A Anthropic quer o seu dinheiro (mas guarde as opiniões para si)
Luanda, 26 oct (Prensa Latina) El Gobierno de Angola propuso hoy un incremento salarial en la función pública del 10 por ciento para 2027, pero algunos dirigentes sindicales señalan está por debajo de lo acordado en 2024.
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Santo Domingo, 26 oct (Prensa Latina) La industria turística de República Dominicana compra hoy más de 98 mil millones de pesos (unos 1,5 mil millones de dólares) anuales al sector agropecuario, un vínculo que contribuye al desarrollo productivo y a la seguridad alimentaria.
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O empresário Mário Ferreira inaugurou, esta segunda-feira, o novo centro de escritórios Regus, após um investimento de 2,2 milhões de euros, em Ribeirão, Famalicão.
A cargo do Grupo Pluris Investments, de Mário Ferreira, o projeto contemplou a requalificação de um edifício de cinco andares no antigo Lago Discount, atualmente denominado Famalicão Central Park.
O espaço de ‘coworking’ será gerido pelo International Workplace Group (IWG) que se assume como “líder mundial” em soluções de trabalho híbrido e tem escritórios em mais de 120 países. Com mais de 2.000 m² e capacidade para 400 postos de trabalho, vai acolher empresas estabelecidas e ‘startups’ de diferentes setores de atividade, incluindo a indústria automóvel, têxtil, eletrónica, engenharia mecânica e o setor agroalimentar.



“Mais do que a abertura de um novo centro empresarial, esta inauguração traduz a concretização de uma visão estratégica: recuperar um empreendimento degradado e transformá-lo num complexo multiusos, moderno, sustentável e gerador de valor para a região”, referiu hoje Mário Ferreira, numa publicação nas redes sociais.
Com a intervenção da RProperties, o Famalicão Central Park contará com várias valências como 80 novos apartamentos T1 para arrendar, lares de idosos ou um infantário.
“A nossa ambição é que o Famalicão Central Park seja muito mais do que um parque empresarial. Queremos criar um verdadeiro ecossistema onde empresas, famílias e diferentes gerações possam trabalhar, viver e crescer. Tudo isto privilegiando a reabilitação do património existente, a sustentabilidade e a criação de novas oportunidades económicas e sociais”, refere o empresário.
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A seguito della diffusione dei principali indicatori economico-finanziari consolidati al 30 settembre 2026, approvati dal Consiglio di Amministrazione del 20 ottobre 2026, Vinext S.p.A. (“Vinext” o la “Società”), gruppo specializzato in biotecnologie e tecnologie per l’enologia, la brassicoltura e le soluzioni innovative per l’agroalimentare e l’industria, prosegue nell’attuazione della propria strategia di crescita, puntando sul rafforzamento delle competenze manageriali, sulla diversificazione delle linee di business e sullo sviluppo dei mercati internazionali. Il percorso si inserisce in una fase di progressivo recupero della redditività operativa: il terzo trimestre, sostenuto dalla ripresa della domanda legata alla stagione vendemmiale, ha generato quasi la metà dei ricavi del periodo e riportato in positivo l’EBITDA dei nove mesi. I risultati confermano il potenziale del modello di business del Gruppo e, al contempo, evidenziano l’importanza di ampliare progressivamente i settori di riferimento, così da ridurre la dipendenza dalla stagionalità del comparto vitivinicolo e costruire una base di ricavi più diversificata.
In quest’ottica si inseriscono due nuovi ingressi manageriali destinati a contribuire allo sviluppo commerciale e industriale di Vinext.
Alessandro Zanolli assume la responsabilità delle attività Food & Beverage e Detergenza Industriale, portando in azienda un know-how specialistico e un’esperienza ventennale maturata presso una multinazionale leader del settore. Il suo ingresso punta a rafforzare il presidio commerciale in comparti nei quali le competenze tecnologiche del Gruppo possono trovare nuove applicazioni, ampliando le opportunità di sviluppo e di collaborazione con clienti industriali.
Franco Brezza, manager con una consolidata esperienza nei settori degli spumanti e dei distillati, maturata inizialmente nel Gruppo Martini e successivamente in Bacardi, contribuirà allo sviluppo del comparto dei distillati, un’area di business nella quale le tecnologie e i prodotti di Vinext possono offrire soluzioni di interesse per gli operatori. Il suo ingresso si inserisce inoltre nel percorso di espansione internazionale del Gruppo, con particolare attenzione a mercati quali Georgia e Francia, e al sostegno dello sviluppo della partecipata in Moldavia.
