New York City Passes Horse Carriage Ban, Ending a Central Park Tradition

© Eduardo Munoz/Reuters

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Edição recorde, com 316 candidaturas, destaca projetos inovadores que estão a transformar o futuro da agricultura, do setor agroalimentar e da floresta. Os vencedores serão conhecidos a 24 de novembro, numa cerimónia aberta ao público, em Lisboa. O Crédito Agrícola revela os nove projetos finalistas da 13.ª edição do Prémio Empreendedorismo e Inovação, uma iniciativa […]
Announcing the decision in Strasbourg on Thursday, 22 October, European Parliament President Roberta Metsola said the award reflected the European Union’s commitment to multilateralism and international institutions.
Metsola praised the Court for its work in upholding international law and justice. The announcement was met with a standing ovation in the parliamentary chamber.
The decision comes amid an escalating confrontation between the European Union and the administration of US President Donald Trump over the ICC’s jurisdiction and independence.
On 9 October, the United States imposed sanctions on the ICC as an institution, extending measures previously directed against individual judges and prosecutors.
The restrictions place the Court under the US Treasury’s sanctions regime, limiting financial transactions involving American individuals, businesses and institutions. Washington has issued several temporary and limited exemptions intended to allow specified operations to continue.
The measures followed earlier sanctions against senior ICC officials, including Court President Tomoko Akane, and form part of Washington’s campaign to prevent the tribunal from exercising jurisdiction over American personnel.
US Secretary of State Marco Rubio has argued that the ICC threatens American sovereignty by asserting authority over nationals of countries that have not accepted its founding treaty.
The Court rejected the latest restrictions, describing them as an attempt to obstruct the administration of international justice.
Established under the Rome Statute, the ICC operates independently of national governments and investigates serious international crimes where its jurisdictional requirements are satisfied.
Neither the United States nor Israel is a party to the Rome Statute.
The dispute with Washington has intensified since the ICC issued arrest warrants in November 2024 for Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and former Defence Minister Yoav Gallant over alleged war crimes and crimes against humanity connected with military operations in Gaza.
Israel rejects the Court’s jurisdiction and disputes the allegations. Washington has similarly opposed the proceedings against Israeli officials.
The ICC has also pursued investigations into Russia’s invasion of Ukraine. In March 2023, its judges issued arrest warrants for Russian President Vladimir Putin and Maria Lvova-Belova, Russia’s commissioner for children’s rights, over the alleged unlawful deportation and transfer of Ukrainian children.
Further warrants followed in 2024 against senior Russian military commanders and officials in connection with attacks on Ukraine’s civilian infrastructure.
The proceedings demonstrate the geographical scope of the Court’s investigations, although its ability to secure arrests depends heavily on cooperation from individual states.
The ICC has no independent police force and relies on national authorities to execute its warrants.
The ICC’s nomination for the Sakharov Prize was submitted by the Socialists and Democrats group in the European Parliament.
Its selection comes as European lawmakers examine how the EU should respond to American sanctions affecting the Court and organisations supporting its activities.
The October restrictions have raised practical questions about access to banking, technology services and other infrastructure required by the tribunal.
European governments must also consider how to support an institution established through an international treaty while maintaining relations with Washington.
The Sakharov Prize carries no legal authority to reverse American sanctions or compel governments to cooperate with ICC investigations. Nevertheless, the award represents an explicit institutional endorsement of the tribunal at a time when its operations face increasing external pressure.
The ICC was selected from three finalists announced earlier this month.
The other nominees were Tanzanian opposition leader Tundu Lissu and Iranian sisters Taraneh and Romina Rahimi, whose cases have attracted international attention over political persecution and judicial proceedings.
The Sakharov Prize, established by the European Parliament in 1988, is named after Soviet physicist, dissident and Nobel Peace Prize laureate Andrei Sakharov.
It recognises individuals and organisations defending human rights, freedom of expression and fundamental liberties. The award includes €50,000.
Previous recipients include Nelson Mandela, Malala Yousafzai and imprisoned journalists.
In 2025, the prize was awarded jointly to Belarusian journalist Andrzej Poczobut and Georgian journalist Mzia Amaglobeli.
The formal presentation of the 2026 prize is scheduled for 16 December at the European Parliament in Strasbourg.
The award places the ICC alongside previous Sakharov laureates while drawing further attention to the unresolved dispute between Washington and European governments over international criminal jurisdiction.
