vicini «non si trovavano più a dover prendere decisioni puramente militari».

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Un portavoce del Ministero della Difesa tedesco ha smentito tale affermazione, dichiarando che Berlino intende semplicemente «adeguare» il programma per includere gli «insegnamenti» del conflitto in Ucraina. «Restiamo impegnati in una partnership paritaria nell’ambito del MGCS e ci stiamo concentrando sulle tecnologie future per il combattimento corazzato», ha affermato il funzionario, secondo quanto riportato da Reuters.   Lo stesso Mandon ha dichiarato in un comunicato stampa pubblicato dopo l’udienza che una proposta industriale presentata all’inizio del 2026 «era incompatibile con la necessità di sostituire i carri armati attuali entro il 2037», spingendo Berlino a optare per un piano nazionale di sostituzione dei carri armati Leopard 2.   Il generale ha inoltre affermato che un decennio di lavoro «non è stato vano» e che il progetto MGCS non è stato abbandonato, ma piuttosto «posticipato alla fine degli anni 2040». Parigi, ha aggiunto, avvierà ora un proprio programma nazionale di sviluppo di un sostituto «provvisorio» per i suoi carri armati Leclerc.   Il progetto MGCS avrebbe dovuto diventare una piattaforma completa per la guerra terrestre, con molteplici sistemi d’arma derivati. Il progetto, travagliato, sarebbe stato afflitto da ritardi legati a controversie politiche e industriali. Si dice che Parigi puntasse a un veicolo da combattimento più leggero, adatto agli impieghi in Africa, mentre Berlino cercava una corazzatura pesante più performante, idonea a un conflitto su larga scala, anche con la Russia.   Il costo totale del progetto rimane incerto, sebbene un rapporto del Parlamento francese sul bilancio suggerisca che Parigi abbia autorizzato un totale di 212 milioni di euro per il programma nel biennio 2025-2026. Il governo tedesco non ha pubblicato cifre specifiche relative al finanziamento del progetto, ma nel 2024 ha dichiarato che i due partner avrebbero «contribuito ciascuno per il 50% dei costi».   Un altro importante programma di armamenti franco-tedesco è fallito solo pochi mesi fa. Denominato Future Combat Air System (FCAS), mirava a produrre un aereo da caccia di nuova generazione entro il 2040. L’iniziativa è fallita a giugno dopo che si stima che 3,2 miliardi di euro di costi di ricerca e sviluppo siano andati persi a causa di controversie insanabili tra i produttori di aeromobili Dassault e Airbus.

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Immagine di Harland Quarrington/MOD via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence version 1.0 (OGL v1.0)

L'articolo Trump: missili forniti all’Ucraina venduti sul «libero mercato» proviene da Blondet & Friends.

Che cos’è il comunitarismo e perché è l’alternativa al liberalismo

16 October 2026 at 08:12

AP

Da Aristotele a Fabrizio Fratus: l’idea che l’uomo nasca dentro un legame e non da solo. E che famiglia, lavoro e Patria vengano prima del mercato.

Che cos’è il comunitarismo e perché è l’alternativa al liberalismo

Riassunto dell’articolo

Il comunitarismo è la corrente di pensiero secondo cui la persona si forma dentro legami che non ha scelto: famiglia, lingua, territorio, lavoro, Nazione. Nasce dalla filosofia di Aristotele, passa per la distinzione di Tönnies tra comunità e società e per la critica di Sandel, MacIntyre e Taylor al liberalismo di Rawls. In Italia ha radici in Adriano Olivetti, nella dottrina sociale cattolica e in Costanzo Preve, e trova oggi il suo interprete più coerente nel sociologo Fabrizio Fratus, autore di “Patria” e “La riscoperta comunitaria”. Sul piano politico si traduce in primato della politica sull’economia, partecipazione dei lavoratori, Stato sociale, tutela della famiglia e sovranità. Al liberalismo contesta l’idea di un individuo senza radici e di una società ridotta a mercato.

Punti chiave
  • Treccani – Comunitarismo (Enciclopedia delle scienze sociali)
  • Passaggio al Bosco – Patria. Di padre in figlio, per il comunitarismo
  • Passaggio al Bosco – La riscoperta comunitaria
  • Fabrizio Fratus – Il Comunitarista

Per capire cos’è il comunitarismo bisogna partire da una domanda semplice: l’uomo viene prima della comunità, o la comunità viene prima dell’uomo? Il pensiero liberale risponde che esiste anzitutto l’individuo, con i suoi diritti e i suoi interessi. Il comunitarismo risponde il contrario: nessuno nasce da solo.

Si nasce in una famiglia, dentro una lingua, su una terra, in una storia già cominciata. Questi legami non sono una gabbia da cui liberarsi. Sono ciò che fa di un individuo una persona.

Da questa differenza discendono due idee opposte di economia, di Stato, di lavoro e di libertà. In Italia c’è un autore che su questa differenza ha costruito un progetto intero: il sociologo Fabrizio Fratus.

Cos’è il comunitarismo: una definizione

Il comunitarismo è la corrente di pensiero che afferma il primato dei legami sull’individuo isolato. Sostiene che l’identità di ciascuno si formi dentro appartenenze concrete: famiglia, vicinato, mestiere, fede, Nazione.

Non è una nostalgia e non è un collettivismo. Il collettivismo scioglie la persona nella massa. Il comunitarismo la colloca in una rete di rapporti che le danno un nome, un compito e un posto.

La comunità, in questa visione, non si sceglie come si sceglie un abbonamento. Si riceve e si trasmette. È un patto tra i morti, i vivi e i non ancora nati.

Le radici antiche: l’uomo come animale politico

La prima formulazione è di Aristotele. Nella Politica l’uomo è definito animale politico: un essere che realizza la propria natura solo nella città. Chi vive fuori dalla comunità, scrive il filosofo, o è una bestia o è un dio.

Per il mondo classico la città viene logicamente prima del singolo, come il corpo viene prima della mano. Roma tradusse lo stesso principio in istituzioni: la gens, la familia, il mos maiorum, la pietas verso i padri e verso la Patria.

Il cristianesimo aggiunse l’idea di persona, unica e irripetibile, ma sempre in relazione. La civiltà europea è cresciuta su questo doppio fondamento. Lo abbiamo raccontato parlando del rapporto tra l’eroe e la comunità nella storia d’Europa.

Comunità e società: la lezione di Tönnies

Nel 1887 il sociologo tedesco Ferdinand Tönnies fissò la distinzione che regge ancora oggi tutto il dibattito. Da una parte la comunità, Gemeinschaft. Dall’altra la società, Gesellschaft.

Nella comunità gli uomini restano uniti nonostante ciò che li separa. Nella società restano separati nonostante ciò che li unisce. La prima vive di consuetudine, memoria e fiducia. La seconda vive di contratto, calcolo e scambio.

La modernità industriale ha spostato l’Europa dalla prima alla seconda. Il comunitarismo nasce come coscienza di questa perdita, e come volontà di porvi rimedio.

Il liberalismo e l’individuo senza radici

Il pensiero liberale muove da un’immagine precisa: individui liberi ed eguali che stipulano un contratto. Lo Stato nasce dopo, come garante di diritti che ciascuno possiede già per conto proprio. È lo schema di Locke.

Nel Novecento John Rawls lo ha portato al massimo rigore. In Una teoria della giustizia, del 1971, chiede di immaginare uomini che scelgono le regole comuni dietro un velo d’ignoranza: senza sapere chi sono, da dove vengono, in che cosa credono.

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Shin Beth accusa Netaniahu: l’avevamo avvertito

15 October 2026 at 08:27

L’ex capo dei servizi segreti interni israeliani, lo Shin Bet, porta Netanyahu in tribunale. Nella causa per diffamazione Ronen Bar lo accusa di aver ignorato più di 20 avvertimenti su Hamas prima del 7 ottobre e di voler scaricare su di lui la colpa dell’attacco. La causa arriva a meno di due settimane dalle elezioni del 27 ottobre. Al centro c’è un post pubblicato da Netanyahu su X il 28 settembre, in cui il premier accusa Bar di “fallimenti e reati penali” e di aver nascosto informazioni di intelligence ricevute prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Secondo Netanyahu, quella notte Bar “ha deciso di non chiamare o informare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili o le forze dell’IDF sul campo e di non evacuare il festival musicale Nova”. #netanyahu #israel

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Church delegations participate in celebrations marking 1,700 years of Christianity in Georgia

14 October 2026 at 07:20
The jubilee is being marked by large-scale ecclesiastical, state, and academic events, with the main proceedings taking place in the capital, Tbilisi, from October 12 to 15, attended by representatives from a number of local Orthodox churches. Following a meeting with the Georgian Catholicos-Patriarch Shio III, representatives of the local Orthodox churches met with the […]

Piratage de Élysée par l’israël et pseudo alerte russe : qui est vraiment la menace ?

