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Alfândega da Fé celebra a semana do Mestre José Rodrigues

22 October 2026 at 15:37

VTM

A Semana do Mestre José Rodrigues, que decorre em Alfândega da Fé, destaca a arte, a memória e a criatividade, celebrando os 90 anos do nascimento do artista plástico. Esta iniciativa visa homenagear uma figura marcante da cultura portuguesa, cujas raízes estão no concelho.

O evento não se limita a recordar o percurso de José Rodrigues; procura também manter viva a sua herança artística e despertar o interesse pela arte na comunidade. A programação valoriza o papel da cultura na identidade local e promove o contacto com diversas formas de expressão artística.

Particularmente focada nos jovens, a iniciativa inclui visitas guiadas à Bienal de Arte Contemporânea das Terras de Trás-os-Montes – Linha da Terra e Oficinas Criativas. Estas experiências visam estimular a imaginação e a capacidade interpretativa dos participantes através da arte.

No dia 28 de outubro, data que marca o aniversário de José Rodrigues, as homenagens ganham um significado especial ao evocar o legado de um artista cuja obra continua a enriquecer o património cultural português.

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O caderno secreto que revela os bastidores do teatro

22 October 2026 at 06:01
Um caderno gigante com a silhueta do Teatro Viriato desmistifica o processo artístico de Ângela Rocha, expondo dúvidas, ensaios e parcerias locais até à grande maquete comemorativa.

ReA! Art Fair torna alla Fabbrica del Vapore con cinquanta artisti emergenti

22 October 2026 at 03:45

La Fabbrica del Vapore di Milano ospita la sesta edizione di ReA! Art Fair, la prima fiera in Italia rivolta agli artisti emergenti senza la mediazione di gallerie o musei. Dopo le ultime edizioni, la manifestazione torna alla sua storica collocazione autunnale negli spazi del centro culturale del Comune di Milano, in via Procaccini.

A organizzarla è ReA! Arte, associazione culturale no profit fondata da Maryna Rybakova e Pelin Zeytinci, con l’obiettivo di creare un punto d’incontro diretto tra le nuove voci dell’arte contemporanea, il pubblico e gli operatori del settore. Il modello è quello di un mercato primario: chi visita la fiera dialoga con gli artisti, ne conosce la ricerca e può sostenerne il percorso senza passaggi intermedi.

Ilaria Costaglia Keep Me Safe Oil and acrylic on canvas 80 × 65 cm 2026. Courtesy of the artist

Anche quest’anno la fiera punta su un numero contenuto di partecipanti, con  cinquanta artiste e artisti internazionali, scelti tramite un’open call aperta a candidature da tutto il mondo. La selezione è stata curata dal comitato scientifico di ReA! Arte sotto la direzione della head curator Maria Myasnikova, con l’intento di privilegiare qualità e innovazione della proposta.

Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno è la distanza tra l’immaginare qualcosa e il portarlo nel mondo. Nel suo testo curatoriale, Myasnikova parte da una constatazione sul presente: «Oggi le idee circolano a una velocità senza precedenti. Vengono generate, condivise, consumate e dimenticate nell’arco di pochi secondi. Le immagini si moltiplicano all’infinito. Le opinioni arrivano già compiute. I concetti sono economici. La realizzazione, invece, non lo è». Le opere in mostra, tra pittura, scultura, installazione, performance, media digitali e pratiche interdisciplinari, nascono proprio da questo scarto, che secondo la curatrice è il luogo in cui l’arte acquista il proprio peso.

Ivy Chilelli, In Flesh, You’re Gone I & II Variable dimensions 2026. Courtesy of the artist

In un momento in cui il lavoro creativo viene misurato sempre più in termini di visibilità e rapidità, ReA! rivendica una scelta diversa, quella di sostenere pratiche che mettono la ricerca davanti alla reazione e lo sviluppo a lungo termine davanti al riconoscimento immediato. «Se le idee sono facili, la realizzazione resta un atto di convinzione», conclude Myasnikova.

La fiera si accompagna a un programma di premi e collaborazioni per gli artisti selezionati. Grazie alla nuova partnership con MARES, uno dei partecipanti otterrà una residenza in Piemonte, da maggio a luglio 2027, nel Complesso Monumentale di Santa Croce, con mostra conclusiva a settembre 2027 e catalogo edito da Allemandi. Torna inoltre il premio in denaro di Artsted, dedicato ai progetti più innovativi.