Gli studenti “resilienti” sono quelli che partendo da situazioni di svantaggio raggiungono buoni livelli di competenze. Contano le risorse personali, ma anche ambienti scolastici capaci di valorizzarle. Una politica di inclusione efficace lavora su entrambi.
L'articolo Studenti svantaggiati a scuola di resilienza proviene da Lavoce.info.
Si preannuncia un venerdì nero quello del prossimo 30 ottobre 2026, con lo sciopero generale nazionale proclamato da USB, l’Unione Sindacale di Base, che coinvolge i lavoratori delle categorie pubbliche e private. Alla mobilitazione si affianca quella indetta da USI-CIT, con l’adesione di USI Educazione e USIS e modalità differenti per alcuni settori. La giornata di protesta porterà al centro del dibattito temi come il potere d’acquisto dei salari, l’aumento del costo della vita e le condizioni di lavoro, ma potrebbe avere conseguenze anche sull’organizzazione dei servizi pubblici e sugli spostamenti.
Tra i comparti interessati figurano scuola, sanità e trasporto ferroviario, mentre per gli altri servizi occorre distinguere le singole proclamazioni e verificare le disposizioni applicabili. Non è infatti detto che tutti i lavoratori di un settore aderiscano allo sciopero né che le attività vengano sospese integralmente.
La mobilitazione di USB è proclamata per l’intera giornata di venerdì 30 ottobre e riguarda, secondo le modalità previste per ciascun comparto, il personale delle categorie pubbliche e private. All’iniziativa si aggiunge quella di USI-CIT, alla quale aderiscono USI Educazione e USIS, anch’essa prevista per l’intera giornata lavorativa.
La distinzione tra le due iniziative è importante soprattutto per comprendere quali servizi potrebbero essere coinvolti. La proclamazione USI-CIT esclude il trasporto pubblico locale, quello ferroviario, aereo e marittimo. Lo sciopero USB, invece, interessa anche il comparto ferroviario, con una fascia oraria che comincia la sera precedente. Le due mobilitazioni devono quindi essere considerate separatamente, senza estendere automaticamente le esclusioni previste da una proclamazione all’altra. Per conoscere le conseguenze concrete occorrerà fare riferimento agli avvisi delle singole amministrazioni e aziende, oltre che alle comunicazioni delle autorità competenti.
Al centro delle rivendicazioni di USB c’è la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori. Nel comunicato diffuso in vista della mobilitazione, il sindacato denuncia un progressivo impoverimento delle famiglie, legato alla crescita dei prezzi e alla difficoltà delle retribuzioni di tenere il passo con il costo della vita.
Tra le spese che pesano maggiormente sui bilanci familiari figurano energia, carburanti, alimentari e affitti. Quando queste voci aumentano più rapidamente degli stipendi, diminuisce la quota di reddito disponibile per risparmiare, affrontare spese impreviste o sostenere altri consumi.
USB richiama i dati sulla povertà assoluta, indicando 5,4 milioni di persone in questa condizione e sottolineando la particolare esposizione delle famiglie con un operaio come persona di riferimento. Nel messaggio sindacale viene citata anche una perdita del 9,4% del potere d’acquisto delle retribuzioni reali dal 2021. Secondo il sindacato, questi numeri mostrano come avere un’occupazione non sia sempre sufficiente a garantire condizioni economiche adeguate. La questione riguarda non soltanto i lavoratori con redditi più bassi, ma anche chi dispone di un impiego stabile e deve destinare una quota crescente dello stipendio alle spese essenziali.
Per USB, la protesta del 30 ottobre serve a riportare al centro del confronto pubblico la distribuzione della ricchezza e il valore economico e sociale del lavoro. Il sindacato critica inoltre le priorità della spesa pubblica, chiedendo di destinare maggiori risorse al recupero dei salari e al miglioramento delle condizioni di vita.
Tra le principali rivendicazioni della mobilitazione figurano aumenti salariali, ripristino della scala mobile, blocco dei prezzi dei beni essenziali e riduzione dell’Iva sui consumi fondamentali. La scala mobile era un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni all’inflazione, progressivamente superato attraverso gli interventi degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta. La richiesta di ripristinarla riapre il confronto sugli strumenti con cui proteggere i salari dalla perdita di potere d’acquisto.
