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In D.C.'s Delegate Race, 2 Candidates Agree: No Federal Income Tax for District Residents

27 October 2026 at 20:36
A red and white background with DC candidate photos | Illustration: freeman4congress.com.

"The long-term goal is to achieve statehood and autonomy," says Kymone Freeman, the Green Party candidate for Washington, D.C.'s nonvoting delegate seat in the U.S. House of Representatives. "The short-term leverage to achieve that is tax resistance."

Like many D.C. locals, Freeman believes it's unfair that residents of the nation's capital pay federal income taxes without a voting representative in Congress. Freeman has made it a key plank in his policy platform that D.C. residents should be exempt from paying federal income tax until the district is granted statehood. "We're celebrating the 250th anniversary of America's resistance to taxation without representation, so I think it's time," says Freeman. The nation's capital is a federal district, not a U.S. territory like Guam, Puerto Rico, and the U.S. Virgin Islands, so D.C. residents are still subject to federal income tax requirements. 

Federal district or not, imposing income taxes on D.C. residents without representation would likely offend America's Founders, who met in New York in October 1765 and proclaimed that it is "inseparably essential to the freedom of a people…that no taxes be imposed on them, but with their own consent, given personally, or by their representatives." Taxation is a form of theft. Compounding the issue, D.C. residents have little recourse to challenge their tax burden.

The U.S. is the only democratically governed nation to withhold voting representation from citizens living in its capital. Worse, local officials—such as the city's mayor and the D.C. Council—must solicit congressional approval for the district's budget and laws with little more than a figurehead serving as their lone representative in the federal legislature. Reason's analysis of the Internal Revenue Service's latest available adjusted gross income data shows that D.C. tax filers paid more federal income tax per return than residents in any other state, about $26,900, compared to a national average of roughly $14,300.  

While that's partly because the city has many high-income earners, data show that excluding those in the city earning over $1 million, D.C. residents still paid more in income tax per return than filers in any state, about $16,500 compared to $8,900 nationally.

"We don't have a system where public policy is determined by public input because of the status quo," says Freeman. But challenging that status quo has proven difficult, as Congress resists attempts to make D.C. the 51st state. In 2021, the House of Representatives passed a party-line bill sponsored by Del. Eleanor Holmes Norton (D–D.C.) to establish D.C. as the 51st state. It later died in the (barely) Democratically controlled Senate.

Democrats once opposed D.C. becoming the 51st state; however, they've since warmed to the idea, unlike Republican lawmakers at the federal level, who have been reluctant to support statehood for D.C., viewing it as a move that would give Democrats an electoral stronghold. That argument has some truth: No elected Republicans serve on the D.C. Council. The city hasn't had a Republican mayor since its local government was established, and the district has reliably voted for a Democrat in every presidential election since 1964.

Even though Republicans at the national level do not support statehood for D.C., the District's local GOP does support ending taxation without representation. Denise Rosado—the Republican candidate for D.C.'s delegate seat—thinks statehood for the district is "unlikely" and "undesirable." That hasn't stopped her from campaigning for an end to federal income taxes in D.C., an outcome she claims can be "accomplished quickly."

That's doubtful given Congress' pace. Still, there's no logic in making statehood a prerequisite to abolishing the federal income tax requirement for district residents.

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‘Nobody Wants This’ Star Condemns Adam Brody’s Gaza “Genocide” Comments

27 October 2026 at 20:09
In an interview about the new season of the Netflix series, Brody's onscreen mother, Tovah Feldshuh, said, "To accuse the Jewish people of genocide is wild. It’s right out of Hitler’s playbook."

Reintegro dei medici no-vax radiati, c’è l’ok della Camera con soli 13 voti di scarto. Le opposizioni: “Schiaffo a vittime e scienza”

27 October 2026 at 19:59

I medici no-vax radiati durante il Covid potranno iscriversi di nuovo all’Albo. Lo ha deciso l’Aula della Camera che con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti ha approvato il mantenimento dell’articolo 8 – introdotto nei lavori in commissione su proposta di FdI – del disegno di legge delega sul riordino delle professioni sanitarie che permette la possibilità di reiscrizione ai sanitari radiati durante l’emergenza. Prima del voto diversi gli interventi critici arrivati da parte delle opposizioni con Elena Bonetti (Az), Marianna Ricciardi (M5s), Riccardo Magi (+Eu), Devis Dori (Avs), Davide Faraone (Iv) e Ilenia Malavasi (Pd).

