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Ex Ilva e autotrasportatori a Palazzo Chigi: al via i due vertici
Alle 17:00 a Palazzo Chigi sono stati convocati due tavoli della massima importanza: quello sull’ex Ilva, per definire il futuro del polo siderurgico, e quello con le rappresentanze degli autotrasportatori. Ed è solo martedì.
Sebbene si tratti di due confronti distinti, le vicende nelle scorse settimane si sono intrecciate a fronte di un’intensa agitazione che attraversa diversi settori lavorativi, con numerose piazze che chiedono al Governo interventi e misure più decise contro il carovita.
Vertice ex Ilva a Palazzo Chigi
Al tavolo convocato a Palazzo Chigi si sono seduti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (in videocollegamento), il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra. Insieme all’Esecutivo, presenti i vertici di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e del Gruppo Ilva, e la delegazione dei sindacati al completo con Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager.
L’appuntamento arriva dopo settimane segnate da forti proteste, mobilitazioni negli stabilimenti di Taranto e con l’occupazione dell’aeroporto da parte degli operai di Genova Cornigliano a seguito della proclamazione dello sciopero. Al centro delle richieste vi è la ricerca di garanzie da parte dell’Esecutivo sul piano produttivo e sulla tenuta occupazionale. Pesa l’ombra dei possibili licenziamenti collettivi per l’esubero di dirigenti e la gestione della cassa integrazione, in un quadro privo di certezze sul piano di decarbonizzazione. Sul fronte operativo, scaduti i 90 giorni fissati dalla Corte d’Appello di Milano per lo spegnimento degli altoforni, gli impianti continuano a marciare in assetto di pre-riscaldo autorizzato dall’ultimo decreto governativo.
Il vertice giunge inoltre a poche ore dalle notizie sull’inchiesta della Procura di Taranto con la richiesta di arresti domiciliari per l’ex Amministratrice Delegata Lucia Morselli in merito a presunte irregolarità sulle emissioni. Su questo punto, Mantovano si è detto “fiero del fatto che questo governo abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari”.
Il mondo industriale resta intanto alla finestra. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha accolto positivamente il recente decreto varato dall’Esecutivo per la tutela del comparto, mantenendo tuttavia la massima cautela sulle indiscrezioni relative a una possibile cordata d’imprese italiane per il rilancio del gruppo.
Mantovano: “Nessun cronoprogramma ma impegno su acciaio e ammortizzatori”
Ad aprire le comunicazioni per il Governo è stato il Sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha ribadito la volontà di garantire la continuità produttiva dell’acciaio italiano e il rilancio di Taranto con forni elettrici e decarbonizzazione. Tuttavia, ha frenato sulle richieste sindacali di fissare un cronoprogramma immediato, citando due grandi fattori di incertezza ancora aperti:
- la gara per la vendita del gruppo, con termine per le offerte vincolanti fissato all’8 novembre;
- la pendente decisione delle Sezioni Unite della Cassazione sull’area a caldo.
Per mitigare l’impatto sociale, il Governo intende inserire nella manovra di bilancio misure di incentivo all’esodo, prepensionamenti e sostegni al reddito. È stato inoltre avviato un tavolo con i grandi gruppi industriali partecipati, Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato, cui i commissari forniranno entro quattro giorni i database del personale per valutare possibili assorbimenti o progetti sul territorio. Sul fronte degli ammortizzatori, Quaranta ha presentato uno schema operativo per i poli di Taranto, Genova e Novi Ligure, con l’impegno che la cifra richiesta per la cassa integrazione rappresenti un tetto massimo di garanzia e prevederà la rotazione dei lavoratori.
Le dichiarazioni dei sindacati
Le reazioni dei rappresentanti dei lavoratori al termine dell’incontro esprimono la richiesta di garanzie immediate e impegni vincolanti. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha ricordato la necessità di una soluzione industriale più concreta, chiedendo al Governo di confermare la volontà di investire sull’acciaio primario e di garantire l’occupazione anche mediante il coinvolgimento diretto delle grandi aziende partecipate pubbliche.
Dal canto suo, il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, ha sollecitato interventi chiari sui processi di incentivo alle uscite volontarie, sul prepensionamento e sulla tutela per i lavori usuranti, evidenziando come queste misure non abbiano ancora trovato risposta soddisfacente negli ultimi decreti. Restano inoltre forti perplessità emerse anche nelle commissioni Industria e Sanità del Senato sui requisiti d’accesso alla Cigs, che rischiano di escludere molte aziende dell’indotto.