Le altre proposte puntano a intervenire sia sulle entrate sia sulle spese delle famiglie. Da una parte, aumentare le retribuzioni dovrebbe rafforzare il reddito disponibile; dall’altra, contenere il prezzo dei beni essenziali e ridurre l’Iva potrebbe alleggerire il costo dei consumi quotidiani. L’eventuale applicazione di queste misure richiederebbe comunque valutazioni sugli effetti per i conti pubblici, le imprese e i prezzi. Si tratta di proposte avanzate dal sindacato nell’ambito di un confronto più ampio sulle politiche salariali e sulla distribuzione del reddito.
Una delle principali conseguenze pratiche della mobilitazione riguarda il trasporto ferroviario. Nell’ambito dello sciopero USB, l’astensione del personale è programmata dalle 21:00 di giovedì 29 ottobre alle 20:59 di venerdì 30 ottobre 2026.
La fascia comprende i collegamenti notturni e gran parte dei servizi del venerdì. In caso di adesione, potrebbero verificarsi cancellazioni, ritardi e variazioni alla circolazione, con conseguenze per pendolari e viaggiatori a media e lunga percorrenza.
Per il trasporto ferroviario regionale, nei giorni feriali sono previste fasce di garanzia generalmente comprese tra le 6:00 e le 9:00 e tra le 18:00 e le 21:00. La presenza di queste finestre, tuttavia, non significa che tutti i treni programmati debbano necessariamente circolare: i collegamenti effettivamente garantiti sono individuati dalle imprese ferroviarie secondo la normativa applicabile.
Per i servizi a lunga percorrenza valgono inoltre specifiche disposizioni sui collegamenti da assicurare. Prima di partire sarà quindi opportuno controllare gli aggiornamenti di Trenitalia, Italo e degli altri operatori interessati, verificando il numero del treno e l’eventuale presenza negli elenchi ufficiali dei servizi garantiti.
Per il trasporto pubblico locale non è possibile indicare un unico orario valido su tutto il territorio nazionale. Le fasce di garanzia di autobus, tram e metropolitane dipendono dalle disposizioni applicabili alle singole aziende e dai rispettivi accordi territoriali.
Inoltre, l’esclusione del trasporto pubblico locale prevista dalla proclamazione USI-CIT non può essere automaticamente estesa allo sciopero USB. Per sapere se i mezzi urbani saranno interessati occorre quindi consultare le comunicazioni delle aziende locali e verificare eventuali aggiornamenti. Anche per il trasporto aereo è necessario distinguere tra le diverse iniziative sindacali. La presenza di una proclamazione relativa a una categoria aeroportuale non implica necessariamente una sospensione generalizzata dei voli. L’operatività dei collegamenti dipenderà dalle regole applicabili, dalle eventuali franchigie previste e dalle comunicazioni di ENAC e delle compagnie aeree.
Per le autostrade, la proclamazione USB indica l’inizio dell’astensione alle 22:00 del 29 ottobre. Anche in questo comparto devono essere rispettate le disposizioni previste per garantire le attività indispensabili.
Il comparto dell’istruzione rientra tra quelli interessati dalla mobilitazione. L’eventuale adesione di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario potrebbe comportare cambiamenti nell’organizzazione delle lezioni, nell’accoglienza degli alunni e nello svolgimento delle attività scolastiche. Non è prevista automaticamente la chiusura di tutte le scuole italiane. Le conseguenze dipenderanno dal numero di adesioni e dalla possibilità di garantire i servizi necessari. Le famiglie dovranno quindi fare riferimento agli avvisi pubblicati dai singoli istituti.
Anche la sanità pubblica è coinvolta. La protesta potrebbe incidere sulle prestazioni programmate, sugli ambulatori e su alcune attività non urgenti. Restano comunque in vigore le disposizioni che tutelano i servizi essenziali, comprese le prestazioni di emergenza e urgenza. Per gli appuntamenti già fissati, il consiglio è verificare eventuali comunicazioni dell’azienda sanitaria o della struttura ospedaliera di riferimento prima di recarsi sul posto.
Lo sciopero potrebbe interessare anche le amministrazioni pubbliche e gli enti locali, con possibili rallentamenti negli sportelli e nelle attività amministrative. Non è tuttavia possibile prevedere una chiusura generalizzata degli uffici: l’impatto dipenderà dalle adesioni e dalle disposizioni applicabili ai servizi essenziali.
