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Pessoas com deficiência. Entidade aponta falha no OE

A entidade independente criada pelo Parlamento para acompanhar, promover e proteger os direitos das pessoas com deficiência elaborou uma recomendação com 15 áreas de intervenção prioritária.

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

"Em causa está a falta de recursos devidamente identificáveis para a concretização dos direitos das pessoas com deficiência, o financiamento insuficiente e a ausência de indicadores para avaliar os resultados", disse a entidade indepedente
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Novo laboratório na FMUP vai detetar cancro e Alzheimer

Robô que classifica tumores em tempo real e análise de Alzheimer por amostra de sangue são destaques do novo Laboratório de Biomarcadores, financiado pelo PRR.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

A inauguração está marcada para quarta-feira-feira às 11h00 no Centro de Investigação Médica da FMUP
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Corpo encontrado em reservatório da Saneago em Goiânia é identificado

A Polícia Científica identificou o corpo do homem encontrado na tarde desta sexta-feira (16/10) em um reservatório da Saneago, no Setor São Domingos, em Goiânia. Trata-se de Diogo Gomes de Brito, de 37 anos.

Segundo o Corpo de Bombeiros, Diogo mergulhou no local e não voltou à superfície. As equipes chegaram ao reservatório e encontraram o homem submerso em uma área a cerca de três metros de profundidade. A equipe náutica fez as buscas e localizou o corpo sem vida.

O corpo foi recolhido pela Polícia Científica e passou por necropsia ainda na sexta-feira (16/10). O exame confirmou a identificação.

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L’asse delle autocrazie usa la guerra per rafforzarsi

Corea del Nord esercito

I droni iraniani venduti alla Russia per bombardare l’Ucraina sono cambiati più volte in questi quasi cinque anni di guerra. Sul campo di battaglia, gli ingegneri di Mosca li hanno modificati per renderli più efficaci contro le difese ucraine, aggiornandoli anche con componenti cinesi. Le tattiche sperimentate in guerra e le tecnologie sviluppate per migliorare quei velivoli possono ora tornare a Teheran, insieme all’esperienza accumulata dall’esercito russo. Quello che era cominciato come uno scambio di armi fra due autocrazie si è trasformato in un circuito di innovazione militare, nel quale anche gli altri partner possono imparare e trarre vantaggio.

Questo dettaglio militare aiuta a spiegare l’evoluzione nella cooperazione fra Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, con la guerra in Europa come laboratorio. I quattro regimi non hanno un comando militare comune, né hanno accordi che li obbligano a intervenire nelle guerre altrui. Anzi, in alcuni contesti continuano a perseguire interessi divergenti. Eppure, stanno imparando a mettere a sistema tecnologie e conoscenze operative.

Negli ultimi anni in molti hanno provato a tracciare i contorni dell’asse delle autocrazie – ribattezzato anche Crink, asse del disordine, asse del male, internazionale delle dittature. Le relazioni fra i quattro Paesi apparivano soprattutto come una serie di scambi bilaterali, ciascuno motivato da esigenze immediate. La Russia aveva bisogno di droni iraniani, munizioni nordcoreane e componenti cinesi; gli altri membri ricavavano dal sostegno a Mosca denaro, tecnologia, protezione diplomatica e occasioni per rafforzare i propri apparati militari.

Adesso la cooperazione è cambiata, ha assunto una dimensione diversa. Non è ancora un’alleanza militare tradizionale, con un comando integrato, obblighi di intervento reciproco e una strategia comune per ogni teatro operativo. I quattro regimi continuano a difendere anzitutto i propri interessi. «Stanno affinando la loro cooperazione per rendere i loro partner più resilienti – e più pericolosi per gli Stati Uniti – limitando al contempo costi e rischi», scrivono su Foreign Affairs Andrea Kendall-Taylor (Senior Fellow e Direttrice del Programma di Sicurezza Transatlantica presso il Center for a New American Security) e Richard Fontaine (amministratore delegato del Center for a New American Security). L’asse delle autocrazie, insomma, ha imparato a rendere complementari le proprie capacità, e di compensare alcune delle debolezze dei singoli membri.