L’inserimento di nuove competenze specialistiche rappresenta un tassello della strategia di Vinext volta a rafforzare la propria presenza nei mercati di riferimento e a valorizzare il patrimonio tecnologico del Gruppo in settori complementari a quello enologico.
Accanto al consolidamento del business enologico, Vinext intende sviluppare ulteriormente la propria presenza nei comparti alimentare, della detergenza industriale, della brassicoltura e dei distillati, facendo leva sulle competenze maturate, sulle tecnologie proprietarie e sulla capacità di adattare prodotti e processi alle esigenze di differenti applicazioni industriali.
La diversificazione costituisce una leva strategica per ampliare la base clienti, sviluppare nuove opportunità di cross-selling e favorire una progressiva destagionalizzazione delle attività. In questo percorso, l’attenzione alla sostenibilità e le soluzioni tecnologiche dedicate al recupero della CO₂ possono rappresentare elementi distintivi dell’offerta del Gruppo, contribuendo all’ottimizzazione delle risorse e allo sviluppo di processi produttivi più efficienti.
La partecipazione a SIMEI 2026, salone internazionale dedicato alle tecnologie per il settore vitivinicolo e delle bevande in programma a Fiera Milano (Rho) dal 17 al 20 novembre 2026, rappresenta un’importante occasione per dare visibilità alle soluzioni del Gruppo, consolidare le relazioni commerciali e sviluppare nuove opportunità di business.
In vista della manifestazione, Vinext è già impegnata nell’organizzazione di incontri con aziende internazionali, potenziali importatori e distributori, con l’obiettivo di ampliare la rete commerciale e individuare nuove opportunità di collaborazione nei mercati esteri.
Presso lo stand del Gruppo saranno inoltre organizzate dimostrazioni tecniche e pratiche, pensate per consentire ai visitatori di conoscere direttamente le tecnologie, valutarne le applicazioni e comprenderne i vantaggi operativi. L’approccio dimostrativo intende favorire un confronto concreto con gli operatori e valorizzare le caratteristiche delle soluzioni sviluppate da Vinext, anche in relazione all’efficienza dei processi e alla sostenibilità.
Il rafforzamento della rete distributiva rappresenta un ulteriore elemento della strategia di espansione di Vinext. In questo contesto si inserisce l’accordo distributivo con Compagno, volto a sviluppare la presenza commerciale delle soluzioni del Gruppo attraverso una collaborazione dedicata.
Salvatore Vignola, Amministratore Delegato di Vinext, ha dichiarato: “I risultati dei primi nove mesi del 2026 confermano la capacità di Vinext di esprimere una redditività operativa positiva nei periodi di maggiore attività del mercato enologico. Il terzo trimestre ha generato quasi la metà dei ricavi dei nove mesi e un EBITDA di circa mezzo milione di euro, riportando in positivo il risultato operativo lordo progressivo. Si tratta di un segnale importante, che rafforza la nostra convinzione circa il potenziale delle tecnologie e delle competenze sviluppate dal Gruppo. La nostra ambizione è valorizzare questo patrimonio andando oltre il mercato enologico tradizionale. L’ingresso di Alessandro Zanolli e Franco Brezza ci permette di rafforzare competenze e relazioni in comparti quali Food & Beverage, detergenza industriale e distillati, aprendo nuove prospettive di sviluppo commerciale e internazionale. Vogliamo costruire un Gruppo progressivamente meno esposto alla stagionalità, capace di mettere a fattor comune le proprie tecnologie in settori differenti e di generare nuove opportunità attraverso l’innovazione, la sostenibilità e il recupero della CO₂. In questo percorso, il SIMEI sarà un momento importante di confronto con il mercato, di presentazione delle nostre soluzioni e di sviluppo di relazioni con potenziali partner e distributori internazionali. Continueremo a lavorare per rafforzare il posizionamento di Vinext, ampliare la base clienti e sostenere una crescita equilibrata, mantenendo al centro la disciplina finanziaria e la creazione di valore nel lungo periodo”.
