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Cinque attivisti italiani fermati in Cisgiordania durante la raccolta delle olive: la Farnesina chiede il rilascio immediato

30 October 2026 at 10:13

Erano insieme ad alcuni cittadini palestinesi e li affiancavano mentre erano impegnati nella raccolta delle olive, uno dei più rilevanti fattori di sostentamento per chi abita in Cisgiordania. Ma cinque attivisti italiani sono stati fermati dalle autorità israeliane nei pressi del villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye nell’ambito di un’operazione che ha coinvolto anche altri cittadini stranieri, e trasferiti in una stazione di polizia. La Farnesina, da Roma, ne ha chiesto il rilascio immediato, mentre sul posto si sono attivati l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme per ottenere chiarimenti sulle circostanze del fermo e garantire loro assistenza consolare.

La stagione della raccolta delle olive è un momento ad altissimo rischio di incidenti con i coloni, e sono tanti gli attivisti che arrivano nei Territori da tutto il mondo per portare sostegno e aiuto, ma anche a fare da scudo, agli agricoltori locali. La scorsa settimana due italiani – Alberto e Manuel Tartarotti, un padre e un figlio arrivati da Bolzano per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta nei campi – erano stati trattenuti per oltre un giorno dalla polizia israeliana con l’accusa di terrorismo, e poi formalmente espulsi. Il giorno successivo, un’altra stretta contro i volontari impegnati a difesa dei raccoglitori di olive aveva portato al fermo di un gruppo di attivisti del quale facevano parte anche cinque cittadine italiane: anche loro, trattenute per ore in una stazione di polizia e interrogate, sono state espulse il giorno successivo.

Sempre la scorsa settimana in una maxiretata dell’Idf erano finiti una novantina di volontari, tra cui anche il candidato ebreo democratico al Congresso degli Stati Uniti Brad Lander. “Stavo solo raccogliendo olive in Cisgiordania – aveva scritto sui social in quell’occasione -. L’occupazione è un crimine secondo il diritto internazionale. Raccogliere olive non è un reato secondo nessuna legge che io conosca”. Lander, insieme a decine di altri, è stato successivamente rilasciato sotto severe restrizioni di movimento.

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El miedo de los colonos israelíes a un Gobierno con los partidos árabes: “Nadie nos protegerá”

30 October 2026 at 04:30

Un enorme y ya descolorido póster electoral del ministro de Finanzas, Bezalel Smotrich, recibe al visitante tras atravesar el portón de seguridad de la colonia israelí de Efrat, en Cisjordania. El gesto sonriente y confiado del líder ultraderechista choca con el semblante preocupado de los habitantes de este asentamiento cuando salen a relucir los resultados de las elecciones legislativas del martes.

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Vista de Efrat, colonia israelí de Cisjordania, el 29 de octubre de 2026.Dovi Shefler, presidente del Consejo de la colonia de Efrat, en su despacho, el 29 de octubre de 2026.

© RONEN ZVULUN (REUTERS)

Vista de la colonia israelí de Efrat, en Cisjordania.

Netanyahu contra las urnas

30 October 2026 at 04:30

Benjamín Netanyahu se ha lanzado a deslegitimar el proceso electoral israelí, es decir, la democracia que él mismo lidera, con una acusación de injerencia que no solo refleja su ya conocida tendencia a cuestionar las instituciones cuando estas no le benefician, sino su desprecio hacia el 20% de la población israelí que es de origen árabe y que en esta ocasión ha votado en masa. Lo hace después de perder la mayoría parlamentaria en las elecciones celebradas el martes y ante un escenario en el que los partidos árabes israelíes, con un resultado histórico, se han convertido en el potencial árbitro político del país.

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© Erik Marmor (Getty Images)

Un soldado israelí recibe el sobre para emitir su votación en un colegio electoral, en Kiryat Arba, Cisjordania, este martes.

La candidata de La Izquierda en Berlín teme por su vida al oponerse a radicales afines a su partido

29 October 2026 at 16:28

El pleno parlamentario de constitución de la nueva legislatura en Berlín tenía que ser una celebración para Elif Eralp. La candidata de Die Linke (La Izquierda) para gobernar la capital de Alemania veía este jueves cómo su amiga y compañera Hendrikje Klein era elegida presidenta de la Cámara. Pero las caras de Eralp y del resto de los diputados de la formación poscomunista mostraban poca alegría. El semanario Der Spiegel publicó pocas horas antes un documento interno del partido en el que la posible futura alcaldesa de Berlín reconocía temer por su vida y la de su familia. El origen de su miedo son grupos radicales palestinos afines a Die Linke.