Infine, il segretario generale della Uilm di Taranto, Davide Sperti, ha ribadito l’urgenza di impegni precisi per il futuro occupazionale, chiedendo di superare la fase delle semplici dichiarazioni d’intenti e di fornire una progettualità concreta per il rilancio del polo siderurgico.
La riunione a Palazzo Chigi conferma, per quanto riguarda Genova, che la produzione è garantita come dichiarato dai commissari in Prefettura. Con tali tonnellaggi non si giustifica la richiesta di 870 lavoratori in cassa integrazione.
Queste le parole di Andrea Palombo, rappresentante sindacale dello stabilimento ligure di Cornigliano.
Autotrasporto alla prova del carovita e dei carburanti
Parallelamente alla vertenza industriale della siderurgia, la Presidenza del Consiglio ospita il confronto con le associazioni di categoria degli autotrasportatori. Al centro della discussione vi sono le pesanti ripercussioni legate ai prezzi del gasolio e all’aumento dei costi gestionali per le flotte aziendali.
Le tensioni accumulatesi nei giorni scorsi, segnati dal timore di nuovi fermi dei veicoli pesanti e dal potenziale rischio di disagi con il carburante esaurito nei distributori della rete stradale e autostradale, rendono l’incontro di oggi un passaggio determinante per trovare una sintesi che provi a superare le misure emergenziali.
CEO do PayPal vê maior previsão de lucro em meio a processo de recuperação
O presidente-executivo do PayPal, Enrique Lores, expressou nesta terça-feira (27) uma confiança crescente na recuperação da empresa de pagamentos, que já vem ocorrendo há anos, à medida que cortes de custos e margens em expansão ajudaram a impulsionar um aumento na previsão de lucro anual.
A empresa, que se tornou sinônimo de pagamentos digitais durante a pandemia, tem enfrentado dificuldades para reconquistar a confiança dos investidores nos últimos anos, em meio à concorrência cada vez mais acirrada da Apple, do Google e de novos rivais do setor de fintech.
O PayPal traçou um amplo plano plurianual para otimizar operações, cortar custos e melhorar as margens, a fim de enfrentar essas pressões e impulsionar o preço de suas ações.
“O progresso que temos observado reforça nossa convicção na estratégia. Ao olhar para o futuro, estou cada vez mais confiante no potencial de crescimento dos lucros do PayPal”, disse Lores aos analistas em uma teleconferência após a divulgação dos resultados.
Ele assumiu o comando no início deste ano, depois que o conselho demitiu Alex Chriss devido ao ritmo das mudanças e da execução.
O PayPal agora espera um lucro ajustado para o ano inteiro de cerca de US$ 5,60 por ação, em comparação com sua previsão anterior e as expectativas dos analistas de US$5,38, de acordo com estimativas compiladas pela LSEG.
A empresa afirmou estar no caminho certo para atingir US$ 700 milhões em economia bruta de custos até o final de 2026, impulsionada pelo corte de mais de 2.000 postos de trabalho e uma redução de mais de 25% nos cargos gerenciais.
Esforços para simplificar as operações, otimizar seu portfólio e acelerar a adoção de inteligência artificial — incluindo o uso de chatbots com IA para dar suporte ao atendimento ao cliente — também estão apoiando as iniciativas de gestão de custos, afirmou o PayPal.
A empresa estabeleceu a meta de garantir pelo menos US$ 1,5 bilhão em economia bruta em ritmo anual nos próximos dois a três anos.
A margem operacional ajustada, um indicador-chave para os investidores, aumentou 16 pontos-base, chegando a 18,8% no terceiro trimestre.
No início deste ano, a Reuters informou, citando fontes, que o PayPal havia recebido uma oferta de aquisição de US$ 60,50 por ação da Stripe e da empresa de private equity Advent International, uma proposta que muitos analistas descreveram como “baixa”.
A oferta, que avaliava o PayPal em cerca de US$ 53 bilhões, teria sido considerada inadequada pelo conselho e representava uma fração da avaliação de aproximadamente US$ 360 bilhões que a empresa alcançou em seu auge, em 2021.
No terceiro trimestre, o lucro ajustado da empresa ficou em US$ 1,45 por ação, superando as estimativas de US$ 1,31. A receita de US$ 8,6 bilhões nos três meses encerrados em 30 de setembro ficou um pouco abaixo das estimativas de US$ 8,7 bilhões.