Vinext prosegue nell’attuazione di un piano di sviluppo fondato sul rafforzamento del business enologico, sulla crescita delle attività complementari e sull’espansione internazionale. Il potenziamento delle competenze manageriali, le iniziative commerciali e la partecipazione alle principali manifestazioni di settore sono parte di un percorso volto a valorizzare le tecnologie del Gruppo e a cogliere nuove opportunità applicative.
La Società manterrà al contempo l’attenzione sulla gestione del capitale circolante e sull’equilibrio della struttura finanziaria, elementi essenziali per accompagnare lo sviluppo delle attività e sostenere la crescita nel medio-lungo periodo.
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Unipol ha raccolto 2,46 miliardi di euro nell’aumento di capitale finalizzato all’acquisto degli sportelli di Monte dei Paschi di Siena. Sottoscritto il 98,42% delle nuove azioni offerte, con le cooperative azioniste che hanno rispettato tutti gli impegni. Il restante 1,58% sarà offerto in Borsa.
Unipol chiude la prima fase dell’aumento di capitale da circa 2,5 miliardi di euro con adesioni al 98,42%, raccogliendo complessivamente 2.460.280.120,80 euro. L’operazione, destinata a finanziare l’acquisto degli sportelli di Monte dei Paschi di Siena, ha registrato una sottoscrizione quasi integrale delle nuove azioni offerte.
La società ha annunciato che il periodo di offerta in opzione si è “concluso con successo”. Nel dettaglio, sono stati esercitati 706.014.237 diritti di opzione, che hanno consentito la sottoscrizione di 119.663.430 nuove azioni Unipol, pari al 98,42% del totale.
A contribuire in maniera significativa sono state le cooperative azioniste aderenti al patto di sindacato, che “hanno dato integrale esecuzione agli impegni di sottoscrizione”. Complessivamente hanno acquistato 61.126.720 nuove azioni, per un controvalore di circa 1,257 miliardi di euro, corrispondente al 50,27% dei titoli offerti.
Per completare l’aumento rimangono 11.321.451 diritti di opzione non esercitati, che consentono di sottoscrivere il restante 1,58% delle nuove azioni, per un controvalore complessivo di 39.452.378,40 euro.
Unipol offrirà i diritti residui in Borsa nelle sedute del 28 e 29 ottobre. L’offerta potrà concludersi già il 28 ottobre qualora tutti i diritti inoptati vengano venduti nella prima giornata.
La sottoscrizione dell’aumento di capitale è così vicina al completamento. L’esito dell’asta riguarderà la quota residua dell’offerta, mentre l’acquisizione degli sportelli Mps rimane un’operazione distinta, legata al più ampio riassetto bancario.
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A Menzies considera Portugal um mercado estratégico e pretende continuar a investir no país. As licenças têm a duração de sete anos.
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Ter dinheiro guardado no banco é uma das formas mais comuns de poupança entre os portugueses, mas nem todos conhecem os limites de proteção existentes. Se uma instituição bancária deixar de conseguir devolver os depósitos aos clientes, existe um mecanismo que permite recuperar o dinheiro, embora a garantia tenha um limite de 100 mil euros por depositante e por instituição.
De acordo com as regras do Fundo de Garantia de Depósitos (FGD), este mecanismo funciona junto do Banco de Portugal e destina-se a proteger os depositantes quando uma instituição participante deixa de conseguir cumprir as suas obrigações.
O limite de proteção não se aplica individualmente a cada conta bancária, mas sim ao conjunto dos depósitos que uma pessoa possui na mesma instituição.
Isto significa que um cliente com 80 mil euros numa conta à ordem e outros 40 mil euros num depósito a prazo, ambos no mesmo banco, tem um total de 120 mil euros depositados.
Se a instituição entrar numa situação que determine a ativação do Fundo de Garantia de Depósitos, o montante normalmente coberto será de 100 mil euros, ficando os restantes 20 mil euros fora da garantia geral.
A proteção abrange diferentes modalidades de depósitos, incluindo contas à ordem, depósitos a prazo, depósitos com pré-aviso e certificados de depósito.
Os juros acumulados até à data em que os depósitos se tornam indisponíveis também são considerados no cálculo, respeitando o limite global estabelecido.
Nas contas bancárias com vários titulares, as regras são diferentes, uma vez que o limite de 100 mil euros se aplica individualmente a cada depositante.
Segundo o Fundo de Garantia de Depósitos, o saldo de uma conta conjunta presume-se dividido em partes iguais pelos titulares, salvo quando exista uma indicação diferente sobre a respetiva titularidade dos fundos.