“Possiamo raccontarcela come vogliamo – ha detto Bonetti di Az – ma oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva. Come si comporteranno rispetto al vaccino Mrna sui tumori?”. “State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid – ha attaccato Marianna Ricciardi di M5s – siete dalla parte della cialtroneria. Parliamo di poche persone che hanno fatto cose gravissime. Chi ha provato a curare con i fiori di Bac i tumori, infezioni gravissime con la papaya fermentata. Medici che consapevolmente hanno scelto di scegliere l’anti-scienza. Tra i banchi della maggioranza ci sono dei medici, uomini e donne di scienza che rispetto, come fate a sostenere una cosa simile?”. “È un insulto a tutti i medici e sanitari che hanno svolto il loro dovere in quel periodo drammatico. Parliamo di persone che hanno voluto scegliere tesi anti-scientifica, in maniera irresponsabile”, ha osservato Devis Dori di Avs. “È un articolo gravissimo – ha detto Ilenia Malavasi del Pd – un precedente pericoloso, non possiamo pensare di mistificare la memoria di un periodo difficilissimo per il nostro Paese. Stiamo aprendo una ferita gravissima con una leggerezza incredibile. La radiazione è una scelta estrema ma corretta, serve a difendere posizioni scientifiche”. All’attacco anche Davide Faraone (Iv) e Riccardo Magi di +Eu.

La legge delega è in prima lettura alla Camera e sarà, quindi, in vigore solo dopo il passaggio al Senato. Il via libera è arrivato con soltanto 13 voti di scarto. Diversi gli esponenti di Forza Italia assenti. “Io sono tra coloro i quali non hanno votato – sono state le parole di Roberto Bagnasco, deputato di FI, in Aula – ma voglio dire che ho assistito a una speculazione immonda: non avete saputo mantenere adeguati i toni della discussione che riguarda un fatto importante come l’applicazione delle normative durante il Covid. Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte e ancora una volta mi sento pienamente solidale col mio partito che ha dimostrato che la libertà di coscienza viene prima di tutto”. Rossano Sasso di Futuro nazionale ha fatto notare che “FnV salva la maggioranza di centrodestra e si scaglia contro la polizia del pensiero unico di Pd e M5s. Senza i nostri voti il governo Meloni sarebbe andato sotto, su un tema molto caro a Speranza e Giuseppe Conte. Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell’interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd…”.

“Grande delusione” è la posizione del presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo il quale “ciò che preoccupa non è il supposto tentativo di ‘pacificazione’ di cui parlano alcuni, bensì il tema del non rispetto del Codice deontologico dei medici, che prevede sanzioni autonomamente decise dagli Ordini”. Nel periodo Covid, sottolinea all’Ansa, “non è stata messa in atto alcuna azione persecutoria ma solo una valutazione caso per caso rispetto alle violazioni del Codice, che prevede non si possano mettere in discussione i principi fondamentali della scienza, come nel caso delle vaccinazioni”.

Con l’articolo approvato oggi, rileva Anelli, “la giustizia esercitata in maniera autonoma dai singoli Ordini viene modificata da norme di legge, alterando un criterio generale: quello che gli Ordini da sempre hanno seguito e che prevede una serie di garanzie per tutti i professionisti sanitari”. L’auspicio, osserva il presidente Fnomceo, è che “se ne possa ridiscutere e si possa riflettere ulteriormente per modificare la norma in vista del passaggio al Senato”. Anelli sottolinea che “le azioni degli Ordini durante il periodo Covid non hanno avuto intenti persecutori di alcun genere. Le sanzioni che sono state comminate – afferma – sono state determinate da violazioni del Codice deontologico. Rispetto al periodo della pandemia, tutti dobbiamo riflettere sul fatto che le posizioni espresse dagli Ordini erano finalizzate alla tutela della sicurezza dei cittadini. Pertanto, se l’atteggiamento del medico poteva determinare un’alterazione del principio di cura, si è ritenuto di procedere a carico del professionista proprio in virtù di un principio di salvaguardia dei cittadini”.