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Nuovo codice della strada, stretta all’evasione: limite di 20 vetture, poi controllo Isee
Questa nuova fattispecie normativa che verrà introdotta nel nuovo Codice della Strada non riguarda la generalità degli automobilisti. Si tratta, infatti, di una misura pensata per contrastare l’evasione fiscale e l’utilizzo illecito dei veicoli a motore.
Per arginare la proliferazione delle cosiddette auto fantasma e il fenomeno dei prestanome professionali, il Governo ha introdotto una misura di controllo preventivo che scatta prima dell’acquisto del ventunesimo veicolo. Ma andiamo con ordine.
Chi sono i prestanome professionali
I prestanome professionali sono soggetti che risultano indigenti per il fisco, o comunque a reddito zero, cui vengono fittiziamente intestate decine o persino centinaia di autovetture. Le cronache riportano casi limite in cui un singolo individuo è arrivato a risultare proprietario di oltre 900 veicoli. Le auto fantasma sono uno degli strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali per compiere reati sul territorio, rendendo di fatto impossibile l’identificazione dei reali responsabili da parte delle forze dell’ordine.
Per provare a interrompere questo processo sul nascere, il legislatore sta introducendo una presunzione di intestazione simulata, ovvero un limite numerico oltre il quale scatta l’obbligo di dimostrare la propria reale capacità finanziaria prima di poter registrare un altro mezzo.
Contrastare l’evasione con l’Isee
La nuova regola si riferisce in particolare ai veicoli di categoria M1 per uso proprio, quelli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente.
Con il decreto attuativo, se una persona fisica risultasse proprietaria di almeno 20 autovetture del tipo summenzionato e volesse immatricolare un ulteriore mezzo della medesima categoria, dovrebbe dimostrare la propria capacità reddituale.
Nello specifico, la norma prevede che:
- il richiedente deve dimostrare il possesso di un valore Isee superiore a 50.000 euro, a testimonianza di una capacità finanziaria idonea a sostenere la gestione di un parco auto così numeroso;
- in alternativa, occorre dimostrare che i veicoli sono strumentali allo svolgimento di un’attività economica o ad attività di volontariato svolte per conto di un ente iscritto al Runts.
Controlli automatizzati e banche dati
Come chiarito dalla relazione tecnica allegata al provvedimento, la verifica del rispetto delle nuove regole avverrà in totale continuità con gli strumenti digitali già in uso alla Pubblica Amministrazione. Non verranno istituite nuove unità ispettive né create banche dati aggiuntive. Le procedure amministrative sfrutteranno semplicemente il dialogo informatico tra i sistemi dell’Anagrafe tributaria, dell’Inps e della Motorizzazione Civile.
In concreto, il processo di controllo si articolerà attraverso passaggi lineari:
- il conteggio delle vetture già intestate al cittadino avverrà in tempo reale tramite interrogazione automatica dell’Archivio nazionale dei veicoli al momento della richiesta di immatricolazione;
- il riscontro del valore Isee, dell’eventuale partita Iva attiva o dell’iscrizione al Runts sarà effettuato direttamente dagli uffici incrociando le informazioni informatiche già presenti nelle banche dati statali, senza la necessità di svolgere autonome indagini;
- l’onere di superare la presunzione di intestazione simulata spetterà interamente all’interessato, che dovrà produrre le dichiarazioni e la documentazione necessarie qualora l’incrocio automatizzato non confermasse i requisiti richiesti.
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Durigan diz esperar racionalidade do mercado após choque eleitoral
O desarranjo no mercado após as eleições de 2026 foi visto como “natural” pelo ministro da Fazenda, Dario Durigan, à medida que os investidores apostavam na vitória da oposição. Apesar disso, Durigan diz esperar por “racionalidade” a partir desta terça-feira (27) após choque eleitoral.
“Sem grandes oscilações, essa é a minha expectativa. Até porque se você compara o dólar no mundo hoje, o Brasil está um pouco na contramão, o dólar está se valorizando no resto do mundo, o que mostra já uma reação doméstica e uma acomodação de expectativa por aqui”, afirmou o ministro.
Na última segunda-feira (26), após da confirmação da reeleição do presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), o principal indicador do mercado de ações, o Ibovespa, despencou mais de 13%. O dólar, por sua vez, seguiu o movimento contrário e alcançou a maior alta diária dos últimos 23 anos.