Por exemplo, um casal com 105 mil euros numa conta conjunta poderá ter a totalidade do dinheiro protegida, uma vez que, numa divisão igual, cada titular possui 52.500 euros.
No entanto, importa ter em conta que a garantia considera também os restantes depósitos que cada pessoa possa ter individualmente no mesmo banco.
Assim, acrescentar um segundo titular a uma conta não significa necessariamente duplicar a proteção sobre dinheiro que pertence apenas a uma pessoa.
Nem todos os produtos financeiros estão abrangidos pelo Fundo de Garantia de Depósitos.
As ações, obrigações e unidades de participação em fundos de investimento ficam fora deste mecanismo, uma vez que não são consideradas depósitos bancários.
O mesmo acontece com os Certificados de Aforro, embora estes tenham uma característica diferente: são instrumentos de dívida pública e contam com a responsabilidade direta do Estado português pelo seu reembolso, nos termos aplicáveis.
Por outro lado, os depósitos elegíveis constituídos em moedas estrangeiras também podem beneficiar da proteção do Fundo.
No caso dos bancos digitais com sede noutros países da União Europeia, a garantia é normalmente assegurada pelo sistema de proteção de depósitos do país onde a instituição está autorizada.
Se um banco deixar de conseguir devolver os depósitos e estiverem reunidas as condições legais para a intervenção do Fundo de Garantia de Depósitos, o reembolso dos montantes cobertos deve ocorrer, em regra, no prazo máximo de sete dias úteis.
Este prazo começa a contar a partir da data em que se verifica a indisponibilidade dos depósitos, nos termos previstos na legislação.
O mecanismo procura assegurar que os clientes recuperam rapidamente o dinheiro garantido, evitando que fiquem durante longos períodos sem acesso às suas poupanças.
Importa ainda esclarecer que existem situações específicas em que determinados depósitos podem beneficiar de uma proteção temporária superior ao limite habitual de 100 mil euros, desde que cumpram os requisitos legais.
Para perceber se o dinheiro guardado no banco está totalmente abrangido pela garantia, o primeiro passo é somar os saldos de todas as contas e depósitos existentes na mesma instituição.
Também devem ser considerados os juros acumulados e a parte correspondente ao titular nas eventuais contas conjuntas.
Quem possui mais de 100 mil euros em depósitos numa única instituição pode ponderar distribuir as poupanças por diferentes bancos abrangidos por sistemas de garantia de depósitos, de forma a beneficiar dos limites aplicáveis em cada um.
A informação oficial sobre o funcionamento deste mecanismo, os depósitos abrangidos e as instituições participantes pode ser consultada junto do Fundo de Garantia de Depósitos e do Banco de Portugal.
Leia também: Fim das portagens nas pontes 25 de Abril e Vasco da Gama? Proposta foi aprovada e decisão passa para o Governo


Microsoft prepara un nuovo programma di incentivi per favorire l’uscita volontaria di circa 60mila lavoratori negli Stati Uniti, in Canada, India e Regno Unito. L’iniziativa arriva mentre il colosso tecnologico aumenta gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, con una spesa crescente che mette sotto pressione le finanze aziendali.
Microsoft mette sul tavolo incentivi economici per i dipendenti che scelgono di lasciare volontariamente l’azienda. La nuova offerta potrebbe interessare circa 60mila lavoratori tra Stati Uniti, Canada, India e Regno Unito, secondo le informazioni diffuse lunedì 26 ottobre. Il gruppo di Redmond punta così a favorire le uscite su base volontaria attraverso un programma dedicato a una parte del proprio personale. La cifra di 60mila indica la platea potenzialmente interessata, non il numero di dipendenti che hanno già deciso di lasciare Microsoft. L’effettiva adesione dipenderà dalle scelte dei singoli lavoratori.
L’iniziativa segue un primo programma di pensionamento volontario annunciato ad aprile 2026, al quale poteva accedere circa il 7% dei dipendenti statunitensi. Il nuovo piano estende la possibilità di aderire a un’offerta di uscita volontaria anche a lavoratori di altri tre Paesi.
Il programma arriva mentre Microsoft sta aumentando gli investimenti nei data center, necessari a sostenere la crescente domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale. Il gruppo fornisce infrastrutture e servizi cloud ad aziende come OpenAI e Anthropic, oltre ad altri clienti che utilizzano le sue piattaforme per sviluppare e gestire applicazioni basate sull’IA. La crescita degli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche sta assorbendo risorse finanziarie e aumentando la pressione sui conti del colosso americano. Microsoft interviene contemporaneamente sull’organizzazione del personale con il nuovo programma di incentivi.