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“I’m Turning My Farm Over to Solar Panels to Survive Labour’s Tax Raids”

27 October 2026 at 17:27

Farmers say they are turning prime agricultural land over to solar panels to survive Labour's tax onslaught because the Net Zero installations pay 10 times as much as food production, which is now often loss-making.

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Horiatiko: Bank accounts in Ireland & Denmark frozen; master-plan for money laundering

27 October 2026 at 17:44

Greek authorities have requested the freezing of two bank accounts in Ireland and Denmark as part of the tax fraud investigation against the “Horiatiko” bakery chain. While investigation into the mastermindly orchestrated fraud scheme continues, media report on Tuesday of involvement of numerous police officers who would brief the organization in advance before authorities raids […]

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Vox complica la gobernabilidad a Catalá en el Ayuntamiento de Valencia a las puertas del 29-N con la expulsión de sus dos concejales díscolos

27 October 2026 at 17:03
Juanma Badenas y Cecilia Herrero consuman la salida de Vox tras meses de desencuentros con el partido de Abascal. "No vamos a ser un apoyo al sanchismo", avanzan Leer

Juanma Badenas y Cecilia Herrero consuman la salida de Vox tras meses de desencuentros con el partido de Abascal. "No vamos a ser un apoyo al sanchismo", avanzan

Ray Nicholson Levels Up With ‘The Mosquito Bowl’: “I’m Always Battling for Legitimacy”

27 October 2026 at 16:41
The ‘Smile 2’ standout gets the biggest dramatic part of his career in Netflix's gritty war film, and says it's changed his outlook on working in the industry he grew up surrounded by: “I want movies to live forever, and I want to be a small part of that.”

Windows 10: la proposta di refurbed e Google per i PC a rischio da ottobre 2027, quando finiranno gli aggiornamenti di sicurezza

27 October 2026 at 16:12

Ad ottobre 2027 terminerà il periodo di “Extended Security Updates” (ESU) con cui Microsoft sta garantendo gli aggiornamenti di sicurezza ai possessori di PC con a bordo Windows 10, il cui supporto ufficiale è terminato nel 2025 dopo dieci anni dal lancio. L’ESU è gratutito per i privati fino al 2027, e a pagamento per le aziende, che potranno esternderlo fino al 2028, ma al suo termine chi non potrà passare a Windows 11 rischia di trovarsi con un PC potenzialmente funzionante ma sempre più esposto a rischi di cybersecurity.

Su questo tema Fraunhofer Austria ha realizzato su commissione di refurbed – una delle principali aziende attive nel mercato del ricondizionato – un whitepaper pubblicato a settembre di quest’anno che stima che in tutta l’Unione Europea circa 74milioni di dispositivi che attualmente utilizzano Windows 10, di cui circa 41 milioni (di cui 5,47 solo in Italia) continueranno ad utilizzarlo anche dopo la scadenza degli aggiornamenti di sicurezza, rischiando di diventare obsoleti. Nell’insieme rientrano sia i dispositivi tecnicamente non aggiornabili (oltre la metà, quasi tutti nel privato), sia quelli che potrebbero essere aggiornati a Windows 11 ma non lo fanno per scelta (spesso i privati), o per lentezze organizzative (nelle aziende).

Per quanto riguarda i PC non aggiornabili per questioni tecniche, generalmente si tratta di dispositivi che utilizzano hardware più vetusto e non compatibile con Windows 11 (come gli Intel Core precedenti all’ottava gen ed AMD Ryzen precedenti alla famiglia 2000), generalmente prodotti prima del 2018, o per scelta del produttore privi di chip TMP2.0 e supporto a Secure Boot, richiesti dal più recente sistema operativo di Microsoft. Questi computer se ancora integri nell’hardware possono offrire qualche altro anno di utilizzo, in questo caso l’opzione migliore per allungarne la vita utile, senza incorrere in rischi di sicurezza, sarebbe installare un sistema operativo diverso, come alcune distribuzioni più leggere di Linux o ChromeOS, a patto che riesca a soddisfare i propri casi d’uso.

Secondo lo studio, prolungare di un solo anno la vita utile di questi dispositivi eviterebbe in Italia circa 156 tonnellate di rifiuti elettronici ed oltre 42.800 tonnellate di emissioni di CO2, per un risparmio totale nell’Unione Europea di 1.172 tonnellate di rifiuti elettronici e 0,32 milioni di tonnellate di CO2 emessse.