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© HANNIBAL HANSCHKE (EFE)

Elif Eralp, arropada por compañeros de partido, este jueves en Berlín.

Il 30 ottobre scioperano anche i portuali di tutto il mondo contro il traffico di armi: “Scali al servizio dei popoli, non basi per la guerra”

29 October 2026 at 15:14

Bandiere, megafoni e striscioni sulle banchine del porto di Copenhagen. Come su quelle degli scali di Melbourne, Casablanca, San Francisco e nello scalo indiano di Mumbai. Il 30 ottobre i portuali si fermano in tutto il mondo contro il traffico di armi. Per ribadire che non lavorano per la guerra. Una giornata di mobilitazione internazionale lanciata da oltre 25 sindacati, che coinvolgerà 22 Paesi, distribuiti in cinque continenti. In tutto, 113 porti, tra i quali quelli italiani di Ancona, Civitavecchia, Genoa, Gioia Tauro, Carrara, Livorno, Bari, Ravenna e Trieste. “Una potente espressione di coordinamento internazionalista e di classe contro lo sfruttamento, l’aggressione imperialista e la guerra”, secondo i promotori della protesta internazionale. Nello stesso giorno in cui nel nostro Paese i lavoratori scendono in piazza per lo sciopero generale proclamato da Usb.

Il quadro politico della giornata di mobilitazione è stato definito nella Dichiarazione di Istanbul, firmata a maggio. Ogni organizzazione sindacale, in ciascun Paese, ha deciso le modalità si partecipazione. Come in Italia, anche in Francia, India, Grecia e Turchia sono stati proclamati scioperi di 24 ore. Mentre in Marocco, a Cipro e in altri porti sono state annunciate astensioni dal lavoro fino a due ore. I portuali in ogni caso non saranno soli. Lavoratori e sindacati di altri settori, insieme a studenti, attivisti e centri sociali, si uniranno a loro nella protesta.

“Gli scioperi e le mobilitazioni nei porti di tutto il mondo dimostrano la forza della lotta organizzata dei lavoratori, capace di ostacolare la macchina bellica, bloccando il trasporto di armi e attrezzature militari. La lotta contro la guerra e la militarizzazione dei porti e delle infrastrutture è inseparabile da quella per i diritti dei portuali“, si legge in una nota. Tra le richieste dei sindacati: la pianificazione di una strategia efficace contro la perdita di posti di lavoro causata dall’automazione, aumenti salariali, una riduzione dell’orario di lavoro e misure a tutela della salute e della sicurezza.

Il precedente risale al febbraio 2025, quando una prima mobilitazione internazionale aveva coinvolto 40 porti del Mediterraneo. A distanza di poco più di un anno e mezzo, la protesta assume dunque una dimensione mondiale. A sottolinearlo è anche Eurof, l’ufficio europeo della Federazione sindacale mondiale (Wftu), che invita tutti i lavoratori a sostenere i portuali e a partecipare alle manifestazioni. In diversi Paesi, sottolinea l’organizzazione, la giornata si è trasformata in una mobilitazione più ampia, contro le politiche di riarmo e per chiedere maggiori investimenti in istruzione, sanità, salari e pensioni. Risorse che, denunciano i sindacati, vengono invece destinate alla produzione e all’acquisto di armamenti.

Sul fondo ci sono le guerre in Ucraina e in Medio Oriente e il timore di un’ulteriore escalation dei conflitti. “I popoli del mondo non hanno nulla da guadagnare dalle rivalità imperialiste e non si macchieranno le mani del sangue di altri popoli per i profitti del capitalismo”, scrivono i sindacati. Condannano inoltre quelli che definiscono nuovi crimini commessi dallo Stato israeliano a Hebron, in Palestina, chiamando in causa il sostegno degli Stati Uniti, della Nato e dell’Unione europea. Da qui l’appello ai lavoratori e ai giovani di ogni Paese affinché sostengano concretamente le iniziative del 30 ottobre. E la richiesta che chiude la dichiarazione: “Porti di pace e al servizio dei popoli, non trampolini di lancio per la guerra e basi imperialiste”.