Nesta manhã, porém, a queda arrefeceu e o Ibovespa ensaiava uma recuperação do tombo visto na véspera, enquanto a moeda americana cedia mais de 1%.
Segundo Durigan, o governo federal dialogou com o mercado financeiro depois das eleições para se estabelecer “parâmetros de racionalidade”. “Ontem a gente teve uma troca de posição, o mercado estava apostando em um determinado candidato”, explicou.
Ainda com a queda histórica, o Ibovespa acumula alta anual superior a 9%.
Durigan ainda confirmou a possibilidade de uma nova recompra de títulos do Tesouro. “Eu falei com o secretário hoje de manhã e disse para ele que, na medida em que tiverem colocadas as condições e as necessidades de fazer intervenção, eu teria autorizado. Então, deve ter sim”, finalizou.
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Durigan: Governo deve enviar medida sobre imposto seletivo nesta semana
O ministro da Fazenda, Dario Durigan, afirmou nesta terça-feira (27) que o governo deve realizar o envio da medida que trata sobre as alíquotas do imposto seletivo ainda nesta semana ao Congresso Nacional.
A alíquota, que é conhecida como “imposto do pecado“, deve taxar produtos prejudiciais à saúde ou ao meio ambiente, com a ideia de desestimular o consumo de determinadas mercadorias.
A proposta do imposto é baseada no “Sin Tax” norte-americano. Nos Estados Unidos, os valores têm variação estadual. Entre os principais produtos taxados pelo “Sin Tax” estão o álcool, produtos derivados de tabaco, doces e combustível.
O imposto seletivo é uma das propostas do governo federal diante da busca ao centro da meta do Orçamento. Ao ser questionado se o pacote seria tratado como PEC ou Projeto de Lei Complementar, Durigan afirmou que esta pauta ainda deve passar por avaliação e análise técnica.
“Acredito que um projeto de lei daria conta de fazer esse estabelecimento. Por enquanto, a gente precisa sentar com o presidente e autorizar as demais medidas, mas tem várias já sendo estudadas e prontas do nosso lado”, afirmou o ministro da fazenda.
A mudança dependerá de aprovação do Congresso Nacional. Na prática, a proposta vai permitir que a equipe econômica amplie a fatia do contingenciamento do Orçamento para perseguir o centro da meta. Atualmente, o volume contingenciado mira o piso da meta.
A meta de 2026 é de um superávit de 0,25% do PIB, o que equivale a aproximadamente R$ 34,3 bilhões.
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Porsche registra recuperação no lucro com plano de reestruturação
A fabricante de carros esportivos Porsche divulgou nesta terça-feira uma recuperação no lucro nos primeiros nove meses do ano, um sinal inicial de que o plano de reestruturação do presidente-executivo Michael Leiters — que prevê redução de pessoal e retração na China — está surtindo efeito.
Leiters assumiu o cargo no início do ano na Porsche, parte do grupo Volkswagen. O conselho fiscal da Porsche o nomeou para mudar o rumo da empresa depois que a estratégia de eletrificação não decolou, resultando em 2,7 bilhões de euros (US$ 3 bilhões) em custos de reestruturação.
Leiters apresentou sua estratégia para a montadora aos investidores no início deste mês. Ele planeja oferecer mais personalização e modelos exclusivos com margens de lucro mais altas, o que reduzirá o tamanho do grupo, mas deve aumentar os lucros.
Isso foi reforçado por um aumento de 12% nas vendas do 911, seu carro-chefe de alta margem de lucro, o único modelo no portfólio da Porsche cujas vendas cresceram nos primeiros nove meses do ano.
“Estamos implementando nosso realinhamento estratégico de forma consistente e em ritmo acelerado. Nosso foco está em nosso negócio principal, em uma estrutura de custos competitiva e em um aumento sustentável de nossa lucratividade”, afirmou Leiters.
“Com as medidas já implementadas, estamos criando as condições para posicionar a Porsche como uma empresa mais forte, mais focada e mais lucrativa no longo prazo.”
As ações da empresa subiram 2,3%, com analistas da Jefferies destacando margens no terceiro trimestre melhores do que o esperado, superiores a 10%, em comparação com uma baixa recorde de 1,1% em 2025.
O lucro operacional de 1,74 bilhão de euros nos primeiros nove meses seguiu-se a um resultado fraco no ano anterior, de 40 milhões de euros, quando a montadora foi afetada pelo aumento dos custos, em grande parte relacionados à sua estratégia de eletrificação interrompida, informou a empresa.