Tra i cinquanta nomi in fiera figurano, tra gli altri, Azzah Salwaa, Debora Graziano, Pauline Cordier, Nuo Chen, Marco Montemezzo (Amen), Zhang Qi, Johanna Dreyer, Isatou Jallow, Alexandra Taoukidou, Nikolai Prokofiev, Shir Shovel-Simhoni e Marco Silvestre (Nikopol).

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"Cultura pelo Direito à Habitação" com quase 900 assinaturas

21 October 2026 at 18:07
Salvador Sobral, Beatriz Batarda e Valter Hugo Mãe estão entre os subscritores. A carta condena a repressão policial e apoia as exigências dos manifestantes.

© INÊS LACERDA/OBSERVADOR

O músico Salvador Sobral é um dos primeiros subscritores da carta aberta

Pedro Duarte quer ouvir manifestantes, mas não vai negociar

21 October 2026 at 10:07
Autarca corrige promessa de ser imbatível e diz que reunião será para ouvir reivindicações. Pizarro condena tom mas reconhece "evolução positiva". Corte-Real critica cedência ao politicamente correto.

© David Oliveira/Observador

Descubren que una iglesia de Lugo que se creía románica es prerrománica asturiana del siglo IX

A pocos kilómetros al suroeste de Lugo, en una aldea del municipio, se encuentra la iglesia de Santa Eulalia de Esperante, o Santalla de Esperante en gallego. La historiografía la describía como un templo rural sencillo de época plenomedieval, con una sola nave, una cabecera recta y una fachada lisa del siglo XVIII coronada por […]

5.000 chaves secretas enviadas pelo correio em Viseu

21 October 2026 at 06:01
Ângela Rocha comemora os 25 anos do Teatro Viriato distribuindo chaves mestras pelas casas da cidade para abrir 25 janelas interativas de uma maquete dedicada às profissões do teatro.

“Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila” è la mostra per interrogare la storia

21 October 2026 at 03:45

«Credo che si possa parlare di arte politica da sempre. L’arte è parte di un contesto storico, sociale, geopolitico», spiega Marta Papini, curatrice insieme a Maurizio Cattelan della mostra Fabio Mauri. Gli anni dell’Aquila. La sua ricerca ha indagato il rapporto tra immagini, ideologia e potere, soffermandosi sui meccanismi attraverso cui le rappresentazioni influenzano la coscienza individuale e collettiva. 

Promossa dal Comune dell’Aquila e realizzata dal MAXXI nell’ambito dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, la mostra è visitabile fino al 24 gennaio 2027 a Palazzo Ardinghelli, sede del MAXXI L’Aquila. In città, Mauri, visse e insegnò per vent’anni. Tra il 1979 al 1999 tenne un corso in Estetica della Sperimentazione all’Accademia di Belle Arti, affiancando le lezioni teoriche al lavoro laboratoriale con gli studenti; realizzando performance; e sperimentando forme di ricerca nelle quali il linguaggio, il corpo e la partecipazione del pubblico s’integravano con l’opera stessa. 

Nato a Roma nel 1926 in una famiglia legata all’editoria e al teatro, Mauri trascorse gli anni del liceo a Bologna, dove nel 1942 fondò con Pier Paolo Pasolini e altri amici la rivista letteraria Il Setaccio, pubblicando articoli e disegni. La guerra e il dopoguerra segnarono profondamente la sua esperienza personale, tanto che, per un periodo, fu ricoverato in una struttura psichiatrica. Nel 1954 esordì come artista alla Galleria del Cavallino di Venezia. Tre anni dopo realizzò il primo Schermo, una superficie bianca incorniciata di nero e proporzionata come un televisore. Questo dispositivo divenne una delle sue cifre stile: era un’immagine vuota (apparentemente), capace di richiamare il mezzo attraverso cui la società iniziava a ricevere e interpretare una parte crescente delle informazioni.