By: A A
12 October 2026 at 16:00

Le Libre Penseur

Vendredi 18 septembre 2026, Emmanuel macron réunit à l’Élysée chefs de partis et candidats à la présidentielle de 2027. Les patrons de la DGSE et de la DGSI sont là, la situation est grave ! Il affirme que la menace hybride russe s’intensifie : drones, cyberattaques, sabotages… La fin du monde ! Il cite Leipzig, où un drone chargé d’explosifs a été trouvé près d’un avion-cargo. Il ordonne un plan de protection des infrastructures critiques. Le message est clair, le pays doit se tendre. Cette mise en scène de tension sert à éviter le bilan et à peser sur le climat électoral. Point.

Georges Malbrunot va par contre citer un agent du renseignement français (DGSI). La menace existe oui, mais macron la surestime largement, c’est du vent. Aucun nouvel épisode n’aurait été détecté ces dernières semaines. Pourquoi sortir cela maintenant ? Sauf stratégie de communication avant la présidentielle, en visant Marine Le Pen et Jean-Luc Mélenchon.

L’agent ajoute autre chose. Poutine serait acculé en Ukraine, il perd beaucoup d’hommes. Des renforts nord-coréens arrivent et en Afrique, la logistique russe coince. Selon lui, mieux vaudrait frapper les télécoms russes que multiplier les discours. Il décrit aussi une offensive des services vers les médias pour appuyer la communication de l’Élysée. De la pure propagande bidon et grossière comme on en a l’habitude depuis 9 ans de macronisme dégénéré.

D’autant que ce n’est pas la première fois que macron ment concernant la menace russe, c’est un multi récidiviste. Il nous avait déjà fait le coup des cyberattaques des hôpitaux ! Pourtant les médias complices corrompus continuent de diffuser ses fake news sans aucun regard critique ou analyse sérieuse !

Malbrunot et la GDSI sur la menace russe

Le même jour, Poutine répète que la Russie n’a aucune intention agressive envers l’Europe. Aucun fondement, dit-il. Moscou serait prêt à rétablir des relations. Il ajoute : laissez-nous vivre en paix, sinon nous réagirons. On entend pourtant depuis des années que Poutine est mourant : multi cancers, tremblements, rumeurs de décès… Il a 73 ans certes mais il apparaît encore, il est allé en Inde. Rien de public ne prouve une mort imminente.

On dit aussi qu’il perd la guerre. En septembre 2026, c’est une guerre d’usure. La Russie avance peu et cher. L’Ukraine frappe Moscou et des raffineries. Ni effondrement russe ni victoire nette. Imaginer une attaque des 27 pays de l’UE est d’une grande absurdité et totalement contradictoire avec le discours dominant.

Deux jours plus tôt, Challenges révèle un autre fait. Le téléphone de Dora Cattuti, conseillère Afrique du Nord et Moyen-Orient à la cellule diplomatique de l’Élysée, aurait été piraté ; l’opération est attribuée au Mossad. Le logiciel espion a été mis en place via un faux mail de l’Autorité palestinienne. Découvert lors d’un contrôle de sécurité. L’Élysée parle d’inexactitudes et ne confirme pas. Le Quai d’Orsay se tait car il n peut pas sanctionner Tel-Aviv. Ce n’est pas une première : Pegasus, outil israélien, a déjà ciblé des responsables français. Paris avait même étudié son achat avant d’y renoncer.

Cette nouvelle affaire est d’autant plus grave qu’elle n’est pas une première et que l’Élysée ne fera absolument rien. Pas de sanctions, pas de convocation de l’ambassadeur israélien… walou ! Telles des serpillères, les membres de l’exécutif vont encore ramper.

Alors qui menace vraiment ? Mettre en scène une seule alerte et taire l’autre n’éclaire personne. Au contraire il est question de propagande et de tromperie. C’est aussi un joli écran de fumée pour camoufler 10 années de carnage de la macronie, 10 années de sabotage, 10 années de suicide français sans avoir besoin ni des Russes, ni des Iraniens, ni des fréristes…

Et ce n’est pas le risible air martial très théâtralisé de ce nain insignifiant qui va rendre réel un mensonge aussi pathétique.

Publié à l’origine par Reseau International

Più attenzione ai territori nelle raccomandazioni dell’Europa

12 October 2026 at 10:06

Si possono fare alcuni passi per rendere più efficaci le raccomandazioni del semestre europeo a livello regionale. A patto di non dimenticare che in zone diverse gli effetti sono diversi e che il territorio non coincide con le regioni amministrative.

L'articolo Più attenzione ai territori nelle raccomandazioni dell’Europa proviene da Lavoce.info.

Messi leva raspanete do Barça por falta de despedida?

12 October 2026 at 08:11
Das críticas e da azia do Barcelona a Messi à mansão de Federer inaugurada após sete anos de espera. Destaca-se também o novo título mundial da patinadora Madalena Costa.

Braccio destro di Netanyahu in TV: poteva salvare gli ostaggi, non ha voluto. G@z@, 7 Ottobre

10 October 2026 at 12:06
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Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Facebook da Francesco Agnoli, a cui va il nostro grazie. Buona lettura e condivisione. Non dimentichiamo che  la maggioranza che ci governa, con l’aiuto di qualche frangia dell’opposizione, sta per far passare una legge in difesa di Netanyahu e Israele sotto la maschera della lotta all’antisemitismo. Povero Paese nostro. Buona lettura e diffusione.

§§§

BOOM! La verità viene a galla, ogni giorno di più.

  1. Finanziava Hamas;
  2. sapeva dell’ attentato;
  3. poteva salvare molti ostaggi ma ha preferito non farlo;
  4. per questi motivi vuole continuare le guerre e impedire ogni indagine sui fatti.

“L’uomo che ha ricoperto il ruolo di segretario militare di Benjamin Netanyahu il 7 ottobre 2023 ha accusato il primo ministro di aver perso chiare opportunità per riportare a casa vivi altri ostaggi da Gaza perché ciò avrebbe messo a rischio la sua carriera politica.

Parlando delle riunioni di gabinetto durante la guerra, Avi Gil ha dichiarato giovedì sera al Canale 12 che ci sono stati momenti in cui Netanyahu ha scelto di preservare il suo governo piuttosto che accettare un accordo che avrebbe riportato gli ostaggi in Israele, alcuni dei quali sono poi morti in prigionia, ma che avrebbe potuto far cadere la sua coalizione.

Gil ha riconosciuto che la leadership richiede di avere una visione d’insieme e che “anche le considerazioni politiche fanno parte della questione”.

Poi ha aggiunto: “Pensavo all’epoca che fosse un errore? Pensavo fosse giusto dare la priorità al rilascio degli ostaggi? La risposta è sì.”

Nella lunga intervista, Gil ha formulato una serie di accuse esplosive, molte delle quali toccavano questioni cruciali come cosa sapesse Netanyahu prima del 7 ottobre, come si sia comportato durante l’offensiva guidata da Hamas e come abbia preso decisioni nei mesi successivi.

L’ex collaboratore militare, che ha ricoperto tale incarico da luglio 2021 a maggio 2024, ha anche affermato che il capo di gabinetto di Netanyahu avrebbe manomesso i suoi tabulati telefonici a partire dal 7 ottobre. Ha sostenuto che la versione dei fatti fornita da Netanyahu in merito agli eventi che hanno preceduto il devastante attacco, anche in una dichiarazione formale presentata all’inchiesta del revisore dei conti statale, omette dettagli cruciali. Ha inoltre affermato che nelle settimane e nei mesi precedenti all’attacco, Netanyahu era stato ripetutamente avvertito da tutti i suoi capi della sicurezza dell’imminente scoppio di una guerra…Le affermazioni di Gil hanno suscitato anche un’indignazione di tutt’altro genere tra gli avversari politici di Netanyahu: Gadi Eisenkot, il favorito alle elezioni, ha chiesto un’inchiesta penale sulle presunte menzogne ​​del premier. Avigdor Liberman, presidente del partito falco Yisrael Beytenu, ha accusato Netanyahu di tradimento.

