What time is the final of Celebrity Traitors tonight?
The winner or winners of the popular BBC series will be revealed tonight

© PA Media
The winner or winners of the popular BBC series will be revealed tonight

© PA Media
Tributes pour in for Sir Patrick Stewart after his death following a battle with Alzheimer’s disease

Next month’s poll no longer the contest it was, as Pedro Sánchez finds himself forced to defend government’s safety record
One of the most dependable cliches of contemporary Spanish politics is that it never pays to bet against Pedro Sánchez. Time and time again – as leader of the Spanish Socialist Workers’ party (PSOE) and as prime minister – Sánchez has shown an almost preternatural ability to profit from adversity, and to confound expectations and wrongfoot his opponents.
But next month’s snap general election, called by Sánchez after rightwing and far-right parties voted down the housing reforms his coalition government had announced in response to angry protests, may suddenly not be the contest it once was.
Continue reading...
© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock

© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock

© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock
Next month’s poll no longer the contest it was, as Pedro Sánchez finds himself forced to defend government’s safety record
One of the most dependable cliches of contemporary Spanish politics is that it never pays to bet against Pedro Sánchez. Time and time again – as leader of the Spanish Socialist Workers’ party (PSOE) and as prime minister – Sánchez has shown an almost preternatural ability to profit from adversity, and to confound expectations and wrongfoot his opponents.
But next month’s snap general election, called by Sánchez after rightwing and far-right parties voted down the housing reforms his coalition government had announced in response to angry protests, may suddenly not be the contest it once was.
Continue reading...
© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock

© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock

© Photograph: Sergio R Moreno/GTRES/Shutterstock
Le forze armate iraniane hanno annunciato che quattro petroliere sono state colpite da mine navali e hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti sostengono di aver in gran parte bonificato. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, tre imbarcazioni avrebbero urtato le mine mentre tentavano di attraversare una rotta non autorizzata nella parte meridionale dello Stretto, dopo aver disattivato radar e sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti iraniani. L’esercito di Teheran ha successivamente riferito di un quarto tanker danneggiato e incendiato nelle stesse circostanze. Non sono state precisate le bandiere delle navi né la provenienza dei carichi.
L’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha segnalato un’imbarcazione in fiamme al largo dell’Oman e una petroliera colpita da un proiettile, di cui non è stata identificata la natura. In quest’ultimo episodio non si registrano feriti. Non è ancora chiaro se le due navi siano tra le quattro che, secondo Teheran, avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz.
L’Iran considera illegittimo il passaggio delle navi lungo il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alle coste dell’Oman. “La rotta non autorizzata è minata e gli armatori e gli equipaggi che decidono di attraversarla lo fanno a proprio rischio e pericolo”, hanno avvertito i Guardiani della Rivoluzione, invitando a non dare credito alle “assurdità diffuse sui social media dal Centcom”, il comando militare americano per il Medio Oriente e l’Asia.
Gli incidenti riaccendono lo scontro tra Iran e Stati Uniti sulla sicurezza di una delle rotte marittime più importanti al mondo, attraverso la quale, prima della guerra, transitava circa un quinto degli idrocarburi mondiali. Washington sostiene di aver bonificato dalle mine iraniane i principali corridoi di navigazione e di aver contribuito, dall’estate, al transito di 1,5 miliardi di barili di petrolio. Teheran contesta però questa ricostruzione e avverte che le rotte non autorizzate restano minate.
“Dimostrate di aver bonificato lo Stretto di Hormuz con prove indipendenti, non con semplici dichiarazioni“, ha affermato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi. In un comunicato separato, i Pasdaran hanno inoltre annunciato di aver catturato un drone da ricognizione statunitense. Secondo quanto riferito, il velivolo, identificato come un MQM-170, sarebbe stato intercettato da un’unità di guerra elettronica durante un’operazione nella parte occidentale dello Stretto di Hormuz.
Un frammento di missile ha ferito un cittadino saudita. L’autorità di protezione civile saudita ha dichiarato che alcune schegge cadute, in seguito all’intercettazione di due missili, hanno ferito un cittadino saudita a Riad. L’intercettazione ha provocato anche danni a un’abitazione e a un veicolo, ha dichiarato il portavoce delle autorità all’agenzia di stampa statale.
Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato di avere condotto sei operazioni militari contro l’Arabia Saudita. Secondo la dichiarazione di Saree, gli Houthi hanno preso di mira i seguenti obiettivi: la raffineria petrolifera di Ras Tanura con un missile balistico, l’impianto Aramco ad Abqaiq con un missile, l’Aeroporto internazionale Re Khalid di Riad con numerosi missili, l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam con un drone, la raffineria petrolifera di Rabigh con un missile balistico, il Quartier generale delle truppe saudite nella regione di Najran. L’Arabia Saudita non ha ancora confermato le affermazioni degli Houthi.
Il presidente americano Donald Trump non permetterà che il conflitto con l’Iran si trasformi in una “guerra senza fine”. Lo ha assicurato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, difendendo la campagna militare dell’amministrazione americana in Medio Oriente.
Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’ammiraglio Brad Cooper, ha informato il Presidente americano Donald Trump sulle opzioni militari da adottare nei confronti dell’Iran durante una rara visita alla Casa Bianca. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali americane e altre fonti con conoscenza diretta della questione. Secondo il quotidiano, all’incontro hanno partecipato anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Kyne. L’incontro ha fatto seguito a una riunione tenutasi ieri alla Casa Bianca, durante la quale gli ufficiali militari hanno incontrato il vicepresidente JD Vance, ha affermato una fonte.
L'articolo Medio Oriente nel caos, 4 petroliere in fiamme a Hormuz, missili Houthi contro l’Arabia. Trump con i vertici militari Usa alla Casa Bianca proviene da Affaritaliani.it.