Fabio Mauri, Che cosa è il fascismo, 1971, Performance. Ph Marcella Galassi. Courtesy Fabio Mauri Estate and Hauser & Wirth

«Mauri iniziò a interrogarsi sul potere delle immagini ben prima dell’avvento dei media digitali, chiedendosi come potessero influenzare il pensiero e diventare strumenti di persuasione», continua Papini. «Aveva capito che davanti a uno schermo siamo manipolabili: anche perfettamente autentica, l’immagine sullo schermo è un potente strumento di propaganda», ancora. Negli anni successivi realizzò Che cosa è il fascismo. Festa in onore del generale Ernst von Hussel di passaggio per Roma, performance che ricostruiva i rituali del regime e chiamava il pubblico a confrontarsi con il proprio coinvolgimento. Pochi mesi dopo, con Ebrea, tornò sulle persecuzioni nazifasciste, e sulla loro rimozione nella memoria. Da allora, il modo in cui la cultura può convivere con la violenza divennero temi ricorrenti della sua produzione, affrontati attraverso installazioni, immagini, oggetti e azioni performative. 

La mostra a Palazzo Ardinghelli ne è un esempio. La disposizione delle opere procede per associazioni visive, risonanze e contrasti. Al centro del percorso si trova Io sono un ariano, pubblicato nel 2009, anno della morte dell’artista, e composto quasi solo di immagini. Disposte circolarmente lungo il corridoio del piano nobile, affacciato sulla corte interna, formano una cronologia visiva attorno alla quale si articola liberamente la visita. Lo spettatore (se così possiamo intenderlo) può scegliere quale strada imboccare. Il percorso infatti comincia già nella corte, con La resa (2002), una grande bandiera bianca issata su una struttura di tubi da cantiere. Mauri l’aveva realizzata per gli Scavi di Ostia in occasione dell’anniversario del rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma. 

La bandiera mette in luce un’ambiguità: la resa non coincide per forza con la capitolazione politica, invita invece a una «resa del giudizio», la rinuncia alla pretesa di comprendere e giudicare pienamente la Storia. Una sospensione che non esclude la speranza, come suggerisce Mauri stesso: «una certa misura di resa può scoprire forse alternative inedite». All’ingresso di Palazzo Ardinghelli, vi è una sequenza di scatti di Elisabetta Catalano, nota come Ideologia e natura (1973). Qui una giovane donna, vestita con l’uniforme da Piccola Italiana, si sveste e si riveste ripetutamente al ritmo di un metronomo, fino a interrompere l’ordine previsto della vestizione. Il corpo diventa il luogo in cui si manifesta il rapporto tra individuo e ideologia, mentre il gesto ripetuto rende visibile la disciplina richiesta dall’appartenenza a un sistema. Salendo al piano nobile, alcuni altoparlanti diffondono in loop l’audio di Che cosa è il fascismo, introducendo il visitatore alla dimensione onnicomprensiva della ricerca di Mauri.

Fabio Mauri Entartete Kunst, 1985. Ph Timothy Doyon. Courtesy Fabio Mauri Estate and Hauser & Wirth

Una delle sezioni più immersive è dedicata ad Arierwiege (1995), cinque stanze allestite come una casa, con moquette e pareti color verde arsenico. Tra mobili e arredi compaiono oggetti marchiati «ariani»: un completo da uomo, lenzuola e cuscini, una valigia, una radio a valvole, un metro da sarta, un estintore, una borsa da medico e mascherine. La classificazione razziale investe gli oggetti più comuni e mostra l’assurdità di un sistema ideologico che pretende di estendere le proprie categorie a ogni aspetto della vita quotidiana. «L’ambiente familiare diventa così uno spazio in cui la classificazione ideologica si manifesta nella sua pervasività, senza bisogno di una spiegazione esterna», continua poi la curatrice

Il rapporto tra arte e politica attraversa tutte queste opere, ma la loro attualità, secondo Papini, non consiste nell’offrire risposte già definite. «Un’opera che prende posizione ti offre un riposo: sei d’accordo, hai fatto la tua parte, puoi andare. È lo stesso meccanismo del repost sui social, ognuno nella propria bolla. Più che di responsabilità parlerei di consapevolezza». La performance (quando non una piece teatrale) ha un ruolo di rilievo nel progetto espositivo. «Mauri non lascia scelta allo spettatore. In Che cosa è il fascismo, all’ingresso ricevi un cartoncino colorato che ti assegna una tribuna, e con la tribuna una categoria sociale: autorità, magistrati, stampa, rurali, e così via. Gli ebrei siedono in due tribune a parte. Quando ti accomodi, la performance sembra non essere ancora iniziata e tu sei già dentro, con un ruolo che non hai scelto. È un dispositivo semplicissimo e funziona subito: ti guardi intorno e vedi chi è stato messo altrove».