Per i Vigili del Fuoco, le modalità indicate nelle diverse proclamazioni non coincidono necessariamente. Prima della pubblicazione delle indicazioni operative definitive è quindi importante verificare la scheda ufficiale relativa alla specifica iniziativa sindacale. Chi ha appuntamenti presso uffici pubblici o deve usufruire di servizi amministrativi dovrebbe consultare gli avvisi dell’ente interessato, così da conoscere eventuali variazioni di orario o modalità di accesso.
O candidato à Presidência Flávio Bolsonaro (PL) impôs uma condição para divulgar seus dados pessoais e financeiros: o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) também deverá autorizar o acesso às informações de Marco Aurélio Santana Ribeiro, conhecido como Marcola, ex-assessor petista. A exigência foi apresentada nesta quarta-feira (21/10), e a campanha de Lula anunciou que aceitará a proposta.
O senador Camilo Santana (PT-CE), porta-voz do presidente, afirmou que Lula não apresenta resistência às exigências do adversário, desde que Flávio cumpra o compromisso de abrir seus próprios registros. A manifestação será protocolada no Tribunal Superior Eleitoral (TSE) nesta quinta-feira (22/10), às 11h. Camilo desafiou o candidato do PL a apresentar a autorização no mesmo horário.
Durante compromisso em Belo Horizonte, o presidente reagiu às condições impostas pelo adversário e utilizou uma comparação com o jogo de cartas. “Eu pedi para o Flávio abrir o sigilo. Hoje ele inventou um monte de mentira e trucou 6. Eu vou meter o 9 na cara dele amanhã”, declarou.
Segundo a Polícia Federal (PF), Marcola recebeu recursos da lobista Roberta Luchsinger, amiga de Fábio Luís Lula da Silva, o Lulinha, durante tentativas de negociação de contratos com o governo federal que não se concretizaram. Os envolvidos afirmam que os valores corresponderam a empréstimos pessoais.
Na petição encaminhada ao TSE, a defesa de Flávio afirmou que o candidato aceita disponibilizar informações dos últimos 20 anos, inclusive de familiares e empresas vinculadas a seu nome. Também declarou não se opor à divulgação de mensagens trocadas com o banqueiro Daniel Vorcaro.
Em troca, o senador exigiu acesso a registros de auxiliares que utilizaram aparelhos à disposição do presidente, empresas relacionadas aos filhos de Lula, dados do Instituto Lula e despesas do cartão corporativo. A lista também inclui entradas de Roberta Luchsinger nos palácios presidenciais e compromissos da primeira-dama, Janja.
Camilo Santana questionou a ausência da Alcazar Holding entre os dados oferecidos por Flávio. Segundo a PF, o parlamentar possuía acesso operacional relevante, na condição de usuário master, a uma conta bancária da empresa, da qual o advogado Willer Tomaz é sócio. A exclusão desse acesso foi solicitada em maio de 2025. Os envolvidos negam o compartilhamento de conta.
Lula apresentou a proposta inicial durante o debate da Band, no domingo (18/10), e a formalizou na Justiça Eleitoral na terça-feira (20/10). O presidente ofereceu acesso aos próprios dados e aos de familiares e empresas, desde que o adversário adotasse medida equivalente. O processo ficou sob relatoria do ministro André Mendonça.
O candidato do PL participou de um evento de campanha em Guarulhos, na Grande São Paulo, ao lado do governador Tarcísio de Freitas (Republicanos). Diante de apoiadores, imitou a voz do presidente, questionou a existência de seu telefone celular e fez acusações contra Lulinha, sem apresentar provas no trecho do discurso relatado.
Flávio e aliados também atacaram o Supremo Tribunal Federal (STF) e o ministro Alexandre de Moraes. Parlamentares do PL defenderam a possibilidade de impeachment de integrantes da Corte na próxima legislatura. O presidenciável acusou Lula de depender de Moraes para vencer a eleição e prometeu indicar ministros contrários às drogas e ao aborto.
O senador afirmou que ministros do Supremo desejam autorizar o aborto, em referência à ação apresentada pelo PSOL em 2017, que discute a descriminalização da interrupção voluntária da gravidez até a 12ª semana de gestação. A declaração expressa a interpretação política do candidato sobre um processo ainda sem conclusão.
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Autoridade para as Condições do Trabalho (ACT) foi contactada para averiguar as circunstâncias em que o acidente ocorreu
Um homem de 59 anos ficou esta quarta-feira ferido com gravidade após ter sido atropelado por um camião, em situação de acidente de trabalho, em Melides, no concelho de Grândola, distrito de Setúbal, revelou fonte da GNR, citada pelo Correio da Manhã.