Nell’ottica di aiutare gli utenti interessati a questa opzione, refurbed ha annunciato una collaborazione con Google grazie alla quale distribuirà a partire da novembre, al costo di 3€, delle chiavette USB che permetteranno l’installazione di ChromeOS Flex, il sistema operativo cloud-first del colosso americano – scaricabile gratuitamente online – ideato per funzionare su quei PC e Mac con qualche anno sulle spalle, ma che non ricevono più aggiornamenti, risultando spesso più leggero rispetto al sistema operativo originario offrendo al contempo aggiornamenti di sicurezza automatici.

ChromeOS Flex ha sicuramente dei vantaggi per coloro che lavorano principalemente sul web, consumano contenuti in streaming o usano suite di lavoro in cloud come Workspace di Google e Microsoft 365, mostrando però un evidente limite in quei casi in cui è necessario utilizzare applicazioni specializzate disponibili solo per Windows.

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EUA admitem armas em órbita

By: A A
27 October 2026 at 15:08

Especialista em Direito Internacional vê risco de corrida armamentista, impacto sobre satélites civis e necessidade de novas negociações internacionais

Por Júlia CARMO

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Os Estados Unidos reconheceram publicamente, pela primeira vez, que possuem armas de controle espacial posicionadas em órbita.

A confirmação foi feita pelo secretário da Força Aérea americana, Troy Meink, durante a Air, Space & Cyber Conference, em Maryland, e provocou reações imediatas de China e Rússia, que acusaram Washington de estimular uma nova etapa da corrida armamentista.

“Os Estados Unidos possuem armas de controle espacial em órbita capazes de defender a Força Conjunta contra ações hostis de adversários”, declarou Meink na segunda-feira (14).

O governo americano não informou quantos equipamentos estão no espaço, quais tecnologias utilizam nem se têm capacidade de destruição física de outros satélites.

A Força Espacial sustenta que a decisão responde ao desenvolvimento de capacidades espaciais e antiespaciais de Pequim e Moscou.

O reconhecimento público, entretanto, muda a forma como essa disputa é apresentada, até agora, Washington mantinha em sigilo a existência de armas efetivamente posicionadas em órbita.

Para Cássio Eduardo Zen, doutor em Direito Internacional e docente de Direito Internacional Público e Privado no Centro Universitário de Pinhais (Fapi), o episódio deve ser analisado com cautela.

“Precisamos nos recordar de que, na década de 1980, o presidente Ronald Reagan fez o programa Star Wars. Então, essa história de militarização do espaço não é uma novidade. Já foi aplicada ou discutida outras vezes”, contextualiza Zen.

Programa Star Wars

O especialista se refere à Strategic Defense Initiative (SDI), anunciada por Ronald Reagan em março de 1983.

O projeto, apelidado de “Star Wars”, previa pesquisas para criar um sistema capaz de interceptar mísseis balísticos, inclusive com tecnologias baseadas no espaço.

O programa se transformou em um dos principais pontos de tensão entre Estados Unidos e União Soviética durante a fase final da Guerra Fria.

A União Soviética argumentava que a iniciativa poderia levar armas ao espaço e alterar o equilíbrio nuclear.

Documentos históricos do Departamento de Estado mostram que Moscou chegou a propor negociações para proibir a colocação de armamentos em órbita durante as discussões provocadas pela SDI.

Zen considera que esse histórico é importante antes de interpretar o anúncio atual como uma ruptura completa.

“É preciso perguntar até que ponto isso representa uma efetiva militarização e até que ponto pode ser uma provocação. Vindo do governo Trump, é possível que exista algum exagero na forma como essa informação está sendo apresentada”, pondera o professor.

Diferentemente da década de 1980, porém, o anúncio atual não trata apenas de pesquisa.

A própria Força Aérea americana afirmou oficialmente que existem hoje “on-orbit space control weapons”, ou armas de controle espacial em órbita.

Armas desconhecidas

A natureza desses equipamentos é uma das principais dúvidas. O governo dos EUA não informou se os sistemas são cinéticos, capazes de atingir fisicamente outro objeto, ou não cinéticos, como equipamentos de interferência eletromagnética, sistemas cibernéticos ou tecnologias capazes de bloquear ou desativar satélites sem destruí-los.