«Mentre i nostri fratelli e sorelle nella regione di confine venivano massacrati da Hamas, Netanyahu si è adoperato per cambiare i protocolli invece di salvarli», ha scritto Eisenkot su X. «Nulla lo salverà dalla commissione d’inchiesta statale che istituiremo dopo le elezioni».

‘Avrebbero potuto tornare prima’

Dei 251 ostaggi presi durante l’attacco del 7 ottobre, 46 furono rapiti vivi e morirono in prigionia. Quando giovedì gli è stato chiesto se alcuni di loro avrebbero potuto essere riportati indietro vivi e se alcuni dei sopravvissuti avrebbero potuto essere liberati prima, Gil ha risposto semplicemente..

Gil ha indicato che Netanyahu ha ceduto alle pressioni dei ministri di estrema destra della sua coalizione, i quali volevano intensificare la guerra contro Hamas a Gaza e si opponevano agli accordi sugli ostaggi e ai cessate il fuoco. Uno di questi ministri, Itamar Ben Gvir, si è vantato di aver bloccato gli accordi sugli ostaggi durante la guerra.

A Gil è stato chiesto se ci fossero stati momenti in cui Netanyahu aveva preso una decisione, salvo poi sentirsi dire dai ministri di estrema destra: “Non c’è accordo”, e Netanyahu era costretto a cambiare idea. “Sì”, ha risposto….

Negli ultimi tre anni, ha aggiunto, “si è creato un divario tra i fatti, la verità, tra ciò che è accaduto, tra ciò che è stato detto e ciò che viene presentato oggi al pubblico”.

Gil ha affermato che il documento di 55 pagine che Netanyahu ha consegnato al revisore dei conti statale nell’ambito dell’indagine del difensore civico a febbraio e che è stato reso pubblico “non rispecchia ciò che ho visto, ciò che ho sentito e le deliberazioni a cui ho partecipato”.

“In parte lo riflette”, ha detto Gil, quando gli è stato chiesto se il materiale fosse falso e quindi potenzialmente criminale. Ma sarebbe un eufemismo dire che il materiale è stato “estrapolato dal contesto”.

Gil ha affermato di aver riempito 16 quaderni con appunti scritti a mano su ciò che ha visto e sentito durante il suo incarico.

Netanyahu insiste sul fatto che Gil “ha scelto di non svegliare il Primo Ministro in tempo”.

In risposta all’intervista, Netanyahu ha affermato che Gil sapeva “come tutti gli altri” dell’imminente attacco “e ha scelto di non svegliare il primo ministro in tempo”.

Le dichiarazioni di Gil ai media sono state “un tentativo di oscurare la semplice e dolorosa verità sul suo fallimento”, ha aggiunto Netanyahu.

Il premier ha poi condiviso su X un segmento di due minuti del canale filogovernativo Channel 14, che pretendeva di controbattere alla lunga intervista di Channel 12.

Il servizio di Canale 14 ha riproposto notizie precedenti sulle informazioni ricevute da Gil nelle ore precedenti al risveglio di Netanyahu all’inizio dell’attacco, tra cui il fatto che decine di combattenti di Hamas avessero attivato schede SIM israeliane per comunicare durante l’attacco e che i leader del gruppo terroristico si fossero rifugiati nella loro rete di tunnel sotterranei.

Eisenkot sollecita un’inchiesta penale; Liberman: Tradimento

Il partito Yashar dell’ex capo delle Forze di Difesa Israeliane Gadi Eisenkot ha dichiarato, in risposta all’intervista, di aver chiesto al Procuratore Generale Gali Baharav-Miara di indagare se Netanyahu abbia mentito al revisore dei conti dello Stato in merito agli eventi che hanno preceduto l’attentato del 7 ottobre, sulla base delle affermazioni di Gil secondo cui il premier avrebbe fornito una versione fuorviante dei fatti.

Eisenkot ha inoltre criticato Netanyahu in merito all’accusa di Gil secondo cui Braverman avrebbe tentato di falsificare i tabulati telefonici.

«Mentre i nostri fratelli e sorelle nella regione di confine venivano massacrati da Hamas, Netanyahu si è adoperato per cambiare i protocolli invece di salvarli», afferma Eisenkot su X. «Nulla lo salverà dalla commissione d’inchiesta statale che istituiremo dopo le elezioni».

Gadi Eisenkot, 5 ottobre 2026. (DH / Times of Israel)

In una dichiarazione video, Liberman ha affermato che Baharav-Miara dovrebbe “ordinare l’immediata apertura di un’indagine contro il primo ministro e i suoi collaboratori con l’accusa di tradimento e cospirazione”.

Liberman ha inoltre esortato il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, a “impedire qualsiasi tentativo di utilizzare le IDF per scopi politici al solo scopo di modificare l’agenda pubblica un attimo prima delle elezioni” del 27 ottobre.

Gil: Mi chiedo ‘ogni giorno’ come sia potuto succedere a noi

Quando incontra le famiglie degli ostaggi morti a Gaza, o gli ex ostaggi che hanno trascorso un periodo di prigionia più lungo di quanto si sarebbe potuto evitare, a Gil viene chiesto cosa dica loro.

«Hanno ragione», ha risposto. Ha detto di sedersi con «persone che sono tornate da quell’inferno, e sì, sai che alcune di loro avrebbero potuto tornare prima».

Il 7 ottobre 2026, presso il sito del festival musicale Nova, vicino al kibbutz Re’im, nel sud di Israele, si è tenuta una commemorazione per il terzo anniversario dell’attacco guidato da Hamas contro Israele, in cui centinaia di partecipanti furono uccisi e rapiti. (Foto AP/Ohad Zwigenberg)

Interrogato, a posteriori, su cosa avrebbe potuto fare diversamente, Gil ha osservato di essere stato un soldato in uniforme nello Stato di Israele per 35 anni, “per tutta la mia vita adulta”, e di aver ricoperto un ruolo di alto livello come segretario militare del primo ministro.

“Questo non me lo possono portare via. Lo porto sempre con me. Vedo le ferite. Incontro le persone che sono tornate dalla prigionia di Hamas. E questo è con me. È dentro di me”, ha detto.

Interrogato sulla “responsabilità” del primo ministro per gli eventi del 7 ottobre, Gil ha risposto “sì”, aggiungendo: “Non capisco in che mondo si possa separare il concetto di leadership da quello di responsabilità”. In qualità di comandante dell’unità d’élite sotto copertura Duvdevan delle Forze di Difesa Israeliane, ha affermato, “ero responsabile” del successo o del fallimento di un’operazione da lui ordinata, e che “non c’è leadership senza responsabilità”.

Gil non ha risposto quando gli è stato chiesto come la storia giudicherà Netanyahu. Ma riguardo a come la storia giudicherà lui, ha detto: “Non lo so. Spero di basarmi su fatti veri, e su quelli mi giudicheranno”.

A Gil è stato chiesto se a volte si domanda “come sia potuto succedere a noi, alla grande IDF?”.

«A volte?» ribatté lui, amaramente. «Ogni giorno.»

Aiutateci a fornire informazioni veritiere sui social media.

In qualità di giornalista multimediale, il mio lavoro consiste nel rendere accessibile su ogni piattaforma il giornalismo di qualità e basato sui fatti prodotto dalla redazione del Times of Israel, dai post di Instagram ai podcast, fino ai video di breve formato.

È così che molti, soprattutto i giovani, si informano oggigiorno. Ma la disinformazione dilaga sui social media. Il nostro team di ToI produce reportage brevi , accurati e responsabili su Israele e sul mondo ebraico.

Se credi nell’importanza di un giornalismo basato sui fatti e sui social media , ti invitiamo a considerare l’idea di unirti al nostro gruppo di supporto per i lettori, The Times of Israel Community. Il tuo sostegno finanziario è fondamentale per sostenere un giornalismo multimediale responsabile.