Por sua vez, a mesma fonte terá indicado à agência Lusa que o condutor do veículo “verificava uma manutenção aos travões do camião, que ficou destravado e passou-lhe por cima das pernas”.
O acidente aconteceu junto à Estrada Municipal 1076, adiantou a mesma fonte de informação.
Transportado para o Hospital do Litoral Alentejano (HLA), em Santiago do Cacém, o homem foi posteriormente seguido num helicóptero do Instituto Nacional de Emergência Médica (INEM) para o Hospital de São José, em Lisboa, acrescentou.
Fonte do Comando Sub-Regional de Emergência e Proteção Civil do Alentejo Litoral indicou que o alerta para o acidente foi dado às 12:46 hrs.
Foram mobilizados para as operações de socorro operacionais dos Bombeiros de Grândola, do INEM e da GNR, apoiados por quatro veículos, incluindo a viatura médica de emergência e reanimação (VMER) do HLA, e o helicóptero.
A Autoridade para as Condições do Trabalho (ACT) foi contactada para averiguar as circunstâncias em que ocorreu o sinistro, segundo a GNR.
Shot by Sofia’s mother Eleanor this documentary shows something of the strain of shooting a period piece, but is a far cry from the tumultuous portrait of her husband in Hearts of Darkness
It is 20 years since the release of Sofia Coppola’s Marie Antoinette starring Kirsten Dunst; it is a supportively unjudging, unironised study of the queen’s early years before the 1789 revolution, lavishly and accurately costumed, shot on location at Versailles and based on the Antonia Fraser biography – but also subversively and amusingly using pop tracks from the 70s and 80s on the soundtrack. It got a storm of booing from French critics, reportedly annoyed at the way their history had been reduced to a music video and fashion shoot with no French actors involved. Or hardly any.
In fact, for all the lack of political grit, the film was interesting and accomplished, and deservedly has a fanbase – and it is to that constituency that this making-of documentary from the director’s mother Eleanor Coppola is really addressed. It is basically a sweet family home movie on digital video which shows something of the strain and the longueurs of shooting a demanding period picture, but tactfully not seeing anything really explosive or bad-tempered. It is very far from Eleanor Coppola’s sensational behind-the-scenes film Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse about the tumultuous creation of Apocalypse Now, directed by her husband Francis Ford Coppola.
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© Photograph: Sofia Coppola

© Photograph: Sofia Coppola

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Lançado a 18 de outubro, no 16º aniversário das Paisagens Protegidas Locais da Rocha da Pena e da Fonte Benémola.
O Município de Loulé lançou dia 18, o website areasprotegidas.cm-loule.pt dedicado à promoção e divulgação das cinco áreas protegidas locais do concelho: a Paisagem Protegida Local da Rocha da Pena, a Paisagem Protegida Local da Fonte Benémola, a Reserva Natural Local da Foz do Almargem e do Trafal, a Reserva Natural Local da Nave do Barão e o Monumento Natural Local da Gruta de Vale Telheiro.
Cada área protegida tem uma página dedicada, com o seu património natural e cultural, informação técnica e galerias de fotografias e vídeos. Estão também disponíveis os projetos científicos e de monitorização desenvolvidos nestas áreas, propostas para as explorar através de percursos pedestres, paisagens sonoras e rotas do Geoparque Algarvensis, e as notícias sobre a atividade nas áreas protegidas.
“Investir no ambiente e na preservação dos recursos naturais é investir num futuro de qualidade. Com este website, queremos aproximar as pessoas das nossas áreas protegidas, para que as conheçam, as valorizem e nos ajudem a cuidar delas”, afirma Telmo Pinto, presidente da Câmara Municipal de Loulé.
O website responde a uma lacuna há muito identificada pelo Município de Loulé, agregando num só lugar toda a informação disponível sobre estas áreas e facilitando o seu acesso. Afirma-se, assim, como uma ferramenta de transparência e proximidade, que permite à população, à comunidade científica e a todas as entidades envolvidas consultar e acompanhar a informação e as atualizações sobre cada uma destas áreas.
Esta iniciativa é apoiada pelos Fundos Europeus, no âmbito do Programa Regional ALGARVE 2030.
Link do website das Áreas Protegidas de Loulé: areasprotegidas.cm-loule.pt
O conteúdo Loulé lança Website dedicado às suas cinco áreas protegidas aparece primeiro em Sempre à Mão.