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Dólar abre em queda após disparar 8% na sessão anterior
O dólar abriu em baixa ante o real nesta terça-feira (27), depois de ter disparado mais de 8% na sessão anterior e ter a maior alta diária em 23 anos. Às 09h (de Brasília), a moeda americana tinha queda de 0,20%, cotada a R$ 5,3960.
O avanço do dia anterior foi sustentado pela reação negativa do mercado à reeleição de Luiz Inácio Lula da Silva (PT), que agora segue para o seu quarto mandato e se tornou o presidente mais votado da história.
Na segunda (26), o dólar disparou 8,36% frente ao real, fechando a R$ 5,4066. A moeda americana chegou a superar R$ 5,60 durante a manhã, mas desacelerou a alta ao longo do pregão. O avanço foi o maior desde 5 de março de 2003, quando o dólar subiu 10,4%.
O valor de fechamento ainda foi o mais alto desde 2 de janeiro deste ano.
Em atualização
*Com informações da Reuters
Frio, temporais e calor de 40°C: Brasil tem contraste climático nesta terça
O Brasil terá condições meteorológicas contrastantes nesta terça-feira (27). Enquanto uma massa de ar frio mantém as temperaturas baixas no Sul e em áreas do Sudeste, a combinação de calor e umidade favorece temporais em partes do Norte, Centro-Oeste e Nordeste. Em Teresina, no Piauí, os termômetros podem chegar a 40°C, enquanto Curitiba tem mínima prevista de 7°C, segundo o Inmet (Instituto Nacional de Meteorologia).

A presença de uma frente fria no litoral sul da Bahia favorece a formação de um canal de umidade, que provoca chuvas e trovoadas em diferentes regiões do país. As precipitações mais intensas são esperadas em Rondônia, Mato Grosso, sul do Pará, centro e norte de Goiás, Distrito Federal, Tocantins, norte de Minas Gerais e áreas da Bahia, do sul do Piauí e do Maranhão.
No Norte, a instabilidade atinge principalmente o Acre, Rondônia, Tocantins, o sul do Pará e partes do Amazonas. Já no Centro-Oeste, as áreas mais afetadas devem ser o nordeste de Mato Grosso, o norte e a região central de Goiás e o Distrito Federal. A umidade também pode provocar pancadas isoladas em outras partes de Mato Grosso e em Mato Grosso do Sul até o fim do dia.
No Nordeste, a chuva se concentra no sul do Maranhão e do Piauí e em áreas da Bahia. O Inmet alerta ainda para a possibilidade de granizo no oeste e no noroeste baiano entre a noite desta terça-feira e a madrugada de quarta-feira (28). As condições atmosféricas favorecem o fenômeno, mas não garantem que ele ocorra.
No Sudeste, a previsão é de chuva com trovoadas no norte de Minas Gerais e do Espírito Santo, com possibilidade de precipitações isoladas em outras áreas capixabas e na região de Belo Horizonte. No Sul, o tempo permanece estável, embora a nebulosidade aumente à noite em áreas do Paraná, de Santa Catarina e do norte e leste do Rio Grande do Sul.
O Inmet mantém avisos amarelos de perigo potencial para tempestades em áreas do Acre, do Amazonas, do Pará e do Tocantins, além de localidades de Mato Grosso, Goiás, Distrito Federal, Bahia, Piauí e Maranhão.
Ao mesmo tempo, uma massa de ar frio e seco mantém as temperaturas baixas no Sul e em áreas do Sudeste nesta terça-feira.
A atuação do sistema favorece o tempo estável nessas regiões, com possibilidade de geadas fracas e isoladas na Serra Gaúcha e na Serra Catarinense. Em Curitiba, a mínima prevista é de 7°C, e a temperatura não deve ultrapassar os 18°C durante a tarde. Porto Alegre começa o dia com 8°C, mas os termômetros podem chegar a 23°C. Em Florianópolis, a mínima será de 11°C e a máxima, de 22°C.
Pelo Sudeste, na capital paulista, a temperatura varia entre 11°C e 20°C. No Rio de Janeiro, a previsão é de mínima de 17°C e máxima de 23°C. Em Belo Horizonte, os termômetros devem marcar entre 16°C e 25°C, enquanto Vitória não deve ultrapassar os 24°C. Nas regiões serranas do Rio de Janeiro, as temperaturas também devem ficar abaixo de 15°C.