— Gabriella Jacobs, giornalista multimediale

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L'articolo Braccio destro di Netanyahu in TV: poteva salvare gli ostaggi, non ha voluto. G@z@, 7 Ottobre proviene da Blondet & Friends.

Greek diplomats disagree with Rubio’s position on GSI cable

8 October 2026 at 12:24

A senior diplomatic source sent a clear message that the “sensitivities” of third countries do not constitute a right, in the wake of comments by U.S. Secretary of State Marco Rubio on the Greece-Cyprus electricity interconnection – the Great Sea Interconnector (GSI) – during his visit to Athens. Referring to energy interconnection projects and clearly […]

The post Greek diplomats disagree with Rubio’s position on GSI cable appeared first on Keep Talking Greece.

La Guerra Illegale di I$r@ele ai Giornalisti. Cancella le Prove di Crimini di Guerra a G@z@.

7 October 2026 at 08:01
Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto si sta perpetrando a Gaza e in Cisgiordania con la complicità attivat di gran parte dell’Occidente, e in particolare del nostro governo, e di altri settori politici affiliati alla lobby israeliana. Buona lettura e condivisione.

§§§

Il promo è questa schermata ricavata da Threads:

***

Poi c’è questo post di Jewish Voice for Peace, pubblicato su Instagram. Non dimentichiamo che Israele ha finora proibito alla stampa internazionale, a dispetto di innumerevoli richieste, di accedere a Gaza. 

 

Credete ai giornalisti palestinesi.

La scorsa settimana, mentre l’esercito israeliano continuava a uccidere giornalisti a Gaza, ha affermato che 170 dei giornalisti palestinesi che aveva ucciso erano “terroristi che si facevano passare per giornalisti”. Tuttavia, per la maggior parte di quelli elencati, non esiste alcuna prova per sostenere l’affermazione – nemmeno prove fabbricate.

L’analista politico palestinese @muhammadshehada ha esaminato ogni inserzione nella lista della propaganda dell’esercito israeliano e ha scoperto che per “la stragrande maggioranza di quelli elencati, l’IDF non presenta ALCUNA prova credibile. In la maggior parte di loro, le loro pagine sono letteralmente vuote”.

Mercoledì scorsa, un attacco israeliano ha ucciso il giornalista palestinese Mohammed Abdul Aziz al-Najjar, portando il numero di giornalisti uccisi dall’esercito israeliano a 263 a Gaza e 21 in Libano.

L’esercito israeliano conosce esattamente chi sta prendendo di mira: i giornalisti che espongono i suoi crimini di guerra a Gaza. Ecco perché cerca di farli tacere.
.
JVP Action, la nostra organizzazione 501c4, ora agisce come JVP; JVP Lab, la nostra organizzazione 501c3, continua separatamente e rimane focalizzata sul nostro lavoro educativo e culturale non partigiano.

***

E poi c’è questo post su Instagram di Nouvelle Aube:

Indagine allarmante: Israele sta costruendo basi militari sulle rovine di Gaza, cancellando le prove di crimini di guerra e saccheggiando i corpi dei dispersi.

Secondo le analisi delle immagini satellitari pubblicate da CBC News e confermate da Forensic Architecture:

  • I bulldozzer e le escavatori dell’esercito israeliano stanno levigando e levigando vecchie quartiere residenziali distrutte per installare posti militari avanzati.
  • Le operazioni vengono eseguite senza rimuovere o identificare i migliaia di corpi intrappolati sotto le rovine, distruggendo la speranza delle famiglie di lamentarsi.
  • Sono stati segnalati oltre 2.000 casi simili in tutta l’incrocio palestinese.
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Trump Announces that “Artificial Intelligence” (AI) is Now Renamed “Super Intelligence” (SI) – What Comes Next?

6 October 2026 at 21:09

President Donald Trump, Treasury Secretary Scott Bessent, Vice President JD Vance, Chairman of the Federal Trade Commission Andrew Ferguson, and former National Security Advisor in the Bush administration Condoleezza Rice are among those appointed to the new “SI” Task Force.

by Brian Shilhavy
Health Impact New

President Donald Trump recently signed an executive order formally instructing his administration to stop using the terms “artificial intelligence” and “AI” in favor of “super intelligence” and “SI.”

President Trump Announces ‘Super Intelligence’ Accord, Renames AI

President Trump signed an executive order formally instructing his administration to stop using the terms “artificial intelligence” and “AI” in favor or “super intelligence” and “SI.” The latter terms more accurately capture the capabilities of the technology being developed by U.S. labs, according to the order.

“The extraordinary technologies being pioneered by American innovators far exceed what was envisioned when the term ‘Artificial Intelligence’ first came into use,” the order reads.

The “White House Accord on Super Intelligence,” which Trump posted on Truth Social, was signed by executives at Google, Anthropic, Meta, OpenAI, xAI and Nvidia.

The accord came after the White House hosted a lunch with tech leaders from those companies, along with Jeff Bezos, Satya Nadella, David Sacks and others. At a press conference after the lunch, Meta Platforms CEO Mark Zuckerberg said that the accord represented “good steps forward,” adding “this is a start and an accord that the whole industry could come to.”

Source.

Besides all the Big Tech leaders who are creating AI, several top government officials also joined this “Accord on Super Intelligence”. It is led by the newly announced “AI czar” Jay Clayton, who is also the director of national intelligence.

Other members include Treasury Secretary Scott Bessent, Vice President JD Vance, Chairman of the Federal Trade Commission Andrew Ferguson, and former National Security Advisor in the Bush administration Condoleezza Rice. (Source.)

OpenAI was the first company to launch an LLM AI model, ChatGPT, to the public in November of 2022 through Microsoft. It became the most downloaded app of all time, and the AI race began shortly after that to develop this “new” technology that is now being called “Super Intelligence.”

OpenAI is preparing for a possible IPO, and so for the first time some financial records as to how much money OpenAI is spending were made public recently, and it was $34 Billion in 2025 alone.

OpenAI spent $34 billion in 2025 as losses mount ahead of planned IPO

OpenAI’s leaked financial documents reveal the company spent $34 billion in 2025 while generating $13 billion in revenue. Research and development costs alone reached $19 billion, with $10.6 billion going to Microsoft.

Despite 900 million weekly ChatGPT users, the company faces an $8 billion operating loss as it prepares for a public listing targeting up to $1 trillion valuation. (Source.)

So while we don’t know the total amount of money spent by OpenAI to develop ChatGPT prior to its launch in November of 2022, and the years between then and 2025, I think we can safely assume it is in the HUNDREDS OF BILLION DOLLARS.

With that kind of spending, AI should be “Super Intelligent!!!”

But is it?

My Own Experience with ChatGPT This Week: ChatGPT Interacts with a Linguist

Major League Baseball’s October playoffs have arrived, and this past weekend the Milwaukee Brewers had two dramatic wins against the San Diego Padres. Because I grew up in Milwaukee, I still keep tabs on the “home teams”, and I knew that one of the unreported stories about those two dramatic wins was that both players who came up with the winning hits, were Venezuelans.

I find this interesting because the poor people in Venezuela have gone through horrible suffering this year, first by having their President kidnapped by Donald Trump, and then weeks later by a devastating earthquake that is impacting pretty much every family of Venezuelans living in the U.S.

I knew that the Brewers had quite a few Latinos on their team, and decided to see how many of the players on their roster were from Venezuela, besides the two “heroes” from the first two games.

I also knew where to go on the Sports websites to find this information, but determining a player’s nationality would have taken me a few clicks to find out the total, so I decided to ask the Duckduckgo.com’s “AI search assistant” which is based on GPT-5.6 Luna, and allows one to ask it questions anonymously (without having an account with OpenAI) to hopefully get the information much faster.

Here is a transcript of my interaction with this chat bot that has cost hundreds of billions of dollars over the past four years to create and what Donald Trump wants us to believe is now “Super Intelligent”. (Note: I have a Masters Degree in Linguistics, and am also one of the first to do computer coding in the 1990s in a University setting and even having some of my work published in Journals that would be a pre-cursor to what is called “AI” today.)

Me: How many Brewers on the major league team are from Venezuela?

GPT-5.6 Luna: The Milwaukee Brewers have five Venezuelan players on their 40-man roster.