L’uso precoce dei social media ha un’influenza negativa sui risultati scolastici. Introdurre l’educazione alla cittadinanza digitale nelle scuole e iniziative rivolte ai genitori aiutano a contrastare il fenomeno, ma serve una regolazione più stringente.
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O Município de Mértola iniciou a reabilitação da Casa Fagulha, no Centro Histórico da vila, num investimento de 1,375 milhões de euros, naquela que será a primeira obra da estratégia municipal de habitação a entrar em funcionamento.
Com esta intervenção serão criadas seis novas habitações, distribuídas por duas frações T1 e quatro frações T2, reforçando a oferta de habitação acessível no concelho e contribuindo para responder às necessidades habitacionais identificadas no território.
A empreitada, com um prazo de execução de 730 dias, integra a estratégia local de habitação do Município, que tem vindo a desenvolver um conjunto de investimentos destinados a aumentar a oferta habitacional e a criar condições para a fixação de população, atração de novos residentes e valorização do Centro Histórico de Mértola.

Para além da importante recuperação de um edifício emblemático da vila, a intervenção permitirá devolver ao mercado novas habitações adequadas às necessidades de jovens, famílias e trabalhadores que procuram estabelecer-se no concelho.
A Casa Fagulha constitui apenas a primeira etapa de uma estratégia mais abrangente. Nos próximos meses, o Município prevê lançar a empreitada de reabilitação da Casa Anselmo, que permitirá disponibilizar mais seis habitações em formato apartamento, seguindo-se a construção de oito moradias no Bairro da Cooperativa.
Com estes investimentos, o Município de Mértola prevê disponibilizar, no médio prazo, um total de 20 novas habitações, reforçando significativamente a oferta habitacional pública e criando novas oportunidades de residência no concelho.
Paralelamente, encontra-se concluído o projeto de loteamento da expansão da Zona ZE3, que permitirá disponibilizar 16 lotes para autoconstrução, criando condições para que mais famílias possam construir a sua própria habitação e contribuindo para o crescimento sustentado da vila.
Segundo o Município, a habitação constitui atualmente uma das principais prioridades da ação municipal, assumindo-se como um fator determinante para a atração e fixação de população, para a dinamização da economia local e para a construção de um concelho mais coeso, inclusivo e sustentável.
Com o avanço destas intervenções, Mértola dá mais um passo na concretização de uma estratégia integrada que combina a reabilitação do património edificado, a criação de nova oferta habitacional e a disponibilização de solo urbano para construção, reforçando as condições para viver, trabalhar e investir no concelho.
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O Município de Loulé lançou hoje o website areasprotegidas.cm-loule.pt dedicado à promoção e divulgação das cinco áreas protegidas locais do concelho.
São cinco a áreas do concelho de Loulé que têm essa denominação: a Paisagem Protegida Local da Rocha da Pena, a Paisagem Protegida Local da Fonte Benémola, a Reserva Natural Local da Foz do Almargem e do Trafal, a Reserva Natural Local da Nave do Barão e ainda, o Monumento Natural Local da Gruta de Vale Telheiro.
Cada área protegida tem uma página dedicada, com o seu património natural e cultural, informação técnica e galerias de fotografias e vídeos. Estão também disponíveis os projetos científicos e de monitorização desenvolvidos nestas áreas, propostas para as explorar através de percursos pedestres, paisagens sonoras e rotas do Geoparque Algarvensis, e as notícias sobre a atividade nas áreas protegidas.

“Investir no ambiente e na preservação dos recursos naturais é investir num futuro de qualidade. Com este website, queremos aproximar as pessoas das nossas áreas protegidas, para que as conheçam, as valorizem e nos ajudem a cuidar delas”, afirma Telmo Pinto, presidente da Câmara Municipal de Loulé.
O website responde a uma lacuna há muito identificada pelo Município de Loulé, agregando num só lugar toda a informação disponível sobre estas áreas e facilitando o seu acesso. Afirma-se, assim, como uma ferramenta de transparência e proximidade, que permite à população, à comunidade científica e a todas as entidades envolvidas consultar e acompanhar a informação e as atualizações sobre cada uma destas áreas.
Refira-se ainda que esta iniciativa do Município de Loulé é apoiada pelos Fundos Europeus, no âmbito do Programa Regional ALGARVE 2030.