Todd Owyoung/NBC via Getty Images
Alex Rodriguez says baseball taught him the value of failure.
Speaking on Friday's episode of "The Sebastian Maniscalco Show," Rodriguez said his professional baseball career shaped his approach to managing his business, A-Rod Corp.
"I think the greatest thing that I've learned from sports is to develop thick skin, because baseball specifically is a major sport of failure," Rodriguez said.
The former baseball player said he ranks fifth all-time in strikeouts in the history of the game.
"That means only four people in the history of mankind have failed more than me, right?" Rodriguez said. "I often tell my girls I have a Ph.D. in failing, but I also have a master's in getting back up."
He said the key is to keep coming back and trying again. No matter how many missed hits or strikeouts came before, each new at-bat is a fresh chance, he said.
"That's a real gift, and I think that this generation of young kids lacks that a little bit," Rodriguez said.
He also said success requires a strong work ethic, a team with complementary skills, and the ability to work together toward a shared goal.
Rodriguez then referenced a quote that resonated with him. "Great players often don't win championships. The best teams do, even though they may not have the most talent," he said.
"I'm a big believer in that," he added.
Rodriguez is not alone in seeing setbacks as part of the path to success.
Professional field hockey player Boris Burkhardt told Business Insider in July 2025 that sports made him comfortable with losing, a lesson he has carried over into building his businesses.
"When you lose a deal or you didn't manage to close the deal, then you dive into it — where did it go wrong?" Burkhardt said. "Failure is something you should embrace when you play sports or when you're building a business to get better."
Conan O'Brien has similarly said that his long career has depended on treating setbacks as a way to reset and look ahead.
"It keeps happening over and over and over again, and then it's just learning to roll with it and say, OK, what's my next opportunity? Reset, recommit, and look for the next opportunity," O'Brien said in a March podcast appearance.
Escribo estas líneas desde el dolor, pero sobre todo desde la gratitud por haber conocido y disfrutado, junto a muchos otros afortunados, a Fátima Báñez.

© EPV
Los audios de las conversaciones entre el centro de mando de la estación de Atocha y los maquinistas de los trenes siniestrados este miércoles cerca de Urda (Toledo), apuntan, como había señalado desde el primer momento el Ministerio de Transportes, a un error humano. Pero un análisis pormenorizado con expertos, entre ellos, maquinistas, de esas grabaciones y la compleja jerga de siglas y acrónimos que manejan, hablan de un fallo mucho más extendido, que alude directamente al sistema.
La presión es enorme y va a crecer mucho en cuanto acabe el duelo oficial por los muertos en el accidente de Urda. Todo indica que la petición de dimisión de Óscar Puente, ministro de Transportes, será uno de los ejes de la campaña de PP y Vox en las próximas semanas. Pero no solo ellos apuntan a uno de los hombres clave del sanchismo, decisivo en la campaña socialista. También algunos socios importantes del PSOE, como el PNV o el Frente Amplio, están apuntando a su responsabilidad y rechazando la idea de que el accidente pueda explicarse simplemente con el argumento del “fallo humano”.