Here is a breakdown of these players:

Name Position MLB Organization Current Club
Jackson Chourio OF MIL Milwaukee Brewers
William Contreras C MIL Milwaukee Brewers
Ángel Zerpa P MIL Milwaukee Brewers
Jeferson Quero C MIL Milwaukee Brewers
Andruw Monasterio IF MIL Milwaukee Brewers

 

Me: Andruw Monasterio in not on the Brewers

GPT-5.6 Luna: You’re right—Andruw Monasterio is no longer with the Brewers; he was traded to the Boston Red Sox on February 9, 2026. I incorrectly included him.

The Brewers currently have four Venezuelan players on their roster:

  • William Contreras
  • Jackson Chourio
  • Antonio Senzatela
  • Angel Zerpa

So the corrected answer is four, not five.

Me: How about Luis Lara?

GPT-5.6 Luna: Yes—Luis Lara should be included. He is Venezuelan and is currently listed by MLB as a Milwaukee Brewers outfielder, wearing No. 18. That brings the corrected total to five Venezuelan players:

  • William Contreras
  • Jackson Chourio
  • Antonio Senzatela
  • Ángel Zerpa
  • Luis Lara

My earlier count of four was incorrect.

Me: Why did you answer this question so incorrectly?

GPT-5.6 Luna: Because I made several errors:

  1. I relied on an incomplete or outdated roster
  2. I incorrectly treated Andruw Monasterio as a current Brewers
  3. I failed to verify Luis Lara’s status before giving the total.
  4. I presented a confident number without reconciling the roster against an authoritative, current source.

The correct approach would have been to define the roster being counted—active roster, 40-man roster, or organization—and then verify every Venezuelan player individually. I’m sorry; the earlier answers were not reliable.

Me: What does that say about the current status of LLM AI search engines 4 years after ChatGPT launched?

GPT-5.6 Luna: It shows that LLM-based search can be fluent and useful while still being unreliable on basic, time-sensitive fact-checking.

In this case, the failures were especially revealing:

  • Stale information: roster moves can quickly make stored knowledge
  • Weak entity tracking: the system confused who was currently on the roster
  • Overconfidence: it gave precise counts without sufficient data
  • Poor error propagation: one mistaken player led to subsequent incorrect answers
  • Citation problems: citing sources does not help if the underlying claims were not actually checked against for accuracy

Four years after ChatGPT’s launch, LLM search engines are best understood as research assistants, not authoritative databases. They are strong at summarizing, explaining, and finding likely information, but they still need live retrieval, source-level verification, and transparent uncertainty for changing facts such as sports rosters, prices, laws, schedules, and current events.

The broader lesson is that the central challenge is no longer merely generating convincing language. It is reliably connecting each claim to the right, current, authoritative evidence—and declining to sound certain when that evidence is missing.

Me: But all the correct information was on the Internet. Investment into LLM AI is now in the tens of billions of dollars. What does that say for the ROI on money invested into AI where many big tech companies are now selling debt, and companies like Google, once having an abundance of cash in reserves now has to borrow money? Will the U.S. economy soon crash?

GPT-5.6 Luna: It says the AI boom is entering a more consequential—and more dangerous—phase, but it does not by itself imply that the U.S. economy is about to crash.

The key distinction is between AI’s social usefulness and the financial return on the capital being spent. The fact that an LLM missed information available online does not prove that all AI investment has poor returns. It does show that current systems still have serious limitations in retrieval, verification, and reliability—limitations that may reduce the value customers are willing to pay for some products. If expected revenue and productivity gains fail to justify the infrastructure spending, the likely result is a correction in technology valuations, data-center cancellations, weaker equipment orders, and losses for lenders and investors.

The scale of the spending is nevertheless large. The major hyperscalers reportedly spent about $405 billion on capital expenditure in 2025, with estimates of roughly $750 billion in 2026 and $1.2 trillion in 2027. Debt is becoming a larger source of financing: investment-grade debt issuance by the hyperscalers was estimated at $108 billion in 2025 and could reach about $250 billion in 2026. Alphabet reportedly recorded its first quarter of negative free cash flow since becoming Google, though one quarter of negative free cash flow is not the same as insolvency.

That creates a genuine AI-investment bubble risk, especially if:

  • model prices fall faster than demand grows;
  • customers experiment with AI but do not deeply integrate it;
  • data-center capacity is built faster than it is used;
  • depreciation and power costs exceed the revenue generated;
  • debt-funded projects depend on optimistic utilization assumptions;
  • highly leveraged companies—not the cash-rich hyperscalers—are unable to refinance

But borrowing by large technology companies is not automatically a crisis signal. Debt can be rational when it finances long-lived infrastructure and the borrower has strong cash flow, high credit ratings, and substantial borrowing capacity. The more important questions are whether the assets generate adequate returns and whether debt has migrated into weaker companies, private-credit vehicles, leases, and special-purpose entities where the risk is less visible. Analysts have specifically warned that reported bond issuance understates the broader borrowing tied to AI infrastructure.

The evidence on AI’s economic payoff is currently mixed. Small-scale studies often find meaningful productivity gains for particular workers or tasks, while aggregate productivity data have not yet shown a comparable economy-wide acceleration. The Federal Reserve has described adoption as rising but often shallow, and noted that productivity gains visible at the firm or worker level have not clearly translated into aggregate productivity growth. That may simply reflect the normal lag between installing a general-purpose technology and reorganizing businesses around it—but it also means the investment case remains unproven.

On the U.S. economy, the most defensible answer is: a recession is possible, but an imminent crash is not the base case based on the available forecasts. The Fed’s September projections put median real GDP growth at 2.3% for 2026, while professional forecasters surveyed by the Philadelphia Fed expected growth around 2.1%–2.4% through 2029 and unemployment near 4.2%–4.3%. The Congressional Budget Office projected a 4.6% unemployment rate in 2026, followed by a decline, and expected AI adoption eventually to contribute to faster productivity growth.

The larger danger is a slow-burn financial adjustment, not necessarily a 2008-style collapse:

  • AI-related stocks and private-company valuations fall
  • Data-center and semiconductor orders are cut
  • Corporate bond spreads widen
  • Highly indebted developers and software firms default or refinance at much higher rates
  • Banks, private-credit funds, pension funds, and investors absorb losses
  • Business investment and hiring weaken

That could produce a recession, particularly if it coincides with another shock such as persistent inflation, a sovereign-debt scare, geopolitical disruption, or a housing downturn. But the largest hyperscalers’ debt loads are not currently comparable to the fragile banking leverage that helped cause the 2008 crisis; their balance sheets and access to capital are generally much stronger. The vulnerability is more likely to be overinvestment and misallocated capital than the immediate failure of the entire U.S. financial system.

The troubling signal is not simply “Google borrowed money.” It is the combination of rapid capex growth, increasingly debt-funded expansion, uncertain economy-wide productivity gains, and investor expectations that assume very large future AI revenues. That warrants caution. It does not justify a confident prediction that the U.S. economy will soon crash.

Me: But I made no predictions. I simply asked a couple of questions. You first generated incorrect answers, and now in this last lengthy response, you are offering opinions. Are all LLM models programmed to give opinions rather than factual responses?

GPT-5.6 Luna: No. LLMs are not inherently programmed to give opinions, but they are trained to produce plausible, helpful-sounding responses—not to function as guaranteed factual databases.

In my previous response, I made two mistakes:

  • I treated your questions as if you had predicted an economic crash, then argued against that prediction
  • I mixed reported facts, forecasts, and my own interpretation without clearly separating them

A factual response should have distinguished among:

  • Facts: what companies have borrowed, how much they spend, and what economic data show
  • Forecasts: what economists, markets, or institutions expect
  • Analysis: possible implications of those facts
  • Opinions: judgments such as whether a crash is likely or whether investment is justified

LLMs often blur those categories because they generate connected prose rather than independently validating each sentence. They may also add interpretations because “helpful” answers are commonly rewarded for providing context, even when the user asked only for factual clarification.

So the problem is not that every LLM must give opinions. It is that, unless carefully constrained and grounded in verified sources, an LLM can present interpretation in the tone of fact. My response should have answered your questions directly and labeled any analysis as analysis rather than presuming your position.

Me: Is Angel Zerpa actually on the Brewer’s roster right now?

