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Omonimi spioni. Jensen Huang sorvegliato da un’altra Huang per conto di Pechino

29 October 2026 at 16:20

Cecotec hace la competencia a Dyson con su aspirador escoba

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Las aspiradoras escoba cada vez tienen más presencia en los hogares. Dyson es una de las marcas pioneras en estos dispositivos, de hecho, cuenta con una amplia gama de modelos muy populares, como la V8 Cyclone o la V10 Absolute. No obstante, no es la única marca que opta por estos ejemplares para limpiar el suelo de las casas. Una de ellas es Cecotec que destaca por contar con la aspiradora escoba Conga Popstar 1000 Duo.

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Silves promove ação de formação ‘Oficina Teórico-Prática para uma Didática Histórico-Crítica’

29 October 2026 at 16:00

O Município de Silves promove, no próximo dia 14 de novembro, entre as 14h00 e as 20h00, a ação de formação «Oficina Teórico-Prática para uma Didática Histórico-Crítica», que terá lugar no auditório da Biblioteca Municipal de Silves.

Dinamizada pelos professores Roberto Barros e Raquel Varela, a formação assume o formato de uma aula-oficina, tendo por base os fundamentos da pedagogia histórico-crítica, da psicologia histórico-cultural e da didática desenvolvimental.

A sessão pretende promover a reflexão sobre a relação entre a didática histórico-crítica e a aprendizagem desenvolvimental coletiva, convidando o público a questionar e a reelaborar a filosofia da práxis docente. Através de um percurso teórico-prático e reflexivo, os participantes terão a oportunidade de experienciar os princípios e métodos que estudam, articulando a reflexão teórica com a prática pedagógica.

A iniciativa é gratuita e aberta ao público em geral, sendo acreditada para docentes, sendo que os professores interessados em obter acreditação, deverão efetuar a sua inscrição através da página do Centro de Formação de Associação de Escolas de Albufeira, Lagoa e Silves (CFAE), clicando aqui.

Os contactos para mais informações são o telefone 282 440 800 (ext. 2620) ou o endereço de correio eletrónico educacao@cm-silves.pt .

Ha legato il figlio di 9 anni a sé con una corda durante la maratona: maxi squalifica per un atleta

29 October 2026 at 14:25

Tre anni di squalifica e risultato cancellato. È la sanzione inflitta a un corridore che, durante la maratona di Zhengzhou, in Cina, ha partecipato alla gara insieme al figlio di appena nove anni, collegato a lui attraverso una corda fissata alla vita. La vicenda risale al 18 ottobre, ma a far esplodere il caso è stata la diffusione di un video sui social, nel quale si vede il bambino inseguire il padre lungo il percorso, costretto a mantenere il ritmo dell’adulto.

Le immagini hanno suscitato numerose polemiche, soprattutto per i rischi a cui sarebbe stato esposto il minore durante una competizione di lunga distanza. Dopo le segnalazioni e la circolazione del filmato, il comitato organizzatore della manifestazione è intervenuto ufficialmente, confermando il provvedimento nei confronti dell’uomo. Nel video si vede il corridore procedere davanti al figlio, mentre il cordino che li unisce rimane teso durante la corsa. Il bambino cerca di seguirlo, adattandosi alla velocità imposta dall’adulto, senza poter gestire liberamente il proprio passo. Una scena che ha attirato l’attenzione degli utenti sui social cinesi, dando vita a un acceso confronto sul comportamento del genitore e sulla sicurezza del piccolo.

Secondo le testimonianze circolate sui media locali, il bambino avrebbe nove anni e sarebbe proprio il figlio dell’uomo. Una partecipante alla gara ha raccontato di averli incontrati lungo il percorso: “Ho incontrato per caso il bambino di nove anni e suo padre che correvano insieme“. Stando alla stessa testimonianza, i due avrebbero corso insieme per circa 18 chilometri, affrontando alcuni tratti a un’andatura sostenuta. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione che non ha ricevuto una conferma ufficiale da parte degli organizzatori.

Le reazioni alla vicenda sono state numerose. Se alcuni commenti si sono concentrati sulla capacità del bambino di sostenere uno sforzo così prolungato, molte delle critiche hanno riguardato soprattutto le possibili conseguenze per la sua salute. Il 23 ottobre il comitato organizzatore della Zhengzhou Marathon ha annunciato i provvedimenti adottati nei confronti del partecipante. Oltre alla cancellazione del risultato ottenuto, per l’uomo è arrivata una squalifica della durata di tre anni, che gli impedirà di prendere parte alle competizioni previste dalla sanzione.