Lasers, interferência eletromagnética e ataques aos enlaces de comunicação estão entre as tecnologias possíveis em operações espaciais.

A Força Espacial afirmou que suas capacidades podem ser empregadas de maneira defensiva e ofensiva para “afetar as capacidades do adversário”.

Essa falta de detalhes dificulta até mesmo determinar quais normas internacionais poderiam ser aplicadas.

“Se for comprovado que existe uma militarização incompatível com as normas internacionais, outros países podem questionar essa atuação e exigir mudanças de conduta”, afirma Zen.

O professor considera que respostas diplomáticas e econômicas também poderiam aparecer.

“Os outros Estados podem adotar medidas políticas e até sanções econômicas, dependendo do tipo de violação que venha a ser constatada”, acrescenta o advogado.

Regra internacional

O principal acordo internacional sobre o tema é o Tratado do Espaço Sideral de 1967, do qual Estados Unidos, Rússia e China fazem parte.

Existe, contudo, uma diferença jurídica importante, o tratado não proíbe genericamente todo uso militar da órbita terrestre.

O artigo 4º impede que os países coloquem em órbita armas nucleares ou outras armas de destruição em massa.

Também proíbe bases militares, testes de armas e manobras militares na Lua e em outros corpos celestes.

O texto não estabelece a mesma proibição geral para armas convencionais colocadas na órbita da Terra.

É justamente essa lacuna que complica a reação jurídica ao anúncio americano. Zen defende uma interpretação mais ampla do princípio de uso pacífico do espaço.

“O princípio geral de Direito Internacional aplicável ao espaço sideral é considerar esse ambiente destinado a finalidades pacíficas. O problema agora será saber exatamente que tipo de equipamento os Estados Unidos colocaram em órbita e qual é sua função”, explica o docente.

Por isso, uma eventual conclusão sobre ilegalidade dependerá do tipo de arma, da finalidade, de sua operação e de outros compromissos internacionais aplicáveis.

China reage

Pequim respondeu ao anúncio nesta terça-feira (15).

“Instamos o lado americano a parar de expandir suas capacidades militares e de se preparar para a guerra no espaço sideral”, afirmou Guo Jiakun, porta-voz do Ministério das Relações Exteriores da China.

O governo chinês há anos defende publicamente negociações para limitar uma corrida armamentista espacial.

Em manifestação anterior, o próprio Guo afirmou que a China se opõe à “transformação do espaço em armamento” e apoia a criação de instrumentos jurídicos específicos sobre o tema.

Washington apresenta uma versão diferente. A Força Espacial americana afirma que a China já desenvolve capacidades “espaciais e contraespaciais” como parte de sua modernização militar e utiliza esse avanço como uma das justificativas para o fortalecimento das próprias forças.

Essa dinâmica preocupa Zen porque cada potência pode utilizar as ações da rival para justificar novos investimentos.

“Os outros países podem se sentir legitimados a fazer exatamente o mesmo tipo de conduta. Aí, sim, existe o risco de uma corrida armamentista”, alerta o especialista.

Rússia reage

A Rússia adotou discurso semelhante ao chinês. “Contamos com uma ampla consolidação internacional para continuar trabalhando em prol da desmilitarização completa do espaço”, declarou Dmitri Peskov, porta-voz do Kremlin.

Segundo ele, Moscou considera que o espaço deveria permanecer “livre de qualquer arma”.

A defesa dessa posição não começou com o anúncio americano. Rússia e China apresentaram ao longo dos últimos anos propostas para um instrumento internacional juridicamente vinculante destinado a impedir a colocação de armas no espaço e o uso ou ameaça da força contra objetos espaciais.

Os próprios Estados Unidos, porém, acusam Moscou de desenvolver tecnologias antissatélite e de considerar o espaço como um domínio relevante para futuros conflitos.

Para Zen, essa combinação cria um problema típico de segurança internacional, uma potência diz estar se armando para responder à outra, enquanto a rival utiliza justamente essa decisão como justificativa para fazer o mesmo.

“Se China e Rússia entenderem que os Estados Unidos já colocaram armas no espaço e responderem com equipamentos equivalentes, entramos numa lógica em que cada novo passo é utilizado para justificar o próximo”, observa o professor.