Em contraste com o frio em parte do país, o tempo seco e as temperaturas elevadas predominam em áreas do extremo Norte do país e nas faixas norte e leste do Nordeste. Em Teresina, a máxima pode chegar a 40°C nesta terça-feira. Em Palmas, os termômetros podem marcar 37°C, enquanto Macapá deve registrar até 38°C. Já em Boa Vista, a máxima prevista é de 36°C.
No Centro-Oeste, as temperaturas variam entre as capitais. Brasília deve registrar mínima de 18°C e máxima de 31°C, enquanto Goiânia pode chegar a 31°C. Em Campo Grande, a máxima não deve passar de 28°C. Por outro lado, Cuiabá terá calor mais intenso, com máxima prevista de 36°C.
Previsão para quarta-feira
Na quarta-feira (28), a frente fria e a área de alta pressão pós-frontal começam a se afastar em direção ao oceano Atlântico. Com isso, o canal de umidade sobre o Nordeste perde força, enquanto novas instabilidades favorecem a ocorrência de chuva em áreas do Centro-Oeste, do Sudeste e do Sul. A precipitação também persiste em pontos do Norte e do Nordeste, embora de forma mais localizada.

No Norte, a previsão indica chuva e trovoadas no Amazonas, em Rondônia, no sul do Pará e no Tocantins. Também podem ocorrer precipitações isoladas em Roraima, no Amapá e em outras áreas paraenses. Apesar das pancadas, o calor continua intenso, e as máximas podem chegar a 38°C em Macapá e Boa Vista.
No Nordeste, as precipitações devem atingir o oeste e o litoral da Bahia, incluindo o Recôncavo Baiano, além do centro e sul do Piauí e do sul do Maranhão. O Inmet mantém aviso amarelo para grandes acumulados no Recôncavo e para tempestades em áreas desses três estados. Também há possibilidade de granizo entre a noite de terça-feira e a madrugada de quarta. Em Teresina, os termômetros podem marcar 38°C, enquanto as máximas nas demais capitais nordestinas ficam entre 30°C e 32°C.
As pancadas de chuva com trovoadas também devem atingir Mato Grosso, Goiás, o Distrito Federal e áreas do norte, nordeste e noroeste de Mato Grosso do Sul, no Centro-Oeste. Em Cuiabá, a máxima prevista é de 32°C. Goiânia e Campo Grande podem chegar a 28°C, enquanto Brasília terá temperaturas entre 19°C e 29°C.
A chuva volta a atingir áreas do Sudeste, principalmente o interior de São Paulo, o sul, oeste e nordeste de Minas Gerais, o Triângulo Mineiro e o norte do Espírito Santo. Há aviso amarelo para tempestades no norte e noroeste paulista, no Triângulo Mineiro e no oeste mineiro. Na capital paulista, a temperatura varia entre 12°C e 17°C. Já no Rio de Janeiro, a máxima pode chegar a 25°C, enquanto Belo Horizonte e Vitória devem registrar até 24°C.
No Sul, a nebulosidade aumenta e há possibilidade de chuva isolada no Paraná, no norte de Santa Catarina e em pontos do noroeste do Rio Grande do Sul. Trovoadas isoladas também podem ocorrer na divisa entre o Paraná e Mato Grosso do Sul. Com o afastamento da massa de ar frio, as temperaturas sobem: Porto Alegre pode chegar a 26°C e Florianópolis, a 24°C. Em Curitiba, a mínima prevista é de 10°C.
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Direito Delas: onde denunciar assédio no trabalho e como reunir as provas
Denunciar o assédio no trabalho pode ser um desafio para mulheres que temem perder o emprego, sofrer retaliações ou não conseguir comprovar o que aconteceu. Saber a quem recorrer e como registrar as situações vividas ajuda a buscar proteção e a dar início à apuração dos fatos. O caminho, no entanto, depende da conduta e do que se pretende obter.
A trabalhadora pode procurar os canais internos da empresa, o sindicato da categoria, o Ministério Público do Trabalho, a Justiça do Trabalho ou a polícia, quando houver suspeita de crime, sendo que mais de uma dessas vias pode ser usada ao mesmo tempo. Cada uma dessas portas tem uma finalidade diferente. Uma permite a apuração interna, outra pode levar à atuação do sindicato, outra permite investigar irregularidades nas relações de trabalho e outra pode dar início à apuração criminal. Nenhuma delas, isoladamente, resolve necessariamente todas as questões envolvidas.