La decisione si inserisce nel quadro delle regole stabilite per la manifestazione, che prevedono requisiti anagrafici specifici per poter partecipare. Per la maratona completa è richiesta un’età minima di 20 anni, mentre per la mezza maratona bisogna averne almeno 18. Un bambino di nove anni, quindi, non avrebbe potuto prendere regolarmente parte alla competizione. Nel regolamento, inoltre, la maratona viene descritta come un’attività sportiva caratterizzata da uno sforzo intenso e prolungato, che comporta rischi significativi e richiede un’adeguata preparazione fisica. Indicazioni che evidenziano quanto sia importante rispettare le condizioni previste per la partecipazione, soprattutto quando sono coinvolti atleti molto giovani.

Guo Jianjun, professore presso il Centro per l’innovazione nella medicina dello sport e nell’integrazione medico-sportiva della Capital University of Physical Education and Sports, ha richiamato l’attenzione sulla fragilità dell’apparato scheletrico durante lo sviluppo: “Lo sviluppo fisico dei minorenni non è ancora completo e partecipare a una maratona può esporli al rischio di fratture e fissurazioni ossee“. Un altro aspetto riguarda la capacità dell’organismo di affrontare il calore prodotto durante un’attività fisica prolungata. Chen Xueli, responsabile del dipartimento di medicina riabilitativa dell’ospedale Shijitan di Pechino, ha spiegato che bambini e adolescenti possono avere maggiori difficoltà a regolare la temperatura corporea durante uno sforzo intenso.

“Durante una maratona la temperatura corporea aumenta. Poiché bambini e adolescenti hanno una capacità inferiore di regolare la temperatura, il calore può compromettere diverse funzioni dell’organismo”, ha dichiarato la specialista. La dottoressa ha inoltre sottolineato le possibili difficoltà per un minore nel riconoscere e affrontare un’emergenza medica durante una manifestazione caratterizzata da un percorso lungo e affollato. A questo si aggiungono le preoccupazioni relative a un organismo non ancora completamente sviluppato, compreso il sistema cardiovascolare.

Quello avvenuto a Zhengzhou non è un episodio isolato nel panorama delle competizioni podistiche cinesi. Il 27 settembre, durante la maratona di Taiyuan, un partecipante aveva consentito a un minore di utilizzare il proprio pettorale, portandolo così sul percorso di gara. Anche in quel caso gli organizzatori avevano annullato il risultato e disposto una squalifica, vietando al corridore di partecipare alla stessa manifestazione per due anni.

Un altro caso era emerso nel gennaio 2026 durante la maratona di Hong Kong. In quell’occasione, un uomo era stato visto correre con un neonato in braccio mentre teneva uno smartphone nell’altra mano. Gli addetti alla competizione erano intervenuti dopo aver accertato la violazione delle regole, fermando il partecipante e accompagnandolo fuori dal percorso insieme al bambino.

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13h. 284 mil pessoas em lista de espera para cirurgia

29 October 2026 at 13:16
Os dados são do Portal da Transparência do SNS. Ainda, no desporto, o Sporting regressa ao campeonato com uma deslocação ao terreno do Casa Pia.

Faculdade de Medicina de Macau aposta em ensino de português

29 October 2026 at 11:42
O programa está a ser feito em conjunto entre a Universidade de Macau e a Universidade de Lisboa e pretende facilitar o acesso à profissão em Portugal. O curso está na fase final de acreditação.

© TOMÁS SILVA/OBSERVADOR

João Eurico Fonseca afirma que "o diploma [do curso] vem da Universidade de Lisboa, e é imediatamente reconhecido"

Porque é que os músculos perdem força com a idade?

By: ZAP
29 October 2026 at 09:00
À medida que envelhecemos, os músculos perdem força e massa. No entanto, algumas das alterações que ocorrem no tecido muscular poderão representar não apenas sinais de deterioração, mas também respostas adaptativas destinadas a proteger as células contra danos. Uma nova investigação esclarece por que razão os músculos envelhecidos tendem a apresentar uma maior proporção de fibras musculares de contração lenta e identifica uma molécula que poderá abrir novas perspetivas para o tratamento da perda muscular. Um novo estudo, publicado o mês passado na Nature Aging, identificou a cardiolipina, uma molécula essencial ao funcionamento das mitocôndrias, como um possível elemento-chave na

Tony Effe prova a spaccare un mattone, ma si fa male ad una mano: il tentativo (non riuscito) di imitare il maestro di karate – VIDEO

29 October 2026 at 10:02

Da Roma al cuore della Cina. Tony Effe ha scelto di mettersi in gioco in un territorio dove la spavalderia, tradizionalmente, si lascia fuori dalla porta: il tempio Shaolin, culla del kung fu e luogo in cui si insegna, tra le altre cose, che il vero guerriero è “quello che non ha bisogno di dirlo”.