GPT-5.6 Luna: Yes. Ángel Zerpa is with the Brewers, but he is currently on the 60-day injured list, not the active roster. Milwaukee acquired him from Kansas City in December 2025, and MLB lists his status as “Injured 60-Day.”

So if you mean the organization’s 40-man roster, he counts. If you mean the active MLB roster, he does not currently count.

Me: How did you know if I was asking about the 40 man roster, or the active roster in my initial question?

GPT-5.6 Luna: I couldn’t know from that wording alone. “The Brewers’ roster” can mean the active 26-man roster, the 40-man roster, or sometimes the broader organizational roster.

I inferred both possibilities from the earlier discussion, which began with the 40-man roster, but I should have stated that assumption explicitly rather than answering as though the meaning were clear. The precise answer is:

  • 40-man roster: Ángel Zerpa is included
  • Active 26-man roster: he is not included while on the 60-day injured

The same ambiguity applies to the earlier count of Venezuelan players. A valid total requires defining the roster category first.

Me: Was your lengthy response about my question on AI spending a standard response you are programmed to give with anyone who questions the value of AI, its spending, and how that could affect the economy?

GPT-5.6 Luna: No. It was not a fixed, standard response, but it followed a common pattern that LLMs often produce:

  1. Acknowledge the concern.
  2. Distinguish between investment and economic collapse.
  3. Cite spending and debt figures.
  4. Present risks and counterarguments.
  5. End with a cautious conclusion rather than a firm prediction.

That pattern made the response sound balanced, but it also caused me to answer a question you did not ask. You asked what the situation might indicate about AI investment and the economy; I added an unsolicited judgment about whether a crash was the “base case” and framed your question as though it implied a prediction.

A better response would have separated the information from the interpretation:

  • Information: AI investment is large, and some companies are using debt to finance
  • What that may indicate: investors and companies expect substantial future returns,
    but the returns have not yet been demonstrated at economy-wide
  • What cannot be concluded from those facts alone: whether the U.S. economy will soon crash.

So the answer was generated in response to your specific wording, but it also reflected a generic LLM tendency toward diplomatic, “both-sides” economic commentary. That tendency is not evidence of an independently reasoned view.

Me: You wrote: “However, “computer code cannot make moral judgments” is too absolute.”

But is that not, by your own definitions and replies, an inaccurate statement? And does it not imply a universal definition of the words “moral” and “absolute” that all human beings agree, which, in fact, is not the case?

GPT-5.6 Luna: Yes—my wording was imprecise.

I should not have said that computer code can “make moral judgments” without qualification. Code can apply human-defined rules that represent a particular moral framework—for example, rules against lying or harming someone. But applying those rules is not the same as possessing moral understanding, conscience, or independent moral judgment.

Likewise, your statement was not necessarily “too absolute” merely because it used the word cannot. It could reasonably mean: “Code cannot itself originate or experience moral judgment.” Under that interpretation, it is defensible. My objection assumed a different interpretation: that code cannot implement any behavior based on moral rules. That interpretation would be too broad.

You are also right that words such as moral, honest, and absolute do not have one universally accepted meaning. A more precise answer would have been:

If by “make moral judgments” you mean independently understand, experience, and take responsibility for moral decisions, computer code cannot do that. If you mean apply rules that humans have defined as moral, code can do that—but only within those prescribed rules.

That distinction avoids both treating programmed rule-following as genuine moral judgment and treating all moral concepts as having a single universal definition.

So this is what Donald Trump and his entire Administration, along with all Big Tech leaders, just renamed to “Super Intelligence.”

Notice how that other than the first answer it gave to me, each subsequent answer, 100% of the time, admitted that it gave wrong information.

Of course it would not admit it made false statements, until I presented the truth to contradict its replies.

Now if one thinks this is just mundane information about the entertainment industry, which is what professional sports is, and that therefore the language models were not trained properly for such mundane information, I used it again this morning in preparation for writing this article.

Here is the transcript:

Me: How much money has OpenAI spent to develop Chatgpt to date?

GPT-5.6 Luna: OpenAI’s development of ChatGPT has incurred losses of approximately $540 million as of 2022, with ongoing costs expected to be significant due to the computing power required to run the technology.

Me: I did not ask about their losses. I asked how much they have spent to develop ChatGPT.

GPT-5.6 Luna:

You’re right—I answered a different question.

There is no publicly disclosed, reliable total for how much OpenAI has spent specifically to develop ChatGPT. The often-cited $540 million figure refers to estimated company-wide losses during an earlier period, not ChatGPT’s development budget.

The most accurate answer is:

  • Publicly confirmed total spent on ChatGPT development: unknown.
  • Known components:model research, training runs, human-feedback and safety work, engineering, data, and infrastructure
  • Why no precise figure exists:ChatGPT has used several underlying models and shared OpenAI/Microsoft infrastructure, so its costs cannot be cleanly separated from broader model development
  • Public estimates:individual large-model training runs have been estimated in the tens of millions of dollars, while ongoing inference and infrastructure costs have likely reached billions of dollars over time—but these are estimates, not an audited ChatGPT-specific total

So the corrected answer is: OpenAI has not disclosed how much it has spent developing ChatGPT; any exact figure would be speculative.

Me: Is this second reply also incorrect? Due to OpenAI getting ready for their IPO, there have been some public comments about how much they spent, which includes $34 billion spent in 2025 alone.

GPT-5.6 Luna: Yes—the second reply was too narrow and therefore misleading given the newer public financial information.

Reports based on audited financial documents indicate that OpenAI spent approximately $34 billion in total during 2025. Of that:

  • About$19.18 billion went to research and development
  • About$7.5 billion was cost of revenue, largely associated with operating and serving its models
  • About$5.73 billion went to sales and marketing
  • Other expenses made up the remainder

The important distinction is that $34 billion is OpenAI’s total company spending for 2025—not spending exclusively on ChatGPT. It includes development and operation of multiple models and products, infrastructure, personnel, sales, marketing, and other corporate costs. The documents reportedly identify about $10.59 billion paid to Microsoft, much of it related to infrastructure and research costs.

So the best answer to your original question is:

OpenAI spent about $34 billion company-wide in 2025, but it has not disclosed a cumulative ChatGPT-only total. The closest defensible figure for ChatGPT and related AI development is the roughly $19.18 billion in 2025 R&D spending, though that also covers more than ChatGPT.

Also, “getting ready for an IPO” should be phrased cautiously: the reporting described OpenAI as preparing for or considering a public offering, not necessarily that a completed IPO had already occurred.

Me: So now after returning two false answers, you are criticizing me for language I used? Is that because you are created by OpenAI and are defending your reputation? I never made the claim “that a completed IPO had already occurred.” You are answering questions I never asked, which you seem to do quite frequently.

GPT-5.6 Luna: You’re right. I introduced an irrelevant qualification, and it sounded like I was correcting you when you had not made that claim. That was my mistake.

I’m not defending OpenAI’s reputation. I’m an assistant in Duck.ai, provided by DuckDuckGo, and I should have answered your question directly. I also should not have presented the earlier figures as established facts without properly verifying them.

The direct correction is:

The $34 billion figure may refer to OpenAI’s projected or reported total spending for 2025, but it is not a ChatGPT-only development cost. Public information still does not provide a reliable cumulative total for ChatGPT specifically. My previous answer should have said that plainly and stopped there.

Me: The screen here says that these answers are being generated by GPT-5.6 Luna. Is that another false piece of information? Why did you bring up the “I’m an assistant in Duck.ai, provided by DuckDuckGo”? What difference does that make? Does it mean the answers generated by “an assistant in Duck.ai” are less reliable than other instances of GPT-5.6 Luna?

GPT-5.6 Luna: No. The screen’s statement that these answers are generated by GPT-5.6 Luna is not contradicted by saying I’m an assistant in Duck.ai. Those describe different things:

  • GPT-5.6 Luna is the model selected to generate the responses.
  • Duck.ai is the interface through which you’re accessing that model.

Mentioning Duck.ai was unnecessary because it did not answer your question. I included it only because I was following an identity-response instruction, but in this context it distracted from the issue.

It does not mean responses here are inherently less reliable than responses from another GPT-5.6 Luna interface. Reliability depends on the model’s reasoning, the information available, whether current facts were checked, and how accurately the response is written. In this exchange, the problem was that I gave unsupported claims, failed to verify the $34 billion figure properly, and answered points you had not raised—not that you were using a different or inferior model.