Fabio Mauri, Gli anni dell’Aquila, Installation view. Ph Roberto Marossi

L’azione porta in scena i Ludi Juveniles fascisti ai quali Mauri aveva assistito dodicenne a Firenze nel 1938, durante la visita di Hitler. Giovani in divisa eseguono esercizi ginnici, prove di scherma, sbandieramenti e inni di regime; la cerimonia coinvolge progressivamente chi assiste, riducendo la distanza tra rappresentazione e realtà. Quando i ragazzi in divisa fanno il saluto romano, parte l’applauso e il pubblico si ferma con le mani sospese, accorgendosi di aver reagito per riflesso. «Parlerei più di complice che di testimone. È più scomodo e meno assolutorio», dice, poi, Papini. «Mauri parlava della performance come “esercizio spirituale” in cui “rivivere due volte lo stesso evento trova più modificato l’osservatore che l’evento stesso”». Chi assiste è chiamato a misurarsi con le proprie reazioni, con la facilità con cui può seguire un comportamento collettivo e con la possibilità di riconoscere, nel presente, meccanismi già sperimentati in passato (anche non direttamente).

A dicembre il MAXXI L’Aquila ospiterà una seconda performance, Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo (1989), presentata per la prima volta proprio nella città abruzzese durante gli anni dell’insegnamento di Mauri e riproposta nel 2012 a dOCUMENTA, a Kassel. L’opera mette in scena un grande tavolo al quale siedono esponenti della cultura tedesca, filosofi, musicisti e letterati, mentre tutt’intorno il pubblico mangia würstel e crauti e beve birra. La scena è interrotta dall’irruzione di una ballerina espressionista e dalla lettura radiofonica di un estratto degli atti del processo ad Adolf Eichmann, dedicato allo sfruttamento economico dei corpi nei campi di concentramento nazisti. Il contrasto tra il banchetto, emblema della convivialità, e la lettura degli atti processuali mette in relazione cultura e barbarie, mostrando come il pensiero e le tradizioni di una società possano convivere con la violenza.

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Patti Smith: "Envergonhada com a administração" dos EUA

20 October 2026 at 17:07
A artista receberá sexta-feira o prémio Princesa das Astúrias das Artes, em Oviedo. Aproveitou para apelar ao voto nas eleições de novembro nos Estados Unidos.

© ELOY ALONSO/EPA

Patti Smith será premiada sexta-feira com o prémio Princesa das Astúrias das Artes em Oviedo

Vídeos de ajedrez | Portisch, el barítono letal

19 October 2026 at 17:00

Cuando la Unión Soviética dominaba el ajedrez con una hegemonía aplastante, sólo un puñado de jugadores del resto del mundo eran capaces de competir con ellos por los primeros premios de cualquier torneo. Uno de ellos era el húngaro Lajos Portisch, cuyo perfil deportivo está muy ligado al número ocho. Disputó ocho veces el Torneo de Candidatos, fue octacampeón de su país y dedicó a su entrenamiento ocho horas diarias durante los treinta años que fue miembro de la élite.

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El Rincón de los Inmortales 579

CIAC inaugura o INTERFACE: Novo laboratório que une Arte, Comunicação e Ciência na UAlg

20 October 2026 at 08:55

 O CIAC – Centro de Investigação em Artes e Comunicação assinalou oficialmente a abertura do INTERFACE – Laboratório de Tradução Digital, uma nova infraestrutura tecnológica e científica criada para aproximar a ciência, a criação artística e a sociedade.

Saliente-se que o INTERFACE é um laboratório pioneiro focado na tradução e visualização de conhecimento científico complexo para o grande público e para as indústrias criativas. Foi financiado em 473.800 euros pelo programa EQUIPAR+2 da Fundação para a Ciência e a Tecnologia (FCT), no âmbito do Plano de Recuperação e Resiliência (PRR),

Dotado de equipamento de ponta para produção imersiva e interatividade, o laboratório servirá investigadores, docentes e estudantes da Universidade do Algarve. De acordo com o coordenador do CIAC, Bruno Mendes da Silva, “o INTERFACE atuará como um laboratório especializado, capaz de transformar dados científicos complexos, por exemplo, da área das ciências da saúde, em narrativas visuais acessíveis e envolventes”.

Importa salientar que o projeto contempla ainda uma extensão regional, o AI Studio, localizado no polo do CIAC no Instituto Politécnico de Santarém, focado em Inteligência Artificial e literacia digital, equipado com periféricos inclusivos (tecnologia Braille e comandos por voz) para garantir total acessibilidade.