Per il momento non è noto quanti dipendenti accetteranno effettivamente l’offerta. Il piano prevede la possibilità di un’uscita incentivata, senza che questo equivalga all’annuncio di 60mila licenziamenti.
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Una delle Ipo più grandi di sempre nella storia della Borsa americana, si avvicina a grandi passi. Anthropic ha depositato il prospetto per la quotazione, il documento modulo S-1 inviato alla Securities and Exchange Commission (Sec), che prevede la quotazione delle azioni di classe A sul Nasdaq, con il simbolo Ant. Il gruppo guidato da Dario Amodei ha chiarito che sia Goldman Sachs, sia Morgan Stanley si occuperanno della quotazione. Una cosa è certa, l’ambizione non manca: Anthropic si prepara infatti a sbarcare a Wall Street con un’Ipo da oltre 100 miliardi di dollari, che potrebbe valutare il gruppo fino a 2 mila miliardi.
Attenzione ai numeri però. Lo sbarco nel tempio della finanza americana arriverebbe dopo un semestre chiuso con ricavi per 16,3 miliardi, quattordici volte quelli dell’anno precedente ma anche con una perdita netta di 80,7 miliardi, dovuta principalmente a rettifiche contabili. Secondo Reuters, Anthropic ha inoltre assunto impegni per almeno 518 miliardi in dieci anni per finanziare infrastrutture e capacità di calcolo. Resta da convincere il mercato sulla valutazione: alcuni investitori, inizialmente orientati sui citati 2 mila miliardi, starebbero considerando una cifra più vicina ai 1.500 miliardi.
Tradotto, sebbene Anthropic stia affrontando significative perdite, la sua capacità di aumentare il fatturato potrebbe rappresentare un elemento chiave per la sua strategia di crescita futura. La sfida principale per l’azienda proprietaria di Claude sarà quella di bilanciare la crescita delle entrate con il contenimento delle perdite per garantire la sostenibilità a lungo termine nel settore dell’Intelligenza Artificiale. Nel medesimo prospetto depositato alla Sec, Anthropic spiega comunque che “nessun singolo cliente ha rappresentato più del 10% dei nostri ricavi nei nove mesi terminati il 30 settembre 2026. Circa il 79% dei nostri ricavi è arrivato da clienti al di fuori dei nostri primi cinque clienti nei tre mesi terminati il 30 settembre 2026, in aumento rispetto a circa il 64% nei tre mesi terminati il 31 marzo 2026. Allo stesso tempo, i nostri clienti più grandi continuano a crescere. Nei tre mesi terminati il 30 settembre 2026, i ricavi provenienti da ciascuno dei nostri primi cinque clienti hanno raggiunto un record”.
Ci sono poi altre considerazioni, che vanno ben oltre i numeri. Per esempio Anthropic ammette nero su bianco i rischi all’umanità posti dall’AI: “Preoccupazioni sono state sollevate sia all’interno della nostra organizzazione che da altri ricercatori, regolatori, responsabili politici e partecipanti del settore, riguardo al fatto che sistemi di AI sufficientemente avanzati potrebbero, se non sviluppati, implementati e gestiti con adeguate misure di sicurezza, supervisione e protezione, rappresentare rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità, soprattutto se tali sistemi venissero utilizzati in modo improprio, replicati, trasformati in armi o lasciati operare con un alto grado di autonomia”. La Borsa, comunque, è vicina.

O Centro de Congressos de Lagoa recebeu, nos dias 22 e 23 de outubro, o Congresso Nacional da AHRESP.
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Più uniti, più coesi. Per resistere alla pressa cinese e alla crisi energetica. Italia e Polonia rafforzano la propria cooperazione industriale e il coordinamento sulle principali politiche europee per la competitività. Adolfo Urso, ministro per le Imprese e il responsabile dell’Economia polacco, Andrzej Domański, hanno firmato una dichiarazione congiunta a Varsavia, a margine del vertice ministeriale “Friends of Industry”. Al centro dell’intesa, una posizione condivisa su tutela dei settori strategici, energia a costi competitivi e sviluppo delle tecnologie avanzate, con un impegno comune a rafforzare i rapporti tra i rispettivi sistemi produttivi.