Para entrer no website das Áreas Protegidas louletanas clique aqui > areasprotegidas.cm-loule.pt
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A Câmara Municipal de Mértola informa que os trabalhos de acompanhamento arqueológico na obra da empreitada da Cintura Verde permitiram identificar uma nova área da Necrópole do Cerro das Neves.
Esta descoberta vem complementar a intervenção já realizada no Largo da Feira, confirmando que se trata do mesmo complexo funerário de cremação, mas revelando agora uma dimensão e abrangência cronológica significativamente superiores às conhecidas até à data.
Os trabalhos, iniciados a 13 de agosto, resultaram até ao momento na escavação de 46 sepulturas de cremação. O grande destaque deste novo setorreside na identificação de um núcleo associado ao período romano-republicano (séculos II a I a.C.), que se junta aos vestígios da Idade do Ferro já documentados na área do Largo da Feira.

Adicionalmente, numa nova área de escavação que se encontra agora a ser iniciada, os dados preliminares apontam para a possível identificação de uma sepultura ainda mais antiga, cujo estudo em curso sugere poder recuar ao século VII a.C., indiciando a presença de um setor mais recuado da necrópole.
Esta nova área assume uma importância acrescida para o património do concelho, pois documenta materialmente um longo período de transição e a evolução dos rituais funerários entre a Idade do Ferro e o início do processo de romanização na região.
Com o objetivo de potenciar os resultados desta intervenção, o Município de Mértola, em estreita colaboração com equipas de investigadores, vai conjugar os dados arqueológicos de campo com outras especialidades científicas.
Esta abordagem interdisciplinar, assente nas arqueociências, incluirá trabalhos de gabinete e análises laboratoriais para aprofundar, validar e consolidar o conhecimento sobre este importante achado.
A nova área da necrópole foi identificada na obra da Cintura Verde. Uma possível sepultura do século VII a.C. permanece em estudo.
O conteúdo Obras em Mértola revelam 46 sepulturas e núcleo romano-republicano no Cerro das Neves aparece primeiro em Barlavento.
VTM
Noel Afonso, comandante Sub-Regional de Emergência e Proteção Civil das Terras de Trás-os-Montes, disse à VTM que quando os meios chegaram ao local, o armazém estava “tomado pelas chamas e os prejuízos são muito elevados”.
Acrescentou ainda que não se registaram feridos na sequência da ocorrência.
Dentro do armazém estavam diversas “máquinas agrícolas, tratores, feno, rações e ficou tudo destruído”, sublinhou o comandante.
Devido aos prejuízos elevados, o agricultor afetado, Celso Martins precisa de ajudar para recomeçar, já que só conseguiu salvar os animais e um trator agrícola, o restante ardeu por completo.
O prejuízo “é enorme” e o seguro só cobre uma pequena parte do que se perdeu. “Não chega para retomar a atividade, e é um processo que ainda vai demorar. O Celso, de um dia para o outro, ficou sem as máquinas, sem alimento para os animais e sem armazém, mesmo à entrada do inverno”, pode ler-se na página de Facebook Cultiva, que está a angariar fundos para ajudar este agricultor.
Pode ajudar através de: IBAN: PT50 0045 2260 4025 8897 3415 6 (TITULAR: CELSO MARTINS)
Crowdfunding: WWW. GOFUNDME.COM/F/VAMOSAJUDAR-A-RECONSTRUIR-OQUE-O-FOGO-DESTRUIU
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In less than five months, the fastest-spreading Ebola outbreak in world history has killed at least 4,205 people in the conflict-ridden eastern region of the Democratic Republic of Congo (DRC) as of October 7.
It is the deadliest outbreak in the DRC since the disease was first discovered in the country in 1976, killing nearly one in two of the 8,728 people confirmed to be infected.
With treatment still in experimental stages, there is no specifically approved treatment for the particular Bundibugyo strain of the Ebola virus that caused this outbreak, declared on May 15.
However, the virus had been circulating in communities in Ituri province since mid-February, three months before the outbreak was identified and officially declared.
When the health response started, already late, it was severely underfunded, as the UK, France and Germany have also followed in the footsteps of the US to slash humanitarian aid and increase military spending.
The UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) said in late September that the Humanitarian Response Plan had only half the funding needed to counter the outbreak.
Contact tracing is well below the Africa Centers for Disease Control and Prevention (CDC) and the WHO-recommended 95% to effectively break transmission. Only now in October, it has been built up to 80.4%, which still means that almost 20% of the people at risk of exposure to the virus due to contact with confirmed cases are off the radar of the health authorities, and could potentially be transmitting the disease further.