La storia dei droni russi è l’esempio più evidente. E Mosca ha istituito anche una propria forza militare dedicata ai sistemi senza pilota per rendere strutturale questo processo. I nuovi droni Geran a propulsione a reazione, più veloci e capaci di trasportare carichi maggiori rispetto alle versioni precedenti, rappresentano un ulteriore passo in questa direzione. Se sistemi analoghi venissero impiegati in Medio Oriente nel conflitto in corso, difendere le basi americane e le infrastrutture energetiche regionali potrebbe diventare più difficile e costoso.

Anche la Corea del Nord sta traendo vantaggio da questo laboratorio condiviso. Secondo le informazioni citate dai due autori di Foreign Affairs, Mosca ha raggiunto un accordo per aiutare Pyongyang ad aumentare la produzione di droni sul modello degli Shahed. Gli ingegneri nordcoreani hanno potuto acquisire esperienza lavorando negli impianti russi, mentre i soldati inviati a combattere al fianco di Mosca hanno osservato direttamente come integrare i velivoli senza pilota nelle operazioni militari contemporanee. La Cina, a sua volta, ricava informazioni preziose sulle prestazioni delle proprie tecnologie nei combattimenti reali e ha fornito addestramento sulla guerra con i droni ai propri militari attraverso le forze russe. È così che il lavoro della Russia sulla tecnologia iraniana può produrre ricadute sulle capacità militari di tutti e quattro i Paesi.

Già da tempo la cooperazione tra Russia, Cina, Corea del Nord e Iran va oltre il campo di battaglia. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto salire i prezzi del petrolio, offrendo al Cremlino entrate aggiuntive e contribuendo alla recente decisione di Donald Trump di allentare temporaneamente alcune restrizioni sulle esportazioni petrolifere russe. Nel frattempo, l’apertura del fronte mediorientale ha costretto Washington a spostare risorse militari dall’Indo-Pacifico verso il Golfo: sistemi di difesa aerea, munizioni e portaerei che non possono essere impiegati contemporaneamente in tutti i teatri. Per Pechino, la riduzione della presenza militare americana nel Pacifico occidentale costituisce un’opportunità strategica, anche senza un suo intervento diretto nella guerra.

Il collante dell’asse del male non è certo un’identica visione del mondo, né la volontà di combattere tutti insieme. Kendall-Taylor e Fontaine lo individuano nella convinzione che la potenza americana possa limitare, isolare e punire ciascuno di questi regimi, preso singolarmente, arrivando a minacciarne la sopravvivenza. Per questo, osservano i due autori, il fatto che i quattro Paesi evitino generalmente di combattere le guerre l’uno dell’altro non dimostra che l’asse stia perdendo coesione: «Questa moderazione non è un segnale di indebolimento dell’asse, ma una caratteristica distintiva del modo in cui funzionano queste partnership». La cooperazione non richiede che i regimi condividano ogni obiettivo o siano disposti a correre gli stessi rischi. Al contrario, la capacità di sostenersi reciprocamente senza esporsi troppo è uno dei suoi punti di forza.

C’è però un’altra parte della storia, e riguarda gli Stati Uniti. Washington dispone ancora di una superiorità considerevole in termini di risorse economiche e tecnologiche, capacità militari e numero di alleati. Però l’amministrazione Trump ha reso il resto dell’Occidente meno disposto a seguirlo nelle sue decisioni scellerate e improvvisate di politica estera. Anche l’uso di dazi come una clava per minacciare l’Europa e il Canada, e tutto il suo approccio transazionale alla diplomazia hanno eroso la fiducia negli alleati americani.

Kendall-Taylor e Fontaine propongono allora un cambio di rotta, una risposta all’asse delle autocrazie che parte da un imperativo apparentemente modesto: «Non fare altri danni sarebbe un buon punto di partenza per affrontare l’asse», scrivono. Washington dovrebbe rafforzare le catene di approvvigionamento condivise con i partner, facilitare la circolazione delle tecnologie e aiutare gli alleati a sviluppare maggiori capacità di difesa. Ma soprattutto dovrebbe smettere di trattare le proprie relazioni internazionali come transazioni da rinegoziare di continuo. «La questione è quale rete saprà sfruttare meglio le proprie risorse».