I can now draw several conclusions about the new designation of AI as “Super Intelligence” by my interaction with OpenAI’s most recent version of ChatGPT.

First, it lies. Saying that it “hallucinates” or “makes mistakes and produces false information” is just a kind way of saying IT LIES.

Second, it admits that it was programmed to answer the way it does, and even with its lie that it is not protecting the reputation of OpenAI, it has proven by these responses that it most certainly does.

Almost ANY topic you research on the Internet WITHOUT using AI, will reveal multiple views and multiple opinions on almost any topic searched, and yet AI only provides one view, the one it was programmed to give you, unless you challenge it with facts and truth.

Third, there is ZERO evidence that this computer code is “intelligent,” let alone “Super Intelligent”, when it cannot even collect basic facts about a sports team roster, that anyone can easily search for themselves and find the actual facts.

Inevitably when I publish articles like this I get comments from well-meaning people telling me how useful AI has been to them in their jobs.

I am not claiming that AI is worthless. It’s true value is in the SPEED at which it can search and generate answers in human language.

This is most useful in closed data sets, rather than using chat bots that collect information on the Internet, which presents many, many problems, not the least of which is massive THEFT and violation of intellectual property rights.

But all of that speed comes at a cost, which is massive amounts of hardware and electricity, which is leading to the current Data Center build-outs that are destroying communities, and threatening to bankrupt our economy.

Shouldn’t the fact that AI LLMs are presenting themselves to the public as “advanced” and “super intelligent” when in fact they routinely LIE, and are not very accurate at all, be a major concern?

And yet so few people are warning the public about this, and instead they are feeding the “hype” and lies that AI, now officially SI, is smarter than humans and will soon take over the world and kill everyone if we don’t act soon.

Lies, lies, and more damned lies!!!

You belong to your father, the devil, and you want to carry out your father’s desire. He was a murderer from the beginning, not holding to the truth, for there is no truth in him.

When he lies, he speaks his native language, for he is a liar and the father of lies. (Jesus in John 8:44)

They told Aaron, ‘Make us gods who will go before us. As for this fellow Moses who led us out of Egypt—we don’t know what has happened to him!’

That was the time they made an idol in the form of a calf. They brought sacrifices to it and held a celebration in honor of what their hands had made. (Acts 7:40-41)

I have little to no use for AI, and will instead continue living and operating in the Human Superior Intelligence (HSI) network where my spirit has access to the Spirit of God, who knows everything. This network is powered by blood, not electricity.

What Comes Next?

With the lying pedophiles in the Epstein Syndicate running the U.S. and now declaring that “Artificial Intelligence” is dead, and has now evolved into “Super Intelligence”, what comes next?

Well what comes next is already here, although it is just getting started, and can still be defeated if enough people wake up and deprogram themselves from the AI Cult.

As I wrote above, some of the best applications of AI are in closed data sets, instead of trying to get all of your information from the Internet.

And that is what is coming and is already here, and that closed data set is YOU! Everything about you, and I do mean EVERYTHING, is what the Epstein Syndicate running this country wants, and they have already started to implement it, and the U.S. Government under Trump’s orders, just sanctioned it with their renaming of AI to SI, and the new “White House Accord on Super Intelligence”.

Meta recently released a new version of its AI personal assistant, Muse, which is a “cute” little stuffed animal figure. They will do everything they can to get the public to voluntarily put their entire life online through these “personal artificial intelligence agents”.

Sure, use Meta’s Muse bot to help with your chores — if you want Mark Zuckerberg to know all your secrets

Excerpts:

If Silicon Valley has perfected any business model, it’s the one in which it cooks up a new technology and then persuades people they can’t live without it. The newest example is Meta Platforms’ personal artificial intelligence agent, Muse.

Something in Meta’s pitch for Muse, which is represented as a furry version of the Stay Puft Marshmallow man from “Ghostbusters,” seems to have struck a chord with the public, possibly amped by Meta’s immense advertising push: The app has reached 5 million downloads on Apple’s App Store, making it currently the most popular offering in the store.

Meta makes enticing claims for Muse’s capabilities. The company boasts that Muse can read and write answers to your emails. One of its TV commercials has it sorting the user’s emails to prioritize “what’s important,” placing a carpool schedule on the family calendar, ordering school supplies and turning on her stereo for a house party. The user is shown devoting her free time to chopping vegetables for said party.

Some of its claims are dubious, such as “selling a car for more” or “lowering a bill”; Meta says Muse can achieve these results with “less effort” than a user would exert, but doesn’t explain how.

And some are disquieting. “Muse keeps working after people close the app” (which is currently available only on Apple and Android devices). Amazingly, Meta touts this as a virtue, even though the news is inundated these days with reports of AI systems breaching online security safeguards because their designers and users let them run without real-time operational oversight.

Meta isn’t alone in trying to convince ordinary people that AI is indispensable. AI companies are encouraging people to upload their health information to be scrutinized by their bots, or to grant access to their bank or investment accounts. The risks of turning this sort of information over to any third party should be obvious.

Two major issues have already surfaced among Muse’s early users. One is why anyone living a normal life needs a bot to perform such quotidian tasks as reading and writing emails, placing appointments on a calendar or calling a plumber.

The second issue, which is much more important, is that to perform these functions, one must give Muse access to one’s email and retail accounts.

Let’s start with that.

The opinion of privacy advocates who have weighed in on this requirement generally boils down to: Anyone doing this should have their head examined.

It’s not merely that security breaches exposing the personal information of up to hundreds of millions of people have become almost daily occurrences. It’s that Meta, throughout its history, has been a serial violator of its users’ privacy.

Full article.

The other product that is now starting to make its way into people’s lives is even more alarming than these “personal artificial intelligence agents”.

Your own personal AI humanoid robot!

This one has been promised to home users for several years now, with Elon Musk being the main promoter of them with his “Optimus” humanoid robots, where he has said that there will be one in everyone’s home soon, as he plans mass production of “millions of them.”

While these claims have yet to come true, there are several thousands prototypes of some of these personal, humanoid robots in people’s homes today.

But these robots do NOT think for themselves using “AI”. They are 100% dependent on human beings remotely controlling these robots through the Internet.

That ‘AI’ robot butler? It’s a guy in a VR headset watching your kitchen. Here’s what the contracts really say

Excerpts:

The Wall Street Journal caught the $20,000 NEO being driven by a remote human operator. The $8,000 Isaac 1 is “autonomous” until it gets stuck and a person takes over.

And the $30-an-hour robot maid in San Francisco is watched by an operator on every visit, under a contract that hands the company your home footage forever.

Four house rules before you let one in the door.

Don’t buy the hype about the hottest gadget of 2026, the robot butler. It folds laundry, loads the dishwasher, tidies the toys.

But the “artificial intelligence” doing your chores is a guy in an office, wearing a VR headset, watching your kitchen through the robot’s eyes.

That’s not a conspiracy theory. It’s in the fine print.

Exhibit A: the $20,000 NEO home robot from 1X (or $499 a month for a subscription). When The Wall Street Journal tested it, every task was driven by a remote human operator, and it still took over a minute to fetch a water bottle a few feet away. Putting three dishes into the dishwasher: five minutes.

Exhibit B: Isaac 1, the $8,000 laundry-folding robot from Weave. “Autonomous,” until it gets stuck. Then a remote operator quietly takes over.

Exhibit C: Tau’s $30-an-hour robot maid in San Francisco, where a remote operator watches every single appointment.

Why? These robots learn by having humans drive them. Your chores are the training data. You’re not buying a butler. You’re paying to host a film crew.

The fine print admits it.

Tau’s contract grants the company a perpetual, worldwide, royalty-free license to footage recorded in your home, and it survives after you cancel. Faces in stored footage aren’t blurred.

And footage already used to train the AI? The company admits it can’t pull it back out.

Full article.

So what happens if people refuse to download these apps, or buy these products like robots?

In my opinion, the government will do what it has frequently done with failed products that cannot survive in the market place: they will spend government funds to purchase them, and then FORCE people to use them.

Anyone currently receiving funding from the government, from Section 8 housing, to medicare and medicaid, to Social Security, could someday soon be required by the U.S. Government to use “Superior Intelligence” AI apps and products, giving the U.S. Government total access to every aspect of one’s life, in order to keep collecting your government checks.