“Con questa intesa (qui il testo integrale, ndr) rafforziamo la storica collaborazione tra Italia e Polonia, due Paesi a forte vocazione industriale uniti da una visione condivisa: difendere la capacità produttiva europea e costruire nuove opportunità per le nostre imprese”, ha dichiarato Urso. “La competitività industriale è un pilastro della sicurezza economica dell’Europa. Servono energia a costi sostenibili, regole più semplici e piena neutralità tecnologica, affinché la transizione sostenga gli investimenti e l’occupazione. Un più stretto coordinamento tra i nostri Paesi ci consentirà di promuovere con maggiore forza queste priorità nelle sedi europee e di sviluppare progetti comuni nei settori strategici”.
Tra le priorità dell’intesa, la revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets) e del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam). Italia e Polonia giudicano d’altronde la proposta della Commissione sull’Ets (qui l’intervista all’eurodeputata dem, Annalisa Corrado) ampiamente insufficiente a scongiurare il rischio di deindustrializzazione e chiedono riduzioni delle emissioni commisurate alle effettive possibilità tecniche ed economiche, il mantenimento delle quote gratuite senza nuove condizionalità e sostegno agli esportatori europei. Roma e Varsavia chiedono inoltre di sospendere l’eliminazione progressiva delle quote gratuite legata al Cbam finché il meccanismo non avrà dimostrato la propria efficacia.
Anche di auto si è parlato nel corso del vertice tra Urso e Domanski. Per l’automotive, l’intesa chiede una revisione immediata degli obiettivi e delle traiettorie di riduzione delle emissioni di CO₂ e il riconoscimento di una nuova categoria di veicoli alimentati con combustibili climaticamente neutri, inclusi i biocarburanti, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica. Ancora, sul fronte energetico, il documento congiunto sollecita misure europee urgenti per ridurre i prezzi, rafforzare reti e approvvigionamenti e promuovere acquisti congiunti. Per chimica e siderurgia, sostiene gli investimenti nella modernizzazione degli impianti e il rafforzamento della difesa dalle pratiche commerciali sleali. Riconosce inoltre il valore strategico del rottame ferroso, chiedendo un quadro europeo che ne limiti le esportazioni e prevenga carenze per l’industria.
Quanto al versante della tecnologia, altro tema trattato, “la cooperazione tra Italia e Polonia si estenderà anche all’ Intelligenza Artificiale, al calcolo ad alte prestazioni e alle tecnologie quantistiche. Saranno inoltre promossi partenariati tra distretti e poli industriali nella trasformazione digitale, nell’energia pulita e nell’aerospazio, insieme a nuove opportunità di collaborazione nella difesa”. Urso ha poi dato la cifra e il senso dell’intesa. “L’Europa non può permettersi di perdere la sfida industriale per la lentezza delle proprie decisioni. La visione e le riforme devono essere accompagnate dalla capacità di agire in fretta. Non abbiamo altro tempo. Dobbiamo sfuggire alla trappola di Tucidide in cui sembra siano cadute sia Atene che Sparta”, ha sottolineato il ministro. Un richiamo che, nella competizione tra Stati Uniti e Cina, pone al centro l’autonomia strategica europea. Inevitabilmente.
O Amanhecer, que se apresenta como “a maior cadeia de retalho tradicional do país”, inaugurou uma nova loja em Braga, foi hoje anunciado.
Trata-se do Mercado da Estação, localizado na Rua Andrade Corvo, 238, em Braga.
André Carvalho identificou na parceria com a rede Amanhecer uma oportunidade para desenvolver o seu negócio e responder às necessidades dos seus vizinhos.
“É com muita satisfação que damos as boas-vindas ao Mercado da Estação na rede Amanhecer. Integrar no nosso projeto negócios familiares e empresários que confiam em nós e que querem crescer connosco é um sinal de confiança nas características diferenciadoras deste projeto, que assenta numa verdadeira parceria, que mantém viva a relação de vizinhança e o atendimento personalizado que sempre diferenciou o retalho tradicional e que contribui para o empreendedorismo e para a dinamização de negócios locais”, afirma Francisco Veiga, diretor de operações do Amanhecer na região Norte, citado em comunicado enviado a O MINHO.