È questa la partita che Russia, Cina, Iran e Corea del Nord stanno imparando a giocare: non hanno bisogno di diventare un’alleanza compatta, né di combattere sempre insieme per danneggiare le democrazie. Basta che sappiano collaborare quando conviene, scambiarsi ciò che manca e sfruttare le conseguenze delle crisi aperte dagli altri. Gli Stati Uniti dispongono ancora di risorse e strumenti per fermarli. Certo, fin quando Trump sarà alla Casa Bianca sarà tutto più difficile.

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Baixa a 100% seria 1,4% da despesa com subsídios de doença

Estudo analisa o impacto financeiro de medida defendida como prioritária para proteger os rendimentos dos doentes oncológicos. Despesas com o cancro em Portugal são inferiores à média europeia.

© ANTÓNIO COTRIM/LUSA

Portugal apresenta níveis de despesa com o cancro inferiores à média europeia, representando cerca de 4% da despesa total em saúde, face a 5,5% na União Europeia
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Papa Leão XIV diagnosticado com cancro do pulmão

DN: 63% dos portugueses adiaram projetos devido ao aumento do custo de vida. Correio da Manhã: Retenção do IRS na fonte vai diminuir 50% em novembro

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22h. Papa Leão XIV tem cancro do pulmão

A informação consta do boletim médico partilhado pelo Vaticano após a cirurgia desta tarde. E ainda, José Luís Carneiro afirma que Pedro Passos Coelho não trouxe nenhuma ideia nova para o país.

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Obesidade. Cirurgia bariátrica reduz impacto de doenças

Grupo de investigadores acompanhou, ao longo de três anos, 383 doentes do Centro de Responsabilidade Integrado de Obesidade da Unidade Local de Saúde São João, no Porto.

© ESTELA SILVA/LUSA

Estudo foi realizado pela Faculdade de Medicina da Universidade do Porto (FMUP), sendo Paula Feitas a coordenadora da investigação
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Leão XIV internado terça-feira para cirurgia ao pulmão

O Vaticano confirmou este segunda-feira que todas as audiências estão suspensas até 20 de outubro. Leão XIV, 71 anos, será operado a um nódulo pulmonar detetado em fase inicial.

© FABIO FRUSTACI/EPA

A Santa Sé não especificou, contudo, se a cirurgia decorrerá ainda na terça-feira ou só no dia seguinte
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14h. Luís Montenegro condena a conjuntura internacional

O PM salienta que o contexto internacional tem penalizado as economias e pessoas. Ainda, o pneumologista Carlos Robalo Cordeiro explica os eventuais motivos que levam o Papa a ser operado.

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13h. Papa Leão XIV vai ser operado na próxima semana

O líder da igreja católica anunciou que tem um nódulo no pulmão. E ainda, o Presidente da Ucrânia exige o fim de ataques russos como condição para deixar de atacar refinarias de petróleo.

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Antes de la cerveza y mucho antes de la agricultura: así se drogaban los cazadores de la Edad de Hielo

Dos esqueletos hallados en la isla indonesia de Sulawesi tenían algo raro en la boca. No eran caries, ni el desgaste habitual de una dieta dura. Eran unos surcos profundos y redondeados en los dientes, un patrón que ningún arqueólogo había visto antes y que nadie sabía explicar. La respuesta, publicada en la revista Science […]

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Diventare medico è una scelta, non una vocazione

Una buona programmazione del fabbisogno di medici è indispensabile. Però non basta. Perché il numero dei posti può essere deciso amministrativamente, ma le scelte dei giovani dipendono dagli incentivi che le diverse professioni e specialità mediche offrono.

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I medici mancano dove c’è carenza di programmazione

Aumentare indiscriminatamente il numero di laureati in medicina non serve perché i medici mancano solo in alcuni territori e in alcune specialità. Ed è per questi problemi che vanno cercate soluzioni. Tutt’altro discorso vale invece per gli infermieri.

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