A prova também faz parte dessa decisão. Reunir registros ajuda, mas a falta de mensagens, gravações ou testemunhas não impede a mulher de buscar orientação ou comunicar o ocorrido. Por isso, entender as vias e as proteções possíveis pode ajudar uma mulher a compreender melhor os seus direitos.
A CNN Brasil publica, entre 14 de setembro e 25 de novembro, a série Direito Delas, que busca jogar luz sobre um assunto que segue urgente: a luta pelo respeito aos direitos das mulheres.
Ao longo desse período, a série explica como leis que garantem proteção e direitos às mulheres em diferentes situações podem ser acionadas na prática. Nesta semana, o projeto detalha o que a trabalhadora pode exigir da empresa ao denunciar, onde procurar ajuda fora dela, como reunir provas, o que a legislação garante quando a violência doméstica chega ao trabalho e quais são as alternativas quando a empresa não resolve o problema — inclusive as que não exigem pedir demissão.
Conhecendo os canais
Via interna
Após indentificar as condutas, a trabalhadora pode procurar o setor de Recursos Humanos, a ouvidoria, o comitê de ética ou o canal específico de denúncias. Nas empresas com Comissão Interna de Prevenção de Acidentes e de Assédio (Cipa), a Lei 14.457/2022 prevê a adoção de procedimentos para receber e acompanhar denúncias, apurar os fatos e, quando cabível, aplicar sanções administrativas aos responsáveis.
O que a mulher pode exigir da empresa nesse processo é o tema da reportagem que a CNN Brasil publica nesta quarta-feira. O limite dessa via, porém, é importante: o artigo 23, parágrafo 1º, da mesma lei estabelece que o recebimento da denúncia pela empresa não substitui o procedimento penal cabível.
Não obstante, registrar internamente não impede a trabalhadora de recorrer a outros canais.
O sindicato e o MPT
O sindicato da categoria pode orientar e acompanhar a trabalhadora, além de cobrar providências da empresa, inclusive por meio de negociação coletiva.
O Ministério Público do Trabalho (MPT) recebe denúncias sobre irregularidades nas relações de trabalho, incluindo assédio e discriminação. O registro pode ser feito pelos canais oficiais do órgão, inclusive pela internet. É recomendável apresentar o máximo de informações possível, como local de trabalho, período, descrição das condutas, documentos e testemunhas.
Há uma distinção importante antes de escolher essa via: o MPT atua na defesa dos direitos coletivos e na fiscalização das relações de trabalho, mas não funciona como advogado particular da trabalhadora. O órgão pode investigar irregularidades, buscar acordos para corrigir condutas e ajuizar ações dentro de suas atribuições. Para buscar indenização individual por danos morais ou outras verbas trabalhistas, a mulher pode precisar recorrer à Justiça do Trabalho.
A denúncia anônima também exige atenção. O MPT recebe esse tipo de comunicação, mas a falta de identificação pode dificultar ou até inviabilizar a apuração de situações individuais, especialmente quando a investigação depende de ouvir a vítima ou obter informações que permitam identificar o caso. A possibilidade de manter a identidade em sigilo deve ser verificada conforme as condições do procedimento.
Na prática, a denúncia anônima pode contribuir para revelar padrões de conduta ou irregularidades que atingem várias pessoas. Quando o objetivo é apurar uma situação individual, fornecer informações que permitam a investigação pode ser importante.
Se a conduta também puder configurar crime, a trabalhadora pode procurar uma delegacia para relatar o ocorrido. Quando houver uma Delegacia de Defesa da Mulher na região, ela pode ser uma opção para buscar atendimento.
Delegacia como opção
Conforme já explicado pela CNN Brasil, o assédio sexual, previsto no artigo 216-A do Código Penal, envolve constranger alguém com o objetivo de obter vantagem ou favorecimento sexual, prevalecendo-se o autor da condição de superior hierárquico ou de ascendência inerentes ao exercício de emprego, cargo ou função. A importunação sexual, prevista no artigo 215-A, é a prática de ato libidinoso contra alguém, sem sua anuência, com o objetivo de satisfazer a própria lascívia ou a de terceiro.
Desde a alteração promovida pela Lei 13.718/2018, os crimes de assédio sexual e importunação sexual são de ação penal pública incondicionada. Isso significa que a persecução penal não depende de representação formal da vítima. A delegacia não deve exigir essa representação como condição para registrar a ocorrência desses crimes.