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Youssef Siher lascia il carcere di San Vittore “protetto” dai sostenitori: gli applausi al 30enne – Video

28 October 2026 at 16:16

Youssef Siher è uscito dal carcere di San Vittore senza rilasciare dichiarazioni, dopo che la gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo e ne ha disposto la liberazione. Ad attenderlo all’esterno c’erano familiari, amici e sostenitori che hanno formato un cordone attorno al 30enne, accompagnandolo fino all’auto per “proteggerlo” dai numerosi giornalisti. Presente anche Khader Tamimi, presidente della Comunità palestinese della Lombardia che sorreggeva una bandiera della Palestina.

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Líder de partido árabe quer mandar "Netanyahu para casa"

28 October 2026 at 07:01
Com 84,4% dos votos contados, bloco de Netanyahu está à frente com 42,7% dos votos. Não é suficiente para obter maioria absoluta. Partidos árabe reforçam votação e chegam aos 15% dos votos.

© AFP via Getty Images

Israel desplaza a casi 5.000 palestinos tras intensificar asedio a Hebrón

28 October 2026 at 00:40
Las fuerzas de ocupación imponen un bloqueo militar en Hebrón que deja casi 5.000 palestinos desplazados y familias atrapadas, mientras la ONU advierte sobre el riesgo de limpieza étnica y castigo colectivo en Cisjordania.

Protesto estudantil sem uma única bandeira francesa?

27 October 2026 at 15:56
Nas redes sociais, um vídeo de uma manifestação está a ser associado aos recentes protestos em França. Mas o vídeo em causa é mais antigo.

Manifestantes colocam bandeira da Palestina na Torre Eiffel?

27 October 2026 at 15:09
Fotografias nas redes sociais alegam que manifestantes hastearam bandeiras da Palestina e da Jordânia na Torre Eiffel. Não há provas de que o episódio tenha acontecido. Imagens foram geradas por IA.

Aumenta a casi cinco mil la cifra de palestinos desplazados en Hebrón

27 October 2026 at 14:31

Ramala, 27 oct (Prensa Latina) El número de palestinos desplazados por las operaciones militares israelíes en las zonas de Deir Baha y Al-Jalda, en la ciudad de Hebrón, al sur de Cisjordania ocupada, ascendió a cuatro mil 969, informó hoy la municipalidad local.

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"Número de armas pessoais aumentou 220% em Israel"

27 October 2026 at 07:42
Gadi Eisenkot encerrou a campanha prometendo erradicar o Hamas e invocou a perda do filho em Gaza. Segurança domina eleição em Israel. O relato do editor de Fotografia do Observador, João Porfírio.

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

‘El libro de la desaparición’: una obra hermosa y valiente entre Jaffa y Tel Aviv

27 October 2026 at 04:30

Como después de un truco mágico de David Copperfield en el que desaparece un edificio de la línea del cielo de Manhattan, un día —no sabemos si “un buen día”—, las recolectoras palestinas de flores en los invernaderos israelíes, los prisioneros palestinos, los conductores palestinos de autobuses en Tel Aviv, los propietarios palestinos de pequeños locales de hummus, desaparecen de Israel. ¿Será una huelga, una maniobra política por parte de la resistencia, una estrategia del ejército israelí, una conspiración? Existe una oposición dentro de Israel contra los desmanes de su gobierno a la que esta novela da voz; sin embargo, aquí la voz fundamental es la de los israelíes para quienes la desaparición constituye una ofensa y un alivio. Ibtisam Azem reflexiona sobre la usurpación de bienes, memoria y discurso; sobre la imposibilidad de asumir la franja gris en determinadas circunstancias históricas y políticas; sobre cómo se pervierte la racionalidad y se devalúa el significado de palabras como democracia. Lo más inquietante es que este libro fue publicado en 2014. Entonces, el pueblo palestino ya contaba con argumentos para denunciar una situación que, como poco, se remonta a 1948 con la creación del estado de Israel y la Nakba, la Catástrofe, que supuso la expulsión de más 700.000 palestinos. Hoy, en pleno genocidio, la lectura de El libro de la desaparición nos alcanza con pertinente vibración ideológica para recordarnos la dimensión ética y la oportunidad política de los textos literarios.