© EPV
Algunos dirigentes de la cúpula del Partido Popular no podían contener las lágrimas tras la confirmación este jueves, 30 horas después del accidente, de que la exministra Fátima Báñez era una de las víctimas mortales de la tragedia ferroviaria de Urda. La familia de la exdirigente del PP tuvo que afrontar una espera agónica hasta que los bomberos consiguieron recuperar su cuerpo de los restos de los vagones siniestrados, lo que retrasó su identificación y añadió todavía más impacto emocional a la noticia de su muerte entre sus allegados en el PP, que eran muchos. Báñez era una figura muy querida en el partido y su pérdida ha provocado una conmoción en el PP que explica también el tono contenido ante la catástrofe, según transmiten en la cúpula, pese a la furia que recorre a las filas populares contra el Gobierno. Génova ya había decidido, en todo caso, respetar el luto oficial y Alberto Núñez Feijóo se mantuvo este jueves, un día después del accidente, en un perfil institucional sin pedir dimisiones, aunque sí reclamó que se asuman responsabilidades políticas antes de la investigación. En el PP los ánimos están muy caldeados y la reflexión interna es que, superado el luto, se apuntará a Sánchez. “Con la dimisión de Puente no basta”, advierte un dirigente.

© EPV
Todo se quedó antiguo de repente: la visita al cardiólogo, la revisión de la caldera de gas, la cita con la fisio o el podólogo. Se quedó antigua la partida de cartas de los miércoles, la comida familiar de los jueves, el vermut con los amigos de los viernes y hasta el texto que tenía uno preparado para esta esquina del periódico se quedó de súbito obsoleto. Al principio, cuando apenas sabíamos, las cosas se iban quedando antiguas muy despacio, pero después de los primeros muertos la vida entera se quedó de golpe suspendida, antigua, igual que el tráfico rodado y los semáforos y el mobiliario urbano. La tarta de cumpleaños que tenías que recoger también se quedó antigua, se infartó, lo mismo que el siglo XXI. En los hospitales, los niños nos nacían antiguos y velábamos en los tanatorios cadáveres pretéritos.
Con un saldo insoportable de vidas rotas, la tragedia ferroviaria de Toledo nos devuelve de golpe a la más cruda realidad: no podemos normalizar que viajar en transporte público se convierta en un acto de fe frente a fallos evitables y cadenas de negligencias. Confiamos en una red que, ante la primera brecha, delega toda la responsabilidad en el factor humano bajo presiones incomprensibles. La modernidad de un país no se mide solo por la velocidad de sus trenes, sino por la firmeza con la que prioriza la seguridad por encima de cualquier urgencia operativa. Exigir transparencia y responsabilidades hasta el final no es solo una deuda con las víctimas y sus familias, sino la única manera de rescatar la confianza en unas infraestructuras públicas que hoy nos duelen en el alma.
Este viernes 30 de octubre se cumplen 116 años del nacimiento de Miguel Hernández, un poeta universal al que dejaron morir en la cárcel de Alicante al acabar la Guerra Civil cuando apenas tenía 31 años. La obra hernandiana tiene dos referentes geográficos: su cuna e infancia oriolanas y alicantinas, de un lado, y, de otro, la provincia de Jaén, adonde llegó destinado como comisario de Cultura para dirigir el periódico Altavoz del Frente Sur. De allí era su esposa, Josefina Manresa, y aquí fue nombrado en 2024 Hijo Adoptivo de la provincia a título póstumo.

© Teo Moreno Moreno ( Alamy / CORDON PRESS )

© KMazur (WireImage)

© Stephanie Augello (Variety via Getty Images)

© Robert Marquardt (Getty Images)

© Michael Tran (FilmMagic)

© Mauricio Santana (Getty Images)

© Gregg DeGuire (WireImage)

© EL PAÍS

© Getty

© Getty

© Dave Benett (Getty Images)

© Europa Press Entertainment (Europa Press via Getty Images)

© Getty

© Chris Weeks (FilmMagic)

© Steve Granitz (WireImage)

© WWD (Penske Media via Getty Images)

© Getty

© David Livingston (Getty Images)

© Michael Kovac (Getty Images for Baby2Baby)

© Getty
Javier Milei volverá a España la semana que viene. Después de protagonizar una agitada visita a Madrid siete días atrás, cuando llamó “dictador” y “ladrón” al presidente del Gobierno español, Pedro Sánchez, el mandatario argentino volverá para participar de la XXX Cumbre Iberoamericana, los días 4 y 5 de noviembre.

© Mariscal (EFE)
Anti-socialist opposition leader and Nobel Peace Prize winner María Corina Machado on Thursday affirmed that Venezuela will become America's greatest ally in the region once it finishes its transition back to democracy after nearly three decades of socialism.
The post María Corina Machado: Venezuela Will Become U.S.’s ‘Greatest Ally’ Once It Returns to Democracy appeared first on Breitbart.