Il rapper è partito per scoprire da vicino l’arte marziale più mitizzata del pianeta, quella che da cinquant’anni di cinema di Hong Kong ci ha consegnato un immaginario fatto di monaci volanti, pugni di ferro e allenamenti all’alba.

Ed lì, tra una posizione del cavallo e l’altra, ha deciso di cimentarsi nella celebre prova di rottura: spaccare, a mani nude, qualcosa che di norma non vorrebbe essere spaccato.

Va detto, per amor di precisione, che la parola con cui la prova viene spesso indicata, “tameshiwari”, è giapponese e appartiene alla tradizione del karate.

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Mulher viveu três anos com um “bebé de pedra” no abdómen. Um dilema médico

By: ZAP
29 October 2026 at 08:00
As imagens do TAC não deixaram dúvidas:  tinha as estruturas do esqueleto de um feto, com crânio, coluna, costelas e ossos dos braços e das pernas. Em 400 anos, só há algumas centenas de casos documentados de “bebé de pedra”. Durante três anos, uma mulher de 42 anos da Somalilândia viveu com uma dor surda na parte baixa do abdómen. Nos últimos meses, juntou-se-lhe uma sensação de peso que foi crescendo. Quando foi ao hospital, os médicos chegaram a um diagnóstico que, em 400 anos, só foi documentado algumas centenas de vezes: um litopédio, ou “bebé de pedra”. O historial

Arranca peditório da Liga Portuguesa Contra o Cancro

29 October 2026 at 08:29
Peditório da Liga Portuguesa Contra o Cancro, que arrecadou em 2025 mais de 2,2 milhões de euros, vai decorrer até domingo em locais públicos, nomeadamente áreas comerciais e igrejas.

© ANTÓNIO COTRIM/LUSA

21.600 voluntários estarão identificados com o colete da liga e cofres

Utentes a aguardar cirurgia no valor mais alto de sempre

29 October 2026 at 07:37
Lista de espera para cirurgia avoluma-se, enquanto a produção cirúrgica cai, com menos 24 mil cirurgias relativamente a 2025. Ordem dos Médicos diz que há "falta de vontade" para corrigir o caminho.

© GONÇALO DELGADO/OBSERVADOR

Crema de coliflor, ajo asado y anacardos

29 October 2026 at 07:34
Cremosísima

Esta receta nos sirve para recordar que cuando encendemos el horno está bien añadir una cabeza de ajo, envuelta en papel de aluminio. Así, sin casi esfuerzo, conseguimos una pasta dulce y cálida, que aporta sabor sin nada de picor; es la magia del ajo cuando lo dejamos entero, sin cortar.

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Il Real Madrid si piega a Pechino: i milioni in gioco dietro le scuse pubbliche al “popolo cinese” dopo il caso Mbappè

29 October 2026 at 07:12

Alla fine anche il Real Madrid si è dovuto piegare alla Cina. Martedì, nei corridoi del club, la linea era ancora quella della libertà di espressione: il caso Kylian Mbappé non riguardava direttamente la società e non avrebbe avuto conseguenze sui rapporti commerciali. Meno di ventiquattr’ore dopo, la posizione è cambiata. E sono arrivate le scuse ufficiali a Pechino.

“Il Real Madrid desidera scusarsi con il popolo cinese per il disagio che le recenti dichiarazioni del nostro giocatore, Kylian Mbappé, potrebbero aver causato”, ha scritto il club. Poi l’appoggio pubblico al francese: “La società si unisce alle scuse pubbliche presentate da Kylian Mbappé, nelle quali il giocatore stesso ha espresso il suo rammarico per le sue affermazioni e ha ribadito il suo rispetto per il popolo cinese”.