Satélites civis

Uma corrida desse tipo não atingiria somente as Forças Armadas. Satélites são utilizados para comunicação, localização, meteorologia, transmissão de dados e diferentes atividades econômicas.

Equipamentos civis e militares compartilham regiões orbitais e frequências que precisam ser coordenadas internacionalmente.

“Se acontecer uma militarização mais intensa do espaço, especialmente envolvendo satélites, isso é extremamente preocupante para os usos civis”, ressalta Zen.

Segundo ele, a preocupação envolve tanto a ocupação do ambiente orbital quanto a possibilidade de interferência.

“Você pode ter risco de interferência, problemas na utilização de frequências e dificuldades para operações de satélites destinados à comunicação e a outros serviços civis”, detalha o especialista.

A União Internacional de Telecomunicações (UIT) administra internacionalmente o uso de frequências e posições orbitais para reduzir interferências prejudiciais.

A própria organização trata o espectro e a órbita geoestacionária como recursos limitados que exigem coordenação entre os países.

Risco brasileiro

Para o Brasil, o tema não é distante. O país utiliza satélites para telecomunicações, transmissão de televisão, internet, monitoramento ambiental, meteorologia e sistemas ligados a diferentes setores da economia.

Zen chama atenção especialmente para a necessidade de o Brasil acompanhar as negociações internacionais sobre utilização das órbitas e segurança dos equipamentos espaciais.

“Isso também é relevante para o Brasil. Precisamos prestar muito mais atenção ao que acontece no ambiente orbital e às consequências que uma escalada militar pode trazer para serviços dos quais dependemos”, defende o professor.

Ele também menciona os riscos associados ao crescimento do número de objetos em órbita.

“Outro problema é o lixo espacial. É um risco que muitas vezes recebe pouca atenção até que um objeto perca o controle, seja destruído ou passe a representar perigo para outros equipamentos”, destaca Zen.

A preocupação possui respaldo técnico. A NASA considera detritos orbitais uma das principais ameaças a espaçonaves e satélites.

Objetos pequenos viajam em velocidades tão elevadas que podem danificar ou destruir equipamentos.

Colisões também podem produzir novos fragmentos e aumentar progressivamente a quantidade de material perigoso em órbita.

Novas regras

Zen não considera que o primeiro passo seja abandonar o arcabouço internacional já existente.

“Na minha avaliação, o ponto inicial não é simplesmente criar uma nova norma, mas aplicar e desenvolver aquilo que já existe para preservar o uso pacífico do espaço”, afirma o especialista.

Ao mesmo tempo, o anúncio americano evidencia as limitações das regras formuladas há quase seis décadas.

Em 1967, o principal temor era colocar armas nucleares em órbita. Hoje, sistemas militares podem funcionar por interferência eletrônica, ataques cibernéticos, lasers ou tecnologias capazes de incapacitar um satélite sem utilizar explosivos.

Por isso, China e Rússia defendem há anos um novo tratado específico para impedir uma corrida armamentista espacial.

As negociações, porém, esbarram em divergências sobre definições, fiscalização e verificação das tecnologias utilizadas.

Efeito imediato

Até agora, a consequência mais concreta do anúncio é política. Os Estados Unidos confirmaram uma capacidade que mantinham em sigilo, China e Rússia responderam cobrando desmilitarização e o debate sobre armas espaciais voltou a ocupar as relações entre as três potências.

Ainda não existem informações suficientes para afirmar se o equipamento americano viola o Tratado do Espaço Sideral.

Washington não revelou se as armas carregam material de destruição em massa, nem mesmo a natureza técnica dos sistemas posicionados em órbita.

Zen, por isso, recomenda cautela antes de tratar o anúncio como prova de uma mudança completa nas regras militares globais.

“Eu ainda considero possível que exista uma dose de bravata nessa confirmação. Estamos falando de um governo que utiliza declarações fortes como instrumento político e de negociação”, avalia o professor.

Mas ele ressalta que, caso as armas sejam efetivamente operacionais e provoquem uma resposta equivalente das outras potências, o efeito poderá ultrapassar a disputa diplomática.

“O risco maior é China e Rússia fazerem exatamente a mesma coisa. Se cada lado passar a colocar novos sistemas militares no espaço porque o outro já fez isso, podemos entrar numa corrida armamentista com consequências que não ficam restritas aos militares”, conclui Zen.