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El libro de la desaparición

Ibtisam Azem Traducción de María Luisa Prieto Las afueras, 2026 280 páginas. 19,95 euros

© EDITORIAL LAS AFUERAS (EL PAÍS)

Retrato promocional de la autora Ibtisam Azem.

Un Estado palestino libre es imprescindible, afirma Türkiye

27 October 2026 at 02:49

Ankara, 27 oct (Prensa Latina) El presidente del Parlamento de Türkiye, Numan Kurtulmus, afirmó que la causa palestina es justa y defendió el establecimiento de un Estado palestino libre con Jerusalén como capital, divulgó hoy la agencia Anadolu.

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Israel desplaza por la fuerza a miles de palestinos en Hebrón

27 October 2026 at 02:23
Utilizando la muerte de dos soldados como pretexto, la ocupación impone un asedio punitivo sobre la población civil de Hebrón, demoliendo manzanas enteras en una acción catalogada por organismos internacionales como un crimen de castigo colectivo.

Macklemore inicia turnê após ser retirado de shows de Ed Sheeran

27 October 2026 at 01:50

O rapper americano Macklemore prometeu continuar se manifestando de forma contundente contra a guerra de Israel em Gaza durante a abertura da turnê “Free Palestine” (do inglês, Palestina Livre), nesta segunda-feira (16). A sequência de shows foi organizada depois que ele foi retirado da condição de atração de abertura da turnê de Ed Sheeran por declarações em apoio aos palestinos.

O rapper, vencedor do Grammy, foi recebido com uma ovação ensurdecedora em Dublin, onde fãs de um país amplamente favorável à causa palestina compareceram vestidos com bandeiras palestinas, camisas de futebol pretas, vermelhas e verdes e lenços keffiyeh, vendidos por comerciantes do lado de fora do local.

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“Tenho orgulho de estar aqui no palco em solidariedade ao povo palestino. Continuaremos lutando pela libertação coletiva até nosso último suspiro”, disse Macklemore no palco, onde ergueu uma bandeira palestina durante boa parte da apresentação.

“Há seis semanas, foram necessárias apenas duas palavras”, afirmou, em referência ao lema “Free Palestine” e às críticas que fez às ações do governo israelense em Gaza e na Cisjordânia, no estádio MetLife, em Nova Jersey. As declarações levaram à sua retirada da turnê de Sheeran nos Estados Unidos.

“Essas duas palavras são tão ameaçadoras para algumas pessoas que preferimos silenciá-las a enfrentar o que realmente significam… De alguma forma, essas palavras se tornaram mais controversas do que o sofrimento que as tornou necessárias.”

O público, que esgotou em poucos minutos os 13 mil ingressos para o show na 3Arena, em Dublin, entoou “Free Free Palestine” durante toda a apresentação.

“Precisamos de uma voz para o nosso tempo. Tem que ser alguém assim, que consiga chegar às pessoas. Ele fez tudo parecer tão vivo, e saí daqui com vontade de fazer parte de algo”, disse Siobhan Lyons, moradora de Dublin que foi ao show com a filha.

Artistas irlandeses que se manifestaram contra as ações de Israel também se apresentaram na segunda-feira em apoio a Macklemore. Entre eles estavam Hozier, cantor de “Take Me to Church”, o grupo de rap Kneecap e a banda Beoga, uma das atrações que deixaram a turnê de Sheeran em solidariedade ao rapper.

A cantora palestina Lina Makhoul e o DJ palestino-americano Habibeats também se apresentaram. Ativistas pró-Palestina, como o ator Liam Cunningham, de “Game of Thrones”, discursaram entre os shows.

Sheeran, um dos artistas que mais vendem discos no mundo, afirmou que os responsáveis pelos estádios nas datas restantes da turnê ameaçaram impedir a realização de novos shows caso Macklemore continuasse na programação.

Autoridades palestinas afirmam que mais de 74 mil pessoas foram mortas na ofensiva de Israel contra Gaza, iniciada depois que combatentes liderados pelo Hamas mataram cerca de 1.200 pessoas no sul de Israel, em 7 de outubro de 2023. Autoridades israelenses negam que as ações em Gaza constituam genocídio.

Macklemore afirmou que a turnê “Free Palestine” seguirá para Paris e Londres nesta semana. As datas nos Estados Unidos serão anunciadas posteriormente.

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