Em 2026 a rede Amanhecer comemora 15 anos. Em 2011, o Recheio Cash & Carry lançou o conceito de lojas de proximidade, numa parceria que assenta na reconversão e adaptação de lojas de comércio tradicional, contribuindo para o desenvolvimento destes negócios e para a promoção do empreendedorismo.
A rede Amanhecer arrancou com duas lojas – uma na zona da Baixa-Chiado e outra em Viana do Castelo. “Hoje é a maior cadeia de retalho tradicional do país, com mais de 750 lojas, distribuídas por todo o país, incluindo as Regiões Autónomas dos Açores e da Madeira”, salienta o comunicado.
A rede Amanhecer tem por base o conceito de parceria, que consiste num acordo de cooperação comercial com o Recheio, em que os retalhistas continuam a ser os verdadeiros donos do seu negócio ao mesmo tempo que beneficiam do acesso a uma marca própria de grande qualidade, imagem renovada, condições de compra especiais no Recheio e um conjunto de apoios e serviços para desenvolver o seu negócio.
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As portagens nas pontes 25 de Abril e Vasco da Gama poderão vir a ser eliminadas, caso avance uma proposta que pretende reduzir os encargos suportados pelos automobilistas que atravessam diariamente o rio Tejo. A iniciativa já recebeu aprovação de uma autarquia da margem sul, mas a concretização da medida depende de decisões que ultrapassam as competências municipais.
A Câmara Municipal de Setúbal aprovou, na quarta-feira, 21 de outubro, uma proposta apresentada pelo Chega que defende o fim da cobrança nas duas travessias. De acordo com o Diário do Distrito, a deliberação foi tomada durante uma reunião pública do executivo e prevê um apelo ao Governo para que sejam desenvolvidos os procedimentos necessários à eliminação das portagens.
A proposta pretende aliviar as despesas dos residentes da Península de Setúbal que necessitam de atravessar o Tejo regularmente. Entre os principais beneficiários de uma eventual alteração estarão os trabalhadores que se deslocam para Lisboa, bem como estudantes e outras pessoas que dependem destas ligações para realizar atividades quotidianas.
Segundo a mesma fonte, a autarquia considera que as portagens representam um “encargo adicional para as famílias e empresas da região”. O documento destaca particularmente a situação dos cidadãos que não dispõem de alternativas adequadas para as suas deslocações, defendendo que a eliminação da cobrança poderia contribuir para uma maior integração entre as duas margens.
Apesar da aprovação da proposta, os condutores continuam obrigados a pagar as portagens nas pontes 25 de Abril e Vasco da Gama. A decisão tomada pela Câmara de Setúbal constitui uma posição institucional, não tendo efeitos imediatos sobre os valores cobrados aos automobilistas que utilizam diariamente estas infraestruturas.
Conforme explica a mesma fonte, a autarquia pretende solicitar ao Governo que avance com as “diligências políticas, jurídicas e negociais necessárias” para concretizar a medida. A eventual eliminação das portagens terá de respeitar o enquadramento legal e contratual existente, uma vez que as duas travessias são exploradas pela concessionária Lusoponte, cujo contrato tem como data de referência para o seu termo março de 2030.
A deliberação aprovada não se limita à questão das portagens. O executivo municipal defende igualmente o reforço dos transportes públicos que asseguram as deslocações entre as margens norte e sul do Tejo, considerando necessário melhorar as condições de mobilidade dos habitantes da Península de Setúbal.
A proposta refere a necessidade de aumentar a frequência, a capacidade e a fiabilidade dos serviços, bem como de melhorar a integração tarifária. O município entende que estas alterações poderão contribuir para facilitar as deslocações dos cidadãos que dependem dos transportes coletivos, particularmente nas viagens realizadas entre os municípios da margem sul e Lisboa.
Para reforçar a posição aprovada, a Câmara Municipal de Setúbal pretende solicitar o apoio de outras entidades da região. Entre os organismos que deverão ser contactados encontram-se a Área Metropolitana de Lisboa, a Comunidade Intermunicipal da Península de Setúbal e os restantes municípios deste território, procurando estabelecer uma posição institucional conjunta.
O objetivo passa por defender junto do Governo medidas que reduzam os custos das deslocações e melhorem a mobilidade entre as duas margens. Contudo, não existe ainda uma decisão governamental que determine o fim das portagens, nem foi anunciada uma data para uma eventual alteração das condições de utilização das pontes 25 de Abril e Vasco da Gama.
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