Publicado originalmente por obrasilianista.com.br

Milano, scooter contro un taxi dopo la frenata per un’ambulanza: muore motociclista di 30 anni sul ponte Crepax

27 October 2026 at 12:05

Un sorpasso, una frenata improvvisa e una collisione che si è trasformata in tragedia. Fabrizio Cesare Acerni, 30 anni, è morto nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre all’ospedale Niguarda di Milano, dove era stato trasportato in condizioni gravissime dopo un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio sul ponte Crepax, nella zona di San Cristoforo. Il giovane viaggiava in scooter quando, secondo una prima ricostruzione della polizia locale, è rimasto coinvolto in una sequenza di manovre che ha interessato anche un’ambulanza, un autobus e un taxi.

L’incidente si è verificato intorno alle 16.30 sul cavalcavia che attraversa il Naviglio Grande, nella periferia sud-occidentale della città. Stando agli accertamenti iniziali, un’ambulanza avrebbe effettuato il sorpasso di un autobus con sirene e lampeggianti spenti. Nella corsia opposta stava sopraggiungendo un taxi, il cui conducente avrebbe frenato bruscamente per evitare uno scontro frontale con il mezzo di soccorso. Alle sue spalle procedeva lo scooter guidato dal trentenne, che non sarebbe riuscito a evitare l’impatto con l’automobile.

La caduta sull’asfalto e l’impatto con l’ambulanza

Dopo aver tamponato il taxi, Acerni ha perso il controllo dello scooter ed è finito sull’asfalto. Proprio in quel momento, secondo la dinamica preliminare ricostruita dagli agenti, sarebbe stato colpito dall’ambulanza che aveva effettuato il sorpasso. Un secondo impatto che ha reso particolarmente gravi le conseguenze dell’incidente.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, che hanno tentato di rianimare il motociclista prima di trasferirlo d’urgenza all’ospedale Niguarda. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate. Nonostante i tentativi dei medici, il 30enne è deceduto durante la notte.

Gli accertamenti della polizia locale sulla dinamica dell’incidente

La polizia locale di Milano ha effettuato i rilievi per ricostruire con precisione la successione degli eventi e accertare eventuali responsabilità. Al centro delle verifiche ci sono le manovre compiute dai veicoli coinvolti, a partire dal sorpasso effettuato dall’ambulanza e dalla successiva frenata del taxi.

Un elemento rilevante della prima ricostruzione riguarda proprio il mezzo di soccorso, che avrebbe affrontato il sorpasso senza i dispositivi acustici e luminosi di emergenza attivati. Saranno gli accertamenti a chiarire le circostanze della manovra e il ruolo avuto dai diversi veicoli nella collisione.

Per Fabrizio Cesare Acerni, nonostante l’immediato intervento dei soccorritori e il ricovero d’urgenza, non c’è stato nulla da fare. L’incidente sul ponte Crepax è costato la vita al giovane motociclista, mentre proseguono le verifiche per definire l’esatta dinamica della tragedia.

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Los "independientes" de Vox que irán en la papeleta del PP: seis perfiles vinculados al partido de Abascal y organizaciones satélite

27 October 2026 at 11:24
Un ex consejero valenciano, asesores y personas relacionadas con Disenso se integran en las listas 'populares' con posibilidades de ser senadores Leer

Un ex consejero valenciano, asesores y personas relacionadas con Disenso se integran en las listas 'populares' con posibilidades de ser senadores

INSOLITE. Un chat perdu s'invite dans une maison gersoise et fait fuir la chienne résidente : identifié par sa puce, il finit par retrouver son propriétaire

27 October 2026 at 11:01
Un chat tigré inconnu s'est installé sans invitation dans une maison de campagne à La Romieu, dans le Gers, provoquant la fuite de la chienne résidente. Après une semaine, le félin a été identifié grâce à sa puce...

Anthropic’s record $2tn IPO could bring global risks to a head

27 October 2026 at 10:50

Anthropic, developer of AI chatbot Claude, has filed its prospectus and is expected to go public on Wall Street in November at a valuation of up to US$2 trillion. That would make it the highest-valued initial public offering (IPO) ever, ahead of SpaceX’s $1.77 trillion listing in June. OpenAI, the maker of ChatGPT, is expected […]

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