Com a entrada em funcionamento do INTERFACE, o CIAC reforça a sua capacidade de investigação transdisciplinar, promovendo a inovação tecnológica e a difusão da ciência na região e no país.

Plantas de vassoura e grés negro no fim de uma exposição

20 October 2026 at 06:02
Encerrando o percurso pelas obras de Liliana Velho no Teatro Viriato, plantas de braceijo e grés negro simbolizam o renascimento e a coesão, num convite para acompanhar a evolução da exposição.

Alentejo e Estremadura espanhola criam "corredor cultural"

19 October 2026 at 23:17
A aliança "A Fronteira da Cultura" foi constituída esta segunda-feira, em Évora. Envolve concelhos como Évora, Elvas, Badajoz e Cáceres e arranca em 2027.

© NUNO VEIGA/LUSA

A iniciativa arranca com 24 participantes, mas está aberta à adesão de mais instituições e agentes culturais interessados, oriundos de outros concelhos de ambas as regiões

Huellas dactilares descubiertas en los Guerreros de Xi’an revelan que en su fabricación participaron también mujeres y niños

Hace unos 2.200 años, alguien apretó con el dedo un trozo de arcilla húmeda para pegar la solapa de una coraza. Esa presión dejó una huella que el horno selló y que ha llegado intacta hasta hoy. Ahora, un equipo del Museo del Sitio del Mausoleo del Emperador Qin Shi Huang y de la Universidad […]

Ciclo de conferências em Loulé “Museus Hoje. De que museus precisamos?” arranca hoje

19 October 2026 at 08:55

Com uma sessão dedicada à participação da comunidade e à transformação dos modelos museológicos contemporâneos, o Museu Municipal de Loulé retoma o ciclo de conferências “Museus Hoje. De que
museus precisamos?
”.

A iniciativa vai arrancar hoje, segunda-feira, dia 19 de outubro, às 18:00 horas, no espaço dos Banhos Islâmicos e Casa Senhorial dos Barreto, com entrada livre.
Sob o título “Do museu de território ao Acervo de Comunidade: reflexões sobre participação, coprodução e mediação patrimonial”, a apresentação estará a cargo do doutor em Estudos do Património, História da Arte, e investigador, João Duarte, que propõe uma reflexão aprofundada sobre a transição de museus focados exclusivamente em coleções para abordagens centradas no território e nas populações locais.

A conferência aborda o conceito de Acervo de Comunidade enquanto ferramenta de mediação patrimonial capaz de cruzar a investigação científica com a memória coletiva, os saberes e as vivências dos cidadãos. Em debate estarão temas prementes da museologia contemporânea, tais como a curadoria participativa, a cocriação de conhecimento e a valorização de patrimónios materiais, imateriais e digitais.

Importa sinalizar que para além de perspetivar novas formas de envolvimento dos cidadãos nos processos de patrimonialização, a sessão irá falar igualmente sobre os desafios metodológicos e científicos desta abordagem: como promover um museu participativo e inclusivo sem comprometer o rigor, a coerência na seleção e a sustentabilidade das práticas museológicas?

O Museu Municipal de Loulé pretende desta forma reforçar o seu compromisso com a reflexão crítica sobre a função social dos museus, convidando investigadores, profissionais do setor cultural, estudantes e o público em geral a participarem num debate essencial sobre o património e a sua relação com a comunidade.

Barro vermelho do Alentejo esconde um segredo em Viseu

19 October 2026 at 06:02
Moldado em barro vermelho de Vendas Novas, um coração desintegra-se na parede. A artista explora o simbolismo do amor e da perda através de formas abstratas que nascem da ação do tempo no campo.

20h. Pedro Duarte: "manifestação não é espaço" para reunião

18 October 2026 at 20:14
Em declarações, o autarca do Porto garante que as portas da Câmara estarão "sempre abertas" para o diálogo. Ainda, no Brasil, realiza-se hoje o primeiro debate entre Lula da Silva e Flávio Bolsonaro.

23h. Pedro Duarte convidou manifestantes para reunião na CM

17 October 2026 at 23:17
O presidente da Câmara do Porto falou à TSF à margem do 50.º aniversário da Associação de Moradores do Campo Alegre. Ainda, Paulo Raimundo acusa o Governo de agravar a crise na habitação.

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