Lack of funds has meant that the understaffed and overworked frontline health workers – scores of whom have died in the line of duty – have been repeatedly forced to go on strike to protest unpaid wages. Their efforts are further impeded by the poor transport infrastructure and lack of healthcare facilities in the remote eastern region where the disease is spreading.
Armed conflict displacing millions on this mineral-rich land is another major hurdle in the way of effective health response. In Ituri, the epicenter of the outbreak, a key Ebola transit center in the fighting-affected Kigonze camp burnt down on September 29.
The camp, which had housed 19,000 Internally Displaced People (IDPs) fleeing violence, was reportedly infiltrated by the Convention for the Popular Revolution (CRP).
This coalition of armed militias, formed in March 2025 at a hotel in Uganda’s capital, Kampala, is led by Thomas Lubanga, a former warlord, convicted by the International Criminal Court (ICC) of war crimes, released from prison in 2020 after serving 14 years. He resides in Uganda, where he is also known to have recruited fighters along ethnic lines.
In a 2022 judgment, the International Court of Justice (ICJ) ordered Uganda to pay DRC USD 325 million in reparations. This included USD 225 million for killings, rapes, child soldier recruitment, and displacement, USD 40 million for damage to property, and USD 60 million for plundering its gold, diamonds, and timber as an “occupying power” in Ituri from 1998 to 2003.
The nature of the occupation has since evolved. Under a bilateral agreement with the DRC, Uganda had deployed 2,000 troops to the country to jointly fight an Islamic State-affiliated group. However, Uganda deployed an additional 4,000 troops without the DRC’s consent in early 2025, around the time as the CRP’s formation in Kampala.
Searching for CRP militants and weapons, soldiers and police entered the camp on September 20. When they came under fire, clashes erupted between the security forces and the militants. Thousands of IDPs fled again as gunfire continued rattling around the camp for days. Deaths, injuries, and arrests were reported.
Amid this violence, on September 29, fire engulfed the camp’s Ebola transit center. It is a facility for the isolation and care of suspected cases, until the results of the lab tests on their blood samples. If confirmed as positive, they are then transported to an Ebola treatment center.
“It’s been a huge struggle to create Ebola transit centers [and] Ebola treatment centers; it’s required money, bringing in staff and it’s been a struggle all across the east. So, when we lose a center, that means we lose capacity, we lose investment and we have to start again,” said Julien Harneis, UN’s senior Ebola response official in the DRC.
“Eastern DRC now faces a catastrophic collision of disease and conflict, with the Ebola outbreak in Ituri province outpacing the response,” the WHO’s director general, Tedros Ghebreyesus, had warned in May.
The outbreak has since reached seven of DRC’s 26 provinces, predominantly in the east. About three-quarters of the confirmed cases remain concentrated in Ituri. However, its neighboring province, North Kivu, which has another 20% of confirmed cases, is emerging as the new hotspot.
Large areas of this province are occupied by Rwandan troops and its proxy militias, the M23, which captured its capital, Goma, in January 2025, and went on to expand territorial control into South Kivu province.
Without humanitarian access to these occupied areas, the government cannot mount a health response, Communications Minister Patrick Katembwe said in late May, second week after the outbreak was declared. He called for the “withdrawal of foreign forces and the removal of their auxiliaries.”
Instead, the M23’s parallel administration launched a separate health response in the areas under its control, independently of the DRC government, with which cooperation was limited to data sharing and lab testing. This severely hampered contact tracing, especially because people regularly travel between the M23-held areas and government-controlled territory.
The parallel M23 administration has also meant additional delays in diagnosis. With bed capacity in Ebola treatment centers stretched taut in North Kivu, medics in this province are forced to refer infected patients to general health facilities, where a third of all confirmed cases are being treated, posing further risk of transmission into the wider community.
The spread has rapidly increased since September in this province, which now accounts for nearly 40% of all new confirmed cases, up from 24% in August-end, Doctors Without Borders (MSF) said on October 5.
“It is like fighting a megafire,” said Stéphanie Hoffmann, MSF coordinator of the treatment center in Butembo, a major commercial city in the province. “Multiple outbreaks are developing at the same time, with varying intensity and in different locations. As long as new hotspots continue to emerge while the virus spreads across northern North Kivu, containing the epidemic will remain extremely difficult.”
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CNRS Éditions, Paris, 2026, 254 pages, 39 euros.