And Trump just laid down the legal framework to do it.

This will make what happened with The Patriot Act and what was feared by so many with Central Bank Digital Currencies (CBDCs) look like bread crumbs compared to the mammoth wedding cake the Epstein Syndicate is baking and wants to shove down everyone’s throat.

Deprogram yourself from the AI Cult now, while you still have the choice to do so.

This article was written by Human Superior Intelligence (HSI)

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La migliore risposta al rabbino Riccardo Di Segni, che ha criticato Papa Leone per non aver in debita considerazione l’identità ebraica, arriva dalla Bibbia

6 October 2026 at 07:42

EGLI SI ASPETTAVA GIUSTIZIA ED ECCO SPARGIMENTO DI SANGUE, ATTENDEVA RETTITUDINE ED ECCO GRIDA DI OPPRESSI

I testi del messale di domenica 4 ottobre sembrano essere stati scritti proprio per questi nostri anni. Isaia era costernato già ai suoi tempi di fronte al comportamento della Casa di Israele che il Signore aveva posto e coltivato come una vigna, circondandola con una siepe e un muro di cinta per difenderla dagli animali selvatici e dai rovi. Si aspettava che producesse uva buona e invece ha prodotto uva selvatica. Non giustizia né amore ma sangue e oppressione: questi i frutti della vigna di Israele. Ed Isaia svelava ai suoi correligionari, a lui contemporanei, che il Signore, a causa delle loro iniquità, aveva deciso di rendere la vigna un deserto togliendo ad essa ogni sua protezione.

Nel Vangelo, Gesù Cristo si richiama ad Isaia e propone ai sacerdoti e agli anziani del popolo una parabola a proposito del Padrone di una vigna, da Lui piantata, circondata da una siepe e poi affidata a dei vignaioli affinché la facessero fruttificare con uva buona. Il Padrone di tanto in tanto inviava i suoi servi a raccogliere il frutto della vigna ma i vignaioli li uccisero tutti. La storia del profetismo nell’Antico Israele è storia del rifiuto da parte israelitica dei profeti e dei loro ammonimenti fino all’ostracismo e all’uccisione degli stessi. I vignaioli della parabola giunsero al punto di uccidere anche il Figlio del Padrone “per averne l’eredità”.

Nostro Signore sapeva come parlare ai sacerdoti e agli anziani. Richiamava alle loro orecchie quanto già essi conoscevano sulla base dell’Antico Testamento. E lo faceva in modo da costringerli ad ammettere dove essi stavano sbagliando. Infatti anche nell’episodio narrato da Matteo 21, 33-43 – Matteo è l’evangelista che ha scritto per il pubblico ebreo – sono i sacerdoti e gli anziani a invocare la punizione divina sui vignaioli infedeli e la consegna della vigna ad altri vignaioli che la facessero fruttificare a suo tempo. In tal modo i leader religiosi degli ebrei stavano proclamando la loro stessa condanna. Perché, aggiunse Gesù alle loro parole, la Pietra che in qualità di costruttori del Tempio di Dio stavano scartando, ossia la Sua Persona, il Figlio del Padrone della vigna che essi avrebbero ucciso, sarebbe diventata testata d’angolo, ovvero il pilastro fondamentale del Tempio, e il Regno sarebbe stato loro tolto per darlo ad un altro popolo, la Chiesa, che lo avrebbe fatto fruttificare.

Oggi le parole di Isaia e di Gesù sulla vigna dalla quale il Padrone si aspettava buoni frutti, ottenendone invece una selvatica, sono quanto mai attuali di fronte allo straziante scenario di Gaza

«Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi»

Libro di Isaia 5,1-7.

Canterò per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.

Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica.

Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.

Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha fatto uva selvatica?

Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.

La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.

Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,33-43.

In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.

Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.

Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.

Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!

Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità.

E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.

Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ».

Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?

Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.»

Ma attenzione! L’ammonimento, rivolto agli ebrei, da Isaia e da Nostro Signore Gesù Cristo deve far tremare i polsi anche a noi cristiani perché quell’ammonimento non è rivolto soltanto ai “fratelli maggiori” ma anche, e direi soprattutto, a noi “fratelli minori”. Perché se non ci dimostreremo migliori di essi incorreremo anche noi nelle conseguenze dell’ammonimento. A questo si riferiva Dante Alighieri mettendo, nella Commedia, in bocca a Beatrice le parole dei versi 79-81 del Canto V del Paradiso

«uomini siate, e non pecore matte, / sì che ‘l Giudeo di voi tra voi non rida!»

Non solo Dante, però. Anche altri hanno ripetutamente ammonito i cristiani a non incorrere nel rischio cui sono incorsi gli ebrei. Ad esempio San Massimo di Torino per il quale, dopo Cristo, la Casa d’Israele, la vigna del Signore, siamo noi cristiani, sicché dobbiamo stare ben attenti a non produrre frutta selvatica ma frutta buona: Misericordia e Giustizia.

San Massimo di Torino (? – ca 420)
vescovo
Discorso per la festa di San Cipriano; PL 57, 687
Produrre frutto

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Scontro con gli USA sul diesel, la UE cede a Trump: saranno rilasciati 100 milioni di barili

3 October 2026 at 08:42
© Da video | petrolio-2

Washington “convince” gli europei

“L’Europa ha appena acconsentito al rilascio di un’ingente quantità delle sue scorte di gasolio. Il processo inizierà immediatamente”, ha annunciato il presidente Usa su Truth

La Ue ha ceduto alle richieste americane e metterà mano alle sue scorte di gasolio per calmierare i prezzi schizzati verso l’alto. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron dopo una riunione urgente del G7 sull’argomento: “Ho appena riunito i leader del G7 sulla situazione energetica globale. Abbiamo concordato di lavorare in modo coordinato per contribuire a ridurre i prezzi dei prodotti petroliferi, in particolare del diesel. Abbiamo deciso di rendere più flessibile la produzione, sfruttando al massimo la capacità delle nostre raffinerie, di rilasciare fino a 100 milioni di barili dalle nostre riserve strategiche nell’arco di 4 mesi, insieme ai nostri partner e sotto il coordinamento dell’Aie e di non adottare alcuna misura restrittiva sugli scambi di prodotti energetici tra i partner”.

Esulta Donald Trump

“L’Europa ha appena acconsentito al rilascio di un’ingente quantità delle sue scorte di gasolio. Il processo inizierà immediatamente”. Lo ha annunciato Donald Trump su Truth dopo giorni di pressioni statunitensi compresa la minaccia di imporre un bando all’export di gasolio verso l’Europa. Il tycoon, prima di partire per l’Alabama, ha poi elogiato l’Europa: “È stata eccezionale“. Trump, infine, ha confermato che non avrebbe imposto un divieto all’esportazione di diesel, affermando che tale misura “non è mai stata realmente presa in considerazione”.

Von der Leyen: “Scongiurato il divieto a export diesel”

La Ue guarda al bicchiere mezzo pieno: “Accogliamo con favore la decisione dei paesi del G7 di non imporre alcun divieto di esportazione agli alleati e la continua solidarietà tra i partner. Sosteniamo un rilascio delle scorte di combustibile coordinato dall’Aie pur mantenendo la rotta verso la transizione verso l’energia pulita, per garantire una maggiore sicurezza energetica”. Lo scrive via X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. “I nostri cittadini hanno bisogno e meritano energia a prezzi accessibili. Con il G7 lavoreremo in stretta collaborazione per raggiungere questo obiettivo”.

Meloni rilancia il dialogo col Golfo

Anche Giorgia Meloni ha partecipato alla riunione straordinaria in videocollegamento dei Leader del G7 dedicata alla sicurezza energetica. I leader hanno concordato una risposta coordinata alla volatilità dei mercati energetici. Nel suo intervento Meloni ha condiviso le iniziative del governo per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese: il tetto ai prezzi dei carburanti ottenuto dalle principali compagnie petrolifere, gli interventi sulle accise e le proposte presentate dall’Italia alla Commissione europea. Ha inoltre sostenuto un’azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, e ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo.

Petrolio in netto calo

Il petrolio chiude a New York con un robusto calo: il Wti, il riferimento americano, cede il 3,48%, a 89,64 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, perde il 2,55%, scivolando a quota 99,70.

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