Tutto nasce da un video girato a marzo e diffuso lunedì, nel quale Mbappé parlava del suo meme preferito: un’immagine che lo raffigura come un “dittatore cinese”. Il volto utilizzato è però quello di Mao Zedong, il “Grande Timoniere”. Una definizione che a Pechino non è piaciuta affatto. Prima le scuse del calciatore e della Liga, poi quelle del Real. Per le autorità cinesi non bastavano le parole del solo attaccante.

“Finché il Real Madrid non presenterà delle scuse formali, non c’è nulla di cui discutere”, aveva avvertito un portavoce del gruppo mediatico GMC, proprietario di CCTV, l’emittente statale cinese. Nel frattempo tre compagnie private hanno cancellato i contratti pubblicitari con Mbappé e la tv di Stato ha sospeso la trasmissione delle partite della Liga. Ed è qui che la libertà di espressione si è scontrata con un mercato troppo grande per essere ignorato. Il Real ha circa 100 milioni di tifosi in Cina, da dove arriva tra il 10 e il 15% del merchandising internazionale del club. La maglia di Mbappé era l’articolo più venduto nel Paese e il Madrid detiene anche il 20% dei diritti d’immagine del francese.

Così il club ha ricordato il suo “profondo rispetto per la Cina, i suoi cittadini e i milioni di tifosi che amano e ammirano il Real Madrid”. Un cambio di rotta netto, arrivato dopo le pressioni di Pechino e con milioni di euro in gioco. Le scuse, però, per ora non hanno riaperto il mercato. Nonostante le trattative avviate dalla Liga, la Cina resta ferma sulle proprie posizioni e il campionato spagnolo continua a essere oscurato. Il Real si è piegato. Pechino, almeno per il momento, no.

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De la ovación de Chicago al aplauso de Madrid: los oncólogos celebran avances inéditos contra los tumores más letales

29 October 2026 at 04:30
Aplausos de los asistentes a una de las sesiones plenarias del congreso de la Sociedad Estadounidense de Oncología (ASCO, por sus siglas en inglés), celebrado el pasado mayo en Chicago (Estados Unidos)

No es habitual ver a un puñado de oncólogos invadidos por la emoción y la euforia. Tampoco que las gráficas de alguno de sus estudios se viralicen en redes sociales. Pero este año ha ocurrido. Y más de una vez. El pasado mayo, en Chicago, durante el congreso de la Sociedad Americana de Oncología (ASCO, por sus siglas en inglés), un auditorio entero se puso en pie para aplaudir los resultados de una terapia dirigida que logra duplicar la supervivencia en cáncer de páncreas, un tumor de muy mal pronóstico. Y este fin de semana, en Madrid, centenares de oncólogos de medio mundo volvieron a ponerse en pie: esta vez, una ovación espontánea recorrió el congreso europeo de oncología al conocerse que un ensayo para el cáncer de pulmón más agresivo lograba una mejora de la supervivencia nunca vista en ese tumor. “Estamos viendo una explosión de diferentes fármacos. Y esta innovación no está ocurriendo solo en los tumores más frecuentes, sino también en algunos más raros y agresivos. Esto es muy importante y significativo”, reflexiona la oncóloga Ángela Lamarca, coordinadora del Comité de Comunicación del congreso europeo.

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Lentejas con chorizo, la receta para no fallar con un clásico

29 October 2026 at 04:30

¿Somos la web que más ha dado la turra con las bondades de las lentejas con verduras, y hemos dicho por activa, pasiva y versátil que no hace falta atiborrarlas a embutidazo y a carnaza para que estén buenísimas? Sí somos. ¿Vivimos instaladas en la contradicción y ahora salimos con unas lentejas con chorizo? Pues también. No descubrimos la vacuna contra el melanoma diciendo que la legumbre marrón y el embutido rojo forman una gran pareja, y siempre que no nos pasemos con las carnes procesadas, no vemos motivo para no disfrutarla de cuando en cuando.

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© Mikel López Iturriaga | UNTO

Lentejas con chorizo, la receta para no fallar con un clásico | EL COMIDISTA

Mbappé dittatore, e la suscettibilità della Cina

29 October 2026 at 03:45

Real Madrid's Kylian Mbappe during the UEFA Champions League Phase - Matchday 2 soccer match between AS Roma and Real Madrid at the Rome's Olympic stadium, Italy - Wednesday October 14, 2026 - Sport Soccer ( Photo by Alfredo Falcone/LaPresse )

A Kylian Mbappé non serve il pallone d’oro, gli basta esercitare il suo potere illimitato. Dopotutto, a un dittatore basta comandare. Solo questo e nient’altro. E Mbappé è un leader intransigente, un autocrate senza scrupoli. O meglio, questo è quello che dicono i social, in quell’abisso oscuro che è lo humor dei tifosi di calcio nel 2026.