A vítima pode buscar orientação mesmo que ainda não tenha reunido todas as provas. A apuração e o andamento do caso seguem as regras legais aplicáveis, e a comunicação do fato não obriga a mulher a produzir provas por conta própria.
Nem toda situação de assédio moral configura crime, mas isso não impede que a conduta seja apurada nas esferas trabalhista e civil.
Assédio “escondido”
No Tema 237 da repercussão geral, ao julgar o Recurso Extraordinário 583937, o Supremo Tribunal Federal fixou o entendimento de que é lícita a prova consistente em gravação ambiental realizada por um dos interlocutores mesmo sem o conhecimento do outro.
Em regra, isso permite que a trabalhadora grave uma conversa da qual participa, mesmo sem avisar a outra pessoa. A admissibilidade da gravação, porém, deve ser avaliada conforme o contexto e as regras aplicáveis ao caso.
A situação é diferente quando alguém grava uma conversa alheia da qual não participa ou utiliza meios de interceptação sem autorização. A Lei 9.296/1996 prevê hipóteses criminais relacionadas à interceptação de comunicações e à escuta ambiental sem autorização judicial ou com objetivos não autorizados em lei. Não se deve presumir, entretanto, que toda gravação feita por terceiro configure automaticamente o mesmo crime: o enquadramento depende das circunstâncias.
A trabalhadora não deve invadir contas, acessar dispositivos de terceiros sem autorização nem divulgar publicamente informações privadas para tentar produzir provas. Em caso de dúvida sobre uma gravação, buscar orientação jurídica pode ajudar a evitar problemas relacionados à privacidade e à admissibilidade do material.
Outras provas
Mensagens, e-mails, documentos e relatos de testemunhas podem ajudar a demonstrar as situações. A recomendação é preservar os registros originais e organizar as informações em ordem cronológica, com datas, horários, locais e descrição do que aconteceu.
Entre os elementos que podem ser úteis estão:
- Mensagens de aplicativos, e-mails e conversas relacionadas à conduta;
- Registros de ligações, com datas, horários e informações sobre os contatos;
- Documentos profissionais, avaliações de desempenho e comunicações que ajudem a contextualizar o ocorrido;
- Nomes de pessoas que presenciaram os fatos ou que possam fornecer informações relevantes;
- Anotações da própria trabalhadora, com a descrição dos episódios, datas, locais, pessoas envolvidas e eventuais testemunhas;
- Gravações, bilhetes, fotografias e outros registros relacionados aos acontecimentos;
- Laudos, atestados e documentos de atendimento médico ou psicológico, quando existirem e forem pertinentes.
No caso de mensagens e arquivos digitais, guardar os registros completos, com contexto e identificação dos interlocutores, pode ser mais útil do que manter apenas imagens isoladas.
Também é importante preservar cópias em um local seguro, fora dos sistemas aos quais o empregador tenha acesso. Em caso de desligamento ou afastamento, a trabalhadora pode perder o acesso ao e-mail corporativo e a arquivos internos.
Ausência de testemunhas e mensagens
A ausência de testemunhas ou de registros escritos não impede a trabalhadora de procurar ajuda ou apresentar uma denúncia. Nem toda situação de assédio acontece diante de outras pessoas.
Relatar os episódios com o máximo de detalhes possível ajuda a orientar a apuração. Informações sobre datas aproximadas, locais, frequência das condutas, pessoas envolvidas e mudanças na rotina de trabalho podem contribuir para identificar outros elementos, inclusive colegas que tenham passado por situações semelhantes.
Não é preciso, no entanto, esperar reunir todas as provas antes de procurar orientação.
Medo de retaliação
O receio de perder o emprego ou sofrer represálias pode dificultar a denúncia. Por isso, como explicado, quando não houver segurança para procurar diretamente a chefia ou o RH, a trabalhadora pode avaliar outras alternativas, como o sindicato, o Ministério Público do Trabalho ou a assistência jurídica.
Se houver ameaças, punições ou mudanças prejudiciais nas condições de trabalho após a denúncia, essas ocorrências também devem ser registradas, com datas e descrição dos fatos. Mensagens, comunicações formais, alterações de escala e avaliações de desempenho podem ajudar a documentar o que aconteceu, sem que isso signifique que toda mudança posterior seja necessariamente uma retaliação.
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