Da qualche giorno circola online un filmato tratto da un talk show francese. A Mbappé viene chiesto quale meme che lo ritrae lo faccia ridere di più, e lui risponde: «Quando hanno fatto un video di un tizio – credo fosse un dittatore cinese – e hanno messo la mia…», per poi indicarsi il volto. Il dittatore cinese in questione è proprio Mao Zedong, non ci si può sbagliare.

In Cina non l’hanno presa benissimo. Tre grandi aziende hanno interrotto le collaborazioni con il calciatore e la televisione di Stato ha sospeso la trasmissione delle partite della Liga, oltre a eliminare le pubblicità con il francese. L’hashtag sulla rottura con Dongpeng, azienda di bevande energetiche, è diventato il tema più discusso su Weibo. Anche perché durante i Mondiali della scorsa estate, Mbappé pubblicizzava le bevande in ogni modo possibile in Cina, anche con immagini generate dall’intelligenza artificiale.

Dongpeng ha annunciato la «tolleranza zero» verso i comportamenti che offendono i sentimenti nazionali. Mengniu e Shanghai Milkground, due aziende del settore lattiero-caseario, hanno dichiarato di interrompere «con effetto immediato» ogni collaborazione. Le dichiarazioni di Mbappé sono state condannate anche dalla Federazione calcistica cinese (Cfa), che ha detto di aver «immediatamente intrapreso azioni diplomatiche decise nei confronti del Real Madrid», chiedendo al club delle scuse formali e pubbliche.

Scuse che sono arrivate, formali e pubbliche. «Il Real Madrid desidera esprimere le sue scuse al popolo cinese per il disagio che possa essere stato causato dalle parole del nostro giocatore Kylian Mbappé», si legge in una nota ufficiale della società da cui traspare una riverenza esasperata. «Il nostro club ha un profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano affetto e ammirazione per il Real Madrid».

Perfino il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha parlato di un «rifiuto unanime» per parole che feriscono il popolo cinese.

Su Mao non si scherza. Mbappé l’ha imparato a sue spese, letteralmente. E infatti si è scusato per una frase detta con troppa leggerezza: «Durante una recente intervista, ho reagito a un’immagine di me stesso. Il mio commento è stato inopportuno e ora capisco che ha ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi di tutto il mondo. Chiedo scusa a tutti coloro che sono rimasti turbati dalle mie parole». Ha aggiunto di nutrire «profondo rispetto» per il popolo cinese e la sua storia.

Si è scusato anche Javier Tebas, presidente della Liga, preoccupato che le parole del calciatore danneggino il rapporto con la Cina e «gli oltre venti club» dei campionati professionistici spagnoli. In controluce, più che il danno morale, si legge il terrore per gli interessi economici in gioco.

🚨🇨🇳 NEW: Kylian Mbappé has been dropped by multiple Chinese brands following comments he allegedly made about Chairman Mao

Mbappe told a French talk show images of his face superimposed onto Mao make him “laugh the most” pic.twitter.com/qNGS4LwKdb

— Politics Global (@PolitlcsGlobal) October 27, 2026

Riprendendo un tweet di Sid Lowe, giornalista del Guardian che segue da anni la Liga spagnola, bisognerebbe chiedersi per che cosa si sta scusando esattamente Mbappé? Ha risposto con noncuranza a una domanda scema, parlando di un meme su di lui. Si può discutere del buon gusto della battuta, certo, ma non c’è stato nessun attacco al popolo cinese, nessuna provocazione politica, nessuna campagna contro la Cina. E soprattutto, nessuno ha davvero interesse a far saltare contratti multimilionari per una frase del genere. Non le aziende che investono sul mercato cinese, non la Liga che vende le proprie partite, non i partner commerciali che da questi rapporti ricavano denaro. Eppure tutti si affrettano a scusarsi, condannare, prendere le distanze, come se il rischio maggiore fosse non dimostrare abbastanza indignazione. Davvero si teme l’effetto domino che parte dal battito d’ali di una farfalla sul Twitter Calcio e diventa un caso diplomatico tra il Real Madrid e la Cina?

Chi frequenta gli ambienti digitali del tifo calcistico conosce molto bene la versione dittatoriale di Mbappé. Va anche oltre il confine del demenziale. Il suo volto viene sovrapposto a quello di Mao, Kim Jong-un o Stalin; in altri video caccia dallo spogliatoio i compagni che non sarebbero alla sua altezza. Altezza calcistica, s’intende. Basta un errore grossolano con il Real Madrid o la nazionale perché internet metta in scena la punizione.

Dopo il 4-1 della Francia sulla Norvegia ai Mondiali, per esempio, un video mostrava Ousmane Dembélé festeggiare la sua prima tripletta in Nazionale mentre Mbappé lo fissava con aria furiosa; poi gli si avvicinava, gli metteva una mano sulla spalla e gli diceva: «Ottimo lavoro». Poi, con un tono più cupo: «Non farlo mai più».

La caricatura è grottesca, anche se non priva di fondamento. Da anni Mbappé è considerato una presenza ingombrante ovunque vada. Nel 2022 si disse che il Paris Saint-Germain avesse licenziato il direttore sportivo Leonardo anche su sua indicazione. Nei negoziati per il rinnovo, ha alzato le pretese insieme al proprio status, arrivando a percepire lo stipendio più alto della storia del calcio europeo, con un salario base di settantadue milioni di euro lordi l’anno, e un potere decisionale su molte faccende legate alla squadra. Sempre minacciando di potersi trasferire al Real Madrid da un momento all’altro.

Il trasferimento è arrivato nell’estate del 2024. Mbappé è entrato in una squadra fresca vincitrice della Champions e, secondo diverse ricostruzioni, ha alterato gli equilibri dello spogliatoio. Ha segnato moltissimo, ma nelle prime due stagioni non sono arrivati i trofei attesi. Al centro sportivo di Valdebebas si sono succeduti quattro allenatori, finora con poco successo.

In un’intervista a L’Équipe, Mbappé aveva detto di cogliere l’aspetto divertente dei meme, ma anche di essere preoccupato dalla leggerezza con cui si evocano figure responsabili di atrocità storiche. È una preoccupazione comprensibile: ora una battuta su uno di quei meme ha prodotto una crisi commerciale multimilionaria. Anche il dittatore può finire sotto processo.

La Cina non è nuova a reazioni del genere quando un protagonista dello sport mondiale dice qualcosa che non piace. Nel 2019 toccò alla Nba, durante la tournée cinese dei Los Angeles Lakers e dei Brooklyn Nets. Daryl Morey, allora general manager degli Houston Rockets, pubblicò un tweet in solidarietà con i manifestanti di Hong Kong: «Fight for Freedom. Stand With Hong Kong». Bastarono sette parole per far saltare molti contratti. La televisione di Stato sospese le trasmissioni della Nba, la federazione cestistica cinese interruppe i rapporti con i Rockets e sponsor e partner commerciali si sfilarono. La lega si trovò stretta tra libertà d’espressione e un mercato da cui arrivavano ricavi enormi. La prima dichiarazione ufficiale riconobbe che il tweet aveva «profondamente offeso» gli amici e i tifosi cinesi. Due giorni dopo il commissioner Adam Silver difese la libertà d’espressione.

Anche LeBron James definì Morey «disinformato» e «non al corrente della situazione». Disse che il tweet avrebbe potuto danneggiare molte persone, anche finanziariamente, e poi precisò di riferirsi alle conseguenze, non al contenuto. Non fu una gran figura per uno sportivo abituato a prendere posizione sui diritti civili. Silver, dopo una prima risposta conciliante, difese poi la libertà d’espressione; LeBron scelse invece di prendere le distanze da Morey.

Il caso è subito diventato esemplificativo di quanto sia difficile tenere insieme i principi e gli interessi economici quando in gioco c’è il mercato cinese, un mercato troppo grande per essere ignorato. In più, Pechino mette facilmente il broncio, e soffre critiche e battute molto più di ogni democrazia occidentale (come quando decise di mettere al bando Winnie the Pooh solo perché sui social si diceva che assomigliasse al presidente Xi Jinping). Sembra quasi un complesso di inferiorità, rispetto alle piccinerie in questione: parliamo di una superpotenza globale che si comporta come se una battuta sui social potesse metterne in discussione il prestigio. Così l’orgoglio nazionale finisce per apparire come permalosità. E per dimostrare di non tollerare le offese, si arriva a tagliare rapporti commerciali che facevano comodo a entrambe le parti.

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